Tyrannobdella rex & co: le sanguisughe delle mucose

Disclaimer: si sconsiglia la lettura di questo post alle persone facilmente impressionabili (poi non dite che non vi avevo avvisati).

 

Ci sono creature belle e creature meno belle. Quando pero’ un animale e’ nero, viscido, lungo cinque centimetri e dentro una delle cavita’ del nostro corpo l’Orrore si tinge di incubo. Incubi peggiori di quelli descritti  da Lovecraft, da Poe o da King, perche’ questi incubi sono veri, perche’ questi incubi possono accadere a noi.

E’ sicuramente quello che deve aver pensato la ragazzina peruviana a cui e’ stata estratta dalla cavita’ nasale una nuova specie di sanguisuga che infesta le cavita’ nasali dei mammiferi, con una particolare predilezione per gli esseri umani. Per via degli enormi denti e’ stata chiamata Tyrannobdella rex, ma in comune col T. rex (il dinosauro) direi che ha piuttosto la capacita’ di spaventarci. Sinora sono stati rinvenuti solo tre esemplari di T. rex (la sanguisuga), e tutti e tre infestavano il naso di bambini peruviani che si erano incautamente bagnati in acque infestate.

Il primo caso risale al 1997, un bambino di sei anni portato in ospedale nella provincia di Lamas, in Peru’ per via di una cefalea frontale continua. Una sanguisuga nera di due cm e mezzo gli fu estratta dalla narice destra e il mal di testa scomparve. Il bambino era solito fare il bagno nei torrenti.

Sempre nel 1997 un altro bambino, questa volta di soli 16 mesi, proveniente dalla provincia di Yochegua fu portato in ospedale per cefalea e gli fu estratta dal naso una sanguisuga di ben sei cm. Anche in questo caso non c’erano altri sintomi e il bambino faceva il bagno in laghetti locali. Dopo la rimozione della sanguisuga il naso continuo’ a sanguinargli per due giorni.

Dieci anni piu’ tardi, nel 2007, una bambina di nove anni della provincia di Satipo, sempre Peru’, fu portata in ospedale perche’ lamentava cefalea frontale, dolore al naso con una sensazione “di scivolamento”. I genitori avevano visto un verme nero muoversi nel naso della bambina e cercarono l’intervento dei medici. Una sanguisuga nera di 6.5-7 cm le fu rimossa, con qualche sforzo, dalla narice destra e i sintomi scomparvero. Immagino che la ragazzina abbia smesso da allora di fare il bagno nei torrenti locali.

Tyrannobdella rex, la sanguisuga dei nasi umani. Foto da Phillips et al.(2010)

In tutti e tre i casi i medici avevano avuto l’accortezza di conservare la sanguisuga in formalina quindi si e’ potuto comparare gli esemplari e arrivare a descriverli come nuova specie. La caratteristica piu’ peculiare di Tyrannobdella rex e’ di avere pochi denti (solo otto) e disposti su una sola fila, ma molto grandi (0.13 mm l’uno). Il morso e’ quindi imputato delle cefalee ma sospetto che avere un grosso verme che si agita nel naso e succhia il sangue dalle delicate mucose nasali non possa essere indolore.

T. rex e’ decisamente una bestia antipatica, ma non e’ l’unica sanguisuga ad avere propensione per le mucose nasali: Pintobdella chiapasensis ad esempio vive in Messico ed e’ specializzata a succhiare il sangue dal naso dei tapiri. Queste due specie sono filogeneticamente molto imparentate tra loro (sister taxa), solo che T. rex ha furbescamente optato per un ospite piu’ stupido, diffuso e comune rispetto ai tapiri.

Nel Vecchio Mondo esistono altre sanguisughe con una propensione per le cavita’ umane, alcune specie in modo solo fortuito e accidentale, altre sembrano essere invece piu’ specializzate. Di queste la peggiore sembra essere Dinobdella ferox, che significa “terribile sanguisuga feroce”, un nome sicuramente non ambiguo. La simpatica bestiola infatti ha una predilezione per le cavita’ umane ed e’ stata trovata negli occhi, nella vagina, nel retto, nel naso e nella faringe. Il naso e la faringe sembrano essere le cavita’ piu’ gettonate. Se vi state chiedendo dove non andare in vacanza vive nel sud-est asiatico ma ha un areale piuttosto ampio. Tecnicamente e’ adattata ad infestare le cavita’ nasale dei primati, il 4% dei macachi di Taiwan ne sono affetti a livello nasofaringeo, ma sembra che non vada troppo per il sottile e tutte le scimmie e tutti i buchi sono buoni. Nel 1987 ad esempio un uomo fu infestato in Giappone facendo il bagno in una di quelle pozze calde montane in cui i giapponesi tanto amano bagnarsi. La sanguisuga era, ancora una volta, nel naso e l’uomo lamentava sangue dal naso e sensazione di corpo estraneo (e ci credo!)

