Ricci mannari? No, ratti lunari (Echinosorex gymnurus)

Whyxcgk si sveglia dal letargo con la sgradevole sensazione di aver avuto un incubo. Whyxcgk e’ un riccio (Erinaceus europaeus) che vive felicemente a qualche giardino di distanza da casa vostra, mangiando lombrichi e attendendo placido di essere investito da un’auto in una sera d’autunno.

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Foto: www.comune.campora.sa.it

Nel buio della sua tana invernale il piccolo riccio ricorda nel dormiveglia il sogno che lo ha destato precocemente: era in una palude, e aveva perduto tutte, ma proprio tutte, le spine. Questo e’ gia’ terribile di per se per un riccio, ma Whyxcgk nel sogno non somigliava a Spud, il riccio mutante trovato in Inghilterra: era molto, molto piu’ mostruoso. Il riccio del sogno era enorme, con una bocca piena di denti, e si stagliava bianco e perfettamente visibile contro lo sfondo di mangrovie, alla ricerca non di succulente lumache e teneri lombrichi, ma di millepiedi enormi, scorpioni giganti, rane orribili, granchi. Nel sogno la creatura puzzava di cipolle marce e si aggirava (orrore!) nel cuore del giorno. Whyxcgk era diventato un mostro, un riccio mannaro, alla luce solare.

Il riccio mannaro, l’incubo di qualunque riccio europeo, esiste davvero ed e’ un cugino tropicale (stessa famiglia, gli Erinaceidea) di Whyxcgk. Si chiama moonrat, cioe’ ratto lunare, o Echinosorex gymnurus e vive in Malesia, Borneo e Sumatra nelle foreste umide e nelle paludi di mangrovie. Come avrete intuito non ha le spine bensi’ un pelo ispido bianco e nero, che negli esemplari del Borneo e’ sovente completamente bianco. Il nome di ratto lunare deriva dall’aspetto di ratto gigante, con la coda lunga (i ricci ce l’hanno cortissima), il muso lungo e senza pelo e il corpo slanciato, con il colore da “tintarella di luna”.  Piu’ che a ricci o ratti assomigliano in realta’ ad Opossum della Virginia che pure sono bianchi e arruffati, ma sono marsupiali: un semplice caso di evoluzione convergente.

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Echinosorex gymnurus bianco. Foto: americazoo.com

Tutti i rappresentanti della famiglia Erinaceidea (24 specie tra Europa, Africa e Asia) hanno le spine, con l’eccezione delle sette specie di ratti lunari, o gimnuri, tutti provenienti dalle foreste del Sud-Est asiatico. Come mai? Sarebbe forse piu’ corretto dire che non sono i gimnuri ad aver perso le spine, ma i ricci ad averle acquisite come meccanismo di difesa tramite la selezione naturale, e non sarebbe neanche un caso isolato: le echidne dell’Australia e della Nuova Guinea, i tenrec del Madagascar, gli istrici (che sono roditori), i ratti spinosi americani e africani hanno infatti evoluto le spine dai peli di guardia in modo del tutto indipendente: e’ una buona idea che funziona in modo eccellente e costa poco dal punto di vista metabolico.

I ratti lunari sicuramente assomigliano moltissimo agli Adapisoricidae, i primi insettivori che si differenziarono centomila anni fa, nel Cretaceo Medio,  che non avevano le spine, ma hanno evoluto per proprio conto tutti gli adattamenti necessari alla vita in un ambiente ostile, caldissimo e umido. Mentre gli antenati dei ricci preferirono infatti ambienti dal clima secco e moderatamente piu’ fresco (anche se in realta’ l’unico Erinaceide che va in letargo e’ il nostro riccio europeo), i gimnuri vivono tutti nella fascia tropicale tra la Cina e le Filippine.

