Il coleottero dei tappeti, Anthrenus verbasci

Il piu’ grosso problema dell’Inghilterra risale a quando le legioni romane la abbandonarono. Fine della civilta’, punto. Non si sono mai ripresi dal trauma, e se da un lato si sono tecnologicizzati e hanno acquisito una attenzione verso il sociale e l’ambiente del tutto invidiabile, dall’altro sembra che siano da poco venuti fuori dalle caverne.

La barbarie degli isolani (per altri versi ottime persone) e’ infatti ben visibile quando si esaminano le case. L’ultima casa in muratura credo sia stata costruita nel 300 d.C., da allora in poi tutte le case sono state costruite in legno e mattoni rossi di argilla (con l’eccezione ovviamente dei grattacieli di Londra, per fortuna in cemento armato e non in bambu’). Se non ci fossero stati i romani, probabilmente abiterebbero ancora in capanne di paglia e sterco di vacca. Gli inverni inglesi, almeno nella parte meridionale dell’isola, non sono piu’ freddi di quelli del nord Italia per via della corrente del Golfo, quindi il freddo non e’ una scusa.

Tra la base della casa (in cemento nei casi fortunati, se no in legno) e il pavimento c’e’ di solito un’intercapedine che diventa ben presto un’autostrada per qualsivoglia artropode (ma anche roditori, nei casi sfortunati) che riesca a vivere a questa latitudine. A ricoprire le travi di legno del pavimento c’e’ la moquette. Ovunque, spesso anche in bagno sotto il water e a volte in cucina.

Che c’entra, direte voi, l’eccentricita’ edile britannica con un blog che parla di animali brutti? Semplice, basta vivere in Inghilterra e munirsi di lentino per avere tutte le ispirazioni che uno desidera. Basta guardarsi intorno.

L’ultima ispirazione che mi e’ svolazzata intorno sono stati un paio di adulti di coleottero dei tappeti, Anthrenus verbasci, la settimana scorsa quando la maledetta moquette e’ stata rimossa al 90% , giusto per rendere la vita delle bestioline un po’ piu’ varia ed interessante.

Anthrenus verbasci. Gli adulti solo lunghi circa 3 mm. foto: ces.csiro.au

La prima volta che mi sono imbattuta in questo coleottero, anni fa, l’ho scambiato per una coccinella strana e l’ho fatto identificare, e la risposta non mi e’ piaciuta affatto: il coleottero dei tappeti (carpet beatle) e’ un infestante le cui larve si nutrono di qualunque residuo animale: lana, seta, pellicce, piume, insetti morti etc e nelle case possono fare danni a vestiti e arredamento, oltre che a causare dermatiti. L’adulto si nutre di polline e non e’ un problema, il problema sono le larve sotto la moquette. Onestamente, a me non hanno mai fatto danno ne’ ho mai visto le larve in giro per casa (sono bruchi con entrambe le estremita’ pelose lunghi 4-5 mm) ma vedere gli adulti in giro non e’ mai un buon segno. Immagino che il loro fast food fosse la moquette o l’intercapedine sotto il pavimento.

Se metto pero’ da parte il casus belli personale, devo ammettere che questi insetti sono estremamente interessanti sotto diversi punti di vista. Di loro, i coleotteri del genere Anthrenus sono saprofiti nei nidi degli uccelli, in particolare quelli che fanno il nido sui tetti e negli attici, dove si nutrono di piume, resti animali vari e resti di altri insetti, fungono insomma da spazzini e sotto questo punto di vista sono benecifi. L’adattamento dai nidi alle case ha richiesto tempi brevi, evolutivamente parlando, e siamo in presenza di un’evidente transizione. Non e’ impossibile che prima o poi avvenga la speciazione, da una parte gli Anthrenus che rimarranno nei nidi, dall’altra quelli che diventeranno decisamente legati alle nostre case, come e’ gia’ successo per gli acari e le cimici dei materassi. La tendenza verso la specializzazione e’ di solito sempre una spinta potente, evolutivamente parlando. Non e’ neanche da escludersi che gli Anthrenus seguano il percorso che stanno seguendo gli acari della polvere, e che dal nutrirsi di parti di animali morti comincino a nutrirsi di animali vivi, cioe’ voi.

Larva di Anthrenus verbasci, chiamata amichevolmente dagli inglesi “wolly bear”, orsetto peloso. Foto: Joseph Berger, Bugwood.org

La seconda caratteristica interessante dei coleotteri dei tappeti e’ la scoperta che questi animali seguono in natura un ritmo circadiano molto preciso legato alla temperatura e al fotoperiodo (lunghezza delle ore di luce e di buio). Bella forza, direte voi, tutti gli animali sono legati ai ritmi circannuali. Non e’ esattamente cosi’.  Le larve di questi coleotteri, anche al buio completo del vostro armadio o della mia intercapedine, si sviluppano tutte insieme con una precisione impressionante. Il ciclo vitale delle larve, oltretutto, e’ complicato, perche’ ci sono dei cicli di attivita’ e inerzia nello sviluppo della larva dipendenti da parecchi fattori. Quando le larve si trovano non all’aperto nei nidi degli uccelli, dove si sono primariamente evolute, ma in condizioni di temperatura, luce e umidita’ costante, come in un armadio, riescono comunque a mantenere un bioritmo sincronizzato, completamente diverso da quello che si osserva all’aperto, ma comunque tale da garantire lo sviluppo all’unisono delle larve.

