Il Troodon ovvero: i cammini dell’evoluzione

It is entirely bipedal and therefore chic

Robert Mash

 

Come ogni sera il curatore del museo di paleontologia si attarda tra i reperti. I suoi preferiti sono i fossili dei primi mammiferi del cretacico. “Erano piccoli e notturni anche allora”, pensa, ogni volta ammirato “ma con un cervello grande quasi quanto il nostro. Chissa’ come si sarebbero evoluti se noi ci fossimo estinti, chissa’ se sarebbero potuti diventare simili a noi, evolvendosi. Magari sarebbero potuti diventare forme di vita intelligenti…” Sfiora con le tre dita della mano destra uno dei fossili, pensoso, poi decide di andare a casa: e’ tardi, deve dare il cambio a sua moglie nella cova e c’e’ arrosto di tupaia per cena.

Se pensate che questa sia una storiella di maniera, sappiate anche illustri scienziati hanno accarezzato idee analoghe. Ma cominciamo dall’inizio.

Nel 1855 Ferdinand Hayden trovo’ dei fossili in Montana durante una spedizione geologica, alla confluenza dei fiumi troodontooth.GIFJudith e Missouri. Per classificarli li spedi’ al paleontologo Joseph Leidy all’accademia di Scienze Naturali a Filadelfia. All’epoca la paleontologia era agli albori, il termine dinosauro era stato coniato da una dozzina d’anni da Richard Owen e non si avevano le idee molto chiare. Tra i vari fossili Leidy trovo’ un dente e assunse che si trattasse di uno squalo tipo Carcharodon angustidens salvo poi descriverlo come quello di un “lacertide” (lacertian in inglese). Lo chiamo’ Troodon, che vuol dire “dente lacerante” per via dell’orlo seghettato. Altri paleontologi in seguito attribuirono questo dente a un “megalosauride”, poi a un dinosauro erbivoro quadrupede, poi a un dinosauro carnivoro.

Il proprietario del dente rimase pero’ avvolto nel mistero per oltre un secolo: fu solo nel 1967 che nello stato di Alberta in Canada trovarono altre ossa fossili di Troodon (arti, per lo piu’). Poi, nel 1983, per pura fortuna il paleontologo Phil Currie trovo’ vicino al museo dove lavorava, sempre ad Alberta in Canada, una mandibola fossile, e il cranio. Oggi e’ uno dei dinosauri meglio conosciuti, poiche’ sono stati reperiti un’altra ventina di esemplari, nidi, uova contenenti embrioni.

troodon-3.jpg

Troodon formosus. Disegno tratto da: mexat.com

Il Troodon formosus (conosciuto anche come Stenonychosaurus inequalis) visse molto vicino al limite K/T, alla fine del cretacico, quando si estinsero i dinosauri 65 milioni di anni fa. Come dinosauro era piuttosto piccolo, essendo lungo (coda inclusa), tre metri e pesante 40-50 kg: in posizione eretta era poco piu’ basso di un uomo. Apparteneva al gruppo dei Coelurosauria, l’ordine da cui si sono originati gli uccelli e infatti era completamente bipede, con le ossa cave e con l’articolazione del gomito piegata come gli uccelli (non aveva le braccine piccole come un T. rex ma lunghe in proporzione, ed era agile e snello). Quasi certamente era ricoperto di piume. Il muso era allungato e, come si sara’ intuito, pieno di denti seghettati e laceranti. Le zampe posteriori erano lunghe e il secondo dito del piede era portato sollevato: aveva un artiglio a falce molto affilato usato probabilmente per la difesa e per l’offesa e non per la deambulazione (l’idea di portarlo sollevato e’ buona, l’unghia non si consuma e resta affilata).