Myxobdella annandalei che sporge dalla mucosa nasale di un cane. Foto da Phillips et al.(2010)

Il mio resoconto medico preferito pero’ e’ un paper che si intitola: “Raucedine causata da ingestione di sanguisuga” in cui si riporta di un uomo Yemenita che aveva una Dinobdella ferox attaccata alla trachea da due mesi. Voglio dire, secondo me se hai un orrendo vermone nero di cinque cm e mezzo che ti vive e ti succhia il sangue DENTRO la gola da due mesi (il sogno proibito di qualunque vampiro) la raucedine e’ veramente l’ultimo dei tuoi problemi! L’uomo, poveraccio, tossiva sangue e aveva mal di gola, e alla fine ha espettorato (!) la sanguisuga.

Diversi casi di infestazione della faringe sono riportati in Africa ad opera di un’altra sanguisuga delle mucose, Myxobdella africana, di cui uno mortale per blocco respiratorio ed emorragia e due casi di gravissima anemia. I pazienti riportavano tutti la sensazione di corpo estraneo in gola e sputavano copiosamente sangue. Cio’ insegna a non bere da dove si abbevera il bestiame, se non si desiderano brutte sorprese: le sanguisughe, in tutti e sei i casi, erano state ingerite con l’acqua.

Il naso e la faringe sono sicuramente due punti molto delicati, e sicuramente i preferiti delle sanguisughe delle mucose per la facilita’ di accesso, ma sfortunatamente c’e’ di peggio: se portate vostro figlio in Bangladesh non fategli fare il bagno nei ruscelli, non senza un costume da bagno a chiusura ermetica. Alam et al, (2008), riportano infatti ben 43 casi tra il 1998 e il 2008 di sanguisughe entrate nella vescica tramite l’uretra a ragazzini tra i 7 e i 10 anni, eta’ che per qualche motivo sembra favorita forse perche’ a quell’eta’ imparano a nuotare. I rischi sono principalmente dovuti alla copiosa perdita di sangue a cui sono sottoposti i pazienti e al blocco dell’uretra. Sorprendentemente, avere una sanguisuga da 10 cm che ti risale lungo il pisello nell’uretra e striscia allegramente nella vescica non sembra causare grandi sofferenze, oppure l’emorragia e’ tale che il titillamento dall’interno passa in secondo piano. Le sanguisughe infatti producono e secernono con la saliva un potente antiemorragico e l’acidita’ dell’urina previene ancor di piu’ la coagulazione. Di buono c’e’ che per eliminarle sembra che basti la perfusione via catetere di soluzione salina per tre ore: nell’arco delle successive 24 ore vedrete la testa della deliziosa bestiolina spuntare dall’orifizio esterno del gioiello di famiglia, e il gioco e’ fatto. Non e’ chiaro quale o quali specie siano da imputare perche’ i medici che scrivono questi articoli non sono zoologi, ma in Bangladesh le specie acquatiche piu’ comuni sono Hirudinaria granulose, Hirudinaria viridis, Hirudinaria javanica e Hirudinaria manilensis.

