Solidarietà

Questo blog esce una volta tanto dalla nuda esposizione di “storie di animali brutti” per esprimere un parere personale.

Piena solidarietà ai 67 professori firmatari e agli studenti per l’appello contro l’intervento del papa all’inaugurazione dell’anno accademico all’università La Sapienza a Roma.

Papa Natzinger ci ammorba sufficientemente in TV tre volte al giorno senza che l’anno accademico di una LAICA università STATALE debba cominciare sotto l’egida del capo di uno stato straniero, fondamentalista e con retrive posizioni oscurantiste e medievali in fatto di scienza ed etica.

Non si discute il suo diritto a parlare (e mi pare se lo arroghi fin troppo), ma si pretende almeno quello di replica, e non si direbbe siano previsti dibattiti ma soltanto arringhe.

Almeno, se proprio la Sapienza deve essere tacitamente prona ad accogliere delle posizioni antiscientifiche, spero che l’anno prossimo sia invitato il Mago Otelma ad inaugurare l’anno accademico, per par condicio tra la fuffa.

E spero che aumentino le borse di studio agli studenti italiani per andare a studiare in università straniere e laiche.

Published by tupaia on gennaio 15th, 2008 tagged annunci, papa


46 Responses to “Solidarietà”

  1. Marco Says:

    Non avresti potuto dirlo meglio.

  2. Giulio Says:

    Il pastore tedesco ha mollato la presa!!!
    Bene

  3. restodelmondo Says:

    Amen. Se penso che il MP di Cambridge (o era Oxford? diamine…), un conservatore, si è dimesso per non avere sulla coscienza l’incontro degli studenti con il negazionista Irving e il leader del British National Party…

    [Marco Cagnotti, CH? Quello a cui passai gli appunti di Algebra nell’ingresso del Collegio Nuovo – non so più quanti anni fa? Il mondo è piccolo…]

  4. Mr. Tupaia Says:

    Restodelmondo: era Oxford. Era la stessa Oxford Student Union che nel 1937 votò una risoluzione pacifista a non combattere il nazismo in Europa.

    Cambiano i secoli ma certe simpatie vanno sempre nella stessa direzione. Oh, in nome della pace e del rispetto della libertà di parola, sia chiaro.

    (ti devo passare la risoluzione-burla di Private Eye, la prima volta che ci vediamo)

  5. blood Says:

    chiaro e conciso.
    sottoscrivo al 100%.

  6. Paolo Bizzarri Says:

    Aggiungo, tanto per capirsi cos’è Fisica alla Sapienza:

    http://www.urpinsieme.it/News/varie/urpnews.2007-12-11.6760562374

    La migliore facoltà di Fisica europea.

  7. tupaia Says:

    Purtroppo, tatticamente, hanno “vinto” i professori e gli studenti della Sapienza. Strategicamente ha vinto l’Imperatore Palpatine. Adesso il mio collega che si e’ scandalizzato stamane perche’ non solo non vado a messa la domenica ma sono addirittura atea potra dire che questi scienziati cattivi hanno messo il bavaglio al buon papa che voleva solo parlare alle sue pecorelle smarrite. Vatti a fidare della scienza e degli scienziati! W padre pio, ossa esposte e tutto, tanto del porco non si butta via niente.
    Avrei preferito che andasse a fare il suo comizio e si facesse fischiare, ma il pastore tedesco e’ un osso duro :(

  8. kim Says:

    Non credo che questa fosse una “battaglia” né per la verità , né per altro. Io sono delusa dal comportamento degli studenti e dei docenti italiani.
    Un caro saluto kim

  9. paniscus Says:

    Eccomi pure io…

    La chiesa cattolica ha due possibilità, attualmente, in pubblico:

    – o continuare a sostenere la sua tradizionale parte autoritaria, negando di essere “una delle parti di un dialogo” alla pari con gli altri, e quindi deve ammettere apertamente posizioni assolutistiche impresentabili in un contesto civile…

    – oppure, presentarsi appunto come soggetto di un bonario dialogo tra parti che si vogliono tanto bene e si rispettano profondamente, e allora deve limitarsi a fare dei discorsi vaghi e complimentosi di fuffa pura.

