Il drago che c’e’ in noi (Dracunculus medinensis)

Il Dracunculus medinensis (letteralmente significa draghetto di Medina) e’ una creatura che mi ha sempre fatto orripilare. E davanti a tanta orripilazione, non posso fare a meno di pormi da anni una domanda completamente idiota degna del miglior Rat-man. Mi sono tenuta il dubbio finora ma adesso, ispirata dalla lettura del quotidiano, ho deciso di togliermi l’antico dubbio e di fare emergere agli allori della cronaca il draghetto che c’e’ in alcuni di noi.

Quando dico in noi, lo intendo in senso letterale perche’ l’animale in questione e’ un verme nematode parassita dell’uomo (ma anche di cani, cavalli, mucche, lupi, leopardi, e scimmie). E’ un parassita noto all’uomo da tempi biblici ed e’ stato trovato anche in alcune mummie egiziane, ma del suo significato storico si parlera’ in seguito.

Il ciclo vitale e’ un po’ complesso, vediamo di riassumerlo in modo schematico:

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Ciclo vitale di Dracunculus medinensis. Da: stanford.edu

  1. la larva del nematode, lunga circa mezzo mm, e al suo primo stadio (L1) viene secreta in acque potabili, dove puo’ sopravvivere circa 6 giorni se l’acqua e’ limpida, 2-3 settimane se torbida
  2. un piccolo crostaceo dell’ordine dei copepodi, genere Cyclops, detto comunemente pulce d’acqua, si nutre delle larve. La pulce d’acqua e’ di per se innocua e anche abbastanza carina e il suo unico errore e’ trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, visto che a volte il nematode uccide il copepode.
  3. la larva passa dal tratto digestivo alla cavita’ intena (celomatica) del crostaceo, dove compie altre due mute e si ferma al terzo stadio (L3)
  4. se un essere umano o un altro mammifero beve l’acqua contaminata puo’ ingerire la pulce d’acqua, e qui cominciano i guai
  5. Il crostaceo viene digerito dai succhi gastrici ma la larva del nematode no, poiche’ e’ protetta da una guaina resistente
  6. la larva attraversa la mucosa intestinale e raggiunge, tramite i vasi linfatici, il tessuto connettivo retroperitoneale, ovvero nella cavita’ addominale.
  7. Le larve si differenziano morfologicamente in maschi e femmine e si accoppiano. Il maschio, piu’ piccolo, muore e viene assorbito dalla femmina molto piu’ grande. Questo processo avviene dopo circa tre mesi dall’infestazione. Non si sa di cosa si nutre il verme, probabilmente di sangue umano, o suoi componenti.
  8. la femmina a questo punto migra, sempre utilizzando i vasi linfatici, verso i tessuti connettivi sottocutanei, generalmente (nel 90% dei casi) degli arti inferiori. L’ospite, ovvero l’essere umano infettato, non si accorge di nulla di tutte queste manovre.
  9. Nel connettivo la femmina si accresce alla forma adulta, che e’ un vermone lungo circa un metro (60-120 cm) e spesso circa un mm, praticamente un lungo noodle del ristorante cinese. A volte, controluce, si puo’ vedere come un rilievo della pelle. La vagina, equatoriale nella larva, si atrofizza e il tratto digerente scompare sotto la spinta dell’utero che cresce sempre di piu’. Il verme di Guinea, come e’ anche chiamato, e’ infatti viviparo, ovvero partorisce figli vivi senza bisogno di deporre le uova. Una femmina puo’ contenere fino a 3 milioni di larve
  10. quando i tempi sono maturi, la femmina si fa strada nell’epidermide con l’estremita’ anteriore dove forma una vescica cutanea rotonda molto dolorosa. Infatti all’interno c’e’ una sostanza biancastra contenente una tossina e le larve allo stadio L1.
  11. A questo punto, del tutto inopportunamente, il sistema immunitario dell’ospite si accorge che qualcosa non va e scatena una reazione immunitaria che rende il tutto ancor piu’ doloroso (e forse il verme si nutre degli anticorpi!), scatenando un processo infiammatorio. I sintomi sono: rossore e prurito della zona colpita, nausea, vomito, diarrea, stato confusionale, edema, sia per via della tossina che dell’infiammazione.
  12. dopo un tempo da uno a tre giorni la vescica si rompe, l’estremita’ anteriore della femmina esplode (senza ucciderla) e le larve L1 vengono liberate all’esterno (bello non aver bisogno della testa! Farebbe comodo anche ad un sacco di donne). Molto spesso la vittima entra in acqua per cercare di alleviare il dolore o per lavare la ferita e cio’ ovviamente chiude il ciclo.
  13. in media una persona ha 1.8 vermi alla volta, ma si riporta il caso di un malcapitato che ne aveva 14 allo stesso tempo! Lo stesso ospite puo essere infettato piu’ e piu’ volte perche’ il sistema immunitario non e’ efficace contro il parassita.

