La tupaia e il suo W.C. – il Vespasiano della Jungla

No, non si tratta dell’ultima tornata di dettagli scabrosi sulla vita privata di chi scrive questo blog. Il mio animale-totem pero’ non manca mai di stupirmi per l’unicita’ di alcuni suoi adattamenti e vale davvero la pena di descriverli.

La tupaia in questione (per chi non sapesse cosa e’ una tupaia e’ scritto qui) appartiene alla specie Tupaia montana e  vive in Borneo in simbiosi con alcune specie di pianta carnivora del genere Nepenthes nelle foreste pluviali di alta quota delle montagne dell’isola. Per la precisione, l’educata bestiolina usa le piante carnivore come un W.C. per deporvi gli escrementi, con grande delizia della pianta che ne ricava azoto e altri minerali pregiati.

toporagno-pianta-carnivora-wc-water-gabinetto.jpg

Occupato! Tupaia montana su Nepenthes lowii Foto (C) Ms Chin Lijin

Quando e’ giovane la Nepentes (N. rajah, N. lowii  e N. macrophylla sono i tre “vespasiani” in questione) si comporta come tutte le piante carnivore  che si rispettino, vegeta rasoterra ed estrae azoto fissato dagli insetti che cadono all’interno delle foglie modificate a formare un pozzetto. Il bordo dei pozzetti e’ viscido in modo da rendere piu’ probabile la caduta dell’insetto nella foglia, che poi lo digerira’ con comodo grazie ad enzimi digestivi secreti all’interno del pozzetto. Quando la pianta diventa matura cambia pero’ il suo comportamento discostandosi da tutte le altre specie di Nepenthes conosciute: si attacca a liane o ad altro tipo di vegetazione aerea in modo da arrampicarsi e portarsi ad altezza della chioma degli alberi, dove vive la tupaia. Il bordo smette di essere viscido e la struttura del pozzetto viene notevolmente rinforzata e soprattutto ingrandita: deve infatti sorreggere i circa 150 g di peso della tupaia. Non che ce ne sia grosso bisogno, la Nepentes rajah (chiamata cossi’ per il Rajah di Sarawak, quello di Sandokan) e’ la pianta carnivora piu’ grossa del mondo e i suoi pozzetti possono contenere anche due litri di acqua piovana ed essere alti 40 cm. La tupaia deve solo stare attenta a non addormentarsi in bagno e non cadere di sotto.

Si pensava infatti che questa specie di pianta carnivora intrappolasse piccoli mammiferi come ratti o tupaie, come fonte di azoto, vista la dimensione dei suoi pozzetti, ma solo occasionalmente sono stati ritrovati resti animali all’interno della pianta.

Il Dr Clarke e i suoi golleghi, Lijin Chin della Monash University e il  Dr Jonathan Moran della Royal Roads University, Victoria, Canada, si sono allora chiesti a cosa diamine servissero questi pozzetti enormi, anche considerando che a quell’altitudine ci sono pochissimi insetti disponibili, e hanno cominciato a monitorare le piante. La risposta e’ arrivata in breve, piu’ o meno all’ora delle necessita’ fisiologiche della tupaia.

Era gia’ noto che le tupaie usassero N. lowii come water. La scoperta recente del team e’ che le misteriose e pelose bestioline non si limitano ad una specie ma spaziano anche su altre due specie di Nepenthes,  come bagno di servizio. Oltretutto la geometria dei pozzetti e’ disegnata in modo da essere esattamente delle giuste dimensioni della tupaia.

nepenthes-and-tree-shrew.jpg

Manca la Gazzetta dello sport… Tupaia montana su Nepenthes lowii Foto (C) Ms Chin Lijin