Fino a qui, tutto normale. Complessivamente la descrizione assomiglia a quella di un grosso Velociraptor o di un piccolo Deinonychus (N.B.: quelli che in Jurassc Park vengono chiamati Velociraptor sono in realta’ i molto piu’ grossi Deynonychus, di cui sono una buona ricostruzione: presumo che il pubblico americano non sarebbe riuscito a pronunciare la parola Deinonychus, mentre Velociraptor e’ un nome che rende bene il concetto. Il vero velociraptor pero’ era grosso poco meno di un tacchino e non avrebbe fatto molta paura, da cui lo scambio). Con questi e con altri dinosauri carnivori spartiva la nicchia ecologica, specializzandosi sulla dimensione della preda e sulle tecniche di agguato, come fanno oggi leopardo e ghepardo. Troodon pero’ aveva delle specializzazioni che lo rendono unico tra i dinosauri, e il motivo di questi adattamenti era principalmente uno: era specializzato, si pensa, nel predare mammiferi.

Gli adattamenti sono:

  • il cervello piu’ grande tra tutti i dinosauri, grande quanto quello di un odierno emu’, e si pensa avesse l’intelligenza di un opossum;
  • gli occhi grandi adattati per vedere al buio e posti frontalmente per avere visione tridimensionale;
  • la mano con tre dita di cui un dito opponibile rispettoo agli altri due, in modo da conferirgli la presa di una mano.

I mammiferi dell’epoca erano grossi quanto un ratto, notturni e molto veloci. Per catturarli ci voleva quindi un animale veloce, agile, in grado di vedere al buio e di ghermire la preda con precisione millimetrica. Probabilmente ci voleva anche un’intelligenza comparabile (mediamente il predatore e’ intelligente quanto o piu’ della preda, basti pensare alle pecore e ai lupi: un predatore stupido sarebbe facilmente eluso dalla preda).

In realta’ il Troodon non mangiava solo mammiferi ma anche lucertole e altri dinosauri piu’ piccoli. Qualche autore sostiene pero’ che in realta’ la dentatura sarebbe da onnivoro e non da carnivoro stretto, quindi non e’ escluso si

troodon-egg.gif

nutrisse anche di vegetali, magari frutta e semi come fanno volpi e faine (all’epoca facevano capolino le prime angiosperme, le piante da fiore). Quando cacciava pero’ formava branchi di numerosi animali e si ipotizza avesse una struttura sociale complessa.

Dopo l’accoppiamento la femmina deponeva due uova alla volta a intervalli di tempo cadenzati (non sappiamo se ogni giorno o meno di frequente); se vi chiedete come fanno a saperlo, e’ semplice: erano raggruppate a gruppi di due in nidi che ne ospitano un numero pari; questo suggerisce che aveva due ovai e due ovidotti funzionali, al contrario degli uccelli moderni che ne hanno uno solo, e come i suoi antenati coccodrilli. Il nido era a terra senza vegetazione di supporto, e si pensa che almeno un genitore covasse per almeno parte del tempo (hanno trovato adulti in prossimita’ dei nidi fossili), il che ci dice che erano omeotermi (a sangue caldo), nel caso qualcuno avesse ancora dubbi su cio’. I pulcini erano precoci (e questo lo si sa dalla struttura fisica degli embrioni fossilizzatisi nelle uova) e i genitori avevano cure parentali (brevi) anche dopo la schiusa. Chissa’ che piacere fare imprintare su di se un pulcino di troodon!

Ricostruzione di uovo di Troodon. Foto da: www.dinosaur-world.com

Dunque, riassumendo, vediamo un po’ se ci ricorda qualcuno che conosciamo: bipede, con le mani prensili, un cervello grande, gli occhi con visione 3D, struttura sociale, cure parentali, dieta onnivora.

Nessuno? Neanche a me.

