L’uomo coi colibri’ nelle mutande

Non e’ il titolo di un romanzo porno, e’ una storia tristemente vera. Un ecotrafficante olandese ha cercato di contrabbandare una dozzina di colibri’ vivi e _non sedati_ avvolgendoli in uno straccio bloccato con nastro adesivo, in modo che stessero fermi, e tenendoli in tasche cucite nei pantaloni all’altezza delle mutande.

 

Foto dal Dailymail.

L’uomo, che era gia’ stato arrestato in passato per lo stesso crimine, e’ stato fermato a fine settembre (2011) all’aeroporto Rochambeau a Cayenne, in Guiana Francese, grazie al body scanner, ufficialmente, ma secondo me perche’ andava in giro con le mani nelle mutande: i colibri’ hanno un becco lungo e affilato. La stampa non riporta quante delle sfortunate creature si siano salvate.

Le mutande degli ecotrafficanti pero’ sembrano un posto molto affollato. Un mese prima, il 30 agosto, un altro uomo e’ stato arrestato a Miami, diretto in Brasile, mentre esportava illegalmente sette serpenti e tre tartarughe, tutti nascosti nelle mutande dentro sacchetti di plastica, e di nuovo sgamato col body scanner dopo una segnalazione, oppure perche’ sembrava un superdotato e volevano vederglielo. Non se i serpenti fossero velenosi o se e’ meglio avere un colibri’ o un serpente nelle mutande, ma quello che so e’ che questo traffico frutta 20 milioni di dollari l’anno a spese solo di qualche beccata al proprio di uccello e soprattutto a spese delle sfortunate bestiole.

Il giorno prima una donna diretta in Cina e’ stata arrestata a Los Angeles con due pappagalli dentro calze a tubo, uno legato al petto e l’altro alla coscia. Suppongo che all’acquirente avrebbe chiesto se preferiva petto o coscia. Gli angry birds, comunque, sono sopravissuti.

Nel 2010 un tedesco fu beccato in Nuova zelanda con 44 tra gechi e scinchi, sempre nelle mutande, in una tasca opportunamente cucita.

Nel 2009 un americano fu beccato con 14 uccelli da canto vietnamiti legati al calzini da un complicato sistema di calze. Fu sgamato per via della pioggia di escrementi e piume che gli cadevano sulle scarpe. Era al secondo tentativo, almeno che si sappia. Gli uccelli gli avrebbero fruttato 400 dollari l’uno.

Sempre nel 2009 un australiano fu sgamato in patria, mentre tornava da un viaggio in estremo oriente, con due piccioni vivi nelle mutande, legati alle gambe con delle calze e bloccati dentro sacchetti a bolle. Aveva anche due uova in uno scatolo di vitamine e dei semi nel portafogli. I piccioni sono sopravissuti al viaggio.

Nel 2010 un messicano proveniente dal Lima, in Peru’, e diretto in patria fu arrestato perche’ portava 18 (dico, 18!) scimmie nelle mutande. Ok, erano Titi monkeys che sono molto piccole ed erano state messe in una speciale cintura dotata di tasche e legata alla vita, sotto i pantaloni, solo per non farle passare sotto i raggi x. L’uomo si fece beccare perche’ ad un controllo sembrava molto nervoso. Chi non lo sarebbe con 18 scimmie piene di dentini aguzzi che si agitano all’altezza dei gioielli di famiglia? Due titi monkeys non sono sopravissute al viaggio.

Nel 2003 uno svedese proveniente da Bangkok fu fermato in Australia con otto serpenti, quattro boa e quattro cobra reali (baby) nelle mutande. I cobra reali sono tra i piu’ velenosi serpenti che ci siano ma purtroppo morirono durante il viaggio, mentre i boa sopravvissero. I serpenti erano legati alle gambe e sarebbero serviti a finanziare una vacanza, mentre finanziarono solo un soggiorno nelle auguste prigioni di Sidney.

Si, insomma, avete capito il concetto. Le mutande dei passeggeri sono uno dei posti con la maggiore biodiversita’ al mondo e se il vostro vicino, in aereo, vi sussurra che ha un grosso uccello nelle mutande beh… potreste anche dovergli credere. La prossima volta che vi perquisiscono in areoporto o vi fanno un body scan siate pazienti. Pensate che questa pratica, ogni tanto, salva anche la pelle a qualche sfortunata bestia tropicale.

Agli animali che viaggiano nel bagaglio dedichero’ un post a parte perche’ l’elenco e’ ancora piu’ lungo e pazzesco.

 

Hat tip: grazie, Bernardo, per tutte le interessanti conversazioni fatte al posto di lavorare

 

 

Published by tupaia on ottobre 10th, 2011 tagged alloctoni, deliri, Uccelli


3 Responses to “L’uomo coi colibri’ nelle mutande”

  1. medo Says:

    Non so se ridere o disperarmi di questa miseria umana… Consoliamoci contando sul fatto che i viaggi in aereo sono già qualcosa che APPARTIENE AL PASSATO. Tempo dieci anni, di jet fuel per far volare la flotta mondiale ce ne sarà ben poco (meno della metà di oggi, ergo volare costerà ALMENO tre volte di più).

  2. Francesco Says:

    stavo per scrivere qualcosa di estremamente iroso sulle pene da applicare a chi disprezza la vita a scopo di lucro
    poi ho letto il commento di Medo qua sopra, e sottoscrivo in pieno
    Tupaia, sei davvero una fonte di notizie inaspettate!

  3. Michele Says:

    Se almeno si ritrovassero con un pezzo di testicolo in meno mentre sono in mezzo al pacifico a 4 ore dall’antidolorifico più vicino mi verrebbe da ridere…

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