L’orologiaio e i media (egotrip)

E’ un po’ che non aggiorno il blog, gli impegni di lavoro mi prendono quasi tutto il tempo, e quel pochissimo che avanza alla cura di casa e famiglia lo sto dedicando ad un post lunghissimo, difficile per me da scrivere (ma spero non per chi lo leggera’) e che richiede la consultazione di tantissime fonti.

Per compensare il mio silenzio, per fortuna, altri parlano di me, e incredibilmente ancora nessuno mi ha accusato di analfabetismo di ritorno o di perniciosa diffusione di concetti scabrosi, tipo “i pidocchi ci si accoppiano in testa”. Il Vaticano ancora non mi ha mandato una scomunica ufficiale.

Dall’uscita del  libro dell’Orologiaio Miope a maggio la copertura dei media e’ stata al di sopra di ogni mia aspettativa:

  • Due interviste radio, una su Rai 1 nella trasmissione Baobab e una su Rai 3 Radio3Scienza
  • Ancora un’intervista si Rai radio 1 Baobab a qualcuno che aveva letto il libro e lo recensiva
  • Una recensione, due paginone a colori, sul venerdi’ di Repubblica
  • Articolo su Internazionale
  • Articolo sulla Lettura del Corriere della Sera a firma di Antonio Pascale
  • Segnalazione sul National Geographic Italia tra i libri consigliati
  • Segnalazione su Science Illustrated (Italia) a corredo di un articolo sugli eterocefali a cui ho collaborato
  • Segnalazione su YouTube Heos.it channel
  • Puntata monografica ai “Giardini di Albert”, RSI Rete 2 Svizzera
  • Intervista su Rete 1 RSI
  • Paginone su Focus, manco le pin-up a pagina 3 su the Sun hanno tanto spazio (grazie, Marco)

Dovrebbero ancora uscire un’intervista sul Gazzettino di Venezia e una sul Giornalino.

Sul lato no Vanity Fair, dopo avermi intervistata in teleselezione internazionale per quasi un’ora, ha deciso che non sono abbastanza trendy e non ha mai pubblicato l’intervista. Famiglia Cristiana, davvero non capisco come mai, mi ignora.

Credo ci siano stati diversi altri articoli e segnalazioni (Libero e L’Unione Sarda, ad esempio) ma non ne ho ricevuto copia.

Grazie a tutti i lettori del blog che mi hanno segnalato recensioni che mi erano sfuggite.

Last but not least, c’e’ una mia intervista corredata da foto in colori onirici con sguardo da psicopatica e sorriso tipo il cattivo di Batman sul sito di Codice, qui (Grazie, Federica, ma ti prego, cambia la foto!)

 

Published by tupaia on luglio 24th, 2012 tagged annunci


13 Responses to “L’orologiaio e i media (egotrip)”

  1. Ivo Silvestro Says:

    Ho visto la foto e improvvisamente capisco molte cose sul libro ;-)

  2. tupaia Says:

    Ivo, quello che hai scritto suona vagamente sinistro… ti riferisci allo sguardo da psicopatica o al pallore cadaverico?

  3. kuroid Says:

    …lo sguardo, lo sguardo. Il Lombroso sarebbe felice della conferma delle sue teorie frenologiche: solo una mente perversa potrebbe pubblicare cose così abiette. :-DDDD
    Scherzi a parte, sono contento del tuo successo e non mi sono mai capacitato del fatto che molta gente cui segnalavo i tuoi lavori non *volessero* leggerli. Vabbene che si tratta di profani, ma la loro ripulsa…
    P.S. Sto aspettando i prossimi articoli, comincio ad essere impaziente.

  4. Francesca - Codice Says:

    A noi quella foto piaceva molto! :-)

    Ma la cambiamo volentieri se ce ne mandi una tu, Lisa.

    Facci sapere,
    un abbraccio da Torino.

  5. Finrod Says:

    “il Giornalino” è la versione per bambini di “Famiglia Cristiana”, vuol solo dire che non reputano il tuo un libro da adulti :-)
    In effetti nella foto non si vedono i tacchi a spillo!
    Tra l’altro la copertina sul mio Cybook Odyssey viene sostituita da una schermata nera, credo sia un problema di compatibilità tra il mio lettore e la versione obsoleta di Calibre da cui lo carico, o magari è un problema più diffuso?

  6. Networm Says:

    La prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto la foto è stata “HAKUNA MATATA!”

  7. tupaia Says:

    Si, nella parte del facocero :D

  8. Volpe Eluva Says:

    Vengo dalla riconquista dell’America. Bellissimo.
    E anche il tuo libro. Avessi potuto me lo sarei fatto su misura con i miei post preferiti, ma quelli che non ci sono ci restano per un altro libro.
    Dio non giocherà a dadi ma il grafico sembra averlo fatto con disinvoltura tra le tue pagine. Io avrei desiderato ancora più immagini; perchè gli animali non mi bastano mai e perchè le cose che descrivi sono talvolta così strane che si brama un avvallo immediato prima di dimenticare il nome scientifico. In questo senso il blog, come lo curi tu, è imbattibile. Interessante per il genere anche il modo d’inserimento delle note.
    Il tuo respiro prende ampiezza. Sei proprio brava.

  9. tupaia Says:

    Grazie Volpe, ma non ho capito, avresti voluto piu’ immagini nel post dell’America (a questo si puo’ rimendiare) o nel libro?

  10. Volpe Eluva Says:

    Nel tuo blog le immagini (senso descrittivo, quantità e ritmo) vanno sempre bene, c’è sempre quella giusta da cui eventualmente partire in navigazione.

    Ma in un libro ideale, magari una ristampa del tuo, immagino foto in bianco/nero come nel Brehm della mia infanzia, disegni da manuale di un bravo disegnatore e naturalmente una versione in quadricromia del tuo serpente che ha mangiato una cecilia che ha mangiato un lombrico.

  11. tupaia Says:

    Grazie, Volpe. Quella delle immagini del libro e’ stata una scelta editoriale dettata da considerazioni… editoriali, anche io avrei voluto dei disegni in bianconero o delle foto. Devo dire pero’ che le chimere piacciono a molta gente, quindi forse l’editore aveva ragione, e sicuramente ha piu’ esperienza di me su cosa attrae di piu’ i lettori e cosa rende il libro meno didattico/didascalico. Anche io pero’ sogno una ristampa con disegni, ma dubito che ce ne sara’ una, non credo che vendera’ ababstanza da essercene la necessita’. Il senso del serpente e’ di essere un disegno per bambini e molto “basico”, non so se ci starebbe bene la quadricromia

  12. Marco Ferrari Says:

    Me ne sono accorto solo ora.
    Contenta, adesso?
    Ciao

  13. tupaia Says:

    Rettificato! :)

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