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Un cyclops, l’ospite intermedio del verme di Medina. Da: microscopy-uk.org

La malattia conseguente si chiama dracunculiasi e le principali complicazioni sono le infezioni secondarie dell’ulcera. Si possono infatti manifestare cellulite, ascessi, tetano, artrite septica (quando il verme muore in un’articolazione, e cio’ fa venire dolori ricorrenti molto violenti) o anche sepsi sistemica, che e’ potenzialmente mortale. Una persona su quattro ha dolori continui un anno dopo l’estrazione del verme e il 5% dei pazienti ha danni permanenti. A volte il verme sbaglia strada e anziche’ negli arti inferiori si puo’ localizzare nel pancreas, nei polmoni, nel tessuto periorbitale (intorno agli occhi), nei testicoli, nel pericardio e nel midollo spinale. La compressione causata da un metro di verme in questi casi forma degli ascessi.

dracunculus.jpg

Nella foto A si osserva la protuberanza cutanea contenente le larve L1, l’estremita’ anteriore della femmina di Dracunculus medinensis e alcune tossine cataboliche. Nella foto B il rigonfiamento si e’ rotto e una piccola porzione del verme e’ fuoriuscito. Da: redbook online

lm93_dracunculus.jpg

Il sistema classico di cura della malattia e’ costituito dall’aspettare la rottura della vescichetta e nell’arrotolarel’estremita’ del verme intorno ad un bastoncino. Pochi cm al giorno, lentamente, il verme viene fuori. Considerando la sua lunghezza, spesso sono necessarie molte settimane per completare il processo, durante i quali bisogna andare in giro con un verme avvolto intorno ad un bastoncino attaccato alla gamba. La dracunculiasi nei paesi dell’Africa centrale (ma questo parassita vive anche in paesi asiatici come India e Pakisthan) e’ la principale causa di assenza prolungata da scuola dei bambini (altro che marinare la scuola!).

Il mio dubbio stupido era: che succede se nell’arrotolarlo il verme si spezza?

Bastoncini per estrarre il verme di Guinea. Da:infektionsbiologie.ch

Ebbene, pare che il dubbio non fosse cosi’ stupido ed e’ un’eventualita’ che puo’ accadere. Ove possibile, infatti si ricorre alla chirurgia per estrarlo, o almeno lo si uccide prima con i farmaci (anche se questo aumenta la possibilita’ di sedi ectopiche, quindi non sempre e’ consigliato) . Se il verme si spezza, degenera e causa ascessi, reazioni allergiche o sepsi dovuta alla risalita di batteri lungo la cavita’ in cui si trovava il verme. A volte il pezzo di verme (o tutto, se muore prima di emergere) puo’ calcificarsi e causare infiammazioni o artrite se il verme e’ in un’articolazione. Se il verme e’ nel midollo spinale, puo’ causare paraplegia.caduceo.jpg

Piccola nota di folklore: il caduceo, il simbolo dei medici, e’ un bastone intorno a cui sono avvolti due serpentelli. Ebbene si pensa che simboleggi proprio il bastoncino per estrarre il verme di Medina.