Se gli uomini se la passano molto male, neanche il gentil sesso ha da festeggiare: le sanguisughe nella vagina infatti possono essere molto insidiose perche’ l’emorragia che causano puo’ essere confusa con sangue mestruale e quindi l’aiuto medico puo’ essere richiesto molto in ritardo. Aggiungiamo anche il fatto che per razazzine e bambine l’esame medico puo’ risultare piuttosco complicato per motivi anatomici e il vedere un ginecologo se non sei una donna sposata (e a volte anche se lo sei)  puo’ risultare a volte pressoche’ impossibile per problemi culturali e religiosi. Viene da chiedersi quante persone, soprattutto bambini e adolescenti, muoiono ogni anno per emorragia, blocco urinario o soffocamento conseguente ad un’infestazione da sanguisughe semplicemente perche’ non viene cercata assistenza medica per pregiudizio o ignoranza o perche’ il raggiungimento di un ospedale nelle zone piu’ depresse e’ impresa troppo ardua. I pochi casi di infestazione da sanguisuga nella vagina riportati in letteratura medica si riferiscono ad episodi sparsi per il mondo, India (due bambine di 5 e 7 anni dopo bagno in ruscelli), Malesia (una bambina di 9 anni), una donna di 50 anni post menopausa in Etiopia per cui inizialmente si pensava ad un carcinoma e, preoccupantemente, due casi in Europa, uno in Bulgaria nel 1968 e uno in Spagna nel 1998, entrambi accaduti a donne postmenopausa dopo un tuffo nel posto sbagliato. Sarebbe molto interessante sapere quanti casi non vengono riportati in letteratura medica e quanti altri non vengono affatto riportati ai medici, causando se non la morte almeno enormi sconforti alla paziente.

Nessun orifizio e’ dunque al sicuro da queste bestie infide, vi starete chiedendo a questo punto? La buona notizia e’ che non ci sono casi riportati di sanguisughe nelle orecchie (ma un paio di infestazioni agli occhi, uno ad una donna in Giappone, una piccola sanguisuga locale, ed uno ad un soldato americano infestatosi in Asia). Il canale digerente invece e’ ovviamente preso di mira da ambo i lati ma sono sicura che a questo punto non ne potete piu’ e non volete conoscere i dettagli. Sembra pero’ molto piu’ probabile che l’infestazione avvenga nel tratto superiore (faringe ed esofago) che in quello inferiore (retto, solo due casi riportati), e sicuramente nella faringe possono essere molto piu’ pericolose, al punto di causare facilmente la morte per emorragia, il che probabilmente spiega anche perche’ ci sono piu’ casi riportati in letteratura.

Il grosso di questi spiacevoli incidenti occorre nella fascia tropicale, dove le sanguisughe sono piu’ numerose e le condizioni igieniche e la disponibilita’ di acqua potabile piu’ scarsa. Se abitate a Livorno e andate in vacanza a Piombino, tuttavia, non sara’ la mancanza di sanguisughe che infestano le mucose a salvarvi da una sanguisuga nel naso, quanto piuttosto l’evitare di bagnarvi nel laghetto dove si abbeverano le pecore. In Italia infatti abbiamo Limnatis nilotica, diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo e il vicino e medio Oriente, detta anche sanguisuga dei cavalli, che e’ una di quelle sanguisughe che anziche’ bucare la pelle preferisce succhiare il sangue dalle mucose e quindi si insinua nelle cavita’ corporee, di solito narici ed esofago, del bestiame. Ci sono diversi casi di infestazione delle cavita’ nasali umane in Spagna, in Nord Africa e nel medio Oriente da parte di questa sanguisuga. Io personalmente le ho viste in Italia tanto nel Subappennino Dauno in Puglia che nel parco reale del castello di Racconigi (CN), quindi ai lati opposti d’Italia, da cui deduco che sia diffusa piu’ o meno in tutta la penisola. Non ho trovato notizie recenti in letteratura medica di infestazioni umane da L. nilotica, per fortuna, quindi possiamo tutti rilassarci un pochino.

E ora veniamo alla domanda cruciale: Perche’ alcune sanguisughe si sono specializzate nell’entrare nelle cavita’ corporee dei mammiferi, un’area sicuramente complicata da raggiungere ed infestare? Evidentemente perche’ conviene: perforare non dico la pelle di un cavallo o di una pecora, spessa e protetta da folta pelliccia, ma anche la nostra delicata pellicina glabra richiede dei denti grandi, una grossa esposizione ai predatori e naturalmente il rischio di esposizione ad ambiente secco e assolato che non piace molto a questi animali acquatici. Le cavita’ corporee invece sono perfette: diventa impossibile rimuovere la sanguisuga sia da parte dell’ospite che di altri predatori e il parassita e’ in un ambiente umido, caldo e ombreggiato, praticamente perfetto. Se poi l’ospite muore di emorragia pazienza, la sanguisuga deve solo sperare che cio’ accada nei pressi di un corso d’acqua. L’adattamento principale delle sanguisughe delle mucose e’ una perdita dei denti: mentre le sanguisuche che perforano la pelle hanno tre “mandibole” ognuna anche con un centinaio di denti ciascuna, T. rex ha solo otto denti su una sola fila. Questo significa che le sanguisughe delle mucose non sono pericolose perche’ non riescono a bucare la pelle, almeno sino al momento in cui trovano la loro via verso una cavita’ corporea (di solito il naso, perche’ entrano quando l’animale beve). Non e’ un problema se l’evento e’ improbabile, una sanguisuga puo’ sopravvivere benissimo sei mesi a digiuno, tra un pasto e l’altro. Quando riesce a nutrirsi pero’ si gonfia tanto da aumentare anche di cinque volte il proprio volume, il che rende poi complicato estrarle e le fa diventare molto pericolose in posizioni come la faringe e l’uretra.

