La mosca di Piltdown (Fannia scalaris): come imbrogliare gli scienziati

Cosa succede se in un’ambra fossile del Baltico di 38 milioni di anni fa si ritrova una mosca identica a quelle che ci volano intorno oggi? Semplice, si riscrive la storia dei ditteri postulando che evidentemente gia’ nel Miocene avevano acquisito caratteristiche moderne. Si deduce anche che la mosca in questione, Fannia scalaris,  una mosca delle latrine che depone le uova nelle deiezioni umane ed animali e nelle carcasse in decomposizione, deve essere in stasi evolutiva, a differenza delle sue simili per cui si sono ritrovati fossili piu’ primitivi; si deduce anche che gli infestanti delle aree antropizzate e igienicamente carenti si sono evoluti poco. Insomma, il mondo dell’entomologia e quello della paleontologia si danno il loro bel da fare a riscrivere la storia naturale, avallati dalla conferma della qualita’ del fossile proveniente nientemeno che dal Natural History Museum di Londra, dove il reperto e’ conservato e studiato.

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La galleria centrale del NHM di Londra. Foto mia.

E’ solo che… gli scienziati sono esseri umani, e come tali possono essere imbrogliati.

Ricordate l’uomo di Piltdown? E’ un famosissimo reperto archeologico di un cranio fossile ritrovato in Gran Bretagna che ha mandato in tilt gli scienziati per quarant’anni, finche’ non si scopri’ che era un falso costruito inserendo la mandibola di un Orang-Utan nel cranio di un uomo moderno fossilizzato.

La costruzione di falsi fossili e’ a quanto pare un mestiere piuttosto redditizio perche’ ci sono sempre collezionisti piu’ o meno dilettanti pronti a pagare un bel po’ di soldi per un reperto unico e anomalo. Il problema arriva quando il reperto e’ esaminato dagli scienziati che, del tutto in buona fede, non si accorgono della frode, e tentano di riscrivere la paleontologia sulla base di un falso.

Questa e’ la storia della mosca che ha imbrogliato i paleontologi per settant’anni:

Si tratta di un’ambra fossile autentica e proveniente dal Baltico, risalente a 38 milioni di anni fa con una mosca all’interno. Il fossile e’ documentato per la prima volta nel 1850 e nel 1922 fu acquisito dal Museo per entrare a far parte della collezione di oltre 2500 reperti di ambra fossile. La mosca all’interno e’ conservata quasi perfettamente in tutti i suoi dettagli e nel 1966 fu classificata come Fannia Scalaris, aprendo la porta alle ipotesi piu’ fantascentifiche. La frode del misterioso falsario vittoriano era pressoche’ perfetta perche’ il campione sembrava integro in tutte le sue parti.

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La Fannia scalaris contenuta nell‘ambra fossile. Foto: soci.org

Il merito di aver svelato il falso spetta a Andrew Ross, uno studioso di insetti antichi, e ad una lampada da tavolo uguale a quella che… ehm… saltella nei film della Pixar. Nel 1993 l’entomologo riesamino’ il campione utilizzando un semplice microscopio binoculare e la lampada per illuminarlo. La lampadina ad incandescenza riscaldo’ il campione di ambra e la dilatazione termica fece comparire una fessura intorno alla mosca. Un esame piu’ dettagliato svelo’ allora il trucco: qualcuno aveva sapientemente tagliato in due l’ambra, scavato una nicchia da un lato, inserito la mosca e reincollato le due meta’ in modo praticamente perfetto. Il nome del falsario purtroppo rimane ignoto. Manipolare l’ambra era pero’ un’attivita’ relativamente diffusa sin dall’Inghilterra vittoriana per costruire gioielleria: pezzi di ambra naturale venivano fusi insieme utilizzando elevati calore e pressione e la cosiddetta ambroide che ne derivava era difficile, se non impossibile, da distinguere da ambra non artefatta.

L’ambra oggi e’ stata rimossa dalla collezione paleontologica e messa tra gli hoax, con piu’ di un pizzico di vergogna.

Se qualcuno vi vuole vendere dell’ambra con incluso un grosso insetto per poche decine di euro (a me e’ successo) , ricordatevi che in fondo ci sono cascati anche i migliori scienziati del mondo.

