Tutti i ragni sono velenosi, ma alcuni sono piu’ velenosi di altri: il ragno violino (Loxosceles rufescens)

Abstract: The brown recluse spider, Loxosceles rufescens, is a house spider originally from the Mediterranean region but is now widespread across the world. Its poison, although not lethal, causes a severe necrosis of the tissues that takes months to heal and leaves the victim with a bad scar even after plastic surgery.

DISCLAIMER: Se siete aracnofobi leggete con cautela questo post, non vorrei infondere in nessuno preoccupazioni eccessive e ingiustificate.

Esistono nel mondo circa 40.000 specie di ragno conosciute, ma di queste solo circa 200 sono considerate pericolose per l’uomo. Le specie piu’ pericolose appartengono ai gruppi Latrodectus (vedove nere), Steatoda (false vedove nere), Loxosceles (ragni violino), Atrax (funnel-web spiders), Phoneutria (ragni delle banane), Cheiracanthium (ragni delle foglie).

In Italia quando si pensa ai ragni velenosi la mente va subito alla malmignatta, Latrodectes tredecimguttatus, la “vedova nera italiana”, e alla tarantola, Lycosa tarentula (che pero’ non e’ una vera tarantola). La tarantola italiana in realta’ gode di cattiva fama ma non e’ particolarmente pericolosa, la sua puntura da’ piu’ o meno i sintomi di una puntura di vespa, mentre la malmignatta puo’ essere fatale per bambini piccoli, anzani o ammalati, pur essendo in generale incapace di uccidere un adulto in buona salute.

Ragno violino, Loxosceles rufescens. Si noti il disegno del “violino” sulla schiena. Foto da: infojardin.com

Esiste in Italia un terzo ragno non letale, ma sicuramente molto pericoloso per le conseguenze della sua puntura, che quasi nessuno conosce. Si tratta del ragno violino, o ragno eremita, Loxosceles rufescens, e la sua puntura puo’ avere conseguenze drammatiche. Circa due terzi dei morsi in realta’ sono asintomatici ma se il veleno viene iniettato e il soggetto e’ predisposto si possono avere o sintomi locali o sintomi generalizzati in tutto il corpo, chiamati in entrambi i casi loxoscelismo. La sintomatologia locale e’ di per se piuttosto grave anche se, ci tengo a ribadirlo, non fatale salvo rari casi di shock anafilattico. La puntura non e’ particolarmente dolorosa quindi spesso la vittima si accorge solo dopo l’inizio dei sintomi che c’e’ qualcosa che non va, il che rende particolarmente complicata la diagnosi perche’ a) i medici non capiscono nulla di ragni b) altre patologie possono dare sintomi simili e in mancanza del ragno diventa difficile per i medici di cui sopra pronunciare una diagnosi (e una terapia) corretta.

Da qualche minuto a qualche ora dopo il morso intorno all’area colpita comincia a formarsi un eritema che diventa via via sempre piu’ doloroso. L’eritema continua ad espandersi ed il dolore ad aumentare insopportabilmente per alcuni giorni e la parte colpita si gonfia per via dell’edema. Dopo qualche giorno la  zona eritematosa, oramai diventata bluastra intorno al morso, comincia a lesionarsi perche’ i tessuti intorno stanno morendo: il veleno del ragno e’ infatti di tipo dermonecrotico e uccide irrimediabilmente le cellule della zona colpita sino a formare una piaga relativamente profonda, estesa alcuni centimetri e molto dolorosa. Quando si e’ arrivati a questo punto non c’e’ niente da fare se non ricorrere alla chirurgia plastica che rimuove il tessuto necrotizzato e lo rimpiazza con del tessuto sano preso da un’altra zona del corpo. La cicatrice comunque rimane, quindi se il ragno era nelle mutande siete fregati.

