Il paese delle meraviglie: viaggio nel mondo degli acari della polvere

Cosa succederebbe se all’improvviso, come in un racconto di fantascienza, diventaste piccolissimi, diciamo non piu’ alti di mezzo mm? Il mondo intorno a voi, la vostra stessa casa, il vostro letto, diventerebbero all’improvviso un posto completamente alieno e misterioso.
Provate ad immaginarvi minuscoli, nel vostro letto. Siete avvolti da una morbida penombra e siete circondati da una specie di foresta. La volta sopra di voi e’ un reticolo bianco fatto di corde spesse come gomene e vi sembra di camminare su di un intrico di radici. “Quello lassu’ dev’essere il lenzuolo”, pensate, “e sto camminando sull’ordito del materasso”. Ognuno di noi pensa al proprio letto come ad un posto candido, immacolato e del tutto disabitato (a meno che non sappia di avere un’infestazione di cimici), ma la realta’  e’ molto, molto diversa.

Strane forme si stagliano nella penombra della foresta. Grosse sfere finemente scolpite e decorate sembrano distrattamente lasciate qua e la da uno scultore pazzo, ma sapete che si tratta di polline (la pozione magica che vi ha rimpicciolito vi ha messo un po’ di scienza infusa in testa). Ovunque vedete piccole forme bizzarre dall’aria di minuscole ciliege, ma sapete bene che si tratta di batteri. E’ una foresta di grandi betulle morte, laggiu’ in fondo? No, dev’essere il gatto che ha perso un po’ di peli. Vi inoltrate nella selva pelosa e vi fate strada attraverso grandi lastre bianche che sembrano polistirolo al tatto. Ad un certo punto, un rumore. Disturbato dallo spostamento di una delle lastre e’ comparso questo:

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No, decisamente non siete soli nel vostro letto. Grazie alla pozione magica (mica per altro), lo riconoscete subito: si tratta di Dermatophagoides pteronyssinus, il piu’ comune acaro della polvere europeo. Sapete che e’ solo un grosso bestione innocuo, con i suoi 400 micrometri di lunghezza e’ grosso circa quanto un pony, per voi. Vuole solo la scaglia di forfora che avete appena spostato, gliela lasciate muovendovi pianissimo e indietreggiate prima che il vostro odore di sudore gli metta in testa strane idee. Dopotutto ha mangiato frammenti della vostra pelle da che e’ nato, e’ gia’ abituato al vostro sapore. Poco piu’ in la un movimento vi dice che avete di nuovo compagnia. Corde bianche e mollicce che si propagano ovunque vi fanno capire che siete vicino ad un micelio fungino, una spora che deve aver germinato al calore e all’unidita’ del vostro corpo, la notte. Il micelio e’ circondato da altri pachidermi, che restano li placidi a mangiare il loro fungo senza neanche notarvi.

Ci sono infatti nelle nostre case tredici specie di acaro della polvere propriamente dette, ma tre sono piu’ o meno ubiquitarie e la loro frequenza dipende dal posto dove vi trovate: Dermatophagoides pteronyssinus e’ la specie piu’ frequente in Europa, Dermatophagoides farinae e’ invece la specie piu’ comune in Nord America, e poi c’e in proporzioni minori anche Euroglyphus maynei. I tre costituiscono circa l’80-90% della fauna del vostro letto, e del resto della vostra casa, e tutto sommato sono dei simpatici paciocconi piuttosto utili, contribuendo, con la loro azione di spazzini, ad eliminare le parti del vostro corpo che avete abbandonato in giro, come le scaglie di pelle morta. Oltre che nel letto (con una predilezione per il cuscino, meglio se sintetico), li si ritrova anche in divani, poltrone, tappeti, moquettes, vestiti, cucce del cane, del gatto, etc. Il motivo per cui non ci rendiamo conto della loro presenza e’ che sono troppo piccoli e troppo poco mobili per vederli facilmente ad occhio nudo, ma in un piumone ce ne possono essere qualcosa come 20.000 di queste creature.

