La tigre da giardino: Salticus scenicus

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Salticus scenicus maschio, si notino gli enormi pedipalpi

 

La creaturina della foto ha vissuto per alcune settimane nel bagno di casa mia e, per quanto simpatico, devo dire che non era molto furbo: mi toccava ogni volta salvarlo da postazioni pericolose tipo l’interno della vasca da bagno o del water. Poi mi sa che l’evoluzione ha fatto il suo corso e lui ha ceduto il passo al piu’ adatto, ovvero al tubo della doccia, per quanto involontariamente, perche’ non l’ho piu’ visto.

Il nome latino di questo piccolo ragno (5-7 mm pedipalpi inclusi) racconta molto su di lui: Salticus spiega platealmente che non fa le ragnatele, bensi’ si apposta, piu’ o meno come farebbe una tigre, e salta sulle prede dopo averle avvistate e seguite. scenicus in latino vuol dire attore. Questo perche’ con i suoi grandi occhi segue le persone con lo sguardo, e lo si puo’ addomesticare ad accettare un afide tenuto con una pinzetta: insomma, un protagonista.

La caratteristica piu’ saliente di questo ragno sono gli enormi pedipalpi del maschio, ben visibili nella foto, che gli animali usano per combattere tra di loro durante la stagione degli amori. Durante il corteggiamento, pero’, la danza rituale e’ un po’ meno appariscente che in altri ragni.

Quando non coinvolti in corteggiamenti i salticidi si appostano in luoghi caldi e soleggiati in attesa della preda, che puo’ essere anche molto piu’ grande di loro. Di notte o quando fa freddo si infrattano dentro fessure, sotto i sassi o sotto le foglie, dove si imbozzolano con una seta bianca e viscida. In questo bozzolo inoltre si ibernano e depongono le uova, in genere in primavera. La colorazione striata dell’addome, che ricorda infatti le tigri, ha lo scopo di mimetizzare l’animale tra la vegetazione.

Cio’ che li rende ammirevoli, pero’, e’ la loro capacita’ di sfidare la gravita’, dando l’impressione di volare piu’ che di saltare. Riescono a farlo producendo un filo di seta quando si muovono che gli permette di rimanere sospesi a mezz’aria o di tornare sui loro passi, se vogliono, seguendo il filo a ritroso: se un salto fallisce, possono tornare indietro anziche’ cadere nel vuoto; una specie di corda di sicurezza, insomma.

Hanno otto occhi semplici, come i nostri, disposti in modo da dargli una visione a 360 gradi. Vede i colori ed e’ capace di distinguere a vista una preda da un predatore a circa 40 cm di distanza, ovvero 80 volte le sue dimensioni (in proporzione circa 120-140 m per noi). Gli occhi inoltre possono essere estroflessi e possono “zoomare” l’immagine riducendo l’angolo visuale da 60 a 10 gradi.

Come tutti i ragni e’ velenoso, ma il suo veleno e’ sufficiente al massimo a immobilizzare una zanzara (caratteristica che lo rende utile…). Con molta pazienza, anzi, a volte si riesce a farselo saltare su un dito, su cui puo’ rimanere a guardarvi con curiosita’.

testi consultati per questo articolo:
siti web: Araneae, spiders of Nord-West Europe
Libri: Roberts, M.J., (1996) Spiders – Britain and Northern Europe, Collins Field Guide, London

Published by tupaia on luglio 31st, 2007 tagged Insettivori, invertebrati


11 Responses to “La tigre da giardino: Salticus scenicus”

  1. Cristina Says:

    A me fa impressione, anche se è un ragnetto minuscolerrimo… :-[
    Perchè questa fobia dei ragni? Mah?

