Un posto al sole: il mistero delle Hygromiidae free climbers

Frequentemente gli animali che consideriamo “comuni” hanno comportamenti stravaganti e in comprensibili, che ci lasciano senza parole e senza uno straccio di spiegazione plausibile.

Per farla breve, sono anni che osservo le chiocciole, quelle che vivono nei campi e nei giardini del Mediterraneo meridionale, fare qualcosa di assolutamente incomprensibile. Ad infittire il mistero c’e’ anche il comportamento di zoologi ed etologi che sembrano ignorare del tutto il fenomeno.

Si tratta di questo: tra marzo ed ottobre diverse specie di chiocciole della famiglia  Hygromiidae (ad esempio i ceneri Cernuella, Helicella, Candidula, Xerolenta, Xerocrassa (non considerate arboricole) si arrampicano in cima a pali, cartelli indicatori, vegetazione con steli alti ed isolati (ad esempio Ferula sp.) e vi restano per tutto il giorno, e spesso per tutta l’estate, in estivazione (l’equivalente del letargo nei climi caldi e aridi). Sembrano voler dire “mangiami, mangiami” a qualunque merlo o estimatore di escargot di passaggio.

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Cernuella virgata in Puglia a settembre, ancora saldamente arrampicata in cima ad un palo (C) Lisa Signorile

Per semplificare la vita ai predatori le chiocciole sono tutte raggruppate insieme e di colore chiaro per riflettere i raggi solari, il che di solito fa un bel contrasto con il legno scuro e le rende visibilissime.

Come mai hanno evoluto un comportamento cosi’ kamikaze? Come mai l’evoluzione non ha premiato le eventuali chioccioline che restano a terra in rifugi ben protetti? In altre parole, come si spiega?

Non trovando nessuna risposta alla mia domanda nei canali ufficiali delle pubblicazioni scientifiche, ho chiesto al Dr Aydin Örstan, un malacologo esperto in gasteropodi terrestri del Carnegie Museum di Storia naturale di Pittsburgh (USA) e per di piu’ di origini mediterranee (turco).

Nella sua cortesissima e tempestiva risposta, il Dr Örstan mi ha fornito la spiegazione ufficiale al fenomeno:

“They are also known to do that in the Middle East. Even the ones that were introduced from Europe to Australia climb on shrubs & posts. The most common explanation given for this behavior is that the air temperature increases as one gets closer to the soil. And by moving away from the soil, the snails end up aestivating at slightly lower temperatures”.

[“Lo stesso comportamento viene riportato nel Medio Oriente. Anche quelle che furono introdotte dall’Europa in Australia si arrampicano su cespugli e pali. La speigazione piu’ comune che e’ stata data a questo fenomeno e’ che la temperatura dell’aria aumenta con l’avvicinarsi al suolo e allontanandosi da questo le chiocciole riescono ad estivare a temperature leggermente inferiori”].

Tuttavia, aggiunge anche nella sua lettera: “However, I don’t believe that that is the only reason” [“Comunque, non credo che questa sia la sola spiegazione”].

Anche a me questa spiegazione sembra inadeguata: se le chiocciole sfuggono al calore estivo, perche’ salire su un palo metallico, scuro e ben esposto al sole, che si arroventa sino all’inverosimile? Perche’ invece non infilarsi negli interstizi ombrosi del sottosuolo, dove oltretutto il vento non fa evaporare l’umidita’ attraverso l’epifragma (la membranella di muco e a volte carbonato di calcio che chiude la conchiglia)?

Si potrebbe obiettare che le chioccioline si sono evolute per arrampicarsi sulle meno roventi ferule e che il comportamento e’ geneticamente predeterminato: si arrampicano insomma come automi “per istinto” senza badare su cosa salgono.

Sicuramente pero’ non e’ la temperatura ad innescare l’arrampicata libera. Ho provato a tenere alcuni esemplari di Cernuella virgata in casa, a temperatura costante e controllata su tutte le superfici a loro disposizione, e le ritrovavo comunque sempre sul coperchio del contenitore, ben lontane dal cibo.

Il Dr Örstan e’ andato oltre, e in un esperimento che riporta sul suo blog ha messo delle Hygromiidae all’esterno a dicembre con una temperatura di 9 ºC e ha osservato che anche in pieno inverno le chioccioline si arrampicano, nonostante la temperatura del suolo fosse sicuramente piu’ calda, in quanto protetta dalle pareti del vaso, di quella dei rametti esposti al vento freddo. Insomma, le Hygromiidae non si arrampicano per estivarsi.

Se dunque la ricerca di un posto fresco non giustifica l’arrampicata, quali altre spiegazioni si potrebbero ipotizzare?

Alla ricerca di illuminazioni ho scritto anche al Prof. Giorgio Bertorelle dell’Universita’ di Ferrara, responsabile italiano del progetto Evolution megalab  sulla Cepaea nemoralis, il quale mi rimanda ad altri esperti di malacologia, che provvedero’ a contattare nei prossimi giorni.

Mi sono nel frattempo arrangiata da me alla ricerca di una spiegazione alternativa, e dopo un po’ di brainstorming, ossessionando tutti gli amici biologi e non che mi sono capitati a tiro sono giunta alla seguente ipotesi:

Le Hygromiidae non fuggono dal caldo, ma da predatori terrestri che con le temperature estive diventano piu’ attivi.

