Guelfi e zibellini (Martes zibellina)

Inutile tergiversare, vengo subito al dunque e fuori dai denti:
Questo:

martes-zibellina5.jpg

Foto: http://zooeco.com/

diventa questo:

sable-tail1.jpg

 

Foto: peterpalms.com

che di conseguenza diventa questo:

gi-md-shtreimel.jpg

 

Foto: berimarts.blogspot.com

Trovo che lo scuoiare animali solo per vanita’ sia moralmente sbagliato, ma quando si porta una specie sull’orlo dell’estinzione perche’ dei fanatici religiosi (Chassidim) desiderano portare anche a Gerusalemme, in piena estate, degli immensi cappelli di pelliccia di zibellino allora mi sembra si sconfini davvero nell’idiozia. Capisco che per dei signori che si vestono ancora a Londra, in nome della loro fede religiosa, come se vivessero in Lituania e in Polonia nel 1800, dello zibellino non gliene possa fregare nulla. E so anche che oggigiorno li allevano. Ma l’allevamento e’ una giustificazione per andare in giro vestiti da cretini tutti i sabati? Che se uno si abbassa per raccogliere qualcosa la macina di mulino gli cade dalla testa e rotola giu’ da Golders Green fino a Islington?

Ok, adesso mi bevo tre camomille e vediamo di capire di cosa sto parlando. L’animale in questione e’ uno zibellino, un mustelide parente stretto delle martore (a cui somiglia molto) e piu’ alla lontana delle faine, che vive(va) in tutto il nord dell’Eurasia, dalla Polonia al Giappone, passando dalla Siberia, dalla Mongolia e dal nord della Cina. Dai paesi dell’est dell’Europa si estinse nel XIX secolo a causa della caccia indiscriminata per farne cappelli da cretini e stole per donne decerebrate e anche la popolazione asiatica era fortemente in declino. Poi per fortuna, nel XX secolo, hanno cominciato ad allevarli in Canada. Gli zibellini russi cacciati con le trappole restano comunque i piu’ pregiati (il pelo invernale e’ foltissimo e morbido) e dopo il crollo dell’Unione Sovietica e’ ripartita la caccia indiscriminata e la popolazione russa di zibellini e’ di nuovo ai minimi storici: gli animali si spostano per incendi e perdita di habitat e diventano facile preda dei bracconieri che ne svendono le pelli sul mercato nero. Al momento pero’ l’unica popolazione di zibellini protetta dalla IUCN e’ la sottospecie dell’isola del nord del Giappone (M. zibellina brachyurus).

I cappelli che i Chassidim sposati indossano il sabato, gli shtreimel, sono fatti solo con le code degli zibellini (quelli piu’ pregiati, che costano anche oltre 5000 dollari) ma possono essere fatti anche di code di volpe o di martora, e immagino che la scelta del pelo mostri lo status sociale all’interno della comunita’. Niente a che fare con la religione, insomma, ma solo con il primitivo bisogno di prevalere all’interno del proprio, bislacco, gruppo. Pare che ora sia di moda possedere due shtreimel, uno costosissimo per le grandi occasioni ed uno piu’ economico per i sabati normali o quando c’e’ il rischio che quelli del Fronte Popolare d Giudea (la citazione e’ per chi ha visto il film dei Monty Pyton “Brian di Nazareth”) te lo rubi per umiliarti e dimostrarti che il suo rabbino e’ meglio del tuo.

Per fare uno shtreimel, dicevo, occorrono almeno una trentina di code, e quindi di zibellini. Chiariamoci: dal punto di vista dello zibellino uno shtreimel o una stola e’ la stessa cosa. Dal punto di vista del sembrare ridicoli lo shtreimel batte quasi qualsiasi altro capo di vestiario. L’uso comincio’ nell’europa dell’est perche’ i chassidim non indossavano lana per qualche norma religiosa che ignoro, cosi’ per coprirsi il capo usavano una specie di colbacchi. I colbacchi col tempo si sono erti sul capo e sono aumentati di diametro, fino a diventare questi moderni copricapo che servono solo a fondere il cervello quando fa troppo caldo.

