I misteriosi nomi del passato

Abstract: How to remember the complicated names of geological ages? Here is a brief outline of my personal mnemonic tricks and a few explanations of the names

Uno dei problemi che ho sempre avuto e’ ricordarmi nell’ordine le varie ere geologiche. I nomi non hanno nessun senso logico e spesso si riferiscono a posti in cui una volta (forse) e’ stato trovato (forse) un fossile. E’ quindi necessario conoscere l’elenco dei nomi e dei tempi a memoria per raccapezzarcisi, il che spesso crea un sacco di problemi a chi, come me, ha la memoria di una mosca con l’Alzheimer.

Dato che in questo blog si parla spesso delle ere geologiche, provo a cercare qualche filo conduttore. Per i tempi e le durate e’ piu’ facile fare riferimento alla figura qui riportata (per leggere i numeri consiglio di scaricare l’immagine e ingrandirla):

Innanzi tutto le ere geologiche sono divise in quattro gruppi principali, e qui se si sa qualche parolina di greco la si sfanga facilmente. La parola finale e’ quasi sempre -zoico che, come chi e’ mai stato allo zoo sa, e’ una parola che si riferisce agli animali. Abbiamo quindi:

  • Precambriano
  • Paleozoico
  • Mesozoico
  • Cenozoico

Io non sono molto brava con le frasi mnemoniche che suggerisce S.J. Gould ne “La vita e’ meravigliosa”, ma ci si puo’ provare. Mi viene in mente qualcosa come: PREsto PArla MEntre CENi. Mr Tupaia suggerisce le istruzioni per il portiere: “PREndi PALla, MEna il CENtravanti”. Il mio problema con le frasi mnemoniche e’ che in realta’ bisogna fare un doppio sforzo mnemonico, ricordarsi la frase E ricordarsi poi comunque cosa significa. Io personalmente preferisco cercare di trovare un senso nei nomi delle ere e basta. Il Precambriano me lo ricordo, e’ quello prima del cambriano, che e’ la prima era dove ci sono animali riconoscibili, quindi posso fare uno sforzo a ricordarmi la piu’ lunga era geologica di per se’. Mi ricordo addirittura che il Precambriano e’ tutto quello che e’ successo prima di mezzo miliardo di anni fa. Una volta acquisito il Precambriano poi rimangono solo PALEO-, MESO- e CENO-, zoico me lo ricordo perche’ sono le ere degli animali. Paleo vuol dire antico, e ci siamo, suona come paleontologia e paleocristiano; Meso vuol dire di mezzo, e ha senso, io so (perche’ lo so) che l’era di mezzo e’ quella dei dinosauri, una bella forma di transizione tra le meduse e gli esseri umani, e questo mi aiuta con la cronologia. Ceno non ha nessun senso per me, infatti non me lo ricordo mai, ma vuol dire nuovo. Bho, il mio unico modo di ricordarmelo e’ che e’ l’ultima era, e l’ultimo pasto della giornata e’ la cena. L’era degli animali che cenano. Noi siamo nel Cenozoico, adesso, quindi sarebbe ora di cenare a base di animali.

Ciascuna di queste ere e’ divisa in sottogruppi, che bisogna a loro volta ricordare.

Il Precambriano e’ suddiviso in tre “Eoni”

  • Adeano
  • Archeano
  • Proterozoico

Durante l’Adeano il pianeta era una palla di magma, va dall’inizio della terra sino a circa 3.8 miliardi di anni fa. Siccome non c’era neanche lontanamente l’idea di una biomolecola lo ignoriamo e lo lasciamo ai geologi. L’Archeano e’ il piu’ vecchio dei periodi che ci interessano biologicamente (biomolecole e forse primi batteri), ha la stessa radice di archeologia, archimandrita e arca dell’alleanza di Indiana Jones, quindi ha senso che dei due sia l’eone piu’ vecchio. Ancora niente bestie nell’Archeano, quindi non finisce in -zoico. Il Proterozoico e’ l’era dei primi animali (proteros, in greco, i primi). Avrebbe avuto piu’ senso per me se fosse stato Protozoico, proto e’ una parola che si usa anche in altri contesti, ma ci dobbiamo tenere protero. Se vi piacciono le frasi mnemoniche oso suggerire “Archi Pronti”, che sarebbe un bel nome per una societa’ sportiva di tiro con l’arco, ma che mi suona di piu’ come di cacciatori pronti a sterminare i primi animali.