    In entrambi i casi, non può assolutamente rischiare di esporsi in un ambito in cui sarebbe vivacemente contestata. Perché se si consente ad altri di contestare la propria posizione “assoluta”, nello stesso istante si ammette che non è assoluta ma che deve fare i conti con il pluralismo di opinioni come tutte; se si consente di contestare la fuffa, si ammette che è fuffa…

    Lisa

  10. Mr. Tupaia Says:

    Tupaia: in un Paese in cui la parte a cui appartiene Nazinger ha il controllo dell’informazione, e intendo controllo totale, le vittorie strategiche andranno per forza di cose tutte a lui: perchè se vince, vince, se perde viene presentato come vittima innocente. Non se ne esce.

    Astenersi perditempo che negano che Nazinger e i suoi abbiano il controllo dei mezzi d’informazione. Cortesemente, fatemi sapere in quali Paesi, a parte l’Italia, l’Iran e l’Arabia Saudita, un “leader” religioso e i suoi accoliti hanno tanto spazio su giornali e telegiornali e godono di una simile mole di commenti genuflessi per ogni rutto post-prandiale che gli scappa. La risposta è “in nessuno”, e conto anche Paesi con una Chiesa di Stato come la Norvegia e il Regno Unito.

    Kim: del comportamento dei docenti sono deluso anch’io. Non esistono giustificazioni possibili per chi invita, in un luogo dedicato al sapere e alla conoscenza, il sovrano assoluto di uno Stato teocratico la cui ragione d’essere è la diffusione di superstizioni oscurantiste, e non per un contraddittorio ma addirittura per affidargli una parte in un evento istituzionale. Concordo anche sul fatto che a chiamarla “battaglia” si esagera: “esercizio basilare di legittima difesa” sarebbe più appropriato.

  11. restodelmondo Says:

    Ti ho citata in un post-aggregatore. :-)

  12. MattBeck Says:

    Giungo a questo post (ma il blog lo conoscevo già prima) dal blog di Eugenio

    Che dire della vicenda?

    secondo me tale triste (soprattutto per la legittima eppur faziosa controffensiva clericale) vicenda mi ricorda un episodio (o forse leggenda metropolitana) avvenuto a NY, in cui un giudice (d’origine ebraica) permise una manifestazione neonazista in quanto trovava pericoloso ed inaccettabile che non venisse permesso a chiunque (qualunque stronzata dica) di parlare.

    Non mi piacciono i boicottaggi sulle idee, né le censure preventive mascherate da espressione di libero pensiero: se proprio non si può fare a meno, si può semplicemente evitare di andare in quel luogo.

    Niente obbliga un laico a comportarsi come un teocrate, rendendo pan per focaccia.

    Segnalo comunque questa discussione in merito, molto interessante

    http://fainotizia.radioradicale.it/2008/01/15/il-papa-alla-sapienza-due-note-uaar

    PS Il non esercizio del diritto di replica in sede pubblica non dipende da Ratzinger, ma dalla timidezza o dall’ignavia o dall’opportunismo di chi ascolta; tre caratteristiche dominanti ahinoi nel nostro mondo accademico (dei colletti bianchi soprattutto).

  13. Uriel Says:

    Non si discute il suo diritto a parlare (e mi pare se lo arroghi fin troppo), ma si pretende almeno quello di replica, e non si direbbe siano previsti dibattiti ma soltanto arringhe.
    —-

    Non sono d’accordo: il diritto di parlare NON implica il diritto di imporre ad altri l’ascolto delle tue parole, e il fatto che ci sia contraddittorio non cambia nulla: se io voglio andare all’inaugurazione dell’anno accademico ma NON voglio ascoltare il capo-dio dei cattolici, ho il diritto di avere l’uno ma non l’altro.

    Non possiamo giustificare il fatto che io sia costretto ad ascoltare il papa col fatto che ha diritto di parlare; neanche se dopo essere “costretto” ad ascoltarlo (perche’ non voglio rinunciare all’apertura dell’anno accademico) ho la possibilita’ di contestarlo.

