<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="wordpress/2.2" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>L'orologiaio miope</title>
	<link>http://www.lorologiaiomiope.com</link>
	<description>Il viaggio psichedelico del Beagle alla ricerca di animali strani</description>
	<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 15:29:00 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.2</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Panorpa communis, la figlia della madre di tutte le mosche</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=373</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=373#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 17:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[invertebrati]]></category>

		<category><![CDATA[Insetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=373</guid>
		<description><![CDATA[Gli insetti sono famosi per la loro estrema varieta&#8217;. Nelle loro file si contano infatti gli ordini piu&#8217; numerosi, come i ditteri (mosche e zanzare) e i lepidotteri (farfalle e falene).
Ci sono pero&#8217; anche gruppi rappresentati solo da poche specie e uno di questi e&#8217; quello dei Mecoptera, a cui appartiene la Panorpa communis, detta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli insetti sono famosi per la loro estrema varieta&#8217;. Nelle loro file si contano infatti gli ordini piu&#8217; numerosi, come i ditteri (mosche e zanzare) e i lepidotteri (farfalle e falene).</p>
<p>Ci sono pero&#8217; anche gruppi rappresentati solo da poche specie e uno di questi e&#8217; quello dei Mecoptera, a cui appartiene la Panorpa communis, detta anche &#8220;mosca scorpione&#8221;.</p>
<p>I primi fossili di mecopteri risalgono infatti al Permiano, il che li rende un gruppo molto antico, e presentano alcune caratteristiche primitive in comune con altri insetti &#8220;antichi&#8221; come Neurotteri e Megalotteri. All&#8217;epoca pero&#8217;, nel Paleozoico, erano un ordine ben rappresentato con diverse famiglie e moltissime piu&#8217; specie di quelle attuali . Oggigiorno sono rimaste solo 500 specie distribuite per lo piu&#8217; in foreste e zone umide tropicali. In Europa ce ne sono solo otto, che vivono sul limitare dei boschi, di cui una di queste e&#8217; proprio la <em>Panorpa communis</em>, presente anche in Italia.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/detail_of_panorpa_communis.jpg" title="detail_of_panorpa_communis.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/detail_of_panorpa_communis.jpg" title="detail_of_panorpa_communis.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/detail_of_panorpa_communis.jpg" alt="detail_of_panorpa_communis.jpg" /></a></p>
<p align="center">Testa di mosca scorpione. foto: <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Soebe" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/commons.wikimedia.org');">Soebe</a> in wikimedia</p>
<p>Una delle caratteristiche insolite della mosca scorpione, e di tutti gli altri Mecotteri, e&#8217; di avere un &#8220;muso&#8221; insolitamente lungo, come un formichiere. Insolito, ma non unico: le strutture facciali ricordano molto da vicino quelle delle mosche primitive e ci sono dei mecotteri fossili come <em>Permotanyderus</em> e <em>Choristotanyderus</em> che hanno strutture intermedie tra Ditteri e Mecotteri, indicando un antenato comune. In pratica, da un antico insetto simile ad un Mecottero si sarebbe avuta una speciazione che avrebbe poi originato mosche e zanzare da un lato, e mosche scorpione dall&#8217;altro.</p>
<p>D&#8217;altro canto i Mecotteri sono insetti olometaboli, cioe&#8217; hanno uno stadio larvale completamente diverso dall&#8217;adulto alato. Curiosamente, le larve di alcuni Mecotteri sono bruchi molto simili a quelle di Lepidotteri e Tricotteri, e cio&#8217; non a caso: sempre da reperti fossili, si nota una comune ascendenza. Se cio&#8217; non bastasse, il sister taxon dei Mecopteri (cioe&#8217; il gruppo piu&#8217; vicino) e&#8217; quello delle pulci (Sifonatteri). Bella famiglia, insomma. Di tutto il gruppone dei Mecopteroidea (mecotteri, pulci, ditteri, lepidotteri e tricotteri), pero&#8217;, quello delle mosche scorpione e&#8217; quello dei &#8220;parenti poveri&#8221;, ovvero quello con meno specie, anche se e&#8217; quello che piu&#8217; somiglia all&#8217;insetto originale che ha dato vita alla speciazione: evidentemente perche&#8217; ha sofferto della competizione con i parenti piu&#8217; &#8220;evoluti&#8221; e specializzati. Per fare un analogo coi mammiferi, e&#8217; quello che e&#8217; successo alle tupaie (Scandentia) che sono rimaste simili alla forma originale dei primitivi mammiferi insettivori ma ne sono rimaste poche specie, perche&#8217; le varie altre forme diversificate di mammiferi, dai carnivori ai roditori ai primati, le hanno soppiantate.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/collage1.jpg" title="collage1.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/collage1.jpg" title="collage1.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/collage1.jpg" alt="collage1.jpg" /></a></p>
<p align="center"><em>Panorpa sp.</em><em> femmina che divora una <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/?p=295" >forbicina</a> morta, presumibilmente rubata ad un ragno. Nella foto di sinistra si intuisce il lungo muso inserito nell&#8217;esoscheletro della forbicina. (C) Lisa Signorile</em></p>
<p>Il muso lungo delle mosche scorpione non serve a per pungere: si nutrono di insetti morti, che rubano abilmente dalle ragnatele, detriti organici e a volte nettare dei fiori. Sono innocui spazzini onnivori, insomma. Degno di nota e&#8217; il fatto che Panorpa sia in grado di muoversi sulle ragnatele senza finire invischiata.</p>
<p>Un&#8217;altra carettaristica fisica insolita di <em>P. communis</em>, e di tutte le altre mosche scorpione, e&#8217; la coda -da scorpione- del maschio. La coda (che in realta&#8217; e&#8217; l&#8217;organo genitale) non serve pero&#8217; per pungere come negli scorpioni (questi insetti sono del tutto innocui) ma tiene ferma la femmina durante la copula e inserisce lo sperma nel corpo della compagna, dato che la fecondazione e&#8217; interna come in noi mammiferi.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/panorpacommunism.jpg" title="panorpacommunism.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/panorpacommunism.jpg" title="panorpacommunism.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/panorpacommunism.jpg" alt="panorpacommunism.jpg" /></a></p>
<p align="center"><em>Panorpa communis maschio. Foto: <a href="http://aramel.free.fr/INSECTES12'.shtml" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/aramel.free.fr');">aramel.free.fr</a></em></p>
<p>L&#8217;accoppiamento e&#8217; una fase molto delicata della vita di una mosca scorpione maschio: se non sta attento e non fa tutto come si deve, rischia di essere divorato dalla femmina. Come risolvere questo problema? Innanzi tutto l&#8217;evoluzione ha fatto si da fornire al maschio la coda &#8220;prensile&#8221; per un &#8220;bondage&#8221; della sua pericolosa compagna. E poi gli ha donato un temperamento romantico: il maschio di Panorpa attira la femmina con un fragrante odore di feromoni  prototti dalle ghiandole addominali, essenzialmente polieni ed etilene (la sostanza prodotta naturalmente dalle piante per far maturare la frutta). Come regalarle un mazzo di fiori, insomma. Poi spesso le regala un insetto, un fungo o un altro cibo che lei divora durante il corteggiamento, che suppongo equivalga alla scatola di cioccolatini. Infine produce un particolare tipo di saliva che solidifica a contatto con l&#8217;aria e che la femmina mangia durante la copula, che in alcune specie dura diverse ore. Dopo tutti questi &#8220;omaggi&#8221; la femmina sara&#8217; sazia e risparmiera&#8217; il compagno. Cosa non si fa per un po&#8217; di sesso!</p>
<p>La femmina depone delle uova piccole e delicate in fessure del terreno che sono in grado di assorbire acqua dall&#8217;ambiente e aumentare di dimensioni idratandosi dopo la deposizione. La larva che emerge dopo un po&#8217; di tempo  ha l&#8217;aspetto di un bruco di farfalla (che in termine tecnico si chaima larva eruciforme), con sei zampe e otto false zampe, e in Panorpa  va incontro a un periodo di diapausa (stasi metabolica) prima di impuparsi. Dalla pupa, che e&#8217; simile a quella di una farfalla, emerge l&#8217;adulto, dotato di ali trasparenti con un complicatissimo sistema di venature, che ricomincia il ciclo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=373</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Ognuno ha le sue debolezze&#8230;</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=372</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=372#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 12:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[evoluzionisti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=372</guid>
		<description><![CDATA[Ieri ho incontrato Richard Dawkins. Per caso, a teatro. Gli ho fatto i complimenti per il suo lavoro, mi e&#8217; sembrato contento ma un po&#8217; imbarazzato. Io invece mi sentivo emozionata come un&#8217;adolescente che incontra il suo cantante rock preferito, e non sono riuscita a chiedergli un paio di cose che avrei voluto domandargli. Porca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho incontrato Richard Dawkins. Per caso, a teatro. Gli ho fatto i complimenti per il suo lavoro, mi e&#8217; sembrato contento ma un po&#8217; imbarazzato. Io invece mi sentivo emozionata come un&#8217;adolescente che incontra il suo cantante rock preferito, e non sono riuscita a chiedergli un paio di cose che avrei voluto domandargli. Porca miseria, e ora quando mi ricapita?!</p>
<p>Comunque sua moglie e&#8217; molto piu&#8217; simpatica di lui&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=372</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;invasione degli alieni continua</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=367</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=367#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 01:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[alloctoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=367</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Italia e&#8217; invasa dagli alieni. Giorno dopo giorno, subdolamente, arrivano nella penisola e si diffondono sul territorio senza che ce ne accorgiamo . Come la letteratura di fantascienza ci insegna, sono pericolosi, e a volte cercano di assumere il controllo del territorio eliminando  i rivali e i potenziali concorrenti. Sono resistenti alle malattie, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia e&#8217; invasa dagli alieni. Giorno dopo giorno, subdolamente, arrivano nella penisola e si diffondono sul territorio senza che ce ne accorgiamo . Come la letteratura di fantascienza ci insegna, sono pericolosi, e a volte cercano di assumere il controllo del territorio eliminando  i rivali e i potenziali concorrenti. Sono resistenti alle malattie, e sanno come sopravvivere anche in un ambiente ostile. Ne bastano pochi per cominciare l&#8217;invasione. Non c&#8217;e&#8217; scampo.</p>
<p>Non ci credete? guardatevi intorno. Specie aliene sono ovunque, nei laghi, nei fiumi, nei boschi, nei mari e a volte anche nelle nostre citta&#8217;. Aliene nel senso anglosassone del termine di alloctone, naturalmente, ovvero che non sono native.</p>
<p>Tutti i gruppi di vertebrati e molti di invertebrati contano oramai specie alloctone, e cosi&#8217; pure le piante.</p>
<p>Solo tra i <strong>vertebrati</strong> ci sono, tra gli altri: (i dati sono presi dal sito del <a href="http://www.europe-aliens.org/regionFactsheet.do?regionId=ITA-IT" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.europe-aliens.org');">DAISIE</a>)</p>
<p><strong>Pesci</strong>: Trota Iridea, Salmerino di fonte, Abramide, Pseudorasbora, Rodeo, Siluro, Pesce gatto, Pesce gatto americano, Pesce gatto africano, Persico trota, Persico sole, Acerina, Luccioperca, Carpa erbivora, Carpa argentata, Carassio, Tilapia, Rutilo, Gambusia, Barbo danubiano; ci sono in tutto finora 25 specie censite;</p>
<p><strong>Anfibi</strong>: Rana toro (<em>Rana catesbeiana</em>), <em>Xenopus laevis</em>, <em>Rana balcanica</em><em>, Rana ridibunda, Proteus anguinis<br />
</em></p>
<p><strong>Rettili</strong>: Tartaruga orecchie rosse (T<em>rachemys scripta</em>), Agama agama (lucertola africana), <em>Mediodactylus kotschyi (</em>geco dei balcani<em>), Testudo Greca e Marginata (</em>Tartarughe terrestri greche<em>);</em></p>
<p><strong>Uccelli</strong>: Ibis sacro, Coturnice orientale, Colino della virginia, Parrocchetto dal collare, Parrocchetto monaco, Usignolo del Giappone, Bengalino comune, Becco a cono golacinerina, <em>Paradoxornis webbianus e </em><em>Paradoxornis alphonsianus </em>etc (l&#8217;elenco e&#8217; molto lungo);</p>
<p><strong>Mammiferi</strong>: Scoiattolo grigio, scoiattolo variabile, tamia siberiano, visone, nutria, cane procione, topo muschiato, minilepre.</p>
<p>Tra gli <strong>invertebrati</strong> ricordo solo il gambero americano e la zanzara tigre, ma anche qui l&#8217;elenco e&#8217; molto lungo.</p>
<p>Magno cum gaudio, notizia recentissima e&#8217; che all&#8217;elenco si e&#8217; aggiunto  il <strong>procione </strong>(<em>Procyon lotor</em>), si, proprio quello che ornava il cappello di Davy Crocket e le spalle di Candy-Candy.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/raccon.jpg" title="raccon.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/raccon.jpg" title="raccon.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/raccon.jpg" alt="raccon.jpg" height="476" width="633" /></a></p>
<p align="center"><em>Il procione e&#8217; arrivato in Italia. Foto: <a href="http://www.clayberry.org/gobpilegarden.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.clayberry.org');">www.clayberry.org</a> </em></p>
<p>Ora i problemi sono tre:</p>
<p>1) da dove vengono tutti questi animali?</p>
<p>2) e&#8217; davvero necessario intervenire per bloccare l&#8217;invasione?</p>
<p>3)  si puo&#8217; realisticamente fare qualcosa?</p>
<p>Affrontiamoli uno per volta.</p>
<p>1) Da dove arrivano? Domanda piuttosto complicata, perche&#8217; ci sono diversi modi. Ad esempio, arrivano con le proprie zampe da paesi vicini, come si pensa sia il caso dello sciacallo dorato e del cane procione, attraverso la Carnia il primo e la valle del Ticino il secondo. Oppure vengono presi da paesi vicini e liberati di proposito in natura, come e&#8217; successo alla <em>Testudo greca</em> e al <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/?p=166" >Proteo</a>, ma anche a quasi tutti i pesci. I piu&#8217; pero&#8217; scappano dalla cattivita&#8217;, per incidente come i parrocchetti o di proposito come e&#8217; il caso dei visoni e degli scoiattoli grigi, rilasciati dagli ambientalisti i primi, e da un ex-console con idee peregrine i secondi.</p>
<p>Trovo degno di nota, a questo proposito, il caso di un importatore/rivenditore di animali, <a href="http://www.zoovarese.it/ita/index.htm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.zoovarese.it');">Zoovarese</a>, che con gli zoo non ha niente a che fare: e&#8217; uno dei principali rivenditori di esotici in Italia. Fonti ben informate mi riferiscono che il &#8220;titolare vende illegalmente specie protette dalle normative comunitarie e italiane&#8221;, ad esempio, procioni, e che pare sia &#8220;responsabile del popolamento dei <em>Paradoxornis webbianus</em>, o Panuro di Webb e <em>Paradoxornis alphonsianus</em>,  o panuro golacinerina, scappatigli da una gabbia e ora a migliaia nella palude Brabbia e nelle zone circostanti&#8221;. Ha all&#8217;attivo diverse denunce delle principali associazioni ambientaliste italiane ma a quanto pare ne e&#8217; sempre uscito indenne. Ritengo inoltre che potrebbe non trattarsi di un caso se proprio da quelle parti in pochi anni sono comparsi dal nulla ben tre specie di mammiferi esotici, lo scoiattolo grigio, il cane procione e il procione.</p>
<p>Insomma, mi sembra un quadro piuttosto banale, un cliche&#8217; che si ripete di continuo anche per i comuni animali d&#8217;affezione come cani e gatti: famiglia in visita accontenta bimbo che vuole tanto un orsetto lavatore, e&#8217; un cucciolo cosi&#8217; carino, e poi scopre che non e&#8217; un animale domestico dopo aver trovato la casa a soqquadro. A questo punto che fare? Semplice, lo si libera nei boschi, cosi&#8217; sara&#8217; felice. Lui.</p>
<p>Ma se la famigliola felice lo fa per ignoranza, le associazioni dei cacciatori, dei pescatori e degli &#8220;ambientalisti&#8221; lo hanno fatto per diversi anni per pura, assoluta e blanda stupidita&#8217;. I cacciatori ci hanno cosi&#8217; regalato il rilascio della minilepre e dei cinghialoni ibridi che nessuno capisce piu&#8217; se sono autoctoni o alloctoni, ma anche delle coturnici, che ovviamente gli &#8220;avanzavano&#8221; alla fine della stagione venatoria.  I pescatori ci hanno omaggiati di suliri di due metri e tilapie dei laghi africani. Gli ambientalisti di nutrie e visoni dopo i blitz negli allevamenti di pellicce, ma anche della mancata eradicazione dello scoiattolo grigio (e di quello variabile di conseguenza) finche&#8217; si era in tempo.</p>
<p>E cosi&#8217; la biodiversita&#8217; aumenta.  Ma aumenta davvero? questo ci porta all&#8217;interrogativo numero due: e&#8217; davvero necessario fare qualcosa?</p>
<p>La risposta e&#8217;, come sempre, dipende, e comunque la questione e&#8217; aperta e molto controversa. In principio piu&#8217; biodiversita&#8217; c&#8217;e&#8217; meglio e&#8217;. Tuttavia e&#8217; auspicabile che la fauna (e la flora) presente si sia anche evoluta nel posto dove la si rinviene, per vari motivi. Un motivo essenziale e&#8217; che una specie non evolve mai isolata come una monade, ma coevolve con parassiti, predatori, prede e cosi&#8217; via in un compesso interscambio. Spostando repentinamente una specie sola da un ambiente a uno del tutto diverso questa non avra&#8217; piu&#8217; ne i suoi predatori ne&#8217; le sue malattie a controllarne il numero, e c&#8217;e&#8217; il rischio di un&#8217;esplosione demografica che andrebbe a spese delle risorse delle specie locali, che invece subiscono la pressione dei competitori. Esempi di questo problema si possono ritrovare tra lo scoiattolo grigio americano e quello rosso europeo, ma anche tra la rana toro e le rane locali, o tra il gambero americano e quello europeo, o tra il visone e la lontra. A proposito del visone, c&#8217;e&#8217; poi da aggiungere anche il rischio della predazione diretta su specie che non si sono evolute con un predatore cosi&#8217; attivo e che quindi soccombono, (altro caso esemplare e&#8217; il siluro nei nostri fiumi). Ci sono poi anche i rischi di danni ambientali, come gli scortecciamenti sui carrubi dello scoiatotlo variabile, o il presunto deterioramento degli argini ad opera delle nutrie. Potenzialmente anche specie innocue come la testuggine greca o i parrocchetti hanno un impatto sul nuovo ambiente e andrebbero eliminati.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/greysquirrel.JPG" title="greysquirrel.JPG" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/greysquirrel.JPG" title="greysquirrel.JPG" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/greysquirrel.JPG" alt="greysquirrel.JPG" height="299" width="475" /></a></p>
<p align="center">Scoiattolo grigio americano. Foto: (C) Lisa Signorile</p>
<p>Questa naturalmente e&#8217; la posizione ufficiale dei tecnici faunisti e di chi si occupa professionalmente di conservazione degli ambienti. In pratica l&#8217;idea  e&#8217; conservare gli habitat come sono eliminando tutte le specie alloctone. Si apre pero&#8217; a questo punto la spinosa questione di cosa e&#8217; alloctono. Il ratto grigio, che viene originariamente dall&#8217;oriente ma oramai e&#8217; ovunque, e&#8217; alloctono? E il gatto domestico, che viene dal nord Africa? E il cinghiale, che e&#8217; ibridato con quelli sloveni e della Carinzia? Dovremmo eliminare anche loro? E i pomodori? Le patate? Qual&#8217;e&#8217; lo spartiacque per dire questo e&#8217; alloctono, questo e&#8217; autoctono? Noi umani, che veniamo dall&#8217;africa, siamo alloctoni?</p>
<p>C&#8217;e&#8217; poi un&#8217;altro problema, piu&#8217; &#8220;filosofico&#8221;, volendo. A tutti sta bene che una specie espanda da sola il proprio areale, ad esempio come hanno fatto i fenicotteri rosa stabilendo delle colonie in Italia. Una specie puo&#8217; navigare su una zattera di mangrovie e raggiungere un altro continente, come avrebbero fatto le <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/?p=325" >scimmie platirrine</a> quando dall&#8217;Africa raggiunsero l&#8217;America del Sud, e gli antenati del <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/?p=344" >fossa</a> quando raggiunsero il Madagascar dall&#8217;Africa. Non va bene se una nave sostituisce la zattera di mangrovie, come e&#8217; accaduto per il ratto grigio. Non va bene, insomma, se l&#8217;introduzione e&#8217; perpetrata dall&#8217;uomo e non dalle mangrovie. Perche&#8217;? noi siamo al di fuori delle &#8220;rerum Naturae&#8221;? Ritorna la solita ottica antropocentrica per cui noi siamo in cima a tutto?</p>
<p>In entrambi i casi il risultato e&#8217; che potrebbero esserci delle estinzioni di specie locali. Non si tratta forse di sopravvivenza del piu&#8217; adatto? Il gambero americano sopravvive anche in acque inquinate, quello europeo no. Chi e&#8217; &#8220;the fittest&#8221;? Perche&#8217; negare l&#8217;evidenza di un semplice meccanismo evolutivo? Perche&#8217; la lontra e&#8217; piu&#8217; simpatica del visone? Mi pare un po&#8217; poco&#8230;</p>
<p>Certo, e&#8217; vero che a volte gli alloctoni fanno danno, basti guardare le malattie portate dalla zanzara tigre. Ma un salmerino che male fa? E un colino della virginia? E un cane procione, chi disturba? I presunti danni della nutria sugli argini non sono mai stati accertati, e non penso siano maggiori di quelli dell&#8217;arvicola terrestre o di un comune ratto. E quando c&#8217;erano i castori, allora?</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/coypu_by_yoavd.JPG" title="coypu_by_yoavd.JPG" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/coypu_by_yoavd.JPG" alt="coypu_by_yoavd.JPG" align="left" height="380" width="287" /></a></p>
<p>Con questo non voglio dire che questo repentino arrivo di nuove specie sia auspicabile, o che si debba rimanervi indifferenti. E&#8217; anche vero che gli spostamenti nell&#8217;ultimo secolo si sono moltiplicati, e che in conseguenza di cio&#8217; numerose specie, soprattutto insulari, si sono estinte. Quello che voglio dire e&#8217; che piuttosto che fare distinzione tra &#8220;alloctoni&#8221; e &#8220;autoctoni&#8221; forse sarebbe piu&#8217; saggio distinguere tra &#8220;dannosi&#8221; e &#8220;non dannosi&#8221; per l&#8217;ecosistema, e che l&#8217;abbattimento selettivo degli ungulati e dei cinghiali dovrebbe probabilmente passare in primo piano rispetto all&#8217;eradicazione della nutria, che poverina si prende tutte le colpe.</p>
<p>Quello che voglio dire, e questo ci porta finalmente al terzo punto, e&#8217; che le politiche di conservazione dovrebbero adeguarsi. L&#8217;introduzione di alloctoni e&#8217; innegabile. L&#8217;eradicazione non sempre e&#8217; possibile, anzi in Italia sui mammiferi e&#8217; praticamente fuori discussione per via di alcuni <a href="http://ospiti.cilea.it/vertebrati/doc/sciurus-uzi.htm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/ospiti.cilea.it');">precedenti incresciosi</a>. Sulle altre specie gli interventi sono costosi e difficili, e difficilmente riescono. A volte lo sforzo non e&#8217; giustificato da un effettivo rischio ecologico.</p>
<p>Nutria. Foto: <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Coypu,_by_Yoavd.JPG">wikimedia<br />
</a></p>
<p>Quello che voglio dire e&#8217; che i tecnici faunistici preoccupati dell&#8217;&#8221;inquinamento delle zoocenosi&#8221; dovrebbero prendere atto del fatto che gli ecosistemi cambiano, ma dovrebbero anche rendersi conto che, come suol dirsi, prevenire e&#8217; meglio che curare. E allora il loro mestiere piu&#8217; che pensare di abbattere qualche centinaio di nutrie dal dubbio impatto ecologico, dovrebbe essere di lavorare attivamente per prevenire l&#8217;ingresso di esotici nel nostro paese e il loro rilascio. Cominciando dalla normativa italiana, senza aspettare la grazia ricevuta della Comunita&#8217; Europea.</p>
<p>Al momento non esiste alcuna norma nel nostro paese che vieti la detenzione di animali esotici, salvo alcuni ritenuti pericolosi. E&#8217; vietato il rilascio in natura, ma non la vendita. Il blocco della vendita delle tartarughe orecchie rosse in Italia lo dobbiamo ad una legge europea, e anche quella passata per un soffio. In pratica, nei prossimi anni dobbiamo aspettarci che il numero di alloctoni continui ad aumentare grazie alla &#8220;pet trade&#8221;, al traffico di animali da compagnia, senza che ci sia nessun progetto in cantiere per bloccare l&#8217;importazione di nuove specie. Il quadro mi sembra complessivamente desolante.</p>
<p>A questo punto, take me to your leader&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=367</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La tupaia alcolizzata (Ptilocercus lowii)</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=361</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=361#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 13:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

