Sulla caccia – esternazioni dal profondo

Non mi faro’ molti amici con questo post, ma questo non dovrebbe cambiare la mia situazione piu’ di tanto.

E’ solo che ultimamente ho questo bolo che non riesce ad andare giu’, allora cerco di farlo risalire dicendo fuori dai denti quello che penso sulla caccia.

Il mio problema con la caccia, ad essere precisi, sono i cacciatori. Non necessariamente i singoli individui, ovviamente, ma la massa.

Il termine “cacciatore”, mi si dira’, ha molte sfumature per cui non si puo’ fare di tutte le erbe un fascio. Verissimo. Allora guardiamole queste sfumature.

Abbiamo dentro i nostri geni un milione di anni di selezione naturale come cacciatori-raccoglitori, che certamente 10.000 anni da agricoltori  non sono stati sufficienti a rimuovere. Il cacciatore-raccoglitore tradizionale caccia con archi, frecce e lance, come tutt’ora fanno i Koi-San o i Pigmei. Anche fionde e cerbottane vanno bene all’occorrenza, magari con dardi avvelenati, come gli Yanomami, o trappole costruite con mezzi di fortuna. Passa la vita nelle foreste o pianure in cui va a caccia e conosce e rispetta l’ambiente che lo circonda come o meglio del miglior naturalista professionista. Non uccide piu’ animali di quelli che riesce a consumare e spesso venera la preda con un senso di misticismo religioso, come i tanti affreschi rupestri lasciatici dai nostri antenati testimoniano. Il cacciatore-raccoglitore e’ un uomo coraggioso. Sa benissimo che le sue prede possono ucciderlo e che un cinghiale ferito che si rivolta contro di lui non gli lascera’ scampo, poiche’ per colpire la sua preda con le armi di cui dispone si deve avvicinare ad una distanza tale da non consentirgli la fuga. Se il cacciatore-raccoglitore passa la prova per diventare adulto e’ perche’ ha dimostrato di saper sopravvivere nella foresta, o perche’ ha dimostrato di saper sopportare il dolore o la paura o la stanchezza, abilita’ che gli serviranno nella caccia. Un cacciatore che sopravvive sino all’eta’a dulta e che e’ bravo nel suo mestiere e’ un uomo rispettato dalla tribu’, che sa di poter contare su di lui nei momenti peggiori. Il suo status sociale quindi e’ alto e l’uomo merita di essere rispettato.

hunter_gatherer_cartoon.gif

“Ehi, io sono il cacciatore, tu dovresti essere la raccoglitrice!” “Ma lui stava sulla roba che volevo raccogliere”. Vignetta da: Bizarro.com

Il cacciatore medio moderno italiano di professione (800.457  cacciatori patentati nel 2002 ben distribuiti tra Nord, Centro e Sud) fa il commercialista o, nel migliore dei casi, l’allevatore di bestiame. Non e’ mediamente in grado di distinguere una marzaiola da un’alzavola e vive in citta’ o in paese. Si reca nei boschi solo durante la stagione di caccia, e mediamente non conosce il territorio in cui si muove. La sua arma e’ un fucile di precisione con mirino telemetrico con una portata di almeno 900 m (Remington 700 per la caccia al cervo), se va a caccia di animali grossi e potenzialmente pericolosi, come appunto un cervo. Come dice il sito della Beretta, “sono armi che hanno la capacità di fermare la preda con il notevole potere d’arresto del primo colpo, assicurando la disponibilità immediata di un potente secondo colpo in caso di necessità”. Ha con se una muta di cani che gli stana la preda e la spinge verso di lui, o che la fa alzare in volo, o che gliela riporta se cade in un posto scomodo come l’acqua di una palude. Si costruisce comodi capanni di caccia in cui aspettare non visto la preda. Non va mai o quasi a caccia da solo, di solito e’ accompagnato da un guardiacaccia (che almeno conosce il territorio, cosi’ il commercialista non si perde) che gli indica a cosa sparare e quando, mentre lui si limita a fare del tiro al bersaglio ad un capriolo spesso attirato con il sale. Lo scopo principale della caccia non e’ procurarsi da mangiare (i 10.000 euro e passa che ha speso tra fucile, licenza, equipaggiamento e cani gli consentirebbero di pasteggiare lautamente), ma di vantarsi con gli amici al bar. Lo status sociale che guadagna si limita ad una cerchia di 15 altri cacciatori semi-ubriachi. Della preda non gli importa nulla ma spara sino a che il carniere non e’ pieno anche a costo di regalare le prede perche’ lui mangia solo bistecca di Angus argentino, ma desidera portare a casa un trofeo. Negli assoluti limiti della legge, per carita’. E’ solo che le leggi a volte le trova un po’ restrittive, allora perche’ non modificarle grazie agli opportuni appoggi politici del commercialista di cui sopra? E quindi compaiono perle cole la legge Orsi (per fortuna fermata) o l’articolo 38 che modifica la legge 157 eliminando i limiti di caccia dal 1 settembre al 31 gennaio (questo sembra che passera’ indenne, il Parlamento deve pur dare un contentino ad alcuni suoi membri dall’animo “verde” ogni tanto, in fondo, e se l’ISPRA non e’ daccordo che se ne frega di quelle teste d’uovo?).