    La liberta’ di parola non ha intenti polemici, ma libertari.

    Uriel

  14. kim Says:

    Cara Tupaia, pensare che l’Italia sia regolata dal Papa, è un pensiero semplicistico e avvilente. Il problemi dell’Italia stanno altrove se pensi che questi vengano dal papato allora sinceramente non guardi nella buona direzione.
    Posizioni oscurantiste? Finora sono stati gli studenti e i professori, con il loro comportamento, a dimostrare di avere posizioni oscurantiste.
    L’intervento del Papa sarebbe dovuto essere alla fine, ecco invece che si aveva una grtande possibilità, ed estremamente civile e degna, se non lo si voleva ascoltare uscire dalla sala. Credo che avrei appprezzato tantissimo se gli studenti ed i professori avessero permesso al papa di parlare e poi se ne fossero andati, dimostrando cosi’ la lora idea in proposito.
    Cosi’, sinceramente, ripeto, la parte degli oscurantisti l’hanno fatta loro.
    Un caro saluto kim
    p.s.
    non pensare e non idealizzare le università europee, ché quella italiana non è seconda a nessuno a livello di insegnamento ed i suoi problemi (reali) nascono in sede di governo.

  15. tupaia Says:

    @uriel: bentornato in questo covo di “talebani dell’evoluzionismo”. Io penso invece che una lectio magistralis sia una imposizione ex-cathedra inaccettabile, un dibattito avrebbe messo Ratzinger di fronte alla necessita’ di spiegare tanto la faccenda che il processo a Galileo era cosa buona e giusta, tanto la sua posizione riguardo al creazionismo, che almeno venga fuori allo scoperto e non dica le cose tra i denti. Porsi alla pari di miserandi scienziati miscredenti, naturalmente, era cosa fuori discussione.

    @kim: anche io sono molto delusa dai docenti, solo 67 su 4500, pari all’1.5%, hanno “osato” dichiarare, civilmente, il loro dissenso, e ora devono subire una specie di gogna pubblica per questo. Veramente una cifra da stato teocratico.

    @restodelmondo: :)

    @paniscus: sono assolutamente daccordo

  16. Uriel Says:

    @uriel: bentornato in questo covo di “talebani dell’evoluzionismo”.
    —-

    La cosa buffa e’ che io ho lavorato ad algoritmi di tipo evoluzionistico, e quindi sono un convinto sostenitore del fatto che “funzionino”… non ho ancora capito bene per quale ragione io sia stato bollato come un sostenitore dell’intelligent design, quando ho solo detto che i dottori che ci lavorano sopra non troveranno mai un lavoro. In generale ho detto che per motivi economici l’ID non ha futuro, e questo ragionamento *marxista* e’ stato letto come un “tradimento” verso chi invece combatte attivamente l’ ID come se stesse conquistando il mondo.

    —-
    Porsi alla pari di miserandi scienziati miscredenti, naturalmente, era cosa fuori discussione.
    —-

    Ma il papa NON e’ un fisico, e’ LUI che non puo’ porsi alla pari degli scienziati!

    Davvero non capisco il ragionamento. Un esempio, io(ipotetico) che sono cittadino italiano ma non sono cattolico, non ho voglia di discutere di religione col papa, ma ho voglia di partecipare alle attivita’ civiche, tra cui quelle dell’universita’ ove (ipoteticamente) lavoro.

    A quel punto mi viene data una scelta vessatoria: o faccio qualcosa che non mi piace, ovvero assisto ad una manifestazione di tipo teologico, oppure rinuncio a qualcosa che voglio fare, cioe’ partecipare ad un evento civico.

    Il carattere vessatorio di questa cosa e’ evidente: in entrambi i casi dopo aver invitato il papa i non credenti sarebbero stati costretti a mandar giu’ qualcosa che non volevano.

    E’ come se un animalista non volesse comprare carne per suoi motivi etici, e qualcuno mettesse una bistecca in omaggio per ogni chilo di carne dicendogli che dopotutto e’sempre libero di scegliere: basta che rinunci al pane.

