Good night, sleep tight. Cimex lectularius, la cimice dei materassi

Avviso: se siete ansiosi e viaggiate molto vi sconsiglio di andare avanti con la lettura di questo post.

Esistono circa una settantina di specie di cimici ematofaghe, ma sono per lo piu’ parassiti esterni di pipistrelli e uccelli. Soltanto tre specie, di cui due specializzate sull’uomo, si nutrono invece di sangue umano: Cimex lectularius, diffusa nei paesi temperati e Cimex hemipterus, tropicale. Poi ci sarebbe Leptocimex boueti che si accontenta sia di esseri umani che di pipistrelli ma si trova solo in remoti villaggi in Africa Occidentale e Sud America, quindi di questa non me ne preoccuperei troppo. Cimex pipistrelli se proprio ha fame e non ha pipistrelli a disposizione punge gli esseri umani, ma si tratta di eventi molto rari; uno e’ accaduto in Scozia in anni recenti.

Queste specie di cimici discendono tutte da animali che anticamente vivevano in grotta, negli interstizi tra le rocce, e si nutrivano di sangue di pipistrello. Poi nelle grotte ci entrammo noi esseri umani neolitici, e cominciammo a pagare l’affitto alle cimici in termini di sangue. Quando ci trasferimmo in vere e proprie abitazioni, ce le portammo dietro come non voluto animale da compagnia, e dalle nostre case non se ne sono piu’ andate, specializzandosi sempre di piu’. Aristotele ce ne parla nella sua Historia Animalium e Plinio nella Naturalis Historia. Cimici sono state ritrovate in tombe egizie di 3550 anni fa a Tell el-Amarna, segno che tutto sommato l’uomo ha sempre condiviso il proprio letto con queste simpatiche bestioline.

 

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Cimex lectularius mentre si nutre

Le cimici hanno un corpo lungo 7-8 mm di colore marroncino rossastro completamente schiacciato ventro-dorsalmente, a differenza delle pulci che invece sono compresse lateralmente (in caso di dubbio e’ un buon modo per distinguerle). Dopo un buon pasto di sangue pero’ l’addome si rigonfia e diventa molto piu’ rotondetto. Appartengono al grande gruppo degli emitteri e sono emimetaboli, cioe’ il giovane, detto ninfa, somiglia molto all’adulto tranne che per pochi dettagli. Dopo la schiusa dell’uovo, ci sono cinque stadi di ninfa: per passare al livello successivo occorre fare almeno un buon pasto di sangue e fare la muta dell’esoscheletro. Gli adulti hanno bisogno di un pasto di sangue per accoppiarsi. Quindi complessivamente una cimice ha bisogno di voi un minimo di sei volte nel corso della sua vita, ma se vi ha a disposizione e’ felice di succhiarvi ogni pochi giorni. Se deve, pero’, una cimice resiste senza mangiare anche 12-18 mesi, che non e’ male perche’ significa che una casa abbandonata da un anno puo’ ancora presentare il rischio di un’infestazione.

Il meccanismo di riproduzione di questi insetti e’ notevole e merita menzione. Utilizzano infatti un sistema chiamato “Inseminazione traumatica”: il pene del maschio e’ modificato a forma di stiletto e anziche’ introdurlo nelle vie genitali femminili come avviene per la maggior parte degli altri insetti il maschio procede come segue:”cattura” una femmina ricettiva, la rivolta e la “pugnala” con il pene direttamente nell’addome, eiaculando nella cavita’ addominale. Gli spermatozoi si faranno poi strada per conto loro attraverso l’emocele sino alle ovaie. La femmina ha evoluto un rinforzo spugnoso nella zona addominale dove cio’ avviene di solito per minimizzare il trauma. In questo modo il maschio elimina il problema della scelta femminile e si accoppia tutte le volte che ne ha un’occasione. A dire la verita’ il maschio di cimice si accoppia con tutto quello che gli viene a tiro, purchessia: femmine ricettive, maschi di passaggio, cimici morte, pezzi di sughero a forma di cimice, cimici di altre specie femmine, cimici di altre specie maschio. Un maniaco. Tra l’altro l’omosessualita’ tra gli insetti e’ insolita e le cimici in questo sono davvero peculiari. Se una C. hemipterus maschio “violenta” (e’ una forzatura usare il  termine “violenta” in quanto non c’e’ volonta’ cosciente negli insetti e questo e’ il loro abituale sistema riproduttivo, ma antropizzando il termine rende l’idea)  una C. lectularius femmina la progenie e’ sterile e mescolare le due specie potrebbe essere un sistema di controllo “biologico”, se si e’ disposti a raddoppiare momentaneamente l’infestazione.