		<category><![CDATA[notturni]]></category>

		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

		<category><![CDATA[comportamento]]></category>

		<category><![CDATA[mammiferi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=361</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;There [may be] some evolutionary background to human drinking that goes much farther back than the invention of brewing,&#8221; Wiens said. Dudley of UC-Berkeley agreed.
da National Geographic News
Traggo spunto dal buon Leucophaea per parlare di un animale che mi sta a cuore, una tupaia, lo ptilocerco dalla coda piumata.
Di questa piccola tupaia (peso medio 50 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right">&#8220;There [may be] some evolutionary background to human drinking that goes much farther back than the invention of brewing,&#8221; Wiens said. Dudley of UC-Berkeley agreed.</p>
<p align="right">da National Geographic News</p>
<p>Traggo spunto dal buon <a href="http://leucophaea.blogspot.com/2008/07/ecco-chi-cera-cascato.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/leucophaea.blogspot.com');">Leucophaea</a> per parlare di un animale che mi sta a cuore, una tupaia, lo ptilocerco dalla coda piumata.</p>
<p>Di questa piccola tupaia (peso medio 50 g, grande poco piu&#8217; di un comune topolino) si potrebbero dire parecchie curiosita&#8217;, oltre a quelle generiche che si sono <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/?p=8" >gia&#8217; scritte sulle tupaie</a> in questo blog.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/ptilocerco.jpg" title="ptilocerco.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/ptilocerco.jpg" alt="ptilocerco.jpg" align="left" /></a></p>
<p>Ad esempio, e&#8217; l&#8217;unica tupaia notturna, l&#8217;unica ad avere orecchie grandi e non pelose (adattamento alla vita notturna) e una coda non da scoiattolo, l&#8217;unica ad avere gli occhi posti frontalmente come noi e non lateralmente, il che le da una buona visione tridimensionale. E&#8217; anche la piu&#8217; arborea delle tupaie ed e&#8217; capace di camminare sui rami a testa in giu&#8217;. Si puo&#8217; anche dire che e&#8217; cosi&#8217; diversa dalle altre che i tassonomi le hanno creato una famiglia tutta per se.</p>
<p>Dire che vive in Thailandia, Brunei, Singapore, Malaysia e&#8217; quasi scontato, cosi&#8217; come che e a volte la si ritrova ospite nelle case, sui tetti. Si potrebbe omettere invece che di questo animale si sa molto poco perche&#8217; e&#8217; estremamente elusivo, che si suppone sia onnivora dall&#8217;analisi del contenuto dello stomaco e che vive in piccoli gruppi.</p>
<p>No, non diro&#8217; tutte queste cose del piccolo ptilocerco. Mi accodo invece ai giornali citando lo studio del ricercatore tedesco Wiens  su <em>Proceedings of the National Academy of Sciences, </em>ma non lo faro&#8217; passivamente.</p>
<p>In Malesia occidentale cresce una particolare palma da cocco detta in inglese bertam palm, o <em>Eugeissona tristis</em>. Il triste del nome suppongo si riferisca alle spine feroci che proteggono questa pianta, ma non ad altre sue caratteristiche peculiari: questa palma ospita infatti nelle gemme fiorali dei lieviti che, fermentando parzialmente gli zuccheri prodotti durante la fotosintesi, creano un gradiente alcolico del 3.6-3.8%, ovvero quello di una birra leggera.</p>
<p>Diversi mammiferi leccano la linfa da queste gemme ingerendo quindi insieme agli zuccheri anche l&#8217;etanolo, e il nostro ptilocerco e&#8217; tra questi. Altri mammiferi sono la <em>Tupaia belangeri</em> e il lori lento<em> (Nycticebus sp.), </em>un primate.</p>
<p>Cio&#8217; che rende unico lo ptilocerco e&#8217; pero&#8217; la quantita&#8217; di alcol ingerita (in proporzione alle dimensioni corporee), che pare sia equivalente ad otto bicchieri di vino per un uomo e fa di questa tupaia il mammifero che in assoluto assume piu&#8217; alcol nella dieta.</p>
<p>E&#8217; necessario specificare che l&#8217;alcol non interferisce minimamente con la lucidita&#8217; dell&#8217;animale, che continua a correre e saltellare in giro senza problemi anche dopo essersi nutrito per due ore dei boccioli. Il fatto che il mattino dopo sia torpido e difficile da svegliare (per fortuna questo dettaglio i giornalisti non lo conoscono) non dipende dall&#8217;hang-over (come si dice hang-over in italiano?) ma dal fatto che e&#8217; strettamente notturno: provate a svegliare un astemio ghiro di giorno, se ci riuscite! Altro importante dato e&#8217; che dall&#8217;analisi del pelo e&#8217; emerso che la probabilita&#8217; che questa tupaia si nutra dei boccioli dell&#8217;Eugeissona e&#8217; del 36%, ovvero una notte su tre, e l&#8217;alcol non e&#8217; l&#8217;unica fonte di cibo di questo Scandentia (l&#8217;ordine delle tupaie, come dire roditore se si trattasse di un topo). Si nutrono infatti anche di frutti, semi, insetti vari (grilli, cavallette, formiche, scarafaggi, coleotteri, forbicine, insetti stecco), e anche in uno stomaco e&#8217; stato trovato un giovane geko (del resto gli occhi frontali gli servono proprio a cacciare: se si nutrisse solo di nettare gli farebbe piu&#8217; comodo averli sui lati come le altre tupaie per difendersi dai predatori).</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/eugeissonia.jpg" title="eugeissonia.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/eugeissonia.jpg" title="eugeissonia.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/eugeissonia.jpg" alt="eugeissonia.jpg" /></a></p>
<p align="center"><em>Eugeissona tristis</em>. Foto da:  <a href="http://yalanama.blogspot.com/2007/08/blog-post_13.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/yalanama.blogspot.com');">yalanama.blogspot.com</a></p>
<p>E allora come mai beve tanto? Avra&#8217; qualcosa da dimenticare? Di sicuro la pianta trae beneficio da cio&#8217;, perche&#8217; lo ptilocerco agisce da impollinatore passando da una gemma all&#8217;altra mentre beve al bar della jungla. Anzi, la palma potrebbe aver evoluto la simbiosi coi lieviti che producono l&#8217;alcol proprio per attrarre il suo impollinatore. Ma la tupaia che vantaggio ne ha? L&#8217;alcol viene metabolizzato da un metabolismo velocissimo, come e&#8217; quello di tutti i piccoli mammiferi, e probabilmente l&#8217;animale e&#8217; dotato di qualche enzima che elimina i metaboliti secondari dell&#8217;alcol (quelli che danno mal di testa il mattino dopo, come l&#8217;acetaldeide) e converte immediatamente l&#8217;etanolo in qualcosa di utile.</p>
<p>Il problema e&#8217; se e&#8217; venuto prima l&#8217;uovo e la gallina, mi spiego: Scenario 1: la tupaia trae giovamento dall&#8217;alcol, allora la pianta con cui si e&#8217; coevoluta per attirare l&#8217;impollinatore fermenta parte dei suoi zuccheri. Scenario 2: i lieviti sono commensali dell&#8217;Eugeissona e la tupaia ha dovuto evolvere dei sistemi per neutralizzare l&#8217;alcol per potersi nutrire di questa fonte di zuccheri a buon mercato.</p>
<p>Non saprei quale dei due scenari sia quello corretto, magari un po&#8217; l&#8217;uno e un po&#8217; l&#8217;altro. Sicuramente lo scenario 1 fa piu&#8217; scena  sui giornali che cosi&#8217; possono ridere del &#8220;topo&#8221; (sic! saran topi loro!) alcolizzato.</p>
<p>Ma se fosse vero, che vantaggio ne ottiene la tupaia dall&#8217;alcol? Wiens saggiamente non si spinge a ipotizzare nulla ma  Robert Dudley dell&#8217;Universita&#8217; di California, secondo quanto riportato dal <a href="http://news.nationalgeographic.com/news/2008/07/080729-drinking-shrew_2.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/news.nationalgeographic.com');">National Geographic</a>, ipotizza che l&#8217;alcol serve o come cardiotonico come protezione dai rischi cardiovascolari (in un animale che vive poco e ha un battito velocissimo? Ma dai, professore! dici che i grilli sono ricchi in colesterolo?) o che serve da aperitivo per far venire piu&#8217; fame alla tupaia, farla mangiare di piu&#8217; e aumentare l&#8217;apporto calorico giornaliero. Ma che si fumano a Berkley? Lo sanno tutti che nella jungla non crescono le olive, come lo fa il Martini?</p>
<p>Se io dovessi fare  un&#8217;ipotesi, suggerirei che l&#8217;alcol viene semplicemente usato come scorciatoia per produrre molecole ad alta energia come NADH da cui ricavare lipidi e tirar su le calorie necessarie ad un metabolismo molto veloce; in alternativa, l&#8217;alcol produce metaboliti secondari come l&#8217;acetaldeide, l&#8217;acido lattico e i chetoni che potrebbero rendere la carne della tupaia sgradita ai predatori, non sarebbe il primo ne&#8217; l&#8217;ultimo caso di animale che ingerisce tossine a questo scopo; non essendo pero&#8217; strutturata a Berkeley non mi azzardo a fare ipotesi.</p>
<p>L&#8217;altro aspetto divertente di questa storia riguarda la nostra parentela con le tupaie. Fino all&#8217;altro giorno non era ancora chiaro se ci fosse una parentela diretta tra gli Scandentia e i Primati, ma adesso che si sa che alle tupiaie piace bere il dubbio sembra sciolto e improvvisamente e&#8217; saltato fuori un antenato comune vissuto 55 milioni di anni fa, dal quale avremmo ereditato la propensione a bere alcol e a fabbricare birra, come si vede dalla citazione che apre questo post. Si omette di ricordare che non tutti i primati (cosi&#8217; come non tutti gli scandentia) bevono alcol e che invece altri animali con cui non siamo imparentati come i ricci hanno una passione per la frutta fermentata. Si omette anche di dire che lo ptilocerco e&#8217; cosi&#8217; diverso dalle altre tupaie che hanno dovuto creargli una famiglia tutta per se&#8217; e che sicuramente questa simbiosi con la palma e&#8217; una specializzazione secondaria (carattere apomorfo)  avvenuta dopo che la specie si e&#8217; separata dal pool comune degli scandentia, o e&#8217; la cuasa della speciazione stessa,  e quindi noi non possiamo averla ereditata direttamente dall&#8217;antenato comune. Ereditato cosa poi, visto che noi ci ubriachiamo e le tupaie no?</p>
<p>Se questo e&#8217; cio&#8217; che dice la scienza, mi sembra molto piu&#8217; serio e dignitoso leggere <a href="http://www.thedailymash.co.uk/animals/animals-headlines/that-shrew-is-so-fucking-hammered%2c-say-zoologists--200807301135/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.thedailymash.co.uk');">questo articolo</a>, che vi raccomando caldamente, dal Dailymash. Se non altro l&#8217;intento di far ridere e&#8217; voluto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=361</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il torsalo (botfly), la mosca antropofaga (Dermatobia hominis)</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=357</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=357#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 14:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[malattie]]></category>