Le Nepenthes in questione, in particolare N. lowii che e’ decisamente a forma di water,  hanno una foglia che sovrasta il pozzetto, piu’ o meno ad angolo retto, nella stessa posizione del coperchio del vostro W.C.. Il “coperchio” secerne un nettare zuccherino dalla pagina ingeriore, quella rivolta verso il pozzetto. Per poter leccare gli zuccheri del coperchio la tupaia deve “sedere” sul pozzetto, e gia’ che e’ li’ di solito defeca. La distanza tra le ghiandole che producono l’essudato zuccherino e il bordo del “water” corrisponde esattamente alla lunghezza testa-corpo dell’animale, per sua comodita’. Gli escrementi cadono nel pozzetto e vengono spinti verso il centro alle prime piogge, che fungono da sciacquone, e qui vengono assimilati con calma per estrarne azoto, di cui evidentemente il suolo e’ poverissimo, caratteristica comune nei climi  freddi dove i processi di decomposizione sono lentissimi.Tra il 50 e il 100% del contenuto dei pozzetti di N. lowii, il water della jungla per antonomasia, e’ costituito da escrementi di tupaia, mentre le altre due specie completano la dieta con insetti.

Una simbiosi perfetta: le tupaie ottengono zuccheri dalla pianta, e la pianta ottiene azoto fissato dalla tupaia. Per la pianta e’ molto piu’ conveniente cosi’ che cercare di intrappolare la tupaia intera che, con le sua unghie da arboricolo, potrebbe facilmente danneggiare irreparabilmente i pozzetti. Di cacca invece la tupaia gliene puo’ dare quanta ne vuole. Anzi, le tupaie tendono a marcare la pagina superiore del coperchio strusciandoci su coi genitali e tendono a visitare periodicamente gli stessi pozzetti, giusto per ribadire che quello e’ il bagno di casa loro.

Qualcuno dovrebbe suggerire ai desiners di articoli sanitari di progettare il water che offre zucchero filato, per educare i bambini a usare il W.C.: se ha funzionato con le tupaie non vedo perche’ non dovrebbe funzionare per noi.

Infine, ecco un video della tupaia in azione su Nepenthes rajah

Referenze:

Lijin Chin , Jonathan A. Moran and Charles Clarke (2010)  Trap geometry in three giant montane pitcher plant species from Borneo is a function of tree shrew body size.  New Phytologist, 186 (2) 461-470  

C.M. Clarke, U. Bauer, C.C. Lee, A.A. Tuen,  K. Rembold, J.A. Moran (2009) Tree shrew lavatories: a novel nitrogen sequestration strategy in a tropical pitcher plant,  Biol. Lett. 23 October 2009 vol. 5 no. 5 632-635 

http://wildsingaporenews.blogspot.com/2010/03/tree-shrew-uses-pitcher-plant-as-potty.html

Published by tupaia on maggio 8th, 2010 tagged comportamento, mammiferi, ricerca


39 Responses to “La tupaia e il suo W.C. – il Vespasiano della Jungla”

  1. Weissbach Says:

    Ma spettacolare!
    Sbudellevole!
    Gigantesco!

  2. rosalux Says:

    Ma che meraviglia! L’unica cosa che non capisco è: cosa provoca lo stimolo alla tupaia? Gli stessi zuccheri della pianta?

  3. Michi il Disperso Says:

    Fantastico *_*

    Ogni tanto penso che ci prendi tutti in giro con certi post; poi mi viene da pensare che forse è Madre Natura che ci prende in giro.. XD

  4. tupaia Says:

    Rosalux: Si ipotizza che sia una marcatura territoriale, ma mi chiedevo anche io se negli zuccheri ci potesse essere qualche lassativo, alla pianta di sicuro converrebbe e visto che pare che l’associazione sia molto antica le piante avrebbero avuto tutto il tempo di sviluppare sostanza e dosaggio giusto. Chissa’.

  5. falecius Says:

    “nei climi freddi”
    In Borneo????

    Comunque. Un adattamento cosi’ complesso mi fa chiedere: come si e’ evoluto? O meglio, come ha fatto la Nepenthes a raggiungere la soglia per cui un comportamento del genere e’ conveniente?
    Mi sembra che l’investimento metabolico sia mica da ridere.

