L’AVIS volante: i pipistrelli vampiro

Listen to them – children of the night. What music they make.

 Dracula, Bram Stoker

 

Pochi animali hanno una fama triste e immeritata come i pipistrelli vampiro.

Triste perche’ li si associa sempre a nobili transilvani dei film di serie B di Hollywood, laddove invece tutti i pipistrelli vampiro vivono in centro e sud America. Immeritata perche’ l’etologia di questi animali e’ incredibilmente complessa e affascinante, ma ci si ricorda di loro solo per la dieta a base di sangue.

Di pipistrelli vampiro ne esistono tre specie: il pipistrello vampiro comune (Desmodus rotundus), il pipistrello vampiro dalle zampe pelose (Diphylla ecaudata) e il pipistrello vampiro dalle ali bianche (Diaemus youngi).

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Pipistrelli vampiro dalle ali bianche ( Diaemus youngi). Foto (C) Dan Riskin

Tutti e tre hanno una dieta basata esclusivamente sul sangue, il che li identifica come un raro esempio (forse l’unico) di mammifero parassita: non bevono acqua e non ingeriscono mai niente di solido, e per questo i loro apparati digerente ed escretore hanno dovuto subire pesanti modifiche, come accade in tutti i parassiti. In origine infatti l’antenato di questi animali era un pipistrello insettivoro della famiglia dei Phyllostomidae, (che significa “bocca a foglia”, per via dell’escrescenza carnosa a forma di foglia sul naso che fa parte del sistema sonar). La preferenza verso il sangue e’ stato cosi’ un successo che dall’antenato comune sono derivate addirittura tre specie. Cio’ pero’ deve essere accaduto molto tempo fa in quanto le tre specie, sebbene uniche e diverse dagli altri pipistrelli, hanno ciascuna un proprio genere, con una specie per parte, e le proprie caratteristiche uniche.

I caratteri che accomunano questi pipistrelli sono innanzi tutto i due incisivi, lunghi e appuntiti come canini, che servono a perforare la pelle delle vittime in modo che ne fuoriesca il sangue (attenzione: a dispetto del loro nome i vampiri non succhiano il sangue, ma lo leccano dalle ferite  man mano che sgorga). I denti sono cosi’ acuminati che perforano facilmente gli spessi guanti di pelle dei ricercatori che studiano i pipistrelli neotropicali, il che li rende odiosi persino agli zoologi sia per questo sia perche’ sono agili e veloci e liberarli dalle reti e’ un incubo. Ci sono altri problemi seri legati ai morsi dei vampiri ma per conoscerli temo che dovrete continuare a leggere questo post sino in fondo. La saliva dei vampiri contiene un polipeptide chiamato, poco fantasiosamente, “draculina“, che e’ un potente anticoagulante e fa si che il sangue continui a fuoriuscire per tutto il tempo che l’animale si nutre, il che di solito dura una ventina di minuti. Per quanto li si possa detestare per il loro parassitismo, molti esseri umani oggigiorno devono la loro vita ai vampiri poiche’ la draculina e’ somministrata alle persone a rischio di infarto o con altri problemi legati alla coagulazione del sangue. Il Dr. Van Helsing deve essersi ricreduto ad un certo punto, evidentemente.

Altri caratteri comuni e unici sono il muso corto e tozzo che rende piu’ facile leccare il sangue, le orecchie piccole e la mancanza di “foglia” sul naso o altri sistemi ricettivi, associati ad un sonar molto rudimentale (tanto non devono mica cercare zanzare, una mucca son buoni tutti a vederla), la mancanza di coda e la capacita’, unica tra tutti i pipistrelli, di camminare agevolmente per terra, correre, saltare e arrampicarsi sugli alberi, in modo da poter attaccare dal basso, non visti, la loro preda. Volano anche benissimo, naturalmente.

