La mosca che decapita le formiche (Pseudacteon sp.)

Per fortuna sono atea: se accettassi l’esistenza di un Dio creatore, dovrei spiegarmi certe sue performances da Marchese de Sade che contrastano con gli slogan di CL tipo “Dio e’ amore”. Ma neanche per sogno. Eccone qui un esempio.

C’e’ un piccolo gruppo di mosche della famiglia Phoridae, i Pseudacteon, che vive nel Nuovo Mondo dall’Argentina agli USA e conta circa una quarantina di specie, tutte parassitoidi e piccolissime. Non parassiti, attenzione, ma parassitoidi. La differenza consiste nel fatto che mentre un parassita vive insieme al suo ospite, sfruttandolo ma non necessariamente uccidendolo, un parassitoide uccide per certo la sua vittima e ne impedisce la riproduzione. Alien e’ un parassitoide, il diavolo dell’Esorcista un parassita, giusto per fare un parallelo cinematografico.

Le “vittime” delle mosche  Pseudacteon sono le operaie delle formiche del fuoco (fire ants in inglese), per lo piu’ del genere Solenopsis, ma anche di una mezza dozzina di altri generi. La faccenda funziona cosi':

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Female decapitating fly preparing to attack a fire ant worker. Foto: Sanford D. Porter, USDA-ARS, Center for Medical, Agricultural and Veterinary Entomology, Bugwood.org

L’accoppiamento delle mosche avviene generalmente lontano dal formicaio, tranne che in alcune specie dove si rileva anche la presenza di maschi nei pressi della colonna di formiche. Quando la femmina e’ pronta per la deposizione delle uova, si cerca un formicaio adeguato,  in cui la colonia sia stata disturbata, o che mostra un comportamento molto aggressivo nei confronti di altre formiche, o anche una sciamata nuziale: tutte occasioni in cui le operaie non possono correre immediatamente a ripararsi. La ricerca del formicaio avviene seguendo le tracce odorose dei kairomoni emessi dal torace delle formiche (nella specie P. tricuspis) o da altri feromoni (un kairomone e’ una sostanza emessa da un organismo che crea svantaggio per chi la produce e avvantaggia un altro organismo, che in questo modo aumenta la sua fitness). pseudacteon_curvatus_-_ovipositor.jpg

La mosca seleziona le sue vittime ponendosi davanti ad esse. Quando l’ospite adatto e’ stato individuato, la Pseudacteon si sposta sul lato e con un movimento rapidissimo inietta un singolo uovo nel torace della formica. L’ovopositore della mosca e’ una struttura raffinatissima strettamante adattata a iniettare l’uovo in una specifica posizione del torace, a cui si aggancia con un meccanismo chiave-serratura. Non tutte le mosche sono specie-specifiche, cioe’ mentre alcune scelgono solo una determinata specie di formica, altre invece sono piu’ adattabili e depositano l’uovo in piu’ specie di Solenopsis.

Adesso comincia la parte splatter, tenete l’antiemetico a portata di mano.

Dopo un paio di giorni, dall’uovo nasce una larva che si nutre, all’interno del torace,  dei fluidi della formica per un paio di settimane. In questo tempo la formica continua a svolgere normalmente i suoi compiti e non mostra cambiamenti.  Evidentemente l’infestazione non e’ particolarmente dolorosa. Quando la larva e’ vicina a doversi impupare, migra dal torace verso la testa della formica, facendosi strada a morsi e mangiando i tessuti dell’ospite che si trovano sul suo cammino. Arrivata alla testa, dopo uno spuntino a base di gangli cerebrali, produce una sostanza che scioglie selettivamente le membrane di giunzione della testa della formica, e la testa se ne cade, lasciando il corpo ad agitarsi zampe all’aria (gli insetti hanno un sacco di gangli cerebrali sparsi e non un sistema nervoso centralizzato come il nostro).

