La forbice nel cervello: Forficula auricularia

T. esce in fretta dal cubicolo della doccia, indossa l’accappatoio e si asciuga, come tutte le sere. I lunghi capelli ondulati mostrano ancora tracce di schiuma, che scivola sulle orecchie e sul collo. Decide pertanto di asciugare per bene le orecchie, cosa che non fa mai. Raggiunge la vetusta scatola dei cotton fiock, ne prende uno, avvicina il bastoncino al capo ma prima scuote la testa per scrollarsi di dosso un po’ d’acqua. Sente un rumore provenire dal ripiano accanto a se, dov’e’ poggiata la scatola dei cotton fiock, abbassa gli occhi, e vede qualcosa che le ghiaccia il sangue: Una gigantesca forbicina cammina indifferente sul ripiano.

Immediatamente torna nella mente di T. il nome latino dell’animale, Forficula AURICULARIA, e la leggenda legata a questo animale: entra del canale uditivo, arriva al cervello e li depone le uova, da cui emergono i piccoli che fuoriescono sempre dall’orecchio. Certo, una leggenda. E allora che ci fa li quell’affare con troppe zampe? Sarebbe troppo ovvio pensare che si trovava sotto o nella scatola dei cotton fiock ed e’ stato disturbato. No, deve essere caduto dall’orecchio quando ha scosso il capo, disturbato dalla vicinanza del bastoncino. Ma allora potrebbero essercene altri… certo, lo sanno tutti che e’ una favola della buonanotte… ma allora perche’ il nome latino e’ auricularia? cos’ha a che fare con le orecchie? e poi lo sanno tutti che amano i posti umidi e stretti, come un canale uditivo dopo la doccia…

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La forbicina o tagliaforbice europea e’ lunga 1-2 cm e non entra nelle orecchie. Foto da: www.kolumbus.fi

Un’otite e alcuni anni di distanza da questa storia non sono bastati a farmi avere un atteggiamento lucido e compassato nei confronti di queste innocue bestiole, e scrivere questo post e’ davvero difficile per me. Ma si sa, ognuno ha le proprie fobie…

Le forbicine in realta’ sono degli innocui saprofiti, anche se nei momenti di paranoia non riesco a convincermene, ovvero si nutrono di materiale organico in decomposizione, per lo piu’ vegetale, ma a volte predano anche altri insetti, come il pesciolino d’argento (Lepisma saccharina). Il massimo danno che possono arrecare e’ negli Stati Uniti, dove sono una specie importata e quindi senza predatori naturali, alle coltivazioni biologiche, dato che a volte si nutrono di fiori e frutta. Ed e’ proprio tramite fiori e frutta che a volte le malcapitate bestiole arrivano nelle nostre case, dove per lo piu’ fanno una brutta fine sotto gli inesorabili colpi di una ciabatta. Se fosse per loro, se ne starebbero in un angoletto buio e umido senza disturbare nessuno, come hanno fatto negli ultimi cento milioni di anni e piu’.

I Dermaptera infatti, l’ordine a cui appartengono le forbicine, risalgono al Mesozoico e sono arrivati fino a noi senza grosse modifiche nel piano strutturale con circa 1800 specie, bazzecole rispetto al quasi mezzo milione di coleotteri. Come tutti gli insetti, hanno le quattro ali di base, ma molte specie come le Forficula auricularia le usano poco, preferendo camminare che volare. All’occorrenza, tuttavia, le ali sono perfettamente funzionali per cui, nonostante le apparenze, a quanto pare anche le forbicine volano. Le due anteriori sono piccole emielitre sclerotizzate e coprono le due inferiori che sono delicate e ripiegate al di sotto tipo ventaglio di carta, con ripiegature caratteristiche per ogni specie. Il nome dell’ordine, Dermaptera, significa “ali di pelle” e fa riferimento alle due ali posteriori.

Posteriormente l’addome mostra in posizione terminale due cerci allungati che servono per le competizioni tra maschie e all’occorrenza possono essere anche un’arma di offesa che infligge pizzicate dolorose. A me sembrano tuttavia anche la versione in piccolo di una coda di pavone: le femmine, infatti, hanno i due cerci piccoli e diritti, laddove i maschi li hanno grandi e ricurvi. Tra i due, e’ la femmina che depone le uova e che avrebbe piu’ bisogno di un’arma di offesa energica, ma ha i cerci piccoli. E’ probabile pero’ che i cerci siano in qualche modo anche coinvolti nella copula, che dev’essere interessante, dato che i maschi delle Forficulinae hanno due peni perfettamente funzionali, come tutti gli insetti piu’ primitivi.

