La belva dei ghiacci: il ghiottone (Gulo gulo)

Qual’e’ l’animale piu’ feroce del mondo? E’ il leone? La tigre? Il lupo? L’orso? Nessuno dei suddetti: e’ il ghiottone.

Questa simpatica bestiolina, un mustelide che a me sembra tanto un equivalente iperboreo di Taz, il diavolo di Tasmania, e’ stato filmato scacciare via dalle loro prede branchi di lupi e orsi, che ne condividono l’habitat. Con leoni e tigri e’ difficile che possa misurarsi, ma basta fare due proporzioni: il ghiottone attacca prede anche di cinque volte le proprie dimensioni. Tigri e leoni al massimo attaccano zebre e bufali, non piu’ del doppio di loro.

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Gulo gulo. foto di Matthias Kabel tratta da: www.theanimalfiles.com

La sua fama micidiale e’ riflessa anche nel suo nome, ghiottone o glutton in inglese, e nel folklore locale. Presso i Lapponi non se ne pronuncia il nome, ed e’ associato a creature mitologiche nefaste e diaboliche. L’abitudine di predare e fare overkilling (cioe’ di uccidere piu’ animali di quel che riesce a mangiare) tra i branchi di renne di allevamento deve aver sicuramente contribuito a questa fama. Presso gli Indiani americani il ghiottone era anche associato a figure eroiche ma infide, dei voltafaccia da cui e’ bene stare alla larga.

Ce l’hanno tutti con il ghiottone? No di certo. E’ che qualcuno che sappia farsi rispettare al vertice della catena alimentare ci vuole, che diamine! Uno si evolve a vivere nella tundra, non e’ mica poco, si meritera’ pure 70-80 kg di renna di tanto in tanto! Il fatto che un ghiottone sia grande quanto un cane di media taglia e pesi 15-20 kg (massimo 30) e’ del tutto accessorio. Anche un alce, che pesa sui 300 kg, ogni tanto non ci sta male nella dieta, anche considerando che le mascelle sono abbastanza robuste da spezzarne gli enormi femori (un lupo non se lo sogna neanche). Fortunatamente per noi in genere gli alci vengono predati se malati o intrappolati nei ghiacci, ma io non mi fiderei, considerando che apre le scatolette di carne in scatola a morsi.

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Teschio di ghiottone in visione frontale: si notino, oltre agli enormi denti, le grandi coane nasali indici di un ottimo olfatto. Foto da: arcticartsales.com

Fortunatamente la piccola belva in realta’ e’ pigra: potendo scegliere preferisce o mangiare carcasse di animali gia’ morti, o rubare le prede ad altri carnivori, piuttosto che cacciare lui stesso. Sono state proposte due sottospecie di ghiottone, una che vive al circolo polare nella zona euroasiatica (Gulo gulo gulo) e l’altra che vive in Canada e Alaska (Gulo gulo luscus). La sottospecie americana caccia attivamente molto meno di frequente del cugino europeo e si pensa che questo sia dovuto al fatto che in America ci sono molti piu’ predatori di grossa taglia a cui fare una proposta che non possono rifiutare.

Una volta catturata la preda, questa viene smembrata; parte viene divorata subito, mentre la testa, gli arti e i visceri vengono trascinati via anche per distanze di km e nascoste per far provvista sotto sassi, dentro corsi d’acqua (suppongo ghiacciati), in cavita’ di alberi o in buchi scavati nella neve. Praticamente il sistema degli scoiattoli, solo che con brani di animali anziche’ con le noccioline, e forse e’ quest’abitudine di far provvista che ha valso a questo letale predatore il nome poco onorevole di ghiottone. Per ritrovare le scorte alimentari, il ghiottone fa uso dell’odorato, che e’ raffinatissimo, mentre la vista e’ scadente.

Gli altri mustelidi, come la faina o la donnola, a parita’ di ferocia hanno anche una buona vista e gli occhi grandi, e sono notturni, perlopiu’. Il ghiottone invece ha da fronteggiare un problema a cui noi abitanti delle zone temperate non facciamo mai mente locale: non puo’ essere ne’ notturno ne’ diurno, perche’ vive in una zona in cui si hanno sei mesi di luce e sei mesi di buio, e la sua attivita’ circadiana e circannuale e’ quindi condizionata dalla lunga notte artica o dal sole di mezzanotte. La soluzione al problema e’ non fare caso alla luce e avere ritmi di quattro ore di veglia e quattro di riposo, alternati (tuttavia in estate favorisce le ore in cui il sole e’ piu’ basso sull’orizzonte).