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Solenopsis sp. decapitata da Pseudacteon sp. (a sinistra) e pupa di Pseudacteon estratta dalla capsula cefalica della formica (a destra) Foto: Sanford D. Porter, USDA-ARS, Center for Medical, Agricultural and Veterinary Entomology, Bugwood.org

Dentro la testa della formica, il bruco, prima di impuparsi, divora tutti i tessuti muscolari, nervosi e connettivi che riesce a trovare (e’ questo che uccide la formica, gia’ prima della decapitazione) e finalmente comincia la metamorfosi ben protetto dallo spesso esoscheletro delle mandibole della formica, mentre le strutture anatomiche della bocca, che occupano volume nella capsula cefalica, vengono espulse. In pratica, anziche’ prodursi un bozzolo di seta come le farfalle, questa mosca usa la testa dell’operaia come bozzolo super-corazzato. I resti della formica vengono di solito portati in appositi cimiteri-discariche dalle altre operaie e li la pupa della mosca resta tranquilla per due-tre settimane. Al termine di questo periodo l’insetto adulto emerge dalla cavita’ orale della formica e il ciclo ricomincia. Il motivo per cui queste mosche sono cosi’ piccole e’ proprio che sia la larva che l’adulto devono essere interamente contenuti dentro la testa di una formica.

Dettaglio curioso: il sesso della mosca e’ legato all’ambiente in cui si sviluppa l’uovo, sebbene i ditteri abbiano dei cromosomi X e Y tipo i nostri: da operaie di piccole dimensioni si sviluppano maschi, dalle operaie piu’ grandi nascono le femmine, che evidentemente necessitano di piu’ cibo: non e’ ancora chiaro infatti se gli adulti si nutrono e, in caso affermativo, di cosa.

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Hello world!

Adulto di Pseudacteon sp. che emerge dalla cavita’ orale di una formica. Foto: USDA ARS Photo Unit, USDA Agricultural Research Service, Bugwood.org

Disgustoso? Parecchio, ma ecco finalmente il lato positivo di tutto cio': negli USA ci sono diverse specie alloctone, provenienti dal Sud America, di formiche di fuoco che competono con le specie locali e creano danni da milioni di dollari alle colture. Si sta quindi pensando di utilizzare le mosche Pseudacteon come sistema di lotta biologica contro questi invasori alieni, in quanto rappresentano un sistema estremamente selettivo che andrebbe a colpire la specie aliena, ma non quella locale, a differenza di quel che farebbero i pesticidi. Alien vs La cosa da un altro mondo.

P.S. Da quando ho cominciato a scrivere questo post faccio un salto in aria di un metro se un moscerino mi si posa addosso. Saro’ strana io?

Referenze:

Porter and Pesquero: Illustrated Key for Pseudacteon Flies

Lloyd W. Morrison: Pseudoacteon Spp.

Published by tupaia on giugno 23rd, 2009 tagged Insetti, invertebrati, parassiti


23 Responses to “La mosca che decapita le formiche (Pseudacteon sp.)”

  1. rosalux Says:

    “Si sta quindi pensando di utilizzare le mosche Pseudacteon”

    Azz, qui rispunta Dio, e per di più antropocentrico…mammamia.

    Comunque grazie, leggere il tuo post spaventevole è stato bellissimo.

  2. tupaia Says:

    rosalux: mentre scrivevo ti pensavo, se devo essere onesta, e ricordavo la tua reazione alla sacculina…

  3. dund Says:

    la sparo.
    leggendo mi sono chiesto: esisterà qualcuno che PREFERISCA la certezza di un dio sadico all’orrore di una casualità atroce? un dio che dissemina brutalità e crudeltà nel mondo animale e vegetale (privo di un’anima immortale da redimere) a mo’ di exempla morali negativi. è una teologia incompatibile con la concezione provvidenziale, certo, ma non troppo più peregrina di altre (tipo l’idea della felix culpa, alla base, tra gli altri, del Paradise Lost di Milton). Falecius? :)

    comunque non voglio dirottare il blog. la mosca è incredibile e l’ultima immagine un capolavoro – Hello world! LOL

  4. tupaia Says:

    Dund: no, l’opinione di falecius in proposito interessa anche a me. Aspettiamo lumi.
    Alla mosca manca solo il sorrisetto sadico del protagonista di Arancia meccanica, intitolare la foto “hello world” mi sembrava il minimo

  5. falecius Says:

