Parassiti, gatti e personalita’ alterate

E’ ben noto che molti parassiti possono alterare il comportamento dei loro ospiti. I nematomorfi, ad esempio, inducono l’artropode che li ospita ad avvicinarsi all’acqua; il verme parassita delle lumache Leucochloridium paradoxum le costringe ad arrampicarsi in alto per essere mangiate dagli uccelli e continuare il ciclo vitale del parassita; la Sacculina carcini costringe i granchi maschio a comportarsi come femmine e cosi’ via.

In tutto questo, il dubbio e’ naturale: puo’ un parassita alterare il comportamento umano? La risposta, ovviamente, e’ si, ed e’ un fenomeno molto piu’ incredibile e diffuso di quel che ci si aspetterebbe.

Amate i gatti? Anche i loro parassiti amano voi, e vi inducono ad amarli ancora di piu’.

Il protozoo Toxoplasma gondii e’ un organismo unicellulare parassita capace di finire il suo ciclo vitale solo nei felini, che rappresentano l’ospite definitivo, inclusi i mici di casa. Gli stadi larvali di questo parassita infettano tuttavia numerosi ospiti intermedi, che poi verranno mangiati direttamente o indirettamente dai felini. Animali grandi come gli esseri umani rappresentano oggigiorno un vicolo cieco per il parassita, dato che la possibilita’ di essere sbranati da una tigre o da un micio di casa e’ remota, ma in tempi passati i nostri antenati antropomorfi erano spesso vittime dei grandi felini, e le scimmie africane lo sono ancora. Ottimo motivo insomma per cadere vittime dell’infezione da Toxoplasma gondii, detta toxoplasmosi, una malattia comunissima e che negli adulti non immunodepressi causa di solito solo lievi sintomi di tipo influenzale, sebbene possa causare danni ai feti.

Il toxoplasma puo’ andare ad incistarsi nel cervello, e numerosi studi dimostrano che le persone con anticorpi per la toxoplasmosi, e che quindi trasportano dentro di se’ una forma dormiente del parassita, mostrano numerose alterazioni della personalita’.

Ad esempio, le donne infette tendono ad essere piu’ intelligenti e hanno quel che viene definito un superego elevato, ovvero obbediscono alle regole, sono attente ai propri doveri, coscenziose, conformiste, sensibili all’etica, posate. Sono anche piu’ cordiali, estroverse, attente alle necessita’ altrui, gentili, alla mano e amano la gente. D’altro canto gli uomini infetti, rispetto al controllo non infetto, sono meno intelligenti e hanno un superego meno sviluppato, cioe’ tendono ad infrangere le regole, trascurano i propri doveri, sono opportunisti, sospettosi, gelosi e dogmatici. Inoltre sono poco amanti delle novita’, il che sarebbe un indice di personalita’ rigide, leali, stoiche, lente all’ira e frugali. Entrambi i sessi, inoltre, rispetto ai controlli, dopo l’infezione tendono a manifestare una tendenza ai sensi di colpa, ovvero sono piu’ apprensivi, dubitano di se’ stessi, si preoccupano di piu’, sono insicuri, e accusano se’ stessi.

La sieroprevalenza (percentuale di persone con anticorpi) del T. gondii varia a seconda del clima, ovvero e’ piu’ presente nelle zone caldo-temperate e umide, e di conseguenza ci sono nazioni dove e’ assente e nazioni dove pressoche’ tutti sono sieropositivi (hanno avuto l’infezione in passato). Dal momento che la presenza del parassita altera le singole personalita’, viene da pensare che la personalita’ aggregata di intere nazioni sia influenzata dal Toxoplasma. In altre parole, la personalita’ collettiva di un paese dipende da quanti abitanti hanno avuto la toxoplasmosi. Considerando ad esempio che tutti gli individui affetti sono piu’ soggetti a sensi di colpa, gli abitanti di Parma dovrebbero sentirsi mediamente piu’ colpevoli (sieroprevalenza del 48.5%) rispetto a quelli di Legnano (sieroprevalenza del 21.5%), e che le emiliane siano mediamente piu’ espansive delle lombarde non e’ certo un mistero per nessuno. La sieroprevalenza e’ d’altro canto 6.6% nel Regno Unito e 66.9%, dieci volte di piu’, in Brasile, e non ci sono dubbi sul fatto che gli abitanti si comportino diversamente. Se ve lo state chiedendo, la sieroprevalenza media in Italia e’ intermedia, 32.6% nel 2000. In aggiunta a cio’, i paesi occidentali  con alta prevalenza di T. gondii hanno una piu’ spiccata separazione dei ruoli maschili e femminili e una maggiore tendenza ad evitare rischi rispetto ai paesi con bassa prevalenza. Gli inglesi insomma hanno la parita’ tra sessi ma sono piu’ avventurosi dei brasiliani (e degli italiani). Mancano purtroppo dati relativi al resto del mondo.