Il vampiro comune si nutre quasi esclusivamente di mammiferi, bestiame per lo piu’, o se non ne trova tapiri, agouti, pecari, cervi e leoni marini. Se ne trova di addormentati, non disdegna neanche gli esseri umani. Il vampiro dalle ali bianche (che in realta’ di bianco ha solo il bordo dell’ala), molto raro,  si nutre prevalentemente di pollame e di piccoli uccelli selvatici con un peso variabile da 15 a 200 g; non e’ infrequente che si arrampichi in un nido e salti addosso agli inermi pulcini, il che e’ particolarmente inpressionante perche’ il pulcino puo’ non sopravvivere all’attacco, al contrario di una mucca che quasi non se ne accorge. All’occorrenza pero’ questo pipistrello non disdegna il sangue dei mammiferi, prevalentemente capre, maiali e bovini: un adattamento recente, a quanto pare, all’importazione di bestiame da parte degli europei, laddove prima i mammiferi erano piccoli ed elusivi. Il vampiro dalle zampe pelose, molto raro anche lui, e’ il piu’ docile dei tre e non morde i ricercatori quando lo maneggiano, il che lo rende mediamente piu’ simpatico. Probabilmente pero’ dipende solo dal fatto che non gradisce molto i mammiferi e si nutre quasi esclusivamente di sangue di uccelli. In cattivita’ morde i polli alle zampe o nella regione anale (povere bestie!), o anche sul collo, mentre non si conoscono bene le sue abitudini allo  stato selvatico. Al contrario delle altre due specie, che hanno un canaletto sul labbro inferiore per far scorrere il sangue nella bocca, questo vampiro ha la superficie inferiore della lingua canalicolata. Il principio pero’ non cambia.

Una volta che la preda e’ stata identificata, il vampiro le atterra vicino e percorre saltando o camminando lo spazio sino alla vittima, dopo di che, con grande delicatezza in modo che non se ne accorga, le sale addosso. Posizionato sul naso vi e’ un sensore termico che aiuta il pipistrello ad individuare le zone piu’ calde della pelle, che corrispondono a quelle con i vasi sanguigni piu’ superficiali.  Individuata l’area giusta, se e’ necessario, la depila con i denti affilati usandoli come rasoio e quindi, delicatamente, solleva una piccola porzione di pelle da cui comincia a leccare il sangue che ne fuoriesce. A volte dalla stessa ferita si nutrono contemporaneamente piu’ vampiri. Cio’ accade particolarmente quando la madre svezza il piccolo e gli mostra come fare, o tra gruppi di giovani pipistrelli imparentati tra loro.

Un vampiro comune ha bisogno di circa 20 grammi di sangue al giorno per sopravvivere, e li prende tutti in una volta nel suo unico pasto giornaliero, che dura una ventina di minuti. Siccome si tratta di animali piccini, che pesano in media 40 g o meno (il corpo e’ lungo al massimo 7 cm), significa che ad ogni pasto un pipistrello vampiro ingerisce sangue per meta’ del proprio peso, dopo di che deve riuscire a decollare e allontanarsi velocemente. Ingerire una simile quantita’ di liquido in cosi’ poco tempo e poi tornare a casa e’ un’impresa impossibile anche per il piu’ esperto binge-drinker londinese abituato alla chiusura dei pub alle 11. La soluzione adottata pero’ e’ simile in entrambi i casi: espellere l’acqua in eccesso riduce il volume nello stomaco. Non conosco esattamente gli adattamenti fisiologici degli alcolisti inglesi, ma i vampiri adottano un sistema ingegnoso: il plasma del sangue ingerito, poco nutriente, passa rapidamente ai reni iperefficienti dove viene filtrato: un vampiro comune comincia ad urinare dopo due minuti dall’inizio del pasto e continua per tutta la sua durata. Alla fine ha comunque un bel pancino teso e deve darsi uno slancio energico con i piedoni (i tarsi sono molto lunghi) per decollare. Se non altro i londinesi possono chiamare un taxi per tornare a casa. Spesso un vampiro ritorna, notte dopo notte, allo stesso mucca-pub dove riapre la ferita che ha fatto la notte precedente, per piu’ e piu’ notti, e scaccia i vampiri estranei dall’avvicinarsi al suo sangue alla spina. Il prelievo di sangue, nel caso del Desmodus rotundus, e’ irrisorio, perche’ 20 g di sangue equivalgono a due cucchiai rasi e per un bovino sono niente: le zanzare nelle steppe russe prelevano dalle renne in un giorno solo oltre mezzo litro di sangue!

