I licaoni, ovvero la falange canina (Lycaon pictus)

Licaone era un mitico, crudelissimo re di Arcadia che per mettere alla prova Zeus gli offri’ in pasto carne umana. Zeus, per punirlo, lo trasformo’ in lupo.

Un nome del genere fornisce una buona presentazione a questo peculiare ed insolito canide. Se vostro figlio vi chiede chi e’ il predatore piu’ forte, se la tigre o il leone, rispondete senza ombra di dubbio che e’ il branco dei licaoni. Il branco, e non l’individuo, perche’ per questi animali la socialita’ e’ portata cosi’ all’estremo da essere indispensabile, piu’ o meno come accade a noi esseri umani.

Se la cavano bene anche da soli, comunque, visto che, secondo Wroe et al., (2006), la sua potenza nel mordere in rapporto alla massa corporea (Bite force quotient, BFQ) e’ la piu’ alta tra tutti i carnivori placentati viventi (pari a 142), e terza dopo il diavolo di tasmania (quelli che non hanno il cancro facciale), che totalizza 181 e il quoll maculato che realizza 179 (ma i marsupiali hanno un morso molto piu’ potente dei placentati, quindi non vale). Le tigri totalizzano 127, le iene 113 e i leoni un modesto 112: abbastanza umiliante, per il re della foresta (ma perche’ si chiama re della foresta, se vive nella savana?).
Tra l’altro, unico tra i canidi, il licaone e’ rigidamente e strettamente carnivoro.

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Lycaon pictus. (C) Lisa Signorile

Dei molti individui che fanno parte del branco (oggi 10-15 ma in passato, prima che il numero di questi animali si riducesse drasticamente, anche un centinaio di individui), solo due si riproducono: il maschio e la femmina alfa. Poi ci sono fratelli, sorelle, figli, figlie, e i cuccioli dell’anno. Un clan familiare, in pratica, con una rigida scala gerarchica determinata dal sesso, una per i maschi, una per le femmine. Cosa tiene insieme il branco? Cosa induce degli animali ad allevare i figli dei fratelli e non averne di propri? I licaoni sono poco longevi (vivono massimo una decina d’anni) e molto prolifici (anche 16 cuccioli per parto, con una media di dieci). Se tutti si riproducessero, la maggior parte dei cuccioli morirebbe per la predazione da parte delle iene e per la scarsita’ di cibo. Soprattutto, morirebbero i cuccioli dei gregari, dei licaoni meno forti, ma anche i figli della coppia alfa avrebbero molti problemi, se ci fossero solo i genitori ad accudirli. Il branco assicura comunque un elevato successo di sopravvivenza dei cuccioli (meta’ dei cuccioli nati arriva all’anno di eta’), e quindi consente di tramandare, in questo modo, anche i geni dei gregari, che condividono con i cuccioli tra il 25 e il 50% dei geni. Bisogna sapersi accontentare. Se sai che tuo figlio non sopravviverebbe mai tanto vale allevarsi un nipote o un fratello, i geni egoisti sono contenti ugualmente.

E’ l’alba, e il sole si alza rosso ed enorme nella boscaglia. I cuccioli e qualche adulto si svegliano, ed incominciano a girare, prima lenti, poi sempre piu’ frenetici, tra gli altri membri del branco. Con il muso premono sul muso degli altri licaoni, per indurli a rigurgitare. Il rigurgito, che a noi sembra schifoso, e’ il sistema che hanno i licaoni per portare il cibo a casa e darlo ai menbri del branco che non hanno potuto partecipare alla caccia. In fondo lo stomaco e’ una borsa della spesa capiente. Le richieste di cibo si fanno insistenti e prepotenti, un vero e proprio mobbing nei confronti di qualcuno. Per difendersi da questo mobbing i licaoni si uniscono a coppie e gruppetti, per cominciare a loro volta a implorare cibo insistentemente dagli altri membri del branco, (un atteggiamento infantile che resta nell’eta’ adulta), sempre piu’ frenetici, agitando le bianche punte della coda per aria in una danza rituale, che qualche autore definisce “cerimonia della carne”. Potete vederla in questo filmato, lasciando perdere il commento che e’ atroce (sorry, e’ impossibile “embeddarlo” nel blog).

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Branco di quattro giovani licaoni maschi che riposa (C) Lisa Signorile

Fino a non molto tempo fa si riteneva che la colorazione variopinta del licaone servisse a spezzare le linee e mimetizzarsi, come fanno le zebre. Tuttavia oggi si ritiene che i colori siano troppo contrastanti a tale scopo e che non mimetizzino affatto gli animali. Si pensa invece che questo pattern di colori, unico per ogni individuo, serva a creare un'”esperienza visiva” durante la cerimonia della carne e a creare un senso di fusione e inclusione nel branco nei giri in cerchio della cerimonia.

Finalmente il branco si mette in marcia, alla ricerca di cibo. Restano solo la femmina alfa, se ha i piccoli, i cuccioli, gli anziani e gli ammalati: a loro provvede il resto del branco tramite il rigurgito, al ritorno.