aikon.jpg

Se vi siete mai chiesti che effetto fa essere impallinati da un Benelli chiedetelo ad Aikon, un dolcissimo cagnolino che ha avuto come unica colpa la sfortuna di abitare accanto ad un cretino armato che sfoga le sue frustrazioni venatorie sparando ai cani sul monte Bondone, a due passi  da Trento. Aikon per fortuna si e’ salvato e il “cacciatore” e’ stato incriminato (accidentalmente e per un altro reato, mancando le prove per Aikon, ma vabe’, hanno fregato cosi’ anche Al Capone). Grazie a Karol Tabarelli de Fatis per la storia e la foto di Aikon.

Poi c’e’ il cacciatore della Domenica, quello che caccia appunto di Domenica anche se non si puo’ (?) perche’ lui e’ al di sopra delle leggi. Ho conosciuto un tale che ha pasteggiato per molti anni a base di fenicotteri rosa grazie alle sue abilita’ di cacciatore della domenica, appunto, e quando l’eta’ avanzata ha cominciato ad impedirgli di praticare questo suo hobby innocente ha appaltato l’attivita’ ad un amico. Il cacciatore della Domenica caccia in genere da solo, conosce bene il territorio perche’ spesso fa l’agricoltore nei paraggi e spara quando quelli che pagano la licenza stanno a casa, in modo che nessuno lo veda andare per boschi. A volte va a caccia quando la legge glielo consente, opportunamente munito di licenza, e senza licenza quando la legge non glielo consente. Tanto visto il numero di guardiacaccia presenti sul terriotrio nazionale (0.8 guardiacaccia, tra volontari e non, in rapporto ai cacciatori effettivamente presenti e distribuiti su 1000 ha, dati ISTAT, 2002), si e’  matematicamente certi di non essere sgamati. Ad essere precisi, tecnicamente ci sarebbero 226 cacciatori patentati per ogni guardiacaccia professionista, secondo i dati ISTAT del 2002, i piu’ recenti consultabili).

Poi c’e’ il cacciatore senza fucile, quello che caccia coi sistemi di suo nonno.  Bene, mi direte voi, qualcuno che torna alle origini e alle tradizioni degli antenati cacciatori-raccoglitori. Ma neanche per sogno, vi direi io, siamo nel XXI secolo e degli antenati non frega niente a nessuno, conta la moneta. Mi riferisco ai signori muniti di archetto, vishio e reti che prendono gli uccelli di passo. Quest’anno sono stati beccati quelli sardi (la notizia sta facendo il giro del mondo perche’ e’stata ripresa da giornali di portata internazionale tipo BBC Wildlife), ma  non e’ che nel resto d’Italia sia meglio. E questo solo per gli uccelli, senza contare i mammiferi.