Tutto quello che e’ successo dopo il Precambriano viene chiamato Fanerozoico, che e’ l’eone in cui tuttora viviamo. Faneros vuol dire visibile, era degli animali visibili, ovvero, suppongo, dei metazoi. La parola phaneros mi ricorda le piante fanerogame, ma non c’entra molto.

Durante il Paleozoico sono successe un sacco di cose interessantissime, e’ stato forse il momento piu’ entusiasmante e ricco di novita’ per quanto riguarda la vita sul pianeta. Dal definire i phyla moderni al conquistare la terraferma, dall’apparire dei vertebrati all’occupare tutte le possibili nicchie aquatiche, senza parlare della comparsa delle piante (e, di conseguenza, degli erbivori propriamente detti), il Paleozoico non ha risparmiato niente riguardo agli esperimenti sulle forme di vita. Di conseguenza, essendo stato un’era complicata, e’ suddiviso in ben sei periodi dai nomi complicati e difficili da ricordare:

  • Cambriano
  • Ordoviciano
  • Siluriano
  • Devoniano
  • Carbonifero
  • Permiano

Vi viene da urlare perche’ non ve lo ricorderete mai? Anche a me. Una bella frase mnemonica l’ha trovata Libero Sosio, il traduttore de “La vita e’ meravigliosa”: CAMBiare ORa SI DEVe CARrozza PER MIlano. Bella, ma non me la ricordo mai comunque. Neanche gli OR-SI e le CAR-PE mi sono granche’ di aiuto. Ma magari la vostra testa funziona diversamente dalla mia e le frasi mnemoniche con voi funzionano. Come sempre, io personalmente cerco di trovare un senso nei nomi. Cambriano e’ facile, perche’ e’ venuto subito dopo il Precambriano (che, come ho detto, e’ un punto fermo), quindi il Cambriano me lo ricordo. E’ anche il periodo delle argilloscisti di Burgess, dell’Hallucigenia e della Pikaia di cui abbiamo avuto ampi resoconti da Gould, quindi riesco addirittura a ricordarmi che nel Cambriano si sono formati i bauplan delle forme di vita attuali. Per inciso, tutta la mia vita ho pensato che Cambriano si riferisse alla Cambria, che io identificavo col Cumberland, capitale britannica delle salsicce e dei laghi. Ho scoperto in tempi relativamente recenti invece che Cambria era il nome latino del Galles, dove ci sono rocce (ma nessun fossile interessante, mi pare) del Cambriano. Il Cambriano, per inciso, comincia con la comparsa dei primi trilobiti e finisce dopo poco piu’ di cento milioni di anni con un’estinzione di massa.

L’Ordoviciano e’ sempre stato per me un grande mistero: dov’e’ l’ Ordovicia? Sara’ un misterioso posto in Russia? Si riferira’ ad un certo Signor Ordovic, che sembra il nome del cattivo di Nick Carter? Alla fine ho scoperto che gli Ordovicii (Ordwik) erano un popolo celtico che abitava, guarda un po’, il Galles centrale e vivevano pascolando pecore, quindi Cambriano, l’era del Galles, e Ordoviciano, l’era degli abitanti del Galles, cominciano ad avere senso per me.

 

Taciamo sul fatto che gli Ordovicii furono tutti sterminati dal generale romano Agricola per rappresaglia (gli Ordovicii gli avevano fatto fuori una legione) e puntualizziamo sul fatto che il nome e’ stato assegnato dal geologo inglese Charles Lapworth che non riusciva a datare dei fossili intermedi tra il Cambriano e il Siluriano, e questi fossili provenivano dall’antico territorio degli Ordovici. Una botta di orgoglio patriottico, insomma, ed ecco l’Ordoviciano. L’Ordoviciano, a imperitura memoria degli Ordovici, comincia e finisce con due eventi di grande estinzione di massa, con il secondo che spazzo’ via il 60% degli organismi marini dell’epoca.

