Post a luci rosse: i Priapulida (mandate a letto i bambini)

Immaginate di essere in immersione in profondita’ nelle fredde acque dell’Artide (non voglio sapere cosa ci fate li al freddo!). Nel buio delle acque, la vostra torcia illumina qualcosa che sporge dal silt dei sedimenti. Guardate bene, increduli: ha la forma di un *****, e anche le dimensioni di un *****. Vi avvicinate lentamente, vedete estroflettersi la parte anteriore, che sempre di piu’ vi ricorda un *****. Allungate una mano: al tatto, mentre si ritrae lentamente, vi rendete conto che la cosa e’ sostenuta dalla pressione idrostatica dei liquidi all’interno, come un *****. Il vostro primo pensiero e’ che il mostro della laguna nera e’ in vena di scherzi goliardici e si e’ seppellito (quasi) tutto nel fango dopo essersi imbottito di Viagra. Il secondo, piu’ morigerato, pensiero e’ che vi siete imbattuti in un priapulide.

themiste.jpg

Un priapulide, Themiste sp. Foto da: www.earthlife.net

I priapulidi sono organismi marini che, non casualmente, prendono il nome da Priapo, il dio greco della virilita’ e della fertilita’ maschile per via della loro forma decisamente fallica.

In realta’ il loro corpo, di dimensioni che variano dal lilipuziano (0.5 mm) al John Holmes (20 cm) e’ costituito da tre porzioni, una parte anteriore introflettibile (detto presoma), lunga anche un terzo dell’intero animale, in cui c’e’ la bocca e la faringe, un corpo (detto addome) all’estremita’ caudale del quale si apre l’ano e a volte una coda che in realta’ e’ un tubicino cavo e vescicoloso che serve a respirare. L’estremita’ anteriore, a differenza di… altro… e’ provvista di dentini che servono ad afferrare la preda (i priapulidi sopra il cm sono tutti predatori e si nutrono di creature lente come i policheti). Una volta afferrato il polichete, la faringe si ritrae in dentro, dove i dentini raspano contro il cibo, e poi ancora si estroflette in fuori, e ancora in dentro, col movimento di un calzino che viene continuamente rivoltato, finche’ il cibo non e’ sia ben grattugiato dai dentini sia spinto verso l’intestino.

mouthpriapulus.jpg

Bocca di Priapulus caudatus. Si notino i dentini nella faringe. Foto da: http://reefkeeping.com

All’esterno (e parzialmente anche all’interno, dato che riveste la faringe e il tratto terminale dell’intestino) c’e’ una sottile cuticola fatta di chitina, come quella degli artropodi, che subisce l’ecdisi (la muta) di tanto in tanto. Ricordiamoci questo particolare, ci servira’ piu’ tardi.

All’apparenza il corpo di questi vermi e’ segmentato, ma non si tratta di metameri, bensi’ dei muscoli circolari che rivestono la parete e che servono all’animale per spostarsi. La superficie esterna puo’ essere liscia o coperta di tubercoli, papille o spine nella versione “stimolante per lei”. La cavita’ all’interno del corpo non e’ chiaro se sia un celoma o uno pseudoceloma, ma in ogni caso contiene un liquido rosa (no, non ha la prostata, e’ per via di un pigmento respiratorio detto emeritrina, con ferro non associato a un gruppo eme-) che fornisce supporto idrostatico e ha un ruolo di scambio in questi animali sprovvisti di apparato circolatorio e respiratorio.

I sessi sono separati, e la fecondazione puo’ essere sia esterna che (forse) interna. Ora, non so voi, ma io una fecondazione interna tra due priapulidi non so se ho voglia di immaginarmela. La larva e’ diversa dall’adulto, avendo un carapace provvisto di otto placche rigide; vive nel silt, compiendo numerose mute e nutrendosi di residui organici; e’ un raro caso di larva di invertebrato bentonica (in genere sono planctoniche).

I priapulidi sono diffusi un po’ ovunque, abitando in genere in profondita’ sia nei mari artici (le specie piu’ grandi) che in quelle temperati e tropicali, ma sono localmente sempre poco abbondanti e poco frequenti, per cui e’ difficile individuarli. Quattro specie sono presenti anche nel Mediterraneo, dove scavano gallerie nei sedimenti del fondale, nelle quali vivono e cacciano, mantenendo la coda (che non e’ la coda) fuori per respirare.

Finora se ne conoscono soltanto 16 specie quattro famiglie (Priapulidae, Maccabeide, Tubiluchidae e Chaetostephanidae). A proposito dei Maccabeidae, presenti anche nel Mare Adriatico, in Puglia (Maccabeus tentaculatus), vorrei tanto conoscere qualcuno che riesce a dire con faccia seria, alla domanda “professione” : “io mi occupo di Priapulidi maccabeidi“. Secondo me i carabinieri l’arrestano perche’ pensano a un giro di prostituzione maschile in Israele.