Inoltre nella Bibbia (Numeri, XXI, 6), si parla di “serpentelli di fuoco” che piagavano gli ebrei durante la traversata del deserto, e parrebbe trattarsi proprio del nostro dracunculo.

Il Dracunculus medinensis mi e’ venuto in mente oggi, mentre leggevo il giornale, perche’ pensavo che sarebbe bello estrarre con un bastoncino magico i pregiudizi e le superstizioni dalla mente delle persone. Via due cm al giorno di pregiudizi, e in qualche settimana si avrebbe un “uomo nuovo”.

Published by tupaia on gennaio 16th, 2008 tagged invertebrati, parassiti, vermi


40 Responses to “Il drago che c’e’ in noi (Dracunculus medinensis)”

  1. falecius Says:

    Faccio fatica a pensare ad una merda peggiore (per quanto la sacculina batta tutto, per quel che ne so). Adesso ho capito di cosa parlavi l’altro giorno, sui nematodi!
    Preciso che “medina” in arabo significa semplicemente città, ed azzardo che probabilmente il nome scientifico del mostriciattolo non viene da quello della città di Medina in Arabia (Yathrib) ma dal fatto che alligna facilmente nelle condizioni igieniche di certi centri città non moderni (ma sarebbe da sapere di più sull’areale). Tra l’altro, il fatto che l’Islam e l’ebraismo abbiano prescrizioni religiose igieniche e di purità, se in generale è utile per prevenire malattie contagiose, in situazioni di affollamento potrebbe facilitare la vita a parassiti di questo genere. (mi immagino che manna possa essere ad esempio la vasca di abluzioni di una moschea; se le larve sopravvivono sei giorni in acqua limpida, sono a posto).
    Non mi è chiarissimo però il ruolo del copepode.
    Altra domanda. ‘Sto stronzo è parassita specifico dell’uomo o è generico per tutti i mammiferi, magari?

  2. falecius Says:

    Sempre a proposito di areale, arriva o arrivava al mediterraneo orientale? Perché se no l’idea sull’origine del caudceo non mi pare granché fondata (certo, c’è l’accenno ai “serpentelli di fuoco” biblici, ma mi vengono diverse altre interpretazioni possibili di quel passo che non hanno ache fare coi nematodi). E sempre in tema biblico, secondo te lo iemosco è kasher?

  3. tupaia Says:

    L’areale di distribuzione _moderno_ e’ il seguente: Asia (India, Iran, Pakistan, Afghanistan, Turkestan, USSR), Africa (Valle del Nilo, Africa Centrale,Africa Orientale), Indonesia, Fiji, Brasile.
    Direi quindi che per il caduceo ci siamo. Riguardo alla Medina in Arabia non so dirti, l’areale di distribuzione si sta restringendo grazie alle tecniche di profilassi e disinfezione delle acque potabili. Sicuramente le condizioni di sovraffollamento sono una causa importante e la tua idea di una vasca di abluzione come vettore mi pare piu’ che probabile in zone di scarsita’ d’acqua.
    Il copepode e’ l’ospite intermedio, senza il quale non puo’ avvenire la maturazione della larva. Eliminando i cyclops dall’acqua, infatti, si elimina il rischio di infestazione. Praticamente il parassita ha due ospiti nella sua vita: il cyclops e l’uomo. mancando uno dei due il ciclo vitale si interrompe.
    Lo “stronzo” (che per me e’ peggio della sacculina, perche’ la sacculina e’ un problema dei granchi, ma il dracunculus e’ un problema mio) infesta anche alcuni altri mammiferi, li ho elencati nel post.
    Lo iemosco non e’ kosher di sicuro, rumina e non ha lo zoccolo fesso, ha quattro dita per piede.