In natura lo zibellino, che e’ grande circa la meta’ di un gatto e poco piu’ piccolo di un furetto, non raggiunge neanche i due chilogrammi di peso (e il maschio e’ di un 15% piu’ grosso della femmina). E’ un formidabile cacciatore: si ciba per lo piu’ di arvicole, ma anche di topi, toporagni, scoiattoli rossi, tamia ed e’ adattato a una vita diurna. Anche uccelli e a volte resti vegetali (bacche e pinoli) rientrano nella sua dieta. Uno studio degno di premio Ignobel mostra che se non dai da mangiare agli zibellini per quattro giorni quelli vanno in ipoglicemia, ergo anche se vivono in Siberia non sono adattati a sopportare la fame. Se me lo chiedevano avrei potuto dirglielo io quasi gratis, considerando che, come tutti i mustelidi, hanno un metabolismo elevatissimo.

Il suo habitat naturale sono le foreste di conifere del grande nord, cedri e abeti ad est, larici e pini nella zona occidentale del territorio dello zibellino. Anche la taiga pero’ va bene, considerando che l’animale passa per terra buona parte del suo tempo, pur essendo agilissimo. Quando le condizioni diventano avverse, ad esempio quando ci sono tempeste di neve o quando e’ perseguitato dai cacciatori, l’animale scava un buco nella neve e vi resta anche per giorni, con del cibo conservato per l’occasione.

Prima dell’accoppiamento il maschio segna il territorio con l’urina e scavando piccoli fossi nella neve, e se la densita’ e’ elevata i maschi ingaggiano lotte feroci. L’accoppiamento prevede ruzzolamenti da gatto e avviene tra giugno e agosto. L’embrione, come accade anche in altri mustelidi artici come il ghiottone, non si impianta nell’utero ma resta in diapausa per circa otto mesi, e riprende lo sviluppo nela primavera successiva, completando la gestazione in realta’ in solo un mesetto.

Particolare curioso per i mustelidi il maschio ha cure parentali, difendendo il territorio della femmina e a volte portando prede a lei o ai cuccioli, sicuramente un adattamento a tollerare il grande freddo. Non trovo riferimenti neanche tra gli articoli scientifici, ma suppongo che il territorio del maschio comprenda quello di una o piu’ femmine, altrimenti dato che non forma coppie fisse non si spiegherebbe tanto attaccamento alla famiglia.

I cuccioli aprono gli occhi ad un mese di vita, sono svezzati a due mesi e diventano sessualmente maturi a due anni. Se presi da cuccioli, possono essere addomesticati come animali da comagnia, ma naturalmente nessuno di noi sarebbe cosi’ pazzo da desiderare di avere in casa un piccolo serial killer per topolini con attitudini distruttive verso il mobilio di casa e una vaga parentela con le puzzole. Questo filmato e questo mi danno torto, naturalmente, e se avete il cuore tenero vi consiglio di guardarli (ehi, questa e’ forse la prima volta in questo blog che non sconsiglio un filmato perche’ orripilante! Questi sono dolci e carini. Che mi succede? Mi staro’ rammollendo?). Attenzione pero’, il vostro gatto potrebbe non essere della vostra stessa idea: questi sono animali selvaggi e feroci, e non ci ammazzano nel sonno solo perche’ sono piccoli. Guardate qui.

Prima che mi si accusi di antisemitismo: non ce l’ho in particolare con i chassidim, se non per i loro capelli da sfoggio di status sociale a spese di animali cosi’ zi…bellini.

Published by tupaia on settembre 6th, 2008 tagged fanatici religiosi, mammiferi, moda, predatori


43 Responses to “Guelfi e zibellini (Martes zibellina)”

  1. maus Says:

    ma sono bellissimi!
    ne voglio una coppia a qualunque costo.
    di shtreimel intendo, naturalmente.

    (credo che il colbacco sia il miglior modo per avere a che fare con lo zibellino)

  2. rosalucsemburg Says:

    Bon, se non è per motivi religiosi ma di status, non vedo alcuna differenza tra il cappello di zibellino e qualsiasi altra pelliccia. Ma anche i motivi fossero religiosi, cosa cambierebbe per lo zibellino? Una sentenza della Corte Suprema ha assolto gente della santeria che uccideva polli per “motivi religiosi”. E’ stata una decisione sbagliata? Non è una domanda retorica, eh.