Anche i priapulidi, come gli onicofori e l’hallucigenia, sono stati trovati nelle argilloscisti Cambriane di Burgess (520 milioni di anni fa) e dello Yunnan in Cina (540 milioni di anni fa), gia’ differenziati in alcune specie come Ancalagon Minor e Fieldia lanceolata da Burgess e Maotyanshiania cylindrica dallo Yunnan. Ma il priapulide fossile piu’ noto e’ sicuramente Ottoia sp., il piu’ grande (80mm) e il piu’ frequente fossile di Burgess. Certamente a quei tempi i priapulidi erano molto piu’ numerosi e comuni di oggi; poi sono stati sopraffatti dai nuovi cladi piu’ competitivi e costretti a rifugiarsi in zone inospitali, come le zone artiche o le acque anossiche o soprassalate.

ottoia.gif

Ottoia, un priapulide fossile di Burgess. foto da: www.gpc.edu

E adesso arriviamo alla parte veramente oscena di questo post: come classifichiamo i priapulidi?

Il busillis consiste nel fatto che buona parte della tassonomia degli invertebrati si basa sulla descrizione della morfologia della loro cavita’ interna. Abbiamo quindi i Celomati, in cui la cavita’ corporea e’ rivestita interamente dal peritoneo , e gli Pseudocelomati, in cui non tutta la cavita’ e’ racchiusa d tale foglietto. Poi ci sarebbero anche gli Acelomati, ma vabe’. Nel caso dei priapulidi, non e’ chiaro, perche’ la morfologia e’ strana, se la cavita’ interna sia uno pseudoceloma, e in questo caso sarebbero collocati come una classe del phylum dei vermi Aschelminti, o se e’ un vero celoma, e in questo caso andrebbero collocati in un phylum tutto loro, con solo 16 specie (si pensi che solo gli insetti, che sono parte del phylum Arthropoda, sono oltre 800.000).

A complicare il tutto ci si mettono i cladisti, che si basano non sull’aspetto del corpo ma sulle analisi molecolari.

russian-matroshka_no_bg.jpg

E’ una specie di matryoshka: secondo il cladisti i priapulidi (la matryoshka piu’ interna, quella intera) andrebbero riuniti insieme ad altri due gruppi, i Loricifera e i Kinorhynca, come Cephalorhynca, cioe’ “testa a becco” (seconda matryoshka). I Caphalorhynca si riuniscono con i Nematozoa (i nematodi) formando gli Introverta (terza matryoshka). Gli Introverta si riuniscono con i Panarthropoda (Onicofori, tardigradi e veri artropodi) formando gli Ecdysozoa (quarta matryoshka), cioe’ gli animali che fanno la muta. Questo, se ci si pensa, e’ in accordo morfologico con la cuticola chitinosa esterna dei priapulidi, a cui si accennava sopra. Gli Ecdisozoa si riuniscono con i Gastrothrica formando i Cuticulata (quinta matryoshka).

Verrebbe da chiedersi: ma i priapulidi che cazzo cosa sono? Il nome “priapulidae” fu assegnato da Lamark, e penso che almeno in questo l’abbia imbroccata in pieno.

Referenze:

Zullini, A. et al (1993) Zoologia – Trattato Italiano. Ed. Zanichelli

Le Cointre, G., Le Guyarder, H. (2006) The Tree of Life – A Phylogenetic Classification – Harvard University Press, Cambridge.

Published by tupaia on marzo 28th, 2008 tagged invertebrati, marini, vermi


8 Responses to “Post a luci rosse: i Priapulida (mandate a letto i bambini)”

  1. Marco Ferrari Says:

    Come al solito ti leggo prima io. Allora, la prossima volta, per espiare a tutte queste sconcezze, parli dei rotiferi bdelloidei (anzi, delle rotifere bdelloidee), che sono e rimangono sempre vergini. E il sesso non lo fanno da 100 milioni di anni.

  2. danilo Says:

    http://www.lorologiaiomiope.com/?p=100

  3. tupaia Says:

    Marco: gia’ fatto, come ti ha segnalato anche danilo

  4. madscientist Says:

    Mah, se i ricordi dell’esame di zoologia 1 sono ancora validi (sono passati…anni), i priapulidi erano stati spostati tra i celomati dato che qualcuno aveva trovato un sottilissimo mesentere. Confesso che da allora non ho più seguito la vicenda, non è che i priapulidi siano tra gli animali che terrei nell’acquario.

  5. falecius Says:

    Mi sa che c’è un errore: non possono esserci due generi in quattro famiglie!

  6. tupaia Says:

    Hai ragione, chissa’ che volevo dire, forse ordini. Grazie di avermelo fatto notare, adesso vedo di rimediare

  7. Tom Tomburo Says:

    “Ancalagon (Minor) il Nero” era il nome del signore dei grandi draghi volanti di Angband, nel Silmarillion di Tolkien. Solo una piccola curiosità :)

  8. tupaia Says:

    Tom Tomburo: il silmarillion l’ho letto molto tempo fa e non mi ricordavo di ancalagon. Bello, grazie della precisazione. Certo che vederci un drago in un priapulide ce ne vuole di immaginazione! :)

Leave a Comment