Dal canto loro i vampiri ali bianche sono dei piccoli geni del travestimento. I polli, portati dagli europei, sono una delle loro principali fonti di cibo. Ebbene sembra che i vampiri abbiano scoperto facilmente, nel corso di poche centinaia di anni, e se lo tramandano per via culturale (l’evoluzione non avrebbe potuto agire cosi’ rapidamente) che c’e’ un punto sul petto della gallina, senza piume e molto vascolarizzato, che serve al volatile per tener calde le uova durante la cova e i pulcini dopo, ed e’ un punto molto sensibile. Se un vampiro riesce ad avvicinarsi tanto da saltare sulla gallina evitandone le beccate che potrebbero ucciderlo, tramite il sensore termico individua quel punto e vi si aggrappa infilandosi tra le piume. La gallina, molto piu’ stupida del pipistrello, reagisce istintivamente come farebbe con un pulcino, si accuccia, arruffa le penne e socchiude gli occhi, mentre viene “vampirizzata”, credendo di stare covando un pulcino.

Capita a volte che un pipistrello non riesca a nutrirsi, ad esempio perche’ la sua vittima lo ha percepito e allontanato, e torna al posatoio a pancia vuota. Un animale volante cosi’ piccolo, a sangue caldo, ha un metabolismo elevatissimo e se passasse anche solo 2-3 giorni digiuno morirebbe. Per sopravvivere allora i vampiri adottano una strategia interessante e rarissima nel regno animale, dato che prevede cortesia e reciprocita': si fanno prestare il sangue. Al rientro al nido tutti i vampiri si dedicano ad un’attivita’ di reciproche pulizie dopodiche’ il vampiretto affamato (di solito sono i giovani inesperti che tornano a pancia vuota: una notte ogni tre per un giovane sotto i due anni, una notte ogni dieci per un vampiro adulto piu’ navigato) comincia a leccare il muso di un conspecifico. Cio’ induce in questi,  ma solo se lo ritiene opportuno, il rigurgito di un po’ di sangue che viene leccato dalle labbra, in una posizione tipo quella di un bacio alla francese. Il problema e': il pipistrello donatore di sangue ci rimette. Come fare a garantirsi che il prestito non sia a fondo perduto e che il favore possa un giorno essere ricambiato? Per capirlo bisogna osservare la struttura sociale di questi animali.

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Colonia di Pipistrelli vampiro comuni (Desmodus rotundus).  Foto: www1.umn.edu

I vampiri comuni formano grandi colonie che arrivano anche a 2000 individui in posti completamente bui, come grotte, miniere, alberi cavi. All’interno della colonia pero’ si possono individuare gruppetti piu’ piccoli, da una ventina a un centinaio di esemplari. Ogni gruppo e’ formato da femmine, genericamente imparentate tra loro ma anche estranee: se si comportano bene, le estranee vengono accolte senza problemi; dai cuccioli (ne viene di solito partorito uno solo per volta, che resta con la madre anche tutta la vita se e’ femmina) e da un maschio adulto dominante. I giovani maschi si allontanano in genere all’eta’ di 12-18 mesi, in genere per un conflitto col maschio dominante (il che fa dei vampiri i pipistrelli con le piu’ lunghe cure parentali), e possono riunirsi in gruppetti di una decina di esemplari non imparentati tra loro. All’esterno di ogni “clan” ci sono sempre dei maschi subordinati che aspettano un momento di distrazione del maschio dominante. Questi infatti e’ in genere il padre di solo meta’ dei pipistrellini nati, non essendo la fedelta’ una virtu’ cardinale nel mondo dei chirotteri. In genere il ruolo di maschio dominante viene mantenuto per un paio di anni, sino alla perdita di una lotta con un altro maschio.

I vampiri ali bianche vivono invece in colonie miste composte da una trentina di individui e quelli zampe pelose anche prediligono colonie piccole, una dozzina di animali circa, sebbene in una caverna a Puebla (Messico) ne siano stati trovati 500 tutti insieme. Tutti pero’ hanno in comune la vitale attivita’ di prestarsi il sangue: e’ stato calcolato che se cosi’ non fosse l’80% dei pipistrelli vampiro morirebbe di fame entro il primo anno di vita. Col prestito di sangue invece e’ facile trovare femmine selvatiche di 15 anni di eta’.

