Il canguro placentato: la lepre saltatrice del capo (Pedetes capensis)

Avevo promesso un animaletto peloso disgustosamente carino, per rifarci gli occhi da tutti i vermi, ragni e affini delle scorse settimane, ed eccolo qui:

springharelg.jpg

Foto: wikipedia.org 

Un incrocio tra un canguro nano, un gerboa sotto steroidi, uno scoiattolo dall’aria stolida e una lepre marzolina. In altri termini, una lepre saltatrice del capo o una springhare, o springhass, come la chiamano gli anglosassoni

Chiariamoci: con le lepri non ha niente a che fare, le lepri sono Lagomorfi come i conigli, mentre le springhares sono roditori, vagamente imparentate (forse) con gli scoiattoli volanti africani (Anomalura).

Questi dolcissimi roditori vivono in Africa meridionale (la sottospecie P. c. capensis) e in NE Africa (la sottospecie P.c. surdaster),in ambienti aridi o semiaridi, con vegetazione sparsa ed erba bassa.

Si potrebbe arguire la nicchia ecologica di questi animali in realta’ semplicemente guardandone gli adattamenti: per compensare il cibo scarso dovuto alla vegetazione rada saltano anziche’ camminare, il che risparmia energia; hanno una coda lunga per bilanciare l’andatura saltellante; hanno orecchie lunghe e sensibilissime alle vibrazioni per sfuggire ai predatori che le vedrebbero in un ambiente cosi’ spoglio; hanno i piedi lunghi per saltare meglio (fino a 4 m!); hanno le zampe anteriori piccole e portate vicino al corpo. Chi ci ricorda? un canguro, naturalmente, che infatti occupa un habitat del tutto simile.

Si tratta in realta’ di un caso di adattamento convergente, ovvero l’habitat ha selezionato sia nel canguro che nella springhare gli adattamenti piu’ consoni per sopravvivere ad un ambiente arido, e cio’ in maniera del tutto indipendente. Infatti, i canguri sono marsupiali, mentre le springhares non hanno alcuna borsa e partoriscono normalmente i loro figli come qualunque altro roditore placentato. In piu’ le lepri saltatrici non bevono, traggono i liquidi necessari dal cibo, nessuno le ha mai viste bere ne’ in cattivita’ ne’ allo stato selvatico.

A differenza di un canguro, pero’, le springhares sono grosse piu’ o meno quanto un gatto (3 kg di peso per 35-45 cm di lunghezza), e quindi hanno molti piu’ problemi dei canguri per quanto riguarda i predatori, che in Africa, tra grossi carnivori, gatti, serpenti e rapaci abbondano. Cio’ ha richiesto ulteriori adattamenti: ad esempio, i cuccioli delle springhares nascono col pelo, sono capaci di vedere e muoversi molto precocemente rispetto agli altri roditori e allo svezzamento i piedi sono il 97% delle dimensioni finali e le orecchie il 93%. Inoltre, a differenza dei canguri che sono dei giganti in un continente senza predatori, le springhares sono notturne, e la loro attivita’ e’ controllata anche dalle fasi lunari, essendo minima quando la luna e’ piena. Inoltre foraggiano in gruppi di 2-6 perche’ piu’ occhi ci sono meglio e’.

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Baby lepre saltatrice di una settimana, allevata al biberon come animale domestico. Da comcast.net

Di giorno questi erbivori riposano singolarmente in tunnel poco profondi scavati nel suolo sabbioso, le cui entrate vengono spesso chiuse con la terra per evitare l’ingresso dei predatori: una vera ossessione, per loro.

Le lepri saltatrici si accoppiano per tutta la durata dell’anno senza un periodo stabilito e possono avere anche tre parti all’anno, dando alla luce, generalmente, un unico cucciolo grosso e precoce. Al contrario di quanto accade per gli altri roditori, ad esempio il ratto del cotone che e’ un recordrat di prolificita’, le springhares adottano una k-strategia per quanto riguarda la riproduzione, ovvero fanno pochi figli e la popolazione aumenta lentamente e mai in maniera esplosiva. Anche cio’, ovviamente, e’ un’adattamento all’ambiente arido, per cui la madre concentra le energie in un solo cucciolo e lo controlla meglio dal rischio predatori, e cio’ porta in genere a una piu’ bassa mortalita’ infantile.

princesskeuken.jpg

E adesso passiamo alla nota dolente. Negli anni novanta del secolo scorso si e’ visto che il numero delle lepri saltatrici e’ diminuito in un decennio del 20%, ed e’ in calo, tanto che sono considerate “Vulnerable” dalla IUCN, sebbene possano essere localmente abbondanti.