[OMISSIS: FOTO DI UN PETTIROSSO CATTURATO CON UN ARCHETTO: MI FACEVA IMPRESSIONE]

Io non  riesco a provare nessun rispetto per questa gente. Neanche per quelli che rispettano le leggi anche se poi le vogliono modificare, se e’ per questo.

Mi diranno i cacciatori, certamente, che il prelievo degli ungulati e’ necessario perche’ non ci sono abbastanza predatori. Vero, non saro’ io a negarlo. Sfortunatamente neanche un ufficio regionale efficiente come quello del Piemonte e’ in grado di fornire dati sui censimenti degli ungulati, o le tecniche di censimento, in modo da stabilire scientificamente la quota del prelievo venatorio. Ci sono troppi cinghiali e vanno abbattuti. D’accordissimo. Ma quant’e'”troppi”? Com’e’ che quando bisogna proteggere le specie a rischio bisogna portare dati alla seconda decimale, e quando bisogna fare gli abbattimenti si portano i dati MCMC (che non sta per “Markov Chain Monte Carlo methods”, ma per “Mezz’alla Cazzo e Mezz’a Capocchia”)? E non mi pare che il prelievo dei germani reali, o dei chiurli, o delle lepri, sia altrettanto necessario, quindi questi come si giustificano, visto che le associazioni venatorie pretendono di essere quelle che controllano e regolano gli ecosistemi?

hunters450.jpg

Orgogliosi cacciatori mostrano le loro oche delle nevi in un campo pieno di… oche delle nevi. Foto da: basspro.com

Ma le riserve di caccia (1.260.744 ettari nel 2006, sempre secondo l’ISTAT), proteggono effettivamente gli ecosistemi, mi si dira’, che altrimenti sarebbero terreni destinati a scopo agricolo dai proprietari. Quindi per proteggere un ecosistema e’ necessario sacrificare alcuni anelli della

catena. E questo in base a quale dato ecologico e’ vero? Se il proprietario della riserva guadagna dai cacciatori o dalla coltivazione del fondo, non potrebbe guadagnare magari dall’ecoturismo, senza danni per nessuno? Una Nikon D90, che mi e’ stata alla fine regalata da un caro amico che legge questo blog e che ringrazio qui ufficialmente, costa 800 euro (le donazioni ricevute son bastate per un obiettivo, ringrazio qui ufficialmente anche i generosi sottoscrittori). Un fucile da caccia costa sicuramente altrettanto se non di piu’, anche se non ho idea di quanto. Certo, le foto non si mangiano, ma di sicuro rimangono piu’ a lungo di un’allodola spappolata, che non e’ che abbia tanta piu’ carne da mangiare di una foto. E’ solo che gli amici al bar riderebbero se gli si presentasse la foto di un beccaccino. In questo consiste oramai la caccia.

L’unica eccezione che posso fare, e’ per quella minoranza di cacciatori che sparano al coniglio (uno) o al germano, senza cani, tornano a casa e se lo mangiano per cena. Ma quanti cacciatori cosi’ ci sono, visto che una cena a base di un selvatico ogni tanto non giustifica l’ingente costo di tutta l’attrezzatura e della licenza? Eppure, se tutti i cacciatori fossero cosi’ questo post non avrebbe avuto ragione di essere scritto, e cosi’ pure l’Articolo 38.

Published by tupaia on febbraio 7th, 2010 tagged riflessioni, Varie ed eventuali


35 Responses to “Sulla caccia – esternazioni dal profondo”

  1. Yossarian Says:

    Non so se ti farai amici, ma sicuramente con me, non ti fai un nemico.

    Sono d’accordo. E non sono un
    “fondamentalista” dell’ALF (Animal Liberation Front), un vegetariano o un animalista sbroccato come credo tu sappia bene.

    Non vieterei la caccia , non mi pare che fagiani e cinghiali corrano rischi di estinzione, e non demonizzo i cacciatori, tuttavia se mi verra’ chiesto cosa penso della caccia…be’ mi rifaro’ a questo post.