Si diceva, come fare ad assicurarsi la reciprocita’ del prestito? Ci vogliono garanzie. E’ stato dimostrato che il sangue viene “prestato”  solo ed esclusivamente ad animali che abbiano condiviso lo stesso posatoio diurno per almeno il 60%  del tempo, indipendentemente dalle parentele. Se so dove abita, quando mi serve posso andare a pretendere la restituzione, sarebbe suicida dar sangue ad un estraneo. Un pipistrello affamato perde peso piu’ velocemente di uno che si e’ nutrito, quindi per il donatore restare a pancia mezza vuota e’ meno drammatico che per un pipistrello che non si e’ nutrito affatto, se poi c’e’ la possibilita’ di ricevere in cambio il favore quando si e’ nei guai. Ma come fare ad essere sicuri che uno non sia solo un miserabile, avido scroccone che pretende sangue anche dopo essersi nutrito? Il prestito di sangue avviene solo dopo l’attivita’ di grooming, ovvero di pulizie reciproche, durante le quali ci si rende facilmente conto se un pipistrello ha la pancia piena e tesa oppure no. Quindi se un ciccione viene a chiedere sangue solo perche’ lo rivuole indietro subito, di solito viene mandato al diavolo. Se poi un pipistrello bara, e non restituisce il sangue dopo averlo ricevuto, subisce un sistema di ostracismo per cui nessuno gliene presta piu’ dopo un po’, quindi non conviene a nessuno barare sapendo che la notte in cui si torna a pancia vuota e’ vicina.

L’unica eccezione a questa ferrea regola sono le madri, che dopo i tre mesi di eta’ del cucciolo gli integrano il latte con del sangue rigurgitato. Non solo e’ un ulteriore supplemento di calorie durante lo svezzamento, ma e’ anche una fonte di ceppi di batteri intestinali che favoriscono la digestione. Questa donazione di sangue unidirezionale dalla madre al cucciolo dura almeno un anno. I vampirotti allevati a mano nei centri di recupero e’ noto che hanno dei biberon con un contenuto speciale e unico tra i mammiferi: si fa una miscela contenente meta’ latte per gattini e meta’ sangue (di bovino o di pollo a seconda della specie di vampirello). Sempre meglio in effetti dei bruchi frullati che aggiungevo al latte del baby-Pipistrellus pipistrellus che ho svezzato qualche anno fa.

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Baby-vampiro comune in svezzamento in un centro di recupero. Foto (C) batconservation.org

Questo comportamento e’ stato ben studiato nel pipistrello vampiro comune ma nelle altre due specie, anche se si sa che avviene, non se ne conoscono con precisione i dettagli.

Sino a qui si direbbe che i nostri vampiri, sebbene un po’ scrocconi di sangue altrui, non siano piu’ nocivi di una zanzara troppo cresciuta ma purtroppo non e’ cosi’. C’e’ un problema correlato al loro morso che li rende pericolosi. Mi riferisco alla trasmissione della rabbia paralitica, una malattia virale il cui agente si annida nelle ghiandole salivari dei mammiferi e viene trasmessa con la saliva. questa malattia puo’ essere fatale per gli esseri umani che vengono accidentalmente morsi, sia per lavoro (zoologi e affini che si ostinano a star svegli la notte e catturare tutto quel che si muove, come se fosse divertente), sia per pura e semplice sfortuna, perche’ magari si abita dove una mandria di bovini e’ appena stata spostata in un altro pascolo e i vampiri sono costretti a cercare altre prede per non morire di fame. Anche i pipistrelli in realta’ muoiono per questa malattia ma cio’ e’ peggio perche’ prima di morire diventano lenti e torpidi, e’ piu’ facile catturarli e quindi essere morsi accidentalmente. La rabbia in realta’ e’ responsabile per il crollo della popolazione di intere colonie di vampiri e volendo e’ molto piu’ pericolosa per loro (che se la scambiano tramite le donazioni di sangue) che per noi, che ci vacciniamo. Nel 2005 in Brasile sono morte almeno 23 persone di rabbia a causa del morso dei vampiri, ma anche la popolazione di pipistrelli e’ crollata, sia per la rabbia che per la perdita di habitat per via della deforestazione.

