Solifugophobia

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Un solifugo. Da: entmuseum.ucr.edu

Se pensate che i ragni siano brutti, o ne avete un immotivato terrore, e’ solo perche’ in Italia non abbiamo familiarita’ coi solifugi, che vivono tutti nella fascia tropicale in aree desertiche o subdesertiche. Altrimenti sareste probabilmente solifugofobi prima che aracnofobi.

Se riuscite tuttavia a resistere alla vista di una cosa con un numero sbagliato di zampe e vi chiedete se quello che avete davanti e’ un ragno o un solifugo, ho reparato uno specchietto comparativo tra i due ordini, Araneae e Solifugae (nonostante le somiglianze, infatti, i solifugi sono piu’ imparentati con gli pseudoscorpioni che coi ragni).

 

RAGNI

SOLIFUGI

VELENOSI

si

no

TELA

Quasi sempre

no

ADDOME

Non segmentato

segmentato (11 segmenti)

PROSOMA (cefalotorace)

unico

Articolato in due parti

Numero apparente di zampe

8

10

PEDIPALPI

Normali, vicino alla bocca

Enormi (il paio di zampe “in piu’”)

CHELICERI

Variabili

Molto grandi

OCCHI

Variabili, in genere 6-8

2, semplici

“RACCHETTE”

assenti

presenti

Complessivamente, quelle che a me sembrano le caratteristiche piu’ macroscopiche dei solifugi, sono l’addome segmentato e il torace diviso in due porzioni, una piu’ grande dal lato della testa e una piu’ piccola, che da a questi aracnidi l’aspetto di un “vitino di vespa” che nei ragni non e’ cosi’ ovvio.

Capiamoci sui termini: tutti gli aracnidi hanno dodici appendici, sei per lato. Le otto poste verso l’addome vengono usate per la deambulazione. Le due appendici piu’ vicine alla bocca vengono usate per afferrare la preda e variamente consumarla, e si chiamano cheliceri. Il secondo paio di appendici ha varie funzioni a seconda della famiglia di appartenenza e si chiama pedipalpi. Nei solifugi i pedipalpi sono cosi’ grandi da sembrare zampe, anche se non vengono usate per la deambulazione ma per percepire la preda, per afferrarla con speciali ventose poste all’estremita, per aiutarsi nell’inghiottirla e per la riproduzione, come vedremo.

Si contano al momento circa un migliaio di specie di solifugi, che formano un clade monofiletico (un gruppo i cui membri condividono un antenato comune e che include tutti i discendenti di questo antenato), suddiviso in una ventina di famiglie. Nonostante il nome (dal latino solis fugo, cioe’ che sfugge la luce del sole) non tutti (ma quasi) i solifugi sono notturni, anche se tutti tendono a scavare con i forti cheliceri buche in cui ripararsi. Una caratteristica interessante di questi animali e’ la loro celerita’. Possono spostarsi con una velocita’ pari a 53 cm/sec, che corrisponde a circa 2 km/h. Se consideriamo che non sono piu’ grandi di 10 cm, spesso molto meno, e’ davvero una velocita’ impressionante, potrebbero gareggiare con una Ferrari.

solpugid.jpg

Lo scotto da pagare per essere cosi’ veloci e’ la necessita’ di avere un elevato metabolismo, e quindi un appetito e una voracita’ famelici. Si nutrono per lo piu’ di insetti, ma alcune specie sono specializzate nel mangiare termiti. sono documentate pero’ predazioni su altri solifugi, ragni, scorpioni, lombrichi e persino piccoli mammiferi. Non avendo veleno, e vedendo poco e male, cacciano con una tecnica tutta loro. Si spostano sul terreno, spesso anche in campo aperto, o si arrampicano sulla rada vegetazione, apparentemente muovendosi a random e individuando la preda tramite il senso del tatto e le vibrazioni.

Un solifugo. Da: pandius.com

Di sicuro i pedipalpi sono coinvolti in cio’, ma sotto il quarto paio di zampe spenzolano delle strutture speciali ed uniche, che non si ritrovano in nessun altro animale, dette racchette. Si tratta di organi peduncolati con una parte terminale allargata, piu’ o meno a forma di racchetta da ping-pong, che si pensa siano dei chemiocettori, quindi coinvolti nella percezione degli odori.

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Soldati americani in Iraq giocano con dei solifugi, che gli americani chiamano camel-spider, ragni cammello. Si notino i puntini bianchi sotto il solifugo in basso: sono le “racchette”. Le dimensioni sono esagerate da una prospettiva sfalsata. Immagine da: http://www.solpugid.com/Links.htm

Una volta afferrata la preda, i pedipalpi funzionano piu’ o meno da “chele”, afferrano la preda con le ventose terminali, la rigirano e spesso l’avvinano ai cheliceri. I cheliceri, muovendosi su e giu’, aprono l’esoscheletro chitinoso della preda e il solifugo ne succhia i liquidi a preda ancora viva. Sicuramente, una morte ingrata, almeno i ragni la paralizzano prima col veleno.