    La decisione di far entrare li’ il papa produce vessazione ipso facto. Cosa cambia se dopo io posso contestare una persona che *non volevo ascoltare*?

    Ascoltare il papa o meno e’ una scelta, e la mancanza di tale scelta non e’ compensabile dal fatto che io possa contestare il papa; non volevo ascoltarlo , questo e’ il fatto, e sono stato costretto a farlo per partecipare ad una manifestazione di tipo civico, con l’unica scelta di rinunciarvi.

    Non ha senso: la liberta’ di parola non implica il diritto a forzare all’ascolto chi non vuole ascoltare.

    Uriel

  17. Uriel Says:

    Cara Tupaia, pensare che l’Italia sia regolata dal Papa, è un pensiero semplicistico e avvilente.
    —-

    Nessuna delle due parole indica una categoria della logica; le piu’ comuni sono due : “vero” e “falso”.

    E quell’affermazione e’ vera.

    —-
    Il problemi dell’Italia stanno altrove se pensi che questi vengano dal papato allora sinceramente non guardi nella buona direzione.
    —-

    Nono, stanno proprio li’. Sei tu che non guardi nella buona direzione. Se la tua dimostrazione e’ valida, lo e’ anche la mia.

    —-
    Posizioni oscurantiste? Finora sono stati gli studenti e i professori, con il loro comportamento, a dimostrare di avere posizioni oscurantiste.
    —-

    Falso. Questo Papa fallimentare ha fallito nel dialogo con gli ebrei, nel dialogo con i mussulmani, ha irritato la chiesa ortodossa russa millantando voci di riunificazione, ha fallito nel dialogo coi laici, e oggi non riesce neanche con l’universita’.

    Non si tratta di posizioni oscurantiste, semplicemente questo papa e’ incapace di comunicare. L’ultima sua “lectio magistralis” ha causato una mezza guerra santa, ricordi?

    Che un elemento del genere e i suoi sostenitori diano degli oscurantisti agli altri, dopo simili “successi”, mi sembra ridicolo.

    —-
    L’intervento del Papa sarebbe dovuto essere alla fine, ecco invece che si aveva una grtande possibilità, ed estremamente civile e degna, se non lo si voleva ascoltare uscire dalla sala.
    —-

    Assolutamente no. Se il padrone di casa non ti vuole ascoltare, TU esci dalla casa.

    —-
    Credo che avrei appprezzato tantissimo se gli studenti ed i professori avessero permesso al papa di parlare e poi se ne fossero andati,
    —-

    Ma certo, come no. Io devo lasciare il posto ove lavoro da una vita perche’ tu hai confuso la tua liberta’ di parola con il diritto ad avere un’uditorio ovunque tu decida di andare.

    Come si dice in Romagna “e una fetta di culo vicina all’osso, non la vuoi?”

    —-
    non pensare e non idealizzare le università europee, ché quella italiana non è seconda a nessuno a livello di insegnamento ed i suoi problemi (reali) nascono in sede di governo.
    —-

    Gia’. Per esempio, il governo finanzia le private anziche’ le statali. Private che sono, indovina , di chi?

    Uriel

  18. falecius Says:

    Non credo che l’Italia si stia avviando verso una teocrazia né che i principali problemi di questo paese e dell’università siano particolarmente legati alla Chiesa (che ha le sue responsabilità, d’accordo. Ma ce le ho anche io, quando dimentico di fare la differenziata :P).
    A, fondamentalmente, se il Papa va alla Sapienza o se non ci va, frega zero.
    Posso capire che si tratti di una scelta vessatoria, nel senso che dice Uriel, ma mi sembra anche una questione complessivamente di scarsa importanza. Sottolineo invece che, proprio per la vicinanza (evidente ed innegabile) dei media e del mondo politico alla Chiesa e alle sue esigenze, si poteva fin dall’inizio prevedere che la vicenda sarebbe diventata, per i laici, un clamoroso autogol.