Loxoscelismo indotto da L. rufescens in una donna di 25 anni ad un piede. In alto: lesione dopo 10 giorni; In basso: Lesione dopo qualche settimana dal morso. Foto tratte da Yigit et al. (2008)

Se il soggetto va incontro a loxoscelismo sistemico i sintomi possono essere ancora piu’ gravi, perche’ uno o piu’ dei seguenti effetti puo’ manifestarsi: nausea, vomito, brividi, febbre, dolori muscolari, rash cutaneo generalizzato, anemia emolitica, collasso renale acuto, shock, coma e morte. I sintomi sono piu’ gravi nei bambini per via della dose maggiore di veleno per kg corporeo, ma non sono mai cosi’ gravi come per i Loxosceles sudamericani, che sono fatali in una percentuale molto maggiore di casi (il peggiore e’ il ragno cileno L. laeta).

Per quanto siano molto studiati, non si sa moltissimo delle tossine del veleno dei ragni, anche perche’ di solito si tratta di un cocktail di varie  sostanze. In generale le tossine dei ragni si dividono in due gruppi: quelle neurotossiche e quelle necrotiche, con tutte le varianti intermedie in quanto a gravita’ degli effetti. Le neurotossine sono quasi sempre presenti nel veleno in quanto servono al ragno a paralizzare la preda, ma solo in rari casi sono attive nei mammiferi. Le “necrotossine” sono definite come “tossine che inducono necrosi dei tessuti nell’area colpita” (Yigit et al, 2008). Il veleno dei Loxosceles, nello specifico, e’ costituito da un cocktail di vari enzimi necrotossici: fosfatasi alcalina, ialuronidasi (digerisce i tessuti connettivi), lipasi (digerisce i grassi), proteasi (Loxolisina A ad azione fibrinogenolitica, responsabile delle copiose emorragie, Loxolisina B associata all’attivita’ di necrosi vera e propria tramite la digestione della matrice extracellulare). Il principio attivo responsabile primariamente delle lesioni di Loxosceles e’ stato tuttavia identificato nella sfingomielinasi D, che tra le altre azioni aggrega le piastrine e provoca rilascio di serotonina. Questa sostanza e’ stata identificata sia nelle ghiandole del veleno che negli estratti addominali, suggerendo, secondo Young (2001), che sia il veleno sia i succhi gastrici emessi dal ragno per “digerire” la preda (cioe’ voi) contribuiscono agli effetti dermonecrotici. Questo spiegherebbe la variabilita’ dei sintomi: la necrosi si sviluppa solo se il ragno ha deciso di digerirvi quando vi ha morso, iniettandovi succhi gastrici oltre che veleno. Non che sapere questo cambi di molto la situazione quando venite morsi, ma chissa’ che non porti alla formulazione di un antidoto. Non e’ chiaro se le femmine di L. rufescens siano piu’ velenose dei maschi, come succede, pare, per L. intermedia, una specie nord-Americana. Nel dubbio, io mi terrei lontana da entrambi i sessi.

La buona notizia e’ che e’ Loxosceles rufescens e’ un ragno piuttosto timido, se minacciato preferisce fuggire piuttosto che attaccare e raramente punge, la cattiva notizia e’ che e’ una specie sinantropa e lo si ritrova spesso, invisibile ospite, nelle case italiane. Questo ragno e’ originario del bacino del Mediterraneo ed e’ distribuito in Francia, Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Creta, Turchia, tutti i paesi del Nordafrica dal Marocco all’Egitto, Israele, Palestina, Giordania e Libano. In Italia, trattandosi di una specie xerofila,  e’ comune lungo le coste dell’Italia peninsulare, in Sicilia e Sardegna e in molte delle isole minori. Ho aggiornato la carta di distribuzione qui sotto aggiungendo le osservazioni sicure (corredate di foto) che ho trovato sui forum, poiche’ stranamente non c’e’ nessun lavoro recente sulla distribuzione di questa specie nel nostro paese, il che e’ un peccato, trattandosi di una specie pericolosa. Sfortunatamente anche questa cartina e’ sicuramente incompleta. Esistono inoltre dei paper su casi di loxoscelismo in Sardegna, ed almeno un’esperienza riportata in Abruzzo, quindi la specie italiana e’ effettivamente velenosa come i cugini americani.

