L’enigmatico gerbillo di Przewalski (Brachiones przewalskii)

Ma non era un cavallo, quello di Przewalski?

Se e’ per questo c’e’ anche la gazzella di Przewalski, la capra di Przewalski, la lepre di Przewalski e almeno un’ottantina di piante di Przewalski. L’uomo era un grande esploratore, un grande naturalista, un grande geografo e un assoluto pezzo di merda nei confronti delle popolazioni asiatiche, che lui considerava inferiori e su cui faceva tiro al bersaglio:  “Qui (riferendosi all’Asia) possiamo ripetere gli exploits di Corez”, scrisse nel 1873 in una lettera ad un amico.

Comunque fosse, tra una fucilata a un Kirghiso e una frustata a un cinese, raccolse anche migliaia di campioni biologici. La collezione che porto’ indietro dai suoi quattro viaggi esplorativi in Siberia, steppe dell’Asia centrale, Tibet, Mongolia e Cina ammontava a 5000 piante. 1000 uccelli, 3000 insetti, 70 rettili e le pelli di 130 mammiferi. Veramente impressionante, ma non voglio sapere come ha preso le pelli. Porto’ in Russia inoltre anche alcuni cavallini mongoli vivi (che ora hanno il suo nome, e tutto sommato dobbiamo a questa sua spedizione se la specie esiste ancora) e osservo’ e descrisse i cammelli della Bactriana vivere allo stato brado.

Siccome Przewalski era un vero uomo, e i veri uomini non si ammalano, all’inizio del suo quinto viaggio esplorativo bevve da una pozza d’acqua che sapeva essere inquinata, si ammalo’ e mori’ di febbre tifoide. Poco male, anzi, bene, se eri un Tajiko, peccato solo per le specie che non ha avuto il tempo di scoprire e che si sono estinte nel vuoto esplorativo succeduto alla sua morte. Gli Uzbeki e i Tibetani pero’ ringraziano.

Fortunatamente, prima della morte (avvenuta nel 1888) Przewalsky cedette diversi campioni a un tale Dr. E. Büchner quando si incrociarono nella regione del Lob-Nor, in Turkestan e da questi campioni Büchner descrisse (nel 1889) un Gerbillus przewalskii. Scambio’ inoltre tre pelli col British Museum (tu mi dai tre gerbilli mongoli, io ti do due ornitorinchi. No l’ornitorinco celo. La volpe volante celo. Il tilacino manca. Si, ma quello e’ raro, io ti do un tilacino, tu mi dai tre gerbilli e un saiga. OK.). Nel 1925 Oldfield riesamino’ le tre pelli del British Museum e ridescrisse l’animale, classificandolo come un genere totalmente nuovo, Brachiones, per cui la specie si chiamo’ Brachiones Przewalskii. Büchner credeva infatti che si trattasse di un Meriones, un gerbillo delle steppe aride al cui genere appartiene anche il gerbillo che viene tenuto in occidente come animaletto da compagnia, il Meriones unguiculatus o gerbillo mongolo. Oldfield invece lo ridescrisse come un animale molto diverso da un gerbillo mongolo, con la testa tonda, il musino corto, la coda corta e le orecchie piccolissime, la meta’ di quelle che ci si aspetterebbe da un gerbillo.

Vorrei potervelo mostrare, ma sembra non ne esistano foto sul web, e neanche sui libri, e neanche sulle pubblicazioni scientifiche, e anche se la specie non e’ classificata come a rischio dalla IUCN nulla si sa sui numeri effettivi. In realta’ dopo la riclassificazione di Oldfield, una mezza paginetta scritta sulla rivista del museo, il gerbillo di Przewalski sembra essere stato dimenticato da tutti e virtualmente nulla si sa su di lui.

Uno dei motivi per cui sul gerbillo di Przewalski si sa pochissimo e’ che vive nelle regioni fredde e desertiche e di alta quota del Nord della Cina come Gansu, Nei Mongol e Xinjiang. Preferisce zone di dune semi-permanenti coperte da cespugli o dune vicino ad aree alberate, in cui si scava semplici tane. Vista l’asperita’ del suo habitat, subito a sud del deserto del Gobi e non piu’ piacevole di quest’ultimo, questa specie e’ solitaria e vive a bassissime densita': nel deserto c’e’ poco cibo e non si possono sfamare grandi comunita’. Fondamentalmente questa specie condivide l’habitat e i numeri bassi con il gerboa dalle lunghe orecchie ed e’ curioso che i due roditori abbiano uno orecchie grandi il doppio del normale rispetto alle proporzioni corporee e l’altro la meta’. Invece che spartirsi le nicchie si saranno spartiti le orecchie.

