HELP! Il mistero della falena della pianta carnivora

Drosera capensis e’ una pianta sudafricana parente della nostra rosolida (Drosera rotundifolia), che e’ diffusa piu’ o meno in tutta Europa ovunque ci siano torbiere o suoli acidi, inondati e poveri di nutrienti. Per ricavare le sostanze di cui hanno bisogno, non potendo ricavarle dal terreno troppo povero, le piante del genere Drosera le estraggono dagli insetti che catturano, per cui vengono archiviate sotto la categoria di “piante carnivore”, anche se di fatto si nutrono di moscerini, anche 2000 nel corso di un’estate. Il meccanismo di cattura e’ semplice: le foglie sono dotate di peduncoli all’estremita’ dei quali una ghiandola produce un essudato dolce e appiccicoso che sembra rugiada. I moscerini vengono attratti da questo liquido e rimangono intrappolati tra i peduncoli. D. capensis e’ la piu’ veloce delle Drosere nel muoversi, ma tutte piu’ o meno sono capaci di movimenti inaspettatamente veloci: i peduncoli si piegano verso il centro trascinando con se’ la preda e secernono enzimi digestivi che liquefano il malcapitato moscerino. Al centro della foglia altre ghiandole sono responsabili dell’assorbimento dei liquidi (e dei nutrienti) cosi’ ottenuti. Nel corso di 24 ore del moscerino non resta quasi piu’ traccia.

Il mio terrario degli insetti stecco e’ da qualche tempo fastidiosamente infestato da Sciaridi del genere Bradisia sp., moscerini le cui larve si nutrono di funghi, alghe e materiale in decomposizione nel suolo e gli adulti non si nutrono affatto. Gli adulti spesso riescono a sfuggire al telo protettivo che impedirebbe (in teoria) agli insetti stecco di scappare e considerano la mia scrivania il loro personale cimitero degli elefanti. Di solito se manco per qualche giorno al mio ritorno trovo il tavolo disseminato di cadaverini, o in generale mentre sono al PC a scrivere di qualche orrida bestia per questo blog mi sfrecciano sotto il naso delicati insettini diretti verso la finestra. A volte non mancano neanche di popolare il mio the’. Che fare? Non posso ovviamente usare insetticidi perche’ questo ucciderebbe gli insetti stecco, e per la stessa ragione non posso lasciare che il suolo si secchi, cosa che ucciderebbe le larve. Ho deciso allora di curare i sintomi anziche’ le cause e ho comperato una Drosera capensis che ora troneggia allegra sul davanzale di fianco alla scrivania e sono molto soddisfatta dei risultati: anziche’ lasciarsi morire sulla scrivania ora i moscerini fanno altri trenta centimetri e si buttano a corpo morto sui peduncoli rosso fiamma della drosera, e siamo tutti contenti: i moscerini muoiono sazi, la drosera mangia felice e il mio the’ ora e’ molto piu’ al sicuro.

Il problema e’ che e’ avvenuto un imprevisto. Al mio ritorno dopo un’assenza di qualche giorno ho trovato che la piantina aveva molte foglie marroni ed avizzite. Ho attribuito la cosa alla mancanza di acqua e non ci ho pensato troppo, ma dopo qualche giorno ho visto che il fenomeno peggiorava nonostante l’acqua e ho guardato bene. Rovistando fra le foglie ho trovato un bruchino verde, esattamente del colore delle foglie, che produceva dei fili di seta sparsi tra le foglie vicino alla base della pianta. Dopo un inseguimento feroce sono riuscita a catturare (e fotografare) il bruco – un lepidottero, ovviamente, e l’ho lasciato impuparsi in pace in una scatolina con un fazzolettino imbevuto d’acqua al fondo per l’umidita’ e le foglie marroni e marcescenti della drosera, piu’ qualche foglia verde.

La temperatura nella scatolina penso fosse piuttosto alta perche’ la finestra induce effetto serra. Un paio di giorni dopo ho notato un’altra pupa, coi suoi fili di seta sparsi, tra il fiore della pianta, e questo mi ha spiegato perche’ i fiori sono avvizziti e non si sono aperti, e ho deciso di lasciarlo li’. La mia impressione e’ che questo lepidottero anziche’ mangiare le foglie ne succhi la linfa, o che produca qualche sostanza che fa marcire le foglie e si nutra poi delle foglie marcescenti.

Il mio problema e’ che questa e’ una pianta alloctona e non dovrebbe avere parassiti specializzati. Se e’ vero che esistono in questa Nazione delle Drosere rotundifolia selvatiche, e’ anche vero che vivono in torbiere a centinaia di km da me. Le altre piante in casa stanno bene, quindi si tratta a mio avviso di un parassita specializzato. Non potrei spiegarmi altrimenti come mai il bruco mangia la pianta anziche’ esserne mangiato. Quella che mi sembra l’eventualita’ piu’ probabile e’ che la pianta sia arrivata gia’ infestata dal vivaio e che oltre alle piantine siano stati importati anche i loro parassiti dal Sud Africa, contribuendo al lancio di un nuovo alloctono in Europa, evviva!, come se ce ne fosse stato bisogno.