Come sempre accade, e come ci insegnano i finali dei film dell’orrore, noi siamo molto piu’ pericolosi per i vampiri di quanto lo siano i vampiri per noi.

Nota di folklore: Congratulazioni a Christopher Lee che e’ appena stato nominato Baronetto (Sir) dalla regina Elisabetta per meriti artistici.

Alcune Referenze:

Carwardine, M. (2007) Animal Records. Natural History Museum, London.

Reid, F. (1997) A field guide to the mammals of Central America and Southeast Mexico. OUP, New York.

Withaker J. O., (2006) Bat Blood Donors. In: The Enciclopedia of mammals, OUP, New York

Wilkinson, Gerald S. (1984) Reciprocal Food Sharing in the Vampire Bat. Nature. 308: 181-184

Wilkinson, Gerald S. (1985a) The Social Organization of the Common Vampire Bat I. Pattern and Cause of Association. Behavioral Ecology and Sociobiology. 17: 111-121

http://news.bbc.co.uk/1/hi/4398660.stm

http://www.britannica.com/bps/additionalcontent/18/34801868/THE-CURIOUS-BLOODY-LIVES-OF-VAMPIRE-BATS

Published by tupaia on novembre 1st, 2009 tagged mammiferi, notturni, parassiti


37 Responses to “L’AVIS volante: i pipistrelli vampiro”

  1. restodelmondo Says:

    Ma- ma- ma hanno un “fattore Bambi” altissimo! I cuccioli hanno una faccia da farti sciogliere, e gli adulti pure non sono brutti affatto! O sono io che ho gusti strambi?

  2. tupaia Says:

    Restodelmondo: sono assolutamente daccordo, rispetto alla media dei pipistrelli sono veramente carini! Peccato la nomea che si portano dietro…

  3. Claudio Says:

    io in una piazza non lontano da casa mia, trovai una mamma pipistrello con tanto di figlio attaccato al capezzolo che non riusciva a volare perchè il figlio era troppo pesante!
    era marronicino chiaro, stridulo e molto carino!! :-D con un pò di fatica riuscii a rimetterla nel buco d’albero dove viveva.
    non centra niente con i vampiri ma volevo condividere l’esperienza :-D

  4. Long John Silver Says:

    Sei stata meravigliosa, come sempre :) Mi son bevuto il tuo post come un vampiretto!

  5. Gam Says:

    Quindi fammi capire, non contenti di succhiarti il sangue mentre lo fanno ti pisciano pure addosso?
    Il massimo della perversione.

  6. Lopo Says:

    Ma quindi la rabbia paralitica è “nuova” per i vampiri?
    Immagino che per delle bestie così siano periodici dei virus o batteri che saltano di specie. O no?

    (ah, e divengando un po’, su Wiki avevo letto del dibattito sulla monofileticità dei chirotteri e sulla relazione tra megachirotteri e primati: tu che ne pensi?)

  7. tupaia Says:

    Long John Silver: Sigh, ti chiami come il mio gatto che non c’e’ piu’.

    Gam: si, hai capito bene. Cosi’ oltre alla rabbia se sei proprio fortunello ti becchi pure la leptospirosi

    Lopo: no, non credo che il virus sia nuovo. diventa un problema quando per perdita di habitat e prede naturali i vampiri mordono le persone.
    Sui megachirotteri tocchi un punto complesso, ma mi sembra che le analisi genetiche tendano a confermare la monofileticita’.

  8. madi Says:

    a me piacciono un sacco!

  9. Luca Says:

    Anche se Halloween non è una tradizione italiana (né neotropicale direi) questo post è perfetto per il periodo!

  10. Landolfi Says:

    Applausi.

