I am not dead yet!

Sulle formiche ci sarebbe davvero tanto da scrivere, cosi’ tanto che l’impresa mi scoraggia.

Vorrei quindi soffermarmi solo su un piccolo aspetto del comportamento di questi imenotteri, un aspetto che trovo inquietante e al tempo stesso mi fa sorridere per una curiosa associazione mentale.

In un formicaio possono essere presenti milioni di individui e diverse generazioni si alternano anno dopo anno. Ebbene, che ne e’ degli individui morti? Escluso il cannibalismo per motivi igienici, lo smaltimento dei cadaveri in societa’ sovraffollate e’ da sempre un problema. Lo sanno bene i cittadini di Parigi, le cui ossa, nel corso dei secoli, sono state accumulate, poi disperse, a volte macinate e ridotte in farina, usate per magia nera, per il brodo, o semplicemente disperse. Cio’ fino a che Napoleone non ebbe l’idea geniale di spostare i cimiteri fuori dalle mura cittadine.

E le formiche, altra societa’ sovraffollata per eccellenza, che ne fanno dei cadaveri? Semplice: molto, ma molto prima di Napoleone hanno avuto l’idea di fare i cimiteri extra moenia.

dead_ant.jpg

Foto: cre8ive.wordpress.com

Quando due formiche si incontrano, stabiliscono un contatto con le antenne in cui si scambiano segnali chimici. Se una delle due formiche decide che l’altra e’ morta, solleva il corpo della compagna e  lo porta fuori dal nido. Due opzioni si aprono a questo punto:

1) in molte specie le formiche usano raccogliere i corpi delle compagne morte e depositarli in uno spazio riservato a circa 2-3 metri dall’apertura principale del formicaio. Piu’ che un cimitero napoleonico dotato di tombe ordinate e’ in realta’ un posto a meta’ strada tra un cimitero indiano e una discarica a cielo aperto, un’area in cui si trovano migliaia di corpi impilati di formiche morte (di cui e’ facile contare le capsule cefaliche) e anche resti (evidentemente indesiderati) di altri insetti.

2)  Le formiche della specie Pogonomyrmex badius scaraventano i corpi delle compagne abbastanza vicino all’ingresso del nido, un metro o meno: ad eliminarli ci pensano infatti le operaie di un’altra specie di formica, Conomyrma pyramica, che condividono l’habitat con le prime: cannibalismo no, ma una sana abitudine spazzina e’ tollerabile.

Le operaie, c’e’ da aggiungere, se si sentono in fin di vita tendono ad uscire dal nido, probabilmente per minimizzare i contagi o per facilitare il loro “funerale” alle altre operaie. Se invece e’ la regina a morire rimane nel nido e il suo corpo viene portato in giro dalle operaie per almeno tre giorni. Funerali di stato, com’e’ giusto.

Il motivo per cui le operaie perdono tempo a trasportare i corpi e’ abbastanza evidente: non sarebbe igienico lasciarli decomporre nel formicaio perche’ si indurrebbe la crescita di muffe e batteri saprofiti, oltre che esporre le formiche vive a rischio di contagio da virus o microrganismi patogeni come batteri o funghi. Il problema e’ invece un altro: come fa una formica a decidere che un’altra formica e’ morta?

Spesso, come la cronaca testimonia, noi umani abbiamo problemi a decidere se un conspecifico e’ morto o no. Per le formiche invece la vita (e la morte) e’ molto piu’ semplice: riconoscono i morti su base puramente chimica.La sostanza chiave che scatena il comportamento detto necroforico (cioe’ trasportare i cadaveri al cimitero) e’ stata individuata in un acido grasso, l’acido oleico, prodotto dalle formiche morte nell’arco di circa 12 ore, mentre altri odori “vitali” scompaiono.

Questa sostanza e’ cosi’ potente nel sollecitare la necroforesi nelle operaie che e’ facile mettere in atto l’esperimento cruciale: se si spruzza una operaia perfettamente viva con acido oleico la malcapitata viene presa dalle altre operaie e trasportata al cimitero, e a niente serve se si divincola (per la verita’ quando viene sollevata curva l’addome e sta ferma,  ma si divincola prima e dopo). Se, una volta che e’ stata lasciata nel cimitero, la povera bestia torna al nido, la scena si ripete tante volte fino a che non scompaiono le tracce dell’acido oleico.

