Un vero V.I.P.: Il gabbiano roseo (Chroicocephalus genei)

Le uova in questo nido, costruito in una buca per terra contornata di penne, sterpi e fango,

uova-gabbiano-roseo.jpg

dopo 22 giorni si fanno strada cosi’ nel mondo:

borning-roseo.jpg

Ne vien fuori questo:

newborn-gabbiano-roseo.jpg

che cresce

pullo-gabbiano-roseo.jpg

ed infine vola via cosi':

gabbiano-roseo.jpg

il gabbiano roseo, pur essendo una specie di generale distribuzione paleartica (Asia, Europa, Nord Africa) e’ un ospite recente sul territorio Italiano. Le prime colonie pare si siano stanziate in Sardegna vicino  a Cagliari nel secolo scorso ed ora e’ nidificante anche in Emilia Romagna (nella salina di Cervia, nelle valli di Comacchio e nella Pailassa Baiona), e in Puglia (nelle Saline di Margherita di Savoia). Resta pero’ una specie poco diffusa e considerata vulnerabile.

Lo zoccolo duro delle colonie di questi gabbiani rimangono pero’ le coste del Mar Nero e del Mar d’Azov, che ospitano il 90% di tutte le coppie nidificanti di questi eleganti gabbiani. Sara’ stato il sovraffollamento a farli emigrare da noi.

Sfortunatamente non per la bestia, che non se ne importa nulla, ma per gli ornitologi con scarsa propensione agli scioglilingua il gabbiano roseo e’ stato di recente oggetto di revisione tassonomica per cui dal genere Larus a cui appartengono ad esempio il gabbiano comune e quello reale (sempre che non abbiano cambiato nome questa settimana) si e’ passati all’impronunciabile genere Chroicocephalus . Per fortuna non sono note sottospecie.

Il gabbiano roseo e’ a mio modesto avviso il gabbiano italiano (per fortuna ci e’ venuto da solo e nessuno lo puo’ considerare un alloctono) con piu’ stile e classe. Pur avendo la generale fisionomia di un gabbiano comune, con cui spesso e’ confuso in inverno, le zampe e il collo sono piu’ lunghi, la silouhette e’ un po’ piu’ slanciata, le dimensioni leggermente maggiori  e il piumaggio della testa e’ di un bianco immacolato durante il periodo riproduttivo (quella del gabbiano comune e’ nera). In aggiunta a cio’ il petto degli adulti, dopo il secondo anno, ha delle bellissime sfumature rosa confetto.

La ragione per cui il gabbiano roseo e’ roseo e’ da ricercarsi non nei suoi geni ma nella sua dieta raffinata: la classe e’ classe, dopotutto. A differenza dei gabbiani comuni che mangiano di tutto e pasteggiano allegramente nelle discariche, il gabbiano roseo mangia insetti, larve, vermi e pesciolini piccolissimi che cattura col suo becco lungo e appuntito. Sono proprio i carotenoidi contenuti nei chironomidi (larve di ditteri di colore rosso acceso) e nelle artemie saline a tingerne di rosa le piume, esattamente come succede coi fenicotteri rosa che occupano in Italia lo stesso habitat. Per catturare le sue minuscole prede il gabbiano roseo nuota con il collo proteso in avanti in una postura un po’ strana.

In Inverno questo gabbiano vive generalmente lungo le coste, ma nella stagione riproduttiva si sposta nell’interno in lagune e saline, sulle cui sponde nidifica in colonie relativamente piccole come numero di individui e spesso condivise col gabbiano corallino, dato che l’unione fa la forza.

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Tutte le foto in questo post tranne quella qui su sono mie.

Un ringraziamento “ufficiale” al Dr Albanese per le informazioni sul gabbiano roseo

Published by tupaia on maggio 30th, 2009 tagged marini, Uccelli


5 Responses to “Un vero V.I.P.: Il gabbiano roseo (Chroicocephalus genei)”

  1. Marco Ferrari Says:

    1) Morte agli splitter
    2) Le foto del nido le hai fatto nella tua terra?
    3) Neanche il corallino è poi male (come eleganza, dico)

  2. lamb-O Says:

    Ciao, conosco questo blog da un bel po’ ma ho preso a seguirlo solo di recente. Con un certo sforzo devo ammettere, nonostante sia senz’altro ben scritto e ben curato.

    Volevo chiedere, un po’ genericamente (e prescindendo dal post), come nasce la passione per la biologia. Non riesco a vederci altro che la descrizione dello sviluppo della vita come fatto intrinsecamente increscioso, meritevole di conoscenza ma in cui non vedo fattori appassionanti.

  3. tupaia Says:

    Lamb-O: ma che domanda e’? come nasce la passione per l’astrofisica? e quella per la filosofia? e quella per la giurisprudenza? Boo, immagino dipenda dalle proprie inclinazioni personali e dall’educazione ricevuta. Io non leggerei mai un blog che parla di matematica teorica lo troverei noiosissimo, per quaqnto riconosca l’importanza di questa disciplina.
    Non capisco cosa intendi per sviluppo della vita come fatto “increscioso”. Secondo me l’osservazione delle smisurate varieta’ del mondo e i meccanismi per arrivare a questa diversita’ sono interessantissimi ma capisco che non sia cosi’ per tutti, e in fondo ne sono anche contenta: ci sono fin troppi biologi a farmi concorrenza a questo mondo.

  4. tupaia Says:

    Marco: Si, le foto sono della colonia pugliese. Condivido, anche i corallini sono belli. Oggi invece osservavo un gabbianello e l’abbiamo ribattezzato Larus mongolensis perche’ e’ proprio buffo.

  5. lamb-O Says:

    Hai ragione, non era una buona domanda.

    Scusa per averti disturbato.

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