La preponderanza di una specie piuttosto che di un’altra dipende tanto dal continente in cui ci si trava che dal clima, ma state pur certi che agli acari della polvere non si sfugge in nessun angolo del globo, sono davvero troppo facili da portare in giro in valigia. D. pteronyssinus preferisce di solito luoghi piu’ freschi ed umidi, ed infatti e’ la specie preponderante nel Regno Unito (la seconda e’ E. maynei). D. farinae invece predilige luoghi piu’ caldi e secchi. Le altre specie hanno ricorrenze geografiche specifiche e sono comunque piu’ rare. E’ possibile in realta’ che le specie siano molte di piu’ ma non se ne sa niente per mancanza di accurate indagini scientifiche. A casa mia, ad esempio, a causa delle follie britanniche sull’edilizia, c’e’ la moquette ovunque, e al di sotto ci sono assi di legno. Sono convinta che a guardare bene, oltre ad individuare Willy, il mio immaginario acaro gigante da compagnia che spaventa i dobermann, ci sono almeno altre 15 specie ancora ignote alla scienza.

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Euroglyphus maynei. Foto: saal-hellwig.de

Sfortunatamente, alcuni di noi possono sviluppare allergie anche gravi a queste bestioline. L’allergene e’ costituito dagli enzimi utilizzati per demolire le scaglie di pelle e che vengono escreti nelle feci. Gli acari hanno la cattiva abitudine di lasciare le escrezioni un po’ dove capita e non e’ difficile immaginare che queste minuscole deiezioni possano essere inalate o anche semplicemente toccate da una persona che dorme o in generale respira. Il corpo dei soggetti allergici reagisce al contatto o all’inalazione degli enzimi digestivi producendo anticorpi, i quali a loro volta inducono la produzione di istamina, una sostanza che causa l’irritazione e la tumefazione delle prime vie aeree.

Se siete allergici, ricordate alcune semplici evidenze sperimentali (ma poi documentatevi presso il vostro medico su cosa fare):

1) la quantita’ di acari dipende dalla temperatura, dall’umidita’ e dall’altitudine. Case fredde e secche in alta montagna ospitano pochi o niente acari, che li non trovano l’ambiente favorevole per vivere e riprodursi; case riscaldate e non deumidificate attivamente, ad altitudini medio-basse, sono tutte piu’ o meno colonizzate da una florida popolazione di acari.

2) Ci vuole un po’ perche’ gli acari colonizzino completamente una casa per cui case nuove ospitano meno acari di case vecchie, anche se questa regola cambia molto in base alle abitudini dei proprietari. Al contrario, l’eta’ di un materasso o di un tappeto non influenza la quantita’ di acari: Hart and Whitehead (1990), ad esempio, hanno trovato un materasso di 6 mesi che supportava una popolazione di 318 acari per 0.1g di polvere e uno di 25 anni che conteneva solo un acaro per 0.1g di polvere

3) Usare l’aspirapolvere sui materassi e sui pavimenti e’ una buona abitudine, ma elimina solo il 10% degli acari, che si aggrappano con le zampine e possono vivere in tutto lo spessore di un materasso, non solo in superficie.

4) in un cuscino di piume, stranamente, ci sono meno acari che in uno di materiale sintetico.

Ma cosa sono questi acari della polvere? I parenti piu’ prossimi degli acari sono i ragni e le zecche e come questi anche gli acari hanno otto zampe. Le femmine sono grandi quasi il doppio dei maschi, ma entrambi hanno un problema: il loro corpo contiene circa il 74% di acqua e a causa della forma ricca di appendici e piatta perdono acqua velocemente, che e’ il motivo per cui prosperano solo in case umide. Le femmine depongono nel corso della loro esistenza 40-80 uova in gruppi di 3-5. Alla schiusa ne nasce una larva con sole sei zampe, che metamorfosa in una ninfa ad otto zampe. Vi sono due stadi di ninfa, dopo di che emerge l’adulto. Dalla deposizione dell’uovo all’adulto passa circa un mese, dopo di che le femmine di D. pteronyssinus vivono un mese, quelle di P. Farinae circa tre mesi, mentre i maschi di entrambe le specie vivono una settantina di giorni.