		<category><![CDATA[vermi]]></category>

		<category><![CDATA[parassiti]]></category>

		<category><![CDATA[invertebrati]]></category>

		<category><![CDATA[Insetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=357</guid>
		<description><![CDATA[Questo e&#8217; un racconto dell&#8217;orrore. Non c&#8217;e&#8217; modo di raccontare questa storia in modo leggero, infatti, perche&#8217; tocca la corda di una delle nostre piu&#8217; ancestrali paure: quella di essere mangiati vivi. Se siete impressionabili, non andate avanti nella lettura.
L&#8217;idea di essere mangiati morti, peraltro, e&#8217; quasi accettabile: Esistono diversi tipi di larva di mosca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo e&#8217; un racconto dell&#8217;orrore. Non c&#8217;e&#8217; modo di raccontare questa storia in modo leggero, infatti, perche&#8217; tocca la corda di una delle nostre piu&#8217; ancestrali paure: quella di essere <em>mangiati vivi</em>. Se siete impressionabili, non andate avanti nella lettura.</p>
<p>L&#8217;idea di essere <em>mangiati morti</em>, peraltro, e&#8217; quasi accettabile: Esistono diversi tipi di larva di mosca, appartenenti ai generi Muscidae, Callophoridae e Sarcophagidae (complessivamente i vari mosconi chiamati mosche carnarie che hanno colori dal nero al blu al verde metallico) che svolgono funzione di decompositori dei mammiferi nutrendosi di carne in decomposizione, e siamo piu&#8217; o meno rassegnati all&#8217;idea di finire un giorno &#8220;in pasto ai vermi&#8221;. I cosiddetti &#8220;bigattini&#8221; tuttavia non sono in grado di attaccare un organismo in buona salute: la mosca adulta viene attratta dall&#8217;odore di carne gia&#8217; in decomposizione perche&#8217; le larve, alla schiusa delle uova, si nutrono di carne le cui proteine sono gia&#8217; state denaturate dall&#8217;azione batterica e non sarebbero in grado di fare altrimenti. Le volte in cui una mosca carnaria attacca opportunisticamente un organismo vivente e&#8217; quando ci sono ferite aperte e zone in cancrena e quindi gia&#8217; prive di sensibilita&#8217; e in putrefazione. Cio&#8217; e&#8217; un problema frequente nelle pecore, molto meno frequente nell&#8217;uomo, per fortuna.</p>
<p>Non tutte le mosche, tuttavia, ci usano la cortesia di aspettare il nostro decesso, e questo ci porta nel tema di questo post: esistono diversi tipi di mosca in grado parassitare mammiferi vivi e in buona salute, incluso l&#8217;uomo, facendone divorare i tessuti dalle larve che vi scavano dentro. Quando cio&#8217; accade si parla in termini tecnici di <strong>miasi</strong>, che e&#8217; la patologia conseguente all&#8217;attacco della larva della mosca. Subito prima di impuparsi di solito la larva fuoriesce in qualche modo, compie la metamorfosi nel suolo e l&#8217;adulto vola via liberamente.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/dermatobia.jpg" title="dermatobia.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/dermatobia.jpg" alt="dermatobia.jpg" height="339" width="506" /></a></p>
<p align="center"><em>Dermatobia hominis</em>, femmina adulta. Foto da:<a href="http://www.icb.usp.br/~marcelcp/Dermatobia.htm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.icb.usp.br');"> www.icb.usp.br</a></p>
<p>Le mosche che causano miasi sono numerose e appartenenti a generi diversi. Una delle piu&#8217; zoologicamente interessanti e&#8217; una mosca del Nuovo mondo (Messico e America Centrale e Meridionale, per la precisione), chiamata <strong>Torsalo</strong> (<em>Dermatobia hominis</em>), ma e&#8217; piu&#8217; comunemente nota col suo nome inglese di <strong>botfly</strong>. Questa mosca parassita conigli e bestiame, ma l&#8217;infestazione dell&#8217;uomo e&#8217; tutt&#8217;altro che infrequente, come si intuisce dal nome scientifico, e casi di miasi umana da torsalo sono frequenti ed endemici in tutta l&#8217;area del Centro-Sud America. Se contate di andare in vacanza da quelle parti, cominciate a prendere appunti. Si tratta di un moscone lungo un cm e mezzo, piuttosto pesante, molto colorato (addome blu, zampe e testa striate di arancio) e che ronza come le prove di un&#8217;orchestra d&#8217;archi e pertanto e&#8217; facilmente individuabile (e scacciabile) dalle sue vittime. Per poter deporre le uova indisturbata la femmina deve quindi ricorrere  ad uno stratagemma.</p>
<p align="center"><a href="http://www.icb.usp.br/~marcelcp/Dermatobia.htm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.icb.usp.br');"></a></p>
<p>Cattura tra le zampe una zanzara (50% dei casi), un moscone ematofago come un tafano o una mosca cavallina (1/3 dei casi) o un qualunque altro dittero succhiasangue che sia piu&#8217; piccolo e piu&#8217; mimetico. Circa una cinquantina di ditteri &#8220;trasportatori&#8221; sono stati individuati finora, non c&#8217;e&#8217; specificita&#8217; e questo rende piu&#8217; difficile il controllo delle infestazioni da botfly. Una volta catturata la zanzara, o quel che e&#8217;, la femmina del torsalo depone delicatamente sull&#8217;addome del carrier un gruppo di uova, in numero tale che il peso non incida sulla capacita&#8217; di volo del dittero (sui tafani anche una cinquantina), e in una posizione tale da lasciare libere le ali. A questo punto rilascia la preda.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/botfly_egg.png" title="botfly_egg.png" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/botfly_egg.png" title="botfly_egg.png" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/08/botfly_egg.png" alt="botfly_egg.png" /></a></p>
<p align="center"><em>Mosca cavallina con il suo carico di uova di botfly disposte sull&#8217;addome tipo casco di banane</em></p>
<p> La zanzara, vinto l&#8217;iniziale sconcerto del peso aggiuntivo da trasportare, riprende le sue normali attivita&#8217; che includono pungere voi. Le uova maturano in una settimana circa, delicatamente protette sotto le ali del carrier, e restano in una fase di attesa fino al momento giusto. Il momento giusto arriva quando l&#8217;insetto, atterrato sul corpo caldo di un mammifero per nutrirsi (un turista, ad esempio), causa un&#8217;improvvisa risalita della temperatura delle uova, che si schiudono all&#8217;istante rilasciando piccole larve. Queste possono o insinuarsi nel forellino lasciato dal pungiglione della zanzara o scavarsi la propria strada nel vostro derma in circa 5-10 minuti. A quel punto la larva si scava un vero e proprio tunnel nei tessuti dell&#8217;ospite, di cui si nutre, e vi rimane per il tempo di tre mute, che porta via circa 5-10 settimane. Dopo di cio&#8217; di notte o di prima mattina (mai di pomeriggio, evidentemente per evitare la disidratazione) si porta all&#8217;esterno del tunnel e si lascia cadere nel terreno, dove si scava una galleria e rimane impupata circa un mese, fino all&#8217;emergenza dell&#8217;adulto alato e senza bocca.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/dermatob.jpg" title="dermatob.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/dermatob.jpg" title="dermatob.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/dermatob.jpg" alt="dermatob.jpg" height="333" width="517" /></a></p>
<p align="center"><em>Larva al terzo stadio di torsalo. Si notino le file di uncini lungo il corpo. La barra nera corrisponde a 1 mm. foto da: <a href="http://medent.usyd.edu.au/fact/myiasis.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/medent.usyd.edu.au');">medent.usyd.edu.au</a></em></p>
<p>Se la cosa riguardasse che so, solo i conigli, farebbe gia&#8217; abbastanza schifo. Il problema e&#8217; che una larva lunga tre cm e spessa oltre mezzo cm scava e si muove nei nostri tessuti, in posizioni variabili dal collo, alla schiena, alla testa (ovunque la zanzara vi abbia morso). Il tutto e&#8217; ovviamente doloroso, ma la dolorosita&#8217; dipende dalla localizzazione della larva, dato che alcune zone sono piu&#8217; innervate e sensibili di altre. C&#8217;e&#8217; un caso documentato in rete di puntura allo scroto, il resto lo lascio come utile esercizio per il lettore. Curiosamente, la larva muore se c&#8217;e&#8217; un&#8217;infezione secondaria ma cio&#8217; avviene piuttosto raramente anche se siamo in presenza di una ferita aperta. Probabilmente la larva stessa produce qualche sostanza antibiotica e chissa&#8217; se non si possa trarre qualche beneficio da cio&#8217;, ad esempio con l&#8217;isolamento di una nuova sostanza battericida. Fattosta&#8217; che la zona infestata diventa subito gonfia e tumefatta, formando un granuloma largo alcuni cm. Gli uncini boccali con cui la larva si aggancia e scava nei tessuti, la forma del corpo a pera e la presenza di spine uncinate poste intorno alla zona larga del corpo sono tutti adattamenti che prevengono l&#8217;estrazione della larva sino al completamento dello sviluppo. Per poter respirare la larva lascia il forellino d&#8217;entrata aperto. Cio&#8217; porta aria fino ai tubicini (trachee) posti sulla &#8220;coda&#8221; (segmento terminale), che occasionalmente sporge dalla pelle.</p>
<p>Che fare se si viene infestati?</p>
<p>Come sempre la risposta migliore consiste nella prevenzione, evitando di farsi pungere da insetti vestendo abiti che coprono il corpo e usando repellenti per insetti. Se si viene punti, una buona idea e&#8217; intervenire immediatamente rimuovendo le uova e/o cospargendo la zona della puntura di olio canforato, come suggerito <a href="http://ambergriscaye.com/pages/town/botfly.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/ambergriscaye.com');">qui</a> da un tale Mr Peter Singfield (l&#8217;idea non e&#8217; peregrina, l&#8217;olio e la canfora soffocano la larva allo stato iniziale e prevengono che l&#8217;insetto riesca a scavarsi la sua strada nel derma, impedendo l&#8217;infestazione. Il comune Vicks Vapour Rub, quello per curare la tosse, o il balsamo di tigre pare siano eccellenti allo scopo).</p>
<p>Se non si e&#8217; tempestivi nell&#8217;intervenire allora ci sono due strade: o attendere pazientemente che la larva se ne vada da sola (sistema adottato, pare, da alcuni entomologi per procurarsi un esemplare dell&#8217;adulto, piuttosto difficile da rinvenire) o estrarre la larva. Questa e&#8217; un&#8217;operazione piuttosto delicata perche&#8217; se si spezza e rimane parte della larva <em>in situ</em> si possono avere pericolose setticemie. Il sistema piu&#8217; sicuro e&#8217; chiudere il foro d&#8217;entrata con vaselina, aspettare che la larva emerga a respirare e catturarla con delle pinzette. In alternativa alla vaselina si puo&#8217; usare una bottiglia riempita di fumo di sigaretta, o del tabacco fermato con del nastro isolante. In tutti i casi, l&#8217;operazione di &#8220;cattura&#8221; con le pinzette ed estrazione e&#8217; delicata ed e&#8217; bene lasciarla fare da mani esperte in ambiente asettico. Se si e&#8217; molto bravi, e si vive nella jungla centroamericana, si puo&#8217; anche &#8220;spremere via&#8221; la larva trattando la tumefazione come se fosse un grosso foruncolo, ma lo sconsiglio ai piu&#8217; perche&#8217; la larva si puo&#8217; frantumare in situ.  Per certo, se tornate da una vacanza in Honduras con una grossa  e dolorosa tumefazione, prima di temere per un tumore provate a vedere se un vermone vi scodinzola dopo l&#8217;applicazione di un po&#8217; di vaselina. Attenti ai medici, che difficilmente capiranno di che si tratta e vi <a href="http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?artid=1769786" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.pubmedcentral.nih.gov');">cureranno per una cisti sebacea</a>, o per un tumore finche&#8217; la larva non fa ciao ciao al chiururgo.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/torsali.jpg" title="torsali.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/torsali.jpg" title="torsali.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/torsali.jpg" alt="torsali.jpg" /></a></p>
<p>Queste larve di <em>Dermatobia hominis</em> sono state estratte a Siena e Milano da turisti italiani che tornavano dal Nuovo Mondo. Ricordarsi il repellente per gli insetti in viaggio puo&#8217; essere utile. foto da: <a href="http://www.jle.com/en/revues/medecine/ejd/e-docs/00/03/FF/22/article.md?fichier=images.htm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.jle.com');">www.jle.com/en/revues/medecine</a></p>
<p>Nel caso non foste abbastanza disgustati, vi ricordo che l&#8217;infestazione da torsalo, salvo casi di setticemie secondarie, non e&#8217; mortale neanche se diverse larve sono presenti.</p>
<p>Esistono invece delle botfly che depongono direttamente le larve &#8220;sparandole&#8221; anche a distanze di 15 cm nelle cavita&#8217; nasali dei mammiferi, per lo piu&#8217; delle pecore (<em>Oestrus ovis</em>). Il problema e&#8217; che a volte le larve si scavano la strada nei turbinati raggiungendo le varie cavita&#8217; del capo e causando vertigini, fitte dolorosissime, anoressia e nei casi piu&#8217; gravi la morte. L&#8217;uomo, ahime&#8217;, puo&#8217; essere accidentalmente (anche se raramente) infestato da questo parassita, che e&#8217; presente anche in Italia. A volte anziche&#8217; nelle narici le uova vengono sparate nelle orecchie, negli occhi o in bocca, causando rispettivamente otiti, congiuntiviti (o peggio, se la larva scava nell&#8217;occhio) e problemi respiratori. Si tratta ovviamente di una zoonosi professionale che colpisce per lo piu&#8217; i pastori di pecore, ma se vivete in zone rurali in Abruzzo o in Sicilia, dove a quanto pare e&#8217; endemica, attenti a quel che vi colpisce nel primo pomeriggio (quando le mosche sono piu&#8217; attive e voi appisolati). Ricordo che alle scuole elementari una bambina un po&#8217; &#8220;rustica&#8221; mi parlo di qualcuno della sua famiglia che aveva avuto i &#8220;vermi sotto pelle&#8221; vicino agli occhi e io non le credetti, classificando la cosa come una fantasia macabra, ma mi colpi&#8217; al punto che non l&#8217;ho mai dimenticata. Adesso, a quasi trent&#8217;anni di distanza e dopo aver letto qualche libro, scopro che diceva il vero, e che e&#8217; effettivamente possibile vedere le larve di <em>Oestrus ovis</em> muoversi sotto la cute. La vita a volte ci riserva delle sorprese, e quasi tutte sarebbe stato preferibile evitarle.</p>
<p>Non e&#8217; politica di questo blog mostrare immagini che possano in qualche modo disturbare l&#8217;incauto navigatore che capiti qui per caso. Tuttavia consiglio la visione di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=23eimVLAQ2c" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.youtube.com');">questo video</a> a chi voglia assistere all&#8217;estrazione di larve di torsalo dalla schiena di un turista a Panama e ha lo stomaco forte. Se poi vi piace lo splatter, date pure un&#8217;occhiata ai video presenti su <a href="http://www.encyclopedia.com/doc/1E1-botfly.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.encyclopedia.com');">questa pagina </a>(i video compaiono nella finestrella solo dopo aver visto quello del turista di panama, per qualche motivo)</p>
<p>N.B. lo so, ci sono molte altre bestiacce come queste che andrebbero menzionate, tipo lo screw-worm, ma non voglio appesantire il post con troppi dati e schifezze. Magari in un altro post.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=357</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il Troodon ovvero: i cammini dell&#8217;evoluzione</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=349</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=349#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 01:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[notturni]]></category>

