Il pet di Cthulhu: il mistero dell’allucinante Hallucigenia

Anno 550.000.000 a.C (circa): Le terre emerse hanno un aspetto e una posizione molto diversi dall’attuale. Il Canada, ad esempio, era parte di un continente chiamato Laurentia che comprendeva grosso modo l’attuale nord-America e si trovava poco piu’ a sud dell’Equatore. In questi caldi mari canadesi, laddove oggi c’e’ la gelida baia di Hudson, la terra emersa scendeva verticalmente per centinaia di metri in una profonda scogliera. In questo mare tropicale vivevano antichi organismi pluricellulari, diversissimi tra loro. Di questi, alcuni hanno dato origine agli animali attualmente viventi (tra cui la pikaia, un cordato possibilmente nostro antenato); altri invece si sono estinti per sempre, soccombendo alla lotta per la sopravvivenza del piu’ adatto. Insomma, una specie di laboratorio di biologia marina ante-litteram per lo studio applicato delle regole dell’evoluzione.

Anno 545.000.000-525.000.000 a.C. (Circa): le terre emerse sono deserte e completamente disabitate, non c’e’ vegetazione e il suolo e’ soggetto ad un’intensa erosione da parte degli agenti esogeni. Di tanto in tanto, percio’, si verifica una frana che trascina fango e altri detriti finissimi giu’ negli abissi marini. Una di queste frane riempie il mare in corrispondenza della nostra scogliera in Canada, uccidendo di colpo moltissimi degli strani organismi marini che vi abitavano e consentendo, per via dell’assenza di ossigeno, la fossilizzazione anche dei loro tessuti molli. Un fenomeno simile avviene piu’ o meno contemporaneamente (un po prima) anche dall’altro lato del mondo, in quella che e’ oggi la valle di Chengjiang nella Cina centro-meridionale.

Anno 1909. Narra la leggenda che il cavallo della moglie del paleontologo Charles Doolittle Walcott dello Smithsonian Institute si sia fermato di colpo davanti ad una pietra. Il ricercatore, sceso da cavallo, avrebbe spaccato questa roccia trovando il primo fossile di quelle che oggi sono le famosissime argilloscisti di Burgess, patrimonio dell’umanita’ secondo l’UNESCO, e che hanno rivelato finora circa 60.000 fossili, di cui molti di artropodi assolutamente unici. In pratica, cio’ che rimane degli animali morti nella frana paleozoica di cui sopra. Secondo S.J. Gould nel suo “La vita e’ meravigliosa” in realta’ non e’ andata proprio cosi, ma a volte e’ interessante ricordare anche le leggende che circondano le grandi scoperte.

Anno 1977: Simon Conway-Morris, un giovane e ambizioso paleontologo all’epoca, scopre tra i fossili di Burgess, nei cassetti dello Smithsonian Institute dove giacciono i fossili trovati da Walcott, una strana bestiola, questa, per la precisione:

hallucigenia.gif

L’animale era davvero insolito, con una “bizarre, dream-like appearance” come il suo scopritore lo descrisse spiegando il motivo dell’insolito nome attribuitogli, Hallucigenia:hallucigenia2.jpg una testa bulbosa priva di organi di senso, una “coda” mobile e flessibile, un corpo tubulare supportato da sette coppie di spine per camminare, prive di articolazioni, e sette tentacoli carnosi sul dorso ciascuno terminante con una coppia di chele (che servivano per alimentarsi), piu’ sei tentacoli piu’ piccoli sul davanti. Una bestia davvero allucinante.

Da: http://www.ihs.issaquah.wednet.edu

Uno dei principali problemi relativi alla descrizione di Conway-Morris era capire come l’Hallucigenia, sebbene piccola e leggera coi suoi circa 3 cm di lunghezza, potesse camminare su spine non articolate, un’assoluta stranezza nel regno animale. Il paleontologo fornì una spiegazione costruendo un modello, ma era poco credibile. Conway-Morris stesso, in effetti, si rendeva conto della inverosimiglianza della sua ricostruzione, ma obiettava che camminare su un’unica fila di tentacoli sarebbe stato altrettanto improponibile.

Una spiegazione alternativa era sostenuta da altri da scienziati, tra cui alcuni del calibro di S. J. Gould, che proposero che questa bizzarra creatura fosse in realta’ non un animale, ma un pezzo di tentacolo di un animale piu’ grande, come si era gia’ scoperto essere vero per un altro fossile di Burgess, Anomalocaris, ma non si sono mai trovate prove che confermassero questa ipotesi (tutti i fossili di Hallucigenia sono individui isolati). Nel dubbio l’Hallucigenia sparsa, questo il nome specifico dato al fossile, fu classificata tra i Lobopodia, un clade in cui c’era di tutto un po’.

