hihi (Notiomystis cincta)

Lo hihi (Notiomystis cincta) e’ un passeriforme endemico della Nuova Zelanda, bellino, colorato, ma abbastanza insignificante per un osservatore occasionale non appassionato di bird-watching. Ciononostante e’un uccello praticamente unico al mondo per un paio di caratteristiche davvero peculiari, anche se non parla come il tui, non e’ sfigato come il kiwi e non e’ stato pubblicizzato da Douglas Adams come il kakapo, anche loro uccelli endemici della terra piu’ remota del mondo.

Hihi maschio. Foto da: ibc.lynxeds.com

Innanzi tutto bisogna dire che lo hihi e’ quasi estinto, ne restano poco piu’ di duemila esemplari disseminati su tre isolotti al largo della Nuova Zelanda e due riserve sull’Isola del Nord. La specie sopravvive fondamentalmente grazie ad un intenso programma di riproduzione, reintroduzione e ripopolamento che va avanti da oltre un decennio. L’ultima popolazione di hihi era infatti sopravissuta su un isolotto al largo dell’isola del Nord, Little Barrier Island, mentre tutti gli altri hihi si erano estinti sotto la pressione predatoria dei soliti noti, ratti, gatti, cani, donnole etc introdotti dai coloni europei: essendosi evoluto in assenza di mammiferi predatori lo hihi e’ infatti completamente incapace di difendere i suoi nidi.

Gli hihi fanno generalmente coppia, il maschio e la femmina stabiliscono il nido dentro le cavita’ degli alberi ed entrambi i genitori si prendono cura dei pulcini. Il particolare interessante e’ che il 35% dei pulcini non e’ figlio del maschio della coppia ma e’ stato concepito col vicino, col lattaio, con l’idraulico, con uno qualunque dei maschi del quartiere, insomma, non importa se single o accoppiati a loro volta, una caratteristica condivisa con altri uccellini nostrani come le cince. Se state pero’ pensando che la femmina dello hihi e’ un po’ ninfomane vi sbagliate di grosso. La poveretta di suo sarebbe virtuosa e fedele, ma appena entra nel territorio di un altro maschio qualunque che non sia il suo partner viene affiancata da questi, buttata a terra, girata pancia su e praticamente stuprata. Si, avete letto bene, girata pancia su: lo hihi e’ l’unico uccello al mondo capace di accoppiarsi come noi umani, faccia a faccia. Col partner ufficiale per la verita’ gli accoppiamenti avvengono come nel resto del mondo piumato, con lei in piedi e lui che le sale sopra e la monta schiena contro pancia. Ma siccome la femmina dello hihi e’ virtuosa, strilla e si dibatte quando subisce questi tentativi non richiesti di accoppiamento (senza antropomorfizzare, lei il maschio che ritiene adatto lo ha gia’ scelto e non desidera accoppiarsi con un altro partner che magari trasmette geni meno efficienti alla progenie), per il maschio e’ piu’ comodo bloccare la femmina a terra pancia su, in modo che non riesca a volar via. Del resto i maschi sono molto piu’ grossi e forti delle femmine ed e’ facile per loro avere buon gioco della malcapitata e giocare al kamasutra con l’amante occasionale.

Hihi femmina. Fonte

Mentre la sua compagna viene stuprata il maschio dello hihi che fa? Lungi dal giurare faide di sangue per le prossime generazioni in genere e’ occupato a guardarsi intorno per vedere se trova anche lui una femmina qualunque di passaggio da violentare. Sull’enciclopedia alla voce “ruffiano” dovrebbero mettere la foto del maschio dello hihi.

Il sistema pero’ evoluzionisticamente funziona e contribuisce ad aumentare la diversita’ genetica della progenie della coppia, quindi in un certo senso conviene anche alla femmina perche’ i suoi piccoli, coi suoi geni, avranno in mano piu’ biglietti per vincere la lotteria della sopravvivenza. Questo spiega perche’ le femmine non abbiano mai evoluto una fialetta di peperoncino incorporata da spruzzare negli occhi dello stupratore ma preferiscano subire.