Esistono 46 specie nella famiglia dei Pyroglifidi e oltre la meta’ vivono esclusivamente come parassiti nei nidi degli uccelli. E’ molto probabile che gli acari delle case si siano evoluti da quelli dei nidi degli uccelli e per fortuna nostra hanno trovato piu’ conveniente una libera vita da saprofiti che una da parassiti. E’ raro che dopo che si imbocca la strada della specializzazione a parassita si torni indietro despecializzandosi, quindi ci dobbiamo considerare doppiamente fortunati. Evidentemente non era conveniente, data l’abbondanza di cibo a disposizione: una persona produce in media 0.5-1g di pelle morta al giorno ma alcune migliaia di acari possono vivere per mesi con solo 0.25 g di cibo. Ci e’ andata di lusso, avere migliaia di bestioline minuscole che vivono nella nostra pelle anziche’ nel nostro letto sarebbe stato increscioso, oltreche’ pruriginoso.

E ora che sappiamo tutto delle creature che stiamo osservando riprendiamo il nostro viaggio al centro del cuscino.

Rimanete per un certo tempo come incantati, al centro della foresta bianca, a guardare le creature di fronte a voi consumare il loro pasto. Ad un certo punto una vibrazione nell’ordito del materasso vi mette in allarme. Dall’intreccio in basso sbuca una zampa munita di artigli e setae che cerca di arpionarvi una gamba, e schivate il colpo per un soffio: vi avrebbe trinciato via l’arto. Cominciate a correre e dall’ordito del materasso sbuca fuori questo:

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Cheyletus eruditus. Foto: Copyright Bild: Dr. rer. nat. J.-Th. Franz

Terrorizzati correte alla cieca, cercando rifugio dove la trama e’ piu’ fitta, mentre il mostro, su otto zampe, guadagna terreno e muove gli orrendi cheliceri posti davanti alla bocca. Un attimo di lucidita’ vi suggerisce la strada: vi avvicinate al gruppo di Dermatophagoides che pascolano e fate in modo che siano tra voi e il mostro. Lo stratagemma, per vostra fortuna, riesce: il mostro, un Cheyletus eruditus, si avventa su un  E. maynei abbrancandolo con gli unghioni posti all’estremita’ delle zampe e mordendolo con gli immensi cheliceri. La vittima si dibatte per un po’ ma poi, pian piano, cede. Il predatore ha iniettato enzimi digestivi all’interno dell’esoscheletro della preda e pian piano ne risucchia i fluidi. Scampata per un soffio, questo “leone” degli acari della polvere era piu’ grosso di voi (le femmine sino a 620 micrometri).

Sfortunatamente (se siete piu’ alti di mezzo millimetro) gli acari predatori costituiscono solo una piccola porzione del numero complessivo di acari, troppo piccola, generalmente, per essere usata come controllo biologico, stranamente piu’ piccola di quello che ci si aspetterebbe in un normale equilibrio preda-predatore. Oltretutto sono piu’ diffusi nei tappeti che nei materassi. E meno male! In assenza di prede adeguate, i Chelytus possono mordere gli occupanti del letto non solo per difesa, ma anche per succhiarne i fluidi corporei. Delle cimici miniaturizzate, praticamente. I Cheyletus di solito associati ai materassi , oltre al gia’ citato C. eruditus (cosa sapra’ che noi non sappiamo?) sono anche C. malaccensis e C. fortis. Poi ci sono generi simili, tipo la spaventosa Cheyletiella parasitivorax capace di mordere gatti econigli quando non trova prede della sua taglia e causare una forma di scabbia in questi animali.