  3. Marco Ferrari Says:

    Bentornata
    Al loro confronto, un furetto sembra una zombie.
    Se non togli il saluto a maus, non vengo più qua.
    @rosalucsenburg (se permetti rispondo).
    E’ una questione di specie. Di polli ce ne saranno sempre, e ucciderli per motivi religiosi o altro non fa differenza per il pollo. Se quei ridicoli esseri continueranno a volere il colbacco di zibellino, non ce ne saranno più (di zibellini, voglio dire, non di xxxxx – quelli lì, insomma).
    Marco

  4. maus Says:

    è una questione di specie solo perchè lo zibellino è un mammifero.
    se sono d’allevamento (gli zibellini) dovrebbero “valere” quanto i polli.

    cmq. credo che -in difesa degli zibellini- si debba utilizzare un’arma “culturale”: bando agli shtreimel perchè gli zibellini sono taref (sul tema ho postato su ice).

  5. Marco Ferrari Says:

    Sbagliato maus. Gli zibellini d’allevamento non mi fanno né caldo né freddo (anche se mi batto contro tutti gli allevamenti, polli compresi; ma questo è un altro discorso). Sono quelli selvatici che vanno rispettati. Ma se poi aggiungi il fatto che il pollo ce lo mangiamo, e dello zibellino ne facciamo ammennicoli da vanità, questo cambia (ancora) le cose.
    Il mio non era un insulto a te, ma una battuta (non s’è capito?)

  6. tupaia Says:

    @Maus: non puoi avere lo shtreimel, sarai pure ashkenazi ma non sei chassidim, gne’ gne’ gne’

    @rosaluxemburg il problema e’ di far valere come oggetto religioso un simbolo di status sociale. Cioe’, nessuno dice che si compra la ferrari perche’ cio’ lo rende piu’ pio, ma un buon Chassidim si compre due shtreimel perche’ cio’ lo rende un *buon* chassidim agli occhi della comunita’, che rispetta le tradizioni e onora lo shabbat. E’ un sotterfugio, e cio’ rende la cosa ancora piu’ antipatica. Che poi allo zibellino d’allevamento non cambi nulla sono d’accordo, il problema e’ che non vedo che motivo ci sia ad allevarli e ucciderli se non un’aberrazione mentale. Oltretutto molti di quegli shtreimel vengono da pelli prese dai bracconieri e vendute al mercato nero, perche’ il pelo e’ migliore. E a me l’estinzione di una specie da fastidio

    @marco: grazie :) ma no, perche’ devo togliere il saluto a Maus? lo faro’ solo quando lui smettera’ di mangiare prosciutto :)

  7. Adriano Says:

    Ho visto i filmati: mi sembra che l’unico modo di fermarli sia farli diventare cappelli. Interessantissimo lo studio sull’ipoglicemia!

  8. Dund Says:

    vedendo quanto saltano nel primo video – che sarebbe stato meno atroce senza “Love will find a way” degli Yes – mi chiedo come faccia un proprietario di pet-zibellini a catturarne uno dentro casa, se quello decide che non vuole farsi prendere.

    Tupaia: per favore, dimmi se secondo te ho interpretato bene il pensiero dello zibellino nel video con il gatto:

    “ma perchè questo grosso stupido coniglio bianco soffia e ha gli artigli affilati, e soprattutto perchè ha la pelliccia così folta sulla nuca e non riesco a trovargli i nervi da bucare?”

    anche a me non dà fastidio il discorso religioso in se (dubito esista la prescrizione esplicita di indossare shtreimel di vero pelo), ma quello di status: posso permettermi lo sthreimel da 5000$=sono ricco=lick my boots, you scum.

  9. Palmiro Pangloss Says:

    Non vedo differenza alcuna tra shtreimel e queste: http://www.ramellopellicce.it

    L’unico discrimine e’ semmai tra chi uccide animali selvaggi per farne ornamenti e chi uccide animali d’allevamento. che poi anche su questa distinzione ci sarebbe molto da discutere: basta pensare alla pesca.