Una possibile brillante soluzione al problema provenne da uno scienziato svedese, Lars Ramsköld, un ex-dentista poi diventato paleontologo per passione. Dopo aver esaminato nei vari musei i fossili di Hallucigenia, lo svedese si convinse che l’animale andava guardato al contrario, cioe’ cosi':

halluci1.jpg

foto da: http://gsc.nrcan.gc.ca

Ramsköld, lavorando col collega cinese Hou Xianguang, capovolse il fossile, ritenendo che la doppia fila di sette spine andasse sul dorso e avesse funzione protettiva, mentre i tentacoli dovevano essere zampe e per tanto essere pari, cioe’ 14 in tutto. Riteneva inoltre che la testa bulbosa non fosse altro che una macchia su alcuni dei fossili. Per provare la sua ipotesi aveva bisogno di mettere le mani su uno dei fossili e cercare la seconda fila di zampe scrostando parte dell’argilla hallucigenia.jpgper vedere cosa c’era sotto. Come grattare via un pezzo di Gioconda per vedere se sotto c’e’ un altro disegno di Leonardo, insomma.

Fortunatamente per Ramsköld, Stephen J. Gould in persona intercesse per lui e gli presto’ i fossili di Hallucigenia conservati al museo di Harvard, come racconta qui lo stesso Gould. Sembrerebbe che il secondo paio di zampe sia stato individuato, ma non e’ quello il punto.

 

Disegno originale di Ramskold con la sua ricostruzione di Hallucigenia

In Europa orientale (Russia e Svezia) e’ stato trovato qualcosa di simile, Xenusion, con spine piu’ corte di Hallucigenia e due file di tentacoli su cui camminare, ed e’ considerato un Onicoforo. Nelle argilloscisti cinesi e’ stato trovato un animale simile, Mycrodiction, con placche rigide ai lati invece che spine e che camminava sui tentacoli (considerato un Lobopode). Al termine di questa successione ci sarebbe Aysheaia, che ha due file di tentacoli ma nessuna difesa, ne’ spine ne’ placche.

In pratica, una sequenza evolutiva pressoche’ completa. Non ci sono dubbi sull’appartenenza filogenetica dell’Aysheaia: e’ certamente un onicoforo, un phylum tuttora esistente di invertebrati terrestri simili a millepiedi e rappresentati oggi da 90 specie. Gli Onycophora, come dice il nome, hanno unghiette alla fine di ogni zampetta carnosa esattamente uguali, tranne che per il numero, alle piccole chele al termine dei tentacoli sulla schiena di Hallucigenia nella ricostruzione di Conway-Morris. Cio’ porrebbe Hallucigenia quindi tra gli onicofori e risolverebbe il mistero.

Rimane un solo dubbio.

Questa e’ Aysheaia:

aysheaia.jpg

Ayheaia con due file di zampe. Foto da: www.pbs.org

Perche’ dei 30 fossili esitenti di Hallucigenia nessuno mostra le due file di zampe, come succede invece con gli altri onicofori fossili? E perche’ lo studio di Ramskold non e’ mai stato considerato assolutamente risolutivo? Il mistero continua…

Published by tupaia on febbraio 23rd, 2008 tagged Estinti!, invertebrati, marini, vermi


31 Responses to “Il pet di Cthulhu: il mistero dell’allucinante Hallucigenia”

  1. falecius Says:

    Bella bestiaccia :)

  2. Dund Says:

    Secondo me Conway-Morris, Gould e Ramsköld hanno sbagliato tutto. Per risolvere il mistero sarebbe bastato chinarsi su un fossile e mormorare:

    “Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu Rl’yeh wgah’nagl fhtagn. Iä! Iä!”

  3. falecius Says:

    Dund: ROTFL! Mi sa che hai ragione!

  4. Dund Says:

    Più inquietante dell’Hallucigenia è la telepatia dell’orologiaio: io penso a una creatura, e dopo qualche giorno si materializza in un post (stavolta pensavo agli Onicofori, eh, mica all’Hallucigenia: c’è un limite a tutto).
    Tra l’altro gli Onicofori sono fantastici. Ho ritrovato nel pc un vecchio wallpaper che avevo con sopra diverse specie, molte con dei pattern cromatici assurdi. E sono capaci di prodezze varie predatorie ed amatorie, ma preferisco che ne parli l’orologiaio in un post dedicato :D

    Domanda stolta da uno che non sa nulla di paleontologia: le leggi fisico-chimiche in base alle quali certa materia si fossilizza e altra no, sono esatte? In altre parole, con quanta certezza i paleontologi possono ricostruire la morfologia e la struttura fisico-chimica originaria delle varie parti dei fossili? Me lo chiedo sempre, e coi fossili di invertebrati poi mi sembra ancora più incredibile. Cioè, di cosa fossero fatte quelle spine, loro lo sanno?

    falecius: siccome il bello di trovare il blog di una mente fulgida è che nelle vicinanze ci saranno altre menti fulgide, siccome non conosco altri islamologi cattolici anarchici, siccome hai letto ‘Gli anni del riso e del sale’ e ho quel che si chiama un vested interest nella cosa…a parte il blog hai un contatto?