Come fanno allora i ratti lunari a difendersi dai predatori? Sicuramente le loro carni non sono sgradevoli poiche’ tutt’oggi vengono mangiati dalle popolazioni locali, esattamente come fanno i nostri contadini con i ricci (pare che cotti sotto la cenere con tutte le spine siano una prelibatezza, secondo una ricetta Rom). Semplice, hanno fatto in modo di rendersi sgradevoli puzzando. Dalle ghiandole perianali, esattamente come le puzzole, secernono una sostanza ricca di ammoniaca che viene descritta come “odore di cipolle marce”. Particolare curioso, gli opossum della Virginia a cui tanto assomigliano adottano esattamente la stessa tecnica della puzza in caso di pericolo. A pensarci bene, il colore bianco  e nero ben evidente dei ratti lunari e’ lo stesso pattern delle moffette americane, che sono pero’ sono carnivori. Convergenze, ancora convergenze.

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Opossum della Virginia (Didelphis marsupialis) albino. Confrontare la foto con quella del ratto lunare. Foto: © Charles Lee hiltonpond.org

Se si sentono minacciati, pero’, prima di sprecare preziose risorse secernendo lo Chanel n.5 perianale, i nostri sorcioni giganti (sono gli insettivori piu’ grossi, hanno piu’ o meno le dimensioni di un coniglio e pesano sino a 2 kg), preferiscono nascondersi tra i tronchi delle mangrovie o in buchi scavati nel terreno. Non so come ci riescano, delle cose grosse e bianche in una foresta scura, ma a quanto pare l’espediente funziona  tanto bene che se ne vanno in giro anche di giorno, se vogliono, mentre i ricci nonostante le spine e il colore mimetico sono tutti rigidamente notturni.

Siccome appartengono all’ordine degli insettivori, ricci e gimnuri sono onnivori: come Walt Whitman, anche loro evidentemente si contraddicono perche’ contengono moltitudini. Le moltitudini contenute nello stomaco di E. gymnurus per la precisione vanno dai roditori ai coleotteri, passando anche per granchi enormi, frutta e funghi: tutto quello che non scappa abbastanza velocemente. Il cibo viene masticato con ben 44 denti, otto in piu’ di quelli di un riccio comune, e per giunta piu’ grossi e con canini ben sviluppati. Un morso di moonrat non dev’essere un’esperienza piacevole, se si sopravvive alla puzza. Non ci sono notizie sulla resistenza ai veleni dei serpenti dei gimnuri, caratteristica ben nota del riccio europeo che e’ spesso insensibile (con vari gradi di variabilita’ individuale) a molte tossine.

Questi animali sono solitari, e se un conspecifico entra nel loro territorio nonostante le marcature odorose alla cipolla lo accolgono con un coro si soffi e sibili descritti come “hiss-puff”, con una buona onomatopea inglese, e ringhi sordi. Quando la femmina e’ in estro accoglie comunque il maschio soffiandogli, poi si pensa. Mediamente vi sono due cucciolate l’anno e vengono alla luce due piccoli alla volta, che vengono accuditi solo dalla madre in un nido foderato di foglie scavato dalla madre.

Non so a voi, ma a me i ricci di casa nostra, nonostante le spine, sono molto piu’ simpatici.

Alcune referenze:

http://www.zin.ru/annrep/2000/26.html

http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Erinaceidae.html

Published by tupaia on maggio 17th, 2009 tagged Insettivori, mammiferi


13 Responses to “Ricci mannari? No, ratti lunari (Echinosorex gymnurus)”

  1. lordbyron Says:

    concordo sulla simpatia del riccio nostrano, e putroppo ne so qualcosa sulla brutta esperienza di vederli spiaccicati sull’asfalto delle strade di campagna.

  2. dund Says:

    in effetti la convergenza con gli opossum è impressionante. gli manca l’adattamento arboricolo ma immagino che gli alberi delle foreste sudestasiatiche pullulino di predatori molto più che quelle americane.

    ma perchè di insettivori grandi come gli erinaceidi ce ne sono così pochi, sia a livello di speciazione che di diffusione, rispetto ai piccoli tipo soricomorfi? non vedo il vantaggio evolutivo dell’essere piccoli, inermi e predabili da tutti gli strigiformi, carnivori e serpenti dell’ecosistema sull’essere grandi e corazzati di spine.