    Grazie da uno che ama moltissimo gli animali, e che per questo non e’ giusto che si becchi dello sbroccato fanatico, ogni volta che sottolinea le incongruita’ della caccia, ripeto, pur non volendola vietare.

  2. Marco Ferrari Says:

    Quindi dai nematodi, ai parassiti, alle mosche ominivorax agli animali più orrendi siamo passati addirittura ai cacciatori? Non ti sembra di esagerare con le “creature strane, a volte brutte e poco simpatiche”? (direi decisamente poco simpatiche).
    Per favore, la prossima volta parla del Marburg, grazie.

  3. tupaia Says:

    Marco: ROTFL
    Il Marburg e’ OT perche’ e’ un virus :-P

    Yossarian: grazie :)

  4. fabristol Says:

    A volte, anche se si conoscono i bracconieri, non si può fare niente. Se li denunci ti puoi trovare una fucilata alla porta di casa o all’auto o peggio ancora il tuo cane squartato dalla “leppa”.

  5. Networm Says:

    Eh no!
    Hai arlato del virus dell’influenza e mo (per favore) parli anche del Marburg! E te lo chiede uno che ha chiamato il suo gatto Ebola.

  6. mariof Says:

    Fra i tanti difetti citati, aggiungerei la maleducazione e la supponenza. Oggi è impossibile rimettere ad armi pari cacciatori e prede, mi accontenterei di un bel numero stabilmente affisso ai giacconi mimetici e chiaramente visibile da congrua distanza.

  7. Networm Says:

    mariof, non dimenticare la scritta “PIRLA” tatuata sulla fronte ^^

  8. falecius Says:

    Tupaia: concordo.
    In generale sono contrario alla caccia, sebbene riconosco che in alcuni casi possa essere permessa laddove la scomparsa dei predatori compromette l’ecosistema (penso ad esempio a certi casi di infestazioni di cinghiali).
    Posto che si tratta di ecosistemi non “naturali” nel senso che non credo esistano posti in Europa Occidentale dove l’impatto della presenza umana sull’ambiente non sia importante e continuo da secoli o millenni.
    Gli equilibri ecologici sono sempre “artificiali” (mi scuso per i termini impropri: l’uomo non è una cosa diversa dalla natura e contrapposta ad essa ma una suo componente) nel senso che l’uomo ne è comunque agente costitutivo. Credo che questo valga ormai per la maggior parte del mondo, di sicuro per l’Italia.
    Va be’, sto andando OT.

    Io la psiche del cacciatore (o dello spettatore di corrida, se è per questo) fatico davvero a capirla. E mi riferisco alla doppietta italiana, non allo Yanomami che caccia le prede per mangiarle.

    Sul rispetto dell’ambiente da parte del cacciatore-raccoglietori, anche se sostanzialmente hai ragione, ti inviterei a non cadere nel mito del “buon selvaggio” :). Come penso tu sappia, si sospetta una forte correlazione (che però mi risulta smentita da uno studio recente relativo al Nordamerica) tra l’attività dei cacciatori alla fine dell’era glaciale e l’estinzione della megafauna. Tu stessa hai parlato dell’Aepyornis e di altri casi di estinzione causati (almeno in parte) da cacciatori-raccoglitori umani.

  9. lordbyron Says:

    senza contare che i geni ogni tanto si sparano reciprocamente in c**o.
    e io, che sono antipatica, fondamentalista e vegerariana (quasi vegan, oramai), reprimo un sorriso.
    byronofrochdale

  10. Marco Ferrari Says:

    @falecius ha ragione. La maggior parte delle estinzioni di megafauna insulare (Nuova Zelanda, Madagascar, Hawaii eccetera) sono avvenuta per colpa dei selvaggi. Anche se la storia è complessa, perché in ambienti molto difficili (foreste tropicali) la fauna stessa riesce a resistere alla maggiore efficienza di caccia dell’uomo. E a volte c’è in effetti in feedback tra caccia e diminuzione delle prede – cosa che non esiste nella nostra odierna “”cultura”” venatoria.