Immagine modificata da: Brignoli, P. (1981) Vue D’ensemble sur les araignées d’Italie (Araneae), Atti Soc. Tosc. Sci. Nat., Mem., ser. B, 88, suppl.

Il motivo per cui i casi di loxoscelismo riportati in letteratura sono cosi’ pochi sono due. Il primo e’ che, come sopra si diceva, i medici non sanno un tubo di ragni (e non solo di ragni, ma lasciamo perdere) e quindi e’ rarissimo che riescano a fare diagnosi certe. Il secondo e’ che effettivamente questa specie e’ piuttosto docile, pur vivendo nelle case rifugge l’uomo, e’ notturna e quindi raramente osservata e per mordere bisogna proprio che la bestia capiti tra i vestiti, nelle scarpe o, peggio, sul cuscino o tra le lenzuola. Di sucuro un morso necrotico sul viso e’ un’esperienza orribile. Uno dei tre casi riportati in Sardegna da Farace et al. (2006) riguarda un uomo di 75 anni morso nella regione tra gli occhi ed il naso. Il mattino dopo il paziente aveva intenso prurito nell’area e una bolla bluastra. Dopo tre settimane, quando l’uomo si e’ presentato al pronto soccorso, tutta la meta’ superiore del viso era “mangiata” dalla  necrosi (non inserisco la foto perche’ non voglio terrorizzare nessuno). Chirurgia ricostruttiva del viso fu immediatamente praticata e dopo cinque settimane il paziente fu dichiarato guarito. Dopo un’altra settimana, ahime’, l’uomo e’ morto di infarto. Coincidenze? Chissa’. Sicuramente tutto questo disagio non ha fatto bene ad una persona anziana. E’ stato anche suggerito che parte del danno non sia causato direttamente dal veleno del ragno, ma da batteri simbiontici quali Clostridium perfringens che e’ stato isolato dal veleno e dalle “zanne” di un cugino americano del nostro ragno, L. intermedia. Se questo fosse accertato anche per L. rufescens sarebbe necessario associare una terapia antibiotica per limitare la necrosi dei tessuti. A proposito di batteri, da studi di biologia molecolare pare che il gene della sfingomielinasi D, posseduta solo dai Loxosceles e pochi altri ragni tra gli animali, sia stato ottenuto tramite un trasferimento orizzontale di geni da un batterio del gruppo (patogeno) Corynebacteria (o viceversa). Chissa’ perche’ le infinite strade dell’evoluzione portano spesso a fregature per noi…

Al momento non essite una terapia specifica per il loxoscelismo. Vari rimedi empirici sono stati suggeriti quali lidocaina, eparina, steroidi, dapsone, ma alla fine bisogna comunque ricorrere alla chirurgia, anche e soprattutto per ridurre il dolore che rimane intenso per settimane. Bisogna anche dire, comunque, in favore dei medici, che ci sono molte altre cause di necrosi cosi’ drastica. Eccole riportate da Farace et al. (2006)

Indotta da Zecche Malattia di Lyme, Roky mountains spotty fever, etc.
Virale Herpes
Batterica Gonococchi, Mycobacterium ulcerans, etc.
Micotica Sporotricosi
Disordini ematici Focal vasculitis, purpura fulminans, etc.
Stati patologici latenti Ulcere diabetiche, malattie epatiche, sindrome di lyell etc.
Cancro Leucemia, linfoma, etc.
Reazioni a droghe/tossine Alcolismo, erythema nodosum, avvelenamento da warfarin ed eparina, sindrome  di Steven–Johonson , etc.
Topica Ustioni chimiche etc.
Miscellanea Piaghe da decubito, ferite autoinflitte, etc.