Perche’ questo accada e’ difficile a dirsi, immagino sia un comportamento antipredatorio. Il peggiore nemico naturale di Anthrenus verbasci e’ infatti una piccola vespa parassitoide, Laelius pedatus, specializzata nel deporre le sue uova dentro le larve del coleottero dei tappeti. Potrebbe essere una bella arma biologica contro le infestazioni del coleottero, ma non so quanti di noi sarebbero disposti a convivere con delle vespe per salvare un golfino di lana.

 

Referenze:

Blake, G. M. (1958). Diapause and the regulation of development in Anthrenus verbasci (L.) (Col., Dermestidae). Bull, ent. Res. 49 pp. 751-775.

ResearchBlogging.orgBlake, G. M. (1959). Control of diapause by an ‘ internal clock ‘ in Anthrenus verbasci (L.) (Col., Dermestidae) Nature : 10.1038/183126a0

 


Published by tupaia on maggio 10th, 2011 tagged Insetti, invertebrati, saprofagi


12 Responses to “Il coleottero dei tappeti, Anthrenus verbasci”

  1. Moreno Says:

    Un inglese non sarebbe molto felice di leggere questo post :-)

    Interessante.. E anche un po’ inquietante!! Potrebbe ispirare un bel film dell’orrore dal titolo “Il risveglio delle larve”..

  2. falecius Says:

    Si fotta il golfino di lana, le vespe parassitoidi mi fanno orrore (o meglio, mi fa orrore la loro modalità di nutrire le larve).

  3. kuroid Says:

    @falecius: anche i tarli del legno hanno le loro brave vespine parassitoidi, con l’aggravante che le loro punzecchiature sono estremamente irritanti per la pelle dell’uomo (gen. Scleroderma) e sono comunissime anche nelle case italiane…

  4. Flep66 Says:

    A me l’idea di avere uno stormo di vespe come guardie del corpo, affascina moltissimo! Anzi, adesso che me l’hai messa giù così, sogno d’essere scortato su 3-5 vespe cabro fedelissime pronte a scagliarsi su qualsiasi obiettivo a comando… E ancora: c’è qualcosa, diverso da una rondine, che afferra zanzare al volo?
    Ah, quoto appieno le critiche alla cultura igienica della perfida Albione. ^___^

  5. Marco Ferrari Says:

    “E ancora: c’è qualcosa, diverso da una rondine, che afferra zanzare al volo?”
    Pipistrelli (non tutti), rondoni, balestrucci per limitarsi alle nostre latitudini. Se no i pivieri al nord nord.

    P. S. Bel post, as usual

  6. Aphis Says:

    I dermestidi sono l’incubo di chi ha collezioni entomologiche. Nominateli a un lepidotterologo e rischiate di fargli venire un ictus! Ho avuto anche io il mio bel da fare con quelle bestiole nella fase di preparazione degli esemplari! Sia benedetto chi ha inventato il Freezer, non solo per i gelati ma per stendere le larvette pelose. :D

  7. medo Says:

    “Un inglese non sarebbe molto felice di leggere questo post”

    Gli inglesi non sanno leggere.

  8. fabristol Says:

    Condivido al 100% l’incipit di questo post. ;)

    sapessi le bestie che trovo ogni giorno in casa mia…

  9. tupaia Says:

    Fabristol: Eheheh: chiunque abbia mai vissuto qui penso si sia imbattuto in Willy, l’acaro gigante da compagnia che vive sotto le moquette. Io pero’ sono nella fase ascendente: rimane solo l’odiato carpet sulle scale. Ho persino fatto installare un unico rubinetto in bagno, adesso addirittura l’acqua calda e l’acqua fredda escono da un unico tubo miscelandosi! Gli incredibili misteri della tecnologia! Cosa poi, le astronavi? ;-P Se passi da Londra se vuoi ti porto a fare il giro turistico dei miei acari sulle scale ;-D All’altra casa, che aveva oltre un secolo, ogni tanto comparivano onischi dal nulla sul tappeto, entravano da una vecchia griglia di areazione che era nascosta dietro un mobile, e che era collegata alla ciminiera dell’antico camino. Poi dice che ci sono i fantasmi nelle case inglesi…

  10. grom Says:

    Caro fabristol io ho aperto la mia brandina(letto portatile di colore ble) e all’interno ho trovato una larva…. Poi mia madre l’ha scaraventata per terra con la sua ciabatta poi l’aveva persa di vista e se l’è ritrovata sul piede e l’ha morsa…. e subito dopo mia madre contrattaccò dandogli una ciabattata e quindi rimase solo una scia di sangue della bestia. IL punto è posso dormire in pace?? O mi entrerà nella bocca mentre dormo?? TI prego aiutami ho sonno!!!!

  11. enrica Says:

    Mi sono ritrovata con le larve un po’ in giro per casa negli armadi e sui divani cosa posso fare per debellarle oltre alle vespe sono disperata

  12. valentina Says:

    Sto combattendo con le dermestidi da circa 2 mesi…ne trovo 1-2 al giorno, non faccio altro che pulire e pulire e pulire e spruzzre insetticida e poi pulire e ripulire….sto impazzendo!! Escono dagli zoccoletti delle pareti ma sono convinta che stiano sotto il linoleum. Sono disperata

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