  19. danilo Says:

    “Sottolineo invece che, proprio per la vicinanza (evidente ed innegabile) dei media e del mondo politico alla Chiesa e alle sue esigenze, si poteva fin dall’inizio prevedere che la vicenda sarebbe diventata, per i laici, un clamoroso autogol.”

    Uh, già…E indovina chi l’ha pensata?

    Non puoi vincere. Non puoi pareggiare. E non puoi nemmeno ritirarti.

    Danilo

  20. MattBeck Says:

    @ Uriel

    In qualche modo ho già ribattuto da Eugenio; è bello essere liberi di non sentire predicozzi da un ipocrita, ma nessuno accontenta i gusti e le esigenze di tutti.
    L’avere il diritto di non ascoltare un personaggio indesiderato (ed indesiderabile, secondo me) non è tecnicamente un diritto, perché nessuno ti obbliga ad andare ad ascoltarlo.

    Ciò è una limitazione alla tua libertà di non ascoltare qualcuno, dici bene; ma direi che in questo caso prevale la libertà di chi vorrebbe ascoltarlo, sia che condivida sia che ascolti per controbattere.
    Proprio perché l’andare ad ascoltarlo o il non andarci dipende da te, non da qualcun altro; mentre va tutelata la libertà di chi riesce a storcere il naso a 180 gradi riuscendo ad ascoltarlo e non va limitata la sua libertà di ascoltarlo solo perché qualcuno lo reputa antipatico (ed io sono fra questi, ma uso un eufemismo)

  21. kim Says:

    Ti ricordo che il papa è stato invitato dal padrone di casa (il Rettore). Gli hai letti i discorsi del Papa? non so se segui i dibattiti che ne sono usciti fuori, tra persone colte, non parlo delle masse ignoranti sobillate (come purtroppo hanno dimostrato di essere gli studenti, in quest’occasione)Tu dici che ha fallito con l’università, perché scusa, ha potuto parlare?. Ti ricordo, inoltre, che la Sapienza di roma è stata, guarda caso istituita, da un papa. Poi, per i problemi delle università italiane, che per te dipendono dal papato, fatti un giro fuori e capirai dove è il problema in Italia. Comunque, sono felice per te, visto che tutti i problemi dell’italia e delle sue università sono colpa del papa, puoi farti rigirare come vuoi, non vedere dove siano i nodi al pettine e vivere tranquilla/o. Il tuo nemico l’hai trovato!!
    Peccato
    un caro saluto kim

  22. danilo Says:

    “Gli hai letti i discorsi del Papa?”

    “non so se segui i dibattiti che ne sono usciti fuori, tra persone colte, non parlo delle masse ignoranti”

    Divertente…

    Danilo

  23. falecius Says:

    Per Kim: ma sei la Kim che conosco io?

  24. Giulio Says:

    BISOGNA ABOLIRE IL CONCORDATO.

  25. Massimo Says:

    Perfetto. QUoto tutto al 100%

    Massimo

  26. Uriel Says:

    Ti ricordo che il papa è stato invitato dal padrone di casa (il Rettore).
    —-

    Questa palla la racconti a qualcun altro. A quei livelli, prima degli inviti ufficiali si inviano gli “sherpa”, dei diplomatici preliminari che accertano la disponibilita’ e il gradimento delle parti.

    Ma con chi credi di parlare, coi fessi della parrocchia?

    —-
    Gli hai letti i discorsi del Papa?
    —-

    I discorsi che il papa afferma che avrebbe fatto. Poiche’ non credo nel papa, non credo che avrebbe detto quelle cose li’.

    Ti ricordo che dal momento della sua elezione questo papa non e’ riuscito a dire due parole senza ottenere l’incazzatura di qualcuno; se c’e’ qualcosa che NON sa fare e’ comunicare.

    Invitare un tizio del genere ad una lectio magistralis dopo quello che e’ successo l’ultima volta e’ una follia, significa accollarsi il rischio di una guerra santa solo perche’ quel tizio non riflette prima di parlare, come ha fatto a Ratisbona.

