La sorpresa di Pasqua: i Chromista

Ma non e’ possibile! una si alza la domenica mattina, beve il caffe’ sonnecchiando, apre una pagina web con scarso interesse e che scopre? Che hanno inventato un nuovo regno!

Non una specie, una famiglia, una classe, o addirittura un phylum. Un regno, uno intero, come quello degli animali e delle piante!

Per chi, come me, non li avesse mai sentiti nominare, sappia che nei Chromista hanno spostato le diatomee, tutte le alghe fotosintetizzanti contenenti clorofilla c (da cui il nome del regno), le muffe polverose (oomiceti) come la peronospora della vite, o come quelli che fano venire i batuffolini bianchi sui pesci d’acquario, il kelp (si, proprio quello che si usa nelle diete), vibratori semoventi, panettoni pasquali e castagnole (ehm, ok, gli ultimi tre mi hanno preso un po’ la mano).

Cos’hanno in comune? Mah. Apparentemente analisi molecolari li raggrupperebbero insieme e li distinguerebbero dai veri regni di Piante, Protista e Funghi a cui appartenevano prima, e anche vaghe prove fossili.

Mi par di capire che su chi debba star dentro e chi fuori i tassonomi si stanno ancora accapigliando, essendo una questione di lana caprina.

Comunque, per la cronaca (e seriemente), al momento ai Chromista appartengono:

  • Le Phaeophyta (le alghe brune e il kelp): un tempo considerate piante, producono clorofilla c e fucoxantina. Inoltre mancano di plasmodesmi e amido
  • Le Xanthophyta (alghe giallo-verdi): alghe per lo piu’ di acqua dolce (con eccezioni) per lo piu’ unicellulari (con eccezioni filamentose e cenocitiche). Hanno la clorofilla c ma non la fucoxantina. Inoltre le cellule hanno una parete cellulare , a volte, ma non si sa di cosa sia fatta. Di sicuro ne’ di cellulosa ne’ di chitina.
  • le Chrysophyta (alghe dorate): queste sono le mie preferite: sono fotosintetiche, ma se manca la luce diventano eterotrofe e cominciano a predare batteri e diatomee: non si fanno mancare nulla. Sono per lo piu’ unicellulari e d’acqua dolce. La parete cellulare, quando c’e’, puo’ essere fatta di quasi tutto: chitina, silicio, altri polisaccaridi. Non sottovalutiamole, queste sono in giro almeno dal Cretacico (prove fossili) e secondo me pianificano di diventare padrone della galassia.
  • Silicoflagellati: anche queste sono sia fotosintetiche che eterotrofe, ma il loro scheletro esterno e’ siliceo. Complessivamente, assomigliano a diatomee
  • Bacillariophyta: queste sono le diatomee, inutile dilungarsi.
  • Ooomycota: muffe d’acqua. Un tempo classificati come Funghi, poi Protisti, adesso Chromisti. La verita’ e’ che sono inquietanti organismi filamentosi e parassiti, come ben sa chi ha un acquario, o un campo di patate: sono quelli della carestia in Irlanda che fece scappare tutti gli irlandesi superstiti a Boston perche’ le patate marcivano, parassitate da Phytosphora infestans. Sono dunque responsabili di un paio di milioni di morti e del fastidioso accento nasale dei bostoniani. Non sono fotosintetici e non hanno nessuna forma di clorofilla. Perche’ sono Chromisti? bella domanda!
  • Sagenista: eterotrofi unicellulari, parafiletici, eterotrofi (non fotosintetizzanti). Divisi in due gruppi: i Bicoecea, non si sa bene che roba sia, sono stati scoperti di recente, il piu’ illustre rappresentante e’ l’organismo con l’esilarante nome di Cafeteria roenbergensis perche’ mangia praticamente qualunque cosa. L’altro gruppo sono Labirinthulomicota, ex-funghi, muffe mucillaginose e in alcuni casi patogene per le alghe.
  • Haptophyta: praticamente curiose alghe mucillaginose di quelle che fanno morire i pesci. Hanno clorofilla c e fucoxantina.

Certo, se e’ vero la che diversita’ della vita e’ meravigliosa, e’ altrettanto vero che della diversita’ dei tassonomi se ne poteva fare a meno.

Published by tupaia on marzo 23rd, 2008 tagged annunci, marini, tassonomia


5 Responses to “La sorpresa di Pasqua: i Chromista”

  1. falecius Says:

    Per la serie… “non capisco, ma mi adeguo”
    posso emailarti in privato?

  2. tupaia Says:

    ma certo, a disposizione. ma non su tupaia.b, usa lisapuntosignorilechiocciolagmailpuntocom o skype (prunella-modularis)

  3. Leonardo Says:

    a volte mi chiedo…ma dove ti aggiorni così rapidamente?:D

    Le’

  4. tupaia Says:

    Leonardo: eh, e’ un antico trucco Baol di livello 5, non puoi capire ;-P

  5. Dund Says:

    “o come quelli che fano venire i batuffolini bianchi sui pesci d�acquario”

    uh aspetta aspetta: intendi Ichthyophthirius (ciliato) o Oodinium (dinoflagellato)? Entrambi causano white spots, � pi� comune il primo, ma ‘batuffolini’ fa pensare pi� al secondo. Ma forse sono Cromisti entrambi, se Wikipedia mi dice che i due rispettivi phyla appartengono al superphylum Alveolati, a sua volte nel regno Cromalveolati, descritto come un ‘refinement’ del Cromisti proposto da Cavalier-Smith nel 1981…come dice il capitano Janeway: “It all gives me a headache.”

    Bizantinismi dei tassonomi a parte, Cromisti sembra il nome di un’avanguardia pittorica e mi piace da matti qualunque cosa contenga, patogeni dei pesci inclusi.

    P.S. ho tolto i tag, speriamo che vada…so much for the italicization. Lo chiameremo un caso di superbia ortografica punita :D

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