  11. tupaia Says:

    Luca: non e’ stato un caso, infatti :D

  12. Rachel Barnacle Says:

    Ma che bel post!
    Io amo i pipistrellini (vampirosi e non), hanno un musetto adorabile e le alucce morbidissime.
    Ero molto rammaricata (ma non troppo sorpresa)di non vederli svolazzare in east/central London, ma dove sto ora mi è capitato di scorgerne un paio.
    Sempre pochini, nonostante l’area sia piuttosto tranquilla e ricca di verde. E’ il cibo che scarseggia?
    Il Tama-Merda invece li ama come un serial killer potrebbe amare una donna sola in un vicolo buio. Moltissimo anche lui, dunque.
    In gioventù riuscì a catturane uno, il disgraziato. Eviterò di soffermarmi sulle conseguenze del gesto.

  13. Leonardo Says:

    finalmente un post sui miei beniamini (studio chirotteri ;) )
    i vampiri sono certamente straordinari, ma anche parecchio studiati (almeno i Desmodus)…chissà quali altre sorprese riserva un Ordine così ricco e vario! ;)

    come sempre molto ben fatto, complimenti

  14. Alessio R. Says:

    sbaglio o la parte sui “prestiti” di sangue stava anche su the selfish gene? ( ora non ho voglia di andarlo a recuperare )

  15. dund Says:

    alessio: ho avuto la stessa sensazione (e la stessa non-voglia di andare a controllare). la parte sui giochi a somma zero e non, mi pare.

  16. dund Says:

    tupaia: te l’avevo dato poi il pdf Schneider et al. Rabies transmitted by vampire bats to humans – An emerging zoonotic disease in Latin America, Rev Panam Salud Publica. 2009;25(3):260–9 ?

  17. danilo Says:

    Tit for tat, Hamilton.

  18. tupaia Says:

    Dund e Alessio: la mia copia del gene egoista e’ purtroppo rimasta a far polvere in Italia, quindi non posso controllare neanche io, ma diciamo che sicuramente non mi e’ servito come fonte, l’ho letto secoli fa.

    Danilo: secondo wiki la teoria del Tit for Tat e’ di un tale Anatol Rapoport

    Dund: e quando avresti dovuto darmelo, che sono secoli che non ci sentiamo? :D

  19. tupaia Says:

    Rachel Barnacle: in UK i pipistrelli sono pochi e di poche specie. Siamo quasi al limite settentrionale del loro range, gia’ verso la Scozia le estati sono un po’ troppo brevi e i chirotteri termoregolano molto male. Per non parlare naturalmente della perdita di habitat e dei pesticidi.
    Qui dalle mie parti ne ho visto qualcuno ma non di recente purtroppo

  20. danilo Says:

    Hamilton era solo una seconda chiave di ricerca. Una terza potrebbe essere ESS.

  21. dund Says:

    tupaia: ne parlavamo con manuel durante la skypeconferenza sull’accudimento dei chirotteri trovatelli, e non mi ricordavo se poi te l’avessi mandato o no. il post è scritto, ma se ti interessa te lo invio lo stesso nella mail.

  22. Walt Says:

    A proposito di pipistrelli, ma soprattutto a proposito dei tuoi precedenti post “Lo famo strano”, segnalo questo recentissimo paper:
    “Fellatio by Fruit Bats Prolongs Copulation Time”

    http://www.plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.0007595

    per i guardoni: al paper è allegato anche un breve video molto esplicito.

  23. Mony Vibescu Says:

    Bell’articolo (come sempre.)

    Il termine “vampiro”, comunque, penso sia abbastanza genericamente associato a qualsiasi creatura o oggetto che “succhia” per mezzo di un’incisione (chiedi a Eugenio se ha mai visto un “vampire tap”.)

    In effetti, sembra derivare dal Turco ubyr, che significa strega (da cui la familiarità… ehm… con il sangue.)

    Volano, sono notturni, succhiano il sangue: quale definizione migliore per una strega?


    Baci,
    Mony

  24. Walt Says:

    per danilo:
    si dà il caso che abbia da poco finito di leggere The selfish gene.
    Ti ricordavi bene: l’esempio dei vampiri altruisti è nel capitolo sull’altruismo reciproco – dilemma del prigioniero.
    Viene descritto lo studio di Wilkinson citato anche da tupaia.