    —-
    non so se segui i dibattiti che ne sono usciti fuori, tra persone colte,
    —-

    L’ipse dixit non va di moda dalle mie parti, la mia percezione del mondo e’ empiriocriticista. Un intellettuale e’ tale se ha il requisito della novita'; nulla di quanto detto esce dai binari del neoguelfismo di 35 anni fa, ergo nessuno di quelli e’ un intellettuale.

    E bada bene, non sto iniziando un dibattito, ti sto spiegando come stanno le cose.

    —-
    non parlo delle masse ignoranti sobillate (come purtroppo hanno dimostrato di essere gli studenti, in quest’occasione)Tu dici che ha fallito con l’università, perché scusa, ha potuto parlare?.
    —-

    L’ammasso di cazzate che ha sostenuto (ammesso che sia vero) di voler dire non basta neanche per un buon tema del liceo; sono un’apologia estesa della filosofia medievale nonche’ del diritto feudale di Irnerio (da quale abbiamo impiegato secoli a una rivoluzione francese per uscire, inventando il Codice), e terminano con una scemenza circa il fatto che ci sarebbe un’ipotetica “verita'” senza la quale la scienza non esiste; a patto di affermare che tale verita’ non venga dalla scienza ma , guarda caso, da lui in persona, Gran Muflone in Verdegiallo di tutti i Bambir zompettanti, o Papa che tu lo voglia chiamare.

    Al Liceo avrei saputo confutare quelle tesi senza nemmeno sudare, l’idea che tu consideri “colta” quella montagna di letame mostra solo i disastri delle riforme scolastiche, dalla Berlinguer in poi.

    —-
    Ti ricordo, inoltre, che la Sapienza di roma è stata, guarda caso istituita, da un papa.
    —-

    Se e’ per questo il Cremlino lo ha disegnato un architetto bolognese. Ho quindi il diritto di tenerci una lectio magistralis, essendo io residente in provincia Bologna?

    Lanciando un gatto nero dalla finestra insieme ad una lampadina, si notera’ che atterrano insieme. Questo dimostra che la sfiga viaggia alla velocita’ della luce. Argomento a fortiori: i gatti neri non si vedono al buio.

    QED.

    Questa e’ la tua logica nel dimostrare.

    —-
    Poi, per i problemi delle università italiane, che per te dipendono dal papato, fatti un giro fuori e capirai dove è il problema in Italia.
    —-

    Si tratta delle baronie, un effetto dell’impostazione medioevale del sapere. Prima che tu possa dirmi che non e’ stata la chiesa ad inventare il diritto medioevale, leggiti la storia di un certo Irnerio. A bologna e’ famoso, e qualcuno (anche io) sa il perche’.

    —-
    Il tuo nemico l’hai trovato!!
    —-

    Il tuo papa si distrugge abbastanza bene con le sue stesse mani (ratisbona docet) perche sia onorevole affrontarlo.

    Solo avversari degni, io.

    Uriel

  27. Uriel Says:

    —-
    L’avere il diritto di non ascoltare un personaggio indesiderato (ed indesiderabile, secondo me) non è tecnicamente un diritto, perché nessuno ti obbliga ad andare ad ascoltarlo.
    —-

    Questo e’ falso: la qualita’ vessatoria della scelta e’ evidente. Credo che ci sia un errore logico nella tua impostazione; penso che sia dovuto alla mia impostazione. Sul mio blog ho spiegato meglio cosa intendo:

    Come una persona puo’ scegliere di comprare pane ma NON una bistecca, senza che per questo vengano lesi i diritti di fornai e macellai di vendere queste cose, una persona ha il diritto di scegliere di andare all’inaugurazione di un anno accademico e di NON ascoltare il papa.

    Unire le due cose costringe le persone a rinunciare a cio’ che volevano (il pane) oppure ad accettare cio’ che NON volevano (la bistecca); nel concreto costringe le persone a rinunciare a cio’ che volevano (partecipare ad una cerimonia dello stato) oppure ad accettare qualcosa che non volevano (ascoltare un bel sermoncino da un religioso): la qualita’ vessatoria di questa scelta e’ evidente.


