Il mistero dell’isola di Guam

Guam e’ la principale isola dell’arcipelago delle Marianne, una delle centinaia di isole vulcaniche sparse nell’oceano Pacifico.

Fu scoperta per la prima volta circa 3500 anni fa da popolazioni originariamente provenienti dall’area Indo-malese  e poi fu riscoperda da Magellano nel 1521.

Inutile dire che i “buoni selvaggi” avevano gia’ provveduto a distruggere le foreste col taglia e brucia prima dell’arrivo degli Europei, e che questi poi ci si misero di buona lena a completare i danni.

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Tra le opere spagnole da menzionare c’e’ una vera e propria pulizia etnica a danno dei Chamorro, la popolazione locale: tra il 1668 e il 1710 la popolazione crollo’ da circa 50.000 a circa 2000 unita’. Prima di allora i Chamorro vengono descritti dai cronisti spagnoli come alti, forti, longevi e incredibilmente esenti da malattie. Dopo la conquista spagnola invece arrivarono, oltre alle armi e all’acciaio, anche le immancabili malattie come vaiolo, morbillo, tubercolosi e lebbra. Con il passare del tempo, le nuove generazioni erano sempre piu’ ibride sia dal punto di vista genetico che culturale. Nel 1898 gli Americani conquistarono l’isola e ne fecero una base nel Pacifico, che fu conquistata dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale e poi nuovamente conquistata dagli americani grazie a pesantissimi bombardamenti. Tutto cio’ naturalmente ha ulteriormente devastato sia i Chamorro sia l’ambiente. Ogni medaglia, pero’, ha il suo rovescio: l’isola e’ stata adibita a deposito nucleare e i tratti gestiti dai militari, circa un terzo dell’isola, sono interdetti a tutti; cio’ ha consentito la ricrescita o la conservazione della foresta nei tratti recintati cosi’ che Guam, a differenza di altre isole del pacifico, conserva una percentuale di territorio coperto da foresta primaria, e la presenza di specie endemiche di piante ed animali, grazie ad una base militare che custodisce testate nucleari. A volte e’ letteralmente vero che dal letame spuntano i fiori.

Fu nel 1902, subito dopo la conquista americana, che i medici occidentali cominciarono a registrare delle morti strane tra la popolazione Chamorro, risalita nel frattempo a circa 10.000 persone, e la misteriosa malattia che portava a questi decessi comincio’ a diffondersi a macchia d’olio tra i locali. La malattia in questione viene chiamata “lytico-bodig”in lingua chamorro e ALS/PDC, Sindrome Laterale Amiotrofica- Complesso Parkinson-Demenza in lingua scientifica (ma io di qui in poi preferisco il Chamorro per semplicita’). Fatto ancora piu’ strano, dopo un periodo esplosivo in cui anche il 30% della popolazione era colpito dalla malattia, non si sono piu’ registrate nuove insorgenze tra persone nate dopo il 1960, ma essendo una malattia a decorso a volte molto lento e a insorgenza tardiva (tra i 25 e i 40 anni), ci sono tutt’ora casi di lytico-bodig a Guam tra le generazioni meno giovani, anche se progressivamente sempre meno e in breve la malattia si estinguera’.

I sintomi del lytico-bodig sono descritti minuziosamente nel bel libro di Oliver Sacks “l’isola dei senza colore”, che da neurologo si e’ a lungo interessato di questo strano fenomeno e delle sue cause. In breve si tratta di una degenerazione neurologica che provoca due tipi fondamentali di sintomi, quelli dell’ALS (lytico), che causa atrofia muscolare e paralisi, con conseguente morte per paralisi dei muscoli respiratori, e quelli del PDC (bodig), che provoca sintomi tipo morbo di Parkinson con tremori e incapacita’ di cominciare un’azione a cui puo’ essere o meno associata demenza tipo morbo di Alzheimer. A volte ad entrambe le sintomatologie si associano anche una paralisi dei muscoli degli occhi e/o una forma di retinopatia. Niente di cui essere allegri, insomma. La malattia ha avuto una prevalenza maggiore al sud dell’isola, piu’ rurale e tradizionale, e tendeva ad avere un andamento su base familiare, per cui alcune famiglie erano molto piu’ colpite di altre, sebbene quasi tutte le famiglie dell’isola abbiano avuto parenti devastati da questa orribile sindrome. Alcune persone che hanno lasciato Guam dopo la guerra sono state colpite dal lytico-bodig nella nuova patria d’adozione anche a distanza  di vent’anni, e alcuni filippini residenti a Guam hanno sviluppato sintomi piu’ o meno compatibili. Nessun caucasico, tuttavia, ha mai preso la malattia.