Certo che bisogna veramente essere un medico della ASL (ma anche dell’NHS o di qualunque altro sistema sanitario nazionale) per confondere un morso di ragno con una piaga da decubito o un’ustione chimica. A volte ascoltare la storia clinica del paziente e non pensare alle penne alla arrabbiata della sera prima potrebbe essere d’aiuto.

Il nostro amico castoro ragno (giuro, ho trovato un sito che titolava cosi’ una paginetta sul L. rufescens!) ama viaggiare. Non a caso appartiene, sinistramente, alla famiglia dei Sicariidae. O meglio, lui se ne starebbe tranquillo nascosto sotto il suo battiscopa, o sotto un sasso, sotto una corteccia o in una grotta, ma vivendo nelle case capita che a volte finisca nel bagaglio di qualcuno e venga imbarcato verso nuove avventure. E’ successo cosi’ che ora viva anche negli USA (incluse le Hawaii) e in Messico, dove meta’ delle morsicature da ragno violino riportate siano dovute non alle numerose specie autoctone (tra cui L. reclusa, L. seri, L. sonora, L. intermedia, L. gaucho) ma al nostro ragno mediterraneo. In Australia e’ arrivato nel 1976, e si e’ diffuso anche in Asia, per cui oramai la specie e’ considerata cosmopolita. A volte lo si ritrova anche in UK, arrivato nel bagaglio di qualcuno, ma l’ambiente freddo ed unido dell’isola non e’ adatto alla sopravvivenza della specie, con grande sollievo degli aracnofobi britannici.

Come fare a sapere se il ragno che abbiamo in casa e’ un pericoloso L. rufescens o un innocuo ragnetto? Si tratta di ragni relativamente piccoli (la femmina e’ 2-2.5 cm zampe incluse, il corpo 8-11 mm, il maschio e’ piu’ piccolo ma con le zampe in proporzione piu’ lunghe), il colore del cefalotorace e’ bruno rossiccio ma piuttosto variabile, quello dell’addome va dal giallo all’arancio. Sul cefalotorace e’ presente una macchia scura che ricorda la silhouette di un violino (da cui il nome). Nessuno dei suddetti e’ tuttavia un carattere diagnostico. I pedipalpi enormemente allargati del maschio sono di aiuto, ma cio’ che colpisce di piu’ e’ che questi ragni hanno una disposizione particolare ed unica degli occhi. Innanzi tutto sono sei e non otto cone mella maggior parte dei ragni. In secondo luogo sono riuniti a gruppi di due in semicerchio, e questo e’ un carattere diagnostico relativamente evidente. Mi rendo conto che se uno ha paura dei ragni e si imbatte in un coso con troppe zampe non si mette li a contare gli occhi della bestia, specie perche’ se e’ lui scappa prima che riusciate ad arrivare sino a uno, ma se lo trovate morto puo’ essere interessante sapere che ce li avete per casa (specie se magari avete un gatto e vi sta a cuore la sua salute). Se un ragno vi punge, in ogni caso, catturatelo e nell’improbabile caso che si sviluppino i sintomi del loxoscelismo portatelo con voi al pronto soccorso e rompete le balle al medico finche’ non arriva un esperto ad identificare il ragno.

Loxosceles rufescens, maschio (si notino i pedipalpi ingrossati). Le tre paia di occhi sono uno strumento diagnostico per l’identificazione della specie. Foto: Vladim da naturamediterraneo.com

La ragnatela e’ irregolare e spesso il ragno si avventura a caccia lontano dalla tela, soprattutto i maschi che sono alla perenne ricerca di una femmina da fecondare. Si nutre di numerosi altri artropodi come pesciolini d’argento o anche altri ragni, quindi tutto sommato nelle case svolge un’azione benefica. La femmina depone 20-30 uova in un nido di circa due cm di diametro da cui nascono ragnetti molto simili ai genitori, ma ancora incapaci di punture letali. Saranno sessualmente maturi nel giro di un annetto, per cui non e’ impossibile averne infestazioni nei ripostigli bui e poco frequentati. BRRRR.