La preda standard dei licaoni sono gazzelle di peso circa doppio rispetto al loro, ma cacciano anche, singolarmente, conigli, o in genere tutto quello che e’ a vista e a prtata di zanne. E qui viene il bello, una delle particolarita’ che rende questi animali unici. Alcuni branchi di licaoni si specializzano in prede molto piu’ grandi di loro, e le tecniche di caccia sono sempre apprese e trasmesse per via culturale. Normalmente una battuta di caccia e’ condotta nel seguente modo: il branco, unito e coordinato come una falange macedone, caccia a vista. Individuate le prede, si avvicina silenziosamente; non appena le gazzelle fiutano i licaoni cominciano a correre e ha inizio la caccia vera e propria: i licaoni si disperdono in gruppetti, ognuno dietro ad una potenziale preda, e la inseguono anche per chilometri, finche’ non si stanca, correndo a velocita’ incredibili, fino a 60 km/h! Quando la gazzella rallenta per sfinimento, il primo licaone la prende per la coda. Un altro fa il giro davanti e la prende per il labbro superiore. Gli altri si avventano sui fianchi e la sventrano ancora viva, ripulendo la carcassa da muscoli e visceri con una gioiosa frenesia. Se sono presenti cuccioli, vengono tenuti in salvo nelle retrovie, e poi condotti velocemente sul luogo dell’uccisione e lasciati mangiare per primi. Difficilmente iene o leoni riescono a rubare le prede ai licaoni, specie se da soli.

In un resoconto scritto da James Malcom, Universita’ di Redlands, California su The Encyclopedia of Mammals, su 10 branchi di licaoni studiati solo due erano in grado di cacciare ed uccidere le zebre, otto volte piu’ pesanti di un licaone. Gli altri branchi non ci provavano neanche e ignoravano gli animali, pur avendo lo stesso numero di individui. Entrambi questi branchi ospitavano licaoni provenienti da un branco, molto grande, che era noto per la predazione delle zebre. Questi licaoni, evidentemente, avevano appreso nel branco natale la tecnica e l’avevano insegnata agli altri membri del loro branco. Impressionante, per chi pensa che gli esseri umani siano gli unici ad avere una “cultura” che si trasmette indipendentemente dalla genetica.

Quando un branco diventa troppo grande si assiste ad un fenomeno di dispersione: le femmine tendono ad avere piu’ rivalita’ e lasciano il branco in piccoli gruppi di sorelle piu’ di quanto facciano i loro fratelli: un branco di licaoni conta piu’ maschi che femmine, e tutti i maschi sono rigidamente imparentati tra loro: il contrario di quel che succede per tutti gli altri mammiferi. Se un gruppetto di femmine incontra un gruppetto, piu’ numeroso, di giovani maschi i due branchi si fondono in uno solo e quasi immediatamente emerge la coppia alfa, riconoscibile perche’ e’ quella che lascia marcature con l’urina (raramente accade che non si piacciano e i due gruppetti di separino di nuovo).

Come accade sempre, anche gli eserciti piu’ forti e meglio coordinati prima o poi vengono sconfitti da barbari disorganizzati. La riduzione dell’habitat, l’uccisione spietata per difendere il bestiame, la rabbia portata dai cani domestici hanno ridotto il numero dei licaoni attualmente viventi a circa 3000-5500, sparsi solo in pochi stati dell’Africa centro-orientale. La specie e’ nella lista rossa della IUCN e si teme che, per via delle complesse dinamiche tra i branchi, se il numero dovesse cadere al di sotto di questo valore soglia la specie sia inesorabilmente condannata all’estinzione.

Published by tupaia on dicembre 9th, 2007 tagged mammiferi, predatori


7 Responses to “I licaoni, ovvero la falange canina (Lycaon pictus)”

  1. falecius Says:

    Rileggo il post… scusa, ma perché non sono considerati eusociali?

  2. tupaia Says:

    mah, perche’ la definizione di eusociale e’ un po’ come quella di specie, dipende da come ci si alza la mattina…
    tecnicamente in effetti potrebbero essere considerati eusociali (divisione in caste ed una sola coppia riproduttiva), ma sospetto che le caste non siano sufficientemente rigide per rientrare nella definizione e che i branchi siano troppo piccoli, per cui si parla piu’ di kin selection che di eusocialita’ vera e propria

  3. falecius Says:

    Bhe, ma se ho capito bene, l’eusocialità è kin selection spinta all’estremo…

  4. tupaia Says:

    eh. Beato te che hai capito bene. io non ancora :)

  5. falecius Says:

    Ah, ok… :D

  6. gaetano Says:

    hem sui morsi hai sbagliato :) sono uno zoologo di professione e ti dico i morsi:
    licaone giusto,
    leone 600kg
    tigre500kg
    iena 620kg

  7. tupaia Says:

    Gaetano, io ho citato la fonte dei dati e le unita’ di misura (potenza/massa corporea). Le unita’ di misura a cui tu ti riferisci non rapportano alle dimensioni corporee e quindi non permettono comparazioni. Se non sei d’accordo su questi numeri scrivi a Stephen Wroe (l’autore del paper citato) o ai Proceedings of the Royal Society piuttosto che a me, ma ti pregherei di fornire dati piu’ specifici e fonti prima di dire ad un collega che ha sbagliato.

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