Guardando la cartina qui sopra avrete gia’ indovinato il nome “Siluriano” da dove deriva: niente terra di Siluria, i Siluri erano un altro popolo celtico che abitava, questa volta, nel sud del Galles e il nome e’ stato dato da un altro geologo inglese (gli inglesi hanno praticamente inventato la geologia moderna, almeno riconosciamogli il diritto di chiamare le ere con nomi che gli ricordano casa loro): Sir Roderick Murchison, che era ovviamente alle prese con la datazione di fossili provenienti da strati dell’epoca. I Siluri persero la guerra coi romani ma non furono completamente spazzati via. Il Siluriano comincia con un’estinzione di massa ma non finisce con un’estinzione di massa. Il mio personale meccanismo mnemonico per ricordarmi del Siluriano e’ che finalmente comparvero i pesci (e il siluro e’ un grosso pesce).

Il Devoniano prende il nome dal Devon, una regione al sud dell’Inghilterra dove i nativi dell’isola vanno a trascorrere le vacanze, mangiano scones con la clotted cream (roba intraducibile ma assicuro che e’ ottima) e dove pare sia facilissimo trovare ammoniti fossili sulla spiaggia. Il Devoniano e’ il mio periodo preferito perche’ mi piace la clotted cream e perche’ finalmente i vertebrati conquistano la terra ferma e incominciano le piante vascolari, quindi insieme col Cambriano di solito me lo ricordo. Nell’ordine sbagliato, magari, ma so che esiste.

Il Carbonifero mi manda sempre in crisi, non mi ricordo mai quando e’ stato e non finisce in -iano come gli altri. Se non altro il nome ha un senso logico non riferendosi ne’ ad un posto ne’ ad una tribu’ celtica, bensi’ ad un evento naturale e globale: nel carbonifero ci fu un’ennesima estinzione di massa perche’ il clima cambio’ diventando molto piu’ freddo e molti animali e, soprattutto, molte piante  morirono portando alla formazione di grandi giacimenti di carbone fossile. Ha senso che sia stato nel Paleozoico perche’ ci vuole un sacco di tempo per far fossilizzare la roba, il problema e’ ricordarsi che e’ stato il penultimo periodo. A complicare le cose molti autori disdegnano di chiamarlo Carbonifero e citano direttamente una delle due epoche in cui e’ diviso questo periodo come se fossero periodi di per se’ stesse. Fortunatamente, se il nome di un’epoca mi ricorda Mark Twain dev’essere successo nel Carbonifero, poiche’ le due epoche si chiamano Mississippiano e Pennsilvaniano, e sui fiumi del Missisippi Huckleberry Finn  ci andava coi battelli a vapore propulsi a carbone. Beh, insomma, questo e’ il mio percorso mentale, per il vostro arrangiatevi.

Anche il Permiano e’ privo, come nome, di senso logico. Il nome deriva dal regno di Permia, ora una regione in Russia ad Ovest degli Urali. Sir Murchison, quello del Siluriano, chiamo’ cosi’ l’era di appartenenza di alcuni fossili che aveva trovato nella zona durante un suo viaggio in Russia. Capisco che Sir Roderick amasse l’etnografia, oltre che la geologia, ma questo suo battezzare periodi geologici a random crea in tutti noi posteri un vago senso di malessere. La nota positiva e’ comunque che nel Permiano comparvero i primi terapodi e i primi mammiferi, che e’ una grande cosa per un’epoca che porta il nome di un regno scomparso cinque secoli fa e che non saremmo in grado di trovare su una carta geografica. La fine del permiano e’ perso’ segnata da un evento memorabile: la piu’ grande estinzione di massa di tutti i tempi, che segno’ anche la fine del Paleozoico, degli animali antichi, e vide la conquista della terraferma ad opera dei nuovi animali comparsi nel Permiano, gli amnioti, che trovarono gli ecosistemi terrestri liberi da conquistare. Col Permiano si estinsero definitivamente le trilobiti quindi il Paleozoico si puo’ sicuramente identificare come “The rise and fall of the Trilobitean Empire”.