Dal canto loro invece i maschi hanno evoluto una serie di meccanismi per assicurarsi la paternita’ di quanti piu’ figli possibile. Innanzi tutto hanno dei testicoli enormi in proporzione alle dimensioni dell’animale (interni), per aumentare la competizione spermatica e avere piu’ corridori in gioco nella gara di velocita’ per la fecondazione tra il compagno ufficiale e l’amante occasionale. In secondo luogo hanno evoluto un pene funzionale tutto da soli. I passeriformi di solito si limitano al “bacio cloacale”, giustappongono le due cloache per il trasferimento degli spermatozoi, laddove la cloaca e’ l’apertura unica degli uccelli dove sboccano l’apparato genitale, quello escretore e  quello riproduttore. Negli uccelli che hanno un pene come le anatre (qui ci sono maggiori dettagli) il fallo e’ un tubo derivante dalla parte superiore della cloaca e contenuto all’interno della stessa, che viene estroflesso al momento della copula. Nello hihi invece (e con minore intensita’ in altri passeriformi) la porzione di cloaca dove sboccano i tubuli seminiferi (protuberanza cloacale)  si gonfia enormemente durante la stagione riproduttiva, anche grazie ad un enorme accumulo di spermatozoi “pronti per l’uso”  e cambia angolazione: la cloaca di solito e’ orientata verso la coda in modo da facilitare l’espulsione delle feci. Nella stagione riproduttiva invece si orienta in posizione quasi perpendicolare all’addome, esattamente come se fosse un pene in erezione, in modo da facilitare gli accoppiamenti forzati. Anche nella femmina la cloaca si gonfia ma non cambia angolazione e lo hihi e’ l’unico passeriforme che ha funzionalmente un’erezione.

Il secondo fatto interessante relativo allo hihi e’ che questi uccellini non sono imparentati con nessuno. Il loro nome scientifico, Notiomystis, significa “mistero meridionale” segno che gia’ da molto tempo questo uccellino inquietava. Sin dalla sua scoperta tuttavia lo hihi fu classificato nella famiglia dei Meliphagidae, che significa mangiatori di miele, una famiglia non endemica alla Nuova Zelanda in quanto uccelli di questa famiglia si trovano in altre zone dell’Oceania tra cui l’Australia. La scoperta dell’unicita’ dello hihi e’, come spesso accade, del tutto casuale. Nel 2001 Amy Driskell, una studentessa di dottorato americana, stava lavorando per la sua tesi ad un albero filogenetico dei Meliphagidae e si fece mandare dalla Nuova Zelanda, tra gli altri, dei campioni di DNA dello hihi. Si rese conto pero’ che il DNA dello hihi non assomigliava per nulla a quello degli altri componenti della famiglia e quindi fu necessario riguardarne tutta la posizione tassonomica. Oggi lo hihi e’ classificato da solo in una famiglia tutta sua, quella dei Notiomystidae. Gli unici parenti, seppure alla lontana, dello hihi, sono altri passeriformi della Nuova Zelanda della famiglia dei Callaeidae che comprende due sole specie (la terza nota e’ estinta): i kokako e i tieke. Non si ha idea da quale ramo dei passeriformi si siano distaccate queste due famiglie 80 minioni di anni fa, quando la Nuova Zelanda si separo’ dal Gondwana, ne’ di chi siano i loro parenti piu’ prossimi al di fuori della Nuova Zelanda: non sono ne’ corvoidea ne’ passerida. Fatto sta che per convergenza evolutiva gli hihi assomigliano molto ai Meliphagidae, sia come forma del becco e struttura generale sia come abitudini alimentari.