    Vado di fretta e non posso dilungarmi più di tanto, ma certamente sono d’accordo con Dund: è una teologia tutt’altro che peregrina.
    Non è la mia, tengo a precisare.
    Naturalmente siamo davanti ad un caso particolare del più classico e generale problema del male.
    Osservo che ad ogni modo questi casi (come quelli delle larve parassitoidi di vespe, le sacculine, il sarcoma di Sticker e tutte le cose simpatiche che fanno netamatodi e platelminti parassiti) pongono problemi ad un creazionista ed ad un sostenitore dello ID (nel caso lo intelligent designer sia identificato col Dio abramitico).
    Ma se si accetta il paradigma evolutivo i problemi sono sormontabili.
    Si potrebbe rispondere che il paradigma evolutivo esclude Dio, ma solo nel senso che non ha bisogno di Dio per funzionare.
    Cioè, l’evoluzione è una confutazione delle prove dell’esistenza di Dio (tipo Paley) basate sulla complessità dei viventi, ma non nega di per sé l’esistenza di Dio.
    Mi vengono in mente almeno tre teologie in cui l’evoluzione e l’esistenza di Dio funzionano insieme, anche se almeno due sono eterodosse rispetto al cattolicesimo:
    a) una neoplatonico/gnostica o catara: la materia è il male ed è corrotta, derivando da una frattura in seno alla sostanza divina. Esseri materiali privi dello pneuma divino pososno perciò essere maligni.
    b) Dio ha creato il mondo, nel senso che “acceso il motore” ma non lo domina Suo capriccio in ogni dettaglio. La Sua libertà si esprime nella costanza delle leggi cui il mondo obbedisce (tra cui la selezione naturale dei viventi, volendo). Dio offenderebbe Sé stesso se violasse le Sue stesse leggei (posizione che con accenti diversi ha attraversato il pensiero filosofico medievale nell’Islam e nel cristianesimo, e che riecheggia in alcuni autori più tardi come Leibniz e Laplace).
    c) Dio nel suo amore lascia la libertà al creato. Questo può far supporre(come nella gnosi) una Caduta che include non solo l’Uomo ma anche la realtà inanimata (ma, direbbe Leibniz, non è vero che è inanimata; la materia possiede uno stato di coscienza latente. E Spinoza negherebbe la differenza tra corpo ed anima). Oppure ci si può limitare a dire che Satana, il Caduto, sia “il principe di questo mondo”*. Si tratta di una posizione piuttosto vicina alla mia.

    Naturalmente nessuna di queste teologie è pienamente conciliabile con una idea forte di Provvidenza. Al massimo si può pensare ad un intervento “miracoloso” di Dio nella storia (non più provvidenziale: tutta la teologia tradizionale della storia sarebbe estromessa).
    Ci sarebbero da fare innumerevoli variazioni su questi temi (Leibniz, con tutte le sue difficoltà ed inconsistenze, viene sempre comodo come base di discussione).

    * Se non si sposa la tesi agostiniana, espressa con più coerenza da Tommaso, che Satana sia da intendersi come metafora di un’assenza o di un rifiuto di Dio e non come una entità/volontà realmente esistente.

  6. claudio Says:

    ahah fantastico questo articoletto! e scritto anche bene! oh brava! :-D
    comunque da quel poco che so sugli insetti, ce ne sono parecchi di parassitoidi sadici…

  7. tupaia Says:

    Claudio: perche’, gli altri sono scritti male?

  8. claudio Says:

    ahahah no :-D ma questo mi ha colpèito più di altri, ma sono talmente tanti che ho perso il conto…non volevo offendere :-/

  9. lamb-O Says:

    > E Spinoza negherebbe la differenza tra corpo ed anima

    Argh.

    Comunque, davvero affascinante. E sono inquietato dal fatto che non mi abbia inquietato.

  10. dund Says:

    falecius: intanto grazie mille per aver, rispondo meglio domani quando non sarò obnubilato dalle misture letali di via del pigneto 22. comunque il punto di partenza teorico più vicino alla mia domanda era a).

  11. dund Says:

    per aver articolato*.
    wordpress boia e censore! :)

  12. tupaia Says:

    dund: non si capisce niente, il commento e’ tagliato. Ma questa cosa capita solo a te?