    P.S. Hanno sparato nella schiena a un altro. Un conte credo, tipo Guastardo della Radica…

  11. tupaia Says:

    Falecius: indubbiamente il “buon selvaggio” tanto buono non e’. Sospetto pero’ che il grosso dei danni “recenti” sono piu’ dovuti al taglia e brucia (e quindi ad agricoltori) che a cacciatori. Sicuramente e’ cosi’ in australia e Madagascar. Non che i cacciatori neolitici non abbiano le loro responsabilita’, ma insomma mi sembrano dei dilettanti in confronto ai cacciatori moderni, se non altro per una semplice questione di armi utilizzate. Considera che in Nuova Zelanda, ad esempio, c’era gia’ un trend di estinzione dei grossi uccelli da prima che arrivassero i cacciatori, e non si sa che percentuale di contributo abbiano apportato gli umani nella estinzione della megateriofauna pleistocenica americana, Non c’e’ niente di provato che sia colpa della caccia (si pensa infatti piu’ che altro a malattie portate dagli animali)

  12. tupaia Says:

    Networm: anche io avevo in foster care una micia di nome Ebola tempo fa! :)

  13. falecius Says:

    Per Tupaia: infatti ho scritto “si sospetta una forte correlazione”… non “è assolutamente sicuro che”.
    :)

  14. Marco Ferrari Says:

    @tupaia mi citi articoli recenti sull’estinzione delle megafaune? Sapevo che specie per quella pleistocenica americana c’erano dei dubbi (anche se alcuni calcoli giustificavano l’ipotesi) ma ero abbastanza certo della responsabilità della caccia o persecuzion diretta in Madagascar, nelle Hawaii e in Nuova Zelanda (moa in particolare). Sono curioso.
    Che poi i cacciatori moderni, lasciati a loro stessi, estinguerebbe anche le mosche, non c’è dubbio alcuno…

  15. Formalina Says:

    …quando un filmato vale più di mille parole! =D
    http://www.youtube.com/watch?v=CWD6xrNlaKE

  16. tupaia Says:

    marco: cerco info recenti appena ho il tempo per organizzarle. so di aver letto della roba in proposito in tempi recenti ma chissa’ dove. sulle hawaii hai ragione, comunque.

  17. Paolo Says:

    Hai dimenticato il tipo più importante di cacciatore, quello che giustifica l’esistenza della caccia, ovvero il cacciatore-agricoltore.

    Costui se ne frega beatamente della possibilità di cacciare, o quantomeno sa che non è con un fringuello che si sfama, per cui si presenta nelle vigne e terrei altrui (dove gli è consentito di entrare: sì, tu sei a casa tua e vedi uno che passeggia nel cortile armato di fucile, e ti devi pure stare zitto) dicevo nelle vigne altrui con grandi e capienti buste della spesa, utili per prendere mele, pere, albicocche, ciliegie, fichi (i fichi pare piacciano moltissimo), un po’ d’uva se c’è (però quella da tavola, siamo delicati di stomaco), pomodori, patate (pure le patate, con tutto che stanno sottoterra), carote (un po’ di odori per fare il sugo), tanto che tu prima hai un albero fiorente di frutta, poi trovi delle orme di cacciatore e l’albero si è svuotato.

    Purtroppo la legge impedisce di sparare a vista, ed è un peccato. Ma i cacciatori sono in massima parte dei ladruncoli.

  18. Cachorro Quente Says:

    I cacciatori in genere utilizzano come giustificazione il fatto che è meglio per una bestia vivere in libertà e venire seccata da una fucilata, che non passare la vita stipata in un allevamento per poi venire macellata.

    Ineccepibile, ma la caccia non è sicuramente in grado di supplire alla domanda mondiale di carne animale, e certo i cacciatori non si nutrono solo di lepri di selvaggina.