In effetti la predazione aerea non sembra essere un grosso problema durante l’estivazione: a settembre ci sono forse piu’ Cernuelle che a giugno sui pali. Nel sottosuolo tuttavia ci sono numerose creature che apprezzano un pasto a base di escargots: a cominciare da un’altra chiocciola molto simile, Theba pisana, che se ha fame preda chioccioline piu’ piccole, sino a coleotteri, toporagni, orbettini, ricci e chi piu’ neha piu’ ne metta. Le chioccioline arrampicate sui pali sarebbero insomma l’equivalente di un gruppo di gitanti che si e’ imbattutto in un branco di lupi e attende su un albero che se ne vadano. Ovviamente il comportamento e’ geneticamente determinato, quindi ci si arrampica comunque, senza aspettare che arrivi un predatore.

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Helix sp. , climbing a pole

Un’ipotesi che ho scartato invece e’ che le chiocciole si arrampichino sotto l’influenza di un trematode parassita, Brachylaima cribbi, che cerca in questo modo di essere notato e mangiato dall’ospite intermedio, che di solito e’ un mammifero, uomo incluso. Il fenomeno e’ troppo su vasta scala per essere sotto il controllo di un parassita e l’entita’ della predazione in cima ai pali non mi sembra sia particolarmente rilevante.

Da verificare invece potrebbe essere l’idea che lassu’ in cima ai pali le chiocciole si scambino messaggi e informazioni utili per l’accoppiamento, ad esempio quelle che resistono in cima in cima esposte alle alte temperature potrebbbero essere gli individui coi geni migliori ( o peggiori, non lo so). L’ipotesi non mi sembra regga molto detta in questi termini, ma ci si potrebbe lavorare su.

Se qualcuno ha altre idee in proposito sarebbe interessante discuterle, quindi fatevi avanti. Se invece state pensando: “macchissenefrega se le chiocciole si arrampicano, ho gia’ tanti problemi miei”, e la curiosita’ per le piccole cose non e’ proprio il vostro forte, forse avete sbagliato blog.

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Published by tupaia on settembre 12th, 2009 tagged comportamento, invertebrati, misteri


62 Responses to “Un posto al sole: il mistero delle Hygromiidae free climbers”

  1. VICKY Says:

    spesso leggo i post, anche se non commento mai perchè, dopotutto, non sono di utile apporto a quello gia’ scritto.

    Spesso mi son chiesta il perchè del comportamento di queste chiocciole ma, purtroppo, quest’anno mi son sorpresa a chiedermi perchè non ne trovo in giro… Sicuramente ve ne sono, ma gli altri annni erano visibili senza doverle cercare…

  2. tupaia Says:

    Vicky: in che zona vivi? E’ possibile in effetti che quest’anno ce ne fossero di meno in giro, ma pensavo fosse solo una mia sensazione

  3. Lopo Says:

    Forse si raggruppano così per lo stesso motivo per cui, alla cassa di un cinema, se davanti ad uno sportello c’è una coda particolarmente lunga e davanti ad un altro non c’è nessuno, quelli in fila NON si spostano allo sportello vuoto e quelli che arrivano si mettono in coda dietro di essi.

  4. Eugenio Says:

    @Lopo: vuoi dire che le tutte le chiocciole del pianeta sono di origine inglese?

  5. David Says:

    Che possano fuggire dai predatori terrestri è secondo me la migliore delle ipotesi che si possa trovare in giro, è un potente stimolo evolutivo :-).
    Stimolo che potrebbe anche combaciare con l’aggregazione, se stanno tutte insieme è anche perchè minimizzano le eventuali perdite da predazione, un po’ come fanno i branchi di pesci in alto mare o gli stormi di uccelli in elemento privo di ripari (quest’ultimo meno verosimile per una chiocciola anche se una striscia di bava lascia un bell’indizio a chi ti vuole mangiare, in qualunque posto ti trovi).

  6. Livio L. Says:

    Come la mettiamo con gli uccelli? I corvi per esempio non predano queste chiocciole?

  7. tupaia Says:

    Livio: io direi di si, il mio problema era infatti proprio quello della predazione degli uccelli che avrebbe dovuto selezionare negativamente le chiocciole free climbers. Evidentemente la pressione predatoria dall’alto e’ inferiore che dal basso, se il sistema funziona. O magari la spiegazione e’ altrove…

  8. Formalina Says:

    Non essendo capace di fornire un contributo scientifico alla questione mi limito a parafrasare un noto aforisma:
    “Considerando le temperature raggiunte, la disidratazione, l’esposizione ai predatori e la pressione selettiva, è scientificamente provato che le Hygromiide non possono aver evoluto questo comportamento per un vantaggio evolutivo.
    Ma lo hanno evoluto perchè loro questo non lo sanno!” =)

  9. restodelmondo Says:

    Quando ero bambina, d’estate in Toscana coloravo ogni sera un po’ di chiocciole (a proposito: differenza tra chiocciole e lumache?) – di quelle bianche con la spirale nera. Poi le mettevo in bell’ordine sotto il muro della casa. E la mattina dopo vedevo chi aveva vinto la corsa – per inciso, non tutte erano salite, e non tutte erano salite esattamente verticale. Sì, lo so, ero una vandala; e non ti ho ancora raccontato che facevo ai lombrichi.

  10. falecius Says:

    Dall’alto le protegge la conchiglia, no?

  11. Aelwyn Says:

    Anche io penso che sia soprattutto per scappare da qualcuno. Forse non da Theba pisana, che si arrampica benissimo ed estiva proprio come loro. Ci sono molti coleotteri che avrebbero difficoltà a salire lì e che sono specializzati a fare strage di chiocciole, da Cychrus a molte Lampyridae, incolperei a loro!