Dato che al peggio non c’e’ mai fine, il toxoplasma sarebbe in qualche modo implicato anche nell’insorgenza della schizofrenia.

Perche’ mai il parassita induce simili cambiamenti comportamentali? Non e’ ben chiaro. si sa pero’ che questo protozoo manipola il comportamento dei roditori in modo da aumentare le probabilita’ di contagio nei gatti: i topi infetti sono piu’ attivi, i primi ad entrare nelle trappole e hanno meno paura dei gatti. E’ stato osservato che topi portatori di T. gondii avevano livelli di dopamina piu’ elevati, un neurotrasmettitore noto per alterare la ricerca di novita’, lo stesso del libro (e del film) “Risvegli”, e personalita’ neurotiche.

Negli esseri umani le sostanze chimiche ritenute responsabili dei cambiamenti comportamentali sono due, la dopamina e il testosterone. Uno dei meccanismi suggerito per spiegare i cambiamenti di comportamento postula che l’infezione a livello cerebrale induce una risposta immunitaria, necessaria per mantenere dormiente il T. gondii, che altera i livelli di citochine che a loro volta influenzano i neuromodulatori. L’aumentato livello di testosterone potrebbe essere invece indotto dal protozoo per abbassare le difese immunitarie dell’ospite e quindi cercare di sopravvivere attivo nell’organismo ospite. In questa corsa della regina rossa, noi ci sentiamo colpevoli.

Oltre che la personalita’ il parassita altera le capacita’ psicomotorie, ovvero aumenta i tempi di risposta ad uno stimolo. Uno studio ceco dimostra infatti che soggetti sieropositivi alla toxoplasmosi hanno 2.65 volte piu’ probabilita’ di essere coinvolti in incidenti automobilistici (sia come guidatori che da pedoni) rispetto al gruppo di controllo. Oltre al test del palloncino i carabinieri dovrebbero fare anche quello del felino (Sei proprietaria di almeno un gatto? SI X    NO. Hai tendenze ossessivo-cumpulsive da gattara? SI X   NO. Nutri e accarezzi tutti i randagi del quartiere? SI X     NO. Ok, patente ritirata. Ma forse e’ meglio non dargli idee, se voglio continuare a guidare).

Il clima non e’ l’unico fattore di rischio per beccarsi la toxoplasmosi, perche’ naturalmente alcuni comportamenti individuali possono aumentare il rischio di esposizione al parassita. Il primo e’ ovviamente avere gatti (sara’ un caso che le donne amano i gatti piu’ degli uomini, in media?). Anche vivere in condizioni di sovraffollamento e di scarsita’ igienica aumenta pero’ i rischi di ingerire le oocisti (tutto sommato basta portarsi alla bocca le mani dopo aver toccato un oggetto contaminato). Il contatto col suolo per motivi professionali (agricoltori, ad esempio) e’ un altro fattore di rischio, e naturalmente tutti i cibi crudi o poco cotti. Per mettere quest’ultimo fattore meglio in prospettiva, il 38% della carne in vendita in UK e’ contaminata da oocisti di T. gondii, alcune delle quali probabilmente sono vive.

La domanda cruciale e’ pero’ se chi ama i gatti lo fa di sua spontanea volonta’ o perche’, come nel caso dei topi, ne e’ attratto per aumentare le probabilita’ che il parassita chiuda il suo ciclo. Eviterei di chiedere a Micio la sua disinteressata opinione.

Sebbene questo post porti la data del primo aprile, vorrei specificare che non si tratta di una mia goliardata. Quanto sopra e’ stato preso e tradotto fedelmente dai primi due articoli citati nelle referenze, entrambi articoli peer reviewed e pubblicati su riviste serie (controllare per credere). Dalla meta’ degli anni ’90 del secolo scorso, di fatto, numerosi articoli sono stati pubblicati sull’argomento, principalmente da parte del ceco Jaroslav Flegr, ma anche di Joanne P. Webster e altri autori come K. D. Lafferty.