Tutto cio’ e’ molto interessante, starete pensando, ma cosa diamine c’entra una malattia umana in un blog che parla di animali strani?  A parte ovviamente che anche gli esseri umani sono animali strani, per sapere la risposta temo sia necessario andare avanti nella lettura.

Le cause di questa malattia hanno fatto impazzire i medici per almeno cinquant’anni e solo in tempi recenti, quando la malattia e’ quasi scomparsa, si e’ riusciti a venirne a capo.  I primi medici che conminciarono ad indagare le cause del lytico-bodig (e che capirono che, nonostante la sintomatologia fosse tanto diversa, si trattava di un’unica malattia e non di due) furono gli americani Kurland e Mulder (che non c’entra niente con gli X-files, anche se ci starebbe bene). Tra le possibili cause ipotizzate nel tempo ci sono state:

– mutazione genetica (indimostrata, ma il dubbio viene a causa della tendenza alla familiarita’ e del collo di bottiglia da cui passarono i Chamorro quando furono sterminati dagli spagnoli);

– virus lenti o prioni (mai dimostrati, ma il dubbio era piu’ che lecito: una sindrome del tutto simile era stata individuata in altre popolazioni molto lontane, una in Giappone nella penisola di Kii e due in Irian Jaya (NuovaGuinea), gli Jakai e gli Auyu, popolazioni che non c’entrano niente con quella in cui era endemico il Kuru, la versione locale della mucca pazza dovuta a cannibalismo rituale);

– carenza da metalli e ioni nell’acqua (mai dimostrata, le analisi chimiche sono sempre state contraddittorie e variabili da pozza a pozza);

– avvelenamento da una tossina di origine vegetale.cycas_circinalis.jpg

Quest’ultima ipotesi ha continuato a girare nella testa degli scienziati per cinquant’anni tra alterne fortune. Si tratta di questo: su Guam ci sono delle specie endemiche di cicadee, che sono delle piante antichissime piu’ o meno dall’aspetto di palma. All’epoca dei dinosauri erano la componente principale di tutte le foreste, dato che le Angiosperme, le piante che fanno il fiore, non si erano ancora evolute. Le cicadee sono Gimnosperme come il Gingko  biloba e le conifere (pini, abeti etc), ma presentano una incredibile commistione di caratteri ancestrali e di caratteri altamente evoluti e sono rimaste endemiche solo nell’emisfero australe (anche se conosco un posto in Italia dove le hanno usate per l’alberatura stradale, evviva la fantasia degli assessori!). Tutte le cicadee sono a sessi separati, hanno gli alberi maschi e gli alberi femmina. Gli spermi sono molto grandi, mobili e flagellati, a differenza del polline delle angiosperme, piccolo e immobile che si e’ coevoluto con gli insetti. Le piante femmina non producono un frutto, ovviamente, poiche’ non fanno i fiori, ma fanno un grosso seme rivestito da un tegumento ricco di amido (sarcotesta) da cui si ricava il sago, la principale fonte di amido nel Pacifico.