  6. tupaia Says:

    Falecius: hai presente quanto sono alte le montagne del centro? E’ un problema di altitudine. Circa l’evoluzione, due piante su tre mangiano ancora formiche oltre che cacca di tupaia, evidentemente e’ un adattamento graduale cominciato da qualche tupaia intraprendente e affamata e che via via ha selezionato piante sempre piu’ “gabinetti”, per via che le altre non sopravvivevano essendoci pochi insetti

  7. falecius Says:

    Tupaia:
    a) ho presente, ma siamo quasi sull’equatore. Comunque mi fido.
    b) resto leggermente perplesso. Che convenienza avrebbero avuto le piante a produrre la roba zuccherina, all’inizio? O lo facevano gia’ per attrarre gli insetti, ma che convenienza aveva la tupaia a farci la cacca in cambio?
    Poi la questione dell’altitudine. Se fosse come dici tu, mi aspetterei che le piante che mangiano ancora anche insetti vivano piu’ vicine al suolo della terza, quella specializzata nel fare da WC. E’ cosi’?

  8. falecius Says:

    L’altra cosa che non capisco e’ la dissimmetria del rapporto, ovvero, la tupaia ha un guadagno a leccare lo zucchero, ma a fare la cacca altrove non ci perde niente. Invece per la pianta che la tupaia fornisca la cacca e’ vitale.
    Come si equilibra? Basta davvero un po’ di zucchero a convicere la tupaia?
    Mi viene anche in mente che forse queste abitudini espongono di piu’ la tupaia ai predatori (uccelli rapaci?). O no?

  9. danilo Says:

    Falecius: le piante carnivore hanno un problema nel trovare azoto fissato, ed è un problema legato a terreni acidi, non a clima freddo. Il fatto che le torbiere siano di solito al nord è una coincidenza.
    E sì, probabilmente lo facevano per attirare gli insetti, in origine. Se proprio vuoi chiederti qualcosa, chiediti come è venuto loro in mente di attirare insetti :-)

    Danilo

  10. danilo Says:

    Oh sì, la convenienza della tupaia è nel non lasciare cacca in giro, dove può essere annusata dai suoi predatori.

    Danilo

  11. falecius Says:

    “la convenienza della tupaia è nel non lasciare cacca in giro, dove può essere annusata dai suoi predatori”

    ok, era questo passaggio che mi mancava.

    Sul resto mi sono espresso male. Non parlavo di altitudine s.l.m ma di altezza dal suolo (sugli alberi). Cioe’, la nepente perde in insetti quel che guadagna in cacca di tupaia, salendo verso l’alto.

  12. tupaia Says:

    Danilo: no, non e’ una coincidenza che le torbiere stiano in climi freddi. La poverta’ di un suolo dipende da molti fattori e sicuramente la velocita’ del riciclo organico e’ una di queste. non e’ un caso se all’equatore hai la foresta amazzonica e in siberia la tundra, e neanche che molte piante carnivore vengano da climi temperato-freddi. Che poi il suolo acido aiuti, siamo d’accordo. Ma se in quella foresta non ci sono formiche non e’ perche’ il suolo e’ acido, altrimenti la formica rufa sarebbe spacicata nelle abetaie, e’ -secondo me- perche’ fa freddo e non c’e’ cibo.

  13. falecius Says:

    Danilo, pero': se la tupaia lascia una marca odorosa sul suo cesso personale, il predatore sa perfettamente dove aspettarla in un momento comodo.

  14. tupaia Says:

    Falecius e Danilo: io non sono convintissima che sia quello il guadagno della tupaia. I micromammiferi arboricoli di solito se la cavano lasciando cadere la cacca al suolo e spostandosi invece a livello della chioma, rendendo complicato cosi’ essere seguiti tracciando le feci. E’ cosi’ tra l’altro che funziona il meccanismo di dispersione dei semi e le tupaie in altri ambienti sono buoni dispersori.
    Penso che invece il giadagno della tupaia sia lo zucchero in un posto dove non c’e’ niente da mangiare, a fronte del rischio di impilare tutte le feci nello stesso posto e a quel punto attrarre i predatori verso le nepentes.

