La misteriosa tupaia (Tupaia belangeri)

Cosa sia una tupaia, non lo sa nessuno, neanche gli zoologi. Non perche’ sia un animale inventato (la brutta foto qui pubblicata l’ho scattata io, posso giurare che esiste), ma perche’ non si riesce a capire come classificarla.

Tupaia

Ci sono tre ipotesi, che presento in ordine di apparizione:

La prima, e’ che le tupaie siano insettivori parenti dei toporagni. Non a caso il loro nome inglese e’ tree shrews, cioe’ toporagni arboricoli. Cosi’ li battezzo’ il chirurgo William Ellis nel 1780 mentre esplorava la Malaysia insieme al capitano Cook (Tupaia era il nome di una guida indigena del famoso esploratore). In effetti le tupaie (20 specie in tutto in cinque generi e due famiglie) per lo piu’ sono insettivore e come i toporagni e tutti gli insettivori hanno il muso allungato.

Le seconda e’ che siano Primati come noi, ipotesi dell’anatomista Wilfred Legros Clarck che le “riscopri'” nel 1920 osservandone l’anatomia piu’ in dettaglio. Questa ipotesi e’ appoggiata dal maggiore evoluzionista vivente, Richard Dawkins. A suo favore ha il fatto non indifferente che tutte le tupaie (tranne una specie) sono diurne come i primati, come noi non hanno lo strato di cellule riflettente dietro gli occhi e _soprattutto_ hanno (in proporzione al corpo) il cervello piu’ grande di tutto il regno animale, uomo incluso

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Tupaia belangeri (C) Lisa Signorile

La terza ipotesi e’ che le tupaie discendano direttamente dal pool dei primitivi mammiferi placentati, quelli che andavano in giro ai tempi dei T. rex, per intenderci, e che non siano imparentate con nessuno, essendo molto vicine al progenitore comune di tutti i mammiferi. Questa ipotesi e’ sostenuta dal maggiore (per me) zoologo vivente, David Macdonald. A sostegno ci sono evidenze biomolecolari di sequenze di DNA ed e’ l’opzione che personalmente mi convince di piu’.

A complicare il puzzle c’e’ l’aspetto generale simile a quello di uno scoiattolo (roditore) e l’assenza di fossili.

Per non sbagliarsi i tassonomi hanno creato una famiglia apposta per loro, gli Scandentia (dal latino scandere, arrampicarsi).

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Distribuzione: NW India, Filippine, Malesia, S. Cina, Borneo, Giava e isolotti correlati.

Alimentazione: la Tupaia Belangeri (foto) e’ insettivora e arboricola, ma altre specie di tupaia sono piu’ terrestri. Mangiano anche frutta e semi ed una specie, Urogale everetti di Mindanao, e’ un predatore che mangia anche rettili e altri mammiferi. Le tupaie sono ottimi cacciatori e sono state osservate in cattivita’ uccidere ratti con un morso dietro il collo come farebbe un gatto. L’essere cosi’ dannatamente intelligenti sicuramente aiuta a catturare le prede. Sorprende che non siano loro la specie dominante…

Comportamento sociale: Formano picculi gruppi uniti su base familiare che condividono lo stesso territorio ma cacciano indipendentemente. I gruppi si riconoscono grazie a marcature odorose fatte con urine, feci ed il prodotto di due speciali ghiandole, una toracica ed una addominale

Riproduzione: E qui viene la parte interessante: le tupaie sono le madri piu’ snaturate di tutti i mammiferi. La madre partorisce i piccoli (da uno a tre a seconda della specie) in una tana diversa dalla sua e se ne va. Torna dopo un paio di giorni, li allatta per cinque-dieci minuti e va via senza neanche pulirli. Ritorna dopo altri due giorni, cinque minuti e via. Cio’ per un mese circa, dopo di che i piccoli vanno per la loro strada. E’ stato calcolato che la madre passa complessivamente coi piccoli non piu’ di un’ora e mezzo dalla nascita allo svezzamento. I cuccioli vengono riconosciuti grazie a marcature odorose. Se cancellate dai ricercatori la madre non riconosce piu’ i suoi figli e li divora. Si capisce che con cotanta madre i piccoli devono crescere molto in fretta, e considerando anche che non c’e’ mamma a tenerli caldi come avviene per gli altri mammiferi deve essere il cibo a produrre il calore necessario: di fatto il latte di tupaia e’ eccezionalmente ricco.