    Se ci sono delle persone che si divertono così, “utilizziamole” per smaltire cinghiali o altre bestie che si riproducono senza controllo, ma cerchiamo di evitare che le lobby pro-caccia si impadroniscano del parlamento.

  19. tupaia Says:

    Paolo: penso che quelli che descrivi si adattino perfettamente alla definizione di “cacciatore-raccoglitore”. Ora bisogna solo fargli capire, con 10.000 anni di ritardo, il concetto di proprieta’ privata :)

  20. KTF Says:

    Ciao Tupaia, forse in questo spazio posso postare alcune cose di stretta attualità (se non è il luogo adatto, scusami e cancella).

    Dimenticavo, aimè di domenica si può cacciare (il silenzio venatorio cade di martedì e di venerdì, per chi vuole rispettare la Legge).

    Il Ministro Brambilla si oppone alla cancellazione dei limiti del calendario venatorio, continuiamo a manifestargli le nostre idee scrivendogli a:
    http://www.michelavittoriabrambilla.it/index.php?option=com_contact&view=contact&id=1&Itemid=16

    sia direttamente con
    brambilla_m@camera.it

    Scriviamo anche a:
    segr.ufficiostampa@minambiente.it
    ufficiostampa@politicheagricole.gov.it
    uff.stampa@politichecomunitarie.it

    Sondaggi sulla caccia:
    http://notizie.virgilio.it/community/dilatua/risultato.html?1883
    http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsvota.asp?IDsondaggio=1421

    Chi ha votato a favore?
    Seduta n. 323 del 28 gennaio 2010 – Votazione elettronica n. 4
    Oggetto: Articolo 38 nel testo emendato
    L’Assemblea del Senato «vota normalmente per alzata di mano». È quanto detta l’articolo 113 (secondo comma) del Regolamento del Senato.
    Come specificato nel titolo, le votazioni elencate in questa pagina sono quelle avvenute mediante il dispositivo elettronico. Per tutte le informazioni sui sistemi di voto in vigore in Senato, vedi gli articoli del Regolamento dal 107 al 120 (Capo XIII)

  21. KTF Says:

    GIOVEDI 11 febbraio
    RAIUNO – PORTA A PORTA
    Ore 23,20

    Puntata dedicata alla caccia

    In studio:

    * GIULIANO TALLONE – Presidente LIPU
    * STEFANIA PRESTIGIACOMO – Ministro dell’Ambiente
    * FRANCO ORSI – Senatore PDL
    * GABRIELE CIMADORO – Deputato Italia dei Valori
    * NATALE EMILIO BALDACCINI

    Durante la puntata andrà in onda un servizio realizzato con la LIPU al centro recupero LA FAGIANA

    Per chi vuole seguire in diretta RAIUNO sul web:
    http://www.raiuno.rai.it/dl/RaiUno/programma.html?ContentItem-e8fb069d-512d-42d5-bf49-aad2eb9207af

  22. Matilde Says:

    Ciao, sono una Naturalista (sottolineo che non vuol dire nè ambientalista-animalista fanatica nè vegan o nudista!) e concordo più che pienamente con il tuo pensiero sui cacciatori e le loro diverse categorie, non avrei potuto esprimere il mio pensiero in maniera più precisa.
    Tra l’altro sono Sarda e mi vergogno profondamente per tutti i bracconieri che popolano, anzi direi parassitano, la mia Isola.
    Un saluto e ancora complimentissimi per il tuo blog, stupendo!!!

  23. niki Says:

    Quando vivevo in Toscana (regione che adoro) anni fa i cacciatori erano la nostra croce. Sparavano perfino dal cortile di casa nostra. Alcune volte ci sono arrivati i pallini in casa. Un’altra volta sono entrati dal nostro cancello per cacciare nei nostri campi e fermati da Orlando, il mio cane, stavano per sparargli. La volta peggiore è stata quando, entrati nel paddok della mia cavalla (che odiava i fucili) hanno sparato per spaventarla, visto che lei, giustamente li caricava.
    SOno dei barbari, degli incivili ma soprattutto pericolosi!