  15. danilo Says:

    Allora, con “coincidenza” intendevo che i terreni acidi sono al nord per motivi loro, che c’entrano poco con la quota.

    Dubito, Falecius, che cento grammi di cacca in due litri di acqua e enzimi digestivi lascino una traccia odorosa.

    E, Tupaia, le iguane si prendono il disturbo di scendere dall’albero e defecare in acqua. Avranno i loro motivi.

    Invece, trovo interessante il fatto che così si vanifica la dispersione dei semi da parte della cacca delle tupaie. Quanta parte della loro dieta è basata su frutta?

    Danilo

  16. falecius Says:

    “che cento grammi di cacca in due litri di acqua e enzimi digestivi lascino una traccia odorosa.”

    Decisamente no. Mi riferivo ai marcatori odorosi che le tupaie lasciano sui loro “bagni” preferiti.

  17. falecius Says:

    Danilo: noterei che un’iguana non ha il metabolismo di una tupaia, e quindi forse nemmeno la sua mobilita’. Ma forse sto dicendo una sciocchezza.

  18. tupaia Says:

    Sono d’accordo con Falecius, l’iguana scende dall’albero, uno solo, perche’ ha un home range molto piccolo rispetto ad un mammifero arboricolo che saltella di qua e di la. Anche il bradipo scende dall’albero, per lo stesso motivo di mobilita’.
    Per quanto riguarda gli odori secondo me le nepentes odorano di cacca di tupaia, di’ quello che vuoi, ma se ne sono piene perche’ la digestione, come in tutte le piante carnivore, e’ molto lenta (soprattutto rispetto alla quantita’ di feci che puo’ produrre un piccolo mammifero dal metabolismo attivissimo), io dico che odorano di tupaia.
    Lo so io che ho passato per scrostare dagli hair tubes tonnellate di cacca di Apodemus sylvaticus, che e’ un terzo scarso di una tupaia, dopo che sono stati esposti un mese…

  19. Mario Says:

    Ho appena letto il post, e:
    1) sono rimasto basito;
    2) ho letto i commenti e ho cominciato a pensarci un pò su; secondo me il passaggio “difficile” nell’evoluzione di questo adattamento è per quale motivo la pianta abbia speso tanta energia per tendere ad andarsene verso l’alto, dove presumibilmente trova meno insetti che rasoterra, e per di più (ma questo potrebbe essere avvenuto in seguito), sviluppando pozzetti più grossi e robusti. Secondo me è abbastanza plausibile che in origine catturasse davvero piccoli mammiferi (magari cuccioli) attratti dagli zuccheri. Poi i nostri pelosi simili, che sono abbastanza furbi, avranno imparato a schivare il pericolo, limitandosi a passare qualche momento piacevole a leccare il coperchio del water (e chi non lo farebbe ?), attività dalla quale la pianta ha comunque ricavato la sua brava convenienza…

  20. heteroteuthis Says:

    grandiosa questa simbiosi!!!
    probabilmente le Nepenthes si evolveranno nel famoso w.c. giapponese con il bidet a spruzzetto incorporato…e la tupaia regalerà feci più azotate..

  21. Danilo Says:

    Tupaia, Falecius: non voglio ostinarmi sulla necessità di nascondere l’odore delle feci, anche se ritengo che una cacca nell’acqua sia decisamente meno odorosa di una cacca in un air-tube asciutto, anche se molti animali che pur marcano il territorio con segnali odorosi al tempo stesso nascondono le feci (uno è un segnale attivo, l’altro passivo), e anche se penso che l’eventuale nuvoletta di puzza che parte dall’alto di un albero dia molte meno indicazioni di geolocalizzazione rispetto ad una cacca proprio sotto la zampa (bleah!).

    Ma vi propongo il mio ragionamento: abbiamo un buon motivo per cui la tupaia vada sulla nepenta (cibo, zucchero), abbiamo un buon motivo per cui la nepenta si adatti alla tupaia (sempre cibo, anche se sembra cacca). Ci manca il motivo per cui la tupaia dovrebbe aver cominciato a fare la cacca nella nepenta. L’ipotesi che fosse per nasconderla non piace? Ok. Ma un motivo ci vuole, però. (E no, l’idea del lassativo fulminante non mi convince granchè).