Questo macabro esperimento, per la verita’, mi fa sorridere perche’ mi ricorda una scena di Spamalot, il musical tratto dal film dei Monty Pyton “Monty Pyton and the Holy Grail”.  Qui c’e’ un monatto che raccoglie cadaveri gridando: “Bring out your dead” (portate fuori i cadaveri). Uno dei cadaveri che viene consegnato ai monatti non e’ affatto morto e protesta vivamente con questi. A nulla valgono i balli, le canzoni (canta ballando “I am not dead yet”, non sono ancora morto, con gli altri cadaveri che gli fanno da coro) e i tentativi di puntualizzare che si sente bene: i monatti oramai hanno deciso che e’ morto e anzi, per farlo smettere di cantare e saltare lo colpiscono (invano) un paio di volte con una pala: “shut up”).

Qui potete vedere la scena: http://www.youtube.com/watch?v=wQ5uAs5A46w  (purtroppo in inglese, ma la mimica e’ perfettamente comprensibile anche dai non anglofoni).

Certo, se anche la nostra esistenza fosse chimicamente predeterminata tutto sarebbe piu’ semplice, ma tutto sommato son contenta di poter scegliere.

Referenze:

Wilson, Durlach, Roth (1958) Chemical releasers of necrophoric behaviour in ants. Psyche 65: 108-114

Dong-Hwan Choe () Necrophoric Behavior in the Argentine ant, Linepithema humile (Mayr) (Hymenoptera: Formicidae), and Its Implication on the Horizontal Transfer of Slow-Acting Insecticides

Published by tupaia on febbraio 25th, 2009 tagged comportamento, Insetti


18 Responses to “I am not dead yet!”

  1. roseau Says:

    Se invece e’ la regina a morire rimane nel nido e il suo corpo viene portato in giro dalle operaie per almeno tre giorni. Funerali di stato, com’e’ giusto

    Il significato di questo comportamento?

    E’ funzionale a qualche pratica di “igiene pubblica” o è rituale, dato il rango della defunta?

  2. rosalux Says:

    Bellissimo post, e stavo per fare la stessa domanda di roseau: quali sono i motivi evolutivi del trattamento diverso per la regina?

  3. vaaal Says:

    moolto interessante! Ne approfitto per farti i complimenti per il blog. Non se ne trovano tanti in giro come il tuo : )

    Intuitivamente mi sembra che trasportare la regina in giro serva per far vedere alle altre formiche che la regina è morta (e quindi per scegliere una nuova regina?? Non so come funziona).
    Aspetto anche io risposta!

  4. Stefano Says:

    Di tutto quello che è stato detto sulle formiche e che ci sarebbe ancora da dire, certamente questo è uno degli argomenti più desueti e interessanti.

    Anche a me interessa il rito sepolcrale della regina: l’intervallo di 3 giorni (72 ore) è rigorosamente rispettato o ci possono essere variazioni? Poi è un FAP, quindi un automatismo che avviene sempre e comunque, oppure è qualcosa di più complesso?
    Raccontaci, raccontaci…

  5. Stefano Says:

    …grazie anche per la buona bibliografia

  6. Networm Says:

    A me fa venire in mente un gioco punta e clicca (Discworld? Possibile?) dove per farti portare via con i cadaveri dovevi infilarti un ghiacciolo nel deretano e provare la temperatura :D

  7. Livio L. Says:

    Come si fa a sapere che una formica si sente in fin di vita e quindi tende a morire?

  8. tupaia Says:

    roseau, rosalux, stefano, vaal: bella domanda! La regina normalmente e’ circondata di operaie che badano a lei. La cura delle operaie rimane in atto dopo la morte della regina con leccamenti e trasporto (se necessario) per un periodo variabile che puo’ perdurare anche fino alla fine della colonia se non ci sono “eredi” (vedi Bol Entomol Venez 13(1): 73-75. Julio 1998). E’ probabile che sostanze secrete dalle operaie preservino il corpo della regina dall’attacco di funghi e batteri della decomposizione, almeno per qualche tempo. Cio’ da un lato preserva l’odore che induce le operaie a badare alla regina, dall’altro sfavorisce la formazione di segnali necroforetici. chiaramente nella maggior parte dei casi dopo alcuni giorni scatta la decomposizione e quindi la neroforesi, per cui anche la regina viene portata al “cimitero”. Evolutivamente pare che tutto cio’ serva per dare il tempo alla colonia di organizzarsi, se ci sono regine pronte a sciamare.