Referenze:

N. Yigit et al. (2008) Loxosceles SPIDER BITE IN TURKEY (Loxosceles rufescens, SICARIIDAE, ARANEAE). J. Venom. Anim. Toxins incl. Trop. Dis., , 14, 1, p. 179

Young, A. (2001) Comparison of enzymatic activity from three species of necrotising arachnids in Australia: Loxosceles rufescens, Badumna insignis and Lampona cylindrata.” Toxicon 39, no. 2-3: 391-400.

FARACE, F, M LISSIA, A MELE, D MASIA, and C RUBINO. (2006) Local cutaneous arachnidism: a report of three cases and their management.” Journal of Plastic, Reconstructive & Aesthetic Surgery 59, no. 2: 197-201.

Monteiro, C. (2002) Isolation and identification of Clostridium perfringens in the venom and fangs of Loxosceles intermedia (brown spider): enhancement of the dermonecrotic lesion in loxoscelism.” Toxicon 40, no. 4: 409-418.

Cordes, Matthew H J, and Greta J Binford. (2006) Lateral gene transfer of a dermonecrotic toxin between spiders and bacteria. Bioinformatics (Oxford, England) 22, no. 3: 264-8.

Published by tupaia on novembre 22nd, 2010 tagged Aracnidi, invertebrati, malattie, notturni, predatori, rari


33 Responses to “Tutti i ragni sono velenosi, ma alcuni sono piu’ velenosi di altri: il ragno violino (Loxosceles rufescens)”

  1. Salute e Medicina » L'orologiaio miope » Tutti i ragni sono velenosi, ma alcuni sono … Says:

    […] Continua la lettura con la fonte di questo articolo:  L'orologiaio miope » Tutti i ragni sono velenosi, ma alcuni sono … […]

  2. Yossarian Says:

    E’ BELLISSIMO. Non il ragno, ma il post…

    L’ho letteralmente divorato.

    Interessantissimo.

    Applausi.

    Per curiosita’, tu hai elencato i due tipi di veleno dei ragni: di che tipo e’ quello del famigerato e temutissimo ragno australiano detto “funnel web-spider”?

    E infine: ok, per fortuna non puo’ sopravvivere in UK, ma esistono ragni velenosi in Inghilterra?

  3. tupaia Says:

    Yossarian: per questo commento hai appena vinto un’altra porzione di tiramisu’ :D
    Riguardo le domande: i funnel web spiders mi pare di capire che abbiano entrambi i tipi di tossine, poiche’ come sempre si tratta di cocktail di diverse sostanze. Tutti i ragni sono velenosi, si tratta di vedere quanto. Non ci sono ragni letali in UK, San Giorgio sotto forma di ultima glaciazione pare abbia fatto un buon lavoro da quel punto di vista.
    Qualcuno pero’ se provocato puo’ mordere. Dysdera crocata ad esempio, che avevamo nella casa di Archway, quella infestata, se morde da’ l’effetto di una puntura di ape, o di orticaria, che dura un paio di giorni, ma con me si sono sempre comportati bene.
    Sagestria florentina ha un morso molto doloroso, ma il dolore passa in qualche ora. E’ riportato a Londra ma non l’ho mai visto (E’ grosso, si nota se lo si vede).
    Steatoda nobilis e’ del gruppo delle false vedove nere. E’ originario delle Canarie ma si e’ naturalizzato nel sud dell’Inghilterra, arrivando con le banane. Questo se morde puo’ dare molto fastidio, e’ molto doloroso, l’arto morso si gonfia, perde un po’ sensibilita’, sintomi tipo influenza, ma il tutto passa in qualche giorno.
    Considera comunque che e’ piuttosto improbabile essere morsi dai ragni. Nella casa a Finchley, specie in autunno, c’era il festival dei ragni e io li ho sempre catturati per portarli fuori, mai ricevuto un morso.