Invece a Dawe Russel, paleontologo canadese del museo di Ottawa, ricordavano gli esseri umani. Talmente tanto, da dinosauroid4.jpgipotizzare nel suo articolo del 1982: “Reconstruction of the small Cretaceous theropod Stenonychosaurus inequalis and a hypothetical dinosauroid”, che se i dinosauri non si fossero estinti al limite K/T, il Troodon avrebbe potuto evolvere caratteristiche umanoidi e trasformarsi in un “dinosauroide”. Il cervello avrebbe aumentato le proprie dimensioni, richiedendo un collo piu’ corto per reggere il peso della testa. Contemporaneamente la coda sarebbe scomparsa, non essendo piu’ necessaria per bilanciare il corpo, il muso si sarebbe accorciato (prese le proporzione dagli embrioni di pulcino di gallina) e la creatura avrebbe avuto una stazione eretta come la nostra. Le mani avrebbero avuto ancora tre dita, col pollice opponibile, e i genitali sarebbero stati interni come accade nei rettili; niente mammelle, ovviamente, caratteristiche dei mammiferi. La pelle la immaginava coperta di squame, gli occhi grandi. Avrebbero avuto un ombelico, suggeriva Russel, perche’ per nutrire un cervello grande e’ necessaria una placenta Il parto renderebbe necessaria una pelvi larga e la manipolazione richiederebbe spalle. E invece che parlare avrebbe cinguettato.
Qualcuno e’ andato oltre Russel sostenendo che non abbiamo prove che questo non sia effettivamente successo 65 milioni di anni fa: la specie umana ha giusto un milioncino di anni e sta lavorando attivamente alla propria estinzione. Un milione di anni in tempi geologici sono niente, e questo spiegherebbe la mancanza di ritrovamenti di fossili di dinosauroidi. Anzi, sarebbero stati proprio loro, con la loro intelligenza superiore, a causare la catastrofe che ha portato all’estinzione loro e degli altri dinosauri.

I maniaci delle cospirazioni dicono anche che non si sono estinti ma sono diventati quelli che chiamiamo rettiliani, ma vabbe’…

dinosauroid-rs-both.jpg

L’idea di Russel non sta in piedi, tuttavia, e per un sacco di buoni motivi, diversi da quelli dei primi critici di Russel che criticavano il bauplan verticale e le mani, ritenendo valido quello orizzontale e la manipolazione con becco e piedi come gli uccelli moderni (ma il troodon le mani le aveva gia’…).

Innanzi tutto, a che serviva il cervello al troodon? non si discute che fosse intelligente, ma quasi certamente buona parte del cervello era deputata a coordinare la vista e gli arti anteriori, il che non e’ sinonimo di intelligenza, basta osservare uno struzzo per dieci minuti per convincersene. Del resto a noi mammiferi l’intelligenza si e’ sviluppata per accrescimento dei lobi esterni del cervello, mentre agli uccelli per accrescimento del corpo striato. Il che suggerisce che l’intelligenza sia di tipo differente in ogni caso, e non paragonabile, tra mammiferi e uccelli: se fossimo coesistiti, non ci saremmo comunque capiti coi nostri cervelli analoghi.

In secondo luogo, la ricostruzione di Russel e’ un distillato puro di finalismo nell’evoluzione. Come dice Darren Nash nella sua critica a Russel: “Essentially the message is that the human body plan is the ‘best’ body plan for a big-brained tetrapod” (in sostanza il messaggio e’ che il modello del piano corporeo umano e’ il miglior piano corporeo per un teropode con un cervello grande). Tra i tanti modi in cui un troodon avrebbe potuto evolversi, perche’ mai avrebbe dovuto convergere verso una enorme intelligenza e una forma antropomorfa? Le “Troodontesse” magari avrebbero scelto il piumaggio come caratteristica da selezionare, o la lunghezza dell’artiglio dei piedi. O qualunque altra cosa che non cambiasse il bauplan da saurisco. Se riavvolgiamo il film della vita sulla terra, e partiamo da un proto-lemure, se cambiano le condizioni al contorno (clima, cibo, predatori) possiamo davvero pensare di riottenere la specie umana? La logica ci dice di no. La sopravvivenza del piu’ adatto non vuol dire piu’ adatto in assoluto, ma piu’ adatto nel suo micro-contesto, nell'”entangled bank” di cui parlava Darwin, che non vale piu’ un attimo dopo, se la famosa farfalla (Papilio tempestae, la chiama Terry Pratchett) ha battuto le maledette ali a Shangai, o dove le pare. Perche’ dovremmo anche lontanamente supporre che un dinosauro ripercorra passo passo le nostre stesse tappe, con tutti i fattori ambientali differenti? Del resto, noi siamo l’unico caso di combinazione cervello grande/statura eretta. Pappagalli, corvi, balene, delfini, tupaie, cani, ma anche gorilla, che hanno un indice di encefalizzazione (rapporto massa del cervello/massa corporea) elevato, non hanno una stazione eretta. Cosa ci fa supporre, se non antropocentrismo, che la nostra combinazione sia la migliore al punto che l’evoluzione debba convergervi?