  10. ipazia Says:

    sono nei guai :-) non solo non mangio prosciutto, ma non trovo nulla di strano nel nutrirmi di manzo, praticamente utilizzando solo un paio di tagli. tutti gli altri potete tenerli :-D

    boh, devo ammettere che allevare zibellini per il pelo non mi pare particolarmente perverso. che poi ci sia qualche stronzo che compra pelli da animali selvatici mi stupisce poco. che gli zibillini stiano rischiando l’estinzione per diventare buffi cappelli mette in allarme prima che la mia (scarsissima) coscienza ecologista il mio spirito critico.

  11. rosalucsemburg Says:

    TUPAIA:
    “il problema e’ di far valere come oggetto religioso un simbolo di status sociale”

    ROSALUX:
    Non conosco chassidim e non so perchè si
    ostinino a voler preservare le tradizioni a dispetto dalla meteorologia, ne’ quale rapporto ci sia per loro tra norma religiosa, tradizione e pulsione sociale ma mi pare che dare giudizio “morale” antropologico tanto netto e severo sui significati che ognuno dà alle proprie tradizioni non sia affatto così semplice,una volta chiarito che non c’è differenza alcuna tra un cappello di zibellino e una pelliccia di lapin. Sono favorevole ad un moderato relativismo: stabilito la cornice di cose da ammettere o proibire, preferisco osservare le bizzarrie altrui come curioso folklore: sarà anche un po’ da pirla andare in giro con un pugnale sotto il turbante, ma non pensi sia una china scivolosa esecrare le presunte “motivazioni” dei sikh, magari attribuendogli tendenze violente?

  12. maus Says:

    @marco: capita la battuta. io non mi batto contro gli allevamenti (anzi li trovo una cosa buona e giusta, come la bistecca, appunto). non mi piacciono le pellicce (né a forma di macina né di giacchetta) ma -una delle mie innumerevoli contraddizioni- adoro i maglioni di vigogna e abbozzavo quando erano vietati, spero di comprarmene uno ora che la caccia è regolamentata (ma costa come uno shtreimel di pelo di scroto di zibellino selvatico).
    in linea di principio concordo sul fatto che non si dovrebbero cacciare animali in via di estinzione (con qualche eccezione).

    @tupaia: chassid, il singolare è chassid :-p

  13. rosalucsemburg Says:

    x maus:
    con quale eccezione?

  14. maus Says:

    @rosa: se si estinguessero le anofele io farei una festa.

  15. rosalucsemburg Says:

    x maus: ah, sì, anche l’acaro della scabbia, è che purtroppo non hanno una pelliccia così appetibile.

  16. falecius Says:

    Non credo che zanzare e acari rischino, non dico l’estinzione, ma nemmeno una riduzione consistente.
    Qui, perlomeno, di zanzare ce n’è in quantità.
    Personalmente, sono contrarissimo all’uccisione di animali, e del tutto incapace di praticarla. Per le zanzare, anche se senza entusiasmo, sono capace di fare eccezione.

  17. maus Says:

    @rosa: ribadisco la proposta fatta a londra insieme a candide: facciamo cappelli di pelle di lumaca.

  18. rosalucsemburg Says:

    x falecius: le zanzare non mi suscitano entusiasmo anche perchè si spiaccicano sul muro schifendolo. A volte addirittura le sopporto e non le uccido. Ho avuto cani e l’unico animale per cui provo odio, schifo e mancanza totale di empatia sono le zecche.

    x maus: bleargh

  19. maus Says:

    @rosa: secondo me è un’opportunità di business, pensa… “il cappello con il gel incorporato”

  20. falecius Says:

    Quoto Rosa*: bleargh

    *battuta scema involontaria.

  21. danilo Says:

    Anche perchè le lumache sono buone così come sono. Se gli levi la pelle, non ti resta niente da mangiare…

    Danilo

  22. Hyperbola Says:

    Un blog geniale, scoperto per caso..Ti seguirò.
    Intanto ti aggiungo tra i miei link..