		<category><![CDATA[misteri]]></category>

		<category><![CDATA[predatori]]></category>

		<category><![CDATA[Dinosauri]]></category>

		<category><![CDATA[Estinti!]]></category>

		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=349</guid>
		<description><![CDATA[It is entirely bipedal and therefore chic
Robert Mash
&#160;
Come ogni sera il curatore del museo di paleontologia si attarda tra i reperti. I suoi preferiti sono i fossili dei primi mammiferi del cretacico. &#8220;Erano piccoli e notturni anche allora&#8221;, pensa, ogni volta ammirato &#8220;ma con un cervello grande quasi quanto il nostro. Chissa&#8217; come si sarebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right">It is entirely bipedal and therefore chic</p>
<p align="right">Robert Mash</p>
<p align="right">&nbsp;</p>
<p>Come ogni sera il curatore del museo di paleontologia si attarda tra i reperti. I suoi preferiti sono i fossili dei primi mammiferi del cretacico. &#8220;Erano piccoli e notturni anche allora&#8221;, pensa, ogni volta ammirato &#8220;ma con un cervello grande quasi quanto il nostro. Chissa&#8217; come si sarebbero evoluti se noi ci fossimo estinti, chissa&#8217; se sarebbero potuti diventare simili a noi, evolvendosi. Magari sarebbero potuti diventare forme di vita intelligenti&#8230;&#8221; Sfiora con le tre dita della mano destra uno dei fossili, pensoso, poi decide di andare a casa: e&#8217; tardi, deve dare il cambio a sua moglie nella cova e c&#8217;e&#8217; arrosto di tupaia per cena.</p>
<p>Se pensate che questa sia una storiella di maniera, sappiate anche illustri scienziati hanno accarezzato idee analoghe. Ma cominciamo dall&#8217;inizio.</p>
<p>Nel 1855 Ferdinand Hayden trovo&#8217; dei fossili in Montana durante una spedizione geologica, alla confluenza dei fiumi <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/troodontooth.GIF" title="troodontooth.GIF" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/troodontooth.thumbnail.GIF" alt="troodontooth.GIF" align="left" /></a>Judith e Missouri. Per classificarli li spedi&#8217; al paleontologo Joseph Leidy all&#8217;accademia di Scienze Naturali a Filadelfia. All&#8217;epoca la paleontologia era agli albori, il termine dinosauro era stato coniato da una dozzina d&#8217;anni da Richard Owen e non si avevano le idee molto chiare. Tra i vari fossili Leidy trovo&#8217; un dente e assunse che si trattasse di uno squalo<em>  </em>tipo<em> Carcharodon angustidens </em>salvo poi descriverlo come quello di un &#8220;lacertide&#8221; (lacertian in inglese). Lo chiamo&#8217; Troodon, che vuol dire &#8220;dente lacerante&#8221; per via dell&#8217;orlo seghettato. Altri paleontologi in seguito attribuirono questo dente a un &#8220;megalosauride&#8221;, poi a un dinosauro erbivoro quadrupede, poi a un dinosauro carnivoro.</p>
<p>Il proprietario del dente rimase pero&#8217; avvolto nel mistero per oltre un secolo: fu solo nel 1967 che nello stato di Alberta in Canada trovarono altre ossa fossili di Troodon (arti, per lo piu&#8217;). Poi, nel 1983,  per pura fortuna il paleontologo Phil Currie trovo&#8217; vicino al museo dove lavorava, sempre ad Alberta in Canada, una mandibola fossile, e il cranio. Oggi e&#8217; uno dei dinosauri meglio conosciuti, poiche&#8217; sono stati reperiti un&#8217;altra ventina di esemplari, nidi, uova contenenti embrioni.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/troodon-3.jpg" title="troodon-3.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/troodon-3.jpg" title="troodon-3.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/troodon-3.jpg" alt="troodon-3.jpg" /></a></p>
<p align="center">Troodon formosus. Disegno tratto da: <a href="http://mexat.com/vb/showthread.php?t=122563" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/mexat.com');"><font face="arial,sans-serif" size="-1"><font color="#008000">mexat.com</font></font></a></p>
<p>Il <em>Troodon formosus</em> (conosciuto anche come <em>Stenonychosaurus inequalis</em>) visse molto vicino al limite K/T, alla fine del cretacico, quando si estinsero i dinosauri 65 milioni di anni fa. Come dinosauro era piuttosto piccolo, essendo lungo (coda inclusa), tre metri e pesante 40-50 kg: in posizione eretta era poco piu&#8217; basso di un uomo. Apparteneva al gruppo dei Coelurosauria, l&#8217;ordine da cui si sono originati gli uccelli e infatti era completamente bipede, con le ossa cave e con l&#8217;articolazione del gomito piegata come gli uccelli (non aveva le braccine piccole come un  <em>T. rex</em> ma lunghe in proporzione, ed era agile e snello). Quasi certamente era ricoperto di piume. Il muso era allungato e, come si sara&#8217; intuito, pieno di denti seghettati e laceranti. Le zampe posteriori erano lunghe e il secondo dito del piede era portato sollevato: aveva un artiglio a falce molto affilato usato probabilmente per la difesa e per l&#8217;offesa e non per la deambulazione (l&#8217;idea di portarlo sollevato e&#8217; buona, l&#8217;unghia non si consuma e resta affilata).</p>
<p>Fino a qui, tutto normale. Complessivamente la descrizione assomiglia a quella di un grosso Velociraptor o di un piccolo Deinonychus (N.B.: quelli che in Jurassc Park vengono chiamati Velociraptor sono in realta&#8217; i molto piu&#8217; grossi Deynonychus, di cui sono una buona ricostruzione: presumo che il pubblico americano non sarebbe riuscito a pronunciare la parola Deinonychus, mentre Velociraptor e&#8217; un nome che rende bene il concetto. Il vero velociraptor pero&#8217; era grosso poco meno di un tacchino e non avrebbe fatto molta paura, da cui lo scambio). Con questi e con altri dinosauri carnivori spartiva la nicchia ecologica, specializzandosi sulla dimensione della preda e sulle tecniche di agguato, come fanno oggi leopardo e ghepardo. Troodon pero&#8217; aveva delle specializzazioni che lo rendono unico tra i dinosauri, e il motivo di questi adattamenti era principalmente uno: era specializzato, si pensa, nel predare mammiferi.</p>
<p>Gli adattamenti sono:</p>
<ul>
<li>il cervello piu&#8217; grande tra tutti i dinosauri, grande quanto quello di un odierno emu&#8217;, e si pensa avesse l&#8217;intelligenza di un opossum;</li>
<li>gli occhi grandi adattati per vedere al buio e posti frontalmente per avere visione tridimensionale;</li>
<li>la mano con tre dita di cui un dito opponibile rispettoo agli altri due, in modo da conferirgli la presa di una mano.</li>
</ul>
<p>I mammiferi dell&#8217;epoca erano grossi quanto un ratto, notturni e molto veloci. Per catturarli ci voleva quindi un animale veloce, agile, in grado di vedere al buio e di ghermire la preda con precisione millimetrica. Probabilmente ci voleva anche un&#8217;intelligenza comparabile (mediamente il predatore e&#8217; intelligente quanto o piu&#8217; della preda, basti pensare alle pecore e ai lupi: un predatore stupido sarebbe facilmente eluso dalla preda).</p>
<p>In realta&#8217; il Troodon non mangiava solo mammiferi ma anche lucertole e altri dinosauri piu&#8217; piccoli. Qualche autore sostiene pero&#8217; che in realta&#8217; la dentatura sarebbe da onnivoro e non da carnivoro stretto, quindi non e&#8217; escluso si</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/troodon-egg.gif" title="troodon-egg.gif" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/troodon-egg.gif" alt="troodon-egg.gif" align="right" height="346" width="191" /></a></p>
<p> nutrisse anche di vegetali, magari frutta e semi come fanno volpi e faine (all&#8217;epoca facevano capolino le prime angiosperme, le piante da fiore). Quando cacciava pero&#8217; formava branchi di numerosi animali e si ipotizza avesse una struttura sociale complessa.</p>
<p>Dopo l&#8217;accoppiamento la femmina deponeva due uova alla volta a intervalli di tempo cadenzati (non sappiamo se ogni giorno o meno di frequente); se vi chiedete come fanno a saperlo, e&#8217; semplice: erano raggruppate a gruppi di due in nidi che ne ospitano un numero pari; questo suggerisce che aveva due ovai e due ovidotti funzionali, al contrario degli uccelli moderni che ne hanno uno solo, e come i suoi antenati coccodrilli. Il nido era a terra senza vegetazione di supporto, e si pensa che almeno un genitore covasse per almeno parte del tempo (hanno trovato adulti in prossimita&#8217; dei nidi fossili), il che ci dice che erano omeotermi (a sangue caldo), nel caso qualcuno avesse ancora dubbi su cio&#8217;. I pulcini erano precoci (e questo lo si sa dalla struttura fisica degli embrioni fossilizzatisi nelle uova) e i genitori avevano cure parentali (brevi) anche dopo la schiusa. Chissa&#8217; che piacere fare imprintare su di se un pulcino di troodon!</p>
<p align="right">Ricostruzione di uovo di Troodon. Foto da: <a href="http://www.dinosaur-world.com/feathered_dinosaurs/troodon_formosus.htm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.dinosaur-world.com');">www.dinosaur-world.com</a></p>
<p>Dunque, riassumendo, vediamo un po&#8217; se ci ricorda qualcuno che conosciamo: bipede, con le mani prensili, un cervello grande, gli occhi con visione 3D, struttura sociale, cure parentali, dieta onnivora.</p>
<p>Nessuno? Neanche a me.</p>
<p>Invece a  Dawe Russel, paleontologo canadese del museo di Ottawa, ricordavano gli esseri umani. Talmente tanto, da <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/dinosauroid4.jpg" title="dinosauroid4.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/dinosauroid4.jpg" alt="dinosauroid4.jpg" align="left" /></a>ipotizzare nel suo articolo del 1982: &#8220;Reconstruction of the small Cretaceous theropod <span style="font-style: italic">Stenonychosaurus inequalis</span> and a hypothetical dinosauroid&#8221;, che se i dinosauri non si fossero estinti al limite K/T, il Troodon avrebbe potuto evolvere caratteristiche umanoidi e trasformarsi in un &#8220;dinosauroide&#8221;. Il cervello avrebbe aumentato le proprie dimensioni, richiedendo un collo piu&#8217; corto per reggere il peso della testa. Contemporaneamente la coda sarebbe scomparsa, non essendo piu&#8217; necessaria per bilanciare il corpo, il muso si sarebbe accorciato (prese le proporzione dagli embrioni di pulcino di gallina) e la creatura avrebbe avuto una stazione eretta come la nostra. Le mani avrebbero avuto ancora tre dita, col pollice opponibile, e i genitali sarebbero stati interni come accade nei rettili; niente mammelle, ovviamente, caratteristiche dei mammiferi. La pelle la immaginava coperta di squame, gli occhi grandi. Avrebbero avuto un ombelico, suggeriva Russel, perche&#8217; per nutrire un cervello grande e&#8217; necessaria una placenta Il parto renderebbe necessaria una pelvi larga e la manipolazione richiederebbe spalle. E invece che parlare avrebbe cinguettato.<br />
Qualcuno e&#8217; andato oltre Russel sostenendo che non abbiamo prove che questo non sia effettivamente successo 65 milioni di anni fa: la specie umana ha giusto un milioncino di anni e sta lavorando attivamente alla propria estinzione. Un milione di anni in tempi geologici sono niente, e questo spiegherebbe la mancanza di ritrovamenti di fossili di dinosauroidi. Anzi, sarebbero stati proprio loro, con la loro intelligenza superiore, a causare la catastrofe che ha portato all&#8217;estinzione loro e degli altri dinosauri.</p>
<p>I maniaci delle cospirazioni dicono anche che non si sono estinti ma sono diventati quelli che chiamiamo rettiliani, ma vabbe&#8217;&#8230;</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/dinosauroid-rs-both.jpg" title="dinosauroid-rs-both.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/dinosauroid-rs-both.thumbnail.jpg" alt="dinosauroid-rs-both.jpg" align="right" /></a></p>
<p>L&#8217;idea di Russel non sta in piedi, tuttavia, e per un sacco di buoni motivi, diversi da quelli dei primi critici di Russel che criticavano il bauplan verticale e le mani, ritenendo valido quello orizzontale e la manipolazione con becco e piedi come gli uccelli moderni (ma il troodon le mani le aveva gia&#8217;&#8230;).</p>
<p>Innanzi tutto, a che serviva il cervello al troodon? non si discute che fosse intelligente, ma quasi certamente buona parte del cervello era deputata a coordinare la vista e gli arti anteriori, il che non e&#8217; sinonimo di intelligenza, basta osservare uno struzzo per dieci minuti per convincersene. Del resto a noi mammiferi l&#8217;intelligenza si e&#8217; sviluppata per accrescimento dei lobi esterni del cervello, mentre agli uccelli per accrescimento del corpo striato. Il che suggerisce che l&#8217;intelligenza sia di tipo differente in ogni caso, e non paragonabile, tra mammiferi e uccelli: se fossimo coesistiti, non ci saremmo comunque capiti coi nostri cervelli analoghi.</p>
<p>In secondo luogo, la ricostruzione di Russel  e&#8217; un distillato puro di finalismo nell&#8217;evoluzione. Come dice Darren Nash nella sua critica a Russel: &#8220;Essentially the message is that the human body plan is the ‘best’ body plan for a big-brained tetrapod&#8221; (in sostanza il messaggio e&#8217; che il modello del piano corporeo umano e&#8217; il miglior piano corporeo per un teropode con un cervello grande). Tra i tanti modi in cui un troodon avrebbe potuto evolversi, perche&#8217; mai avrebbe dovuto convergere verso una enorme intelligenza e una forma antropomorfa? Le &#8220;Troodontesse&#8221; magari avrebbero scelto il piumaggio come caratteristica da selezionare, o la lunghezza dell&#8217;artiglio dei piedi. O qualunque altra cosa che non cambiasse il bauplan da saurisco. Se riavvolgiamo il film della vita sulla terra, e partiamo da un proto-lemure, se cambiano le condizioni al contorno (clima, cibo, predatori) possiamo davvero pensare di riottenere la specie umana? La logica ci dice di no. La sopravvivenza del piu&#8217; adatto non vuol dire piu&#8217; adatto in assoluto, ma piu&#8217; adatto nel suo micro-contesto, nell&#8217;&#8221;entangled bank&#8221; di cui parlava Darwin, che non vale piu&#8217; un attimo dopo, se la famosa farfalla (<em>Papilio tempestae</em>, la chiama Terry Pratchett) ha battuto le maledette ali a Shangai, o dove le pare. Perche&#8217; dovremmo anche lontanamente supporre che un dinosauro ripercorra passo passo le nostre stesse tappe, con tutti i fattori ambientali differenti? Del resto, noi siamo l&#8217;unico caso di combinazione cervello grande/statura eretta. Pappagalli, corvi, balene, delfini, tupaie, cani, ma anche gorilla, che hanno un indice di encefalizzazione (rapporto massa del cervello/massa corporea) elevato, non hanno una stazione eretta. Cosa ci fa supporre, se non antropocentrismo, che la nostra combinazione sia la migliore al punto che l&#8217;evoluzione debba convergervi?</p>
<p>In ogni caso, un&#8217;ipotesi possiamo lanciarci a postularla. Se non si fossero estinti i Troodon e i loro simili, i principali predatori dei nostri antenati simili a Scandentia (Tupaie) oggi i mammiferi sarebbero ben diversi da come sono ora, e certamente ora noi non saremmo qui a leggere (o scrivere) blog.</p>
<p>Hat tip: <a href="http://inminoranza.blogspot.com/2008/01/e-io-lo-sapevo.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/inminoranza.blogspot.com');">Barak Obama rettiliano</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=349</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>In difesa di PZ Myers</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=350</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=350#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 01:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[papa]]></category>