Si diceva che gli altri mustelidi sono altrettanto feroci. Una donnola in effetti, che pesa sui 50 g, uccide senza problemi un coniglio di un paio di kg, cioe’ 400 volte piu’ pesante. Il ghiottone altro non e’ quindi che una donnola gigante, ingranditosi per meglio sopportare climi freddi. La tecnica di caccia e’ la stessa, come pure la tendenza all’overkilling (le donnole nei pollai sono tristemente famigerate): un morso delle potenti mascelle sulle vertebre cervicali spezza il midollo spinale e paralizza all’istante l’animale, uccidendolo. Veloce, quasi indolore ed efficacissimo nella sua letalita’, diversamente dai cani che sono killer molto meno raffinati e smembrano un pezzo alla volta la preda ancora viva.

Il primato di letalita’ del ghiottone gli spetta dunque solo perche’ e’ il piu’ grosso tra i mustelidi terrestri (il piu’ grosso mustelide in assoluto e’ la lontra marina), e non perche’ sia particolarmente piu’ feroce di un comune furetto, tipo quelli che si tengono come animali da compagnia. Fortunatamente non esistono mustelidi delle dimensioni di una tigre, perche’ sarebbe stato facilmente in grado di uccidere un elefante con un morso: queste bestie sono delle macchine per uccidere.

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In Inglese, il ghiottone e’ chiamato “wolverine”, nome utilizzato per un supereroe della Marvel. Foto da: www.kswild.org

Tuttavia, il ghiottone sa anche essere una creatura dolce, se vuole. La madre accudisce premurosamente i figli per quasi un anno, e questi sono noti per giocare tra loro come gattini o addirittura anche con oggetti (il che e’ un chiaro segno dell’intelligenza di questo animale: per sopravvivere tra i ghiacci denti forti non bastano, ci vuole anche un cervello sottile). In autunno si nutre anche di bacche e frutta (mi chiedo se li uccide uno per uno con un morso dietro il collo), di invertebrati, uccelletti e uova in primavera. Insomma e’ tendenzialmente onnivoro, ma in inverno e’ ovviamente obbligato ad essere carnivoro.

I maschi, grossi anche un terzo piu’ delle femmine, hanno dei territori immensi, anche di 1000 kmq, e possono comprendere i territori di piu’ femmine, piu’ piccoli (massimo 350 kmq). Per capirci, si tratta di territori grandi quanto un terzo della Valle d’Aosta. La Lombardia potrebbe idealmente ospitare massimo 24 ghiottoni maschi e il Lazio 18. Questo ovviamente minimizza gli incontri al di fuori della stagione riproduttiva, che si risolvono in un sacco di soffi e strilli piu’ uno dei due che scappa saggiamente via dopo un po’ di scaramucce. Per minimizzare ancora di piu’ i rischi di incontri e rimanersene tranquilli in compagnia di una creatura che ogni ghiottone stima moltissimo, se stesso, i Gulo gulo marcano il territorio anche con feci, urina e il pestifero essudato delle ghiandole perianali, il che ci ricorda che anche le puzzole sono mustelidi. L’erratismo in questi territori e’ notevole: un ghiottone puo’ viaggiare in un giorno anche per 45 km col suo passo saltellante senza troppo sforzo.

Gli accoppiamenti avvengono in primavera-estate, e qui c’e’ un evento curioso. Gli embrioni (da 1 a quattro alla volta) non si sviluppano subito. Restano in diapausa nell’utero materno per tutto l’autunno e l’inverno, e a gennaio dell’anno successivo riprendono a maturare. La gestazione quindi, sebbene di fatto duri alcuni mesi, in realta’ porta via solo una cinquantina di giorni e il cucciolo nasce molto immaturo. Questo e’ ovviamente un altro adattamento contro il freddo: garantisce al cucciolo di nascere in primavera e sfruttare tutta l’estate per la crescita, e allo stesso tempo garantisce alla madre di affrontare il lungo inverno artico senza doversi preoccupare dello sforzo metabolico aggiuntivo di una gravidanza quando fa freddo.

Un altro interessante adattamento al freddo e’ il pelo di questo animale: e’ completamente idrorepellente, il che gli impedisce di ghiacciare in condizioni di freddo intenso. Sfortunatamente per il ghiottone, questa peculiarita’ e’ stata sfruttata per farci gli orli dei cappucci degli eskimo o i rivestimenti delle giacche, il che tradotto significa che i ghiottoni sono animali che rientrano nella fur trade, tra gli animali cacciati per la pelliccia.