  24. giulia Says:

    Ci sono troppi animali perchè sono loro stessi a introdurli. Di certo non verremmo invasi dai cinghiali se non ne incentivassero il ripopolameto…

  25. KTF Says:

    giulia ha scritto:
    “Ci sono troppi animali perchè sono loro stessi a introdurli. Di certo non verremmo invasi dai cinghiali se non ne incentivassero il ripopolameto…”.

    Che l’estinzione del cinghiale italiano e il proliferare di cinghaili danubiani o ibridi con scrofe sia da attribuire alle bassezze venatorie sono d’accordo, ma stiamo attenti con certe espressioni:”Ci sono troppi animali”.

    Questo è un tipico discorso da seguace di Diana (non mi riferisco a te, giulia), riferito ad una miriade di taxa (ex-nocivi).

    Godiamoci qualcosa di bello invece:
    http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=57007

  26. tupaia Says:

    Karol: grazie per tutti i link, ho tagliato solo quelli piu’ ingombranti che e che riportano informazioni comunque rintracciabili in rete

  27. Gilberto Says:

    D’accordo su tutto. Ma da una (brava) orologiaia come te, così attenta ai meccanismi, avrei avuto la pretesa (pretesa, ahimè, si) di andare un poco a fondo. Su cosa? Sui meccanismi (profondi?) che portano tanta gente di così diversa estrazione a fare cose poco razionalmente spiegabili in termini di beneficio /costo (e rischio).
    Perchè fanno tutto questo? Perchè nonostante i costi altissimi, il disagio, il freddo, il rischio, la fatica e (mettiamoci pure) lo scarso (o negativo) effetto che ne deriva al loro status sociale? Quindi, ti ripeto: sono d’accordo con te e (con una fionda) verrei volentieri con te a caccia di …cacciatori. Ma rimane il quesito (se mi consenti) concettualmente più interessante (anche ai fini di questo (gustosissimo e a tratti bello) spazio di discussione. Perchè questo fenomeno? Che relazione ha con la storia antica dell’uomo cacciatore? Allora, arguta orologiaia, che dici a questo proposito?

    Gilberto

  28. heteroteuthis Says:

    bisogna considerare però anche il giro di affari che ruota intorno alla caccia, 2 miliardi e 700 milioni di euro all’anno che comprendono anche le tasse, le concessioni, le licenze ecc…
    Parte di questi soldi vengono investiti per coprire i danni causati dalla fauna selvatica all’agricoltura ( pensate cosa può fare un branco di cinghiali in un campo…) e per la gestione faunistica.
    il problema della caccia è molto ampio e non di facile risoluzione…certò è che una persona “evoluta” dovrebbe ricevere la stessa gratificazione dall’osservazione della natura e non dalla sua distruzione.

  29. tupaia Says:

    Gilberto: agli istinti noi Homo sapiens recenti abbiamo imparato a sovrimporre la cultura. Uno stupratore va in prigione perche’ non sa contenere i propri istinti, ma sino a non moltissimi secoli fa la prassi era ben accettata (si pensi al ratto delle Sabine, tanto per dirne uno). Sara’ anche vero, come insinui tu, che i cacciatori moderni sfidano il freddo (opportunamente vestiti con Gore-tex tre strati, maglioni in pile termoisolante, protezione wind-stop etc) perche’ l’istinto del cacciatore e’ ancora scritto nei nostri geni, ma non mi sembra una motivazione adeguata ad esseri sensati come pretendiamo di essere. Che poi, mi ricordo di una notte in cui Mr tupaia (che all’epoca mi seguiva in un censimento di lupi perche’ gli piaceva guidare il Land Rover) e’ corso eccitatissimo (a mani nude) dietro ad un povero maschio alfa terrorizzato; torno’ indietro con gli occhi che gli brillavano per l’inseguimento, e nessuno si fece male. Voglio dire, si puo’ anche andare a caccia senza sbriciolare peppole con una rosata, no?