Il Mesozoico, la Terra di Mezzo dei dinosauri, e’ suddiviso in tre epoche:

  • Triassico
  • Giurassico
  • Cretacico

Quel “Cretacico” e’ una nota stonata, mi fa lo stesso effetto di un rutto da birra in un coro di gospel: la versione giusta, secondo me, sarebbe stata: “Triassico, Giurassico e Cretassico”. Il lato positivo pero’ e’ che e’ cosi’ stonato che me lo ricordo e tutto il terzetto e’ cosi’ allitterante che e’ di suo una frase mnemonica. Il Triassico (il primo dei tre) comincia con una biosfera semideserta dopo la grande estinzione di massa della fine del Permiano, che spazzo’ via il 90% delle forme di vita marine, e finisce una cinquantina di milioni di anni dopo con un’altra estinzione di massa, per fortuna meno grave, si e’ fatta fuori “solo” la meta’ delle forme di vita terrestri. La parola viene da un particolare tipo di formazione geologica tipica degli strati del periodo e molto comune in Germania, detta Trias. E’ composta da tre strati: terre rosse formate da arenaria, siltite o scisti ricchi di ossido di ferro, da cui il colore rosso, ricoperte da uno strato di gesso calcareo bianco, su cui c’e’ uno strato di scisto nero. Il Giurassico, grazie al film di Spielberg, ce lo ricordiamo tutti senza grosso sforzo, sta li’ bello nel mezzo della triade ed e’ un altro punto fermo. E’ il periodo dei dinosauroni giganti e lo sappiamo. La parola deriva dalle montagne del Giura, tra la Svizzera e la Francia, e per fortuna e’ stata resa allitterante con Triassico perche’ Von Humboldt, che battezzo’ l’epoca, inizialmente aveva parlato di Jurakalk, perche’ gli strati fossili che lui esamino’ dal lato svizzero del Giura erano calcarei. Triassico, Giuracalchico e Cretacico sarebbe stato impronunciabile e soprattutto “Jurakalk Park” sarebbe suonato troppo allitterante. Bene cosi’. Il Cretacico o Cretaceo non ha niente a che fare con la creta usata per le ceramiche di casa, e’ chiamato cosi’ per i caratteristici depositi di calcare bianco e terroso e non so se da questi si ottenga qualche particolare tipo di creta. Di sicuro caratterizza l’epoca meglio di quanto faccia il nome di un estinto reame russo. Alla fine del Cretaceo cadde il famoso meteorite che spazzo’ via i dinosauri (con l’eccezione degli uccelli, ovviamente), causo’ l’ennesima grande estinzione di massa e segno’ la fine del Mesozoico, l’era dei dinosauri giganti. La transizione tra Mesozoico e Cenozoico e’ chiamata dagli esperti “limite K/T“, un nome che mi e’ sempre piaciuto molto perche’ non vuol dire assolitamente niente a chi non e’ un geologo esperto, una specie di codice segreto dell’Arcana, Mistica, Magica e Celtica Societa’ dei Geologi. In realta’ la K sta per Kreidezeit, la parola tedesca per Cretacico, e T sta per Terziario, il primo periodo del Cenozoico. Non so perche’ la K non sia stata resa una C nelle lingue diverse dal tedesco. Non so neanche perche’ si parli di limite, e’ una parola che vedo piu’ associata alla analisi matematica che alla paleontologia, ma suppongo abbia qualcosa a che fare con gli strati geologici.

Se i nomi del Paleozoico vi erano sembrati complicati e’ solo perche’ non eravamo ancora arrivati a parlare del Cenozoico, che di sicuro la cena ce la fa rimanere sullo stomaco.

Innanzi tutto dobbiamo dividere il Cenozoico in due periodi:

  • Terziario
  • Quaternario

E sino a qui tutto bene, il primario e il secondario immagino fossero intesi come il Paleozoico e il Mesozoico, facile, magari i nomi fossero tutti cosi’ ovvi.