		<category><![CDATA[deliri]]></category>

		<category><![CDATA[annunci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=350</guid>
		<description><![CDATA[P.Z. Myers, professore di Biologia all&#8217;Universita&#8217; del Minnesota, evoluzionista convinto e, soprattutto, autore del  pregevolissimo blog Pharyngula, ha scritto un post in cui commentava questo evento: uno studente di un&#8217;universita&#8217; cattolica ma finanziata con fondi pubblici ha rubato un&#8217; ostia. Ora rischia di essere espulso dall&#8217;universita&#8217; perche&#8217; ha &#8220;sequestrato&#8221; il corpo di Cristo , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P.Z. Myers, professore di Biologia all&#8217;Universita&#8217; del Minnesota, evoluzionista convinto e, soprattutto, autore del  pregevolissimo blog <a href="http://scienceblogs.com/pharyngula/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/scienceblogs.com');">Pharyngula</a>, ha scritto un <a href="http://scienceblogs.com/pharyngula/2008/07/its_a_goddamned_cracker.php" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/scienceblogs.com');">post</a> in cui commentava <a href="http://www.myfoxorlando.com/myfox/pages/Home/Detail;jsessionid=912931E6387D06E86603288C86CA66A1?contentId=6932236&amp;version=2&amp;locale=EN-US&amp;layoutCode=TSTY&amp;pageId=1.1.1&amp;sflg=1" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.myfoxorlando.com');">questo evento</a>: uno studente di un&#8217;universita&#8217; cattolica ma finanziata con fondi pubblici ha rubato un&#8217; ostia. Ora rischia di essere espulso dall&#8217;universita&#8217; perche&#8217; ha &#8220;sequestrato&#8221; il corpo di Cristo , ha dovuto rendere l&#8217;ostia e ha ricevuto decine di minacce di morte dai fondamentalisti cattolici.</p>
<p>Per tutta risposta Myers ha chiesto sul blog che qualcuno gli rubasse un&#8217;ostia (lui a quanto pare e&#8217; conosciuto in tutte le chiese dei suoi paraggi e non puo&#8217;) per fare atti vili sul &#8220;fucking cracker&#8221;, sulla fottuta ostia e poi postare le foto dell&#8217;azione sul blog.</p>
<p>Una goliardata, insomma. In risposta della quale ha ricevuto oltre <a href="http://scienceblogs.com/pharyngula/2008/07/i_get_email_special_cracker_ed.php" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/scienceblogs.com');">un migliaio di lettere</a> di insulti e decine di minacce di morte. Fino a qui, il cliche&#8217; lo conosciamo gia, purtroppo.</p>
<p>Ora pero&#8217; i fondamentalisti cattolici, incitati da un tale Bill Donohue, stanno facendo pressione sul Rettore dell&#8217;Universita&#8217; del Minnesota per farlo licenziare: una specie di caccia alle streghe, a quanto pare. Myers <a href="http://scienceblogs.com/pharyngula/2008/07/fight_back_against_bill_donohu.php" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/scienceblogs.com');">chiede di scrivere</a> al suo <a href="bruin001@umn.edu">Rettore</a> intervenendo in sua difesa. Tra le voci autorevoli in difesa di Myers c&#8217;e&#8217; quella di <a href="http://www.richarddawkins.net/articleComments,2848,PLEASE-WRITE-IN-SUPPORT-OF-PZ-MYERS,Richard-Dawkins-PZ-Myers-Pharyngula,page3#208304" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.richarddawkins.net');">Richard Dawkins</a>, sul suo blog.</p>
<p>Questa e&#8217; la mail che la sottoscritta e Mr. Tupaia hanno inviato al rettore:</p>
<p>Dear President Bruininks,</p>
<p>We are writing in support of Prof. PZ Myers regarding his comments about the catholic wafers and the position University of Minnesota would take on the issue.</p>
<p>In our home country, Italy, the whole Physics Department of Università La Sapienza in Rome took position against the pope&#8217;s Lectio Magistralis and again some extremist Catholics and a group of opportunistic politicians and journalists hoping to cause an uproar and exploit it for their advantage wrote to the Rector, asking him to terminate the employment of those members of staff - but luckily they were unsuccessful.</p>
<p>We strongly believe that science and religion should not mix and that one&#8217;s personal beliefs in matters of religion have nothing to do with one&#8217;s academic skills and professional competence.</p>
<p>We hope that the University of Minnesota will follow in the footsteps of Universita&#8217; La Sapienza and give a bunch of letters from the lunatic fringe of the catholic community and the moronic death threats they express the relevance they deserve - absolutely none. Furthermore, we hope that the University authorities will see this episode for what it really is - an attempt from the, shall we say, less-than-rational exponents of a religion to dictate the behaviour of a secular institution.</p>
<p>Best regards</p>
<p>[segue firma]</p>
<p>Nel mio piccolo, accolgo e rilancio l&#8217;appello di Myers e Dawkins. Se qualcuno, anche in Italia,  volesse scrivere al rettore (in inglese, ahime&#8217;), l&#8217;indirizzo e&#8217;: <a href="bruin001@umn.edu">bruin001@umn.edu</a>. Per i non-anglofoni, un copincolla della lettera qui sopra, cambiando we con I, va benissimo, per quello che mi riguarda.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=350</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Congratulazioni&#8230;</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=348</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=348#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 21:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[deliri]]></category>

		<category><![CDATA[annunci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=348</guid>
		<description><![CDATA[al decimillesimo visitatore da quando ho installato sitemeter (fine aprile 2008).
Considerando che non si e&#8217; neanche fermato a leggere il post che lo ha portato qui via google, vince una Sacculina omaggio, spese a carico mio.
Il fortunato vincitore e&#8217; un signore di Massarosa in Toscana che usa Internet Explorer per navigare (altro motivo per cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>al decimillesimo visitatore da quando ho installato sitemeter (fine aprile 2008).</p>
<p>Considerando che non si e&#8217; neanche fermato a leggere il post che lo ha portato qui via google, vince una <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/?p=137" >Sacculina</a> omaggio, spese a carico mio.</p>
<p>Il fortunato vincitore e&#8217; un signore di Massarosa in Toscana che usa Internet Explorer per navigare (altro motivo per cui merita una sacculina) e ha un indirizzo IP fisso con Welcome Italia. Se si riconosce in questa descrizione mi faccia avere il suo indirizzo di casa per la spedizione di una Sacculina OGM.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=348</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il fossa (Cryptoprocta ferox)</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=344</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=344#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 12:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[predatori]]></category>