  25. tupaia Says:

    Walt: ci sto scrivendo su un post da un paio di giorni, e’ solo che ho poco tempo libero. Dammi tempo ;-P
    Grazie comunque per la segnalazione

  26. Walt Says:

    Ooops, sorry! Mi spiace di aver anticipato l’argomento :(

    Non vedo l’ora di leggere il tuo post su questi pipistrelli sporcaccioni!

  27. Alessio R. Says:

    C’è per caso qualche video in cui si vedono i vampiri “correre” e saltare? No, perché proprio non riesco a immaginarmeli

  28. Walt Says:

    per Alessio R:

    http://www.youtube.com/watch?v=sdlhouEJLNY&NR=1

  29. Alessio R. Says:

    che andatura.. fantastico!
    Grazie mille Walt

  30. Placida Signora » Blog Archive » Placide Segnalazio’ Says:

    […] – L’Avis volante: i pipistrelli vampiro di Tupaia […]

  31. Semmelweiss Says:

    Sono uno studente di Medicina. Tempo fa mi sono imbattuto per caso nel tuo blog e da allora non riesco più a farne a meno. Incredibile constatare attraverso i tuoi post la infinità di declinazioni della materia vivente! E mi congratulo anche per la narrazione accattivante. Brava. Solo una precisazione: non mi risulta che la proteina che citavi -la draculina- sia attualmente utilizzata in ambito clinico. Per la terapia fibrinolitica dell’infarto oggi si utilizzano soprattutto enzimi ricombinanti, ma di origine umana (e.g. t-PA). L’unica cosa che mi viene in mente di simile sono i derivati dell’irudina, un inibitore naturale della trombina secreto dalle sanguisughe durante il pasto: oggi sono soprattutto utilizzati come alternativa all’eparina nel caso in cui insorgano particolari effetti collaterali. Ma non è detto che non esistano sperimentazioni precliniche anche sulla draculina. Sarebbe un ulteriore esempio dell’importante contributo della zoologia alla medicina e un ulteriore motivo per cui continuo a leggere il tuo blog! Ciao!

  32. Gatto Magico Says:

    Complimenti, è molto interessante questo articolo.
    Mi ha fatto venir voglia di leggere “Un innocente vampiro”, un delizioso giallo etologico di Danilo Mainardi, il grande etologo italiano che tutti conosciamo. Protagonista incontrastato del romanzo è proprio il famigerato Desmodus rotundus, attorno al quale ruota tutta una squadra di scienziati-investigatori. E l’accostamento non è casuale, visto che il ricercatore utilizza spesso lo stesso metodo di indagine dell’investigatore…

    Per fortuna il volumetto, ormai fuori catalogo e quasi introvabile, sta per essere ristampato: colgo l’occasione per consigliarlo a tutti!
    Ciao!

  33. jetset Says:

    Bell’articolo, ma c’é una cosa da correggere: l’escrescenza sul muso non serve per il sonar che si riferisce all’acqua ma per il radar, le cui onde invece vengono irradiato nell’aria.

  34. danilo Says:

    jetset: onde elettromagnetiche diverso di onde pressione, uh? Pippi non fa onde radio, uh? E escrescenze di muso non adeguate per ricevere onde radio, troppo grosse, uh?

  35. tupaia Says:

    jetset: temo che sia tu che ti sbagli, sonar e’ l’espressione corretta. Sonar significa Sound Navigation and Ranging e usa onde acustiche come appunto fanno i pipistralli. Radar vuol dire Radio Detecting and Ranging ed usa onde elettromagnetiche (onde radio, appunto). Il fatto che la nostra tecnologia renda piu’ facile usare il sonar in acqua e il radar in aria e’ del tutto accidentale. Non c’e’ dubbio che quello dei pipistrelli, che sentono gli echi delle vocalizzazioni emesse, sia un sonar.

  36. tupaia Says:

    Danilo: preferivo la prosa criptica agli “uh” :D

  37. sara Says:

    Sono planata per sbaglio sulla vostra citazione introduttiva e ne volevo mettere un’altra. Forse perché riguarda un libro sui vampiri che sto leggendo.
    “You are young, and life is long, and there is time to kill today”.
    Sito molto interessante.

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