Per il tuo varanino, non compri mai balocchi…

Una definizione da manuale di etologia di gioco e': “comportamento ripetuto, intrinsecamente gratificante ma non completamente funzionale, che differisce da attivita’ piu’ serie strutturalmente, contestualmente o ontogenicamente e iniziato quando l’animale e’ in una situazione rilassata o non stressante”. Si individuano tre tipi di gioco: locomotorio, con oggetti, e sociale. I primi due sono associati al comportamento predatorio, ed e’ funzionalmente un allenamento dei cuccioli alla caccia, l’altro invece e’ tipico di specie sociali e involve relazioni sia tra conspecifici che tra specie diverse (uomini e cani, ad esempio).
In pratica una cosa e’ quando un animale fa qualcosa per procacciarsi del cibo o per riprodursi, altra e’ un gattino che gioca con una pallina.

Sappiamo per certo che diversi mammiferi giocano: cani, gatti, scimmie, delfini e persino volpi volanti. Ma gli altri animali?

Andiamo qui su in terreno virtualmente nuovo e inesplorato. I pappagalli senz’altro giocano, e anche alcuni avvoltoi come i caracara, dato che sono tra gli uccelli piu’ intelligenti. E’ dunque una questione di intelligenza? E animali proverbialmente stupidi come i rettili, giocano?

Sorprendentemente, si direbbe di si.

Il varano di komodo (Varanus komodoensis) e’ uno dei piu’ grossi rettili viventi, sicuramente la lucertola piu’ grossa, con i suoi tre metri di lunghezza e 70 e passa kg di peso. Nelle isole indonesiane in cui vive (Komodo, Flores, Rinca Padar, Gili Motang, Owadi e Samiin) e’ il predatore piu’ grande e non ha nemici naturali (gli ecologisti parlano in questi casi di gigantismo insulare).

Sebbene tenda a nutrirsi di animali morti, caccia anche all’agguato mordendo le prede, se la vittima non muore subito e scappa non e’ comunque un problema: non ha scampo in ogni caso perche’ il morso del varano di Komodo e’ particolare: i denti sono infatti ricoperti di gengiva, che si lacera masticando e cio’ crea un ambiente perfetto per batteri che causano setticemia nella preda, uccidendola in breve tempo. Poi, con comodo, grazie all’odorato sviluppatissimo, il varano ritrova la preda morta anche nel raggio di 9.5 km e la mangia. Qualche tempo fa un ricercatore francese morso da un varano di Komodo e’ morto in sei mesi nonostante gli antibiotici e tutte le cure e prestategli una volta tornato in patria. Come dice Douglas Adams in “Last chance to see”, in questo caso la tecnica di caccia non ha funzionato perche’ a Parigi non ci sono Varani di Komodo.
La femmina ha cure parentali, poiche’ fa la guardia alle uova, ma il maschio no: i piccoli varani di Komodo si arrampicano sugli alberi per sfuggire alla predazione dei loro genitori!

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Giovane varano di Komodo allo zoo di Londra

Insomma, complessivamente, non una bestiola simpatica, e neanche troppo intelligente, viste le dimensioni del cervello: come tutti i rettili, manca della neocorteccia, ovvero quella parte del cervello che ci consente di avere pensieri, vita di relazione e autocoscienza. Il cervello di un alligatore so per certo che e’ grosso piu’ o meno come una mandorla. Non ho dati, ma suppongo per analogia che quello del varano non sia molto piu’ grande.

Non ci aspetteremmo mai un comportamento ludico in una bestiaccia del genere.

Eppure… Eppure, il varano dello zoo di Londra a quanto pare spinge un badile dimenticato dal suo keeper per tutto il recinto, apparentemente affascinato dal rumore del metallo contro la roccia. Una femmina di varano di Komodo dello zoo si Washington DC, invece, afferra e scuote vari oggetti tipo pupazzi, lattine per bibite, anelli di plastica e coperte. Gli oggetti non sono confusi col cibo, perche’ cerca di ingoiarli solo se vengono ricoperti di sangue di ratto, e in questi casi diventa molto piu’ aggressiva, anche nei confronti del suo keeper, che adora (e a quanto pare riconosce senza problemi, altro fenomeno interessante). Pare anche che infili la testa per pura curiosita’ dentro scatole, scarpe, coperte e altri oggetti. E non e’ finita qui! Mostra anche comportamenti di gioco sociale, interagendo con oggetti indossati o tenuti dal keeper, acchiappandoli e lottando come farebbe un cane o un gatto.

I varani di Komodo non sono gli unici rettili in cui si e’ osservato un comportamento ludico:

Alcuni esemplari tenuti in vari zoo di una tartaruga del Nilo, la Trionyx triunguis, spingono col naso palloni o bottiglie di plastica che galleggiano nella vasca, nuotano tra anelli e giocano alla lotta coi keepers. Un’altra tartaruga, la Clemmys insculpta, si diverte a scivolare in acqua da un piano inclinato, come fanno le lontre. Un alligatore americano (Alligator missisipiensis) e’ stato osservato in naturanuotare in cerchio intorno e poi attaccare delle gocce d’acqua che cadevano nello stagno. Il comportamento non era associato a guadagnare cibo e pare fosse assimilabile ad una simulazione di comportamento predatorio, come fanno i gatti.

Complessivamente, questi ed altri comportamenti ludici sono stati osservati in animali ben nutriti ma tenuti in ambienti spartani e con pochi stimoli, probabilmente come risposta alla noia. A mammiferi e uccelli in genere gli zoo forniscono stimoli, attivita’ e giochi per tenerli attivi, mentre una tale necessita’ non e’ mai stata pensata per i rettili.

Insomma, sembrerebbe che ci vogliano meno profumi di cibo e piu’ balocchi per i rettili in cattivita’.

Testi consultati:

http://www.nhbs.com/title.php?tefno=113202

Published by tupaia on agosto 11th, 2007 tagged comportamento, rettili


2 Responses to “Per il tuo varanino, non compri mai balocchi…”

  1. falecius Says:

    in questo articolo tu meti insieme rettili (come cheloni, arcosauri -alligatori- e sauri – i varani – ) che hanno relazioni filogenetiche molto remote… :)
    I “rettili” tecnicamente, da quel che ne ho capito, non esistono. :d

  2. tupaia Says:

    Finche’ esiste tassonomicamente il superordine Reptilia ho il culo parato ;-P

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