		<category><![CDATA[mammiferi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=344</guid>
		<description><![CDATA[They&#8217;re always annoying us by trespassing, interrupting our parties, and ripping our limbs off
King Julien XIII, Madagascar, the Movie
Pensando al Madagascar ci viene immediatamente in mente la grande varieta&#8217; di lemuri residente in quest&#8217;isola. E non solo lemuri, ma anche camaleonti insoliti, uccelli giganteschi, insetti incredibili e cosi&#8217; via: fauna insolita, quella del Madagascar.
Ma chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right">They&#8217;re always annoying us by trespassing, interrupting our parties, and ripping our limbs off</p>
<p align="right">King Julien XIII, Madagascar, the Movie</p>
<p>Pensando al Madagascar ci viene immediatamente in mente la grande varieta&#8217; di lemuri residente in quest&#8217;isola. E non solo lemuri, ma anche camaleonti insoliti, <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/?p=323" >uccelli giganteschi</a>, insetti incredibili e cosi&#8217; via: fauna insolita, quella del Madagascar.</p>
<p>Ma chi preda i lemuri e gli altri mammiferi strani? Ci sono mammiferi carnivori?</p>
<p>Sfortunatamente per i lemuri, la risposta e&#8217; ovviamente si. I mammiferi carnivori del Madagascar sono pero&#8217; tutti piccoli, rari e furtivi, particolare che evidentemente ha permesso la sostenibiltia&#8217; della popolazione sia dei  predatori che delle prede in un delicato equilibrio instauratosi qualcosa come 165 milioni di anni fa, quando, in pieno Giurassico, il Madagascar si separo&#8217; dall&#8217;Africa.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/cryptoprocta_ferox_1_-_syracuse_zoo.jpg" title="cryptoprocta_ferox_1_-_syracuse_zoo.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/cryptoprocta_ferox_1_-_syracuse_zoo.jpg" title="cryptoprocta_ferox_1_-_syracuse_zoo.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/cryptoprocta_ferox_1_-_syracuse_zoo.jpg" alt="cryptoprocta_ferox_1_-_syracuse_zoo.jpg" height="484" width="725" /></a></p>
<p align="center"> <em>Cryptoprocta ferox. Foto: <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Cryptoprocta_ferox_1_-_Syracuse_Zoo.jpg" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/commons.wikimedia.org');">commons.wikimedia.org</a></em></p>
<p>Il piu&#8217; grande di questi carnivori e&#8217; <em>Criptoprocta ferox</em>, il cui nome significa [animale] feroce dal&#8217;ano nascosto, non un granche&#8217; come nome, bisogna ammettere: chi glielo ha dato voleva bizzarramente sottolineare che ha una sacca per le giandole anali che nasconde l&#8217; ano, ignorando tutte le altre stranezze di questo animale. Come tutti i carnivori dell&#8217;isola anche il fossa discende da un ramo degli Herpestidae, la famiglia delle manguste, anche se ora sono racchiusi in una famiglia tutta loro, gli Eupleridae. In sostanza il Madagascar e&#8217; stato colonizzato, 20-30 milioni di anni fa, da una specie di mangusta che, a causa dell&#8217;isolamento dell&#8217;isola, ha dato origine a una decina di specie, alcune che continuano a sembrare manguste, altri che sembrano zibetti (come il fossa), ma sono comunque tutti imparentati tra loro: gli zibetti malgasci non hanno niente a che vedere con gli <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/?p=121" >zibetti asiatici</a> o africani. Per passare il canale di Mozambico la fortunata mangusta ha fatto rafting sulla solita zattera di mangrovie (deus ex-machina dello spostamento dei vertebrati terrestri) per circa 400 km. Se mai mi apro un&#8217;agenzia viaggi la chiamo &#8220;Mangrovia&#8221;, e sara&#8217; un successo.</p>
<p>Il primo cenno documentato dell&#8217;esistenza dei fossa  risale al 1658 quando il Sieur Etienne de Flacourt, Governatore francese del Madagascar, scrisse nel suo libro &#8220;Histoire de la Grande Isle Madagascar&#8221;: «<em>C’est une bête grande comme un grand chien qui la tête ronde et au rapport des Nègres, elle a la ressemblance d’un léopard, elle dévore les hommes et les veaux. Elle est rare et ne demeure quedans les lieux des montagnes les moins fréquentés</em>» [&#8221;e&#8217; una bestia delle dimensioni di un grande cane con la testa rotonda e in base a quanto dicono i negri somiglia a un leopardo e divora uomini e bestiame. E&#8217; rara e dimora solo nei luoghi montani meno frequentati&#8221;. Trad. dal francese di chi scrive].  Probabilmente gli informatori di Flacourt si riferivano al fossa gigante, <em>Cryptoprocta spelea</em> o a <em>C. antamba</em> (noto solo per una mandibola fossile ma altrettanto grande), ma dato che comunque nessuno dei due sarebbe stato in grado di divorare un uomo o un vitello e&#8217; un dato da prendere col beneficio d&#8217;inventario. Cio&#8217; che ci interessa e&#8217; che all&#8217;arrivo dei francesi sull&#8217;isola questi animali erano gia&#8217; rari e furtivi come lo sono oggi, e i dati paleontologici dicono che in passato la situazione none ra molto diversa: il numero esiguo e&#8217; lo scotto da pagare per essere al vertice della catena alimentare su di un isola. E&#8217; possibile che il fossa gigante fosse gia&#8217; estinto all&#8217;arrivo dei francesi, non essendo riuscito a tollerare il taglia e brucia dei boschi e l&#8217;estinzione dei lemuri giganti ad opera delle popolazioni indigene.</p>
<p>Osservatori ottocenteschi videro nel fossa l&#8217;anello di congiunzione tra cani e gatti: in comune tra i due ha gli occhi grandi e frontali e le zampe palmate; del gatto ha le unghie rettrattili, l&#8217;abilita&#8217; di arrampicarsi sugli alberi, le pupille verticali, il muso schiacciato (anche se piu&#8217; lungo di quello di un gatto), il baculum sul glande del pene (una struttura ricoperta di barbe spinose che aiuta nella copula), le vibrisse lunghe quanto la testa; del cane ha l&#8217;osso penico sviluppato che aiuta nell&#8217;incastro durante la copula, il tartufo prominente e privo di peli. Di unico ha le orecchie grandi, rotonde e a sventola, una postura quasi sempre plantigrada e non digitigrada (cammina poggiando tutto il piede per terra e non solo la punta delle dita come fanno canidi, felidi e manguste), il piede che si gira all&#8217;indietro di 180 gradi per non perdere la presa sugli alberi, una secrezione arancione che ricopre i peli del ventre del maschio, l&#8217;osso penico nel clitoride delle femmine (ouch!)</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/fossa8.jpg" title="fossa8.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/fossa8.jpg" title="fossa8.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/fossa8.jpg" alt="fossa8.jpg" /></a></p>
<p align="center">Fossa. Foto: <a href="http://dinets.travel.ru/madagascar4.htm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/dinets.travel.ru');">Vladimir Dinets</a></p>
<p>L&#8217;aspetto complessivo e&#8217; effettivamente ingannevole, ma e&#8217; solo un meraviglioso esempio di evoluzione convergente che dimostra come da una mangusta, che e&#8217; praticamente una salsiccia semovente feroce e inavvelenabile, si possa ottenere un micio, evento che dev&#8217;essere accaduto in modo analogo quando sono apparsi i primi felidi. I naturalisti pero&#8217; furono ingannati, piu&#8217; che dalle similarita&#8217;, dall&#8217;erronea convinzione che il Madagascar fosse un regno di specie primitive e &#8220;non evolute&#8221; e che quindi si potessero trovare forme ancestrali di animali che si erano estinte nel resto del mondo. L&#8217;idea finalistica dell&#8217;evoluzione che si ferma e&#8217;  oggi considerata risibile, per fortuna, e dopo aver classificato il fossa tra i felidi si e&#8217; finalmente arrivati a posizionarlo come una famiglia a se stante ma monofiletica grazie all&#8217;analisi del DNA, lo strumento piu&#8217; potente che abbiamo per non farci fregare dall&#8217;evoluzione convergente e dai creazionisti.</p>
<p>Le dimensioni del fossa sono piu&#8217; o meno quelle di un cane di media taglia, 70 cm circa di lunghezza, una coda di eguale misura e un peso di 5-10 kg. Il fossa gigante, oggi estinto anche se ogni tanto salta fuori un avvistamento poco convincente, era piu&#8217; lungo di circa il 20%. A uno sguardo superficiale, insomma, il fossa sembra un piccolo puma con le orecchie a sventola. I lemuri in realta&#8217; (nche quelli grandi) sono solo una parte della sua dieta, vengono spesso catturati anche mammiferi piu&#8217; piccoli come il tenrec comune, roditori, i ratti importati da noi europei o anche serpenti e lucertole; quand&#8217;altro manca, anche insetti. La preda viene inseguita sugli alberi o a terra indifferentemente e l&#8217;attivita&#8217; e&#8217; prevalentemente crepuscolare, sebbene il fossa possa essere attivo sia di giorno che di notte.</p>
<p>E adesso che abbiamo esaurito la parte noiosa della descrizione e della filologia, veniamo agli aspetti  davvero bizzarri del fossa. Cominciamo dal nome che non ha niente a che fare coi buchi per terra ma viene da una parola in lingua malgascia e pare si pronunci &#8220;fusa&#8221; con la s dura, non come nel verso del gatto. Ma cio&#8217; che sorprende di piu&#8217; e&#8217; che il fossa ha tali bizzarrie sessuali che fanno sembrare un club londinese il venerdi&#8217; sera un posto normale.</p>
<p>Durante l&#8217;adolescenza la femmina del fossa si &#8220;mascolinizza&#8221;: l&#8217;osso penico cresce, si sviluppa un pene come quello del maschio, incluso tutto l&#8217;armamentario di spine dure e uncinate verso dietro che ricoprono il glande, il pelo della pancia si ricopre della secrezione arancione tipica del maschio (l&#8217;omo vero ha da puzza&#8217;). Evidentemente si ha un notevole aumento di testosterone in circolo, ma il motivo per cui cio&#8217; accade e&#8217; ignoto: o e&#8217; dovuto a uno squilibrio ormonale (a noi umani spuntano i brufoli, alle fossa il pisello), oppure ha un ruolo funzionale che non e&#8217; ben chiaro. Questa mascolinizzazione transitoria non e&#8217; nota in nessun altro Eupleride e in realta&#8217; in nessun altro mammifero, forse con l&#8217;eccezione di qualche giocatrice di basket under21.</p>
<p>Passata l&#8217;adolescenza, l&#8217;osso penico viene parzialmente riassorbito ma rimane in parte nel clitoride, dove non ha una funzione nota, le secrezioni colorate scompaiono, il pelo torna beige e cominciano gli accoppiamenti.</p>
<p>Quando una femmina di fossa ha il suo periodo di estro sale su un albero e al di sotto, attratto dall&#8217;odore,  si raduna un gruppo di maschi che competono tra loro con graffi e vocalizzazioni. Poi, uno alla volta, i maschi salgono sull&#8217;albero e in equilibrio mooolto precario comincia la copula se vengono accettati dalla femmina. E&#8217; esattamente il comportamento dei gatti di casa, uncini inclusi: bizzarro ritrovarlo identico in un animale selvatico che non e&#8217; neanche un felino. Quello che e&#8217; diverso dal gatto, pero&#8217;, e&#8217; che la copula dura tantissimo. Tutti gli autori concordano nel dire &#8220;fino a 165 minuti&#8221; che sono 2 ore e 3/4. Non so se i fossa siano cosi&#8217; precisi nel calcolare i tempi o se questo numero (165 minuti) derivi da una unica osservazione, magari in uno zoo, visto che in natura e&#8217; difficilissimo osservare quasti animali. Fattosta&#8217; che appena finisce il primo avanti un altro, e cosi&#8217; via per circa una settimana. Considerando tutto, per la femmina dev&#8217;essere una settimana davvero sfiancante. Il maschio ha un pene cosi&#8217; ossuto e uncinato sicuramente per rimanere incastrato nella femmina quanto piu&#8217; a lungo possibile, in modo da cercare di sbaragliare la concorrenza degli spermatozoi degli altri maschi.</p>
<p>Dopo tre mesi la femmina concepisce nel cavo di un albero o in buco per terra  2-4 cuccioli che sono completamente inetti, hanno gli occhi chiusi per 16-25 giorni, dipendono esclusivamente dal latte materno per tre mesi e sono <a href="http://news.bbc.co.uk/1/low/england/cornwall/6955014.stm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/news.bbc.co.uk');">belli da sciogliersi</a>, gattini con gli occhioni e le orecchie a sventola. Lo sviluppo e&#8217; lento e i cuccioli passano molto tempo con la madre prima di essere indipendenti. Al secondo anni di vita, a crescita completa, le femmine si mascolinizzano, e diventano sessualmente mature solo al quarto anno. In cattivita&#8217; i fossa vivono circa 20 anni, quindi diciamo che la vita media di un animale selvatico dovrebbe aggirarsi intorno ai 10. Il ritardo nello sviluppo sessuale e&#8217; certamente un altro adattamento per mantenere basso il numero di predatori rispetto a quello delle prede.</p>
<p>Gli indigeni malgasci nutrono una paura superstiziosa nei confronti dei fossa (anche perche&#8217; entrano nei pollai e rubano le galline), e raccontano su questi animali le stesse cose che si sentono in Europa sui lupi, tipo ammoniscono i bambini di non allontanarsi da casa &#8220;se no il fossa ti mangia&#8221;, o li ritengono capaci di uccidere le mucche (in realta&#8217; sono troppo piccoli per rappresentare un pericolo per l&#8217;uomo). Nel film d&#8217;animazione Madagascar vengono dipinti come supercattivi, dall&#8217;aspetto vagamente di iena e vili. In realta&#8217; si tratta di animali con altrettanta forza e dignita&#8217; di un leone, nel loro ambiente. Probabilmente non ci piacciono perche&#8217; predano i lemuri, che tutto sommato sono nostri cugini.</p>
<p>Di fossa ne restano, si stima, solo 2500 esemplari in tutto il Madagascar e all&#8217;attuale tasso di disboscamento la specie e&#8217; a elevato rischio di estinzione nei prossimi anni.</p>
<p><strong>Alcuni dei testi consultati per scrivere questo post:</strong></p>
<p>Macdonald, D. W., (2006)<a href="http://books.google.co.uk/books?id=8_yqAQAACAAJ&amp;dq=macdonald+encyclopedia+of+mammals" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/books.google.co.uk');" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/books.google.co.uk');"> The encyclopedia of mammals, </a>OUP, Oxford</p>
<p><a href="http://animals.jrank.org/pages/3073/Mongooses-Fossa-Herpestidae-FOSSA-Cryptoprocta-ferox-SPECIES-ACCOUNTS.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/animals.jrank.org');">Mongooses and Fossa: Herpestidae - Fossa (cryptoprocta Ferox): Species Accounts</a></p>
<p><a href="http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Cryptoprocta_ferox.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/animaldiversity.ummz.umich.edu');">animaldiversity.ummz.umich.edu</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=344</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>It tastes like chicken: l&#8217;uccello Roc (Aepyornis maximus)</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=323</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=323#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 01:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Erbivori]]></category>