In ogni caso, un’ipotesi possiamo lanciarci a postularla. Se non si fossero estinti i Troodon e i loro simili, i principali predatori dei nostri antenati simili a Scandentia (Tupaie) oggi i mammiferi sarebbero ben diversi da come sono ora, e certamente ora noi non saremmo qui a leggere (o scrivere) blog.

Hat tip: Barak Obama rettiliano

Published by tupaia on luglio 17th, 2008 tagged Dinosauri, Estinti!, evoluzione, misteri, notturni, predatori


20 Responses to “Il Troodon ovvero: i cammini dell’evoluzione”

  1. Marco Ferrari Says:

    Sì, sì, d’accordo, antropomorfo non va bene perché… antropomorfo. Ma secondo m devi storicizzare un po’. Al tempo quasi nessuno si faceva queste pippe mentali, e tutti pensavano che la forma umana fosse la migliore in assoluto per un animale dotato di intelligenza “elevata”. Non sapevamo niente (mi ci metto anch’io, allora da poco laureato in etologia) di elefanti, oranghi e corvi della Caledonia. Sembravano un po’ meno stupidi solo gli scimpanzé. E quindi Russell quello ha fatto. Solo con il divulgativo “Animali dopo l’uomo” e altri libri qualcuno ha cominciato a pensare che non fossimo poi così perfetti.
    Infine, non ho capito l’accenno ai coccodrilli: antenati di chi?

    Marco

    P. S. Se devo aspettare tanto per un post come questo, aspetto molto volentieri. Prenditi tutto il tempo che vuoi, se poi produci questi

  2. falecius Says:

    Io avevo cominciato a scriverlo, un racconto di sci-fi coi dinosauroidi evoluti dai troodon, ma molto meno umanoidi di quelli del tizio. Mi sono incartato nel cercare di capire cosa avrebbe potuto farli evolvere in quel modo.

  3. danilo Says:

    Harry Harrison (a proposito, padre fantasioso, nevvero?) ci ha già fatto su tre libri. Immagino possa bastare…

    Danilo

  4. maus Says:

    “mediamente il predatore e’ intelligente quanto o piu’ della preda”

    di certo non è il caso dei serpenti che, seppure affascinanti, sono completamente cretini rispetto alle loro topesche prede…

  5. Stefano Says:

    Magnetico, io l’ho letto come fosse un racconto di Sherlock Holmes.

    Marco: nonostante il contesto storico, è comunque sempre un grave errore quello del finalismo in biologia, anche se è uno dei più comuni e più difficili da tenero sotto controllo, per chi è del mestiere. I grandi scienziati anche del passato solitamente non fanno ricorso al finalismo, o comunque non basano mai le loro teorie su presupposti finalistici. Pensiamo ad esempio a Mendel, tanto per prenderne uno. Darwin un po’ antropomorfizzava, e sappiamo che era l’influenza della sua cultura, ma la struttura della sua teoria non è stata influenzata più di tanto da questo dettaglio, perchè comunque i presupposti erano corretti.

