Porci con le zanne (Hyemoschus aquaticus)

Se mai qualcuno vi dovesse dare dello “iemosco acquatico” o del “tragulo dalle zanne” non vi sta facendo un complimento: vi sta dicendo che siete l’anello mancante tra un maiale e una mucca, e per giunta siete un fossile vivente.

Fortunatamente sono pochi quelli che lanciano insulti cosi’ insoliti (per quanto… “quello iemosco di mio cugino” potrebbe anche suonare bene, e vostra zia non capira’ mai che state dicendo; o meglio: “quel tragulo zannuto del mio capufficio”…) ma questo insolito animale esiste davvero, anzi, ne esistono quattro specie.

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Un esemplare di Hyemoschus aquaticus al NHM di Londra. Il tassidermista ha scelto male gli occhi, che nell’animale vivo sono tutti neri, e ha rizzato un po troppo le orecchie, che hanno un aspetto piu’ “topoide”.

I membri della famiglia Tragulidae, tutti molto piccoli tanto che vengono chiamati anche mouse deer, cervi-topo, sono artiodattili primitivi comparsi nel’Oligocene circa 30 milioni di anni fa, e i suoi primi componenti, come l’Archaeomeryx, trovato fossile in Mongolia, erano diffusi e comuni in tutta l’Eurasia e l’Africa. Da allora la struttura generale dei tragulidi non e’ variata granche’, ma nel frattempo sono comparsi gli artiodattili moderni che li hanno quasi integralmente soppiantati. Oggi sopravvive una sola specie di Tragulidae in Africa, lo Hyemoschus aquaticus, appunto, e tre nel Sud-Est asiatico. Solo che siccome i tassonomi sono tassonomi, povere bestie, due delle specie asiatiche sono state suddivise in sei, per cui al momento si contano otto specie in tutto, sebbene la revisione sia ancora incompleta.

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Ok, parliamoci chiaro: lo iemosco acquatico, o water chevrotain come lo chiamano gli inglesi, il piu’ primitivo tra i tragulidi, con quel musetto da tupaia che si ritrova e le abitudini insettivore insolite per un ruminante sembra venuto fuori dritto dritto dal pool originario di mammiferi primitivi. E’ come se, appena scomparsi i dinosauri, i suoi antenati avessero avuto un’esplosione evolutiva che lo ha portato all’aspetto moderno e poi tutt’a un tratto questa spinta si sia fermata. Fortuna che i creazionisti sono ignoranti come tenebrionidi, se no potrebbero sfruttarlo come argomento, funzionerebbe gia’ un po’ meglio dell’occhio della seppia, secondo me.

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Femmina di Hyemoschus aquaticus. Tratto da: www.ultimateungulate.com

Lo Iemosco acquatico e’ un ruminante, come le mucche, i cammelli e le capre, cioe’ il suo stomaco e’ modificato per fermentare e digerire la cellulosa. Ciononostante, ha diversi tratti da non-ruminante che sono associati ai suoi caratteri primitivi e che ne fanno l’anello di congiunzione tra ruminanti e non o meglio, il suo antenato era l’anello di congiunzione, da cui son venuti fuori maiali da un lato, ruminanti dall’altro, e Iemosci nel mezzo.

I caratteri in comune coi ruminanti sono:

  • stomaco suddiviso in quattro camere, sebbene la terza camera, l’abomaso, sia poco sviluppato
  • mancanza di incisivi superiori
  • canini superiori lunghi e sporgenti (caratteristica in comune con un’ altra famiglia di ungulati, i Moschidae), che gli danno un aspetto “dai denti a sciabola”

In comune con i ruminanti che vivono in foresta:

  • sono solitari
  • hanno un solo piccolo
  • ingeriscono la placenta dopo la nascita

In comune con i non-ruminanti:

  • non hanno le corna
  • i maschi hanno il pene “a cavatappo” (urgh!) come quello dei maiali
  • i canini superiori crescono indeterminatamente come gli incisivi dei roditori
  • hanno quattro dita ben sviluppate e non due come le mucche
  • il sistema sociale somiglia a quello dei carnivori solitari, con femmine che hanno un territorio fisso, in genere accompagnate dall’ultimo cucciolo e poca interazione tra le femmine, e maschi piu’ vagabondi con un territorio grande.
  • le femmine sono piu’ grosse dei maschi di circa il 20% (12 kg contro 10, in media)
  • Come i maiali, hanno un comportamento sessuale molto semplice che manca di parate visive e riduce la comunicazione a vocalizzazioni o odori
  • Come i maiali, si sdraiano mettendo prima giu’ il sedere, e poi ritraendo le anteriori sotto di se’.
  • Come i maiali, non hanno l’osso cannone: come mi spiega Mar Kino, “l’osso cannone è presente nell’anatomia dei bovini e dei caprini, ed è il risultato della fusione dei due metacarpei (e dei metatarsei) principali, terzo e quarto. Nei suini le ossa in questione sono separate”.

