Nonno Colugo (Cynocephalus sp.)

Il colugo e’ un mammifero interessante da molti punti di vista, ma soprattutto perche’ mi tocca da vicino: come le tupaie, era considerato una misteriosa anomalia dal punto di vista della classificazione in quanto non si capivano le sue parentele tassonomiche: fa parte di un antico ordine a se’ (Dermoptera, cioe’ ali di pelle) e non si sapeva chi fossero i suoi parenti piu’ prossimi, se lemuri, pipistrelli o nessuno, almeno fino ad un paio di settimane fa. Ma su questo torneremo tra poco, adesso cerchiamo di capire di chi stiamo parlando.

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Delle due specie esistenti di colugo, una vive nelle jungle del sud-est asiatico (Cynocephalus [Galeopterus] variegatus), e l’altra vive nelle Filippine (Cynocephalus volans). Vengono chiamati dagli inglesi flying lemurs, cioe’ lemuri volanti, ma non sono ne’ lemuri ne’ volanti. Hanno effettivamente l’aria di un lemure (anche se Cynocephalus vuol dire testa di cane, e per vederci un cane ci vuole un bel po’ di fantasia, coi loro enormi occhi frontali e le orecchie piccole), ma, come si diceva, fanno parte di un ordine e di una famiglia a se’. E non volano, bensi’ planano col loro patagio da pipistrelloni giganti da un albero all’altro della jungla, anche per un centinaio di metri. Per la precisione, sono i piu’ grossi mammiferi in grado di volo (planato, ma sempre volo), che col peso e le dimensioni di un gatto di dimensioni piccole (2 Kg) comunque non dev’essere semplice. Per questo motivo, il loro patagio e’ esteso tra il corpo, le zampe e la coda, e anche tra ciascuna delle dita, per aumentare al massimo la superficie portante. E proprio questa menbrana interdigitale li faceva supporre imparentati coi pipistrelli.

Mangiano foglie, germogli e frutta e sono strettamente notturni. Quando non volano se ne stanno appollaiati su rami o appesi sotto di essi, dato che non avendo un pollice opponibile si arrampicano male.

Sebbene siano mammiferi placentati, la loro riproduzione ricorda piuttosto quella dei marsupiali. Un unico piccolo nasce dopo circa sessanta giorni di gestazione e si attacca ai capezzoli della madre, che lo avvolge col patagio della coda come in una borsa quando lo porta in giro. Quando invece la madre riposa, il piccolo resta sulla pancia della madre, che si appende a testa in giu’, avvolto dal patagio, come se fosse in un’amaca.

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Foto del baby-colugo da: http://www.uq.edu.au/nuq/jack/slides/jp21.html

Adesso che sappiamo cos’e’ un colugo, possiamo sorprenderci con le recenti scoperte della biologia molecolare: 80 milioni di anni fa, quando i dinosauri ancora se ne andavano in giro (Cretacico), girellava per le foreste anche l’antenato comune sia del colugo che di noi umani. L’esame di alcuni geni del DNA mitocondriale mostrano infatti che i Dermaptera (e non gli Scandentia, cioe’ le tupaie, come qualcuno ipotizzava) e i primati discendono dalla stessa linea ancestrale.

Image courtesy of Norman Lim, National University of Singapore

Per verificarlo un team internazionale ha utilizzato due approcci differenti:

Innanzi tutto hanno cercato mutazioni nella sequenza di particolari tratti del DNA di primati, colughi e tupaie, e hanno poi comparato i risultati con altre 30 specie di mammiferi. I risultati mostrano che i primati condividono coi colughi sette sequenze mutate che sono molto rare in altri mammiferi.

Nel secondo studio i ricercatori hanno comparato al computer 13.ooo frammenti di DNA di cinque gruppi di animali ritenuti correlati tra loro: primati, colughi, tupaie, roditori e lagomorfi (conigli e lepri). I risultati mostrano che i colughi sono molto piu’ strettamenteimparentati coi mammiferi rispetto alle tupaie, risolvendo un dibattito decennale.

Bhe, son contenta che le tupaie non abbiano niente a che spartire con noi e che restino ancora un animale misterioso…

   

 

Fonti:

http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/7073807.stm

http://www.colugos.com/flying-lemur.html

http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/318/5851/792



Published by tupaia on novembre 11th, 2007 tagged evoluzione, mammiferi


2 Responses to “Nonno Colugo (Cynocephalus sp.)”

  1. Paolo Debernardi Says:

    Visto che non ne hai hai ancora parlato nel blog ti segnalo il tema dei chirotteri nostrani alcuni dei quali sono strani e affascinanti. Scopriamo nuove specie nella ns. vecchia Europa… Conosciamo veramente poco del loro mondo anche se molti di loro condividono le nostre abitazioni… La loro sopravivenza è in forse per le attività antropiche e per i molti pregiudizi ancora radicati…
    Propongo a tutti un giro nel ns sito (compresi link e download) nato per aiutare i pipistrelli.

    Cordialmente
    Paolo Debernardi
    CENTRO REGIONALE CHIROTTERI
    ­c/o Ente di Gestione del Parco Naturale Laghi di Avigliana

    via M. Pirchiriano 54, 10051 Avigliana (TO) Italy

    http://www.centroregionalechirotteri.org

  2. tupaia Says:

    @Paolo: metti il dito in una piaga dolente: non e’ che non ci abbia pensato di parlare di pipistrelli, e’ che non so da dove incominciare: ci sono cosi’ tante specie, e cosi’ insolite, spesso, che meriterebbero forse piu’ delle quattro chiacchiere che potrei dire io. Suggerimenti da te sarebbero piu’ che apprezzati.
    Per inciso: dove ci siamo gia’ incontrati? io ho una pessima memoria per i nomi, ma il tuo non mi e’ affatto nuovo. Telematicamente sulla mailing list dei vertebrati? (secondo me l’ipotesi piu’ plausibile). O magari di persona quando cercavo scoiattoli in Piemonte? O magari conosco il tuo nome solo di fama?

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