    L’unico motivo che mi è venuto in mente è l’abitudine preesistente di defecare su epifite, magari quelle che fanno raccolta d’acqua, ma la mancanza di fantasia non è un argomentazione valida, lo so. Epperò, altre idee?

    Danilo

  22. Formalina Says:

    Riguardo alla questione scatologica che è stata sollevata vorrei dare il mio modesto contributo.
    Premesso che non conosco la frequenza con la quale defeca una tupaia (…è una mia lacuna), non potrebbe darsi che questi animali, come si può osservare anche nei roditori e gli uccelli tenuti in appartamento, defechino ogni volta che ne sentono lo stimolo senza farsi problemi sul fatto che stiano o meno consumando un pasto nel contempo? In questo modo l’evoluzione di certi caratteri della pianta sarebbe stata avvantaggiata dal “caso” (tupaia che defeca random, anche mentre si nutre) e la “necessità” di azoto delle Nepenthes.

    Postilla sulla questione “lassativi”: ritengo che la negazione di questa teoria basata sull’ipotesi che l’effetto lassativo dovrebbe avere una insorgenza rapidissima sia facilmente confutabile nel caso la tupaia si nutra delle secrezioni di questa pianta più volte al giorno e per periodi protratti e non sporadicamente (domanda della quale ignoro la risposta). “Farmacologicamente” parlando sarebbe infatti plausibile che zuccheri scarsamente assorbibili, assunti più volte durante la giornata, possano portare a un effetto lassativo osmotico che facilita l’espulsione delle feci, rendendole più morbide, senza avere effetti “dirompenti” che potrebbe risultare sgraditi all’animale! (in fondo è quello che accade ai masticatori cronici di chewingum “senza zucchero”, che in realtà non contengono saccarosio, conosciuto dal volgo come unico e solo “zucchero”, ma contengono altri dolcificanti compresi zuccheri non assorbibili e glicerolo, che hanno un blando effetto lassativo osmotico… non per questo la gente smette di masticarne, anzi!)

  23. Alessio R- Says:

    Questa simbiosi è fenomenale! e i commenti valgono quanto il post, è incredibilmente affascinante

  24. tupaia Says:

    Copioincollo da Danilo che non riesce a postare il messaggio per via delle ubbie di wordpress:

    Tupaia, Falecius: non voglio ostinarmi sulla necessità di nascondere l’odore
    delle feci, anche se ritengo che una cacca nell’acqua sia decisamente meno
    odorosa di una cacca in un air-tube asciutto, anche se molti animali che pur
    marcano il territorio con segnali odorosi al tempo stesso nascondono le feci
    (uno è un segnale attivo, l’altro passivo), e anche se penso che l’eventuale
    nuvoletta di puzza che parte dall’alto di un albero dia molte meno indicazioni
    di geolocalizzazione rispetto ad una cacca proprio sotto la zampa (bleah!).

    Ma vi propongo il mio ragionamento: abbiamo un buon motivo per cui la tupaia
    vada sulla nepenta (cibo, zucchero), abbiamo un buon motivo per cui la nepenta
    si adatti alla tupaia (sempre cibo, anche se sembra cacca). Ci manca il motivo
    per cui la tupaia dovrebbe aver cominciato a fare la cacca nella nepenta.
    L’ipotesi che fosse per nasconderla non piace? Ok. Ma un motivo ci vuole, però.
    (E no, l’idea del lassativo fulminante non mi convince granchè).

    L’unico motivo che mi è venuto in mente è l’abitudine preesistente di defecare
    su epifite, magari quelle che fanno raccolta d’acqua, ma la mancanza di
    fantasia non è un argomentazione valida, lo so. Epperò, altre idee?