Tutte e quattro le specie sono caratterizzate da un corpo tozzo e robusto che sormonta quattro zampette sottili sottili che sembrano appartenere a qualcun altro. Cosi’ sottili che gli zoccoli di una delle specie asiatiche sono usati per compattare il tabacco nelle pipe. Inoltre lo iemosco ha una forma generale “a cono”, con cranio piccolo portato alto, collo robusto, corpo che si va allargando a pera. Questa struttura da donna mediterranea e’ un adattamento alla vita nella foresta e gli permette di insinuarsi nelle aree di vegetazione piu’ intricate e impenetrabili. Inoltre la pelle del groppone e della gola e’ molto robusta, sia per prevenire ferite e abrasioni da parte della vegetazione, sia per proteggersi dai denti a sciabola dei maschi (le femmine li hanno molto piu’ piccoli).

Lo iemosco si nutre principalmente di frutti (almeno 76 tipi diversi, tra cui fichi, noci di palma e albero del pane) e foglie, ma anche insetti (perlopiu’ formiche), carogne, pesce e gamberi. Se spaventato il piano A e’ rimanere immobile e contare sul mimetismo. Se non funziona, il piano B e’ tuffarsi in acqua e allontanarsi nuotando. Questo animale infatti e’ legato all’acqua, da cui non si allontana mai troppo, ed e’ un discreto nuotatore.

Sono timidi e solitari, e tendono a minimizzare gli incontri nel fitto della foresta pluviale centroafricana evitando sovrapposizioni di territorio. I maschi tuttavia, se occorre, si scontrano corrrendo l’un contro l’altro a bocca spalancata e mandando sferzate laterali coi canini, e mordendosi. Non esiste una vera gerarchia, essendo solitari, ma gli animali piu grossi e anziani tendono ad essere dominanti. Tutti i traguli possiedono una ghiandola unica alla loro famiglia sotto il mento, che serve a marcare il partner o il rivale strofinandogli il mento sul groppone. Hanno inoltre ghiandole prepuziali e anali in comune con altri ungulati, ma mancano di ghiandole sotto gli occhi o tra le dita delle zampe. Insomma, l’apparato endocrino per le comunicazioni inter-ed intraspecifiche e’ ancora la versione beta.

Quando il maschio individua una femmina in estro, la insegue lanciando un grido particolare, come fanno i maiali. A quel grido la femmina si ferma permettendo al maschio di leccarle i quarti posteriori. Dopo un po’ di tentativi, la femmina permette al maschio di montarla. Gli accoppiamenti avvengono tutto l’anno e le femmine danno alla luce un unico piccolo, che aspetta buono nel fitto della foresta il ritorno della madre per allattarlo. Lo svezzamento avviene a tre mesi e la maturita’ sessuale e’ raggiunta a 10 mesi.

Per via del loro habitat intricato, e delle loro abitudini esclusivamente notturne e timide, e’ difficile stimare il numero di questi animali. La popolazione e’ stimata intorno ai 300.000-250.000 esemplari, ma la IUCN non ha assegnato una categoria a questo animale per mancanza di dati.

Nota di colore. Essendo a meta’ strada tra maiali e ruminanti, Mr tupaia ha definito questi animali “l’arrosto perfetto”. Non e’ andato molto lontano dalla realta’, a quanto pare, perche’ le popolazioni africane li cacciano pesantemente come bushmeat.

Siti e libri consultati:

Macdonald, D. W., (2006) The encyclopedia of mammals, OUP, Oxford

Kingdon, J. (1997) The Kingdon Field Guide to African Mammals. A&C Black Publishers, London

www.ultimateungulate.com

Published by tupaia on gennaio 4th, 2008 tagged Erbivori, mammiferi, Ruminanti


22 Responses to “Porci con le zanne (Hyemoschus aquaticus)”

  1. Mar Kino Says:

    Belle ste cose! Una sola obiezione: mi pareva di ricordare diversamente, e ho controllato le mie fonti che mi danno ragione, ma il maiale ce l’ha il perone. Eccome!