Guardandola da un punto di vista squisitamente antropocentrico, e’ una fortuna che nella maggior parte dei casi gli esseri umani siano solo ospiti occasionali, come nel caso di L. nilotica, ma cio’ non toglie che ci siano sanguisughe come T. rex e D. ferox che si sono invece specializzate nell’infestare le cavita’ corporee dei primati con una predilezione per gli umani.

Tecnicamente le sanguisughe sono anellidi come i lombrichi e come questi sono ermafroditi ovvero sono sia maschi che femmine allo stesso tempo, ma per riprodursi ci vogliono due individui che si scambiano una spermatofora contenente gli spermatozoi. Lo scambio avviene quando due sanguisughe ricettive si incontrano, si appaiano parallele testa contro coda e si lanciano reciprocamente un dardo che perfora il clitello (la parte ispessita che si vede bene nei lombrichi e serve per la riproduzione). Una volta nel clitello gli spermatozoi dovranno farsi strada alla ricerca delle ovaie. Sorprendentemente, diverse specie di sanguisughe (anche alcune specie italiane) hanno cure parentali, trasportano le uova nel clitello e si prendono cura delle baby-sanguisughe, il che e’ quasi commovente. Tutte le sanguisughe hanno due ventose, una ad ogni estremita’, che servono tanto per la locomozione sulla terraferma quanto per attaccarsi saldamente all’ospite. C’e’ pero’ da dire che non tutte le sanguisughe sono parassite, molte sono predatrici di invertebrati che ingoiano interi. Esistono anche sanguisughe giganti che si nutrono di lombrichi, che catturano e divorano interi. Qui potete vederne una in azione.

Le sanguisughe parassite (una minoranza) per poter succhiare il sangue piu’ facilmente, producono e secernono con la saliva diverse sostanze come l’irudina, che e’ un potentissimo anticoagulante, dei vasodilatatori che simulano l’effetto dell’istamina (da cui il male dopo un po’ che la sanguisuga e’ li’), un enzima chiamato ialuronidasi che scioglie i tessuti connettivi e la calina, un inibitore dell’aggregazione delle piastrine. Per via di queste potenti proprieta’ anticoagulanti le sanguisughe medicinali (Hirudo medicinalis) sono state usate per almeno due millenni e mezzo in medicina, sebbene con risultati a volte discutibili: se vanno benissimo in caso di rischio di infarto o di pressione alta, sono pero’ pericolosissime in pazienti con difficolta’ di coagulazione del sangue, pressione bassa e molte altre patologie. Curiosamente, dopo un periodo in cui sono state dimenticate, negli ultimi anni sono state riscoperte dai medici: vengono infatti utilizzate per trattare congestioni venose per la loro abilita’ di rimuovere il sangue in eccesso e aumentare il flusso sanguigno nei tessuti compromessi e in chirurgia plastice e riscostruttiva, poiche’ rimuovendo i coaguli aiutano nella cicatrizzazione.

A dispetto della fama e della fortuna di Hirudo medicinalis, tuttavia, le altre sanguisughe sono molto poco comprese e conosciute dagli zoologi. La loro classificazione e’ confusa e ci sono pochi studi tassonomici e di filogenia. La scoperta di T. rex, se non altro, ha aiutato a portare un po’ di chiarezza, aiutando a riorganizzare le specie delle sanguisughe delle mucose: tramite l’analisi del DNA mitocondriale infatti gli scopritori di T. rex hanno ristrutturato la famiglia Praobdellide, un gruppo monofiletico di sanguisughe che mostra una predilezione per le mucose interne dei mammiferi e di cui fanno parte tutte le sanguisughe delle mucose menzionate in questo post, piu’ alcune altre specie (vedi grafico).