  4. falecius Says:

    “altri mammiferi, li ho elencati nel post.”
    scusa, mi era sfuggito. Nessuno dei posti che hai citato tranne la valle del Nilo (se la estendi all’Egitto) arriva alle zone attorno al mediterraneo in cui potrebbe essere nato il caduceo, ma da quello che mi dici ha senso che in passato la bestiaccia potesse vivere anche in Medio oriente e Grecia, e anche a Medina/Yathrib.

  5. falecius Says:

    Sul paragone con la sacculina, stavo facendo un discorso astratto, ovviamente, anche immedesimandomi un po’ nell’eventuale punto di vista dei granchi.

  6. tupaia Says:

    Falecius, se lo hanno trovato nelle mummie egiziane (sei distratto, stasera ;-P) di certo c’era in egitto, anche se ora ovviamente e’ debellato. Altro non so.

  7. falecius Says:

    Sì, ero un po’ rinco :P

  8. Miguel Martinez Says:

    Faccio confusione con la bilharzia. E’ la stessa roba, o semplicemente ci somiglia?

    No, pigramente non sono andato nemmeno su Google per controllare, prima di assillarti, ma magari potrebbe essere un tema interessante di discussione.

  9. falecius Says:

    Tupaia, ti volevo chiedere un parere per una raccontino di fantascienza che sto elaborando, anche se non c’entra col post…
    Secondo te quale clade di mammiferi terrestri, oltre a quello dei primati e agli Scandentia, ha avuto o ha più possibilità di sviluppare forme elevate di intelligenza?

  10. Andrea Says:

    Questo post mi ha fatto fare un bel tuffo nostalgico nel passato, ai tempi del primo corso di patologia – con qualche tocco gore in più, che non guasta mai.

    @MMartinez: sono cose diverse, ma hanno in comune il fatto di essere decisamente sgradevoli.

  11. Davide Says:

    Una volta un matematico ha detto che ci sono due cose che sorprendono della matematica: la prima è l’efficacia con la quale si riesce ad applicarla alla fisica, e la seconda è l’inefficacia che essa dimostra quando venga applicata alla biologia.

    Non è chiaro se questa radicale differenza sia prodotta da una oggettiva incompatibilità della matematica rispetto alla biologia, o se invece sia il prodotto di un atteggiamento psicologico divergente degli appassionati di matematica e di biologica.

    Psicologicamente il matematico e il fisico hanno la forma mentale del cultore delle scienza esatte: amano le figure geometriche regolari, riducono i processi a degli algoritmi ben definiti e si interessano solo di fenomeni riproducibili con la massima precisione. Ai loro occhi il biologo appare quasi come un “feticista delle frattaglie”. Nietzsche direbbe forse che il fisico e il matematico sono “apollinei”, mentre il biologo è “dionisiaco”.

    Volendo fare della psicologia spicciola e approssimativa, nel cultore delle scienze “dure e pure” potremmo scorgere l’austerità del puritano, che spesso è un figlio maschio primogenito. Invece la biologia sguazza “inter urinas et faeces”, in quelle cose che incuriosiscono le donne e i fratelli piccoli (le domande su come nascono i bambini, eccetera).

    Sembrerebbero due mondi incompatibili, divisi dall’oggetto, dal metodo e dalle passioni. Tuttavia c’è quella certa curiosità per il diverso che a volte può portare a connubi fecondi (ops!), mostrando agli uni prospettive che sfuggono agli altri.

    Così – se ti va di leggere una cosa che per il taglio e l’impostazione ti apparirà probabilmente molto pallosa – avrei scritto ‘sta roba qua, stimolato per altro da alcune cose che hai scritto negli ultimi tempi:

    http://groups.google.com/group/it.cultura.filosofia/msg/4d8e92d14b36517f

  12. tupaia Says:

    @ Miguel: la bilharziosi e’ quella schifezza per cui non bisogna bere l’acqua degli acquari. Cioe’, questa e’ la leggenda metropolitana che mi raccontarono quando avevo l’acquario, ma da noi non c’e’, e’ una malattia tropicale. Ha le chiocciole come ospite intermedio (io avevo l’acquario pieno di lumachine che mi pulivano le pareti dalle alghe) e colpisce il fegato, che io sappia. Di vermi parassiti ce ne sono a bizzeffe, mentre cercavo foto per questo post mi son capitate sotto gli occhi cose da non dormirci la notte… non ti consiglio di googlare, se vuoi la mia opinione.