La riproduzione dei solifugi e’ quantomeno curiosa. Non vorrei usare il termine “onanisti” perche’ e’ troppo antropomorfico, e neanche il termine “kamasutra“, ma rendono abbastanza l’idea.

Quando il maschio viene a contatto con una femmina adulta, apparentemente del tutto casualmente (anche se personalmente ritengo che l’incontro non sia casuale, siamo noi che ne sappiamo poco per giudicare) succede una cosa strana: al contatto coi pedipalpi del maschio, la femmina cade in uno stato di congelato torpore e si blocca. Il maschio allora la afferra e la rivolta sul dorso, poi le piega l’addome sul torace (praticamente la mette nella versione aracnide della posizione ginecologica). A questo punto il maschio con appositi uncini sui cheliceri (che, ricordo, sono vicini alla bocca) trasferisce la spermatofora, il sacchettino contenente il suo sperma, nel tratto genitale femminile. In alcune specie (Galeodidi e Solpugidi) il maschio massaggia e mordicchia delicatamente coi cheliceri l’apertura genitale della femmina per aprirla. Nel mentre emette la spermatofora dalla sua apertura genitale, la raccoglie da terra sempre coi cheliceri e la introduce nell’orifizio aperto. A questo punto richiude il foro genitale e fugge prima che la femmina esca dallo stato di torpore. Se il maschio e’ ancora nelle vicinanze quando la femmina si riprende non e’ improbabile che lei faccia un banchetto nuziale con lui, nel senso che lui e’ il piatto forte del banchetto. Cio’ comunque e’ improbabile in natura, sono cose che accadono in cattivita’ e i maschi sono in grado di fecondare piu’ femmine, sebbene sia maschi che femmine vivano poco, non piu’ di un anno in media.

Dopo una dozzina di giorni, ma il tempo cambia a seconda della specie, la femmina depone qualche decina di uova in una fessura scavata nel terreno, e in alcune specie resta a guardia delle uova fino alla schiusa. Il tempo per la schiusa varia da due giorni a due mesi a seconda delle condizioni di incubazione e le larve che ne escono sono bianche, quasi immobili e molto diverse dai loro velocissimi genitori. Occorrono diverse mute (ma non e’ chiaro quante) prima che queste bestiacce comincino a correre come adulti dietro a Speedy Gonzales.

Se volete vedere un solifugo e non vi piace viaggiare all’estero, avete qualche remota speranza di incontrarne uno andando a rivoltare pietre vicino all’ereoporto di Lampedusa, dove e’ riportata nel 1957 la segnalazione di Zavattari della presenza di solifugi del genere Biton. Dopo di allora pero’ non se ne sa piu’ nulla.

Referenze:

http://www.solpugid.com/Introduction.htm

Gli Animali. Grande Enciclopedia Illustrata. Vol. 38. Istituto Geografico De Agostini

Published by tupaia on gennaio 28th, 2008 tagged Aracnidi, invertebrati, predatori


13 Responses to “Solifugophobia”

  1. Uriel Says:

    (anche se personalmente ritengo che l’incontro non sia casuale, siamo noi che ne sappiamo poco per giudicare)
    —-

    Beh, il criterio sembra semplice: “se sviene quando le dai la mano, e’ una donna: approfittane prima che si svegli.”

    :P

    Uriel

  2. Mr. Tupaia Says:

    Quando hai dato i dati della velocità immagino intendessi dire che vanno a 5.3 m/sec, che si traduce in 19.08 Km/h…
    Per comparazione, il centometrista più veloce del mondo fa all’incirca 10 m/sec, corrispondendi a circa 36 Km/h

  3. tupaia Says:

    no, sono proprio 53 m/s, e’ che quando ho fatto la conversione in km/h mi sembrava troppo, e pensavo di aver sbagliato i calcoli. Ora correggo.

  4. danilo Says:

    Mah…Ho l’impressione che questa velocità sia riferita ad uno scatto di poche decine di centimetri. Voglio dire, sono sicuro che non un ghepardo, ma anche solo un gatto riuscirebbe e catturare un solifugo in una grande piazza pavimentata :-)
    Mi pare un tipo di informazione tecnicamente corretta ma in realtà fuorviante. Vogliamo parlare della velocità di un collembolo, o di una pulce?
    Non so…E’ che non mi immagino quella bestiaccia che percorre 53 metri in un secondo…

    Danilo

  5. Uriel Says:

    Tiupaia, scusa ma 53 metri al secondo sono 190 km/h. Io capisco che il bestio sia veloce, ma non ti sembra che sia un dato esagerato?

    Cioe’, se parliamo di un cazzotto o di uno schiaffone, ci sta pure. Intendo dire un evento limitato nel tempo e nello spazio.