Esistono veramente poche o nulle notizie su questo animale, che pure e’ affascinante. Ad esempio, gli arti anteriori sono poco adattati allo scavo e infatti non costruisce tane complicate (il gerboa dalle lunghe orecchie, invece, e’ un ottimo scavatore e costruisce diversi tipi di tane, e anche il gerbillo mongolo se la cava bene in quanto a scavi, quindi la friabilita’ della sabbia non e’ una buona motivazione). Come si difende allora dai predatori e dal clima terribile del deserto? Cosa mangia? Mistero. Sappiamo che il pelo e’ corto e folto, color sabbia sul dorso e bianco candido sulla pancia, e la codina e’ pelosa. Gli incisivi, anziche’ essere ricurvi all’indietro come quelli degli altri roditori, vanno giu’ quasi verticalmente, e questo infittisce il mistero sulla sua dieta: sara’ vegetariano o sara’ anche lui carnivoro come il gerboa dalle lunghe orecchie? I gerbilli e i gerboa (la differenza e’ che i gerboa saltano tipo topo-canguro, i gerbilli assomigliano a criceti con la coda) di solito sono vegetariani ma nel deserto tutto e’ possibile. La letteratura scientifica in questo non aiuta. Due studi cinesi ci dicono che le povere bestioline sono infettate da batteri tipo l’Helicobacter e da un virus che da’ una forma di febbre emorragica anche agli uomini. Come si infettino, date le scarse densita’, e’ anche un mistero. Null’altro. I libri lo menzionano a stento, dicono piu’ o meno solo che esiste.

Sara’ un complotto antimperialista per cancellare il ricordo di Przewalski, e insieme anche quello delle specie da lui scoperte? Sara’ che chi lo studia finisce nei campi di “rieducazione” cinesi? Perche’ c’e’ un cover-up sul gerbillo di Przewalski? Sara’ solo che non riescono a scrivere correttamente il nome quando compilano i progetti? Piu’ probabilmente si tratta semplicemente di una commistione tra scarso interesse (Oh, no, l’ennesimo roditore! Ci vuole una bella specie come la tigre siberiana per ottenere fondi, che ce ne facciamo di un sorcio?), habitat impervio e complicazioni politiche nel recarsi in Cina in una regione politicamente instabile e turbolenta.

E in tutto questo il gerbillo di Przewalski continua indisturbato a condurre la sua misteriosa esistenza. Forse, tutto sommato, e’ meglio cosi’ per lui.

 

Referenze

Oldfield, T. (1925) LXVIII.- The generic position of Gerbillus przewalskii, Büchner. Journal of Natural History Series 9, 16(95): 548

Smith, A.T. & Johnston, C.H. 2008. Brachiones przewalskii. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Version 2011.2. <www.iucnredlist.org>. Downloaded on 01 January 2012.

 

 

Published by tupaia on gennaio 2nd, 2012 tagged misteri, rari, roditori


4 Responses to “L’enigmatico gerbillo di Przewalski (Brachiones przewalskii)”

  1. bombus Says:

    Non so se è lui (non ne conoscevo l’esistenza), ma ho trovato questa foto in un interessante blog dove ci sono innumerevoli foto di roditori.
    http://2.bp.blogspot.com/_uQE8jP2fC2A/TP_pIrylwWI/AAAAAAAACPs/PBjIpqNN0X4/s1600/Brachiones+przewalskii.jpg

  2. tupaia Says:

    Ciao Bombus, grazie per la foto e per il link. Avevo visto quella foto, ma non mi fido. La fonte originaria e’ la wikipedia cinese (hudong.com) e per ovvi motivi linguistici non riesco a capire chi e come ha scattato la foto e come l’ha classificato. Se dobbiamo attenerci alla descrizione dovrebbe essere un animale color sabbia con le orecchie piu’ piccole di quelle di un pet-gerbillo. Questo ha le orecchie piu’ grandi e un pelo decisamente agouti. Non dico che non sia un gerbillo, dico solo che vorrei una conferma di quella foto da almeno un’altra fonte attendibile prima di dire che sia questo particolare gerbillo. Nei prossimi giorni controllo in biblioteca, magari qualcosa si trova sui libri sui mammiferi cinesi. Soprattutto, non mi fido mai dei blog. Di quelli degli altri, perlomeno ;-P

  3. Formalina Says:

    …e chissà quante altre specie subiscono la stessa sorte di questo gerbillo! Almeno lui ha un articolo tutto suo su L’orologiaio miope! ;-)

  4. Palmiro Pangloss Says:

    FYI nella regione di Lop Nor era situato il poligono nucleare cinese, il che immagino renda abbia reso la vita difficile al sorcio, e anche a chi nel caso lo voglia studiare

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