  13. tupaia Says:

    @falecius: i cetacei non vanno bene perche’ sono acquatici?
    Innanzi tutto bisognerebbe definire intelligenza, che e’ la parte complicata. Parliamo di dimensioni del cervello, di capacita’ d socializzazione, di capacita’ di manipolazione o che? Tranne noi umani, nessun altro animale ha queste tre capacita’ allo stesso tempo, quindi bisogna un po’ vedere. Tra le specie piu’ “intelligenti” antropomorficamente parlando (cetacei a parte) ci sono tutte le specie sociali e onnivore. Cio’ vale per i ratti e i cani, ma anche per i pappagalli o le taccole, che sanno manipolare oggetti, e i polpi. Anche le volpi volanti pare se la cavino piuttosto bene. Se e’ per un racconto, io voto per i ratti, comunque.

  14. tupaia Says:

    @ Andrea: non immaginavo tu fossi un biologo, sul tuo blog parli di tutt’altro, creature cieche e segmentate a parte.

    @ Davide: mi pare che nel tuo post tu riproponga su una base termodinamica la vecchia argomentazione darwiniana dell’orologiaio (quindi sei nel posto giusto, qui ;-P).
    Se gli va di risponderti, penso che dovresti scambiare le tue idee con Danilo, che ha idee leggermente differenti da te a proposito della prevedibilita’ matamatica di un sistema caotico come quello biologico

  15. falecius Says:

    i cetacei non vanno bene perche’ sono acquatici?

    Esatto.

    Tranne noi umani, nessun altro animale ha queste tre capacita’ allo stesso tempo, quindi bisogna un po’ vedere.

    “umani” inteso come “ominidi”? Comunque sì, intendevo intelligenza in senso “antropomorfo”

    Cio’ vale per i ratti e i cani, ma anche per i pappagalli o le taccole, che sanno manipolare oggetti, e i polpi.

    Taccole, pappagalli e polpi non sono mammiferi, (ed in effetti avrei dovuto restringere ai placentati afroteri e laurasiateri; ma vabbé).
    C’è un bel racconto che riguarda dei corvi intelligenti ed un altro del grande del Rey sui cani, per i ratti mi viene in mente una storia di Alfred Bester (basata su idee lamarckiste, ma è di decenni fa) e quel cartone di Don Bluth. Sinceramente all’inizio pensavo ai suini (o comunque ai ruminanti, che però tendono ad essere erbivori)… è idiota supporre che evolvano un grugno prensile? L’idea di un roditore intelligente mi stuzzica; come si chiamano quegli affari che hanno il comportamento sociale delle formiche?

  16. falecius Says:

    Ovviamente, “ruminanti” sopra, è una distrazione: volevo dire “ungulati”.