Status: Nonostante il tasso di crescita sia rapido, la perdita di habitat adatto (foresta pluviale) minaccia seriamente diverse specie di tupaia.

Ultima considerazione: Le tupaie sono state abbastanza furbe da essere ignorate dagli uomini per millenni. La parola “tupai” in lingua malese vuol dire scoiattolo, segno che erano cunfuse con questi, e non ci sono miti o leggende legati a loro. Oggi mi e’ stato chiesto perche’ se sono cosi’ carine e’ intelligenti non vengono usate come animali da compagnia. Non lo so, ma spero che gli esseri umani continuino ad ignorarle come hanno fatto finora.

Published by tupaia on giugno 13th, 2007 tagged Insettivori, mammiferi


11 Responses to “La misteriosa tupaia (Tupaia belangeri)”

  1. Cristina Says:

    Posso esordire con un ” O che carinaaaa!!!” e mi fermo perchè le mie conoscenze in materia sono nulle! ^__^
    Bau
    Cris

  2. tupaia Says:

    Si, per essere carina e’ davvero carina. Somiglia tanto, ma tanto, allo scoiattolino di The Ice Age, incluso sguardo un po’ allucinato… :)

  3. Giulio Says:

    Ciao, mi hanno appena telefonato per informarmi dell’esistenza di questo blog e sono molto contento lo trovo interessante.
    Mi avete fatto ricordare della tupaia, ho ripreso in mano gli appunti di primatologia e di antropologia e ho ritrovato alcune lezioni in cui ci veniva presentato per l’appunto come discendente prossimo del Purgatorius.
    Ciao ciao Giulio

  4. tupaia Says:

    Ciao, Giulio, lusingata che ci sia qualcuno che si e’ preso il disturbo di telefonarti per dirti di questo blog. Spero che continui a seguire i prossimi post

  5. L’orologiaio miope » Turista per caso: lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) Says:

    […] specie di scoiattolo, Menetes berdmorei, che pero’ e’ piu’ terrestre, sia con la Tupaia belangeri, che occupa piu’ o meno la stessa nicchia ecologica, salvo che la Tupaia e’ piu’ […]

  6. L’orologiaio miope » Porci con le zanne (Hyemoschus aquaticus) Says:

    […] come lo chiamano gli inglesi, il piu’ primitivo tra i tragulidi, con quel musetto da tupaia che si ritrova e le abitudini insettivore insolite per un ruminante sembra venuto fuori dritto […]

  7. martina Says:

    Ricordo che la mia docente di biologia mi diceva che probabilmente discendiamo dalle Tupaie e non dalle scimmie. Mi ha fatto piacere leggere questo tuo post. Bravo

  8. tupaia Says:

    martina: grazie del bravo, ma non credo che discendiamo dalle tupaie, e sicuramente non da quelle moderne

  9. Pipo Says:

    Ciao a tutti,
    io ne ho due nel mio ristorante , piu un petaruro (volante…), sono scoiattolini dolcissimi, amano la compagnia umana,se allevati in cattivita,una volta riconosciuto l’odore della persona che ne prende cura stanno ore ed ore in tasca o sulle spalle o nelle vostre mani,dormono molto quasi il 70% del tempo, non scappano , il petauro e molto ,malfidente,e pauroso, viene solo da chi lo cura e anche lui non scappa o altro anzi ti cerca di giorno e di notte.spero d avervi aiutato un po ciao a tutto Pipo Thailandia

  10. Franz Says:

    Beh, davvero un animale affascinante.
    Mi ha solo fatto sorridere il nome che non poteva non farmi pensare all’aggettivo russo “тупая” – tupaja, in italiano letteralmente “scema”!
    Non me ne voglia nessuno!

  11. tupaia Says:

    molto interessante, Franz, grazie, questo ridimensionera’ un po’ il mio ego ;-)

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