Prima che andiate ad abbandonare Micio in autostrada pero’, per favore, continuate a leggere, non voglio sentirmi responsabile di scelte idiote. La teoria di Flegr ha dell’incredibile. Ma allora, perche’ non e’ mai stata pubblicata su Science o su Nature, le due riviste in assoluto piu’ prestigiose ed autorevoli? O almeno su The Lancet, la piu’ autorevole rivista medica? Il problema e’ che i risultati di Flegr sono discutibili. Innanzi tutto non c’e’ nessuno studio che valuti la personalita’ prima e dopo l’insorgenza della toxoplasmosi, per valutare l’entita’ dei cambiamenti e la loro significativita’. In secondo luogo non e’ chiaro qual’e’ la causa e qual’e’ l’effetto, ovvero se avere la toxoplasmosi induce certi comportamenti o se questi comportamenti rendono il soggetto piu’ a rischio di contrarre la malattia. Una relazione causale diretta tra la toxoplasmosi e la schizofrenia, oltretutto, e’ ancora dibattuta perche’ anche in questo caso e’ possibile che accada il viceversa, ovvero che l’ospedalizzazione degli schizofrenici (che poi vengono usati per questi studi) li renda piu’ proni a contrarre la toxoplasmosi. Quello che e’ certo pero’, da studi genetici, e’ che questo microrganismo produce l’enzima tirosina idrolasi, coinvolto nel metabolismo della dopamina, e che alterazioni nel livello di dopamina possono in effetti causare anomalie comportamentali.

Insomma, prendete quanto sopra con le dovute cautele, sicuramente le oocisti del toxoplasma si annidano nel cervello, e sicuramente possono interferire coi livelli di dopamina. L’entita’ di cio’ e’ pero’ ancora tutta da dimostrare. Oltretutto, noi non siamo insetti, o lumache, siamo creature complesse con una etologia complicatissima e manipolarci solo su base chimica e’ un compito non impossibile, ma complesso. Insomma, e’ il caso di aspettare di saperne di piu’ prima di allarmarci.

Se pero’ proprio l’idea di un toxoplasma nel cervello (che fa compagnia anche all’herpes virus di quando avete contratto la varicella e a chissa’ quanti retrovirus dormienti) vi spaventa, vi ricordo che prendersela col gatto e’ inutile e non previene nulla. Controllate semmai le vostre abitudini igieniche e alimentari, quindi non mettetevi le mani sporche in bocca, non mangiate carne cruda e lavate frutta e verdura con disinfettanti. Ah, mi raccomando, non mangiate la lettiera del gatto, ma se lo fate, qualunque cambiamento comportamentale non puo’ essere che in meglio.

Referenze

ResearchBlogging.orgLafferty, K. (2006). Can the common brain parasite, Toxoplasma gondii, influence human culture? Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, 273 (1602), 2749-2755 DOI: 10.1098/rspb.2006.3641

 J. FLEGR, S. ZITKOVA, P. KODYM and D. FRYNTA (1996) Induction of changes in human behaviour by the parasitic protozoan Toxoplasma gondii Parasitology, 113, 49-54

 P. P. ValcaviA. NataliL. SolianiS. MontaliG. Dettori and C. Cheez Prevalence of anti-Toxoplasma gondii antibodies in the population of the area of Parma (Italy)EUROPEAN JOURNAL OF EPIDEMIOLOGY Volume 11, Number 3, 333-337, DOI: 10.1007/BF01719439

 M. De Paschale, C. Agrappi, P. Clerici, P. Mirri, M. T. Manco, S. Cavallari, E. F. Viganò (2008) Seroprevalence and incidence of Toxoplasma gondii infection in the Legnano area of Italy Clinical Microbiology and Infection Volume 14Issue 2pages 186–189 DOI: 10.1111/j.1469-0691.2007.01883.x

 


 

Published by tupaia on aprile 1st, 2012 tagged comportamento, malattie, parassiti, unicellulari


15 Responses to “Parassiti, gatti e personalita’ alterate”

  1. Rachel Barnacle Says:

    Lunghissimi momenti di panico con tanto di morso al pugno chiuso e occhi a gufo prima di aver realizzato che giorno è.
    Perché questo post è inerente alla data odierna, giusto?

    *giusto?*
    ⊙︿⊙

  2. Franco Casini Says:

    Chapeau….

  3. illo Says:

    Però era carina l’idea di aver – finalmenmte – scoperto chi fosse il mandante delel cacchiate che combino … XD

  4. Vera Says:

    Un inchino a una grande mente ironicoscientfica!
    P.S.amo i gatti

  5. tupaia Says:

    Il primo aprile e’ passato, sveliamo gli altarini. Quest’anno il mio pet-toxoplasma cerebrale ha voluto intorbidare le acque del pesce d’aprile e quello che avete letto qui sopra era in realta’ un meta-pesce. Ho riportato cioe’ una notizia ssolutamente vera e peer revied ma cosi’ grossa che era difficile crederci, soprattutto il primo di aprile. Insomma il pesce d’aprile consisteva nel far credere che questo fosse un pesce d’aprile, mentre in realta’ non lo era.
    Sotto la fotografia ho completato il post includendo la letteratura consultata e alcune considerazioni doverose e necessarie, che riportano il tutto in un’ottica piu’ equilibrata, pur non togliendo nulla alla notizia cosi’ come riportata.
    Mai dare nulla per scontato e ha fatto bene Rachel Barnacle a dubitare.