  12. tupaia Says:

    Restodelmondo: le chiocciole hanno il guscio, le lumache sono quelle senza casa. Magari tu giocavi con chiocciole di altre famiglie, e’ molto difficile distinguerle.

    Falecius: la conchiglia le protegge fondamentalmente dalla perdita di umidita’, il guscio e’ sottile e marticabile da chiunque abbia dei denti.

    Aelwyn: hai ragione per Theba pisana. I coleotteri di cui parli sono specializzati nel predare chiocciole?

    Resta il mio dubbio sul perche’ la spiegazione “ufficiale” sia quella della temperatura, a questo punto…

  13. Fabristol Says:

    Io nn ho mai visto questo comportamento con le lumache delle mie parti (Sardegna meridionale). Anzi, c’è una specie che noi volgarmente chiamiamo monachella, che si sotterra a vari centimetri sotto il suolo durante l’estate. I ragazzini le raccolgono zappando sotto le piante… dicono che siano molto buone… mah… comunque anche le altre specie che conosco più grandi si sotterrano. E credo la maggior parte dei gasteropodi polmonati abbiano lo stesso comportamento. Ora da quanto leggo dal post esiste solo questa specie (o poche altre) che ha questo comportamento. Come mai le altre specie continuano ad interrarsi senza problemi mentre queste no? I predatori terrestri non dovrebbero cibarsi di tutte senza distinzioni? Le specie che ho nominato prima sono commestibili e ho visto ricci e galline mangiarsele (oltre agli umani).

  14. Matt Says:

    Intorno alla laguna veneta, dove tendo a passare qualche giorno d’estate prima delle ferie ormai da 15 anni, ho osservato lo stesso comportamento da parte di chioccioline molto piccole, grigiastre. Tutte attaccate e chiuse, intorno ai rami degli alberi e…al telaio delle biciclette, se lasciate fuori.

    Qualcuna di queste piccole molluschine è riuscita a saliure pure su uno dei miie bonsai, e ora ne ho qualche esemplare che si comporta nello stesso modo sul tronco di un minialbero di 50 cm d’altezza ;)

    Complimenti, adoro il tuo blog!
    Parola di biologo mancato (ma ora fotografo e storico dell’arte)

  15. tupaia Says:

    Fabristol: quello e’ il segreto dell’evoluzione: un mutante comincia ad arrampicarsi e non viene predato, e pian piano si differenzia una nuova specie che occupa una nuova nicchia ecologica. Interessante invece che in sardegna manchino le Hygromiidae (che sono un’intera famiglia).

    Matt: attenzione, sui rami degli alberi e’ lecito, esistono chiocciole arboricole che si nutrono di foglie degli alberi. Quelle di cui parlo sono invece su pali molto lontane da foglie o altra fonte di cibo.

  16. Aelwyn Says:

    Sì. I Cychrus (genere di carabidi) sono il prototipo dei coleotteri che mangiano chiocciole, tanto che l’insieme degli adattamenti a questa dieta, tra cui capo e torace stretti e allungati, è detto “cicrizzazione”. I carabidi di solito non volano e non sono in grado di arrampicarsi, tanto che sono facilissimi da catturare con un semplice bicchiere interrato fino all’orlo: se cadono dentro non ne escono più, se non per essere incollati dall’entomologo di turno o diventare il pranzo facile facile di qualche uccello. In cima a un palo non credo arrivino facilmente. I Lampyridae (le lucciole) mangiano chiocciole specialmente da larve.

  17. Paolo Says:

    Buondì!

    Mi pare che il parere del Dr Örstan, cioè che il comportamento di queste chiocciole sia dovuto al tentativo di difendersi da predatori che con le temperature estive diventano più attivi al suolo, sia in contraddizione con l’esperimento dello stesso studioso, che ha verificato che le chiocciole tendono ad arrampicarsi anche nel periodo invernale quando, cioè, presumibilmente i loro predatori sono meno attivi (o del tutto assenti) e quindi meno pericolosi.

  18. tupaia Says:

    Paolo: l’ipotesi e’ mia, non del Dr Orstan. Non vedo contraddizione rilevante, le chiocciole tendono comunque ad arrampicarsi, che non si sa mai. Comunque per verificare la mia ipotesi in effetti andrebbe pianificato altro tipo di esperimento, con dei controlli che finora sono mancati.

    Aelwyn: grazie mille della dritta!

  19. Tony Says:

    Ciao, sono uno studente in scienze biologiche, molto affascinato e appassionato, ma sono solo al secondo anno quindi non è che possa avere chissà che conoscenze.
    Comunque, mi permetto di considerare un altro aspetto. L’evoluzione di un organismo si basa su quello che già ha disposizione, quindi è normale, che se queste chiocciole si “arrampicano” per sfuggire d’estate ai predatori terrestri più attivi, se si trovano nelle condizioni per farlo lo faranno anche negli altri periodi dell’anno.
    Perchè non è che un dato comportamento o carattere va e viene a seconda delle situazioni, anche se ci sarebbe da considerare l’opportunismo dell’evoluzione, ma in questo caso si considerano variazioni nell’ambiente o predazione in tempi molto lunghi e duraturi…classico esempio del guscio della tartaruga per intenderci.
    Spero di non aver fatto gaff da pivello^^.

    P.S.

    Un grazie a Lisa per questo blog molto interessante, complimenti!