Non solo questo. In Finlandia i ghiottoni uccidono le renne e le pecore, qualche volta, e mangiano gli animali presi al laccio nelle trappole dei cacciatori, lasciandoli con un palmo di naso. Sono anche distruttivi nei capanni di caccia perche’ fanno fuori tutte le scorte di cibo, anche in scatola. Tradotto, questo ha autorizzato per un lunghissimo periodo di tempo lo sterminio indiscriminato dei ghiottoni in quanto competitori dei cacciatori bipedi: i cacciatori li odiano anche perche’ sanno come evitare le trappole: o le capovolgono, o tirano dentro un ramo facendole scattare a vuoto: veramente impressionante! In piu’, la pelliccia di ghiottone ha anche un certo valore economico (in Alaska valeva 200$ nel 1993). Il risultato? naturalmente, che l’areale del ghiottone e’ in ritirata e il numero di animali in declino quasi ovunque (tranne la Svezia che ha sempre adottato una politica di protezione e di rimborso agli allevatori per i danni). Sono completamente estinti negli Stati Uniti, in Polonia e nel sud del Canada, e altrove non se la passano benissimo. Cio’ che li ha salvati dall’essere spazzati via e’ la loro intelligenza nell’evitare le trappole e la loro bassa densita’. Non oso tuttavia pensare a cosa succedera’ con i cambiamenti climatici e la conseguente variazione degli habitat freddi, anche se ora si stanno attivando quasi ovunque politiche di protezione per questo animale, che resta misterioso per moltissimi aspetti.

A pensarci bene, la risposta alla domanda iniziale era sbagliata: “Qual’e’ l’animale piu’ feroce del mondo? E’ il leone? La tigre? Il lupo? L’orso?”

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Published by tupaia on maggio 2nd, 2008 tagged mammiferi, predatori


25 Responses to “La belva dei ghiacci: il ghiottone (Gulo gulo)”

  1. Palmiro Pangloss Says:

    Mi sa che sottovaluti il peso medio delle alci. AFAIK e’ piu’ sui 400Kg, dei maschi almeno.

  2. Marco Ferrari Says:

    Il corrispondente africano del ghiottone è la mellivora (Mellivora capensis che scaccia i leoni dalle prede e le iene non le guarda nemmeno. E’ piccolotta e chiatta, robustissima e con le pelle un po’ lassa; resiste anche al veleno dei serpenti. E segue gli indicatori alla ricerca del miele (anche se la cosa è controversa).

  3. tupaia Says:

    Marco: ma non si chiama ratele in italiano? pensavo di fare un post anche su di lei quindi a questo punto mi urge capire come si chiama nella nostra lingua.

    Palmiro: il problema era dare un peso di massima di riferimento. I dati che ho dicono che una femmina di alce pesa tra 400 e 800 libbre, ho fatto la media e convertito in chili. Un maschio pesa anche 1000 libbre, cioe’ 500 kg, ma a quel punto ho mediato tra femmine, maschi e cuccioli. Non so se il ghiottone ha la bocca abbastanza grande per spezzare il collo ad un alce maschio, in tutta onesta’…

  4. tupaia Says:

    due misteri legati al ghiottone: 1) perche’ non e’ bianco? 2) perche’ non attacca i campeggiatori? se qualcuno ha delle risposte ben vengano…

  5. peppo Says:

    L’animale più feroce del mondo sei tu, quando scrivi questi post contro la tua stessa specie ;-)
    (…ma ovviamente fai bene e siamo tutti con te)

  6. Marco Ferrari Says:

    Ratele, mellivora o tasso del miele. E’ uguale, non esiste lista ufficiale dei nomi dei mammiferi, come per gli uccelli. Facci lei. Se fai il post, controlla bene la storia degli indicatori, perché io non ho le idee chiare. Sono curioso

  7. Mar Kino Says:

    Ottimo post, come al solito. Faccio il mio solito appunto da rompiballe quale sono: mi suona molto strano che una donnola possa pesare 40g, cioé come un criceto. Vedo meglio un peso da furetto, attorno al mezzo chilo.

  8. tupaia Says:

    Mar kino: sotto mano ho solo il McDonald (Collins), ti ricopio cosa dice: “in Sweden: M.n. nivalis male mean 54g, female mean 35g; M.n. vulgaris male mean 73g, female mean 30g”. E in Svezia dovrebbero a rigor di logica essere un po’ piu’ pesanti.

    googlando trovo: “Il peso può variare nelle femmine dai 40 agli 80 gr; nei maschi da 40 a 120 gr”

    Se hai dati alternativi postali e vediamo di capire dov’e’ il busillis.

