Scoop! La luminosa pioggia di morte (Thermaganius sharpei)

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Le sorprese non finiscono mai. Ho di recente ricevuto una “soffiata” da una mia conoscenza che lavora nel campo della ricerca e mi appresto a girarvi il “gossip” in anteprima, prima che esca sui giornali. Anche la foto che vedete qui su e’ in un certo senso “rubata” (e’ la foto di una foto).

A quanto sembra, e’ stata scoperta una nuova specie di crostaceo, probabilmente della classe Maxillopoda, ma la collocazione definitiva e’ ancora incerta perche’ e’ veramente una bestia strana.

E’ stato scoperto a grandi profondita’ (oltre i 4000m), e’ bioluminescente ed e’ un parassita. Nell’adulto, l’addome appare molto poco sviluppato e, lungo tutto il corpo, appiattito per favorire l’esistenza a grandi pressioni, ha una serie di ciglia piumate, probabilmente con funzione di scambio. In corrispondenza della regione cefalica, ha un numero “sbagliato” di appendici, il che lo rende davvero inquietante.

La cosa piu’ inquietante, tuttavia, e’ il suo stile di vita. Da quel che ho capito (non e’ facile studiare organismi a quelle profondita’, e una volta portati in superficie muoiono per la decompressione), la cosa funziona cosi': l’adulto depone alcune migliaia di uova sotto le squame, nell’epidermide dei pesci, un uovo per forellino. Il pesce parassitato si ritrova dunque a fare da incubatrice involontaria per le uova del crostaceo. Alla schiusa, che avviene simultaneamente (pare incredibile come molti organismi marini riescano a regolare i tempi di schiusa e deposizione) all’inizio della primavera (tra la fine di marzo e l’inizio di aprile) le larve secernono un ormone in grado di influenzare il comportamento del pesce, che si porta a minori profondita’. Le larve, nel frattempo, divorano dall’interno i tessuti del pesce, lentamente. Subito prima della morte del pesce le larve compiono una prima muta e lasciano tutte insieme il corpo ormai inutile.

Utilizzando le appendici anteriori come un paracadute direzionale, le larve si lasciano cadere formando una vera e propria “pioggia” di parassiti luminescenti e infestano qualunque altro pesce con cui riescono a venire in contatto. La luminescenza collettiva probabilmente ha lo scopo di attrarre quanti piu’ pesci e’ possibile.

Una volta a contatto col pesce, le larve, abbastanza simili all’adulto della foto, secernono enzimi digestivi e si scavano una nicchia nei tessuti del pesce, che viene man mano digerito. I tessuti vengono assorbiti grazie alle ciglia che percorrono tutto l’addome del crostaceo, senza bisogno di una vera e propria apertura boccale. Le estremita’ anteriori invece, urticanti, sporgono all’esterno e proteggono il pesce da eventuali predatori.

Alla morte del secondo pesce il Thermaganius (questo il nome che e’ stato proposto, non so perche’) compie l’ultima muta e diventa adulto e libero di nuotare e deporre le sue uova in altri pesci.

Abbastanza inquetante, ma ahime’ neanche il piu’ spaventoso dei Maxillopoda. Ma di questo parleremo in seguito.

Published by tupaia on marzo 31st, 2008 tagged invertebrati, marini, parassiti, Pesci


15 Responses to “Scoop! La luminosa pioggia di morte (Thermaganius sharpei)”

  1. Marco Ferrari Says:

    E’ talmente recente che su Google non c’è neppure il genere. Pazzesco cosa si può fare da un Paese civile, altro che l’Italia. Complimenti.

  2. falecius Says:

    Non sospettavo che tra i crostacei si annidassero tante cose urende.
    In realtà non sospettavo che i generale ci fossero così tanti vermetti, vermi, parassiti et similia.
    (sì, lo so, i crostacei non sono “vermi” in nessun senso normale del termine, tranne che per Linneo).

  3. tracina Says:

    sbaglio,o c’è un UNO capovolto dietro questo..ehm..crostaceo? ;P è forse un crostaceo d’aprile?

  4. tupaia Says:

    Come in effetti la tracina dalla bocca larga ha tempestivamente intuito, si trattava di un pesce (crostaceo) d’aprile e non esiste nessun Thermaganius sharpei.

    Devo dire che non e’ stato facile mettere insieme questo post.
    Il soggetto della foto e’ l’etichetta sfilacciata della mia sciarpa che ho distrutto per noia in treno, accorgendomi poi della sua forma vagamente da crostaceo. Un tocco di photoshop ha cancellato i polverosi sedili di un eurostar dallo sfondo (ma il numero uno che ha visto la tracina non c’era, al massimo c’erano le istruzioni per il lavaggio).

    La parte complicata e’ stato il testo. Bisognava inventare un animale che fosse orrifico, nelle sue interazioni col mondo, ma non troppo da destare sospetti. Bisognava rendere il tutto plausibile ma lasciare incongruenze che permettessero di risalire allo scherzo (le incongruenze le lascio come utile esercizio per il lettore). Qua e la ho messo anche dei suggerimenti espliciti (pesce in grassetto e due righe sotto nascita ad inizio aprile).

    Se ci sono riuscita o no me lo direte voi, direi non molto a giudicare dalla tempestivita’ della pungente tracina.