  4. claudio Says:

    sarò monotono, ma io gli avvistamenti li faccio sempre quando sono in vacanza in sardegna :-D e ho esperienze anche sui ragni: spesso ne trovavo alcuni davvero grossi! uno addirittura era grande quanto il palmo della mia mano e peloso, striato di bianco e marrone…davvero impressionante pareva una tarantola ma con un addome molto più piccolo. li trovavo spesso nascoti nei cassonetti della spazzatura o in tane alla base dei cespugli

  5. Formalina Says:

    Complimenti, articolo molto interessante!
    La prossima volta che vedrò una ferita necrotica inserirò nella diagnosi differenziale anche “esiti di morso di Loxosceles rufescens” alla voce “Curiosità improbabili”… =)

  6. tupaia Says:

    Formalina: ehm, _quasi_ tutti i medici non capiscono niente di ragni ;-P

  7. Landolfi Says:

    Complimenti, ormai scontati.

    Mi pare che sia proprio di Loxosceles che parla Kary Mullis nel suo bellissimo “Ballando nudi nel campo della mente”. Racconta di essere stato morso anche in viso e di essersi curato con… la penicillina.

    (Boh, il periodo sopra non mi suona giusto ma non trovo l’errore…)

  8. fuurio Says:

    in Sardegna c’è la mitologia di un ragno pericolosissimo chiamato “argia”: penso potrebbe essere il tuo ragno violino.

  9. Franco Casini Says:

    La presenza di batteri particolari sui cheliceri dei Loxosceles è in parte da imputare al fatto che il regime alimentare di questo genere è, almeno parzialmente, costituito da insetti già morti da tempo.

    Loxosceles rufescens è in realtà piuttosto comune e diffuso, ma il bassissimo profilo e la scarsa attività gli consentono di passare generalmente inosservato. L’ultima volta che ho riordinato la mia insect-room ne ho trovati ben 4 esemplari.

  10. falecius Says:

    Non riesco a vedere nulla che assomigli sia pur vagamente ad violino.

    OT: Tupaia, sai nulla di una “teoria” secondo cui gli uccelli si sarebbero evoluti dai serpenti?
    Nel senso, a me sembra il tipo di idea intorno a cui si può dibattere solo il numero di birre necessarie a concepirla, ma l’ho letta su un articolo inviatomi da un amico che di scienza saprebbe anche più di qualcosina.
    E poi, sempre OT, su un libro di critica della fantascienza ho letto un accenno ad un insetto che avrebbe un apparato boccale di 28 cm. Anche questa mi suona nelle categoria “birre e refusi”, ne sai nulla?

  11. tupaia Says:

    Falecius: non ne so niente, mi sembra strano pero’. Il serpente piumato dei maya? Questo articolo da che fonte proviene?
    Anche per l’insetto non ho mai sentito questa cosa.

  12. Mario Says:

    Falecius: le ultime cose che mi è capitato di leggere sull’argomento origine degli uccelli, erano dei ritrovamenti fossili che confermavano l’ipotesi tradizionale di una discendenza dai dinosauri terapodi. Pare che negli ultimi anni si siano ritrovate diverse specie di tali dinosauri bipedi, di piccole dimensioni e dotati di penne, anche se sicuramente non volatori. Questo confermerebbe l’ipotesi che l’origine delle penne sia legata principalmente a funzioni di termoregolazione; se poi si impara ad usare gli arti anteriori come “radiatori”, aprendoli e chiudendoli per dissipare o conservare il calore… la superficie radiante diventa sufficiente per consentire anche qualche planatina… il gioco è fatto.
    Inoltre, gli uccelli dovrebbero essere per forza derivati da rettili già dotati di movimento pendolare degli arti “avanti-dietro”, come appunto i dinosauri, e non dal tipo di locomozione più antico con avanzamento laterale degli arti accompagnato da oscillazione laterale della colonna vertebrale (tipo coccodrillo, per intendersi), dal quale il modo di muoversi dei serpenti sembra discendere in modo lampante.
    Scusate la prolissitudine.