    Buon anno!
    Ciao
    Marco

  2. B Says:

    ciao! bello questo blog animalesco. un saluto da AmicaB :)

  3. peppo Says:

    tupaia scusa se intervengo qui per una proposta ma nn mi pare ci sia un link per i contatti altrove sul sito: perchè un giorno non ci parli del Chupacabra? da un punto di vista scientifico, mi pare dovrebbe essere stata confermata la sua esistenza… Aspetto ansioso. (p.s. ho diritto ad essere menzionato come promotore se pubblicherai qualcosa… ahahah!)

  4. tupaia Says:

    Mar kino: mi cogli in fallo. Il problema e’ che uso testi in inglese. Questi parlavano di “cannon bone” e non sapevo come tradurlo in italiano. Googlando ho trovato “perone”, ma si sa, su google c’e’ di tutto di piu’. Che osso e’ il “cannon bone”, allora?

    AmicaB: oh, ciao, ben ritrovata! sono promossa allora per il taglio anatomico dell’oca? ;-P

  5. falecius Says:

    Wikipedia.en chiama “cannon bone” il terzo osso metacarpale dei cavalli.

  6. tupaia Says:

    peppo: se hai dei riferimenti scientifici sul chupacabras sarei curiosa di approfondire. Per quel che ne so e’ un animale leggendario, e anche Cryptomundo dice che si tratta di coyote, in genere malati di scabbia che ne deforma il muso. Ma certo, potrei sbagliarmi, e non sarebbe la prima volta.
    Dai un’occhiata qui:
    http://www.cryptomundo.com/cryptozoo-news/cuero-dna/

  7. tupaia Says:

    si, ma siccome l’osso metacarpale dei cavalli e’ molto sviluppato, mi sono persa nell’anatomia equina… ;-P Non so se ha un nome particolare in italiano, quella zona e’ quella dei garretti, ma l’osso dello stinco si chiama metacarpo e basta? Mar kino, tu hai libri di anatomia equina e suina in italiano sotto mano, a questo punto dicci…

  8. peppo Says:

    tupaia, faccio dietrofront. le mie fonti non sono “scientificissime”: oggi su radio2 ascoltavo che l’ospite della giornata, il conduttore di un programma tv scientifico (nn ricordo il nome), diceva che il test sul dna fatto da dei ricercatori su un esemplare trovato morto durante la preparazione di un loro servizio (lui era presente), confermava l’affinità filogenetica con le iene ma era una specie a sè.
    Descriveva l’animale così:
    -occhi azzurri (!!!)
    -bocca piccola ed assenza di denti, ad eccezione di due sviluppatissimi canini;
    -ematofago;
    -zampe posteriori più lunghe e sviluppate delle anteriori;
    -abitudini notturne e… sotterranee! (vivrebbe sottoterra… mah!);
    -possibilità di deambulare sulle sole zampe posteriori.
    Diceva che la sua conferma risolverebbe le leggende di tre animali mitici: il vampiro, il licantropo e il chupacabra stesso. Non ho capito in quale zona del pianeta ne erano stati investiti 3 in pochi giorni, poichè la foresta in cui abitava la popolazione era stata allagata da pioggie abbondanti. So che non si afferma l’esistenza di un animale (per di più così bizzarro!) da così vaghe indicazioni… ma facciamone uno spunto per una ricerca più scientifica. Innanzitutto mi procuro il nome del conduttore.

  9. tupaia Says:

    peppo: credo si riferisca alla storia che ti ho linkato, anche li erano tre bestie morte. Comunque questo e’ il palinsesto di radio2 per oggi:
    http://www.radio.rai.it/radio2/palinsesto.cfm?canale=2&giorno=5&fascia=m
    non vedo programmi scientifici. Sara’ stata una burla in stile guerra dei mondi.

  10. Dimitri Says:

    Certo che se l’evoluzione procedesse come suggerito da The Biological Big Bang model for the major transitions in evolution (sempre scaricabile integralmente da internet) ci si potrebbe aspettare ben altro.
    Se fosse, comunque, meriterebbe il termine di “fossile vivente” ben più di altre.
    Se fosse null’altro che un tentativo, ben arrivato, che noi lo possiamo , almeno, vedere.

