Panorpa communis, la figlia della madre di tutte le mosche

Gli insetti sono famosi per la loro estrema varieta’. Nelle loro file si contano infatti gli ordini piu’ numerosi, come i ditteri (mosche e zanzare) e i lepidotteri (farfalle e falene).

Ci sono pero’ anche gruppi rappresentati solo da poche specie e uno di questi e’ quello dei Mecoptera, a cui appartiene la Panorpa communis, detta anche “mosca scorpione”.

I primi fossili di mecopteri risalgono infatti al Permiano, il che li rende un gruppo molto antico, e presentano alcune caratteristiche primitive in comune con altri insetti “antichi” come Neurotteri e Megalotteri. All’epoca pero’, nel Paleozoico, erano un ordine ben rappresentato con diverse famiglie e moltissime piu’ specie di quelle attuali . Oggigiorno sono rimaste solo 500 specie distribuite per lo piu’ in foreste e zone umide tropicali. In Europa ce ne sono solo otto, che vivono sul limitare dei boschi, di cui una di queste e’ proprio la Panorpa communis, presente anche in Italia.

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Testa di mosca scorpione. foto: Soebe in wikimedia

Una delle caratteristiche insolite della mosca scorpione, e di tutti gli altri Mecotteri, e’ di avere un “muso” insolitamente lungo, come un formichiere. Insolito, ma non unico: le strutture facciali ricordano molto da vicino quelle delle mosche primitive e ci sono dei mecotteri fossili come Permotanyderus e Choristotanyderus che hanno strutture intermedie tra Ditteri e Mecotteri, indicando un antenato comune. In pratica, da un antico insetto simile ad un Mecottero si sarebbe avuta una speciazione che avrebbe poi originato mosche e zanzare da un lato, e mosche scorpione dall’altro.

D’altro canto i Mecotteri sono insetti olometaboli, cioe’ hanno uno stadio larvale completamente diverso dall’adulto alato. Curiosamente, le larve di alcuni Mecotteri sono bruchi molto simili a quelle di Lepidotteri e Tricotteri, e cio’ non a caso: sempre da reperti fossili, si nota una comune ascendenza. Se cio’ non bastasse, il sister taxon dei Mecopteri (cioe’ il gruppo piu’ vicino) e’ quello delle pulci (Sifonatteri). Bella famiglia, insomma. Di tutto il gruppone dei Mecopteroidea (mecotteri, pulci, ditteri, lepidotteri e tricotteri), pero’, quello delle mosche scorpione e’ quello dei “parenti poveri”, ovvero quello con meno specie, anche se e’ quello che piu’ somiglia all’insetto originale che ha dato vita alla speciazione: evidentemente perche’ ha sofferto della competizione con i parenti piu’ “evoluti” e specializzati. Per fare un analogo coi mammiferi, e’ quello che e’ successo alle tupaie (Scandentia) che sono rimaste simili alla forma originale dei primitivi mammiferi insettivori ma ne sono rimaste poche specie, perche’ le varie altre forme diversificate di mammiferi, dai carnivori ai roditori ai primati, le hanno soppiantate.

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Panorpa sp. femmina che divora una forbicina morta, presumibilmente rubata ad un ragno. Nella foto di sinistra si intuisce il lungo muso inserito nell’esoscheletro della forbicina. (C) Lisa Signorile

Il muso lungo delle mosche scorpione non serve a per pungere: si nutrono di insetti morti, che rubano abilmente dalle ragnatele, detriti organici e a volte nettare dei fiori. Sono innocui spazzini onnivori, insomma. Degno di nota e’ il fatto che Panorpa sia in grado di muoversi sulle ragnatele senza finire invischiata.

Un’altra carettaristica fisica insolita di P. communis, e di tutte le altre mosche scorpione, e’ la coda -da scorpione- del maschio. La coda (che in realta’ e’ l’organo genitale) non serve pero’ per pungere come negli scorpioni (questi insetti sono del tutto innocui) ma tiene ferma la femmina durante la copula e inserisce lo sperma nel corpo della compagna, dato che la fecondazione e’ interna come in noi mammiferi.