		<category><![CDATA[neotenia]]></category>

		<category><![CDATA[Estinti!]]></category>

		<category><![CDATA[Uccelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=323</guid>
		<description><![CDATA[Dicomi certi mercatanti che vi sono iti, che v&#8217;à uccelli grifoni, e questi uccelli apaiono certa parte dell&#8217;anno, ma non sono cosí fatti come si dice di qua, cioè mezzo uccello e mezzo lione, ma sono fatti come aguglie, e sono grandi com&#8217;io vi dirò. Egli pigliano l&#8217;alifante e pòrtallo su in aire, e poscia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><em>Dicomi certi mercatanti che vi sono iti, che v&#8217;à uccelli grifoni, e questi uccelli apaiono certa parte dell&#8217;anno, ma non sono cosí fatti come si dice di qua, cioè mezzo uccello e mezzo lione, ma sono fatti come aguglie, e sono grandi com&#8217;io vi dirò. Egli pigliano l&#8217;alifante e pòrtallo su in aire, e poscia il lasciano cadere, e quelli si disfa tutto, poscia si pasce sopra lui. Ancora dicono quelli che l&#8217;ànno veduti, che l&#8217;alie sue sono sí grandi che cuoprono 20 passi, e le penne sono lunghe 12 passi, e sono grosse come si conviene a quella lunghezza. [&#8230;] Quelli di quella isola sí chiamano quello uccello ruc, ma per la grandezza sua noi crediamo che sia grifone.</em></p>
<p align="right"><em>Marco Polo, Il Milione, Capitolo 186: Dell&#8217;isola di Madegascar</em></p>
<p align="left"> E&#8217; oggi ben risaputo che non e&#8217; vero che i dinosauri si sono estinti 65 milioni di anni fa con la caduta del famoso meteorite: almeno un piccolo gruppo di saurischi e&#8217; giunto fino a noi sotto forma di uccelli, come ci dicono le analisi del DNA, evolutisi nel Giurassico. Ma se anche non credessimo al DNA mitocondriale, ci basterebbe guardare le zampe di un qualsiasi Ratite per crederci: la fotografia qui sotto non mostra le zampe di un T. rex dietro i cancelli di Jurassic Park, ma le zampe di uno struzzo dietro quelli dello zoo di Whipsnade.</p>
<p align="left"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/piedistruzzo.jpg" title="piedistruzzo.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/piedistruzzo.jpg" title="piedistruzzo.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/piedistruzzo.jpg" alt="piedistruzzo.jpg" height="415" width="460" /></a></p>
<p align="left">Per gli indo-polinesiani che per primi arrivarono in Madagascar, quindi, e per gli arabi che li seguirono, la vista di un uccello elefante (<em>Aepyornis Maximus</em>) alto piu&#8217; di tre metri e pesante mezza tonnellata deve essere stato uno shock: al giorno d&#8217;oggi l&#8217;uccello piu&#8217; grande a noi noto e&#8217; lo struzzo (<em>Struthio camelus</em>) , alto 2-2.5 m e pesante 100-130 kg. Possiamo immaginare quindi l&#8217;Aepyornis maximus come il cugino gigante di uno struzzo, e quasi certamente con lo stesso carattere: tutto sommato, appartengono allo stesso gruppo di uccelli inetti al volo, i Ratiti. Uno struzzo moderno puo&#8217; calciare con una potenza pari a  circa 40 kg/cm2 e ha al termine di ogni zampa un artiglio che puo&#8217; facilmente sventrare un uomo. Se lo si moltiplica per la forza di un animale quattro volte piu&#8217; pesante e due volte piu&#8217; alto, si capisce come mai le mille e una notte prima e Marco Polo poi ritenevano gli uccelli giganti del Madagascar in grado di uccidere un elefante.</p>
<p align="left">I Ratiti (oggi chiamati <strong>Struthioniformes</strong>) sono un antichissimo ordine monofiletico (discendenti da un unico progenitore) di uccelli inetti al volo che si sono separati quasi subito dalla linea evolutiva degli altri uccelli, il che e&#8217; confermato anche dalle piu&#8217; <a href="http://leucophaea.blogspot.com/2008/06/unaltra-rivoluzione-per-gli-uccelli.html#links" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/leucophaea.blogspot.com');">recenti analisi molecolari</a>. Al giorno d&#8217;oggi sono suddivisi nelle varie famiglie dei tinamou (uccelli poco volatori) in Sud America, degli struzzi in Africa, dei rhea sempre in Sud America, degli emu e dei casuari in Australia e dei kiwi in Nuova Zelanda; in piu&#8217; ci sono le famiglie estinte degli Aepyornis in Madagascar, dei Dinornis in Nuova Zelanda e dei Dromornis sempre in Australia. La loro caratteristica piu&#8217; singolare (oltre alle dimensioni mediamente grandi) e&#8217; di non avere, al contrario di tutti gli altri uccelli, lo sterno carenato, bensi&#8217; di averlo piatto come il nostro. Lo sterno negli uccelli e&#8217; un osso di importanza fondamentale perche&#8217; e&#8217; il punto di attacco allo scheletro dei potenti muscoli delle ali necessari per il volo, e la forma a carena consente sia una maggiore superficie di inserzione sia di avere una struttura aereodinamica. Tutti i ratiti (eccetto i Tinamou che pero&#8217; volano pochissimo), di conseguenza, non volano, e molti hanno l&#8217;arto superiore variamente degenerato o vestigiale. Conservano pero&#8217; caratteristiche tipiche degli uccelli come le piume e la struttura generale dello scheletro.</p>
<p align="left"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/ratitevicariance.gif" title="ratitevicariance.gif" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/ratitevicariance.gif" alt="ratitevicariance.gif" align="left" height="395" width="383" /></a></p>
<p align="left">Beninteso, i ratiti hanno perso l&#8217;attitudine al volo <em>secondariamente</em>,  cioe&#8217; discendono da un antenato comune che sapeva volare, e non direttamente dai dinosauri. Questo antenato comune volatore e&#8217; vissuto 90 milioni di anni fa nel Cretacico in Gondwana (probabilmente in Antartide) e si sarebbe disperso nei vari continenti che si stavano separando dando origine alle varie specie. Il problema e&#8217; che da qui in poi le opinioni degli scienziati differiscono, le analisi del DNA con concordano tra di loro, e neanche quelle morfologiche, e la filogenesi (chi discende da chi) non e&#8217; chiara, come non lo e&#8217; neanche la modalita&#8217; di dispersione (cioe&#8217; se gli uccelli sono arrivati volando nei vari posti e poi hanno perso l&#8217;attitudine al volo o se hanno colonizzato i vari angoli di ex-Gondwana a piedi saltando di isola in isola). Per approfondire la filogenesi dei ratiti con referenze autorevoli <a href="http://www.palaeos.com/Vertebrates/Units/350Aves/350.920.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.palaeos.com');">qui </a>c&#8217;e&#8217; un ottima discussione, io  preferisco concentrarmi sul gigantesco uccello elefante del Madagascar.</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p>Possibile via di dispersione dei Ratiti. Da <a href="http://www.palaeos.com/Vertebrates/Units/350Aves/350.920.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.palaeos.com');">www.palaeos.com</a></p>
<p>L&#8217;<strong>uccello elefante</strong>, anche chiamato <strong>uccello Roc</strong> dai racconti delle mille e una notte (in cui pero&#8217; lo si credeva volatore, errore conservato nel racconto di Marco Polo) o <strong>Vouron Patra</strong> (nome locale malgascio che vuol dire uccello degli Ampatres o uccello delle paludi)) e&#8217; il piu&#8217; grosso uccello che sia mai esistito. Le sue uova erano pesanti oltre 10 kg, piu&#8217; grosse di quelle di qualsiasi dinosauro mai esistito, con una circonferenza di 90 cm, un&#8217;altezza di 33 cm e un volume di 9 litri (due galloni), l&#8217;equivalente di 200 uova di gallina. Sono al limite strutturale delle dimensioni di un uovo, dal punto di vista ingegneristico: un uovo piu&#8217; grande avrebbe scambi gassosi limitati ma sopratuttto sarebbe troppo spesso per essere rotto dal pulcino all&#8217;interno.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/rocsegg2.jpeg" title="rocsegg2.jpeg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/rocsegg2.jpeg" title="rocsegg2.jpeg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/rocsegg2.jpeg" alt="rocsegg2.jpeg" /></a></p>
<p><em>Comparazione di un uovo di Roc (il primo) con uova di (in ordine da sinista in alto): struzzo, emu, albatros, cigno, anatra, edredone, germano reale, gallina, falco di palude, alzavola, road-runner, civetta delle tane, colino della virginia, picchio dorato, picchio rosso, lark bunting (</em><em>Calamospiza melanocorys), topino, fringuello, colibri&#8217;.<br />
Foto tratta da: <a href="http://elibrary.unm.edu/sora/Condor/files/issues/v021n03/p0097-p0101.pdf" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/elibrary.unm.edu');">Bradbury, 1919</a></em></p>
<p>Al contrario dello struzzo e dell&#8217;emu&#8217;, adattati ad essere uccelli corridori e alla vita nella savana, l&#8217;uccello elefante, come l&#8217;odierno casuario, viveva nella fitta foresta tropicale dell&#8217;isola. A riprova di cio&#8217;, oltre alle testimonainze fossili, ci sono le parole del Sieur Etienne Flacourt, primo governatore francese in Madagascar, Direttore della Compagnia Francese dell&#8217;India Orientale, successivamente ucciso dai pirati: &#8220;Il Vouron Patra e&#8217; un uccello gigante che infesta il paese degli Ampatres [nel sud del Madagascar] e depone uova simili a quelle dello struzzo; per non farle prendere dagli abitanti di questi luoghi, cerca i posti piu&#8217; solitari per rifugiarsi<em>&#8220;. </em>Fortunatamente per i Malgasci il vouron patra era <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/roc.gif" title="roc.gif" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/roc.gif" alt="roc.gif" align="left" /></a>fondamentalmente vegetariano, come tutti i ratiti, del resto. Probabilmente si nutriva di frutti della foresta agendo da dispersore di semi di piante ora in declino o estinte, come  la palma da cocco <em>Voanioala gerardii, </em>ora di fatto specie a rischio di estinzione<em> </em>per mancanza di dispersione del seme. Wikipedia riporta (citando Dransfield and Beentje, 1995: 21, 63, 112) che i frutti di alcune palme <em>Ravenea louvelii</em> e <em>Satranala decussilvae</em> sono blu-viola come i frutti mangiati dal casuario; a me sembra  un&#8217;analogia forzata poiche&#8217; in caso di coevoluzione pianta-dispersore il colore e&#8217; relativo e dipende anche dal resto dei fattori ambientali (le alte montagne della Nuova Guinea sono ben diverse dalla foresta del Madagascar).</p>
<p>Dal momento che non doveva inseguire prede e che a parte i coccodrilli i predatori piu&#8217; grossi avevano le dimensioni di un cane, gli uccelli elefanti si sono evoluti in modo da essere grossi e pesanti, ma soprattutto <strong>lenti</strong>. Le ali erano vestigiali e invisibili dall&#8217;esterno: a scapola e il carocoide, le due ossa che uniscono l&#8217;ala al corpo, erano fuse insieme; l&#8217;omero (l&#8217;osso del braccio) era lungo appena 10 cm e clavato; lo sterno era ridotto ad una placca corta, larga e piatta. Per converso, <em>le zampe erano elefantine</em>, enormi e possenti: il femore era grande e larghissimo in diametro, cosi&#8217; come il tibiotarso. Il tarso, la parte senza piume negli uccelli, era pero&#8217; sorprendentemente corto in proporzione al resto della gamba, ulteriore conferma che questo uccello non era un corridore veloce. Le zampe erano munite di artigli  con cui forse rovistava nella lettiera. Il collo era lungo e robusto, ma probabilmente portato relativamente basso rispetto al corpo, la testa piccola, il becco simile a una lancia a punta larga. Complessivamente, tutto l&#8217;aspetto di questo animale era incredibilmente possente, robusto e muscoloso.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/rocbones.gif" title="rocbones.gif" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/rocbones.gif" title="rocbones.gif" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/rocbones.gif" alt="rocbones.gif" /></a></p>
<p align="center">Scheletro di Uccello elefante, da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Elephant_Bird" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/en.wikipedia.org');">Wikipedia</a></p>
<p>Del piumaggio si sa poco, una sola penna e&#8217; stata rinvenuta fossile.  Da quella e per analogia con gli altri ratiti la maggior parte degli autori le descrive come &#8220;irte e simili a capelli&#8221;, insomma piumino lanuginoso tipo quello del kiwi.</p>
<p>Complessivamente, l&#8217;aspetto generale dell&#8217;uccello elefante (ma anche degli altri ratiti) e&#8217; quello di <strong>pulcini troppo cresciuti</strong>: corpo coperto di piumino, ali piccole, inettitudine al volo, zampe ben sviluppate, e altre (non meglio specificate dalle mie fonti) caratteristiche infantili nella struttura scheletrica. In poche parole i ratiti sono uccelli neotenici, che hanno conservato caratteri infantili anche da adulti. A quel punto, non e&#8217; difficile immaginarsi la leggenda del Roc di Sindbad (da cui e&#8217; ricalcato il racconto di Marco Polo) da dove sia emersa: marinai arabi approdati sulle coste del Madagascar per disavventura potrebbero essersi addentrati nella foresta (anche se non era consigliabile, i malgasci hanno sempre opposto ferma resistenza alla colonizzazione degli arabi prima e dei francesi poi, limitando gli insediamenti di questi sulle coste)   imbattendosi in un colossale uccello dall&#8217;aspetto di pulcino alto tre metri. &#8220;Se quello e&#8217; il piccolo, come sara&#8217; la madre?&#8221;, devono essersi chiesti. Sara&#8217; ovviamente un uccello immenso capace di sollevare un elefante in volo. Anche io me la sarei battuta a gambe levate e avrei ripreso il largo di corsa&#8230;</p>
<p>Ma come mai, in assenza di predatori, questi uccelli sono cosi&#8217; grandi? Che lo sia lo struzzo e&#8217; abbastanza logico,  un uccello non volatore che condivide l&#8217;habitat con iene e leoni deve sapersi difendere. Bisogna anche dire che tutti i ratiti sono (ed erano) piuttosto grandi, come lo era molto probabilmente l&#8217;antenato comune, e anche il piccolo kiwi ha ridotto le dimensioni solo secondariamente, come il suo enorme uovo (in proporzione 1/3 della madre) suggerisce. Ciononostante gli uccelli giganti (sopra i 2.5 m) si sono evoluti solo in due casi di ecosistemi insulari: il Madagascar e la Nuova Zelanda (il moa era alto 3.5 m), e in entrambi i casi in assenza di predatori. E&#8217; sicuramente una domanda da un milione di dollari a cui e&#8217; molto difficile dare una risposta. Provo ad azzardare qualche ipotesi, visto che la letteratura e&#8217; cosi&#8217; deficitaria sull&#8217;argomento:</p>
<ul>
<li>Selezione sessuale: dai calcoli un uovo di Roc impiegava circa 90 giorni a schiudersi e complessivamente tutto il ciclo riproduttivo doveva avere ritmi piuttosto lenti, dato che l&#8217;ecosistema insulare poteva supportare solo una popolazione limitata di questi uccelli. In queste condizioni, in caso di lotta tra maschi vince ovviamente il piu&#8217; grosso e l&#8217;unico fattore limitante sono quindi le dimensioni dell&#8217;uovo, per cui la popolazione si e&#8217; stabilzzata su questo limite.</li>
<li>specializzazione della nicchia ecologica: arrivato in Madagascar, e bloccato li dalla deriva dei continenti, l&#8217;antenato del roc si e&#8217; trovato a competere per il cibo con lemuri giganti e ippopotami nani e l&#8217;unico modo di sopravvivere era adattarsi ad una nicchia che nessuno voleva, tipo mangiare semi grossi  (noci di cocco) che non interessavano a nessun altro, e per far questo doveva sviluppare le dimensioni e la muscolatura necessarie a romperle.</li>
<li>selezione da metabolismo: un uccello grande richiede in proporzione meno cibo di un uccello piccolo. Essendo l&#8217;ecosistema chiuso, in caso di carestia un animale grande ha piu&#8217; probabilita&#8217; di sopravvivere in assenza di cibo rispetto ad uno piccolo, e questo crea un collo di bottiglia che taglia via i geni delle piccole dimensioni.</li>
<li>selezione da habitat: le grandi e forti zampe erano necessarie per farsi largo nella vegetazione, tipo bulldozer (anche se in una foresta primaria non e&#8217; che ci sia tutto questo sottobosco), e magari per procurarsi il cibo in qualche modo, ad esempio aprendo le noci di cocco, o rompendo legno marcescente.</li>
<li>deriva genetica: potrebbe aver favorito, in assenza di predatori, la diffusione di una forma di acromegalia (Edinger, 1942), ovvero di gigantismo dovuto ad un&#8217;anomalia dell&#8217;ipofisi, aiutata da qualche fenomeno di collo di bottiglia (ad esempio, se e&#8217; per prima arrivata in Madagascar su una zattera di mangrovie solo una femmina acromegalica fecondata, sopravissuta per via che un esemplare grande resiste di piu&#8217; al digiuno).</li>
<li>difesa del pullo: un pulcino ed un uovo grosso probabilmente era meno predato dai coccodrilli e dal fossa gigante (<em>Cryptoprocta spelea), </em>10 kg per 80 cm di lunghezza (dati ricavati utilizzando i dati biometrici tratti da <a href="http://www.biologie.uni-hamburg.de/zim/oeko/ganz/literatur/Goodman%20et%20al%202004%20Zoosystema%20Cryptoprocta_spelea.pdf" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.biologie.uni-hamburg.de');">Goodman <em>et al.</em> (2004)</a></li>
<li>Selezione casuale: perche&#8217; no, se c&#8217;e&#8217; cibo sufficiente e la predisposizione genetica?</li>
</ul>
<p>Il problema e&#8217; che nella foresta e&#8217; difficile, se non impossibile, trovare fossili, per cui non abbiamo raffronto con i progenitori fossili degli uccelli elefanti.</p>
<p>Abbiamo dunque questa immensa massa di ciccia e muscoli semovente, lenta come un autobus in ora di punta, decisamente stupida (testa molto piccola in proporzione, e bisogna fare spazio nel cervello per la vista e gli altri sensi), non abituata ai predatori e che fa affidamento sulle proprie dimensioni per spaventare i pericoli. La ricetta per un disastro, come il dodo ci insegna. Valga come mia supposizione, ho il sospetto che non temesse la vista dell&#8217;uomo e rimanesse li a farsi massacrare da lance e frecce. Cio&#8217; che accadde e&#8217; presto detto: dopo sessanta milioni di anni di pacifica esistenza, circa 2000 anni fa arrivo&#8217; in Madagascar una popolazione dall&#8217;Indonesia.</p>
<p>Non si esclude tuttavia che la specie fosse gia&#8217; in declino, e del resto delle sette ventilate specie di Aepyornis a memoria d&#8217;uomo si ricordano solo A. maximus e forse un altro piu&#8217; piccolo, <em>Aepyornis medius o Aepyornis hildebrandti. </em>Cambiamenti climatici durante l&#8217;Olocene potrebbero aver contribuito a cambiare l&#8217;habitat di questo animale superspecializzato e quindi averne minato la presenza.</p>
<p>Il Vouron patra era tuttavia certamente presente all&#8217;arrivo dei primi colonizzatori umani, tanto e&#8217; vero che all&#8217;arrivo dei colonizzatori europei (che non ne hanno pero&#8217; mai visto uno, o almeno se lo hanno visto non lo hanno lasciato scritto) le storie relative a questo uccello erano presenti nel folklore locale. Indubbiamente l&#8217;animale e&#8217; stato direttamente predato dal malgasci, come dimostrano delle tibie forate con utensili (il cui uso resta pero&#8217; ignoto) e altre ossa (lavorate e non) trovate in grotte usate come insediamenti umani, a dispetto di un presunto tabu&#8217; di questi popoli sull&#8217;uccello. Indubbiamente sono state predate anche le uova, i cui gusci venivano usati come contenitori (e come dire di no ad una frittata da 10 chili?).</p>
<p>E&#8217; anche possibile pero&#8217; che l&#8217;uomo ne abbia causato l&#8217;estinzione indirettamente. O tramite la pratica del taglia e brucia che distruggeva interi tratti di foresta e la bonifica delle paludi per piantare risaie, frammentando l&#8217;areale dell&#8217;uccello roc il quale, essendo gia&#8217; poco numeroso, avrebbe poi faticato a trovare le condizioni per i rari eventi riproduttivi; oppure tramite l&#8217;importazione di qualche zoonosi tramite polli o altri animali addomesticati che i coloni indonesiani si erano portati dietro.</p>
<p>In ogni caso, sebbene se ne avessero notizie dai navigatori portoghesi e francesi sin dal XVI secolo,  tecnicamente le uova furono &#8220;scoperte&#8221; solo nel 1850 e la specie fu riconosciuta dal grande naturalista francese Geoffroy de Saint Hilaire solo nel 1851, quando ormai era gia&#8217; da lungo tempo estinta.</p>
<p><strong>Nota di folklore</strong>: per chiudere come si e&#8217; iniziato, e&#8217; anche possibile che il racconto di Marco Polo non si riferisse all&#8217;uccello elefante, ma ad una rara e immensa aquila, <em>Stephanoaetus mahery</em> o aquila coronata del Madagascar, ora estinta (circa 1500 d.C.) e che predava i grandi lemuri e forse l&#8217;uccello elefante stesso (suppongo i giovani).  Le caratteristiche di questo uccello ricordano da vicino quelle dell&#8217;aquila di Haast (<em>Harpagornis moorei</em>) che predava i Moa in Nuova Zelanda, ma le poche ossa fossili trovate indicano che la dieta dell&#8217;aquila coronata fosse indirizzata prevalentemente verso i lemuri giganti: sollevare un uccello di mezza tonnellata la vedo impresa impossibile per qualunque uccello, se la fisica non e&#8217; un opinione. Non e&#8217; escluso pero&#8217; che le due aquile fossero filogeneticamente imparentate, come lo sono l&#8217;uccello elefante ed il moa (nella prossima puntata, forse).</p>
<p><tt></tt></p>
<p><tt><nobr></nobr></tt><br />
<strong><em>Alcuni</em> dei libri e siti consultati per scrivere questo post:</strong></p>
<ul id="journalInfo">
<li class="sourceInfo">David Day (1989) Enciclopedia delle specie estinte (Trad. it), Edizioni Edison, Bologna</li>
<li class="sourceInfo">Tilly Edinger (1942) The Pituitary Body in Giant Animals Fossil and Living: A Survey and a Suggestion<cite> The Quarterly Review of Biology</cite>, Vol. 17, No. 1  (Mar., 1942), pp. 31-45</li>
<li class="sourceInfo"><a href="http://www.messybeast.com/extinct/moa.htm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.messybeast.com');">www.messybeast.com</a></li>
<li class="sourceInfo">tutta la bibliografia riportata qui:<a href="http://www.geocities.com/vorompatra/reading.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.geocities.com');"> www.geocities.com/vorompatra/reading</a></li>
<li class="sourceInfo"><a href="http://www.endangeredspecieshandbook.org/madagascar_human.php" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.endangeredspecieshandbook.org');">www.endangeredspecieshandbook.org</a></li>
<li class="sourceInfo">Goodman S. M., Rasoloarison R. M. &amp; Ganzhorn J. U. 2004. — On the specific identification<br />
of subfossil Cryptoprocta (Mammalia, Carnivora) from Madagascar. Zoosystema 26 (1):<br />
129-143.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=323</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Per rinfrancar lo spirito tra una bestiaccia e l&#8217;altra&#8230;</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=340</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=340#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 16:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[tassonomia]]></category>