Referenze:

Palmer, D. (1993) Fatal Flaw Fingers Fake FossilFly. New Scientist 13 November 1993

Walker, M (2006) Why do Moths Drink Elephant Tears? Piatkus Books, London

Ross, A., (1999) Amber

Published by tupaia on luglio 17th, 2009 tagged Insetti, misteri, ricerca, tassonomia


27 Responses to “La mosca di Piltdown (Fannia scalaris): come imbrogliare gli scienziati”

  1. Luis Says:

    Adoro queste cose.
    (non le mosche e l’ambra, ma questi imbrogli ingarbuglianti)

  2. maus Says:

    in bolivia ho comprato dei fossili di trilobiti che pensavo -per il prezzo- assolutamente falsi, ma forse costano di più a costruirli che a trovarli.

  3. tupaia Says:

    maus: a fare dei calchi in vetroresina a singapore non ci vuole molto…

  4. enrico Says:

    da bambino frequentavo manifestazioni mineralogiche ed era facile trovare ambre falsificate con insetto, perovskiti incollate su matrici sbagliate o addirittura mercurio del termometro spiaccicato su quarziti

  5. dund Says:

    sai che la tracina da bambino includeva gli insetti nel vernidas per avere un’ambra con fossile tutta sua? purtroppo poi ha smesso. a saperlo prima potevo avere il marito milionario…

  6. tupaia Says:

    enrico: perdona l’ignoranza, ma che succede se spiaccichi il mercurio sulla quarzite? cosa imita?

  7. enrico Says:

    Imita goccioline di mercurio nativo. Se poi usi un sasso in cui sono presenti cristallini o incrostazioni di cinabro l’effetto e’ ancora piu’ credibile.

    ciao enrico

  8. tupaia Says:

    Enrico: grazie per la spiegazione, io di mineralogia so pochissimo. Ho avuto una soffiata che mi dice che sei onniscente, vedo con piacere che qualcosa di vero c’e’ :-)

  9. Alessandra Says:

    Molto interessante la storia raccontata.
    Io pure ho un piccolo campione d’ambra con all’interno, direi, una minuscola formichina….. e l’avevo pagato poche decine di euro…. che dire, chi me l’aveva venduta sembrava anche gente seria……..

  10. tupaia Says:

    alessandra: leggevo che se sono insetti piccolissimi, tipo 1-2 mm, di solito sono naturali. Quelli “costruiti” sono gli insetti piu’ grandi. La mosca del NHM era 7 mm. Magari la tua ambra e’ davvero naturale, chissa’.

  11. enrico Says:

    Onniche?!?! :DDDDDD
    Conosco bene la mineralogia perche’ da bambino/adolescente mi sono girato ogni angolo delle alpi in cerca di minerali (specialmente quelli di terre rare) e adesso sto iniziando a conoscere un po’ anche i pesci ma quello che ti ha fatto la soffiata ne sa sicuramente molto piu’ di me. In genere l’ambra vera con insetto costa parecchio. Anche se la fregatura ci puo’ stare lo stesso. La scorsa estate in chiapas notavo che il 90% dell’ambra venduta (sia gialla che rossa) era falsa. Ma il prezzo talmente ridicolo che la truffa ai danni dei turisti occidentali ricchi, che pensano di aver fatto l’affare ed aver pagato una collana meno di una lattina di coca cola, ci poteva anche stare. Anzi io la vedrei come una piccolissima rivincita delle popolazioni mesoamericane. Anche perche’ per estrarre quella vera dalle miniere vengono usati i bambini, molto piu’ agili nei cunicoli rispetto agli adulti, per cui ben vengano questi “pacchi”. Comunque orang significa uomo e se al posto della mandibola di orang utan ci avessero messo quella di un orang asli magari lo scherzetto sarebbe riuscito.

  12. danilo Says:

    Enrico: per pura curiosità…
    Se hai girato tutte le alpi in cerca di minerali, non è che conosci i gemelli Pallaoro? Almeno di fama?

  13. enrico Says:

    Di fama si ma purtroppo non di persona perche’ io in genere sono un solitario e salvo poche uscite viaggiavo sempre da solo. Cosa comunque da non imitare assolutamente perche’ specialmente in miniera i pericoli possono essere tanti e fatali.

  14. danilo Says:

    Beh, se vuoi posso organizzare un incontro. Abitano nella valle qui dietro, abbiamo avuto rapporti di lavoro per una decina d’anni (niente a che fare con i minerali) e non mi ricordo di avere mai litigato con loro. Anche se spesso avrei voluto ucciderli.
    Oddìo, sono pazzi anche per essere dei Mocheni, il che è tutto dire, ma certo non sono scemi.

  15. tupaia Says:

    Enrico: vedo che oltre che onniscente sei anche modesto, bene :D

  16. Alessandra Says:

    Si’, grazie delle precisazioni….. forse la mia piccola ambra con piccola formica potrebbe essere autentica. Bisognerebbe davvero sapere fino a che punto siano rari campioni del genere, forse non come uno potrebbe pensare.