  13. Giù Says:

    Complimenti!!!
    segnalo sporadici avvistamenti sul lago Maggiore di
    Loxosceles sp. ma secondo me vengono mangiati da Zoropsis sp. di cui ne ho un paio di bancali in casa, e ogni sera mi trovo una femmina gravida sulla testata del letto, non sono così “letali” ma assicuro che il loro morso non è piacevole :-)

    Giù

  14. fabristol Says:

    Per Fuurio

    L’argia è un’altra specie ed è endemica della Sardegana

    http://sardegna.blogosfere.it/2006/09/il-ritorno-dellargia.html

  15. Matt Says:

    Opporca miseriaccia: questi ragni li conosco bene, negli ultimi tre anni ne ho contati almeno 5 in casa mia, avvistati sul soffitto (ho abbassamenti in cartongesso su tre stanze), nelle scale e uno (orrore!!) uscito dal cesto della biancheria sporca in bagno proprio di fronte a me mentre ero occupato in…seduta!

    Grazie per le informazioni e soprattutto per l’attacco aracnofobico che mi hai scatenato! ;)

  16. Silvia Says:

    Grazie per la tua visita, io leggo i tuoi post da molto tempo ormai e li trovo straordinari! Terrò da parte il tuo consiglio sullo scoiattolo americano… a dir la verità ci sono così tanti animali che vorrei realizzare… vedremo cosa ne uscirà! Complimenti ancora!
    Silvia

  17. faccio bene ad aver paura dei ragni « Vite da panda Says:

    […] A tutti quelli che mi deridono per la mia forma lieve di aracnofobia, suggerisco di leggere il seguente articolo a proposito di un piccolo ragno italiano molto diffuso: http://www.lorologiaiomiope.com/tutti-i-ragni-sono-velenosi-ma-alcuni-sono-piu-velenosi-di-altri-il-… […]

  18. Prozac Says:

    Da cartina pubblicata vedo con piacere che detto Aracne preferisce le zone calde a quelle fredde. Fortuna vuole che abito in Piemonte…..w il freddo :)

  19. danilo Says:

    Sì, lo pensavo anch’io, prima di far caso a quel cazzo di triangolino proprio lì in mezzo alla padania…

  20. Veronica Says:

    fuurio Says:
    novembre 22nd, 2010 at 9:58 pm

    in Sardegna c’è la mitologia di un ragno pericolosissimo chiamato “argia”: penso potrebbe essere il tuo ragno violino.

    Errato,l’argia è il soprannome della Vedova Nera italiana,ovvero la Malmignatta.e purtroppo non è una leggenda.
    la puntura è seriamente,molto pericolosa,se punge sono c***i amari. leggete su wikipedia in caso vogliate info.
    ma non vive nelle case,detesta la vicinanza dell’uomo :)
    vive spesso sotto i sassi,nascosta,o comunque in spazi aperti lontano dagli esseri umani,che mal sopporta.
    tornando al ragno violino, non è aggressivo ,preferisce fingersi morto o scappare,ma c’è da stare veramente attenti,anche a schiacciarlo.
    su internet si trovano anche testimonianze purtroppo delle conseguenze dei morsi.

    comunque occhio alle specie innoque che “possono essere confuse” per i loxosceles =)
    se avete dubbi informatevi,in ogni caso ad esepio i “Tegenaria Parietina” assomigliano un pochino in aspetto ai loxosceles,ma visti da vicino sono nettamente differenti e niente macchia sulla testa :) inoltre il ragno violino tesse delle tele irregolari,mentre il Tegenaria fa delle tele molto compatte,tipo “lenzuolone” :)
    prima di accopparli,occhio che non siano innoqui :) va beh,chi ce la fa..

  21. Veronica Says:

    http://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=17743

    aggiungo articolo in un forum da una persona che purtroppo è stata punta dal ragno violino e seguono commenti ed informazioni varie

  22. Ilenia Says:

    Ma io che vivo in Sardegna e passo la vita a fare escursioni e mi ritrovo nella mia piccola igloo circondata di ragni con cui convivo pacificamente sto in verità rischiando di lasciarci le penne? che annnnsia

  23. Leo Says:

    Ho avuto recentemente notizia di un caso di morso di ragno violino a Como. Ho potuto vedere anche le foto della lesione.