  5. Marco Ferrari Says:

    Nel secondo disegno a colori sembra che abbia infilato la testa in una cappella di fungo…
    xDund. non credo si sappia di cosa fossero fatte le spine, ma le scelte non sono molte, considerando che adesso sulla Terra possono essere fatte di chitina, calcare, silice… e poco altro. Se si riesce a capire anche la parentela, si fanno inferenze logiche. I parenti lontani degli insetti avevano le spine di chitina, per esempio. Credo, ma mi devo informare, che anche la struttura fine (se riesci a determinarla) sia importante per sapere che tipo di cristallo o pseudocristallo poteva essere.

  6. tupaia Says:

    Mark: ffiuu, stavolta sono sfuggita all’occhio acuto del mio referee personale, oppure e’ stato troppo buono e non ha voluto segnalarmi incongruenze, a parte il disegno. Visto che la testa dell’Hallucigenia, probabilmente, non esiste, penso che l’artista fosse libero di concedersi la licenza del fungo. Il disegno mi piaceva perche’, tra quelli che ho trovato, e’ quello che rende meglio le spine

  7. tupaia Says:

    Dund: la telepatia funziona meglio di quanto tu non pensi: sono stata a lungo indecisa se scrivere prima degli onicofori o prima dell’Hallucigenia, e ha vinto l’hallucigenia per un soffio. Gli onicofori comunque seguiranno presto, ho letto anche io delle loro prodezze e meritano spazio.

  8. tupaia Says:

    Dund e Falecius: traduzione, prego?

  9. Marco Ferrari Says:

    Vogliamo dirla tutta sul disegno? Non mi risulta che gli onicofori abbiano, o avessero, le zampe articolate. Visto che sono una caratteristica degli Artropodi. O sbaglio?

  10. Dund Says:

    Marco: grazie per i chiarimenti. Sulla filogenesi degli Onicofori: quelli attuali non sono segmentati, a parte la testa, ma i loro antenati lo erano. Dal poco che ho capito nel casino totale che è la sistematica degli Artropodi, gli Onicofori o sono Artropodi, o sono un phylum a se stante, tra Artropodi e Anellidi, o secondo uno studio sul loro sistema nervoso, un ramo precoce dell’evoluzione verso i chelicerati.

    tupaia: nella lingua fittizia (speriamo) degli adepti, dovrebbe significare “nella sua dimora di R’lyeh il morto Cthulhu attende sognando”. Nel corpus di HPL comunque c’è un’altra formula specifica per far rivivere i morti, ma il dio implicato è Yog-Sothoth, per cui andremmo OT :P

  11. Marco Ferrari Says:

    Parlavo di zampe articolate, non della segmentazione del corpo (in fondo dovrebbero essere metamerici anche loro). Non ho trovato nessuna indicazione che le avessero. In fondo artropodi significa “con le zampe articolate”…

  12. falecius Says:

    Dund: La mai mail è falecius [at] yahoo [dot] com.
    Contattami quando vuoi.

  13. tupaia Says:

    Mark: uff,ho cambiato il disegno che non ti piace con quello originale di Ramskold, ora non dovrebbero esserci problemi

  14. tupaia Says:

    Dund: da quello che so io gli onicofori sono o Uniramia, cioe’ artropodi terrestri, o un phylum a se, dipende da con chi parli.

  15. Marco Ferrari Says:

    Mettiamola così. Non vedo l’ora che scriva di onicofori per chiarirmi (o annebbiarmi) ancora di più le idee.
    Poi non ho detto che non mi piaceva il disegno a colori, solo che sembrava avesse la testa come il cappella di un fungo…

  16. danilo Says:

    “Poi non ho detto che non mi piaceva il disegno a colori, solo che sembrava avesse la testa come il cappella di un fungo…”

    Nella fattispecie, Psalliota bispora :-)

  17. Claudio Says:

    Commento OT

    Aggiunta alla cronologia:
    Anno 2008, 16 marzo. Mrs Inminoranza, durante l’house warming a casa di Claudio e Guy, trova una Hallucigenia dentro la ciambella all’ananas mentre ammira i fiori in giardino.