    Parlando d’altro: il discorso della stazione eretta e dello sviluppo contemporaneo dell’intelligenza “laterale” (dei lobi) è per ora esclusivo dell’uomo. Possibile che in passato nessun altro animale abbia mai mostrato questa tendenza, nemmeno alla lontana?

    Danilo: Harry Harrison è un grande (a parte il nome da cantante jazz degli anni 20).

  6. Marco Ferrari Says:

    @Stefano. Il problema non era il finalismo, anche perché sono convinto che Dale Russell non lo fosse, ma l’antropomorfismo. Il dinosauroide di Russell assomigliava all’uomo non perché l’evoluzione conducesse per forza all’uomo (per questo discorso guarda l’ultimo post sul mio blog) ma perché si pensava che la forma umana fosse la migliore dal punto di vista dello sfruttamento dell’intelligenza. Allora Russell pensava che, liberi di evolversi (cioè senza asteroide in testa) i dinosauri avrebbero assunto una forma umanoide. Ma sempre e soltanto all’interno delle dinamiche contingenti dell’evoluzione per selezione naturale. Come quando butti in acqua un mesonichide e lo vedi trasformarsi in una specie cetiforme. Non l’ha pensato all’inizio, di diventare balena, ma l’ambiente lo ha spinto in quella direzione, per convergenza evolutiva. Russell pensava che ogni specie intelligente dovesse convergere verso una forma umanoide. Tutto qua.

    danilo: Ylanè, giusto?

    Marco

  7. danilo Says:

    Marco: giusto. Il buon Harry deve aver letto Russel, a suo tempo.

    Danilo

  8. harmachis Says:

    Certo che è un bel dilemma quello dell’estinzione del K/T, se si pensa che l’omeotermia abbia “salvato” gli uccelli e i mammiferi, ma non i dinosauri (presunti) omeotermi. Che poi sono ancora da considerare dinosauri?

  9. Fabio Manucci Says:

    Ciao

    Ne ho discusso su un mio vecchio blog:
    http://jurassicitaly.blogspot.com/2008/03/lo-so.html

    Piccolo appunto: la ricostruzione che hai inserito…mi pare un po’ bruttina. E’ glabro, brutte le proporzioni e i polsi non mi convincono. Purtroppo, di immagini aggiornate su Troodon, si trova molto poco.

    Ti consiglio queste(ho fatto una veloce ricerca):
    http://www.howardism.org/Philosophy/Questions/Troodon.gif

    http://sheil.deviantart.com/art/Troodontidae-80592932

    “se si pensa che l’omeotermia abbia “salvato” gli uccelli e i mammiferi, ma non i dinosauri (presunti) omeotermi. Che poi sono ancora da considerare dinosauri?”

    Mah…i dinosauri è quasi certo che fossero omeotermi. Poi che alcuni fossero anche omeotermi endotermi è probabile. Troodon e compagni celurosauri(come indicano i fossili cinesi)dovevano essere coperti da un bel piumino. Non per caso, è stato ritrovato anche un Troodontidae nella “posizione dormiente”. Raggomitolato su sé stesso, con la testa sotto l’ala sinistra(come negli uccelli, per mantenere costante la temperatura, mentre dormono) E via dicendo…Che i dinosauri avessero un metabolismo piuttosto elevato, superiore a quello dei rettili viventi, è ormai un dato di fatto…almeno per la maggior parte delle forme. Forse, ci capiremo meglio in futuro…con il progresso degli studi.

    PS: stupenda la serie di Harry Harrison, con i mosasauri di oggi ma…anche lì sono estramemente antropofizzati.
    Vi consiglio questo articoli di Laelaps, per altre versioni dinosauroidi!
    http://scienceblogs.com/tetrapodzoology/2008/03/dinosauroids_2008.php

    Notte

  10. tupaia Says:

    Fabio Manucci: esiste such a thing as “i diritti di copyright” e non tutte le immagini che si trovano sul web si possono inserire senza autorizzazione dell’autore, ahime’. Bisogna accontentarsi di quel che si trova di accessibile, se non si ha il tempo di chiedere prima l’autorizzazione.

