I figli della serva: ogni tanto una storia (quasi) a lieto fine

A proposito di colombo migratore, mi e’ venuta in mente una considerazione. A noi tutti dispiace tantissimo dell’estinzione di questo splendido animale, per la barbarie e determinazione con cui e’ stato ucciso, oltre che per la perdita irreversibile di una specie. Ci sono pero’ almeno altre tre specie di animali che hanno fatto le spese di questa barbarie, senza che nessuno ci abbia versato su una lacrima perche’ sono brutti e fanno anche un po’ schifo (al punto che in rete non se ne trovano immagini). Mi riferisco ai pidocchi e alle zecche del colombo viaggiatore, tutti parassiti.

Due specie di pidocchi erano stati rinvenuti, Columbicola extinctus e Campanulotes defectus, e si ritenevano ambedue estinti insieme al colombo.

Campanulotes defectus, un pidocchio che infesta le penne delle ali dei colombi, invece e’ sopravvissuto infestando la tortora ali bronzine (Phaps chalcoptera). Si era trattata semplicemente di una errata interpretazione da parte dei tassonomi, che ritenevano che ci fossero due specie, C. defectus sul colombo migratore e C. flavus sulla tortora, mentre invece era la stessa specie.

Columbicola extinctus, malgrado il suo nome infausto, e’ anche stato di recente (Clayton & Price, 1999) “riscoperto”, cioe’ trovato su un altra specie di colombo, la colomba fasciata (Columba fasciata), quindi e’ sano e salvo nonostante la perdita dell’ospite principale.

Un acaro invece, Diplaegidia gladiator, si direbbe sia davvero estinto insieme al colombo, forse perche’ piu’ specializzato, dal punto di vista dell’ospite, rispetto ai pidocchi.

Quindi, dal punto di vista della perdita di biodiversita’, il danno e’ stato di due specie estinte, non di una sola. Avrebbe potuto essere ancora peggio di cosi’, con quattro specie estinte, se non fosse stato per l’adattabilita’ dei pidocchi.

E ora che ho fatto le mie belle considerazioni ecologiche vado a grattarmi…

Articoli consultati:

Clayton D.H.; Price R.D (1999) Taxonomy of the New World Columbicola (Phtiraptera: Philopteridae) from the Columbiformes(Aves), with Descriptions of Five New Species. Annals of the Entomological Society of America, Volume 92, 5 , pp. 675-685(11)

Roger D. Price, Dale H. Clayton and Richard J. Adams, (2000) PIGEON LICE DOWN UNDER: TAXONOMY OF AUSTRALIAN CAMPANULOTES (PHTHIRAPTERA: PHILOPTERIDAE), WITH A DESCRIPTION OF C. DURDENI N. SP., J. Parasitol., 86(5), p. 948–950

Published by tupaia on luglio 7th, 2007 tagged Estinti!, Insetti


3 Responses to “I figli della serva: ogni tanto una storia (quasi) a lieto fine”

  1. Giam Says:

    Finale stupendo! :-) A doppia chiave interpretativa! :-) Humor moooooolto english :-)
    Per quanto riguarda animaletti minuscoli estinti (e la delicatezza del mondo…): sentii una intervista con Luigi Boitani e raccontava che, durante (se non erro) la costruzione di un edificio all’ Università di Roma, avevano scavato e trovato una falda d’acqua. In questa falda furono trovati due specie di crostacei minuscoli che (pare) vivessero solo lì. Inquinamento successivo della falda, morte ed estinzione delle due specie.

    …se ti è possibile segnala anche articoli in italiano: conosco poco l’inglese da scavi di Pompei: “Doyou like Italy?” “What’s your name?” “You are a beautiful girl” etc.

  2. tupaia Says:

    Ma che c’entra boitani coi gamberetti? molto interessante, comunque, grazie per la segnalazione.

    Non sei il solo ad avere problemi con l’inglese, ma purtroppo in italiano non c’e’ molto per via che gli scienziati italiani pubblicano in inglese se vogliono farsi capire. Quindi in italiano si trova solo roba divulgativa. Prometto comunque che faro’ il possibile.

  3. Giam Says:

    beh, mica detto che Boitani debba correre sempre dietro ai lupi…

    Comunque, l’intervista è qui: http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/scienza/archivio_2007/audio/scienza2007_02_06.ram
    Se non funzionasse ‘sto link: è la puntata (ascoltabile on-line) di Radio Scienza, su radio Tre, puntata del 06/02/07.

    Boitani racconta l’aneddoto verso il minuto 24.00 dell’audio.
    Ciao

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