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Panorpa communis maschio. Foto: aramel.free.fr

L’accoppiamento e’ una fase molto delicata della vita di una mosca scorpione maschio: se non sta attento e non fa tutto come si deve, rischia di essere divorato dalla femmina. Come risolvere questo problema? Innanzi tutto l’evoluzione ha fatto si da fornire al maschio la coda “prensile” per un “bondage” della sua pericolosa compagna. E poi gli ha donato un temperamento romantico: il maschio di Panorpa attira la femmina con un fragrante odore di feromoni prototti dalle ghiandole addominali, essenzialmente polieni ed etilene (la sostanza prodotta naturalmente dalle piante per far maturare la frutta). Come regalarle un mazzo di fiori, insomma. Poi spesso le regala un insetto, un fungo o un altro cibo che lei divora durante il corteggiamento, che suppongo equivalga alla scatola di cioccolatini. Infine produce un particolare tipo di saliva che solidifica a contatto con l’aria e che la femmina mangia durante la copula, che in alcune specie dura diverse ore. Dopo tutti questi “omaggi” la femmina sara’ sazia e risparmiera’ il compagno. Cosa non si fa per un po’ di sesso!

La femmina depone delle uova piccole e delicate in fessure del terreno che sono in grado di assorbire acqua dall’ambiente e aumentare di dimensioni idratandosi dopo la deposizione. La larva che emerge dopo un po’ di tempo ha l’aspetto di un bruco di farfalla (che in termine tecnico si chaima larva eruciforme), con sei zampe e otto false zampe, e in Panorpa va incontro a un periodo di diapausa (stasi metabolica) prima di impuparsi. Dalla pupa, che e’ simile a quella di una farfalla, emerge l’adulto, dotato di ali trasparenti con un complicatissimo sistema di venature, che ricomincia il ciclo.

Published by tupaia on agosto 17th, 2008 tagged Insetti, invertebrati


7 Responses to “Panorpa communis, la figlia della madre di tutte le mosche”

  1. pipp franc Says:

    Anni fa avevo da ragazzino la passione per i ragni, tanto da riuscire a seguire un giorno l’intera fase di corteggiamento e accoppiamento del comune ragno crociato. Di conseguenza ho incontrato più volte la panorpa. Personalmente ho sviluppato la convinzione che essa sia una ladra specializzata dei ragni, per due motivi: con la tromba può suggere solo sostanze liquide e quindi insetti predigeriti dal ragno; il quale è noto (e te lo confermo) dopo aver imbozzolato la preda e paralizzatola coi cheliceri, ne rompe l’esoscheletro per vomitarci dentro i succhi digerenti. Le prede se sono molte (capita in fine estate) vengono poi lasciate a digerire per essere successivamente succhiate ad una ad una. Ed è qui che interviene la nostra ladra, della quale ho ammirato non solo la abilità a non rimanere invischiata nella tele ma anche a non mettere in allarme il ragno.

  2. falecius Says:

    Mi fai pensare che si tratta dello stesso tipo di comportamento sessuale che c’è alcune vespe (famiglia Empidae, ad esempio) tra che per il “bondage” con la coda.

  3. tupaia Says:

    falecius: accade di frequente tra gli invertebrati, anche i ragni maschi non se la passano molto bene

  4. falecius Says:

    Tupaia: intendevo per il regalo, non il mangiarsi il maschio.

  5. daysleeper Says:

    Una volta ho visto un insetto simile a questa mosca che aveva trafitto letteralmente una vespa da parte a parte e la cosa mi ha agghiacciato, ma non sono riuscito a capire che insetto fosse.
    La testa ci somiglia molto ma non aveva la coda da scorpione.

  6. Fossili viventi nel bellunese « Natura, numeri e spazi virtuali Says:

    […] ulteriori informazioni sulle mosche scorpione rimando al seguente sito, molto ben fatto. LikeSe ti piace questo post, clicca per […]

  7. Bufale un tanto al chilo L'insetto più pericoloso al mondo? - Bufale un tanto al chilo Says:

    […] che circola è un mecottero(Mecoptera), quello che sembra la coda di uno scorpione è in realtà l’apparato genitale del maschio. Non sono velenosi, non presentano alcun rischio per l’uomo, non sono arrivati ad invadere il […]

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