    Danilo

  25. heteroteuthis Says:

    Io non penso che il vantaggio evolutivo per la tupaia sia quello di nascondere le feci, anche perchè molto probabilmente i luoghi di foraggiamento saranno distanti dalle tane.
    Piuttosto l’evoluzione simbiotica delle due specie sarà partita da nepenthe più piccole che trattenevano piccoli scarti caduti dalla pelliccia delle tupaie o piccoli insetti parassiti ecc..fino ad arrivare ad un bellissimo w.c con tutti i comfort. Bisognerebbe capire se la tupaia è stata successivamente ingannata dalla nepenthes magari a causa di un ipoetico lassativo. come suggeriva rosalux.

  26. danilo Says:

    Nel caso di un lassativo, a parte che dovrebbe essere _fulmineo_, credo che la tupaia avrebbe interesse ad evitarlo. O almeno, io nei suoi panni la penserei così.

    Danilo

  27. heteroteuthis Says:

    magari è come il binomio caffè-sigarette…tutti avrebbero interesse ad evitarlo :-)

  28. danilo Says:

    Perchè? Per morire sani? E con gli angoli della bocca in giù?

    Ma se andiamo per questa tangente, hai idea di come diventerebbero nevrotiche le nepente, se le civette delle palme scoprissero dove fare la cacca?

    Danilo

  29. tupaia Says:

    Anche Formalina e’ vittima di WordPress e mi chiede di copincollare il suo commento.
    Ne approfitto per scusarmi con tutti i commentatori per l’inconveniente, che sinceramente non ho idea di come risolvere

    “Riguardo alla questione scatologica che è stata sollevata vorrei dare il mio modesto contributo.

    Premesso che non conosco la frequenza con la quale defeca una tupaia (…è una mia lacuna), non potrebbe darsi che questi animali, come si può osservare anche nei roditori e gli uccelli tenuti in appartamento, defechino ogni volta che ne sentono lo stimolo senza farsi problemi sul fatto che stiano o meno consumando un pasto nel contempo? In questo modo l’evoluzione di certi caratteri della pianta sarebbe stata avvantaggiata dal “caso” (tupaia che defeca random, anche mentre si nutre) e la “necessità” di azoto delle Nepenthes.

    Postilla sulla questione “lassativi”: ritengo che la negazione di questa teoria basata sull’ipotesi che l’effetto lassativo dovrebbe avere una insorgenza rapidissima sia facilmente confutabile nel caso la tupaia si nutra delle secrezioni di questa pianta più volte al giorno e per periodi protratti e non sporadicamente (domanda della quale ignoro la risposta). “Farmacologicamente” parlando sarebbe infatti plausibile che zuccheri scarsamente assorbibili, assunti più volte durante la giornata, possano portare a un effetto lassativo osmotico che facilita l’espulsione delle feci, rendendole più morbide, senza avere effetti “dirompenti” che potrebbe risultare sgraditi all’animale! (in fondo è quello che accade ai masticatori cronici di chewingum “senza zucchero”, che in realtà non contengono saccarosio, conosciuto dal volgo come unico e solo “zucchero”, ma contengono altri dolcificanti compresi zuccheri non assorbibili e glicerolo, che hanno un blando effetto lassativo osmotico… non per questo la gente smette di masticarne, anzi!)”

    Formalina

  30. danilo Says:

    Mi sembra, Formalina, un’ipotesi del tutto plausibile.

  31. tupaia Says:

    Per come la vedo io, la simbiosi potrebbe essersi innescata cosi: la pianta produceva sostanze zuccherine per attirare le formiche, sua “preda” naturale ma scarsa nell’ecosistema in questione: uno scotto che la pianta pagave per vivere ai bordi del suo areale, evidentemente. La produzione zuccherina deve aver attratto le tupaie, che hanno cominciato a visitare regolarmente le piante.
    Ipotizziamo che le tupaie si comportino come i topi (cosa su cui non ho dati), e che marchino con le feci i siti prediletti di foraggiamento. In questo caso pero’ le feci deposte “per istinto” in un luogo interessante come marcatura odorosa anziche’ rimanere dov’erano cadevano nei pozzetti. Le piante visitate dalle tupaie quindi avevano piu’ azoto di quelle non visitate e questo potrebbe aver creato una spinta evolutiva. La produzione di zuccheri sarebbe in pratica una “exaptation” che la tupaia ha sfruttato a suo vantaggio involontariamente innescando una simbiosi.
    Congetture senza dati, ovviamente.
    Ringrazio tutti pero’, in particolare Danilo, per i contributi a questa discussione che mi sembra molto interessante. Se ci sono altre ipotesi fatevi avanti!