  3. Zoddo Says:

    stessa famiglia ma così diversi…

    mmmmm preferisco il riccio europeo, fa più tenerezza :)

    poi qui in molise è davvero benvoluto. Esiste una cittadina (piccola) che si chiama Riccia in cui il riccio è il protagonista dello stemma comunale.

  4. falecius Says:

    Faccio il solito rompicoglioni.
    Gli insettivori, come ordine, esistono ancora? Perché da quel che ne ho capito io sarebbero parafiletici, con ricci e gimnuri che fanno un gruppo a sé senza parentele particolarmente strette con talpe e simili.
    A parte questo, tu per porcospino intendi l’istrice? perché io ho sempre inteso “porcospino” come sinonimo di “riccio”
    e l’istrice come l’altra roba spinosa che gira (non ne ho mai visto uno dal vero, ma ho trovato le spine in giro a volte; invece vicino casa dei miei di ricci se ne trovano).

  5. roseau Says:

    Lisa, una domanda: si può/deve lasciare qualche altro tipo di cibo oltre a quello che può trovare da solo?
    Nel mio giardino, la notte, gira da tre anni un riccio , sicuramente una femmina.
    Poi ho visto quest’ articolo: di cosa si tratta?

  6. tupaia Says:

    Falecius: io chiamo porcospini gli istrici, ma hai ragione, dato che il termine e’ ambiguo nel post ho corretto in istrici.

    Per quanto riguarda gli insettivori io so che hanno eliminato dall’ordine le tupaie, i tenrec e le talpe dorate, ma per il resto ricci da un lato e talpe, toporagni, solenodonti (e forse qalcos’altro) dall’altro costituiscono ancora l’ordine Insectivora, che ha tutt’ora valore tassonomico. Non ti fidare di quel che dice wiki, che si basa spesso su revisioni americane che valgono solo negli USA.

  7. tupaia Says:

    Dund: la diversita’ e la diffusione degli artropodi dimostrano che piccolo e’ meglio che grande: un animale grande occupa uno spazio maggiore e consuma piu’ risorse, quindi e’ una nicchia agli effetti piuttosto scomoda.

  8. tupaia Says:

    Roseau: niente latte, gli piace ma gli fa male. Un piattino di crocchette per gatti e frutta lasciati fuori la notte non sono affatto un problema e tiene il piccolo legato al giardino e lontano dalle strade. Tanto al risveglio dal prossimo letargo si sara’ dimenticato tutto.

    Per quanto riguarda il fossile, ha gia’ detto tutto ed egregiamente il mio super-illustre collega P.Z. Myers, quindi ti rimando a lui:
    http://scienceblogs.com/pharyngula/2009/05/darwinius_masillae.php

    in itaiano c’e’ anche l’ottimo post di Marco: http://leucophaea.blogspot.com/2009/05/anello-manche.html

  9. dund Says:

    giusto. credevo che in questo caso non valesse lo stesso discorso degli artropodi per via dell’omeotermia, ma leggendo meglio in giro ho visto che mi sbagliavo.

  10. Alessandra Says:

    Bellissimo il post….. davvero interessante notare l’ enorme somiglianza tra opossum virginiano e ratto lunare. Beh in effetti il riccio europeo risulta tutto sommato piu’ simpatico del ratto lunare… per quanto un certo “fascino gotico” trovo che l’abbia pure il suddetto…………. brrrr

  11. falecius Says:

    OT: per Dund, questa settimana ho lezioni alla Sani, ti telefono nei prossimi giorni.

  12. Leonardo Says:

    Hola Lisa, guarda bello questo video, perfetto per te direi
    http://laverabestia.org/play.php?vid=2998

    Abrazos para tì y miguel de un viejo compadre_

  13. tupaia Says:

    Leonardo, temo di non essere la Lisa a cui pensi anche se non e’ la prima volta che ci confondono. Comunque credo che entrambe le persone giuste seguano il blog, almeno saltuariamente, quindi magari i saluti gli arriveranno ugualmente ;-P
    Grazie per il video che e’ bellissimo, DEVO sapere cos’e’ la colonna sonora.

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