  30. Gilberto Says:

    Come sempre: tutto giusto e tutto vero. Ma è un po’ pochino, Tupaia. E’ la stessa cosa dei “diversi piani mentali” di cui parli nell’altro post. Certo che si tratta di due piani mentali. Il problema è che entrambi debbono trovar posto nella stessa mente. O vogliono trovarvi posto. O vorrebbero. Insomma: non credo che la cultura debba (o anche solo possa)castrare pulsioni o istinti.
    Ma anche questa considerazione scivola nell’ovvio. Da uomo legato alla scienza quale sono, mi piacerebbe però saper enucleare cosa resta di arcaico nel nostro comportamento. Il significato evolutivo che ha. Il significato che possiamo dargli oggi. Consapevoli che queste cose ci sono comunque e hanno la loro importanza e con loro dobbiamo fare i conti. Vuoi farle uscire dalla porta? Rientrano dalla finestra. Il mio problema dunque è: perchè questi comportamenti? Come vanno “manovrati”?
    Grazie della pazienza.
    Gilberto

  31. tupaia Says:

    Gilberto: temo che per trovare risposte alle tue domande tu abbia bisogno di uni psicologo, non di uno zoologo

  32. Simone Says:

    Aggiungo che la cretinata che i cacciatori difendono gli ecosistemi è di un cretino da far paura! Per un paio di motivi almeno (ma se ne trovano molti di più a cercarli)
    Uno: è comunque un elemento di fastidio e stress in un ecosistema, non è che gli animali non cacciabili gioiscono nel sentire cani che corrono all’impazzata e spari di fucile!
    Due: il cacciatore che afferma di fare il lavoro di riduzione numerica e selezione naturale che facevano i predatori carnivori estinti dovrebbe uccidere animali vecchi, malati e malconci (selezione naturale) invece di quelli forti giovani e sani (esatto contrario della selezione naturale)

  33. heteroteuthis Says:

    Anche a me vien da ridere quando sento dire che i cervi o i caprioli sono troppi e quindi la caccia serve per controllare le popolazioni naturali al fine di stabilizzare gli ecosistemi…l’uomo fissa un limite 10 ad una popolazione che molto probabilmente arriverebbe a 1000 e che giungerebbe ad un “equilibrio” naturale con l’arrivo o l’introduzione di predatori naturali. Posso capire un prelievo in ambiente agricolo per salvare le colture, ma all’interno dei parchi non ci dovrebbe essere concertazione con i cacciatori (vedi concessioni venatorie per i residenti).
    Il problema è che i cacciatori sono una lobby molto potente e i loro soldi fanno gola a molti (paradossalmente anche a chi lavora per l’ambiente).

  34. Saro Says:

    Prima di tutto sinceri complimenti, anche per come scrive. Devo dire che sono d’accordo sull’argomento. Ho conosciuto cacciatori e famiglie che da generazioni portano avanti questa passione. Parlo di Maremma, di zone gremite di selvaggina o almeno di chinghiali sembrerebbe. Ho conosciuto anche chi mi ha raccontato per filo e per segno della caccia al Tasso, gli appostamenti e il fatto di diver coprire il proprio odore, le lunghe attese. Certo i racconti sono interessanti ma per chi ama e osserva la natura, anche per chi ne costringe un piccolo “pezzo” in casa propria come me, risulta anacronistica e cruda, molto sleale e dannosa la caccia, oggi, con i mezzi odierni, in presenza di un equilibrio delicato e compromesso, sopratutto se in zone antropizzate. Sollevo anche il problema della caccia subacquea, il problema è lo stesso identico, basta guardare filmati su youtube per rendersi conto di quanto è breve l’attimo di “lotta” o di “scontro” tra subacqueo e preda, una bestia di 30 chili magari che ha i suoi anni. Pescatela con una cannetta se ne avete il coraggio!

  35. tupaia Says:

    Saro, grazie per il commento, non avevo pensato alla caccia subacquea, non faccio immersioni e non ne so abbastanza, ma e’ sicuramente un contributo interessante e da approfondire!

Leave a Comment