  17. Dund Says:

    Nulla batte l’orrore soprannaturale del sarcoma di Sticker, ma i nematodi ce la mettono tutta. E’ vero che meno di un quarto del totale delle specie è parassita (ma sono sempre 15.000), e che si va da cosucce simpatiche come le anguillule dell’aceto alle filarie che spazzavano via intere collezioni di scimmie africane negli zoo senza che se ne capisse il perchè. La cosa che mi colpisce di più è la complessità dei cicli vitali di questi affari, e la varietà dei vettori e ospiti intermedi.
    Un mio vecchio amico, nematode chiamato Camallanus cotti, parassita l’intestino dei pesci, causando ischemia e necrosi. Per fortuna ha anche l’elegante abitudine di sporgere per un buon terzo della sua lunghezza dall’ano della vittima, il che lo rende facile da individuare. A questo punto, desistendo dall’impulso di rimuoverlo manualmente, sfilandolo – la testa a fresa ha una presa molto tenace sulla parete dell’intestino, immaginate cosa succederebbe – andate a procurarvi il farmaco d’elezione, che è un antielmintico specifico per uso veterinario, altamente tossico. L’equivalente generico costa la metà ma guarda caso, non è mai disponibile. Inoltre, mancando veterinari che si bevano la frottola del gatto/cane da sverminare urgentemente (“ma non aveva 7 anni?”), dovrete ricorrere a tutta la vostra suasoria per far mollare la medicina al farmacista senza ricetta, o giocare la carta dell’onestà e raccontargli la tragedia dei pesci coi parassiti all’intestino, di fronte a tutte le pensionate del quartiere venute a farsi misurare la pressione.
    Alla fine del trattamento buona parte dei pesci morirà comunque, per mancata espulsione dei parassiti morti, o in seguito alle lesioni necrotiche e/o infezioni secondarie riportate.
    Mi perdonerete questi aneddoti che poco arricchiscono la discussione, ma ho spesso l’urgenza di raccotarli e per qualche strano motivo sono apprezzati più in questi contesti che all’aperitivo con gli amici.

  18. tupaia Says:

    @ Dund: mi piace questo vermone, e’ un peccato che resti qui nascosto tra i commenti. Se aggiungi due parole sul ciclo vitale del cestode copincollo e lo mettiamo come post a se, se ti va. Hai il mio indirizzo e-mail?

    @ Falecius: eterocefalo glabro, ma non so quanto sia intelligente. E’ uno degli animali in lista d’attesa per un post qui. Il grugno prensile non e’ un’idea peregrina, chiedi agli elefanti se non ci credi.

    “Taccole, pappagalli e polpi non sono mammiferi”

    ma no? non l’avrei mai detto! ;-P (era solo per ampliare il range di scelta)

  19. Angelica Says:

    Ciao! Ho trovato qualche tempo fa il tuo blog e rinnovo i miei sentiti complimenti perchè è davvero bello.

    Per quanto riguarda il simbolo delle farmacie di cui accenni sul post, c’è un’argomentazione differente: ti lascio alcuni link se vuoi approfondire:

    http://www.karch.ch/karch/i/rep/el/elco.html
    http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761569046/Colubro_di_Esculapio.html

    In realtà in effetti si parla del simbolo della medicina, ma penso che il significato in questo caso possa essere analogo :-)

    Ciao e a rileggerTi presto ;)

  20. Angelica Says:

    (Pardon!!!! Parlavi dell’emblema dei medici e non delle farmacie, mi son confusa io!!!)

  21. tupaia Says:

    Angelica: cosa? come? dove? devo essermi persa qualcosa…

  22. Dund Says:

    Tupaia…volentieri, grazie! Però ora mi hai messo nei pasticci, nel senso che il simpaticone è sia monoxeno che eteroxeno, a quanto pare. Cioè ‘normalmente’ l’L1 ha come ospite i copepodi ciclopoidi (poveri, sempre a loro), che vengono predati dai pesci, eccetera. Ma poichè sopravvive, anzi ormai infesta ubiquitariamente, anche impianti di stabulazione e acquari, dove non si vede un Cyclops per settimane, si è pensato che all’occorrenza, il nematode abbia un ciclo vitale diretto. Se sia vero, e come passi in questo caso ai pesci, non lo so, perchè non sono abbonato a nessuna pubblicazione e degli articoli online ovviamente posso leggere solo gli abstract (ho i link se ti interessano). Può andare?