Il Terziario e’ composto a sua volta di due sottoperiodi:

  • Paleogene
  • Neogene

Paleogene significa “nascita antica”, Neogene “nascita recente”. Il motivo di questa suddivisione e’ che all’inizio del Neogene ci fu un’impennata di riscaldamento globale che fa sembrare quella attuale roba da dilettanti e come al solito le forme di vita si estinsero. La divisione in Neogene e Paleogene e’ stata ratificata in tempi piuttosto recenti, quando andavo all’Universita’ le epoche del Cenozoico si imparavano tutte raggruppate insieme come:

  • Paleocene
  • Eocene
  • Oligocene

________________

  • Miocene
  • Pliocene

Chi ha deciso per PaleoGene, essendoci gia’ un PaleoCene, meriterebbe di essere appeso per i piedi. Comunque -cene abbiamo gia’ detto che vuol dire nuovo. Paleo e’ antico, per cui paleocene significherebbe “antico nuovo”, cioe’ il periodo piu’ antico dell’era piu’ recente. I mammiferi del Paleocene erano ancora pochi e strani, e non particolarmente simili a quelli attuali: il Paleocene fu fondamentalmente un laboratorio biologico di evoluzione dei mammiferi e, parzialmente, degli uccelli moderni. Eos vuol dire alba, per cui Eocene sarebbe “nuova alba”, un nome molto adatto all’epoca che finalmente vede la comparsa dei mammiferi moderni, tra cui i primi primati (In realta’ Sir Lyell che diede i nomi agli strati del Terziario Eocene, Miocene e Pliocene intendeva tutt’altro, ma il nostro scopo e’ ricordarci i nomi piuttosto che ricostruire la storia della geologia). La fine dell’Eocene e’ segnata dalla solita grande estionzione di massa (riguardante per lo piu’ i mammiferi Europei) chiamata con un nome da film noir degli anni sessanta, “Grand Coupure”. Oligo e’ pochi, quindi “pochi nuovi”: si riferisce al fatto che, dopo l’enorme radiazione di specie dell’Eocene, dal clima caldo e tropicale, nell’Oligocene compaiono pochi nuovi cladi. La cosa piu’ importante che accade e’ fondamentalmenta la comparsa delle graminacee e delle grandi praterie che rimpiazzano parte delle foreste tropicali dell’Eocene. E qui finisce il PaleoGene. Per gli amanti delle frasi mnemoniche mi viene in mente la cena del contadino antico “PAne E OLIve”. Mio- non ha niente a che fare coi muscoli, come la mia formazione da biologa mi induce subliminarmente a pensare, ma viene da meios, “meno”, quindi “meno nuovo”, Plio- viene da pleios, “piu'”, quindi “piu’ nuovo”. Le due ere “meno nuovo” e “piu’ nuovo” sono le due ere del Neogene e credo facciano frase mnemonica da sole, finalmente qualcosa di ovvio.

Il quaternario e’ diviso ancora in due epoche:

  • Pleistocene
  • Olocene

E qui finisce, perche’ l’Olocene e’ l’epoca in cui viviamo attualmente, che stiamo attivamente lavorando per far concludere con una bella estinzione di massa. Pleistos e’ il superlativo di plios, o qualcosa del genere (le mie conoscenze del greco non vanno molto oltre l’alfabeto, ma anche Lyell non scherzava in quanto a problemi con la grammatica greca) quindi sarebbe a dire “nuovissimo”. Il Pleistocene e’ il periodo delle ere glaciali e anche dell’estinzione di massa dei mammiferi americani, detta appunto “estinzione del Pleistocene” di cui noi saremmo, secondo una vecchia teoria di cui dubito, i principali colpevoli. Non mi sono addentrata sin qui nella sotto-suddivisione delle epoche in ere perche’ e’ inutile per fini di questo post. Le ere del Pleistocene, tuttavia, meritano di essere nominate per puro scopo campanilistico perche’ invece che riferirsi a posti in Inghilterra o in strane localita’ esotiche si riferiscono tutte a localita’ del sud- Italia. Dal piu’ antico al piu’ recente abbiamo: il Gelasiano (da Gela, in Sicilia), il Calabriano, lo Ioniano e il Tarantiano. I nord-Europei si dissociano ed usano i nomi di localita’ in Olanda, confermando che i tassonomi non sono soli nell’universo e quando c’e’ da pubblicare tutti se ne infischiano di complicare la vita al prossimo.