  2. tupaia Says:

    In Italia e in Europa in genere non abbiamo ragni dal veleno mortale per l’uomo, ma magari e’ un retaggio atavico dei tempi africani che alcuni di noi si portano dietro, unito ad un fenomeno culturale. Conosco in effetti molti aracnofobi, penso sia una delle fobie piu’ diffuse, e piu’ immotivate. I ragni mangiano e uccidono insetti dannosi o molesti come mosche, zanzare e parassiti delle piante quindi sono decisamente animali utili e innocui per noi. Chi si lamenta delle zanzare dovrebbe ospitare qualche ragno in camera da letto come meccanismo di controllo biologico. Ma so bene che le fobie sono difficili da vincere perche’ non hanno nulla di razionale. Infatti ti assicuro che sei in ottima compagnia, e anche molti “addetti ai lavori” li detestano.

  3. danilo Says:

    Latrodectus tredecimguttatus?

  4. L.M. (Leonardo Migliarini) Says:

    SCUSATE RIPOSTO – SONO IN CIBERPOINT CON UN MOUSE NORVEGICUS ALQUANTO RIBELLE_

    (Mrs. Inminoranza può cancellare il mio precedente commento che è venuto fuori con le frasi mescolate)

    Ok – ho una piccola storiella anche sui ragni, che a me sembravano abbastanza “tigre”, o “pantera”_

    Ho vissuto per 6 anni in un appartamento che era un “rialzo” di un palazzo del 6 o 700, sopra i tetti del centro di Firenze_ Anni bellissimi devo dire_
    E il tetto era composto solo dalla trave, il cannicciato e le tegole_
    Ogni mattina, in certe stagioni, mi svegliavo ed avevo 3 o 4 ragnetti neri che camminavano rapidi sul soffito, a piombo sopra la mia testa, quindi capovolti, loro – a meno di non accettare un riferimento astronomico in cui il capovolto potevo essere anch’io_

    Mi accorsi col tempo che queste merdicchie di ragnetti non facevano ragnatele, ma attaccavano gli insetti che trovavano con agguati secchi e infallibili_ In pratica avevano delle specie di “canini” a sciabola, nel loro minuscolo, bianchi, e quando “avvistavano” un moscerino qualunque, assorto nel passarsi il filo interdentale o nel fare cacca, gli facevano un quarto di giro di avvicinamento intorno con 3 balzelli a scatto, e poi lo azzanavano come fulmini_

    Spesso mi sono chiesto, mentre accendevo il cervello bestemmiando l’attività quotidiana, come fosse possibile che loro, saltando dal soffitto, ricadessero proprio sul soffitto e non sulla mia faccia_ Poi ho realizzato che quando andavo al Liceo probabilmente avrei saputo rispondere a quel dubbio “cinematico”_ Bella cosa la gioventù_ Ma a voi capita di cominciare a rendervi conto che la mente perde elasticità quasi negli stessi ritmi della pelle??

  5. tupaia Says:

    danilo: proprio lei, grazie.

    Leonardo: non mi e’ chiara la relazione tra la scuola e i ragni

  6. falecius Says:

    “Hanno otto paia di occhi semplici, come i nostri, disposti in modo da dargli una visione a 360 gradi. Vede i colori…” Ci sono ragni che hanno un apparato visivo diverso? Comunque anche io approvo i ragni come alleato dell’uomo contro il vero nemico (la zanzara, che nella mia nuova casa imperversa ancor più che nella vicchia)

  7. Giam Says:

    Nel mio orticello vedo spesso dei ragni che si portano sotto l’addome delle palline bianche che immagino essere uova. In casa ne ho una collezione da far invidia ad un aracnofilo. Non essendo un aracnofobo me li tengo cari, avendo, semmai, una certa antipatia per le mosche. Le zanzare mi schifano.
    Su ragni e territori limitrofi: l’aracnofobia trovò una versione estremamente raffinata e densa nel tarantisno, splendidamente esaminato da Ernesto De Martino in “La terra del rimorso”.
    L.M. (Leonardo), accidenti, mo’ me la spieghi ‘sta cosa di come fanno i ragni a ricadere in su… :-)
    Ciao a tutti

  8. tupaia Says:

    falecius: ad esempio non tutti i ragni hanno otto occhi e una visione a 360 gradi. Il numero di occhi cambia a seconda delle specie. Comunque tutti i ragni hanno occhi semplici.