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Maschio e femmina di forbicina. Foto da: agspsrv34.agric.wa.gov.au

Curiosamente, questi insetti hanno cure parentali. La femmina scava piccole buche in autunno in cui depone una cinquantina di uova e poi resta di guardia. Accudisce amorevolmente le uova pulendole e rimuovendo eventuali funghi o altri parassiti fino a che la temperatura non e’ cosi’ bassa che entra in ibernazione. Alla schiusa, in primavera, resta di guardia per assicurarsi che nessuno infastidisca i piccoli durante il primo stadio di vita. Dopo di che i piccoli si disperdono e vanno per la loro strada. A quel punto la femmina non li riconosce piu’ e se ci si imbatte li preda. In estate, a volte, la femmina depone un secondo gruppo di uova. Questi insetti sono emimetaboli, ovvero i piccoli sono copie in miniatura degli adulti, sebbene con qualche differenza: sono piu’ chiari, non hanno ali e i cerci sono piccoli e poco sviluppati.

Ad aumentare le mie paranoie c’e’ il disdicevole fatto che tra i dermaptera ci sono due famiglie, gli Hemimerina e gli Arixenina, che sono rispettivamente ectoparassiti di roditori e pipistrelli, senza ali e senza occhi (ma anche le nostre forbicine hanno solo due occhi semplici e non composti come gli insetti piu’ recenti; del resto, sono notturne e si basano piu’ sui sensori posti sulle antenne che sulla vista).

Ho appreso con raccapriccio anche dell’esistenza della forbicina gigante di St. Helena (Labidura herculeana), un’isoletta dell’Atlantico nota a noi solo perche’ ci fu mandato in esilio Napoleone, che raggiungeva e superava gli otto cm. Uso il passato perche’ a quanto pare e’ estinta, o almeno sono vent’anni che di questo “dodo dei Dermatteri” non si sa piu’ nulla, nonostante tre spedizioni che l’hanno cercata attivamente. Quel che si sa di lei e’ che era notturna e che scavava molto in profondita’ nel suolo, uscendo solo per nutrirsi. A quanto pare non ha resistito all’introduzione di scolopendre, cani, gatti, ratti, generali francesi e tutto il solito armamentario che i coloni europei si portavano dietro. Sarei ipocrite se dicessi che quest’estinzione mi addolora.

N.B. Vorrei che fosse chiaro, casomai non mi fossi spiegata bene: le forbicine NON entrano nelle orecchie e NON fanno il nido nel cervello. MAI.

Published by tupaia on maggio 15th, 2008 tagged Insetti, notturni


22 Responses to “La forbice nel cervello: Forficula auricularia”

  1. Stefano Says:

    O ma che bellezza, le forbici! Per me un carissimo ricordo d’infanzia: gli alberi di albicocco dietro la mia vecchia casa ne erano letteralmente pieni, ma soprattutto i frutti. Anche io da piccolo ne ero infastidito, poi crescendo mi sono diventate simpatiche, come la maggioranza degli artropodi, per altro.

    Hai anche nominato il Lepisma saccharina, soggetto interessante quanto basta da dedicargli un post tutto suo; dopo tutto è uno dei più assidui frequentatori delle biblioteche. In effetti bisognerebbe dire “Lepisma da biblioteca”, piuttosto che “Topo”.

    Complimenti e a presto

  2. Stefano Says:

    PS: non credere che ai frequentatori maschi (ma anche femmine, perchè no) di questo forum risulti indifferente l’incipit della scena sotto la doccia – effettivamente una Edwige Fenech zoologa ci mancava proprio.

  3. NetWorm Says:

    Già, non mi ha lasciato affatto indifferente, ma mi immaginavo la sopracitata forbicina con un coltellaccio in mano in puro stile hitchcock :D

  4. tracina Says:

    uh,le forbicine: non molto tempo fa ne ho trovata una dentro una grossa fragola. la cosa mi ha fatto quasi piacere, perchè erano davvero secoli che non ne vedevo una: ho avuto una specie di momento madeleine,l’estate,le vacanze,le colline abruzzesi,i miei nonni. in tutto ciò, naturalmente, urlavo come un pazzo per lo spavento.

  5. tupaia Says:

    Stefano: Dund potra’ confermarti che ahime’ ricordo piu’ la figlia di fantozzi che edwige fenech.
    Anche sul lepisma l’aneddotica non mi manca, quindi appena rimetto le mani sui miei Sacri Testi di entomologia vediamo se ne vien fuori qualcosa.
    Bello il tuo post sugli opilioni.

    Tracina: temo che dund stia tornando a casa con almeno un paio di chili in piu’, e non gli ho neanche dato da mangiare la salsa thai della lidl…

  6. Stefano Says:

    Grazie, più che un post è un appunto per approfondimenti futuri…

    Ho trovato giusto oggi un Lepisma guizzante che correva su e giù per un vaso di Darlingtonia. Che gli piaccia lo sfagno anche a lui, oltre che ai Tardigradi?

  7. tupaia Says:

    Stefano: gli faresti un paio di foto al lepisma, per semplificarmi la vita? grassie :P

  8. Stefano Says:

    Uhmmmm…. lo farei più che volentieri, ma temo di essere in ritardo, per i seguenti motivi:

    1-Sono passati più di tre giorni dalla tua richiesta.
    2-Il lepisma si sarà facilmente allontanato da quella posizione, dal momento che sta piovendo a dirotto da 3 giorni.
    3-La Darlingtonia è una pianta carnivora.
    4-La Darlingtonia di cui sopra è comunque circondata da Sarracenie e Dionee (altre carnivore).
    5-Fra le Sarracenie spesso abitano ragni famelici (che sfruttano l’effetto attrattante e stordente delle piante).