    La parte frustrante e’ che in realta’ questo mostro non e’ mostruoso neanche un decimo di quanto lo sia la sacculina o altre creature marine e parassite.

    Direi che tutto sommato Madre Natura batte Tupaia 2 a zero a tavolino in quanto a fantasia perversa e gusto del macabro.

  5. Dund Says:

    A discolpa della perspicace e contrita tracina, promossa sul campo da trachinide a lofiide, posso dire che è troppo presa da C.S.I., e che era convinta che il suo commento fosse awaiting approval.

    Per quanto mi riguarda, ero venuto un po’ aspettandomi un pesce d’aprile, ma leggendo del ciclo vitale me ne sono scordato. L’ho trovato affascinante ed estremamente plausibile. Complimenti. Quel che non mi tornava, come ti ho detto, erano la totale assenza di referenze al taxon e la faccenda dei maxillopodi, che mi evocano solo cirripedi, copepodi etc. Non ho notato il grassetto perchè in Firefox il font dei tuoi post ha un aspetto ‘sgranato’ (che tra l’altro mi piace).

    Io invece direi che Madre Natura avrà anche più fantasia perversa e gusto del macabro di Tupaia, ma Tupaia ha senz’altro più senso estetico e educazione letteraria. L’immagine dei pesci che salgono dagli abissi per venire incontro alla ‘luminosa pioggia di morte’ è incomparabile, e un pulviscolo di larve bioluminescenti è bellissimo, mentre sacculine e dracunculi vari sono oggettivamente orrendi. Poi è vero che Madre Natura ha creato anche il muso e la pelliccetta dei miei topolini, le orchidee brasiliane e le penne del turaco e del quetzal, ma a lei servono milioni di anni di evoluzione, a te bastano dei libri, qualche ora e un computer :P

  6. rosalux Says:

    tacci tua , ho fatto pure il post!
    Bravissima comunque

  7. falecius Says:

    Davvero, complimenti, era credibilissimo (almeno per me, umanista).

  8. Claudio Says:

    Francamente, la cosa che trovo piu’ terrificante e’ che tu guardi un’etichetta sfilacciata e vedi un crostaceo assassino…

    Bello pero’.

    Cla

    PS: come va col pet troll, ha legato con i gatti o lo graffiano ancora?

  9. Meristemi Says:

    Davvero bello. Voluta o non voluta, la presunta dinamica della parassitosi ricorda da vicino quella di Claviceps purpurea ai danni dell’ovario della segale.

    L’uno rovesciato poteva anche essere venduto per la numerazione di un eventuale vetrino! ;-)

  10. tupaia Says:

    @ Meristemi: hai un blog molto interessante. Per me la botanica e’ come un unicorno: affascinante, misteriosa, e assolutamente incomprensibile per molti aspetti, penso che faro’ un salto ad erudirmi dalle tue parti, di tanto in tanto.
    E naturalmente il riferimento alla segale cornuta era ad alcuni anni luce di distanza dai miei pensieri :-)

  11. Meristemi Says:

    Ho dedotto ora l'”origine della specie” sharpei e rido da dieci minuti!

  12. sphaerichthys Says:

    Assuefatto all’autorevolezza della Tupaia…ci sono cascato.
    Ma io sono un boccalone; non faccio testo.

    Fabio

  13. tupaia Says:

    Meristemi: il termine “thermaganius” deriva, con lo spelling leggeremtne cambiato (com’e’ stato anche per sharpei) da “termagant”. Ecco la definizione di wikipedia della parola: ovviamente, era autoreferenziale.

    “Termagant” as a shrewish woman
    Look up Termagant in
    Wiktionary, the free dictionary.

    Because of the theatrical tradition, by Shakespeare’s day the term had come to refer to a bullying person. Henry IV contains a reference to “that hot termagant Scot”. In Hamlet the hero says of ham actors that “I would have such a fellow whipped for o’er-doing Termagant, it out-Herod’s Herod”. Herod, like Termagant, was also a character from medieval drama who was famous for ranting.

    Mainly because of Termagant’s depiction in long gowns, given that female roles were routinely played by male actors in Shakespearean times, English audiences got the mistaken notion that the character was female, or at least that he resembled a mannish woman. As a result, the name termagant came increasingly applied to a woman with a quarrelsome, scolding quality, and thus the name applies today to a quarrelsome, scolding woman.

  14. Dund Says:

    Non conoscevo quetsa parola e
    da anglista mi vergogno profondamente (e sì che il teatro elisabettiano e giacomiano ce l’hanno inflitto in ogni modo possibile).
    Piuttosto..ma tu ti senti una “quarrelsome, scolding woman”? Ti farei conoscere qualche Termagante vera!

    L’articolo wiki sulla parola è interessantissimo e ce n’è per tutti, da Falecius:

    “Another possibility is that it derives from a confusion between Muslims and the Zoroastrian Magi of ancient Iran: thus tyr-magian, or “Magian god”.”

    a MrTupaia:

    “In the fictional Warhammer 40,000 universe, Termagants are a type of tyranid, creatures that resemble dinosaurs or insects.”

    LMAO!

  15. tupaia Says:

    Dund: in effetti warhammer 40000 ha avuto un ruolo chiave nella scelta del nome ;-P

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