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Cheyletiella omnivorax. foto:(C) University of Missoury

Siete ancora li’ ancarcuatus.jpgsanti per lo spavento, e vi rendete conto che fareste meglio ad allontanarvi velocemente, quando sentite qualcosa di freddo sfiorarvi. E’ un Chortoglyphus arcuatus, delle dimensioni, per voi, di un grosso cane rosa, che sembra incuriosito dalla vostra presenza. Gli enormi cheliceri muniti di “denti” potrebbero farvi veramente male, ma la creatura sembra pacifica e sta facendo l’equivalente acarino di scodinzolare, che suppongo sia agitare le setae dei tarsi. E’, inconfondibilmente, un maschietto: il pene di questa specie e’ infatti costituito da un tubo veramente grosso, curvo e biforcuto alla base, difficile non notarlo. Si siede per studiarvi meglio utilizzando due ventose anali per aderire, poste un po’ piu’ ventralmente rispetto all’estremita’ posteriore del corpo. E’ un incontro fortuito, il vostro “cagnolone” vive piu’ spesso nei granai o nelle dispense, ma capita anche che arrivi nei letti, specie se avete abitudine di far colazione a letto. Peccato che sia stupido, con le sue lunghe zampe sottili e le mascelle potenti ha potentialita’ per diventare un bel levriere.

Chortoglyphus arcuatus. foto:flomy.com

Vi incamminate in direzione della grande montagna, che sapete essere il cuscino, sperando di trovare il modo di tornare nel vostro mondo,  quando, vicino ad un fungo (ma non immaginate la casetta dei puffi, pensate ad un intreccio di ife) vedete un istrice. O almeno, quello che sembra un istrice, con un corpo quasi tondo e lunghissime setae sul dorso. Avvicinandovi notate che puzza anche un pochetto. Si tratta di un Glyciphagus domesticus, un acaro di bocca buona che puo’ vivere praticamente ovunque mangiando funghi. Lo si ritrova, oltre che nel vostro letto, in farina, grano, fieno, semi di lino, tabacco, formaggio, prosciutto, barbabietola, stomaco secco di vitello (!!) nidi di api e uccelli, carta da parati umida, baccala’, capsule petri di laboratorio riempite di agar. Insomma, purche’ ci siano funghi non si fa problemi. Dal canto suo, ci causa dermatiti ed asma. Mangia che devi essere mangiato: nel mentre che osservate la creatura mangiare il suo fungo, sbuca fuori dal nulla Shelob, una cosa che sembra un ragno gigantesco, grande il doppio di voi, e che immediatamente perfora col “becco” il povero G. domesticus. Il nuovo arrivato, Haemogamasus pontiger, occupa praticamente la nicchia ecologica del T. rex, e’ il superpredatore di questo mondo crudele e selvaggio che e’ il vostro letto. Fortunatamente, i cheliceri a forma di becco perperforare gli esoscheletri non vanno molto bene per mordere la carne umana, quindi il mostro di solito si limita a leccare il vostro sangue da ferite gia’ aperte.

Non ne potete piu': scansando quelle che sembrano testuggini giganti ma in realta’ sono Kleemannia plumigera, saltando su alcune decine di larve di Acarus siro, schivando i cheliceri a forma di chela di granchio di Androlaelaps casalis casalis, il generalista del mondo acarino assolutamente onnivoro, correte urlando arrampicandovi sulla grande montagna, nella speranza che qualcuno possa sentirvi e a quel punto un tonfo sordo vi sveglia. Il volume “The mites of Stored Food and Houses” che stavate leggendo e’ caduto per terra dal vostro letto mentre vi agitavate nel sonno. Vi alzate, e andate a dormire sulle nude piastrelle del bagno, dopo aver passato la candeggina.

Referenze:

Hughes, A. M. (1976)  The mites of Stored Food and Houses, Technical Bulletin N. 9,  Her Majesty’s Stationery Office, London, 400 pp

David Crowther, Jane Horwood, Nick Baker, David Thomson, Stephen Pretlove, Ian Ridley and Tadj Oreszczyn, (2000) House Dust Mites and the Built Environment: A Literature Review http://www.ucl.ac.uk/bartlett-housedustmites/Publications/Publications/review10Oct02.pdf

Published by tupaia on aprile 10th, 2010 tagged Anfibi, Ecologia, invertebrati


22 Responses to “Il paese delle meraviglie: viaggio nel mondo degli acari della polvere”

  1. kaone Says:

    Bellissimo! Grazie per questi istruttivi racconti che ci doni.