Nota di Folklore: i maori cacciavano gli hihi per l’equivalente maori della polenta e osei, nel senso che pur essendo molto piccoli li mangiavano egualmente cuocendoli in forno. Walter Buller (1888) riporta che ai suoi tempi lo hihi era gia’ molto raro nell’isola del nord (mentre non e’ a conoscenza della sua presenza nell’isola del sud). Il capo Topine Te Mamaku dei Wanganui, tuttavia, gli racconto’ che ai tempi della sua gioventu’ con la parte gialla delle piume dello hihi era stato decorato un mantello indossato da un capo dell’epoca. Considerando che i mantelli dei maori erano interamente ricoperti di piume, che lo hihi e’ grosso piu’ o meno quanto un passero, che il piumaggio giallo e’ presente solo sulle ali e che le piume sono piccolissime, significa che ci son voluti centinaia di hihi per fabbricare il mantello. Fortunatamente per lo hihi i mantelli piu’ pregiati erano quelli di kiwi (il che ha fatto quasi estinguere il poveretto), ma questo mantello era cosi’ degno di rispetto che il capo lo chiamava in segno di distinzione kahu-hihi. Hihi del resto significa “luce del sole”, o una cosa del genere, in una delle lingue maori.

Hat tip:  Patricia Brekke

Alcune referenze

ResearchBlogging.org
Low, M., Castro, I., & Berggren, �. (2005). Cloacal erection promotes vent apposition during forced copulation in the New Zealand stitchbird (hihi): implications for copulation efficiency in other species Behavioral Ecology and Sociobiology, 58 (3), 247-255 DOI: 10.1007/s00265-005-0935-5

J.G. Ewen et al.  Molecular Phylogenetics and Evolution 40 (2006) 281–284

Buller, Walter L. (1888): Fam. TIMELIPHGIDÆ — Pogonornis Cincta. — (Stitch-Bird.), in his A History of the Birds of New Zealand, Second Edition. London

Driskell, A.C., Christidis, L., 2003. Phylogeny and evolution of the Australo-Papuan honeyeaters (Passeriformes, Meliphagidae). Mol. Phylogenet.Evol. 31, 943–960.

Published by tupaia on agosto 1st, 2011 tagged rari, Uccelli


5 Responses to “hihi (Notiomystis cincta)”

  1. Ariadne Says:

    Tupaia, che dirti? Ormai è qualche mese che seguo il blog leggendone anche i post più vecchi e lo trovo fantastico: è chiaro, interessante, originale. Complimenti, ogni volta che apro questa pagina mi rendo sempre più conto di quanto allucinante sia il mondo in cui mi ritrovo.

  2. Ele Says:

    è la prima volta che leggo il tuo blog.. davvero interessante, complimenti! Si vede che hai delle buone conoscenze di base e inoltre ti esprimi in un linguaggio molto piacevole! Ottimo lavoro..

  3. tupaia Says:

    Ciao Ele, grazie per l’apprezzamento, ma che fai per caso l’insegnante? Qualche “conoscenza di base” in effetti ce l’ho, e qualche volta aspiro addirittura ad avere qualche conoscenza verso la cima ;-P

  4. Ele Says:

    ahahah… insegnante?? No no!! Ho 21 anni e non sono nemmeno laureata… però sono appassionata dell’argomento e sono cresciuta leggendo enciclopedie sugli animali e sparandomi documentari a casa della nonna… formazione di base insomma! quello che volevo dire è che hai un bel modo di esprimerti, divertente! sono contenta di aver scoperto il tuo blog, lo terrò d’occhio d’ora in poi….

  5. Ele Says:

    ps. comunque ho detto conoscenze di base perché quelle sicuramente le hai… ma anche di più! effettivamente devi proprio essere una del campo! sbaglio? “conoscenze verso la cima”, quindi professoressa? (non voglio intasarti il blog con i miei post ma mi ero dimenticata di finire il discorso..)

Leave a Comment