I megapodi, o dell’incubatrice fai-da-te (articolo di Giusealma)

La famiglia Megapodiidae comprende 19 specie di singolari uccelli Galliformi australasiani, concentrati tra Papua-Nuova Guinea, Australia e Indonesia, alcune sconfinanti in Micronesia e Nicobar (India). A questi volatili dai piedi decisamente grossi spetta il primato di aver inventato l’incubatrice prima dell’uomo. Infatti depongono le uova in cumuli o tane dove l’incubazione è garantita dal calore originato dal sole, dall’attività vulcanica oppure o dalla fermentazione della materia vegetale.

Tacchino di boscaglia

Il Fagiano australiano Leipoa ocellata, esclusivo dell’Australia meridionale, scava nelle macchie semi-aride una buca che riempie di sabbia e materiali vegetali, formando un cumulo che raggiunge il metro d’altezza e un diametro di 3 m. Il calore per l’incubazione delle uova è originato dalla combinazione di quello prodotto dalla fermentazione organica e dall’irradiazione solare. La temperatura delle uova è mantenuta relativamente costante (33°C) grazie alle costanti attività di manutenzione del maschio, che provvede a sottrarre o aggiungere materiali. Si tratta della specie più studiata in termini di abitudini alimentari, con una dieta costituita per l’87% da vegetali e il 13% da insetti.

Il Tacchino di boscaglia Alectura lathami è diffuso nell’Australia nord-orientale ed è la specie di dimensioni maggiori (lunghezza 70 cm, peso 2200 g). Razzolando (o meglio scalciando) forma cumuli mediamente alti 1m e larghi 3-4 m, dai quali emette forti richiami annunciando alle femmine che l’incubatrice è pronta. Diverse femmine sono attirate da queste strutture, dove depongono 18-24 uova in buche separate scavate dal maschio. Quando le uova si schiudono, i giovani si fanno strada attraverso i materiali vegetali del cumulo e sono in grado di volare dopo poche ore. Questa è una peculiarità dei Megapodi, unica nella classe degli uccelli, causata dal lungo periodo di incubazione (mediamente 50 gg per il tacchino di boscaglia, ma anche 90 gg per il fagiano australiano!), la cui durata può variare a seconda delle caratteristiche e quindi della temperatura media all’interno del cumulo. La sopravvivenza dell’embrione è garantita dalla presenza di grandi quantità di tuorlo nelle uova.

Ma è al Megapodio zampe arancio Megapodius reinwardt, che spetta il primato dei cumuli faraonici, mediamente alti 1 m e larghi 7 m. Si tratta di strutture usate per più anni di seguito, anche da coppie diverse, che possono raggiungere in casi eccezionali documentati 3 m di altezza, 18 m di lunghezza, 51 m di circonferenza e una quantità di materiali stimata in 50 tonnellate! La specie è diffusa in Australia settentrionale, in Papua-Nuova Guinea (metà sud-ovest) e Indonesia orientale.

Megapodio zampe arancio

Il Megapodio melanesiano Megapodius eremita, come altre congeneri, usano tane dove è l’energia geotermica delle aree vulcaniche a sviluppare il calore necessario all’incubazione delle uova. In Nuova Britannia i locali raccolgono le uova da queste buche e per limitarne gli effetti negativi sono state varate leggi locali che ne regolamentano la raccolta (giorni alterni, non più di 30 uova per volta, ma sono funghi?)

Published by tupaia on giugno 21st, 2007 tagged Uccelli


5 Responses to “I megapodi, o dell’incubatrice fai-da-te (articolo di Giusealma)”

  1. Giulio Says:

    Ciao, a parte gli “uovofungaioli” le uova da chi altro sono predate e la predazione è consistente?
    Per curiosità avete la composizione dell’uovo, data la quantità di insetti presenti nella dieta del fagiano australiano sarebbe interessante sapere la quantità di W3 e W6 presenti nel tuorlo.

    Questi articoli sono veramente interessanti
    ciao ciao Giulio

  2. tupaia Says:

    I predatori sono fondamentalmente volpi e gatti ferali. Una volta emersi dal cumulo i piccoli sono completamente autosufficienti e i piccoli del tacchino di boscaglia sono addirittura in grado di volare dopo un giorno (Non mi sovvengono altri esempi di uccelli senza cure parentali per i pulcini, a parte i cuculi). questo ovviamente lir ende facili prede dei mammiferi non coevolutisi insieme e pone una seria minaccia alla sopravvivenza della specie. Per quanto riguarda il contenuto in omega 3 non saprei, ma sicuramente le uova sono estremamente nutrienti dovendo provvedere al sostentamento di un pulcino grosso per 50 giorni

  3. giusealma Says:

    Ai predatori occorre aggiungere il Dingo, introdotto dall’uomo circa 3500 anni fa. Tra le specie autoctone i principali predatori di uova sono i varani.
    Riguardo al contenuto in omega 3 non dispongo di informazioni bibliografiche adeguate. Comunque considera che il fagiano australiano, sulla base dei dati pubblicati, sembra prevalentemente granivoro.

  4. giusealma Says:

    La volpe risulta il principale predatore:
    nelle zone dove è abbondante incide con una percentuale del 37% su un successo di schiusa delle uova pari al 50%.

  5. Cristina Says:

    Scusa un attimo Tupaia…
    Giulio, anche tu qua? O____o
    Il mondo è piccolo!
    {Tanto t’ho riconosciuto e me l’hanno confermato}
    Ancora scusa Tupaia per questo utilizzo bieco della zona commenti…
    Belli gli uccellini! ^___^

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