La ragione, naturalmente, siamo noi, associati alla scarsa prolificita’. I Koi-San considerano le sringhares una risorsa vitale, in quanto ne consumano le carni, ne conciano le pelli per coprirsi, usano il lungo tendine della coda per fare cordicelle e ne fumano le feci (URGH!). Ciononostante, i Koi-san non sono un problema.

Foto per gentile concessione di www.animooz.fr


Il problema sono le armi da fuoco. Mi e’ capitato di parlare con un sudafricano che mi ha confessato candido di sparare a quelle bestiacce che gli pascolano tra le mucche, del tutto incurante della loro vulnerabilita’. Naturalmente non le mangia, le lascia ai cani. Altri le sparano per proteggere i raccolti. Ma quel che e’ peggio, sono un “fun game”, con game inteso cone selvaggina. Cercando foto sul web per questo post mi sono imbattuta in decine di foto di gente che esibisce una carneficina di springhares fatta per divertimento durante i safari. Non le mangiano e non sono buone per i trofei, ma saltellano, il che le rende divertenti da ammazzare. Immagino che sparare ad una bestiola indifesa con uno shotgun sia sicuramente da vero uomo. Naturalmente, non ci si puo’ aspettare niente di diverso che una totale noncuranza per le risorse ambientali in una nazione, come il Sud Africa, in cui non solo ci sono piu’ armi da fuoco che persone, ma anche la vita delle persone (i Koi-san per la precisione) vale meno di zero.

deadsprinh.jpg

Strage di 18 springhares abbattute per “sport”. Da http://dwhisler.com/Page3.html

Published by tupaia on febbraio 4th, 2008 tagged Erbivori, mammiferi, roditori


19 Responses to “Il canguro placentato: la lepre saltatrice del capo (Pedetes capensis)”

  1. falecius Says:

    “con le lepri non ha niente a che fare…”

    Bhè, lagomorfi e roditori sono nello stesso superordine (o come si chiama), sbaglio?

  2. falecius Says:

    Comunque io sapevo che in Sudafrica, almeno a livello di governo, la politica ambientale fosse presa abbastanza sul serio (magari mi sbaglio, eh!)

  3. Marco Ferrari Says:

    Hai ragioni, sono bellissimi, li ho visti saltellare una volta in una pianura vicino a un fiume in Botswana. Hanno gli occhi con tapetum lucidum, come i gatti, e sembrano tante lucine che rimbalzano a poca distanza dal suolo.
    Marco

  4. falecius Says:

    Ma questa interessante creatura è domesticabile?

  5. tupaia Says:

    Mah, si e no. Nel senso che negli USA alcuni l’allevano come pet, ma non e’ un animale domesticato come il gatto e il cane, quindi non c’e’ garanzia che apprezzi la tua compagnia. Pero’ e’ facile da tenere (si tiene come un coniglio) e molti zoo le annoverano nel numero. Ora pero’ (almeno negli stati uniti) l’importazione diretta dal sud africa per la pet trade e’ vietata per misure sanitarie (figurati se gli frega dell’animale); in italia non saprei se e’ importabile, immagino di si, non mi pare sia protetta dal CITES, quindi in teoria potresti avere la tua leprottina saltatrice il natale prossimo. E’ solo una questione di costi (ahime’) e di animali sacrificati.

  6. NetWorm Says:

    Bhè meglio in qualche casa italiana coccolato e nutrito piuttosto che stecchito nel loro ambiente naturale, occorre sempre vedere se per catturare i piccoli non uccidano i genitori… ma non penso siano così temibili (anche se un po’ mi spiace… )

  7. tupaia Says:

    Networm: come per tutti gli animali catturati selvatici, per ognuno che arriva a farsi coccolare in una calda casetta, ne muore un numero compreso tra un fattore 10 e un fattore 100. La cattura, lo stoccaggio, il trasporto, la distribuzione e i cambianenti di ambiente, clima e alimentazione, per non parlare delle malattie opportuniste da stress, sono eventi tremendamente traumatici. A questo punto con una fucilata muoiono velocemente…
    Altro sarebbe se li si potesse allevare qui, ma gia’ sono poco prolifici, in cattivita’ non hanno neanche una gran percentuale di successo riproduttivo.

