Sconosciuto come una Cecilia

Immaginate di essere senza gambe, senza braccia, ciechi e sordi. Siete in un incubo? No, siete una cecilia.

Nonostante il loro aspetto da lombrichi troppo cresciuti (fino a 1.5m) le cecilie sono in realta’ parenti delle salamandre e delle rane. In altre parole, anfibi con abitudini fossorie, ovvero vivono sottoterra o negli strati di sedimenti sommersi di corsi di acqua dolce. Ovviamente, muovendosi quasi esclusivamente sottoterra, hanno perso per strada l’uso degli occhi (ridotti e coperti da pelle), l’orecchio interno (in alcune specie) le zampe, la coda, le squame (da pesce) e in alcuni casi i pigmenti della pelle e gli organi respiratori (quasi tutte le cecilie terrestri hanno un polmone solo, una specie non ne ha affatto: respirano per lo piu’ attraverso la pelle e la mucosa della bocca).

Dermophis sp.

Dermophis sp., una cecilia centroamericana (C) Lisa Signorile

In compenso hanno acquisito altre caratteristiche assolutamente uniche. Innanzi tutto, hanno un organo di senso tutto loro, che non si trova in nessun altro vertebrato, chiamato tentacolo (non visibile nella foto). Quest’organo di senso, situato ai due lati della testa tra occhi e narici, e’ un chemiocettore, ovvero percepisce la presenza di molecole nell’ambiente, ed e’ retrattile, cioe’ si allunga e si accorcia a piacimento, un po’ come un’estensione delle narici. In una specie, Scolecomorphus kirkii, gli occhi si trovano sul tentacolo e possono uscire a piacimento dalla loro tasca di pelle protettiva ed estendersi oltre il cranio. Mi ricorda un tipo che conosco che ha l’abitudine di leggere il giornale da sopra la mia spalla, e a cui occhi cosi’ farebbero molto comodo… Alcune larve inoltre sono in grado di individuare i campi elettrici.

Le ossa del cranio, sono incredibilmente robuste perche’ la testa e’ utilizzata per scavarsi la propria strada nel terreno, e per difendersi dai predatori quasi tutte le cecilie emettono sostanze piu’ o meno tossiche dalla pelle.

Dermophis sp. - La testa e’ a sinistra!

Cecilia. (C) Lisa Signorile

Distribuzione: Foresta pluviale o secondaria in tutta la fascia tropicale del pianeta: SE Asia dall’India e Sri Lanka, al Sud della China, fino alle Filippine; Africa Equatoriale; Seychelles, America centrale e meridionale.

Riproduzione: le cecilie sono uniche anche nel loro modo di riprodursi, diverso da quello di tutti gli altri anfibi. Innanzitutto sono a fecondazione interna, al contrario di rane e tritoni che si limitano a emettere sperma sulle uova deposte. Nel maschio della cecilia la parte terminale della cloaca (detta falloideo) si estroflette e viene inserita nella cloaca della femmina per fecondare le uova (insomma, sottoterra dev’essere noioso, almeno questo…). A questo punto, possono succedere tre eventi diversi, a seconda della specie. In alcune specie acquatiche, dalle uova escono larve dotate di branchie, esattamente come accade con le larve di salamandra, che poi metamorfosano, come accade anche ai girini di rana. Oppure dalle uova, deposte nel terreno, possono nascere copie in miniatura dei genitori, polmonate. La femmina in questo caso ha cure parentali, restando arrotolata sulle uova fino alla schiusa. Piu’ di meta’ delle cecilie, tuttavia, sono vivipare, cioe’ accudiscono gli embrioni negli ovidotti all’interno del loro corpo. Gli embrioni sono gia’ dotati di dentini (due file nella parte superiore) che usano per nutrirsi di “latte uterino”, una secrezione prodotta dall’ovidotto della madre. La gestazione e’ lunga da 7 a 11 mesi e vengono alla luce da 2 a 25 baby-cecilie, gia’ abbastanza cresciute, con un notevole investimento di energie da parte della madre.

Alimentazione: lombrichi, termiti, grilli, larve di coleotteri, ma anche lucertole e topolini

Predatori (prima che Giulio me lo chieda): serpenti e uccelli.

Status: delle cecilie si sa pochissimo: fino a vent’anni fa si sapeva a malapena della loro esistenza, poiche’ vivendo sottoterra sono difficilissime da vedere o da trovare. Adesso che gli occhi degli scienziati sono puntati su di loro, ci si mette un fungo a decimarle (oltre alla perdita di habitat, naturalmente), e probabilmente molte specie si estingueranno prima che vengano scoperte.

Ringraziamenti: agli abitanti del villaggio di El Paraiso (Honduras) per avermi regalato l’esemplare nelle foto.

Testi consultati:

Halliday, T. & Adler, K. The new encyclopedia of Reptiles and Amphibians

Published by tupaia on giugno 27th, 2007 tagged Anfibi


One Response to “Sconosciuto come una Cecilia”

  1. L’orologiaio miope » L'axolotl, l'anfibio Peter Pan I (Ambystoma mexicanum) Says:

    […] alcune specie puramente terrestri come le cecilie, questo processo non avviene o avviene nel corpo della madre […]

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