Pinna nobilis e l’antica arte di filare il bisso

Abstract: Pinna nobilis is the biggest European bivalve mollusk, measuring up to 1.20 m, and can be find across the basin of the Mediterranean sea. From the filaments that anchor the mollusk to its substrate, called byssum, ancient Egyptians, Phoenicians, Greeks and Romans obtained a “sea silk” extremely soft and valuable, that perhaps was colored with purple dye – the extract of another Mediterranean mollusk. Nowadays one single Sardinian woman is the keeper of the secret to spin the byssum obtained from this endangered species.

Volevo scrivere un post sulla Pinna nobilis secondo l’abstract che ho scritto e riportato qui su. Cercando maggiori informazioni mi sono tuttavia imbattuta in questo sito:

http://www.lasetadelmare.eu/pinna.html

e mi e’ sembrato cosi’ esauriente e professionale che devo dire che non ho molto da aggiungere (tranne forse che Pinna nobilis produce perle di scarsa qualita’).

Vi rimando quindi alla lettura del sito con tutte le chicche storiche sul bisso se volete saperne di piu’.

Published by tupaia on novembre 14th, 2010 tagged invertebrati, marini, moda


12 Responses to “Pinna nobilis e l’antica arte di filare il bisso”

  1. claudio Says:

    da piccolo quando passavo le estati sull’isola di san pietro, ne trovavo e vedevo tantissime…ora non se ne trovano più se non in profondità

  2. Landolfi Says:

    A parte il fatto che a me piace fare lezione sempre nella stessa classe… quand’è che ci racconti di questa misteriosa signora sarda?

  3. Lopo Says:

    Riguardo al bisso c’è da ricordare tutta la discussione riguardo al Volto Santo di Manoppello, che secondo un crescente numero di sciroccati sarebbe nientemeno che la Veronica™ originale.
    http://www.cicap.org/new/stampa.php?id=273382
    Credo che sia stata proprio la signora suddetta ad esprimere il parere che il bisso non si può dipingere, e siccome il Volto sembra fatto di bisso, allora è un’immagine acheropita, nonostante sembri ovviamente un dipinto.

  4. fuurio Says:

    1. mi hanno detto che in passato lo si pescava per arrostirlo in spiaggia alla sera. ne deduco che sia commestibile. ti risulta?
    2. cosa accadrebbe a chi avventatamente infilasse un dito tra le valve?

  5. tupaia Says:

    Landolfi: dunque, e’ complicato. A me fa un po’ ridere quando prendono un mio post, lo riassumono, o lo riportano in modo simile, e lo pubblicano come post originale. Succede a volte. Io penso che il sito che ho segnalato sia abbastanza completo e che quindi io non riuscirei ad apportare un contributo originale in termini di completezza e rigore delle informazioni (della qual cosa rosico abbastanza, perche’ prima di imbattermici avevo gia’ raccolto tutta la documentazione bibliografica necessaria a scrivere il post).
    Ho deciso quindi di rinunciare per non ripetere cose gia’ riportate da altri, mi sembra piu’ corretto cosi’.
    L’onesta’ intellettuale a volte ha degli scotti da pagare.
    Comunque nei momenti che l’organizzazione del Carnevale della biodiversita’, il lavoro etc mi lasciano liberi sto scrivendo un altro post su una creatura horrendissima.

  6. tupaia Says:

    Fuurio: sisi, e’ commestibile, la pesca a fini gastronomici e’ uno dei motivi per cui e’ in estinzione. Se ci metti un dito non saprei, il bordo non e’ affilato di solito quindi non so se riuscirebbe ad amputarlo, ma sicuramente ti farebbe malissimo, e per liberarti dovresti trovare il modo di uccidere il mollusco

  7. mantastrega Says:

    Posso dire con certezza che il dito non riesci a mettercelo… le due valve si chiudono ermeticamente ben prima che tu sia arrivato a sfiorare la conchiglia .

  8. Landolfi Says:

    La mia era solo una battuta, ma sono contento che sia stata lo spunto per un chiarimento interessante.
    Aspettiamo con ansia la prossima creatura!

  9. dund Says:

    (lisa, ho un amico sardo che oltre a essere naturalista conosce anche di persona chiara vigo e ci ha lavorato insieme. se vi interessa reclutarlo per il carnevale della biodiversità o altro, vi metto in contatto)

  10. tupaia Says:

    (Francesco, ricordo che me ne parlasti. Le iscrizioni al carnevale ora sono chiuse, vediamo che succede tra due mesi. Il tuo amico ha un blog?)

  11. dund Says:

    (sì sì, io dicevo se ti interessava in generale. non ha un blog, però ha un indirizzo email e un account facebook)

  12. fabristol Says:

    Mi ricordo da piccolo ne vidi due o tre nella spiaggia di Zafferano vicino a Capo Teulada, in Sardegna. Quando lo raccontai mi dissero che appunto con quella si facevano vestiti pregiati.

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