  2. laperfidanera Says:

    E chi osa più sdraiarsi sul letto? da ora in poi, un’amaca intrecciata con fili di nailon sospesa dal soffitto!

  3. Claudio Says:

    dovresti scrivere romanzi horror! :-D ovviamente con gli acari come protagonisti…

  4. Networm Says:

    Certo che se resistono a 120 chili di nerd che si rotolano sul letto son proprio delle bestioline ammirevoli :D

  5. danilo Says:

    Il solito, ottimo, livello a cui ormai ci hai abituati. Solo, volevo vedere anche le ultime due o tre bestie…

  6. dund Says:

    da spellarsi le mani (e nutrire un altro po’ di acari). comunque tu devi installare il plugin per importare i commenti di friendfeed. ma soprattutto devi fare questo libro (I know, I know).

  7. tupaia Says:

    Danilo: visto uno, visti tutti :)

  8. Landolfi Says:

    Brava, bravissima! Per fortuna da piccolo ho fatto abbastanza schifezze (come mangiare la terra o le cavallette) da essere immune a sensi di ribrezzo. Però chissà quanti sono impressionati da queste cose?

    Sarebbe bello avere una telecamera/microscopio e girare un simile film, magari in 3D…

  9. tupaia Says:

    Landolfi: proporro’ l’idea ai Wachowsky Brothers :)

  10. giorgio Says:

    sono sicuro che adoreresti questo libro:
    Gli scarafaggi non hanno re (Daniel E. Weiss) la storia non e’ tanto diversa

  11. Formalina Says:

    “Nell’acaro viviparo Acarophenox, dove il rapporto fra i sessi è fortemente sbilanciato in favore delle femmine (fino a 20 per un solo maschio), i maschi fecondano le sorelle ancora nel corpo della madre e lì concludono subito dopo la loro esistenza” (Hamilton, 1967)

  12. tupaia Says:

    Cheyletus eruditus, l’acaro predatore, e’ invece partenogenetico. Come nelle api dall’uovo non fecondato mascono maschi, da quello fecondato femmine

  13. Mario Says:

    Posso testimoniare che quando queste bestioline ti capitano sotto l’obiettivo del microscopio mentre stai guardando tutt’altro (per esempio ife di funghi, appunto, e quindi a grande ingrandimento) e non te li aspetti, fanno davvero sobbalzare.
    Poi riprendi subito il tuo normale habitus da gradasso “ho ho ho, è solo un banale acaro…” ma la strizza l’hai presa.

  14. Alessio R- Says:

    clap! clap! clap! (post su tardigradi un giorno?)

  15. tupaia Says:

    Alessio: gia’ scritto, guarda qui: http://www.lorologiaiomiope.com/gli-orsetti-alieni-i-tardigradi/

  16. RERIKA Says:

    e’ vero che l’esposizione di tappeti e materassi ai raggi del sole estivo puo’ aiutare l’eliminazione dei simpatici mostriciattoli?

  17. Alessio R- Says:

    mm, bhè, l’avevo dimenticato ;) (l’avevo pure letto tra l’altro) comunque mi è venuto spontaneo chiedere
    grazie

  18. tupaia Says:

    Rerika: nella misura in cui elimina umidita’ dalle fibre si, ma se la casa non e’ umida di suo non credo faccia molta differenza

  19. Rachel Barnacle Says:

    Perché mi ostino a leggere il tuo blog durante i pasti? Oppure, come in questo caso, la sera prima di andare a letto? Perché – semplicemente – mi ostino a leggere il tuo blog?
    XD

    Bellissimo post.

  20. canadese Says:

    Ciao Tupaia

    ti scrivo per dirti che da poco ho scoperto il tuo blog, ed e’ bellissimo! :)
    Lo leggo con piacere, anche gli interventi che vedo fatti per la maggior parte da gente che e’ appassionata di biologia. Fantastico!

    Ciao

  21. tupaia Says:

    Rachel: masochismo? :)

  22. Ghedo Says:

    Che meraviglia. Gli acari, il post, i commenti, tutto. Grazie! :)

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