  20. Paolo Says:

    Sì, Lisa, diciamo più che contraddizione c’è incongruenza. Voglio dire: l’ipotesi che le chiocciole possano ammassarsi su pali e simili, in un determinato periodo dell’anno, per sfuggire a predatori particolarmente attivi in quello stesso periodo mi pare plausibile. Non lo è più quando si verifica che le chiocciole presentano questo strano comportamento anche con temperature invernali, quando ci si aspetta che quegli stessi predatori sono addirittura assenti. Si può obiettare che le chiocciole adottano la strategia arrampichiamoci comunque, non si sa mai, ma allora dovremmo trovarle appollaiate da qualche parte per tutto l’anno, salvo brevi sortite a terra per procurarsi il cibo, e invece le loro aggregazioni sono periodiche.
    Magari si può cercare di capire se questo comportamento insorge in caso di “sovraffollamento” delle comunità di chiocciole.
    Tutti gli individui del tuo esperimento e di quello del Dr Örstan si sono arrampicati da qualche parte?

  21. Networm Says:

    Non è complicato, semplicemente le lumachine stanno cercando di comunicarti “Hey! Tupaia! Siamo quaa!!! Ora potrai scrivere di qualcosa di commestibile!!!”

    Probabilmente fanno così semplicemente perchè sono deficienti. Guarda i politici, se ne stanno a terra a sbavare, si costruiscono un guscio che li renda intoccabili finchè non trovano un appiglio e salgono più in alto che possono. Poi, quando sono lì, cercano di starci più tempo possibile e staccarli è un’impresa. Tutti se ne rendono conto e tutti si chiedono il come e il perchè, ma alla fine tutti se ne fregano…

  22. tupaia Says:

    Paolo: quale parte della mia frase: “andrebbe pianificato altro tipo di esperimento, con dei controlli che finora sono mancati” ti sfugge?
    Sono d’accordo con te che qui finora nessuno ha dimostrato qualcosa. Per farlo, bisognerebbe progettare degli esperimenti ad hoc, con dei CONTROLLI. Il mio esperimento e quello del Dr Horstan avevano la sola finalita’ di vedere se le lumachine si arrampicavano per la temperatura, ma non dice null’altro e in realta’ senza un controllo adeguato non dimostrano nulla.
    Mi fa piacere che tu non sia daccordo con me, e che abbia proposto un’altra ipotesi (sovraffollamento), un dibattito era proprio quello che speravo di suscitare. Non vedo pero’ perche’ scrivere in grassetto, sono miope ma ancora riesco a leggere un font normale.

  23. Paolo Says:

    Veramente è corsivo (…), dato che ho dimenticato di chiudere il tag dopo l’espressione “arrampichiamoci comunque, non si sa mai,”.

    Ti è rimasto sullo stomaco il pranzo domenicale, forse?

  24. tupaia Says:

    Paolo: wordpress mi fa vedere il corsivo in grassetto, quindi non ho modo di distinguere.
    No, il pranzo domenicale segue le sue normali peristalsi, e’ solo che hai sollevato due volte la stessa questione, dopo la risposta di Tony e la mia, e la seconda volta in quello che per me e’ grassetto. Secondo te cosa devo pensare?

  25. Aelwyn Says:

    Non possiamo affatto essere sicuri che, in inverno, è maggiore il rischio di essere mangiati al suolo che in cima a un palo, bisognerebbe provare sperimentalmente! Io scommetterei che il suolo è più rischioso anche in quella stagione, mi fido della lungimiranza delle nostre chioccioline!

  26. lud_wing Says:

    Non lo faranno per il panorama?

  27. Networm Says:

    lud_wing, non dire amenità, è risaputo che le chiocciole preferiscono i ritratti :D

  28. Mauro Says:

    Salve, leggo spesso il suo sito e sono rimasto sorpreso dala frase “confermando al momento la mia idea che gli scienziati italiani si dividono in due categorie: i baroni e quelli che vanno all’estero. Rimando comunque alla prossima settimana la speranza che il Prof Bertorelle voglia costituire un’eccezione alla regola.” non le smebra una esagerazione? Sarà che sono un ricercatore italiano che risponde sempre a tutte le mail però questa frase non si può leggere perchè: 1. il valore di uno scienziato non si giudica dal fatto che risponda o meno alle mail; 2. ci sono tantissimi universitari che sono estremamente disponibili all’interazione ed alla discussione con tutti… quindi non le sembra un commentoe esagerato?

  29. Marco Ferrari Says:

    Alcune cose: forse non ho letto proprio tutto bene, ma l’ipotesi che lo facciano perché in questo modo, tutte insieme, perdono meno umidità è stata fatta?
    Poi, la teoria della predazione mi convince poco. Dubito che i predatori, forse anche i Cychrus, possano penetrare l’epifragma, anche se la conchiglia fosse per terra. Ma è solo un dubbio senza prove. Poi mi aspetterei un’evoluzione nel senso di rafforzamento delle difese piuttosto che un comportamento complicato come quello dell’arrampicata (si, lo so, l’evoluzione fa quel che vuole, ma spesso segue la via già tracciata, e l’epifragma esiste già, basta farlo diventare più forte).
    Infine, commento per Mauro. Lisa ha ragione, e tu sei un’eccezione; gli scienziati italiani che rispondono alle mail sono veramente una minoranza. Te lo dice uno che preferisce sempre parlare con inglesi o americani se deve fare un articolo scientifico; a parte appunto eccezioni preclare. Gli albionici sono più cortesi, sono sempre presenti, e spesso – orrore – rispondono anche al telefono.
    E’ il discorso che abbiamo fatto spesso della difficoltà per gli scienziati italiani di reaching out.
    Marco

    P. S. Non credo che Lisa abbia giudicato il valore di uno scienziato, ma solo la sua capacità di divulgazione, dalla disponibilità.