 A fianco: Cycas circinalis, esemplare di 200 anni e cono femminile

Sfortunatamente il seme delle cicadee e’ velenoso poiche’ contiene almeno due diversi tipi di tossina, MAM (methylazoxyglycoside)  e β-methyl-amino-L-alanina, (BMAA). Il primo composto fa parte di una sostanza detta cicasina che  puo’ provocare avvelenamento con vomito ed e’ epatotossico e cancerogeno, ed e’ responsabile di avvelenamenti anche gravi nel bestiame in Australia (pecore e mucche non si sono coevolute con le cicadee e non sanno evitare il pericolo), e anche in passato di avvelenamenti umani, tipo alcuni marinai del capitano Cook e di de la Pérouse in Australia. La seconda sostanza e’ stata a lungo ritenuta responsabile del lytico-bodig da molti medici che si sono occupati del fenomeno, ma nessuno e’ riuscito ad indurre dei sintomi simili somministrando la sostanza ad animali da laboratorio. I Chamorro oltretutto sottopongono i semi della Cycas circinalis, la piu’ comune cicadea di Guam  (detta anche Cycas micronesica) a dei trattamenti per detossificarli. Resta pero’ il fatto che il BMAA e’ molto simile al BOAA, una tossina che si trova nelle cicerchie e che provoca una malattia degenerativa del sistema nervoso detta latirismo (per quello le nostre nonne tenevano a bagno le cicerchie anche uno o due giorni, cambiando spesso l’acqua; per chi non lo sapesse le cicerchie sono dei ceci piuttosto selvatici originari dell’India che erano molto consumati anche in Italia sino a una cinquantina di anni fa, e che poi sono passati in disuso sia perche’ sono tossici sia perche’ secondo me bisogna davvero aver fame per apprezzarle). Divagazioni a parte, nessuno e’ mai riuscito a provare una correlazione diretta tra il consumo della farina di semi di Cycas e il lytico-bodig, anche perche’ il fadang o federico, cosi’ e’ detta questa farina il lingua locale, e’ stata consumata per secoli senza danni evidenti, e non si conoscono altre neurotossine che agiscono a scoppio ritardato a distanza di vent’anni.

Ma  allora qual’e’ la causa del lytico-bodig? L’unica correlazione che si riusci’ a stabilire dopo vent’anni di studi intensi fu che la malattia era correlata con la preferenza verso il cibo tradizionale Chamorro, e quindi l’agente causale doveva essere nel cibo, ma quale?

E arriviamo alla parte zoologica di questo post, finalmente. Guam e’ un’isola vulcanica e come sempre accade in questi casi gli unici mammiferi che sono riusciti a colonizzarla sono i pipistrelli; nel 1898,  quando Guam passo’ agli americani, ce n’erano tre specie, una di pipistrello insettivoro e due di volpi volanti frugivore. Al giorno d’oggi sopravvivono in tutto sull’isola solo 100 volpi volanti di una delle due specie, Pteropus mariannus, mentre l’altra specie di volpe volante, Pteropus tokudae, e il pipistrello insettivoro Emballonura semicaudata, sono estinti sull’isola, laddove si calcola che Guam era sicuramente in grado di supportare una popolazione di almeno 60.000 volpi volanti. Questi animali avevano delle funzioni fondamentali nell’ecosistema insulare: l’insettivoro ovviamente manteneva sotto controllo la popolazione di insetti, sopratuttto quelli vettori di malattie, e i frugivori agivano come dispersori di semi e quindi favorivano la ricrescita della foresta. Nella dieta dei due Pteropus c’erano tra gli altri pandano, albero del pane, fichi e naturalmente il fadang, il seme delle cicadine. Che ne e’ stato dei pipistrelli di Guam?

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Pteropus mariannus. Foto:  © Merlin Tuttle, guamdawr.org

Come immagino avrete intuito, sono stati tutti mangiati, da almeno due diversi tipi di vertebrato.

Nella cucina tradizionale Chamorro i fanihi (pipistrelli) erano visti come una delikatessen da mangiare in occasioni rituali particolari come matrimoni e feste varie. Venivano catturati ai posatoi (formavano colonie di centinaia di individui) con reti e bastoni, operazione complicatissima perche’ gli animali volavano via appena si accorgevano della presenza dell’uomo. Poi venivano “sbucciati” tipo frutto, bolliti in acqua o latte di cocco e serviti accompagnati sempre da latte di cocco. Si mangiavano interi, testa, ali e tutto compreso. I Chamorro sono cosi’ ghiotti di pipistrelli che tutt’oggi continuano ad importarne da altre isole.