    Comunque se riesco a fare una scappata in giardino e dovessi rivedere quel Lepisma, non mancherò di certo, lo prometto.

  9. tupaia Says:

    insomma, il povero lepisma e’ in un campo minato…

  10. Dund Says:

    Oh, il fatidico post sulle forbicine…Che suspense, ne è valsa la pena :D

    Tupaia, io mi tranquillizzerei: a quanto pare preferiscono le fragole alle orecchie umane, visto che a me e alla tracina è capitata la stessa identica cosa. Dundomanda: la furca dei Collemboli è omologa dei cerci dei Dermatteri e di altri ordini di insetti o si origina diversamente?

    Per gli altri, tupaia non assomiglia affatto alla figlia di fantozzi, e devo ringraziarla pubblicamente per l’ospitalità, la cucina (e che cucina!), le escursioni in foresta e all’oasi, le esercitazioni di bilanciamento di redox e di anatomia comparata dei micromammiferi, la pazienza infinita con le mie continue domande e molto, molto altro. 3 giorni di pura euforia naturalistica.

    Comunque per fortuna ho preso un chilo solo :þ

  11. tupaia Says:

    Ci ho messo un po a decidermi, presa da traslochi ed altro, ma alla fine ti rispondo. No, la furca dei collemboli non e’ ne’ omologa ne’ analoga a quella delle forbicine.
    La furca delle forbicine e’ un appendice (tipo telson) dell’11^ segmento addominale e ha funzioni prensili. La furca dei collemboli e’ un arto modificato sul 4^ segmento (i collemboli ne hanno 6, hanno perso dei segmenti addominali), e si piega ventralmente e in avanti per permettere al collembolo di saltare (si aggancia ad un’appendice sotto il torace e quando la furca e l’appendice si rilasciano il collembolo salta).

  12. Andrew Says:

    Posso confermare la dolorosità di alcuni esemplari ben cresciuti. Più di una volta, sapendo che possono beccare, li afferro proprio per i cerci. In taluni maschi ben cresciuti, i cerci oltre ad essere forti (si sente che cercano di aprirsi quando li tieni tra pollice ed indice) hanno una apertura di circa 7-8 mm e sono sufficientemente acuminati da far provare dolore quando riescono a pizzicare le parti sensibili del dito. Tuttavia le forbicine non sono aggressive e “pizzicano” solo se afferrate.

  13. corax Says:

    in trentino si chiamano “curarece”,
    può essere che il nome latino derivi dal fatto che erano usate come cotton fioc?

  14. tupaia Says:

    Corax: ma che schifo! in trentino dovete avere strani modi di pulirvi le orecchie! :-)
    No, il nome latino deriva dalla leggenda.

  15. enn Says:

    Non per spaventarvi.. ma ho appena passato una notte insonne dopo che una forbicina mi si era infilata in un orecchio mentre stavo cercando di dormire. A forza di darmi botte in testa è uscita e l’ho vista camminare sul pavimento.. ma non prima di avermi punta due volte e averla sentita camminare dentro all’orecchio. Pensavo fosse una leggenda metropolitana.. ma cosi non è. :(

  16. tupaia Says:

    enn: pull the other one, it’s got bells on it

  17. ornella Says:

    dato che il mio lavoro consiste nel coltivare frutta e verdura, e siccome seguo la metodica della lotta integrata, ovvero non uso antiparassitari chimici, ma prodotti naturali o antagonisti degli insetti dannosi per le mie culture, conosco benissimo la “signorina forficula”, non si infila nelle orecchie per deporre le uova, ma se lasci una maglia sopra un ramo, poi la puoi trovare all’interno!

  18. evilripper Says:

    proprio stasera me ne uscita una da dentro il nocciolo di una pesca che stavo per mangiare! :-(

  19. desna Says:

    salve stavo alzando la legna per il fuoco e sono uscite migliaglia di queste e mio nonno è stato morso è ancora in vita ma sono vivi gli animaletti cosa devo fare?IL FUOCO LE UCCIDE E SONO MIGLIAIA !!! ANCORA NON MUOIONO GRAZIE E ARRIVEDERCI

  20. tupaia Says:

    Non sono velenose, non e’ un problema essere morsi. Stavano svernando, una nidiata, presumo. Se sono all’esterno non e’ un problema, no?

  21. danilo avi Says:

    Di più, non _possono_ mordere. Le pinze non hanno la forza di bucare la pelle. Giuro, ho provato. Sono simpatici saprofagi del tutto innocui. E comunque, io non le ucciderei col fuoco nella catasta della legna…

  22. chiara Says:

    ho trovato 3 di qs mostruosi insetti in casa.da dove sono venuti e come posso fare per disinfestare?

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