  30. tupaia Says:

    Mauro: non credo di avere dato nessuna attribuzione di valore scientifico ne’ al Dr. Bertorelle (che stimo, per quello gli ho scritto) ne’ a nessun altro ricercatore italiano. Ho solo ribadito il concetto della torre d’avorio in cui gli accademici italiani si chiudono. Marco Ferrari conferma, forte della sua pluriennale esperienza, ma anche io nel mio piccolo mi ci sono imbattuta piu’ e piu’ volte. Un esempio e’ qui: http://www.lorologiaiomiope.com/?p=95 seguito da qui: http://www.lorologiaiomiope.com/?p=108.
    Di aneddoti come questo pero’ ne ho dozzine: gli anglosassoni rispondono cortesemente anche all’ultimo degli stupidi, seppure per mandarlo cortesemente al diavolo. Gli italiani non rispondono alle mail, mai, a meno che uno non scriva nel subject “sono amico di tizio e caio”.
    Ovviamente esistono le eccezioni, ne conosco un paio, o magari anche lei, Mauro. Ma siccome siamo scienziati, la invito a fare un esperimento: si faccia un account con un nome qualunque, tipo Mario Rossi, e scriva a venti accademici italiani scelti a caso, chiedendo informazioni. Mi faccia sapere la percentuale di risposte che ottiene. Poi faccia la stessa cosa con gli accademici anglosassoni. Penso non sara’ necessario neanche fare un chi quadro.
    Credo sia una questione di tradizioni culturali, ovviamente, ma a me non cercare il dialogo con chi e’ fuori dal mondo accademico sembra sbagliato, e rivendico la liberta’ di chiamare “barone” chi mantiene questo atteggiamento.

  31. tupaia Says:

    Marco: per la perdita’ di umidita': se fosse per quello, sarebbe piu’ conveniente rimanere a terra, dove non c’e’ vento, piuttosto che riunirsi in alto e a grappolo dove comunque ogni singolo individuo e’ sotto il sole e il vento. Per quanto riguarda i Cychrus e gli altri carabidi, mi sono fatta una cultura in proposito: quelli che non riescono ad infilare la testa direttamente nella conchiglia le scavano un buco fuori sulla spira piu’ esterna. Semmai, parlando del diavolo spuntano i Cychrus: ieri me ne sono trovato uno in casa (deve essere caduto quando ho portato delle vecchie foglie dal giardino al bidone del compost all’esterno), sul muro, a circa 1.70 m.
    Quindi si arrampicano! (o ho toccato il muro con i rami, passando?) Devo dire che sembrava lento e rimbambito e quando e’ caduto e’ rimasto li per terra. C’e’ anche da dire che fuori ci sono 12 gradi, ma in casa ce n’e’ una ventina. A questo punto sono confusa.
    Per quanto riguarda il rinforzo dell’epifragma, c’e’ un limite al suo spessore che dipende dalla legge di Fick per la velocita’ di diffusione dell’ossigeno nella conchiglia. Un epifragma piu’ spesso significa meno ricambio di gas, magari non e’ tanto conveniente come sembra, soprattutto se poi ti scavano un buco direttamente attraverso la conchiglia.

  32. Marco Ferrari Says:

    Ok, ritiro l’ipotesi dell’umidità, anche alla luce della legge di Fick (e dire che l’ho anche studiata).
    Non sapevo che i Cychrus bucassero (o forse mi confondo con le lucciole).
    Bah, ci penso ancora, il quesito è proprio carino.

    Marco

  33. tupaia Says:

    I carabidi bucano di sicuro…

  34. Mauro Says:

    non dubito delle vostre esperienze e so benissimo che molti colleghi non sono collaborativi, però non amo la tendenza a “sparare nel mucchio” per cui non posso leggere senza provare fastidio l’affermazione che se sei universitario e lavori in italia allora sei barone. Non si può dire che tutti gli universitari italiani che lavorano in italia sono baroni perché non è vero e perché questa critica se da un lato lascia indisturbati i baroni, dall’altro offende chi ha comportamenti diversi. Per cui, fatto salvo il diritto di dire che chi non condivide è un barone, penso sia mio diritto dire che ci sono in italia tanti universitari che non sono baroni.

    Venendo invece alla domanda: e se fosse una convergenza evolutiva? Leggendo ho trovato casi in cui si trovano chiocciole che i arrampicano per fare fronte a livelli di acqua che aumentano, chiocciole che cercano di ridurre i rischi di “seccarsi” allontandosi dal terreno, etc… compresi casi in cui arrampicandosi evitano predatori come in Tegula funebralis ma anche casi in cui “the study by McGuiness (1994) did not find evidence of antipredatory behaviour in the tree climbing behaviour of the Australian C. anticipata”. A mio avviso è un comportamento comune coevoluto oppure rappresenta una strategia antica usata come risposta a stimoli diversi in contesti diversi… per cui quando hai un problema… arrampicati più in alto che puoi e chiuditi nel guscio.