  9. MMAX Says:

    Se compro un ghiottone, lo sedo e gli faccio una permanente… IYO mr Inminoranza potrebbe scambiarlo per un Toy Puddle e tenerlo affettuosamente sulle gambe in attesa che si svegli completamente?

    Grazie per la cortese risposta

  10. tupaia Says:

    Mmax: magari a lui lo freghi, ma si insospettirebbe guardando i gatti andare a nascondersi nel piu’ remoto degli angoli della casa….

  11. Mar Kino Says:

    Non ho dati alternativi, mi baso unicamente sulla comparazione con i furetti, che, a quanto ne so, sono grandi più o meno come una donnola.
    Ma, avendo visto donnole solo nei documentari, posso sbagliarmi completamente… :) Mi sa che è stato così

  12. tupaia Says:

    Mar kino: le donnole sono molto piu’ piccole di un furetto, forse confondi con le faine o con le martore. Una donnola sta agevolmente in una mano.

    Allora, te la prendi la topina? se vuoi, scrivimi in pvt

  13. Mar Kino Says:

    Purtroppo non posso prenderti la topina, io non ho la possibilità di arrivare fino in Puglia e tu non riesci (immagino) a venire fino a Bergamo. Mi spiace.
    Ho imparato un’altra cosa nuova sulle donnole e sui mustelidi… :)

  14. maus Says:

    “Allora, te la prendi la topina?”

    ti sembrano domande da fare in pubblico?

  15. tupaia Says:

    maus: com’era quella storia del mal pensante che il malpensiero fa? :-)

  16. Dimitri Says:

    Per lo scoiattolo è il solito problema tra simpatia e realtà. Mi sembra di ricordare di una forma cannibalistica verso i piccoli scoiattolini. Inoltre quando lo vedi sgranocchiare qualcosa di “spappolato” sulla strada non penso siano noccioline.
    L’eterno dilemma tra simpatico e stronzo.

  17. tupaia Says:

    Dimitri: chi ha mai detto che gli scoiattoli mangiano solo noccioline come Cip&Ciop? le predazioni sui nidicoli sono note e documentate, cosi’ come quelle sulle uova. Mangiano all’occorrenza anche invertebrati. Non mi risulta invece in natura il comportamento cannibale sui piccoli, probabilmente una devianza dovuta alla cattivita’, che e’ comunissima in quasi tutti i roditori

  18. L’orologiaio miope » Guelfi e zibellini (Martes zibellina) Says:

    […] avviene tra giugno e agosto. L’embrione, come accade anche in altri mustelidi artici come il ghiottone, non si impianta nell’utero ma resta in diapausa per circa otto mesi, e riprende lo sviluppo […]

  19. Carlo Says:

    Qui il resoconto di una rissa tra un orso bruno e un ghiottone
    http://www.sciencedaily.com/releases/2003/05/030506073236.htm

    e qui dice che sta tornando negli States

    http://www.sciencedaily.com/releases/2008/03/080306144240.htm

  20. franco girardi Says:

    Cacciando pernici bianche in Lapponia (estremo nord dellla Svezia)ho visto due ghiottoni, sembravano due orsetti, bellissimi e timidi, solamente il mio cane si è inquietato ed ha iniziato a ringhiare. I due ghiottoni si sono allontanati saltellando.

  21. fabrizio carbone Says:

    perplesso e molto sulla ferocia del ghiottone. Vivo in finlandia del nord per molti mesi all’anno. E’ un carnivoro, certo, ma la ferocia lasciamola agli umani, insieme a tutte le orribili, possibili, terribili cose che sono capaci di fare…

  22. tupaia Says:

    Fabrizio: se leggi il post sino alla fine, vedrai che sono perfettamente daccordo con te. Resta il fatto che non mi piacerebbe trovarmi faccia a faccia con un ghiottone affamato.
    Che bello, che ci fai in Finlandia del nord, se posso chiedere, a parte mangiare porcini?

  23. heteroteuthis Says:

    Animale stupendo, come tutti i mustelidi.
    Ma il fenomeno dell’overkilling è stato spiegato? è dovuto al movimento delle prede in un luogo ristretto?
    le faine sono ben note per questo comportamento (con leggende annesse), ma anche canidi e felini lo fanno.

    Per vedere un ermellino in azione… http://www.youtube.com/watch?v=IiMhqbR41Rc&feature=related

  24. Francesco Savasta Says:

    Non ha senso cacciarlo, men che meno per la pelliccia perche ritenuta repellente….beh fin quando la indossa lui, lo è, le sue ghiandole secernano un sebo che permette questo. Una volta spogliato dubito che l idrorepellenza sia assicurata alle vostre giacche e cappucci.