Dobbiamo all’etnobotanico Paul Alan Cox qualche anno fa (2002) l’intuizione che il lytico-bodig fosse legato al consumo di pipistrelli. L’idea e’ che mentre i semi da cui ottenere la farina vengono detossificati da lavaggi accurati, i semi ingeriti dai pipistrelli rilasciano la tossina nel corpo di questi animali, bioaccumulandosi. Il consumo dei pipistrelli induce l’accumulo di BMAA nel sistema nervoso umano e cio’ provoca la malattia. Non e’ ancora chiaro se la lunga latenza sia dovuta al fatto che la tossina e ad azione lenta (sarebbe un caso unico) o alla necessita’ di un lento e progressivo bioaccumulo.

Quello che e’ chiaro invece e’ come mai la malattia e’ cominciata nel 1900 e terminata dopo qualche decennio. Durante la colonizzazione spagnola gli indigeni avevano continuato a vivere -e cacciare- usando i sistemi tradizionali. Quando arrivarono gli americani, tuttavia, si diffuse l’uso delle armi da fuoco. Appostarsi all’imbrunire sotto un posatoio di fanihi e aprire il fuoco appena volano e’ un gioco da ragazzi rispetto ad usare armi neolitiche come reti e bastoni. Il consumo di pipistrelli aumento’ enormemente, anche al di fuori delle feste rituali, e il lytico-bodig si instauro’ nella popolazione come effetto collaterale. Cio’ e’ andato avanti sino a che su Guam ci sono state consistenti colonie di pipistrelli ma il prelievo e’ stato tale da causare un crollo drammatico a poche centinaia di esemplari e fare estinguere due specie su tre.

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Boiga irregularis, licenza creative commons

Non e’ finita qui pero’ per i poveri pipistrelli. Negli anni cinquanta una nave americana porto’ con se’ dall’Australia  un clandestino che sbarco’ su Guam carico di appetito e belle speranze. Si trattava di un serpente, chiamato in inglese semplicemente brown Treesnake, serpente arboricolo marrone, Boiga irregularis. Questo serpente non e’ velenoso e sicuramente non e’ un problema nel suo paese d’origine. Su Guam pero’ non ha trovato ne’ predatori ne’ malattie ne’ competitori (l’unico serpente autoctono, Ramphotyphlops braminus, e’ minuscolo, cieco e fossorio, tanto che i nativi lo consideravano un verme) e ha cominciato a moltiplicarsi a dismisura, al punto da trovarne qualcosa come 13.000 per miglio quadrato, praticamente sono ovunque. Prima ha cominciato a mangiare tutti gli uccelli canori, al punto che si sono tutti estinti su Guam, specie endemiche incluse. Poi finiti quelli e’ passato ai pipistrelli, di cui preda i giovani prima che inizino a volare. Finiti pure i pipistrelli e’ passato alle lucertole, con cui al momento sembra aver trovato un equilibrio.

La colonia superstite di pipistrelli vive, ultraprotetta, nella base americana dove non entra nessuno. I militari concedono pero’ agli scienziati di entrare a studiarli, ma purtroppo non provvedono ad alcun controllo del brown Treesnake, che sta finendo il suo lavoro di gourmet con le baby-volpi volanti. Ogni tanto, spinte da tifoni, arrivano altre volpi volanti dalla vicina isola di Rota  e la popolazione sembra aumentare, per declinare subito dopo nelle pentole dei Chamorro, il che provoca aumenti locali e temporanei nell’insorgenza di lytico-bodig. Un ciclo ecologico perfetto ed equilibrato.

Alcuni dei testi consultati per scrivere questo post:

Kwang-Ming Chen, Ulla K. Craig, Chin-Tian Lee, Robert Haddock, Paul Alan Cox, and Oliver W. Sacks (2002) Cycad neurotoxin, consumption of flying foxes, and ALS/PDC disease in Guam Neurology, Vol. 59, Issue 10, 1664-1665, November 26, 2002

Laqueur, G.L., Mickelsen, O., Whiting, M.G., & Kurland, L.T. 1963. Carcinogenic properties of nuts from Cycas circinalis L. indigenous to Guam. Journal of the National Cancer Research Institute 31: 919-951.