		<category><![CDATA[deliri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=340</guid>
		<description><![CDATA[&#8230; segnalo questo sito esilarante
 www.curioustaxonomy.net/
in cui si  elencano i piu&#8217; bizzarri nomi scientifici dati ad animali e piante.
I mie preferiti sono:

Phthiria relativitae Evenhuis, 1985 (bombyliid   fly) Since reclassified in the genus Poecilognathus (si legge, con la pronuncia americana &#8220;teoria relativitatae&#8221;
Ohmyia omya Thompson, 1999 (syrphid   fly) (&#8221;Oh my&#8221; e&#8217; un&#8217;escalmazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; segnalo questo sito esilarante<br />
<a href="http://www.curioustaxonomy.net/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.curioustaxonomy.net');"> www.curioustaxonomy.net/</a></p>
<p>in cui si  elencano i piu&#8217; bizzarri nomi scientifici dati ad animali e piante.</p>
<p>I mie preferiti sono:</p>
<ul>
<li><big><em>Phthiria relativitae</em> Evenhuis, 1985</big> (bombyliid   fly) Since reclassified in the genus <em>Poecilognathus (si legge, con la pronuncia americana &#8220;teoria relativitatae&#8221;</em></li>
<li><big><em>Ohmyia omya</em> Thompson, 1999</big> (syrphid   fly) (&#8221;Oh my&#8221; e&#8217; un&#8217;escalmazione molto usata negli USA, abbreviazione di Oh my god, mio dio)</li>
<li><big><em>Agra vation</em> Erwin, 1983</big> (carabid) (si pronuncia come Aggravation)</li>
<li><big><em>Cyclocephala nodanotherwon</em> Ratcliffe</big> (scarab) (pronunciato come &#8220;not another one!&#8221;, non un altro!)</li>
<li><big><em>Vini vidivici</em> Steadman &amp; Zarriello, 1987</big> (a recently   extinct parrot from the Marquesas Islands)</li>
<li><big><em>Ytu brutus</em> Spangler, 1980</big> (water beetle) &#8220;Ytu&#8221; comes   from the local (in Brazil) word for waterfall. (pronunciato, ovviamente, &#8220;You too Brutus&#8221;, (anche tu, Bruto)</li>
<li><big><em>Foadia</em> Pakaluk, 1985</big> (beetle) FOAD is an   acronym for &#8220;F*** Off and Die.&#8221; (Fanculo e muori)</li>
<li><big><em>Colon rectum</em> <!-- Mel --> Hatch, 1933</big> (leiodid beetle)   Also <big><em>Colon grossum</em> Hatch, 1957</big>,   <big><em>Colon monstrosum</em> </big>, and others.</li>
<li><big><em>Kamera lens</em> Woodcock, 1917</big> (protist)</li>
<li><big><em>Naja naja naja</em> </big> (Sri Lankan cobra) - shortest   trinomials. (questa fa piu&#8217; ridere noi italiani che gli americani)</li>
<li><big><em>Brachyta interrogationis interrogationis var.   nigrohumeralisscutellohumeroconjuncta</em> Plavilstshikov, 1936</big>   (cerambycid) (record di lunghezza)</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=340</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Triops&#8217; pets: i fairy shrimps</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=334</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=334#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 21:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[invertebrati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=334</guid>
		<description><![CDATA[Insieme alle uova dei Triops erano mescolate uova di questi cosi:


Suppongo i naupli di questi crostacei Branchiopodi, gruppo Anostraca, dovessero servire da cibo per i giovani Triops. I miei triops hanno pensato bene invece di tenersi dei pet e ne hanno lasciati due a nuotare insieme a loro, a cui non danno il minimo fastidio.
Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme alle uova dei Triops erano mescolate uova di questi cosi:</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/artemia.jpg" title="artemia.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/artemia.jpg" title="artemia.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/artemia.jpg" alt="artemia.jpg" /></a></p>
<p>Suppongo i naupli di questi crostacei Branchiopodi, gruppo Anostraca, dovessero servire da cibo per i giovani Triops. I miei triops hanno pensato bene invece di tenersi dei pet e ne hanno lasciati due a nuotare insieme a loro, a cui non danno il minimo fastidio.</p>
<p>Non ho idea di che specie siano, potrebbero essere tanto <em>Artemia salina</em> quanto l&#8217;americano <em>Eubranchipus vernalis, </em><br />
bisognerebbe ammazzarne uno e guardarlo al microscopio con le chiavi dicotomiche ai branchiopodi in mano, e non ho nessuna intenzione di farlo.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/img_1132.jpg" title="img_1132.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/07/img_1132.jpg" alt="img_1132.jpg" align="left" height="302" width="222" /></a>Al di la della peculiarita&#8217; di nuotare pancia su, il loro ciclo vitale ricorda moltissimo quello dei Triops, e cosi&#8217; pure la loro antichita&#8217;: anche gli Anostraci sono un gruppo che risale al Paleozoico, e anche loro hanno uova che resistono a tutto per molti anni. Come pet per i Triops non potevo volere compagnia migliore, son 500 milioni di anni che vivono insieme nelle pozze temporanee.</p>
<p>L&#8217;unico problema e&#8217; che sono filtratori e non ho idea di come nutrirli, salvo un po&#8217; di protozoi e alghe unicellulari che pesco dal secchio dell&#8217;acqua piovana in giardino. Suppongo pero&#8217; che se crescono da mangiare ne trovino: il mio sospetto e&#8217; che i ben piu&#8217; grossi Triops triturano il cibo col le loro forti mascelle e che i fairy shrimps da bravi pet raccolgano le briciole sotto la tavola, il che va benissimo nell&#8217;equilibrio ecologico della mia pozza temporanea casalinga.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lorologiaiomiope.com/?feed=rss2&amp;p=334</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217; insonnia della ragione genera ragionieri: il mistero delle Platirrine</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=325</link>
		<comments>http://www.lorologiaiomiope.com/?p=325#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 20:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[primati]]></category>

		<category><![CDATA[misteri]]></category>

		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>

		<category><![CDATA[mammiferi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=325</guid>
		<description><![CDATA[&#8230;e il naufragar m&#8217; e&#8217; dolce in questo mare.
(Giacomo Leopardi, birdwatcher risorgimentale)
&#160;
Uno dei piu&#8217; intriganti misteri non ancora risolti della zoologia e&#8217; il seguente: qual&#8217;e&#8217; l&#8217;origine delle scimmie sud-americane?
Le scimmie del Nuovo Mondo, o Platirrine, si differenziano  per molti caratteri dalle scimmie africane, o Catarrine (ma sono Catarrine anche le scimmie asiatiche, e gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><em>&#8230;e il naufragar m&#8217; e&#8217; dolce in questo mare.</em></p>
<p align="right"><em>(Giacomo Leopardi, birdwatcher risorgimentale)</em></p>
<p align="right">&nbsp;</p>
<p>Uno dei piu&#8217; intriganti misteri non ancora risolti della zoologia e&#8217; il seguente: qual&#8217;e&#8217; l&#8217;origine delle scimmie sud-americane?</p>
<p>Le scimmie del Nuovo Mondo, o Platirrine, si differenziano  per molti caratteri dalle scimmie africane, o Catarrine (ma sono Catarrine anche le scimmie asiatiche, e gli esseri umani).</p>
<p>Innanzi tutto il carattere che da loro il nome di Platirrine, cioe&#8217; naso piatto: le scimmie americane hanno le narici poste lateralmente rispetto al naso, tutte quelle Catarrine (inclusi noi umani) invece hanno le narici rivolte verso il basso. Hanno inoltre tre premolari e non due, vedono a tre colori anche se in maniera bizzarra (con forme di daltonismo diffuso tra maschi e femmine, ma questo e&#8217; un altro post), hanno spesso la coda prensile e nessuna supera i 10 kg di peso.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/06/squirrelmonkey.jpg" title="squirrelmonkey.jpg" ></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/06/squirrelmonkey.jpg" title="squirrelmonkey.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/06/squirrelmonkey.jpg" alt="squirrelmonkey.jpg" height="488" width="573" /></a></p>
<p align="center"><em>La scimmia scoiattolo (Saimiri sciureus) e&#8217; un Cebidae, una Platirrina molto famosa nei giardini zoologici </em></p>
<p>Le prime tracce di scimmia mai trovate in Sud America sono quelle di <em>Branisella boliviana</em> e risalgono a depositi del tardo Oligocene, 25 milioni di anni fa; si tratta di un animale gia&#8217; con tutte le caratteristiche delle platirrine moderne: evidentemente un immigrato che non si e&#8217; evoluto sul posto, anche considerando che il Sud America era una gigantesca isola che ospitava perlopiu&#8217; marsupiali. Da dove venivano allora gli antenati di <em>Branisella boliviana?</em></p>
<p>Ci sono tre ipotesi possibili:</p>
<ol>
<li>dal Nord America</li>
<li>dall&#8217;Antartide</li>
<li>dall&#8217;Africa</li>
</ol>
<p>Esaminiamole dettagliatamente.</p>
<p>1) <strong>ipotesi Nord Americana</strong>: Nel medio Oligocene, circa 30 milioni di anni fa, quando si suppone che le scimmie siano arrivate in Sud America,  l&#8217;America del Nord era molto piu&#8217; distante rispetto ad oggi, e i due continenti erano separati da un largo braccio di mare, il passaggio Bolivar, che fungeva da imponente barriera ecologica; la distanza tra  Nord e Sud america (ricordiamoci che oggi c&#8217;e&#8217; l&#8217;America centrale nel mezzo, ma all&#8217;epoca era ancora in formazione) era di almeno 2000 km.  Bisogna ammettere tuttavia che i due continenti erano sì separati, ma c&#8217;era un lungo ponte di isole tra loro, isole che fondendosi avrebbero dato origine al centro America (Costarica e Panama) e che avrebbero potuto funzionare da corridoio ecologico. Tuttavia, anche a voler ammettere che le scimmie siano arrivate saltando di isola in isola su zattere di vegetazione galleggiante, le correnti marine all&#8217;epoca sarebbero state sfavorevoli a uno spostamento verso sud. C&#8217;e&#8217; inoltre un caso analogo a questo dove dimostrabilmente gli animali <strong>non</strong> hanno saltato di isola in isola anche avendone la possibilita&#8217; e tonnellate di mangrovie a disposizione: tra l&#8217;Australia e la Nuova Guinea la distanza tra gli isolotti nel mezzo e&#8217; tale da poter essere facilmente coperta su zattere di tronchi galleggianti (max 45 km), ma cio&#8217; non e&#8217; accaduto, come l&#8217;isolamento australiano dimostra.</p>
<p>Ma se anche volessimo ammettere la possibilita&#8217; di un uragano che prende le scimmiette dall&#8217;America del Nord e le doposita in america del Sud (del resto, alcuni animali piccoli come delle rane son passati: non ci sono però casi riportati di piogge di scimmie), c&#8217;e&#8217; un altro problema da considerare. In Nord America le prove fossili ci dicono che tutti i primati presenti erano Strepsirrini (che vuol dire col naso umido), ovvero lemuri e loris, primati dalle caratteristiche &#8220;primitive&#8221;. Dovremmo ammettere che un ramo di questi Strepsirrini si e&#8217; evoluto indipendentemente con un&#8217;evoluzione del tutto analoga a quella occorsa in Africa e si e&#8217; spostata in America del sud senza lasciare nessuna traccia di se al nord. Morfologicamente, le Platirrine assomigliano molto di piu&#8217; ai Parapitechi, un gruppo di scimmie africane ora estinte vissute nell&#8217;Oligocene, che ai lemuri; ad esempio, come i Parapitechi le Platirrine hanno la chiusura postorbitale, ovvero l&#8217;orbita e&#8217; lateralmente unita all&#8217;osso parietale del cranio, mentre cio&#8217; non accade nei fossili dei primati nordamericani; gli Strepsirrini (caratteristica condivisa con gli Scandentia, cioe&#8217; le tupaie) hanno una placenta epiteliocoriale, cioe&#8217; i capillari della madre non entrano mai a diretto contatto coi tessuti dell&#8217;embrione, mentre tutte le Aplorrine (scimmie del Nuovo e del Vecchio Mondo) hanno la placenta Emocoriale, coi capillari che formano seni direttamente nella placenta e a contatto con l&#8217;embrione. La dentizione degli Strepsirrini e&#8217; anche molto diversa da quella degli Aplorrini.</p>
<p><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/06/ringtailedlemur.jpg" title="ringtailedlemur.jpg" ></a></p>
<p>Insomma, dovremmo veramente arrampicarci sugli specchi per ammettere per vera l&#8217;ipotesi Nord-Americana.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/06/ringtailedlemur.jpg" title="ringtailedlemur.jpg" ><img src="http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2008/06/ringtailedlemur.jpg" alt="ringtailedlemur.jpg" height="421" width="559" /></a></p>
<p align="center"><em>Lemure dalla coda ad anelli (Lemur catta). Oggi i lemuri vivono solo in Madagascar ma nell&#8217;Oligocene erano diffusi anche in nord America. (C) Lisa Signorile </em></p>
<p>2) <strong>Ipotes