  17. Carlo Says:

    @Danilo

    Tu hai lavorato coi Mocheni ?
    Cioè tu interagisci coi Mocheni ?
    Io ho già difficoltà con Solandri e Lagaroli e i Nonesi sono al di là della mia portata.
    Da studente avevo un coinquilino Noneso e mi affascinava per quanto era folle.
    Ma mio dio i Mocheni

  18. danilo Says:

    Ma no, non è difficile lavorare coi Mocheni.
    Impari subito alcune cose, e vedi di tenerle a mente. Ad esempio paghi il lavoro dopo che è stato fatto e non prima, così si ubriacano dopo e non prima. _Non_ metti mai per iscritto, col tuo cliente, una data di fine lavori se conti di mandare una squadra di Mocheni. Eviti di turbarti quando sembrano volersi uccidere a pugni e calci, perchè è la loro versione di body lenguage in una pacata discussione. E, soprattutto, quando hai passato due ore a discutere del cantiere dell’indomani, e loro ti dicono “Bene. Ci vediamo domani all’alba”, beh, non aspettare sul cantiere che sorga il sole. Loro intendevano che ci si vede al bar Alba di Pergine (ritrovo dei Mocheni) intorno alle 11 AM e verso il sesto bianco.

    A parte le battute, sono ottima gente, generosa al limite del masochismo e di parola come un centurione romano. Sui rapporti interpersonali. Sul lavoro, beh, diciamo che se non devi lavorarci assieme li apprezzi di più, ecco.

  19. Carlo Says:

    Un mio amico professore di matematica quando si accorgeva che a scuola due Mocheni avevano copiato il compito gli faceva “l’enigma del prigioniero”.
    Se uno dei due confessava prendeva 6 e l’altro 2. Se stavano tutti due zitti erano due 4.
    Non è mai capitato che qualcuno tradisse.
    Ci sono stato una volta all’Alba con mooolta circospezione.

  20. danilo Says:

    Si potrebbe stare qui giorni a scrivere aneddoti sui Mocheni, e non sarebbe neanche OT. Voglio dire, sono vertebrati strani e poco conosciuti…
    Comunque, come ci sei capitato all’Alba? Voglio dire, è un posto sicuro, è la linea di confine. I bar pericolosi, in val dei Mocheni, non li trovi, se non sei con un Mocheno. E se sei con un Mocheno non sono pericolosi.

  21. Carlo Says:

    Mah un amico Trentino mi ci porto dopo una scarpinata, avvisandomi che li sia io che lui eravamo stranieri e che bisognava essere rispettosi

  22. antonio Says:

    che storia !

  23. Cla "Lutra lutra" Says:

    38 milioni di anni non corrispondo all’Eocene?
    Ovviamente IMHO…alcune reminescenze universitarie tendono ad avere comportamenti simili ai liquidi volatili!

    Aloha

  24. Karol Tabarelli de Fatis Says:

    Visto che siamo in tema; come distinguere un ambra vera da una fasulla:
    http://www.amex.it/ambra/

    A propo di Ambre mi viene in mente il Museo dell’Ambra di Danzica (PL) con un piccolo sauro conservato nella dura resina…

  25. Cercoletto Says:

    Sulle bancarelle di fossili e minerali del Madagascar ci sono tantissime ambre in vendita, con tanto di insetto incluso. Poiché Tupaia parla di calchi in vetroresina fatti a Singapore e siccome le merci esistenti sull’isola sono tutte di provenienza cinese, a causa delle politiche economiche volute dall’ex presidente, mi è venuto il sospetto che quelle ambre siano tutte dei falsi. Nei testi che ho a disposizione (“Minerali gemme e rocce”, dello Schumann e “Colleziona i tuoi minerali, di A.A.V.V.) si dice solo che l’ambra, detta anche succinite, si rinviene in Romania, Siberia, Birmania e Canada, oltre che sulle coste del mare del Nord. Vorrei sapere – e lo chiedo principalmente a Enrico – se in Madagascar esistono ambre naturali, non artefatte. Grazie

  26. Andrea Says:

    eehhmm… solo un’osservazione… l’animale in foto NON può essere Fannia scalaris, visto che Fannia è – appunto – un dittero (peraltro bruttino e tozzo) e quello in immagine invece è un imenottero…

  27. tupaia Says:

    Andrea: hai ragione, in effetti, grazie per avermelo fatto notare. Martedi’ vado dalle parti del NHM e mi porto la macchina fotografica, vedo se riesco a fotografare il fossile da me senza contare sulle foto che si trovano sul web

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