    Giam: a me sembra che il fenomeno del tarantismo abbia poco a che vedere coi ragni, e molto a che vedere con cio’ che resta di antichissimi rituali pagani, e su questo anche De Martino, in sud e magia, concorda.

  9. L.M. (Leonardo Migliarini) Says:

    @@
    Giam e Mrs. Inminoranza

    Infatti il punto è proprio quello – istintivamente posso toccare una qualche spiegazione per cui i ragnetti sul soffito, capovolti, potessero saltare “in avanti”, verso la preda, con uno scatto impercettibile e staccando tutte le zampe dal soffitto, senza cadermi in faccia ma proprio sulla preda_ Però mi mancano, oggi, gli strumenti fisici di base per spiegarmelo in completezza_ Sono abbastanza sicuro che quando ero al Liceo me lo sarei saputo spiegare, anche se la fisica è sempre stata l’unica materia in cui facevo quasi schifo_

    Questo quindi era il nesso fra la tecnica di caccia delle “micropantere ragno” di casa mia e la scuola_

    PS:
    mi sono ricordato che a 6/7 anni, nel giardino di mia nonna, avevo, o meglio dicevo di avere, un allevamento di quei tipici ragnoni dal corpo minuscolo e zampe fini lunghissime_ Ragni che ho sempre trovato di una tenerezza disarmante_ Non sembra anche a voi?

    Poi da qualche parte avevo letto che in Italia abbiamo un ragno che può uccidere: è uno nero con piccole macchie rosse che vive fra le pietre o i mattoni in campagna_ È vero o è leggenda rural-metropolitana??

    Infine – adesso vivo in Cile, e qua sì che una buona parte di morti da animali è a causa di un ragno, la cosiddetta “araña del rincón”_
    È granduccia, ma non troppo, dal corpo color fulvo, zampe tracagnotte, e corre velocissima_ È presente quasi nel 50% delle case cilene e si nasconde negli angoli, lontano dalla luce, e fra i vestiti_ Fa, credo, un 4/5 morti l’anno_
    Qua è buona abitudine liberare gli angoli più nascosti delle case, controllarli, controllare le fessure dei sottotetti, spargere periodicamente un po’ di “Tanax” o “Baygon” e sempre, sempre, scuotere i vestiti prima di indossarli e controllare il letto prima di infilarcisi_

    E abbiamo anche la “araña pollito” – una delle più grandi del mondo, ma quella solo in certe zone_

  10. Giam Says:

    tupaia: i commenti ai post cerco di farli brevi.. e forse anche per questo non mi spiego bene… Il tarantismo c’entra poco con i ragni come può considerarli un biologo, ma c’entra con i ragni come vengono “assimilati” in simbologie e culture.

    Leonardo: io a scuola facevo schifo totale in tutto… Comunque forse la soluzione è quella indicata da tupaia nel post: cianno un filo che gli fa’ da vorda di sicurezza, tipo bungy-jumping (non mi ricordo come si scrive… quella roba che si salta sai ponti legati alla corda elastica).

    Ciao a tutti

  11. tupaia Says:

    Leonardo:
    1)se rileggi il post c’e’ svelato il trucco: usano una corda di sicurezza :-)
    2) quelli di cui parli si chiamano opilioni, e anche se hanno otto zampe tecnicamente non sono ragni
    3) e’ la vedova nera o malmignatta o, come ha gia’ sottolineato danilo, Latrodectus tredecimguttatus. In realta’ e’ mortale solo se sei debilitato, ma non ce la fa a uccidere un uomo sano.
    4) io una volta in Honduras mi sono infilata una scarpa con dentro uno scorpione… per fortuna era gia’ morto per conto suo… attento al tanax che e’ tossico anche per i vertebrati.

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