Analisi filogenetica delle sanguisughe delle mucose (Fam. Praobdellide) ottenuta con l’analisi del mtDNA. Grafico tratto da Phillips et al.(2010)

Se ancora non ne avete avuto abbastanza di sanguisughe consiglio infine a grandi e piccini la visione di questo atroce B-movie degli anni ’50: L’attacco delle sanguisughe giganti

Una ristretta scelta di referenze usate per scrivere questo post:

A. Al-Hadrani , C. Debry , F. Faucon andA. Fingerhut (2000) Hoarsness due to leech ingestion. Journal of Laryngology & Otology

Phillips, A., Arauco-Brown, R., Oceguera-Figueroa, A., Gomez, G., Beltrán, M., Lai, Y., & Siddall, M. (2010). Tyrannobdella rex N. Gen. N. Sp. and the Evolutionary Origins of Mucosal Leech Infestations PLoS ONE, 5 (4) DOI: 10.1371/journal.pone.0010057

Shadrul Alam, Mrigen Kumar Das Choudhary, Kabirul Islam (2008) Leech in urinary bladder causing hematuria. Journal of Pediatric Urology 4, 70-73


 

Published by tupaia on luglio 17th, 2011 tagged uncategorised


12 Responses to “Tyrannobdella rex & co: le sanguisughe delle mucose”

  1. Nadia Says:

    schifose ma estremamente affascinanti!!!

  2. Moreno Says:

    “Ci sono creature belle e creature meno belle.” -> Bell’incipit!

    Che articolo meravigliosamente disgustoso! :-)

  3. Lopo Says:

    Splendido articolo, ma c’è una grossa imprecisione: noi di Livorno non andiamo mai in vacanza a Piombino :-)

  4. tupaia Says:

    lopo: perche’?

  5. Formalina Says:

    I tuoi articoli in cui unisci zoologia e casi clinici sono i miei preferiti! ;-)

    Aggiungo al capitolo sulla “riscoperta delle sanguisughe in medicina” che sono stati sviluppati anche anticoagulanti con Irudina ricombinante, entrati da poco in terapia: come la Bivalirudina e la Lepirudina.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Lepirudin
    http://en.wikipedia.org/wiki/Bivalirudin

  6. Marco Ferrari Says:

    Giuro, ti voglio bene e apprezzo i tuoi post. Ma ho smesso dopo un po’. Riprenderò in altro momento…

    Ciao

  7. tupaia Says:

    Marco, ho messo apposta il disclaimer, fa schifo, lo so, non e’ che devi leggerlo per forza. Sciropparmi tutta la latteratura medica in proposito e’ stato a pain in the arse, come si dice qui. Il prossimo post giuro che sara’ meno schifoso, a svantaggio dei miei incubi.

  8. Lopo Says:

    Perché un livornese non si farebbe un’ora e passa di macchina per fare il bagno tra le acciaierie :-)
    (Intendendo “Piombino” in senso più ampio, comunque, Baratti e il parco della Sterpaia sono rinomati. E anche quello che dico sopra non è vero, visto quanti livornesi vanno a Vada per stare sulla bianchissima spiaggia di soda della Solvay)

  9. tupaia Says:

    Ho scelto Piombino perche’ ho trovato cenni della presenza di infestazioni di sanguisughe delle mucose da quelle parti. Le sanguisughe di solito vogliono acqua pulita, evidentemente o Piombino non e’ cosi’ inquinata o la nota si riferiva al parco che menzioni. Questo e’ quello che succede quando si utilizzano a titolo di esempio posti che si nonoscono poco o niente (mai stata a Piombino e a Livorno una volta sola di passaggio). Se trovi sanguisughe a Livorno pero’ avvisami che scrivo al Vernacoliere :)

  10. valentino Says:

    dopo essere stato in vacanza in nepal, ritorno a casa(a wenzhou, Cina dove lavoro)e dopo una settimana di continuo sanguinamento del naso, mi accorgo che qualcosa si muove nel mio naso.
    ritorno all ospedale, dove ero gia stato per verificare cosa causasse la fuoriscita di sangue,e mi estragggono una sanguisuga, non so di che tipo(a dire la verita il medico cinese non sapeva manco cosa fosse) di quasi 5 cm…..sono shocckato….

  11. emiliano Says:

    Le sanguisughe possono vivere anche in ambienti alcalini,tipo Il mare?GRAZIE.

  12. tupaia Says:

    No non sopportano il sale

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