    Ho l’indirizzo rimasto impigliato nella rete degli scoiattoli. Altrimenti, se non vedi il mio inserito nel form del commento, te lo scrivo qui, con lo spelling anti-spam ;-D

  23. Marco Ferrari Says:

    Ciao, ho trovato solo ora il raccontino, e mi viene in mente un errore che ho fatto spesso (da ora in poi, non più). Com’era la storia che il maiale è stato vietato nell’Islam per ragioni sanitarie? Ho letto che era anche perché conteneva un parassita, e ho pensato che fosse proprio il dracunculo. Ma visto che non ha il maiale come ospite intermedio, chi è il colpevole del fatto che i musulmani non si mangiano il prosciutto?
    Ciao

    P. S. Ho firmato

  24. falecius Says:

    “Ma visto che non ha il maiale come ospite intermedio, chi è il colpevole del fatto che i musulmani non si mangiano il prosciutto?”

    Gli ebrei, come al solito :D. Seriamente, ho sentito un sacco di spiegazioni diverse, ma credo che le più fondate siano storico-culturali più che igienico-sanitarie.

  25. falecius Says:

    Sempre per Marco: con una breve ricerca trovo che il maiale trasmette un altro nematode, la Trichinella Spiralis. Immagino si tratti di quello.

  26. tupaia Says:

    Marco: io ho sempre ritenuto fosse per la tenia (Taenia solium), che ha infatti il maiale come ospite intermedio con una elevatissima specificita’ d’ospite. Trichinella spiralis invece, AFAIK, infetta diversi tipi di mammiferi, quindi non avrebbe molto senso proibire il maiale e infestarsi comunque mangiando altro.
    C’e’ anche un problema ecologico, i maiali non sono molto efficienti nell’ingrassare e favoriscono zone umide e boschive; in territorio semidesertico e’ uno spreco allevare maiali piuttosto che pecore e capre.
    Sono naturalmente supposizioni mie, quando l’ho chiesto ad un rabbino mi ha risposto in mogo vago e piu’ o meno sullo stile “perche’ cosi’ c’e’ scritto sulla bibbia”, seppure non escludesse che il veto avesse origini pratiche.

  27. tupaia Says:

    @Angelica: Certamente Elaphe longissima _e’_ il colubro di esculapio, purtuttavia, non riesco ad immaginare nessun motivo pratico per cui un medico debba avere a che fare con una serpe lunga e non velenosa. Ok che mangia i topi, ma a quel punto sarebbe meglio arrotolare un gatto intorno al caduceo… ;-P A me pare piu’ sensata l’associazione col dracunculo e il suo bastoncino. Ma rientriamo nel campo delle speculazioni, ovviamente.

  28. tupaia Says:

    Dund: Ma chi sei? sei qualcuno che ho conosciuto in piemonte? per il cestode, tu scrivi, poi si emenda, nel caso. Puoi contattarmi via mail a: lisapuntosignorilegasteropodepolmonatog mailpuntocom l’altro indirizzo non funziona piu’.
    oppure via skype col nickname prunella-mudularis. MSN non lo so usare…

  29. falecius Says:

    Tupaia, sappi che se hai winzoz, MSN è la cosa più facile del mondo. Ma sospetto che tu abbia (fortunella!) qualcosa come linux. Al che, invidia, e basta. (Vista è il peggior OS di sempre, I grant).
    la spiegazione del rabbino è coerente con l’ottica ebraica (ortodossa, AFAIK) ed musulmana (old-style, sempre AFAIK). Se Dio parla, uomini, artiodattili e nematodi tacciono, fine. Mi pare abbastanza ovvio che allevare suini in zona Mecca & Medina sia una cazzata a prescindere, per questo do la colpa al Complottone pluto-paperin-giudaico-sionista (fuor di metafora, al fatto che, oltre a ragioni ambientali e climatiche & igienico-sanitarie al fatto che l’Islam eredita parte delle norme di purità ebraiche senza tanti perché e percome).
    Sottolineo che in linea di massima il Corano basa i suoi criteri di impurità sulle norme alimentari degli arabi pre-islamici, ed il maiale è una delle poche eccezioni (mi baso sulla traduzione di Piccardo e non sul testo arabo, nel dirlo). Queste norme coincidono in modo consistente, ma non totale, con quelle ebraiche; la differenza pratica più rilevante è che il cammello è puro per i musulmani e non per gli ebrei; di base, tutti i cibi kasher sono anche halal, mentre non è vero il contrario.
    Altro non so, al momento.