  23. tupaia Says:

    Rosalux: fermorestante che trovo i chassid (grazie, Maus) e quell’altro gruppo americano di cui ora mi sfugge il nome ma rifiutano la tecnologia una mutazione perdente, sono daccordo che sarebbero fatti loro come preferiscono andare vestiti. Mi da fastidio l’uso di pelli di zibellino, tutto qui.
    La differenza e’ semplice: le pellicce sono passate di moda, oramai non le indossa quasi piu’ nessuno, e questo grazie al movimento animalista (che mi sta antipatico ma gli riconosco questo credito).
    Pero’ le religioni ahime’ non passano di moda, e se uno si azzarda a dire che i chassid sono imbecilli se indossano cappelli di pelli vere rischia il bollino di antisemita. Laddove la casalinga di voghera che indossa la pelliccia viene guardata con sufficienza, il rabbino con lo zibellino selvatico viene guardato con deferenza e in nome del multiculturalismo e del “dobbiamo capirli, sono le loro tradizioni” non puoi dargli del coglione, ne’ tirargli i pomodori come facevano gli animalisti sulle signore impellicciate. Insomma, trovo fastidiosissimo che l’esibizione di status sociale a spese dello zibellino venga protetta da un’aura di pretesa religiosa.

  24. maus Says:

    tupaia: UN chassid, MOLTI chassidim.

    (e quando lo avrai imparato passiamo al plurale femminile…)

  25. MMAX Says:

    @maus
    Sto organizzando l’annuale caccia al cucciolo tenerotto di zibellino, vieni?

  26. maus Says:

    è una faticaccia, hai visto quanto sono schizzati?
    se invece si prevede di dar fuoco alla taiga e godersi lo spettacolo, apparecchia anche per me.

  27. Palmiro Pangloss Says:

    Maus, ci sto. Io porto la vodka, chi porta i calamari secchi?

  28. MMAX Says:

    @maus
    L’idea sarebbe mandiamo Palmiro dall’altra parte della taiga e gli facciamo dare fuoco al tutto.
    Dopodiché ci si mette nella riva opposta di un fiume e si attende…magari pescando con delle bombe.
    Poi come zibellini, lupi, scoiattoli arrivano a frotte sospinti dal fuoco..si da il via alla mattanza.

    @palmiro
    Molla la vodka e fai cio’ che devi

  29. Palmiro Pangloss Says:

    @MMAX: Ok. niente armi da fuoco pero’, che sciupano la pelliccia. Mazze.

  30. danilo Says:

    E chi cazzo sei, Joe Di Maggio? Ma li hai visti muoversi?

    Danilo

  31. MMAX Says:

    @Palmiro
    Con zibellini e furetti a pallini fini 00, non li uccido per lucro ma per diletti.
    Viceversa se dalla taiga scappa quialche mugiko o un dissidente a cui non hanno detto che è crollato il comunismo…pallettoni o elicoidale per la caccia al cinghiale.
    E’ una vita che voglio una testa di mugiko impagliata sul caminetto.

  32. maus Says:

    @mmax: il commento di danilo meritava, per sinteticità e bellezza, di chiudere il thread.
    ho inoltrato il tuo commento all’ambasciata mugika.

  33. Claudio Says:

    Evita di andare a Stanford Hill, allora.
    A Golders Green di chassidim ne vedi un paio, a Stanford Hill 200.

  34. danilo Says:

    Ohi, ohi, qui si va sul filosofico. Quella cosa dell’albero che cade nella foresta e chi lo sente lo sente e gli altri ciccia.
    Cioè, se uno gira con una macina di mulino pelosa in testa e nessuno lo vede, è ridicolo lo stesso?

    Danilo

  35. giona Says:

    deeh he he he capitato qui dio sa come. Geniale il funambolismo nell attaccare gli hassidim senza scadere nell’antisemitismo. Per non parlare del delirio sterminazionista vi amo tutti, ah si sono ebreo (ma non hassid)
    Comunque solo gli hassidim habad indossano il pelliccione.

  36. tupaia Says:

    Giona: se ti senti offeso dal mio post e’ un problema tuo e te lo tieni. In questo blog nel tempo sono stati offesi anche il papa, l’attuale presidente del consiglio, i cristiani fondamentalisti americani, i creazionisti. Tutti per la stessa ragione: fanno o dicono cose che a me sembrano stupide. Dobbiamo difendere i chassidim a tutti i costi perche’ non si puo’ parlare male degli ebrei? non ci sto. Non ci sto neanche quando gli inglesi per educazione non dicono davanti a me che in italia ti rubano anche le mutande se non stai attento. Non difendo gli italiani a tutti i costi se fanno cose che non mi garbano. E se devo, offendo gli ebrei fondamentalisti. Penso davvero che il mondo sarebbe un posto molto migliore se non ci fossero: a) i fondamentalisti religiosi b) quelli che li difendono a tutti i costi per politically corretness.