Ieri finalmente, dopo un paio di settimane di trepidante attesa, ho aperto la scatolina e una falena marrone ha fatto il suo primo volo, eccola:

Credo anche che mi abbia deposto delle uova sui residui di vegetazione, ma non ho un microscopio abbastanza potente per esserne certa:

Anche l’altra pupa, quella nel fiore, e’ felicemente svolazzata via lasciandomi la crisalide, ma questo significa sfortunatamente che c’e’ una di queste bestie in casa pronta a deporre nuove uova sulla mia sfortunata piantina.

Mi chiedevo: c’e’ mica in ascolto un entomologo specializzato in lepidotteri che sa dirmi di che falena si tratta? Autoctona o alloctona? Penso di poter fornire campioni in alcol tra breve, se occorre, temo che l’infestazione non finisca qui. L’adulto allevato nella scatolina e’ volato via perche’ aveva una quinta colonna in casa a difenderlo prima che io riuscissi ad arrivare all’etanolo.

Published by tupaia on agosto 7th, 2011 tagged alloctoni, Insetti, misteri, parassiti


11 Responses to “HELP! Il mistero della falena della pianta carnivora”

  1. kuroid Says:

    Cara Tupaia, anch’io posseggo la capensis da qualche settimana, a far compagnia alla cugina Dionea. Ed ho osservato in questi caldi giorni con orrore che la Dionea stava seccandosi un po’ tutta. Ho indovinato la causa: mercescenza della torba con formazione di idrogeno solforato, potente inibitore di gruppi prostetici. Lavata sotto il rubinetto e rimessa in acqua distillata su sabbia sembra si stia riprendendo. Ora sto tenendo d’occhio la capensis che ultimamente sta mostrando un po’ troppe foglioline accartocciate e non so se considerare ancora l’H2S o se questo nuovo parassita :-), ma non vedo seta.

  2. kuroid Says:

    Non sono un entomologo ma guardando la farfalla (peccato per le antenne, avrebbe aiutato) mi puzzava di nottuide. Potrebbe essere questa: http://en.wikipedia.org/wiki/Lesser_Yellow_Underwing?

    Non mi convince molto, perché il bruco verde è più tipico di altri generi ma la memoria mi fa difetto.
    bao.

  3. tupaia Says:

    ciao Kuroid, no direi decisamente che la farfalla non e’ quella, il disegno delle ali e’ molto diverso, anche accettando un certo livello di variabilita’ individuale, e decisamente il bruco e’ diverso. Anche le specie di pianta ospite mi sembrano incompatibili. Le antenne sfortunatamente non ne voleva sapere di tirarle fuori, sembravano relativamente corte e decisamente non piumate, ho un’altra foto meno definita in cui si vedono. Sul terreno della mia pianta cresce muschio, direi che questo vuol dire che non ho problemi di marcescenze, semmai di eccesso di nutrienti.

  4. Lorenzo Bardotti Says:

    Ciao,
    puoi anche provare a sentire gli amici di http://www.aipcnet.it che sono bravi e numerosi :-)
    Lorenzo

  5. tupaia Says:

    Lorenzo: grazie del suggerimento, ma per il momento sono in contatto con la sezione entomologica del NHM di Londra, gli ho appena mandato un link a questa pagina per vedere le foto. Sono molto curiosa di sapere quale sara’ il responso..

  6. Andrea Says:

    ciao cara, due consigli pratici:
    1) http://www.leps.it – catalogo fotografico di lepidotteri europei, bellissimo.
    2) forum di natura mediterraneo.

    se è autoctona, lì troverai il suo nome.

    ciao!

  7. tupaia Says:

    Andrea: Ieri ho passato due ore in biblioteca sfogliando i libri sulle falene inglesi e non ho trovato nulla di simile. Il NHM ancora non risponde, comincio a sospettare che sia roba alloctona. Il forum di Natura e Mediterraneo, per quanto siano preparati, non so se sia competente sulle falene anglosassoni, che includono la ultrafamosa Biston betularia, quella che cambio’ colore per via dell’inquinamento della rivoluzione industriale.

  8. Nino Says:

    Potresti inserire una foto in modo da mettere in mostra anche il secondo paio di ali? Sospetto anche io, come kuroid, che sia un nottuide.

  9. Andrea Says:

    Ciao, prova a contattare il gestore di leps.it. E’ molto in gamba e secondo me potrebbe essere la persona giusta. ciao!

  10. tupaia Says:

    Nino: no, non posso, a fare bene avrei dovuto fissare l’animale per aprirgli e distendergli le quattro ali, ma e’ stato fatto scappare prima. Ho trovato un altro bruco, l’ho messo di nuovo a impupare (mi sembra vicino), se sfarfalla stavolta non mi scappa.

    Andrea: il NHM non mi risponde, adesso mando un sollecito. Se non ci riescono loro non ci riesce nessuno, sono oramai certa che e’ una roba estera

  11. Networm Says:

    Ci sono novità?
    La suspance mi sta distruggendo!
    No, davvero, sono curioso adesso…!

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