Holos e’ “tutto”, quindi tutto nuovo, l’epoca in cui viviamo e’ ancora tutta da definire, soprattutto la sua conclusione che, a quanto pare, dipende esclusivamente da noi.

 

 

Published by tupaia on marzo 20th, 2011 tagged Varie ed eventuali


8 Responses to “I misteriosi nomi del passato”

  1. Simone Says:

    Ciao
    Scusa se posto, ma vorrei sottolineare che la carta stratigrafica che hai usato (quella della Geological Society of America) è differente da quella della Commissione Internazionale di Stratigrafia, che dovrebbe essere quella ufficiale e condivisa da tutti.
    In pratica il quaternario è stato “declassato” da Era a Periodo. Così abbiamo che l’ex-Terziario, cioè il Cenozoico, comprende Paleogene, Neogene e Quaternario. Ho detto “ex” perchè effettivamente i vecchi nomi delle ere (Primario, Secondario e Terziario, rispettivamente per Paleozoico, Mesozoico e Cenozoico) non vengono più usati. Per lo stesso motivo (e per usare solo limiti di Periodi) il limite K/T, che tanto ti piace, ha cambiato nome in “limite K/Pg” (effettivamente un pò meno evocativo) dove Pg sta per Paleogene.
    Concordo che effettivamente il tutto sia un pò complicato! :P

  2. danilo Says:

    Interessante, non dico di no. Ma credo che, avendo bisogno di sapere queste cose in privato, farei come tutti, aprirei google. Dovessi invece saperle in pubblico me le scriverei piccole piccole sul palmo della mano (e non riuscirei a leggerle senza occhiali, il che potrebbe indurre qualche sospetto, ma pazienza).

  3. francescoli Says:

    ciao,
    volevo solo aggiungere che -cene potrebbe derivare dalla parola greca che significa “comunità”, in ecologia si trova il termine cenosi che ha la stessa radice (come pure la cena, perché era il pasto in comune)
    per il resto, anche se sembra ovvio, complimenti per l’ottimo blog

  4. Marco Ferrari Says:

    La parola phaneros mi ricorda le piante fanerogame, ma non c’entra molto.

    Sai invece che sono quasi certo che c’entri? Perché phaneros significa appunto visibile, e le fanerogame hanno il fiore visibile, palese; fanerogame significa infatti “con le nozze visibili”, cioè appunto i fiori evidenti.

  5. tupaia Says:

    Francesco: in questo caso significa proprio “nuovo”, non avrebbe senso “era degli animali in comunita'” (Cenozoico).
    Marco: sospetto che le piante da fiore non ci fossero nel Paleozoico, e il Fanerozoico comincia proprio nel Paleozoico

  6. PinoMamet Says:

    Galles in Gallese come saprai si dice Cymru, che poi sarebbe la Cambria;
    la parentela etimologica con il Cumberland e la Cumbria- che è la regione sotto la Scozia- c’è: gli abitanti erano sempre i Combrogi, “com-patrioti” (il “com” iniziale celtico è esattamente come quello latino);

    il “ceno” del Cenozoico è dal greco kainòs (nuovo) e non da koinòs (comune);
    visto che a noi interessa la pronuncia latina, un latino li avrebbe traslitterati il primo come caenus e il secondo come coenus, che all’epoca di Cesare rendevano abbastanza bene la pronuncia greca, ma che in epoca umanistica però sarebbero stati pronunciati entrambi “cenus”, da cui la confusione in oggetto.

    Ciao!! :)

  7. Sergio Palazzi Says:

    Ho sempre trovato affascinante, prima e dopo aver letto Gould, come geologi, paleontologi & c riescano a rendersi la vita impossibile. Complimenti per l’articolo che, per quanto testimonianza masochistica, è veramente piacevole

  8. falecius Says:

    Io non ho mai avuto problemi con i nomi dei periodi. L’ordine però mi dà qualche problema, specie col paleozoico.
    Comunque, tuttora Perm’ è una delle principali città della Russia europea orientale, ed esisteva fino a poco tempo fa una entità amministrativa dell’etnia permiaka (anche se in realtà per quanto ricordo i permiaki non erano la maggioranza, cosa che accade ad altre comunità etniche delle Russia che danno il nome a proprie unità amministrative).

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