John Pickrell (2003) Bat-Eating Linked to Neurological Illness. National Geographic News, June 13, 2003

Sacks, O. (1996) L’isola dei senza colore. Ed. it Adelphi

Steele JC, McGeer PL (2008). The ALS/PDC syndrome of Guam and the cycad hypothesis. Neurology. May 20;70(21):1984-90

Whiting, M.G. 1963. Toxicity of cycads. Economic Botany 17: 271-302.

http://www.fws.gov/pacificislands/fauna/marianabat.html

http://www.batcon.org/index.php/media-and-info/bats-archives.html?task=viewArticle&magArticleID=277

http://www.fort.usgs.gov/resources/education/bts/invasion/history.asp

Published by tupaia on marzo 6th, 2010 tagged Ecologia, malattie, mammiferi, misteri


25 Responses to “Il mistero dell’isola di Guam”

  1. claudio Says:

    insomma pensano che la malattia sia davvero causata dall’ingestione di carne di pipistrello?

  2. tupaia Says:

    Si, per ora e’ la teoria che va per la maggiore, sino a che non si trovera’ di meglio.

  3. Mr. Tupaia Says:

    Solo una piccola precisazione: le cicerchie sono assolutamente innocue (basta tenerle a bagno come si deve, comunque se non restano in ammollo per 24 ore son troppo dure per essere cotte, quindi il problema non sussiste) e sono *ottime*, come sapresti anche tu se ti fossi degnata di mangiare quelle che mi sono fatto mandare dai miei.

  4. fabristol Says:

    Due cose:
    1) per quanto riguarda il rapporto base militare/conservazione Guam non è un caso isolato. In Sardegna, che è la regione d’Europa con più servitù militari, c’è un territorio di alcune decine di chilometri quadrati nelcomune di Teulada dove ci sono delle spiagge meravigliose, direi dai colori quasi tropicali. E’ una costa bellissima dove tra l’altro nidificano rari rapaci. I teuladini vorrebbero eliminare la base militare per far sviluppare il turismo. Vi lascio immaginare…
    2) sempre parlando di Sardegna il comune di Cagliari ormai da dieci anni usa le cicas come piante ornamentali ormai in tutti i parchi e viali, oltre a palme, palmizi ecc. In effetti sembra di essere in una città medioorientale.

  5. Alessio R- Says:

    sempre bellissimi post (super interessante)

  6. tupaia Says:

    Febristol: adesso che le palme stanno morendo tutte le cycas saranno sempre piu’ usate per le alberature stradali. Peccato che crescano lentamente. Condivido solo parzialmente la cosa della Sardegna e i militari.Alcune earee e’ vero che ne beneficiano da gente armata che tiene lontano il turismo, ma non si sono mai risparmiati di spianare tutto per fare piste di atterraggio o altro se ce n’era la necessita’

  7. Marco Ferrari Says:

    Ho iniziato incuriosito e volevo vedere dove arrivavi. Secondo me è uno dei migliori post che hai scritto. A proposito di “servitù militari” ricordo anche la zona demilitarizzata tra le due Coree, che credo vogliano far diventare un parco. Se le due Coree non si mettono d’accordo per “svilupparla”…

  8. Livio L. Says:

    Concordo con Marco: uno dei post più belli che abbia mai letto.

  9. Marco Ferrari Says:

    uno dei migliori post che tu ABBIA scritto. Scusate.

  10. Yossarian Says:

    Molto bello.

    Stavo pensando e la butto li’, pronto ad essere cazziato:

    Hai scritto che le popolazioni locali dal 1902 iniziarono a cacciare indiscriminatamente i pipistrelli con armi da fuoco.

    Non e’ che il piombo utilizzato nei proiettili potrebbe anch’esso avere qualcosa a che fare con la malattia?

    Mi sembrano sintomi simili a quelli del saturnismo, o avvelenamento da piombo, ed e’ noto che i proiettili di piombo rilasciano sostanze tossiche, tanto che mi sembra ci siano norme precise che regolamentano l’utilizzo di tali munizioni utilizzate nella caccia agli uccelli acquatici.

  11. enrico Says:

    CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP!

  12. tupaia Says:

    Yossarian: no, i sintomi del saturnismo sono molto diversi

    enrico: ti avanza qualche foto di Guam dai tuoi viaggi?

  13. Walt Says:

    Sei riuscita a tirare fuori un bellissimo post da un argomento così complesso, con tutto questo intrecciarsi tra botanica, zoologia, patologia, etnologia, ecologia…
    Complimenti.