  9. tupaia Says:

    Livio: non ho capito la domanda.

  10. danilo Says:

    Tupaia: credo che la regina emetta un mucchio di segnali chimici più di un’operaia. E che sia quello, più che le cure, a confondere il meccanismo. Le operaie probabilmente ricevono sia il segnale di morte, sia tutti gli altri segnali persistenti e propri della regina, per cui si trovano a barcamenarsi fra ordini (chimici) contrastanti.

    Livio: è verosimile che un’operaia, non potendo riprodursi, abbia sviluppato un meccanismo che le permette di ridurre al minimo il rischio di contaminare il formicaio, e di mettere quindi in pericolo la regina (e i maschi), che è l’unica che garantisce la trasimissione dei suoi geni. Ciò potrebbe significare che l’operaia, appena avverte un segnale chimico su se stessa che predice morte imminente, abbia come reazione obbligata quella di allontanarsi dal formicaio. Ciò favorirebbe la persistenza di un gene che la obblighi a farlo.

    Danilo

  11. danilo Says:

    Tupaia: non capisco…Perchè la tumulazione posticipata della regina dovrebbe favorire la successione? Anche considerando che le regine di nuova generazione (o di vecchia) sciamano _in presenza_ di una regina residente?

  12. Livio L. Says:

    Tupaia: opppps. Scusami, non ho riletto la domanda. Intendevo come fa una formica a sentirsi in fin di vita e quindi tendere ad uscire! Comunque Danilo mi ha prospettato una possibile risposta. Comunque chievedo anche come i mirmecologi hanno fatto ad accorgersi che le formiche quando stanno per morire tendono ad uscire. Sei a conoscenza di qualche esperimento che hanno svolto? Oppure deriva solo da osservazioni?

  13. giorgio Says:

    nel mio formicaio ho riscontrato degli strani fenomeni relativi al trasporto delle operaie morte, venivano trasportate in lungo e in largo per un bel po.
    penso sia dovuto al fatto che vivessero in un ambito ristretto e comunque venivano lasciate in posti diversi dai rifiuti e dai corpi degli altri insetti.

  14. Networm Says:

    sarà ma le formiche sono davvero meravigliose.
    Ho assistito ad una migrazione nel cortile del mio vecchio lavoro. Una fila indiana di formiche una dietro l’altra, nei 200 metri che separano un’aiuola dal prato, che solo dopo un po’ ho capito trasportassero un uovo ciascuna tra le mandibole, fantastiche, non smetteranno mai di stupirmi :)

  15. Networm Says:

    Tupaia,
    perdonami se imbratto la sezione commenti, ma da queste parti il popolo chiede a gran voce un post sul Macropinna Microstoma, in risposta al pesce quattr’occhi dello scorso post. :)

  16. tupaia Says:

    Networm: ma e’ il pesce con la testa trasparente? rivolgersi a Marco (Leucophaea), dice che si vuole cimentare lui

  17. tupaia Says:

    danilo: lo spostamento del corpo della regina morta nel formicaio in effetti puo’ essere dovuto a segnali contrastanti.
    secondo la mia fonte se la regina viene a mancare la colonia “disrupts”. Presumo che i cortei nuziali vadano nutriti prima che sciamino e se le operaie smettono di lavorare sono cavoli… tra l’altro, suppongo che i segnali chimici prodotti dalla regina sopprima le “principesse”, che quindi hanno bisogno di tempo prima di essere atte al volo e alla fecondazione

    Livio: non saprei dirti se ci sono esperimenti “cruciali”, bisognerebbe spulciarsi un po la bibliografia.

    Giorgio: pare sia normale che in condizioni artificiali con poco spazio il comportamento necroforetico sia alterato.

  18. Forme di vita - Appunti e osservazioni sulla natura Says:

    […] questo articolo interessante su l’Orologiaio […]

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