  35. Aelwyn Says:

    Mauro: Credo che fai un po’ di confusione nei temrini. Il fatto che si possa parlare di convergenza evolutiva non dice nulla sul perché un adattamento sia emerso in origine. Ad esempio le Euphorbia africane somigliano in modo sbalorditivo ai cactus nordamericani. Questa è una convergenza evolutiva, dato che non sono imparentate. Ciò nonostante, non si può dire «le Euphorbia africane hanno questi caratteri per convergenza», come se avessero “copiato”, hanno solo subito le stesse pressioni selettive e trovato soluzioni simili; su quali siano queste pressioni selettive, il costatare una convergenza non ci aiuta. Un “comporamento coevoluto” poi è un comportamento evoluto in una specie per effetto della presenza di un’altra specie nello stesso habitat e qui non sappiamo chi sarebbe il “partner” delle nostre chiocciole. Potrebbe sì essere un relitto evolutivo, ma non mi convince affatto.

    Per quanto riguarda l’ipotesi di un comportamento antipredatorio, se anche i predatori sapessero arrampicarsi, non vuol dire che non ci sia un vantaggio selettivo a salire in alto. Sono piuttosto convinto che un Cychrus (non avrei mai detto che si arrampicassero!) o qualunque altro predatore troverebbe più difficile estrarre dal guscio una chiocciola mentre sta in posizione verticale. Anche un leggero vantaggio statistico sarebbe sfruttato nell’evoluzione. Ho pensato anche che forse nel suolo potrebbero essere presenti parassiti come nematodi o forse funghi, chi lo sa…

  36. Mauro Says:

    si.. in realtà non intendevo coevoluto ma una convergenza.

  37. Landolfi Says:

    A me, da ignorante in materia di chiocciole, viene da pensare che se ci si ammucchia in cima a un qualcosa di lungo e sottile e’ per sfuggire a eventuali inondazioni. Però l’ipotesi ha bisogno di sostegno scientifico: le chiocciole annegano? Forse l’estivazione prevede la chiusura in uno stato per cui l’aumentare del livello dell’acqua viene avvertito ormai troppo tardi. In questo caso (se le chiocciole rischiano di annegare mentre dormono) il rischio di essere predate è ampiamente compensato. Inoltre l’ammucchiamento può servire a salvare il salvabile in caso di predatore, il quale ne mangerà 2 o 3 mentre farà cadere le altre o le ignorerà perché sazio. Sperando di non aver suscitato delle gran risate, saluto.

  38. Mauro Says:

    da McGUINNESS (2006) – The climbing behaviour of Cerithidea anticipata (Mollusca: Gastropoda)

    “Many molluscs in tidal wetlands climb trees as the tide rises, a behaviour usually assumed to be a means of avoiding subtidal predators”.

  39. tupaia Says:

    Ricevo via mail da Danilo che non riesce a postare qui e incollo:

    Chiedi a Mauro, per favore, meccanismi coevoluti _per cosa_?
    E anche, meccanismi arcaici _per cosa_?
    Voglio dire, coevoluti non è una spiegazione, è un’antispiegazione, nel senso che dici che la stessa cosa si è evoluta in più famiglie, o generi, e quindi sottintendi una pressione adattativa comune, che però liquidi come “coevoluzione”. Il risultato al posto della causa.

  40. Aelwyn Says:

    Danilo vede lo stesso problema che vedo io nella spiegazione di Mauro.

    Un mio amico mi suggerisce che forse eventuali predatori (lui pensava a vertebreti come lucertole o topi), portandosi su una posizione esposta, potrebbero a loro volta cadere vittima di qualcuno e, forse, preferirebbero prede più nascoste. Mi piace questo gioco! :)

  41. tupaia Says:

    Mauro: se sei universitario, _E_ non rispondi alle mail di un signor nessuno, ovunque tu lavori, sei un barone. Va meglio cosi’? In ogni caso il Dr Bertorelle mi ha risposto, e ho provveduto ad editare il post.

    Che la convergenza evolutiva debba avere una causa a monte, che poi e’ quella che stiamo cercando, e’ gia’ stato sottolineato da Aelwin e da Danilo quindi non vado oltre.

    Riguardo la teoria di Landolfi dell’arrampicarsi per evitare le inondazioni l’idea e’ bella, ma non si applica alle nostre Hygromiidae. Cio’ per la semplice ragione che quando le chioccioline si arrampicano, in estate, nel bacino del Mediterraneo e’ la stagione secca, non piove e i corsi d’acqua raggiungono i livelli minimi.

    Le maree anche, non mi convincono: nel Mediterrano, dove le Hygromiidae vivono, le maree sono piuttosto basse perche’ e’ un mare chiuso e oltretutto quelle che si arrampicano non sono specie elettivamente intercotidali, anzi, non le viste quasi mai sulla spiaggia.

  42. tupaia Says:

    Aelwin, Danilo mi ha chiesto la tua mail perche’ anche lui dice che la pensa come te ma non riesce a lasciare commenti qui. Gliel’ho passata perche’ e’ una persona seria ed affidabile. Spero che non ci siano problemi.
    Anche Danilo, tra l’altro, fa il tifo per i toporagni (che non si arrampicano)
    A proposito del tuo indirizzo email, oggi mi e’ venuto un ripensamento sul weevil che ho trovato la notte scorsa sul muro. Se ti mando la foto sei in grado di identificarlo? Non credo sia Cytrhis ma se non lo e’ e’ per certo un Carabide

  43. Aelwyn Says:

    Nessun problema, anzi, mi fa senz’altro piacere! Non credo di essere capace di identificare il tuo coleottero, in effetti me la cavo molto meglio con le piante, però conosco chi lo saprebbe senz’altro fare, quindi passamela pure!

  44. wondercozza Says:

    Beh, rimandendo a terra sono prede sia per gli uccelli che per gli animali terrestri, per cui salendo sul palo almeno dimezzano le possibilità.