  32. heteroteuthis Says:

    Non so c’è qualcosa che non mi convince in questo commensalismo.
    Le nepenthes le vedo molto più “scaltre”, anche perché in una simbiosi la spinta evolutiva è molto forte e sicuramente esiste una competizione intra e interspecifica (con il vincolo di mantenere la simbiosi chiaramente). L’ipotesi “guttalax o bombardamento zuccherino” mi esalta. Per quanto riguarda l’adattamento iniziale delle nepenthes all’ areale delle tupaie siamo, più o meno, tutti d’accordo: piccole nepenthes che mangiavano piccoli animali ecc.. scarsità di cibo…spinta evolutiva ad andare più in alto causa “qualche torta di compleanno regalata” dalle tupaie…spinta evolutiva per ingrandire i pozzetti e raccogliere più torte…(quanto sono ingorde queste nepenthes)…Ma dopo??? Per ottimizzare la raccolta le nepenthes competendo tra loro potrebbero avere sviluppato un bel lassativo potente il giusto per stimolare le tupaie, ma non farle disidratare. Sarebbe geniale e degno della regina rossa

    P.s. in onore dell’inno del corpo sciolto, adesso vado al vivaio e mi lecco una Nepenthes lowii :-)

  33. Fabio Says:

    Se possibile mi manderesti l’articolo sulla geometria degli upper pitcher?

    (ho segnalato il post anche sul forum italiano delle piante carnivore)

    Grazie,
    Fabio

  34. Marco Ferrari Says:

    Buongiorno a tutti, e grazie per il post e la discussione. Segnalo solo due cose. L’articolo è liberamente leggibile (http://rsbl.royalsocietypublishing.org/content/5/5/632.full.pdf+html). Ho anche sentito un’intervista a uno degli autori in un podcast (non chiedetemi dove, forse Quirks and quarks – esatto, è http://www.cbc.ca/quirks/archives/09-10/qq-2010-02-20.html) in cui mi pareva di ricordare che l’autore dicesse che l’essudato zuccherino avesse un effetto lassativo molto veloce – basta che la tupaia stia lì un paio di minuti a leccare la tassa del water che subito… ci siamo capiti.
    Ciao

  35. Maximus32 Says:

    Per chi è interessato regalo esemplari di sarracenie a causa del loro rapido sviluppo. Ovvero: effettuata la separazione del rizoma ottengo dalle 5 alle 8 piante che per necessità di spazio dovrei buttare. Se qualcuno è interessato mi può contattare maximus32_at_hotmail.com

  36. wondercozza Says:

    Mah, premettendo che il post è interessantissimo e, dal punto di vista antropologico, anche i commenti (quanta gente che dopo aver letto si è scervellata per ore), io non cercherei una causa effetto che invogli la tupaia a defecare appositamente nella pianta…se la tupaia è come i miei gerbilli, caca in continuazione, dovunque si trovi :)

  37. Aelwyn Says:

    Ho il sospetto che possa essere più facile. E se la tupaia defecasse abitualmente dopo essersi alimentata per un motivo che ha a che fare con la digestione, piuttosto che per lanciare o nascondere un ipotetico segnale? Le due ipotesi non si escludono, naturalmente. Io lo faccio… ;-)

  38. La tupaia la fa nel water (bio) e il water ringrazia | Lega Nerd Says:

    […] Fonte. biologia (4), piante (4), tupaia, water Share Effettuare il login per lasciare un commento 0 […]

  39. yateveo Says:

    La Natura non finirà mai di stupirmi…

Leave a Comment