  6. claudio Says:

    il gatto in foto è identico a quello dei miei vicini, per fortuna non lo accarezzo e non si fa accarezzare XD

  7. tupaia Says:

    Il gatto della foto e’ la mia micia Benazir e il piu’ delle volte ha anche un’aria meno truce che in quella foto, le dicono che invece di sdraiarsi si spiaggia.
    Non spargiamo il panico per favore, accarezzare un gatto NON, ripeto, NON porta la toxoplasmosi. La modalita’ di contagio e’ oro-fecale, bisogna toccare la cacca e poi mettersi le mani non lavate in bocca. Io ci scherzo su, ma non ho idea se ho avuto la toxoplasmosi o no, dopo aver toccato i randagi piu’ lerci e avendo pulito cassettine per anni e anni. La maggior parte delle persone che conosco che hanno avuto la toxoplasmosi non possedevano un gatto. Sarei piu’ sospettosa delle verdure biologiche dove l’accesso ai gatti e’ magari indiscriminato per tenere lontani i roditori.

  8. ludo-van Says:

    non lo so, è talmente pazzesco che potrebbe essere vero
    oppure no
    cioè, i giornali su cui sono pubblicati gli articoli non li conosco, ma è anche vero che autori diversi portano risultati che arrivano a conclusioni simili
    ma com’è possibile che un aumento di dopamina sormonti la razionalità?
    pazzesco

  9. Angelo Says:

    Che figata questo articolo! Adesso sarei curioso di sapere quanti nella mia famiglia di gattari sono positivi alla toxoplasmosi… Tra l’altro mia figlia si chiama Eleonora come la gattara dei Simpson. Che sia un caso?

    http://dl.dropbox.com/u/312713/La%20Gattara.jpg

  10. illo Says:

    OK. Ho scoperto chi è il mandante delle cacchiate che combino.
    Col beneficio del dubbio scientifico, ovvio. :)

  11. Mar Kino Says:

    Azz… avevo pensato pure io a un pesce!
    Il fatto di aver contratto la toxo anni fa senza mai aver avuto un gatto mi ha fatto schedare la notizia come burla. La toxo si auto-difende dentro di me!!! :)

    Aggiungo a titolo informativo e antipanico qualche notizia (vera!) sul ciclo di toxoplasma nel gatto e negli altri esseri: il gatto può contrarre toxoplasma come ospite definitivo (dove il parassita completa il ciclo e viene eliminato con le feci) una sola volta nella sua vita, e il periodo di eliminazione dura solo 14 giorni. Durante questo periodo, le oocisti eliminate sono completamente innocue fino alla sporulazione, che avviene tra 1 e 24 ore dopo l’emissione, in funzione della temperatura e di altri fattori tra cui l’identità di chi descrive il fenomeno.
    Trascorsi questi 14 giorni, la lettiera del gatto e le sue deiezioni tornano tranquillamente commestibili senza conseguenze per la salute del cervello.
    Nel frattempo, le oocisti eliminate dagli altri gatti in giro per il mondo possono venire mangiate, con o senza cacca intorno, da altri animali, all’interno dei quali si incistano in diversi tessuti, tra cui i muscoli.
    Quindi: uno dei modi migliori per prendere Toxoplasma, e probabilmente quello che è stato scelto per me, è quello di mangiare carne cruda.

    Nota a margine: ginecologi e pediatri, solitamente, ignorano completamente queste notizie. Quindi, se il vostro pediatra vi intima di allontanare i vostri gatti (e i vostri cani, già che ci siete) per questa ragione, mandatelo a cagare da parte mia. In privato i recapiti. :)

  12. tupaia Says:

    Grazie per le precisazioni! Aggiungo per chi non lo sapesse che Mar Kino fa il veterinario, quindi e’ sicuramente una voce documentata e professioanale.

  13. Orlando Says:

    C’è poco da ridere. Quando la pseudoscienza si esprime attraverso ricerche ridicole od inventate il risultato è lo sterminio indiscriminato di milioni di animali. A quando una ricerca seria e documentata che dimostri come il consumo di insaccati porti gli abitanti delle pianure, attraversate da un fiume, a votare una serie di dementi imbroglioni?

  14. Piscu Says:

    ho sempre saputo che esisteva un potere occulto che porta all’adorazione dei gatti.

    ma esiste qualche esame semplice (cioè che si possa fare senza andare al cnr) per scoprire se si è toxo-positivi?

  15. tupaia Says:

    Piscu si, basta un semplice esame del sangue, qualsiasi laboratorio d’analisi lo fa, e’ uno dei test di routine per le donne all’inizio della gravidanze (infatti si hanno molti piu’ dati per le donne che per gli uomini)

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