  14. enrico Says:

    Mai incluso Guam nei miei giri perche’ e’ troppo pericolosa. Ci sono ancora i soldati giapponesi che non sanno che e’ finita la seconda guerra mondiale. :DDDDDDDDDDD

  15. tupaia Says:

    Enrico: ma pensa a quanti pesci endemici ci devono essere nei suoi corsi d’acqua! Corri! Prima che il Brown Treesnake e gli eventuali pesci alloctoni importati facciano estinguere anche l’ittiofauna locale! :D

  16. enrico Says:

    Ormai a Guam ci sono solo pesci introdotti. C’e’ perfino il black bass e spopolano i ciclidi. Magari Fabietto mi coinvolge in una crociata “salviamo gli stiphodon” e mi porta a pescare astronotus e tilapia a Guam. :DDDD
    A parte gli scherzi ma sei sicura che Boiga irregularis non sia velenoso? In Borneo Boiga dendrophila blocca le sue prede (vipere, lucertole, topi, martin pescatori, etc.) con il veleno. Anche se comunque non risulta pericoloso per l’uomo.

  17. tupaia Says:

    Enrico: si e’ velenoso ma ha i denti veleniferi posti estremamente indietro quindi ha bisogno di introdurre la preda in bocca prima. All’atto pratico non e’ velenoso nell’accezione comune del termine (=non e’ velenoso per l’uomo). Non sono stata piu’ specifica perche’ stavo mettendo gia’ troppa carne al fuoco in quanto a tossine, ma il tuo dubbio e’ perfettamente lecito e giustificato

  18. peppo Says:

    mi hai tenuto incollato fino alla fine… sembra una sceneggiatura! brava ;-)

  19. dund Says:

    io arrivo sempre tardi, ma devo dirti anche io lisa, che con questo e quello sull’olmo (che mi ha fatto piangere il cuore, in irpinia di olmi ce n’erano a migliaia) hai inanellato due dei tuoi post migliori di sempre. un lavoro assolutamente pazzesco. poi mi ha colpito molto il commento di fabristol perché un mio amico naturalista cagliaritano è stato il primo a dirmi anni fa che il mare con la biodiversità meglio conservata in sardegna è quello controllato dai militari (poi è vero che esiste il rovescio della medaglia: vedi i dodici km di litorale laziale dalle parti di foce verde, che l’esercito usa per fare simpatiche esercitazioni di artiglieri in piene duna, pineta e macchione). infine anch’io come mr tupaia spendo due parole pro-cicerchie: sono buonissime e non le coltiva quasi più nessuno, provatele.

  20. Giù Says:

    Bel post! ma nel libro di Sacks non si parlava anche della teoria della carne in scatola o era in un altro caso…

    Giù

  21. tupaia Says:

    Giu': se ne parla in quel libro, ma a proposito di altro, niente a che fare con Guam. Il libro comunque, anche se un po’ datato (e’ del 1996), e’ secondo me uno dei migliori e meno conosciuti di Sacks e lo raccomando vivamente. Peccato che lui all’epoca non sapesse ancora niente dei pipistrelli!

  22. Giù Says:

    Ok Tupaia grazie, l’ho letto una decina di anni fa e non ricordavo bene, concordo che è uno dei migliori di Sacks, merita che gli dia una riletta…

    Giù

  23. Luca Says:

    Arrivo con buoni due anni di ritardo ma accidenti… è il post che mi ha fatto scoprire il blog che trovo fantastico. E, by the way, ho comprato anche il libro. Complimenti

  24. PATRIZIA Says:

    Bellissimo questo pezzo.. Complimenti davvero.. Io credo che la funzione principale di tutte le strutture militari sia proprio quella di mantenere vivo un eco-sistema..:-) Io ci lavoro in una di queste e ti posso assicurare che sembra una riserva naturale (e in effetti lo è!), animali di ogni tipo e specie rare di fiori e piante.. Un paradiso.. ogni tanto anche dal male viene fuori il bene!

  25. Paolo Says:

    Complimenti vivissimi, lei sa essere estremamente interessante e piacevolmente ironica nel trattare argomenti scientifici. Leggerla è un vero piacere. Ho da poco scoperto questo blog, credo che lo visiterò spesso. A presto. Paolo

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