  30. tupaia Says:

    Falecius: sul portatile ho winzozz, e ho anche installato MSN, solo che non mi ricordo piu’ username e password. Diciamo che rifaccio il login con nuovi un e pw, poi come contatto la gente?

  31. falecius Says:

    Uhm, non so, credo che dovresti reinserire a mano tutti i contatti, sai che palle.

  32. Andrea Says:

    @Tupaia: sì, sono biologo, anche se d’indirizzo fisiopatologico – insomma, non saprei catalogare a colpo d’occhio il Dracunculus, ma di malattie repellenti ne conosco assai.

    Sul blog parlo d’altro perchè rendere cos’ morbosamente affascinante l’elettrofisiologia cardiaca è impresa superiore alle mie forze ;)

  33. Dund Says:

    Tupaia…no, purtroppo non ho il piacere di conoscerti. Ho solo avuto la sfacciataggine di cercare un nome-e-cognome in Google (scoprendo tra l’altro dei meravigliosi articoli di fisica e biochimica applicate all’arte culinaria) :-P
    Appena ho tempo faccio le integrazioni sul ciclo vitale e ti invio il tutto su gmail, con piena facoltà di editing e emendament.
    Intanto ti ho fatto richiesta su Skype. Grazie ancora!

  34. danilo Says:

    Falecius: per quel che ne so, il maiale viene tranquillamente allevato sui monti dell’Atlante (sia pur senza vantarsene) dai musulmani. Il problema del maiale è che, in assenza di bosco, deve essere nutrito con robe che potrebbero mangiare anche gli uomini, a differenza di tutte quelle altre cose kosher che zampettano in giro. Il senso c’è…

    Danilo

  35. falecius Says:

    la cosa dell’allevamento del maiale sull’atlante mi giunge nuova, ma nn mi sorprende.
    In fondo Algeria e Tunisia sono grandi esportatori di vino. Però noto una grossa differenza tra alcolici e maiale, nella pratica; nella mia esperienza, molti musulmani bevono alcolici o sono incuriositi dal farlo, ma è molto più raro che mangino maiale; credo che la carne di maiale nel Nordafrica abbia un mercato veramente minimo e che l’allevamento di cui parli sia indirizzato all’esportazione; naturalmente le condizioni igieniche ed ambientali del Nordafrica e dei deserti arabo sono diverse.

  36. tupaia Says:

    Dund: non ho ricevuto nulla su skype.
    Ti ringrazio :-). Mi mancano gli articoli dello Spicchio d’aglio, quelli della scienza in cucina, ma non ho molto tempo. La redattrice oltretutto sara’ furiosa con me, sono sparita nel nulla…

  37. Angelica Says:

    Ciao, scusami, ti rispondo solo ora! Elaphe longhissima, o colubro di Esculapio, avrebbe molto a che fare con la medicina, in quanto Escluapio è proprio il dio della medicina. :-)

    Infatti non dico che la tua versione sia sbagliata ma che conosco una argomentazione differente.

    In ogni caso credo che entrambe le versioni siano molto affascinanti :-) E magari l’una ha a vedere con l’altra, io non lo so, però potrebbe anche essere!
    (ps. ma scrivi tantissimoooo, non riesco a stare dietro a tutti i tuoi post, ora devo recuperare :-) )

  38. tupaia Says:

    angelica: a essere onesti non e’ la mia versione, e’ un’interpretazione che gira e che trovavo carina.
    scrivo meno di quel che vorrei, ahime’.

  39. maisele Says:

    PRUNELLA MODULARIS?!

    ma rotfl, ha ragione mmax!

  40. tupaia Says:

    Maisele: che hai contro la signorina silvietta? il problema semmai e’ che Mmax e’ un vecchio talpone ;-P
    Ci vediamo a forli’?

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