  11. Marco Ferrari Says:

    Due cose, se posso:

    1a) Chupacabra. Se qualcuno ha detto le cose riferite da peppo alla radio, significa che in Italia siamo a posto con la divulgazione scientifica. Le caratteristiche sono quanto di più confuso ci possa essere. Prima di tutto le iene sono lontane dai Canidi (sono probabilmente più vicine ai Felidi) e inoltre vivono da tutt’altra parte (Africa e Asia). Chi ce li ha portati i chupacabra in Centro-sud America?
    1b) Ho scritto della bestia qualche tempo fa, credo tre-quattro anni, e per farlo ho parlato con una veterinaria americana che aveva visto questi animali morti. Secondo lei erano solo cani o coyote con rogna sarcoptica, molto malati. I canini li avevano perché erano… Canidi, il resto dei denti potrebbero averlo perso per la malattia. Allora aspettavano il Dna, ma non mi ha più contattato e quindi presumo che non ci sia niente di particolare.
    1c) Il conduttore che dice di essere stato presente quando hanno fatto il test del Dna (o ho capito male?) doveva avere buon tempo. Non si fa mica in un giorno o due!
    1d) Come fanno a sapere che un animale morto è ematofago?

    Ci sono altre obiezioni biologiche ed ecologiche, ma sono troppo lunghe e rischio di annoiare.

    2) L’articolo “The biological big bang” è interessante, ma molto, molto, molto speculativo. Guardate qui per la critiche:
    http://sandwalk.blogspot.com/2007/10/eugene-koonin-and-biological-big-bang.html.
    Mi sembrano obiezioni fondatissime.

    Ciao Marco

  12. Mar Kino Says:

    Eccomi:
    l’osso cannone è presente nell’anatomia dei bovini e dei caprini, ed è il risultato della fusione dei due metacarpei (e dei metatarsei) principali, terzo e quarto. Nei suini le ossa in questione sono separate, quindi direi che ci siamo! :)

    Ciao!
    Marco

  13. tupaia Says:

    Mar Kino: grazie per il chiarimento, ho provveduto a modificare il testo citandoti, se la cosa non ti da fastidio

  14. Mar Kino Says:

    Nessun problema… Anche se in realtà lo spiegava il signor Robert Barone nel suo libro “anatomia degli animali domestici”, ma mi prendo volentieri il credito… Alla faccia sua che è pure francese! ;)

  15. peppo Says:

    Puntata de “gli spostati” su Radio2 del 04 dicembre 2007. L’ospite della giornata (che ha detto tutte quelle cose) era un noto conduttore di un noto programma tv di divulgazione scientifica di cui mi sfugge il nome. Ho inviato una mail alla redazione di radio2 per saperlo ma nn mi hanno ancora risposto. Marco Ferrari grazie per il tuo intervento, forse mi sono lasciato prendere troppo dall’entusiasmo.

  16. Totò Says:

    Ciao, veramente interessante questo blog. Volevo farti due domande, visto che sai tutte queste cose (come fai?). Sono solo curiosità.
    – La prima riguarda un film di Herzog, “Cobra Verde”: il protagonista Klaus Kinski mostra alla figlia uno strano animale che definisce “bradipo nano”. La bestiola è piccolissima e si tiene in una mano. Kinski cerca di svegliarla per far divertire la figlia, ma poi le dice che questo animale resta in letargo tutta la vita. Ho provato a cercare informazioni su internet, ma non le ho trovate. Tale “bradipo nano” è veramente buffo: non ha dita prensili (come immagini le abbiano i bradipi), ma delle specie di “unghie” giganti.
    – La seconda invece è ancora più oscura e imprecisa: un film di parecchi anni fa, “La Pelle”, tratto dall’omonimo romanzo di Curzio Malaparte, ambientato durante la seconda guerra mondiale, a Napoli. Durante una cena, viene portato in tavola un pesce rubato all’acquario comunale: si tratta di una “sirena”. Gli ospiti si impressionano ed una donna urla perché assomiglia ad una bambina. In effetti il “pesce” sembra proprio una bimba, con la pelle grigia però. Anche su questo natante non ho trovato informazioni.

    Scusa per le imprecisioni, ma non so nulla di zoologia. Mi farebbe piacere sapere qualcosa, sarebbe perlomeno divertente.

    saluti

  17. falecius Says:

    La “sirena” è con ogni probabilità un dugongo o un lamantino, che non sono pesci ma mammiferi marini.
    Tutti bradipi, per quanto ne so, hanno gli unghioni.
    (Tupaia correggimi se sbaglio). Ad ogni modo il bradipo è il mio animale totemico, quindi si colloca assai alto nella mia wishlist per questo blog, subito sotto la zanzara.