  11. tupaia Says:

    Maus: You’ve got a point there, ma io ho scritto “mediamente”, senza scendere nello specifico. Ci sono diverse altre eccezioni a cio’, come i rapaci notturni e i ratti, ma inlinea di massima funziona

  12. tupaia Says:

    Marco: mi spieghi secondo te qual’e’ la differenza, applicata a questo caso, tra antropomorfismo, antropocentrismo e finalismo? Russel e’ andato dritto alla forma umana senza neanche dubbi sulla “necessita'” della forma umana, e questo 25 anni fa, non 250.

  13. Fabio Manucci Says:

    “Fabio Manucci: esiste such a thing as “i diritti di copyright” e non tutte le immagini che si trovano sul web si possono”
    Avrei una domanda: sai se le immagini di Wikipedia sono protette?

    Ciao!

  14. Fabio Manucci Says:

    Ciao Tupaia!
    Volendo, potete usare un disegno che ho fatto tempo fa. E’ sempre un Troodon formosus:
    http://img231.imageshack.us/img231/408/file0263dl5.jpg

  15. Alessandro Says:

    Da assoluto profano (ma curioso onnivoro) ho letto articolo e post e ritengo che l’uomo si sia evoluto così anche perchè non era strutturato come un predatore ma come un preda (parlo dei primi mammiferi in relazione con dinosauri, se non mi sbaglio l’estinzione delle specie che erano “nostre” predatrici avrebbe favorito la nostra evoluzione verso un cervello più grande (votato alla comunicazione e al pensiero astratto), la statura eretta (non essendo più necessario essere “più veloci”), il pollice opponibile (per la manipolazione di oggetti e la creazione di nuovi), un aumento delle dimensioni in conseguenza di un habitat meno pericoloso…avrebbe potuto un dinosauro percorrere la stessa strada?…perchè non lo hanno fatto le scimmie?…l’uomo (homo sapiens) potrebbe essere solo un “caso”? e l’intelligenza..che sia solo un effetto collaterale delle aumentate dimensioni del cervello?

  16. tupaia Says:

    Fabio manucci: le immagini di wiki sono sotto una licenza freecommons e possono essere usate da tutti. proprio per questo, le usano tutti, anche troppo :-P.
    Ogni tanto se c’e’ un’immagine particolarmente interessante ma protetta da copyright chiedo all’autore il permesso di usarla e finora tutti hanno acconsentito, ma il processo porta via alcuni giorni. Solo una volta, con la foto di un ghiottone trovata in un sito non protetto, ho avuto problemi di copyright e mi e’ toccato rimuoverla subito sotto le minacce di un avvocato americano. Da allora cerco di andarci cauta…
    grazie per il tuo disegno, visto che mi autorizzi e non mi fai scrivere dal tuo avvocato lo inserisco appena possibile :P

  17. tupaia Says:

    Alessandro: sul come si sia sviluppata e cosa sia l’intelligenza potremmo star qui a parlarne per anni, temo, senza arrivare a molto. Per questo l’idea del dinosauro antropomorfo e’ risibile

  18. mario Says:

    credo che il troodon fosse molto intelligente.

  19. Bho Says:

    Il dinosauroide è una di quelle fantasie tra scienza è fantascienza che non hanno fondamento e sono buoni solo per gli amanti delle stranezze.
    Non c’è nulla che possa far pensare a questa strada.
    Mi fa solo ridere come un organizzazione seria come la Nasa abbia speso tanti soldi per pagare ‘st’uomo al fine di costruire un ipotetico extraterrestre da un dinosauro.
    Non ci saranno mica altri Troodon a spasso per l’universo?

  20. Rettiliani: un mito ufologico? | BNotizie Magazine Says:

    […] ora alcune considerazioni riportate su un blog, consultabile cliccando qui:“Nel 1855 Ferdinand Hayden trovò dei fossili in Montana durante una spedizione geologica, […]

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