  8. tupaia Says:

    Se fossero buoni pet (dal punto di vista dell’allevatore) penso, oltretutto, che li avrebbero gia’ commercializzati perche’ sono troppo carini e andrebbero a ruba.

  9. falecius Says:

    Tupaia: la mia domanda era diversa, come pet mi vanno benissimo i gatti.
    Volevo sapere se fosse domesticabile nel suo ambiente, per fini fantastorici (in base all’idea di Diamond che domesticare un animale dà vantaggi competitivi alla società umana che lo fa). Da quel che mi dici sembrerebbe di sì…

  10. Claudio Says:

    Tupaia, ne ho parlato con un mio compagno di squadra SA che mi ha confermato sia quanto son carini, sia il problema della caccia per gusto demente. Mi dice anche che si lasciavan avvicinare abbastanza facilmente, quando gli visitavano il (gigantesco, sigh) giardino di casa, ma forse e’ perche’ invece di sparargli li trattava bene…
    Propongo l’introduzione del kopi luwak tra i koi-san, cosi’ assieme ad una fumata si possono anche fare un bel caffe’…

    cla

  11. tupaia Says:

    Ciao, Claudio, quand’e’ che posso andare a trovare in giardino il tuo amico sudafricano? ;-P
    _____
    Propongo l’introduzione del kopi luwak tra i koi-san, cosi’ assieme ad una fumata si possono anche fare un bel caffe’…
    _____

    ROTFL!

    P.S. non sono ancora riuscita ad assaggiare il tuo nocino perche’ stavo poco bene, me lo pregusto per la prossima volta…

  12. tupaia Says:

    falecius: come Diamond insegna, se non e’ stata domesticata evidentemente non ha le caratteristiche necessarie (ad esempio, e’ poco prolifica come animale da carne)

  13. falecius Says:

    Ecco, appunto. :)

  14. Angelica Says:

    Proprio da “veri uomini” … io abolirei la caccia tanto quanto abolirei l’allevamento (inteso come l’industria dell’allevamento, non parlo del contadino con due mucche)

  15. peppo Says:

    Angelica abolire l’allevamento per vivere di che? Se si abolirebbe come tu auspichi, 7 miliardi di uomini cosa mangerebbero? La natura non li sosterrebbe (ed estingueremmo tutto più velocemente di quanto nn stiamo già facendo. Che poi le condizioni degli allevamenti debbano essere più dignitose, questo si. Io, per vivere “sostenibilmente” cerco d mangiare più roba da allevamento che posso. Forse sbaglio?

  16. tupaia Says:

    Angelica: io abolirei gli estremismi, in ogni caso. La caccia e l’allevamento in alcuni termini vanno bene. E’ quando le cose sono fatte a capocchia che cominciano ad andar male.

  17. Paul Says:

    Would you mind listing the references of the pictures you take and use ?

    The second picture belongs to ANIMOOZ.FR ! It shows 2 of my dogs and one off my springhares (animals I breed since 6 years).

    This picture is of free use but with reference listed copyright http://www.animooz.fr !

  18. vavi Says:

    stanno tanto bene dove sono…io la cattura lo stoccaggio e il cambiamento di habitat lo farei subire a quei coglioni col fucile in mano che si divertono a distruggere degli esseri viventi e a tutti voi che pensate davvero di non potervi accontentare di vederli saltellare allegramente nel loro ambiente naturale… non dico che non siano teneri e coccolosi però sarebbe egoista allevarli qui!

  19. Lupabianca Says:

    Ma com’è carino questo animaletto!
    Comunque non concordo sul fatto che starebbe meglio in una casa “curato e coccolato” piuttosto che nel suo ambiente naturale.
    @peppo: la situazione è del tutto opposta: la fame nel mondo esiste perchè nei paesi occidentali si sprecano tonnellate di alimenti vegetali che potrebbero essere consumati direttamente dall’uomo per far “vivere” gli animali da allevamento. Per produrre 1 caloria di carne o derivati animali se ne sprecano in un numero che varia da 8 a 20 di vegetali. Inoltre non distruggeremmo affatto più in fretta: per esempio le foreste pluviali vengono abbattute soprattutto per farvi pascoli o coltivare alimenti destinati agli animali da allevamento; una dieta vegetariana richiederebbe uno spreco minore di terreno, minore impiego di prodotti chimici,minore consumo di acqua.
    A questo proposito ti invito a vedere il documentario “devour the earth”
    http://www.youtube.com/watch?v=0b2k98YLSnk

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