    Questo ovviamente se ci sarai.

    Claudio

  18. Leonardo Migliarini Says:

    Buon 8 Marzo, Mrs. Tupaia_

  19. Dimitri Says:

    Caro Danilo, la vendetta è un piatto che si mangia freddo.
    Agaricus, sono oramai un pò di anni che si è riesumato questo nome generico per i cosidetti prataioli.
    Assolutamente senza cattiveria, per correttezza tassonomica.

  20. tupaia Says:

    Dimitri: mi sono presa la liberta’ di riparare ai casini del tuo script.

    Leonardo: Grazie mille, che bello, qualcuno si e’ ricordato che sotto questa algida cassa toracica batte un cuore femminile ;-P!!!

  21. tupaia Says:

    Claudio: grazie mille per l’invito, al 90% saro’ dei vostri

  22. danilo Says:

    Dimitri, io rimango alla nomenclatura del Cetto. Quando l’ho letto la prima volta era probabilmente innovativa, ora è probabilmente obsoleta, ma io mi capisco, e tanto mi basta. E se la cosa farà storcere il naso a qualche tassonomo, beh, è un vantaggio collaterale, non voluto ma gradito :-)

    Danilo

  23. pangio Says:

    capito per caso su questo blog…bellissimo!!! il mondo della creature strane mi affascina da sempre. In particolare questo animale o non so cosa: stavo pensando ed una cosa assorda…non so se sia possibile. La nostra vita, la vita conosciuta è a base carbonio, il nostro sangue a base ferro, e se quella creatura fosse l’unica forma di vita a base silicio???

    però dai è una cazzata lo sò…

    comunque bellissimo blog

  24. tupaia Says:

    Pangio: grazie! comunque e’ l’antenato degli onicofori, quindi temo sia a base di carbonio. Sul ferro nel sangue al massimo se ne puo’ discutere (anche della presenza di sangue, del resto)

  25. pangio Says:

    certamente…tieni presente che non so cosa sono gli onicofori, dovrei chiedere a mia moglie che è biologa. Io sono laureato in scienze politiche…però che strano essere!!

  26. tupaia Says:

    se scrolli in alto c’e’ anche un post sugli onicofori:
    http://www.lorologiaiomiope.com/?p=244

  27. Gam Says:

    Non sono un biologo nè uno studioso di alcunchè, ma imbattutomi nel tuo blog ne sono rimasto incantato.

    Complimenti per riuscire ad essere divulgativa e molto specifica allo stesso tempo, un traguardo difficile credo, soprattutto in certi ambiti.

    Con scarsissima modestia e applicando il solo uso della logica, viste le nulle credenziali al cospetto tuo e dei postatori abituali, propongo un’ipotetica soluzione al quesito finale:

    Se le spine dell’hallucigenia, da quel che ho capito più lunghe (e dunque più pesanti) di qualunque altra specie affine conosciuta, causassero sono in questo caso una disposizione laterale del corpo dell’animale una volta morto? Una delle due file di zampe verrebbe sempre a trovarsi schiacciata sotto al corpo e quindi nascosta alla vista. O che addirittura (ipotesi molto ignorante, non conoscendo i processi di fossilizzazione) questa disposizione decomponga più velocemente la fila sottostante, per via, chessò, della pressione?

    In attesa di essere insultato rinnovo i complimenti al tuo lavoro, che continuerò a seguire con gusto :)

  28. tupaia Says:

    Gam: sembrerebbe che la seconda fila di zampe ci sia, e che scavando con opportuni procedimenti nell’argilla la si intraveda. Come sospetti, il problema sono i processi di fossilizzazione che sono sempre incompleti.
    Sono contenta che il blog ti piaccia.

  29. Andrea Mameli Says:

    Hallucigenia, creatura delle meraviglie

    Andrea Mameli, marzo 2009. Hallucigenia, riproduzione. Cartapesta e acrilico.

    http://linguaggio-macchina.blogspot.com/2009/03/hallucigenia-creatura-delle-meraviglie.html

  30. Deve Says:

    Secondo me Hallucigenia e’ solo un’appendice di qualche altro animale piu’ grosso. Perche’ non si e’ trovato? Non saprei dirlo, ma l’osservazione dei fossili fa pensare che H. non potesse essere un animale completo.

  31. tupaia Says:

    Deve: forse, indubbiamente e’ possibile, ed e’ gia’ successo nel caso dell’Anomalocaris. Tuttavia chi ha esaminato il fossile dell’ Hallucigenia da vicino mi pare che non consideri l’ipotesi tra le prime possibilita’.
    Hai qualche dato in proposito a conferma dell’ipotesi “tentacolo”?

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