  13. tupaia Says:

    Falecius: grazie per la risposta, la trovo piena di spunti interessanti.
    Ad esempio, nell’ipotesi b, la divinita’ mi sembra che divenga superflua, e a quel punto posso o manifestare la mia fede cieca o la mia cieca credulita’ nelle favole.
    nell’ipotesi c (e anche un po nella a) invece sembrerebbe che dio abbia perso la mano del gioco, il che per un onnipotente mi sembra intrinsecamente contraddittorio: perche’ creare la materia per farla diventare brutta, sporca e cattiva? quale artista se ne rimane fermo a veder distruggere la sua opera? E’ dio che gioca a dadi, questo?

  14. falecius Says:

    Tupaia: il Dio gnostico non è pienamente onnipotente, e in molte teologie di questo tipo non è il creatore della materia (si tratta di tradizioni che hanno poco a che a fare col monoteismo ebraico e molto col neoplatonismo).

  15. Flavia Says:

    ti prego scrivi un libro!! lo comprerei immediatamente..
    imparare ridendo è fantastico ^^

  16. Luis Says:

    Babba bia, è tremendo da un lato, ma comunque molto affascinante.
    Vah ‘ste bestiacce cosa non fanno, e noi uomini a star lì a discutere di morale, di cosa sia o meno “naturale”, di senso della vita..
    Zalut

  17. tupaia Says:

    Luis: ravvreddado?

  18. Luis Says:

    Ya, baledetti condizionatori….

  19. Bruno Says:

    Come ipotizzato da H.P. Lovecraft, le divinità possono essere aliene, indifferenti, incredibilmente malvage, o anche folli. Altro che Dio è amore!

    Comunque quando leggo di insetti, formiche ecc… dopo un po’ mi sento uno strano e inquietante formicolare addosso…

  20. Piuma Says:

    uahahahah! ringraziamo Dio che ci ha donato la Pseudacteon! Fin’ora tutti i tentativi dell’uomo (che si crede Dio) di risolvere l’invasione delle formiche del fuoco hanno solo peggiorato la situazione! Complimenti per l’articolo e le conclusioni tratte su questi magnifici insetti, la sarcastica pretesa di usarlo come base per dimostrare l’assenza di Dio invece mi fa un po sorridere.
    Se è vero che nulla si crea e nulla si distrugge (Einstein) non mi so spiegare da dove deriva l’universo. Dal big bang? E quel concentrato di materia grande come un’arancia da cui sarebbe esploso l’universo da dove veniva? Quando ha cominciato ad esistere? Come? Il problema si ripropone. Secondo la legge della materia dovrebbe esserci il nulla, il fatto che esistiamo prova per lo meno che esiste qualcosa che esula dalle leggi del tempo, dello spazio e della materia. Personalmente quindi per il solo fatto di esserci mi sento FELICE debitore verso la vita che mi è stata donata. Vivere è il più grande dono d’amore, chi ha la fortuna di vivere 100anni, chi 60, chi 10. Io a 30 anni non potrò più arrampicare per problemi di salute, ringrazio di poter ancora passeggiare tra le montagne del mio splendido paese. Quando non potrò più, mi limiterò a guardare. Quando non potrò più sarò lieto di farmi raccontare. Alla fine mi basterà sentirmi voluto bene. Partendo dalla prospettiva che niente ti è dovuto e tutto è dato gratuitamente, il mio modo di affrontare la vita si è rovesciato.

  21. Piuma Says:

    se qualcuno volesse curiosare ancora nel mondo delle formiche: http://www.acidoformico.it

  22. danilo Says:

    Pollyanna, è Lei?

  23. degio Says:

    L’idea di dimostrare o meno l’esistenza di dio partendo dalla straordinaria capacità di adattamento di questa mosca andrebbe analizzata a fondo, infatti vanno considerate le caratteristiche bio-evolutive della specie stessa, ossia la sua capacità di prosperare nell’ambiente in cui si trova, che dal mio punto di vista è eccezionale, l’uomo anima immortale o meno non fa eccezione a questa regola e soffre diproblematiche serie come quelle delle formiche di fuoco (si perchè alcune malattie sono esclusive della nostra specie,che sono nate e si sono volute con noi).
    Trovo cmq spaventosamente brillante la forza di Madre natura in tutte le sue forme

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