  18. tupaia Says:

    Toto': Dalla prima descrizione direi che si tratta del formichiere pigmeo, Cyclopes didctylus, che e’ pero’ un formichiere e non un bradipo, anche se assomiglia, si muove e si comporta come un bradipo. Non va affatto in letargo ma si muove molto lentamente, forse quello puo’ aver fatto pensare ad un animale torpido. Ne ho accennato vagamente nell’introduzione a questo post: http://www.lorologiaiomiope.com/?p=15
    Sulla sirena penso che abbia ragione Falecius, deve trattarsi di un dugongo o lamantino che, non a caso, appartengono all’ordine dei Sirenidi, pero’ sono animali abbastanza grandi, sicuramente piu’ grandi di una bambina, a meno che non si trattasse di un cucciolo.

  19. Totò Says:

    Complimenti Tupaia! Oggi ho rivisto lo spezzone ed effettivamente la bestiola tira fuori una linguetta da formichiere. Poi ho visto la pagina su wikipedia: è proprio lui, un Cyclopes didactylus!
    Qui ci sono un paio di foto che lo ritraggono perfettamente:

    http://www.terraecuador.net/nuestra%20fauna/flor-de-balsa.jpg

    http://www.ceiba.org/images/silkyanteater.jpg

    http://www.projectamazonas.com/Images/Flora&Fauna/FloraFaunaGalleries/mammals%20edentates/Cyclopes%20didactylus%2001.jpg

    Quelle zampette sono affascinanti…

    Invece, per quanto riguada la sirena, mi spiace ma credo proprio non sia quello. Sto seriamente pensando che l’animale del film non esista, ma sia stato fatto per impressionare lo spettatore. Purtroppo il film non è stato digitalizzato in dvd, altrimenti vi avrei già mostrato uno screenshoot. Comunque ha fatto impressione anche a me, sembrava veramente una bambina. Riusciva a stare in un vassoio… e non aveva una faccia da pesce (lesso), ma una specie di smorfia umana. Mi ha colpito molto l’occhio, che “guardava” dritto in camera. Lo chiamavano proprio “sirena”, e se lo sono mangiati (nella finzione): del resto era tempo di guerra…

    grazie mille!

  20. tupaia Says:

    Toto: se dai qualche dettaglio in piu’ nella descrizione della sirena magari ci si arriva (pinne, coda, colore etc). Le razze viste da sotto a volte hanno un aspetto “umano”, solo che gli “occhi” sono in realta’ narici.

  21. peppo Says:

    eh con sta storia della sirena… mo mi avete fatto incuriosire e mi sto scaric… procurando il film!

  22. niny Says:

    Ciao!
    Innanzitutto volevo dire che questo blog è bellissimo e molto interessante!
    Essendo biologa laureata (da un paio d’anni)ma con la solita enorme difficoltà nel trovare lavoro nel mio campo, non mi resta altro che divorarmi nel tempo libero qualsiasi libro, pubblicazione o articolo che riguardi l’argomento.
    Giusto per non stare a digiuno :)

    Il conduttore di cui parlate si chiama Roberto Giacobbo e conduce (o conduceva) un programma ”scientifico” su raidue (in prima serata!) dal nome ”Voyager ai confini della conoscenza”

    Come si può chiaramente intuire dal titolo siamo parecchio lontani dalla ”conoscenza”, diciamo che è più un programma che parla di miti, leggende, fantascienza, misteri misteriosi.
    La nota negativa è che in tutto questo pretende di essere scientifico e credibile.

    Il servizio sul chupacapra io l’ho visto (l’hanno anche mostrato nel corso di una puntata serale, forse cercando su youtube alcuni spezzoni si possono trovare) e l’unica cosa che posso dirvi è che io e un mio amico, anche lui biologo, abbiamo riso tutto il tempo (anche grazie alla sceneggiatura del servizio, che era davvero incredibile!)

    http://www.voyager.rai.it/R2_HPprogramma/0,,239,00.html
    Qui si possono trovare alcune puntate.

    Vi raccomando specialmente la puntata sull’acqua dotata di memoria (uno studioso giapponese, mi sembra, era arrivato a questa conclusione dopo, pensate!, ben tre esperimenti sulle gocce d’acqua ed alla favolosa scoperta che tutte e formavano cristalli diversi uno dall’altro!

    Dovrebbe essere questa
    http://www.youtube.com/watch?v=C4OEpYIQ6Hk

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