    Del perché non si riparino dal sole in un anfratto fresco….magari aspettano talmente la pioggia che vogliono essere sicure di essere le prime a beccarla ;)

    A parte l’inutilità scientifica dei miei commenti, di cui chiedo venia, confermo per i baroni italiani: ho fatto una tesi terminologica in bioarchitettura e nessuno dei 5 docenti italiani ai quali ho scritto si è mai degnato di rispondermi. Secondo me, è perché non sanno la riposta. L’esperimento andrebbe fatto in cross test con domande facili VS domande che presuppongono una conoscenza della materia che si pretende inseganre.

  45. Mauro Says:

    In merito alla coevoluzione avevo già inr ealtà scritto che stavo pensando ad una csa e poi ne ho scritta un’altra.
    In merito all’antico (non ho scritto arcaico): questo deriva dal fatto leggendo diversi articoli ho trovato che in tantissime specie questo comportamento è correlato alla difesa da predatori tanto che alcuni autori sono riusciti ad indurre questo comportamento difensiovo (vedi abstract che copio a seguire). Tuttavia questo comportamento in molte specie non è correlato alla predazione ma, come in Littorina ed altre specie, è stato collegato alla riduzione dei rischi di disidratazione e questo potrebbe rappresnetare una evoluzione successiva di questo comportamento che invece in altre specie potrebbe essere stato perso. Alcune specie infine sembrano usare questo comportamento come forma dispersione (come pubblicato su Journal of Experimental Marine Biology and Ecology). Questo significa che adesso troviamo specie che fanno la stessa cosa, ma in risposta a stimoli diversi o addirittura hanno perso questo comportamento. Se la funzione è diversa anche la periodicità del climbing che osserviamo sarà diversa perchè correlata a cause diverse. Da quel che leggo però molti autori usano l’espressione la spiegazione della predator avoidance più di quanto non veda citata la termoregolazione.

    “Gastropods represent a challenge in the understanding of alarm signalling. We studied predator avoidance (climbing behaviour) of the marine snail Tegula funebralis in laboratory experiments. Snails were exposed to crude extract of conspecifics, and to water conditioned by actively feeding or non-feeding predatory crabs. Crabs had previously been maintained on different diets, and were accordingly labelled by chemical cues of various origins. Tegula-extract alone released climbing behaviour in May, but not in June. However, during both these months, snails responded to chemical cues from crabs that were actively feeding on Tegula. Crabs labelled by Tegula-diet, and actively feeding on Tegula, also caused more climbing responses compared to crabs labelled by other diets. Chemical cues derived from crabs actively feeding on another snail species, or from non-feeding crabs, did not induce snail climbing no matter the previous feeding history of the predators. When snails received Tegula-extract combined with water conditioned with a non-feeding, Tegula-labelled crab, no climbing occurred. However, when the non-feeding, Tegula-labelled crab was present in the solution of Tegula-extract, moderate climbing responses were obtained. The results imply that climbing responses of T. funebralis are in general caused by the action of a two-component system. This system seems to be a mixture of chemical cues leaking from the tissue of conspecifics when being eaten, and latent conspecific chemicals that are modified in crabs and presumably released with the urine of chemically labelled predators. The modified chemical labels appear to be fully released by crabs when feeding, and moderately released when detecting food. The responses obtained in May with crude extract alone may result from a seasonal change in alarm signalling properties, or a change in behavioural responsiveness of snails exposed to a variable predator regime.”

  46. GiOvAnNi Says:

    Da ex biologo, mi pare che la spiegazione piu’ sensata sia quella di minimizzare i rischi di predazione, eliminando _almeno_ quelli a livello del suolo.
    C’e’ da mettere poi in conto -se le foto sono rappresentative di un comportamento generale- l’effetto-diluizione: in un mucchio di chiocciole, la probabilita’ di essere mangiate per le singole chiocciole scende.

    Comunque, anche in Toscana le chiocciole amano arrampicarsi sui muri :-)

    Chiedo infine come mai e’ da scartare l’ipotesi di un comportamento indotto da un parassita: sono state fatte delle analisi?

    Giovanni

  47. dund Says:

    a me pare evidente che si riuniscano lassù a cospirare per impadronirsi del mondo.

  48. Vale Says:

    I Carabidi si arrampicano (ricordo che da piccoli tentavamo con dei miei amici di raccorgliene in un bicchiere di plastica per spaventare le ragazze, e questi uscivano dal bicchiere :()

    Piuttosto, nell’articolo scrivi:

    Un’ipotesi che ho scartato invece e’ che le chiocciole si arrampichino sotto l’influenza di un trematode parassita, Brachylaima cribbi, che cerca in questo modo di essere notato e mangiato dall’ospite intermedio, che di solito e’ un mammifero, uomo incluso. Il fenomeno e’ troppo su vasta scala per essere sotto il controllo di un parassita e l’entita’ della predazione in cima ai pali non mi sembra sia particolarmente rilevante.

    Non mi è chiaro se vuoi dire che il parassita, contrariamente a quanto si dice, non induce affatto le chiocciole a salire in alto per farsi predare da umani o uccelli oppure vuoi dire che nonostante il parassita sia in grado di indurre le chiocciole a cercare posti alti, in questo caso il comportamento non è indotto dalla presenza del parassita ma piuttosto da altri motivi insiti nel normale comportamento delle lumache.