    Ciò è una limitazione alla tua libertà di non ascoltare qualcuno, dici bene; ma direi che in questo caso prevale la libertà di chi vorrebbe ascoltarlo, sia che condivida sia che ascolti per controbattere.
    —-

    Assolutamente no; se cosi’ fosse io potrei obbligarti ad ascoltarmi nel nome della mia liberta’ di parola. E’ insensato dire che la mia liberta’ di parola coincida col mio potere di obbligarti ad ascoltarmi.

    Quello che stai sostenendo e’ che la mia liberta’ di parola mi permetta di scegliere un uditorio qualsiasi, e dato questo uditorio, saranno costretti ad ascoltarmi.

    Mi spiace, distinguo l’atto dalla potenza; essere liberi di parlare e’ qualcosa che e’ sacrosanto nell’atto, venire ascoltati e’ un diritto in potenza, se la gente ne ha voglia.

    Ci mancherebbe solo che io debba ascoltare chiunque abbia liberta’ di parola, in qualsiasi spazio LORO decidano opportuno esprimersi.

    Uriel

  28. Uriel Says:

    Posso capire che si tratti di una scelta vessatoria, nel senso che dice Uriel, ma mi sembra anche una questione complessivamente di scarsa importanza.
    —-

    Dipende dall’importanza che gli dai. Io per esempio ho dei forti pregiudizi verso le vessazioni.

    Uriel

  29. Paolo Bizzarri Says:

    “Ti ricordo, inoltre, che la Sapienza di roma è stata, guarda caso istituita, da un papa.”

    Certo.

    Sai che Papa era e per cosa è famoso?

    Lo cita Dante, ma stranamente non lo mette nel Paradiso.

  30. Mr. Tupaia Says:

    Paolo: sì, ma solo perchè Dante era un laicista scientista cattivo e perfido che fa piangere Gesù Bambino.

  31. falecius Says:

    Uriel: che c’entra. Anche io sono contrario alle vessazioni, ma ce ne sono di più o meno grandi.

  32. kim Says:

    casp…. addirittura cancelli i post.
    davvero uno scienziato aperto al confronto.
    kim

  33. danilo Says:

    Uh, deve averla detta anche Ratzinger una cosa del genere. Eppure sono certo che se ti affacci ad una finestra su piazza San Pietro senza un testo scritto ed approvato, anche il nostro ti cancella il post. Non credi?

    Io direi che si tratta di una questione di luoghi e di opportunità. Ma, vista da una altro angolo, è essenzialmente una questione canina in senso etologico. Chi vuol poggiare il mento sul garrese di chi.

    Hai potere sufficiente? Il papa lo ha avuto?
    Tutto qui, il problema.

    Danilo

  34. tupaia Says:

    @kim: dici a me? non ho cancellato assolutamente nulla, anzi, per la precisione non ho toccato il pc tutto il giorno. Di che parli? A meno che tu non abbia usato nel messaggio una delle parole in black list contro gli spammer, tipo termini riguardanti gli organi genitali o farmaci azzurri, qui non si cancella nulla, almeno finora.

    @uriel: ti sarebbe possibile essere piu’ sintetico nelle risposte? personalmente le trovo dispersive e poco fruibili.

  35. Uriel Says:

    @Felecius:
    Uriel: che c’entra. Anche io sono contrario alle vessazioni, ma ce ne sono di più o meno grandi.
    —-

    Giochiamo che la dimensione la facciamo decidere a chi le subisce, grazie? No, perche’ se un TIR ti passa sopra, io non sento proprio nulla. Non mi sembra una vessazione cosi’ grande. Finche’ succede a te, intendo.

    —-
    @Kim
    casp…. addirittura cancelli i post.
    —-

    Non ti preoccupare, fra 400 anni ti si chiede scusa.

    —-
    @Tupaia:
    Uh, deve averla detta anche Ratzinger una cosa del genere.
    —-

    A dire il vero non si sa cos’abbia detto. Prima dell’incontro doveva essere una lectio contro la pena di morte. Rinunciando all’incontro, ha poi inviato un insulso temino da liceo. Che fine ha fatto la pena di morte? Boh.