  24. Francesca< 3 Says:

    OMG!!! It’s orrible…
    è impressionante… BLEAH!

  25. alessia dessi Says:

    amo questo post sei molto brava\o mi e serito molto per una miaricerca graie e te o preso 8 e mezzo grazie ancoraaaaa

  26. Davide Says:

    Io sono stato morso da un ragno violino e mi sono accorto di qualcosa che non andava solo dopo 3 giorni. Mi grattavo e la pelle si rompeva come le bolle di una scottatura. Ho notato due buchini in un buco della ferita. Sì perchè mi si è formato un piccolo vulcano proprio dove c’è il morso. Tutto intorno avevo un livido violaceo come quello in foto gonfio e dolorante. Non pensavo fosse un ragno. Ho provato a disinfettare con il BETADINE ma non faceva nulla. Dopo mi hanno consigliato il GENTALYN BETA. E’ una crema specifica per le punture di insetti. Ha funzionato e in pochi giorni la ferita si sta rimarginando. Il dolore è scomparso e ora c’è qualche crosticina. Spero di essere stato d’aiuto a qualcuno. Ciao a tutti e complimenti per il post

  27. luca Says:

    bell’articolo!
    ho letto il libro “ballando nudi nel campo della mente” di kary mullis, e racconta di essere stato morso da questo ragno in più parti del corpo, anche sul naso, e dopo una settimana di dolore e delirii, ha preso la pennicillina ed è guarito. dite che sia stato solo fortunato o è possibile una tale guarigione?

  28. Mario Says:

    Scusate avevo sbagliato link :-)

    Ecco quello giusto:

    http://best5.it/post/i-ragni-velenosi-piu-pericolosi-del-mondo/

    Ciao
    Mario

  29. Maria Says:

    che brutta cosa….e ne sono venuta a conoscenza in uno dei modi peggiori…un amico, evidentemente allergico, ci ha perso il pollice a causa di questo malefico ragnetto….1 mese di terapia intensiva e poi amputazione x evitare di perdere TUTTA la mano….brrrrutto, brutto!

  30. pietro Says:

    Non é vero non tutti i ragni ci sono velenosi c’é ne sono anche non velenosi

  31. Daniela Says:

    Salve ho trovato un ragno sulla mia pianta mangiafumo non l ho mai visto prima volevo sapere che ragno è è se è velenoso grazie vi posso inviare foto

  32. lorenzo Says:

    Salve. Volevo segnalarvi un’altra zona in cui sono stati trovati ben 7 esemplari del “simpatico” ragnetto”(cosicché possiate aggiornare ulteriormente la vostra mappa).. che é la seguente: zona industriale villazanta/ comune di serrenti/ provincia di cagliari, se vi interessa ho le foto

  33. VedovaNera Says:

    Alla Cortese Attenzione della
    Dott.ssa Lisa Signorile

    Oggetto: Presenza di Latrodectus in Sicilia

    Buon giorno;

    Pongo alla Sua attenzione di studiosa un quesito che, nonostante i miei diversi tentativi, non ha trovato ancora risposta.

    In più occasioni, in diversi documenti, più o meno scientifici, ho trovato riferimenti sulla presenza del Latrodectus in Sicilia, senza però ulteriori esplicitazioni né di tempo, né di luogo. Si dice che il Latrodectus tredecimguttatus, tra le altre regioni, esista pure in Sicilia: dove? Chi l’ha visto? Quando è stato visto? Niente di tutto ciò nei materiali che ho avuto tra le mani.

    Avete informazioni in merito all’argomento, o avete tra i vostri aderenti qualcuno con cui poter prendere contatti per una migliore informazione sulla presenza del ragno in Sicilia?

    Grazie per la collaborazione.

    Distinti saluti.

    [Contraria-Mente]

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