  25. Souvenir d'Amerique Says:

    Io ho un pensiero tremendo. Durante la guerra dei sette anni un soldato francese che la sapeva lunga adocchia nel suo Michigan o nel suo Québec un esemplare del tutto eccezionale di questa specie: nota che è più grosso e, nonostante questo, più agile di tutti i suoi simili visti fino ad allora, e talmente temerario da non avere alcuna paura a spingersi verso sud, anche a un passo dagli umani. Insomma, un prodigio tra i prodigi, roba da non lasciarsi sfuggire. Siccome l’esercito francese è in difficoltà, e necessita di “macchine per uccidere” prima che la guerra sia del tutto perduta, il soldato, con il pieno avallo dei suoi superiori, avvicina questa belva, le dà tutto il cibo che vuole e, in un certo senso, la addomestica. Cioè, la allena a riconoscere il suo nutritore e quelli come lui, e ne tira fuori una speciale forma di aggressività, dirigendola non tanto contro il nemico in uniforme rossa, che gira armato, quanto piuttosto contro esploratori notturni, informatori infiltrati, salmerie britanniche. E il ghiottone compie con sbalorditiva bravura il suo lavoro. Tuttavia la guerra viene persa lo stesso… e a questo punto il francese che cosa fa? Anziché lasciare che la natura faccia il suo corso, commette una delle cose più folli e criminali della storia. Affezionatosi com’è alla sua macchina di morte e alla sua famigliola (quasi certamente deve avere seguito il suo ghiottone all’accoppiamento con qualche altro esemplare di grossa stazza e ha curato dalla nascita qualche suo cucciolotto, che promette di diventare a sua volta una potenza non meno micidiale del padre), non li lascia tutti lì, dove li ha trovati. No, se li carica su una nave, grazie a qualche permesso o complicità inconfessabile, e se li porta con sé in Europa, nella sua tenuta di campagna, nell’ameno Gévaudan, Francia del sud. Lì, insieme ai suoi ritrovati parenti, escogita lontano da orecchie e occhi indiscreti un buon metodo per mantenere questi miracoli della natura: recinti grandi ma anche riparati all’occorrenza, una cura assidua e una discreta libertà di movimento; un po’ come faranno quei nostalgici delle guerre mondiali che si richiuderanno nei garage di campagna i vecchi biplani e i carri armati in disuso. Solo che in questo caso non c’è bisogno né di olio né di lucido. Ogni tanto basta lasciare libere le care bestiole, perché vadano a rinverdire i fasti della loro vita allo stato selvatico. Senonché, nel Gévaudan ci sono ampi spazi, sì, ma pochi lupi, tutti piuttosto compatti ed avvisati, pochissimi orsi, nessun alce, poche prede degne di questo nome. E allora i cari ghiottoni in libera uscita, come s’arrangiano? Riorientano i loro gusti: appena fuori dai boschi ci sono pascoli, e sui pascoli ci sono vacche, un po’ grossette, e i bambini e le ragazzine che guardano quegli armenti, prede dalla stazza giusta. E incomincia la strage. A un certo punto i nostalgici di campagna capiscono che il loro familiare, il geniale reduce d’America, si è portato in Francia, forse, un piccolo problema. E che contromisura prendono? Quella di abbozzare. Pensano tra di loro: va be’, che vuoi che sia. Garzoncelli, pastorelle, prole di morti di fame analfabeti, piccola racaille, esseri in fondo utili a poco. Si può fare, lasciamo correre. Campa, ghiottone. La peste e il tifo ne uccidono di più, solitamente. Tanto, poi, in questa vecchia società europea dominata dall’aristocrazia, che peraltro è tutta parcheggiata a Versailles, chi vuoi che si accorga di qualche bimbo sgozzato tra i boschi di quaggiù? Noi faremo finta di niente. Al limite, quando non ne potremo fare a meno, richiuderemo le nostre amate macchine per uccidere nei recinti, o dovunque nessuno potrà vedere o capire… e se qualcuno vorrà essere così testardo o impiccione da chiedercene davvero conto (ma chissà se mai qualcuno lo farà), alla fine, al limite, quando e se non avremo altra scelta, ci penseremo noi stessi ad abbatterle. Con grande dispiacere e rammarico. Per i nostri rari, eccezionali e amati souvenirs d’Amerique, si capisce; non certo per altro, o altri.

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