    Ah, si': adesso sono stato piu’ sintetico. Rimpiango i tempi di usenet, dove bastavano il quoting e il threading per evitare problemi con la lunghezza dei post.

    Uriel

  36. falecius Says:

    “Giochiamo che la dimensione la facciamo decidere a chi le subisce, grazie?”

    Uhm, OK. Occhio però, che a questo punto un cattolico (non io) potrebbe dirti di star subendo una vessazione per NON aver ascoltato il Papa.

  37. Uriel Says:

    Uhm, OK. Occhio però, che a questo punto un cattolico (non io) potrebbe dirti di star subendo una vessazione per NON aver ascoltato il Papa.
    —-

    Errore logico: lui puo’ ascoltare il papa senza sorbirsi un’inaugurazione dell’anno accademico, io invece non posso seguire l’inaugurazione dell’anno accademico senza sorbirmi il papa.

    Mi spiace, ma l’atto e la potenza rimangono distinti.

    Uriel

  38. falecius Says:

    Uriel, è vero, ma lo dicono lo stesso.

  39. MarkIII Says:

    Al di là dell’opinione di Uriel (non dar retta a danilo, a me i tuoi post piacciono – ciao danilo), qualcuno ha letto il discorso del papa per intero? E’ forse un temino da liceo, ma se pensa anche soltanto la metà di quel che dice (o che gli fanno dire) io fossi stato in Cini e co avrei fatto una rivoluzione per cacciarlo da tutte le università d’Italia. In soldoni, il papa vuole che la ricerca scientifica sia subordinata alla fede – o forse alla religione. C’è di peggio?

    MarkIII

  40. falecius Says:

    Il papa ha il diritto di volere anche che tutti portino mutande rosa shocking sopra i pantaloni, se ritiene. Quello che conta è che non abbia il “diritto” di imporlo.

  41. Uriel Says:

    @MarkIII: il papa vuole che la ricerca scientifica sia subordinata alla fede – o forse alla religione. C’è di peggio?
    —-

    Si’, c’e': e’ un discorso scritto all’ultimo minuto. Fino ai giorni prima del discorso, il discorso delPapa sarebbe stato un discorso sulla pena di morte (e l’aborto che la chiesa considera uguale). Poi, dopo il rifiuto, spunta fuori il temino che si rifa’ a Fides et Ratio.

    Se qualche giornalista “colto” lo avesse notato, poi….

    —-
    @Felecius:
    Quello che conta è che non abbia il “diritto” di imporlo.
    —-

    Il diritto conta poco, se ne ha i mezzi. Chi possiede tutti i mezzi di fatto possiede tutti i diritti. Di conseguenza, per togliergli il diritto di imporlo, devi togliergli tutti i mezzi.

    Uriel

  42. ericablogger Says:

    sono entrata x caso in questo blog da un altro blog, inglese, ed ho trovato decisamente interessante il post e la discussione
    anch’io ho espresso il mio consenso ai docenti e studenti contestatori della Sapienza in un post del mio blog
    non vedo perchè si debba invitare il papa, cattolico, e non un rabbino, un imam, un evangelico, un mormone …
    lo stato deve essere laico e così pure un’università pubblica !!!
    erica

  43. kim Says:

    tupaia di devo delle scuse avevo preso i post di Uriel per tue risposte.
    Resta in ogni caso il fatto che un post non è apparso, troppo lungo forse.
    kim

  44. peppo Says:

    questo blog mi piace sempre di più. concordo sull’intervento di Tupaia.

  45. tupaia Says:

    @ericablogger: nessuno dei personaggi che citi mi sembra adeguato ad aprire l’anno accademico di un universita’, per il semplice motivo che e’ sbagliato di per se confondere la fede con la scienza, appartengono a mondi antitetici per definizione, e immiscibili.

  46. falecius Says:

    Tupaia: sei una laicista terrorista! XD
    (ce ne sarebbe da dire, ma sn stanco)

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