  37. giona Says:

    guarda che non hai capito … io mi sono divertito veramente (ho un senso dell’umorismo piuttosto sviluppato … siccome io sono riformato non so molto di quei matacchioni … tu sei sicura siano hassidim ? non saranno piuttosto haredim (quelli che voi goym chiamate ultraortodossi ?)
    Gli hassidim comunque non sono strettamente parlando fondamentalisti…insomma… non troppo… ci stanno tanto dietro a quelle cose tipo non si lavora il sabato , si mangia kosher … (mentre io mi sono appena mangiato una galette formaggio e prosciutto… ecco lo sapevo adesso mi colpevolizzo)poi per il resto sono tranza controllo su wikipedia và

    ecco: A shtreimel or shtraml (Yiddish: שטרײַמל, pl. שטרײַמלעך shtreimlekh) is a fur hat worn by many married Haredi Jewish men.

    Haredim i timorosi (di dio) non hassidim (i pii)!
    E tutta un’altra cosa !

  38. tupaia Says:

    Ah, ecco, ok, grazie. Magari per conferma, prima di modificare il post, chiedo in giro, magari riesco a beccare un rabbino disposto a chiacchierare.
    Anzi, faccio di meglio: Sayeret Felafeli, ci siete? Se ci siete, prima del meeting a Milano/liguria/puglia voglio una risposta CERTA.

  39. tupaia Says:

    Ok, ho la risposta. Ho chiesto ad una fonte autorevole per cui penso non ci siano piu’ dubbi su chi indossa gli shtreimel. Ecco cosa mi scrive in risposta la mia fonte autorevole, AZ, che colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente.

    “Haredim (pii, devoti) è il nome generico in ebraico di tutti gli ebrei
    ultra-ortodossi ashkenaziti. Siccome è, appunto, generico, finisce per
    includere anche gli ultraortodossi sefarditi, anche se a rigore non
    dovrebbe. Comunque i sefarditi non portano lo shtremiel, Gli altri due
    gruppi sono i hassidim (a loro volta divisi in migliaia di
    sottogruppi, a seconda della dinastia dei fondatori di ogni singolo
    sottogruppo) e mittnaghedim (anche loro divisi in tanti gruppi,
    genealmente raggruppati attorno a una scuola con il proprio metodo di
    studio: è difficile trovare tra di loro la rivalità che c’è tra alcuni
    gruppi hassidici). I mittnaghedim sono detti popolarmente Littvak,
    perché in Lituania avevano uno dei principali centri di studio.
    Lo shtreimel di cui mi chiedi fa parte del “vestito della festa” di
    qualche gruppo hassidico e dei mittnaghedim di Gerusalemme. Nella
    cultura popolare è associato soprattutto al gruppo dei Satmar (che è
    il più numeroso) e dei Belzer (che è numeroso anche quello). Del
    “vestito della festa” di altri gruppi hassidici fanno parte altri tipi
    di cappello di pelliccia, spesso chiamati erroneamente shtremiel.
    L’affezione dei hassidim per questi cappelli ha diverse ragioni, più o
    meno connesse con la loro ideologia fondamentale, secondo cui ogni
    innovazione va guardata con sospetto perché rappresenta un passo verso
    la fine dei costumi religiosi. Come tutti i haredim, si rifanno
    all’Europa dell’Est alla fine del Settecento come modello di
    osservanza e in quel periodo e in quel luogo il vestito della festa
    per i nobili era appunto il cappello di pelliccia. Per una ventina di
    anni lo zar aveva proibito agli ebrei di indossare quei cappelli e
    poterseli mettere in testa ha rappresnetato la loro forma di
    emancipazione.”

  40. valeria piccolina con la mammina! Says:

    ho capitooooo cosa sono! sono quelli che ha la matrigna di cenrentola addosso al collo io lo vedo sempre prima di uscire con la mia mammina..un bacino atutti da valeria 17 anni baci baci!

  41. valeria piccolina con la mammina! Says:

    che brutti!

  42. valeria piccolina con la mammina! Says:

    che brutti dice la mia amica ma io dico che sono teneri!

  43. la bbbbbonnna Says:

    schifo!

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