    Un’altra cosa…anche io come Fabristol non ho mai notato un simile comportamento nelle lumache giù nelle campagne dell’estremo sud della calabria (anche noi abbiamo le “monachelle” come in sardegna…almeno credo, mia nonna le chiama “vavalaci suore”). L’unico comportamento strano che abbia mai notato nelle chiocciole è che dopo una pioggia le chiocciole escono dalle campagne e vanno a farsi una passeggiata sull’asfalto delle strade (ed infatti spesso quando andavo a fare una passeggiata le rimettevo al loro posto prima che finissero sotto qualche macchina)

    Ora che ci penso però, ricordo che un altro tipo di chiocciola, la http://it.wikipedia.org/wiki/Rumina_decollata di solito si arrampicava sulle mure di casa mia (ma solo durante le pioggie e mai in gruppi così numerosi come nelle immagini che hai postato)

  49. Vale Says:

    mure…volevo dire mura!

  50. tupaia Says:

    Vale: per il parassita, la seconda che hai detto. Io le lumachine free climbers le ho viste in puglia e liguria, non so onestamente la distribuzione nelle altre regioni. Sto vedendo di postare qualcosa sul parassita, Giulio aveva scritto un bel post che sto cercando di recuperare

  51. tupaia Says:

    Mauro: Per amore di completezza, si potrebbero avere i riferimenti bibliografici o almeno i link degli articoli che citi?

    In ogni caso,l’evoluzione di un organismo dipende dall’ambiente in cui vive e Tegula funebralis, che ha le branchie e vive nella zona intercotidale, non puo’ essere paragonabile nei comportamenti alle Hygromiidae, polmonate e di climi ben piu’ secchi, per il semplice motivo che hanno problemi differenti da risolvere. Il post infatti si chiedeva perche’ le Hygromiidae si arrampicano, non tutte le lumache in genere: la domanda, posta in questo modo, non avrebbe avuto senso.

  52. Mauro Says:

    nessun problema per i riferimenti li metto completi…però non riesco a farlo prima di venerdì mattina.

  53. onq Says:

    ho notato un comportamento simile nelle coccinelle (ero indeciso se raccontarti questa cosa qui o nel post sulle coccinelle). giravo sul supramonte di ogliena (sardegna orientale) ed ho visto un enorme ammasso di coccinelle sulla vetta del monte. e per vetta intendo il sasso più in alto del mucchietto di sassi eretto per segnare la posizione della vetta agli escursionisti. naturalmente si tratta del luogo alla massima altitudine nel raggio di chilometri, ma è curioso che venisse preferito ad altri luoghi, comunque sopraelevati rispetto al terreno, qualche metro più in basso come altitudine, di cui il supramonte (che è un altipiano e non un vero e proprio monte) abbonda. alcune coccinelle erano in accoppiamento, quindi ho pensato a una specie di “appuntamento”. ho delle foto se vuoi…

  54. tupaia Says:

    Onq: Le coccinelle si preparano all’inverno e si raggruppano, questo e’ normale, tanto sono velenose e a loro nessuno le tocca. Strano che lo facessero in un luogo cosi’ esposto pero!
    Hai mica notato che coccinelle fossero?

  55. Vale Says:

    La Cernuella virgata credo ci sia anche in calabria (vado ad occhio, e ricordo chiocciole con il guscio a colori alternati bianco e marrone poi non so se vi sono dei segni particolari che le differenziano da altre chiocciole simili)…però ripeto, non ho mai visto gruppi così numerosi di lumache sulla cima di qualcosa. E’ possibile che sia un comportamento che abbiano sviluppato solo in alcuni luoghi?

  56. onq Says:

    contando i punti si direbbe septempunctata, comunque provvederò di mandarti una foto…

  57. Giù Says:

    Questa estate nella zona della Valle del Salto (Rieti) ho notato un prato recintato pieno di pecore su ogni filo d’erba secco alto più o meno un metro c’era un mazzo di chioccioline bianche come quelle descritte, e anche sui pali della recinzione

    Giù

  58. tupaia Says:

    Giu': Anche Lazio, dunque. Bene, grazie della segnalazione

  59. Luca Says:

    Anche in veneto, piccole chiocciole (diametro 5mm circa max) si comportano analogamente. Ma sono solo esemplari di piccola dimensione…

  60. danilo Says:

    Purtroppo, aggiungerei…:-)

  61. Leonardo Says:

    Anche a Roma in diversi parchi urbani e suburbani, nonchè nelle campagne dell’Umbria, mi capita di vedere le chiocciole ammassate in punti rilevati (steli d’erba, arbusti secchi, pali e staccionate, fontanelle di metallo).

    “a naso” anche per me l’ipotesi più valida è quella dell’evitamento della predazione da parte di organismi terricoli, ma non escluderei altri co-fattori , tra cui i primi che mi vengono in mente:
    -le piogge autunnali nell’area mediterranea possono essere improvvise e molto copiose, quindi anche premunirsi contro l’annegamento potrebbe essere una buona strategia (domanda: e perchè è “venuto in mente” solo a un numero limitato di specie?)

    -lo stare tutte ammassate insieme potrebbe portare ad “ombreggiamento” dei diversi individui, grazie alla presenza degli altri, durante le varie fasi del giorno, riducendo quindi calore e perdita d’acqua (ogni quanto cambiano posizione? ci sono posizioni più “ambite” nel grappolo di molluschi?)

  62. maurizio Says:

    ciao,
    in relazione a questo comportamento, io ho notato che le piste di arrampicata e sosta delle lumache, su steli diversi, hanno un’orientazione preferenziale rispetto all’esposizione luminosa: guardano preferibilmente verso est; questo ovviamente non spiega perché si arrampichino sugli steli, ma forse ha a che fare con la risposta a quella domanda principale…

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