    Ma che questo animale qui vada cosi’ svelto mentre corre, senza volare , mi sembra strano: o ha una densita’ pazzesca e pesa quintali, o dovrebbe avere qualche problemino aereodinamico…..

    Tieni conto che una bora molto forte fa un vento di 110 km/h e gia’ degli esseri con un certo peso e un discreto profilo aereodinamico hanno difficolta’ a determinare la propria traiettoria…..

    Uriel

  6. tupaia Says:

    Allora, avevate ragione, sono io asina in aritmetica. Si trattava di 53 cm/sec, non di m/s.

    Quindi il bestio viaggia a un *massimo* di 2km/h.
    La specie M. picta ha una velocita’ media di 1062.1 ± 593.1 m/h N = 9, range of observations, 5-100 min. Eremobates marathoni (femmina non gravida) va a 23.6 +/- 2.4 cm/s
    in entrambi i casi e’ a muzzo 1 km/h, che e’ un ordine di grandezza piu’ ragionevole

    Ho corretto nel testo, grazie per avermelo fatto notare.

  7. Alex307 Says:

    C’è un errore di fondo nelle considerazioni fatte riguardo la velocità: il fatto che 2 km/h per un animale di siffatte dimensioni NON sono l’equivalente di 2 km/h per un essere umano!!!
    Consideriamo che per un velocista di media altezza (1,70)correndo alla massima velocità la lunghezza del passo arriva circa a 130/140 cm per una velocità che si appropinqua ai 30 km/h per un totale teorico (immaginando di poter tenere quell’andatura per un’ora intera) di circa 23000 passi l’ora.
    Ora passiamo alla bestiola: un solifugo di dimensioni ragguardevoli può fare (approssimando…) 5 cm ad ogni passo quando procede alla massima velocità di 2 km/h…in 2 km fa qualcosa come 40000 passi in 2 km e quindi in un’ora! quasi 2 volte di più di un essere umano lanciato alla max velocità!
    Se per ipotesi un uomo riuscisse a muovere le gambe così velocemente (fermi restando gli altri parametri) arriverebbe a circa 60 km/h!!!

    …se non ho sbagliato i calcoli…

  8. Tom Tomburo Says:

    Scusa le domande intrufolate a caso: ho letto degli pseudoscorpioni in rete, ma in un commento da qualche parte in questo blog, ho scorto un accenno a tali “scorpioni nostrali”… non ricordo se fosse proprio questo il nome, ma google non viene in mio soccorso… che roba è? :)

  9. tupaia Says:

    Tom Tomburo: non capisco bene la tua domanda: noi in italia abbiamo sia scorpioni veri e propri che pseudoscorpioni (che sono insetti). A quale ti riferisci?

  10. tupaia Says:

    Tom tomburo: ho scritto una scemenza, gli pseudoscorpioni sono aracnidi, sorry

  11. Tom Tomburo Says:

    Ciao, scusa la dilazione temporale, ho ripreso da non molto a esplorare il tuo blog (uno dei pochissimi che frequento, insieme a qualche striscia più o meno umoristica, vedi eriadan/orso ciccione). Ebbene, ho ritrovato il commento sugli “scorpioni nostrali”, qui riportato solo nella parte in questione:

    L.M. (Leonardo Migliarini) Says:
    […]Ora io avrei anche almeno 2 o 3 storie sugli scorpioni nostrali, ma per adesso ve le risparmio_ Vi racconto solo che quando vivevo in uno scantinato umido, con le fosse biologiche di un’ala del Condominio nel mio ripostiglio, gli scorpioni nostrali erano praticamente i miei “gattini”_ Una mattina mia moglie, allora vivevamo a Firenze, si alzò e andò in cucina senza occhiali_ Io la seguii a breve per fare le solite cose di tutte le mattine_ A un certo punto lei vede un raspo d’uva spoglio buttato nell’acquaio, come spazzatura, e fa per prenderlo con la mano per buttarlo via_ Io le grido dall’altra parte della cucina e con un balzo da “ragno tigre” le blocco il braccio_ Era uno scorpione uscito dallo scarico che stava villeggiando lì_ Lei non se l’è più dimenticato_[…]

    Che cos’è uno “scorpione nostrale”? Sono io ignorante della lingua e nostrale è sinonimo di qualche termine più diffuso e gli scorpioni nostrali sono scorpioni punto e basta? Perdonate la prolissità e grazie.

  12. tupaia Says:

    Tom Toimburo: cosa sia uno “scorpione nostrale” dovresti chiederlo a Leonardo Migliarini, e’ lui che ha usato l’espressione, che io non conosco. Se non ricordo male LM vive da molti anni in sud america, magari comincia ad incrociare l’italiano con lo spagnolo come faccio io con l’inglese…

  13. Alberto il verde Says:

    Mai pensato che volesse dire “nostrani”?

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