Anche se vengono chiamate cimici dei materassi, le cimici in realta’ non vivono dentro i materassi ma negli interstizi dei muri (ricordo della loro esistenza in grotta) e a volte nell’intelaiatura del letto e nelle cuciture dei materassi: col loro corpo appiattito possono infilarsi quasi ovunque.  Preferiscono il legno e la stoffa alla plastica e al cemento e amano moquettes, carta da parati e battiscopa. Sono animali lucifugi, quindi escono dal loro rifugio solo quando e’ buio. Per orientarsi e trovare il loro pasto di sangue sono in grado di percepire sia il calore emesso dall’uomo che la CO2 emessa col respiro. Se uno accende all’improvviso una luce puntando verso un materasso infestato dove dorme una persona puo’ assistere allo spettacolo della ritirata delle cimici, che corrono in modo piuttosto sgraziato e al contrario delle pulci non saltano.

Quando la vittima e’ stata percepita, le cimici le salgono addosso, o si fanno cadere su di essa dal soffitto e si mettono alla ricerca di una vena superficiale dove la pelle e’ piu’ sottile, ad esempio alle caviglie, tra le nocche delle mani, sul viso etc. Se l’insetto non trova la vena o viene per qualunque motivo disturbato, si sposta un po’ piu’ in la’ di alcuni mm e ricomincia. Il risultato e’ che molto spesso le punture da cimice sono caratterizzate da segni allineati in gruppi di tre. Anche le pulci si comportano in modo analogo a dire la verita’, quindi non e’ un segno diagnostico esclusivo dell’infestazione da cimice, ma e’ di sicuro un segno diagnostico dell’infestazione di una bestia schifosa che vi punge. E non lo scrivo per sentito dire, mi e’ capitata in casa un’infestazione da pulce del gatto ed effettivamente i morsi venivano in linee di tre sulle caviglie.

 

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Le cimici preferiscono zone dove la pelle e’ piu’ sottile

L’apparato boccale delle cimici, come quello di tutti gli emitteri, e’ altamente specializzato in modo da avere uno stiletto con cui pungere. Prima di cominciare a nutrirsi pero’ l’insetto inietta un po’ della sua saliva che contiene delle sostanze che servono da anticoagulante, vasodilatatore  e anestetico (nitroforina), in modo che l’ospite non si svegli per il dolore della puntura, come fanno del resto tutti gli animali ematofagi. Il problema e’ che queste sostanze possono essere dei potenti allergeni e dopo alcuni giorni, una settimana o piu’ generalmente, in corrispondenza della zona punta si possono sviluppare delle bolle rosse che causano un prurito insopportabile. Cio non avviene sempre naturalmente, dipende dalla risposta individuale del sistema immunitario che va dallo shock anafilattico al nulla assoluto, ma la risposta tipica e’ quella delle bolle arrossate, con un puntino piu’ rosso al centro, molto pruriginose. Pare che dopo un po’ che si viene punti di continuo l’organismo si abitui e la reazione allergica tenda a diminuire, ma si spera che per allora abbiate disinfestato la casa.

Curiosamente, caratteristica pressoche’ unica tra gli artropodi ematofagi, le cimici non sono vettori di alcuna malattia per l’uomo. Le zanzare anopheles ci regalano la malaria, quelle tigre la chikungunya, i flebotomi la lehismaniosi, le zecche la malattia di Lyme, le pulci la peste, i pidocchi il tifo e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Le cimici ci fanno orrore molto, molto piu’ delle zanzare, perche’ invadono un nostro spazio intimo e privato come il letto, ma non ci portano altro che un po’ di prurito e un po’ di insonnia. A volte le reazioni della psiche umana sono strane.

L’infestazione da cimice, un tempo legata alla sporcizia e ad un’esistenza in condizioni molto precarie, ha subito un calo drammatico dopo la scoperta del DDT, con cui ci si cospargevano le case, le persone, i campi etc. Addirittura si riteneva che negli Stati Uniti la Cimex lectularius fosse estinta definitivamente e anche in Europa per moltissimi anni non si sono registrati casi. Invece ahime’ non e’ cosi’. Negli ultimi dieci anni le cimici sono ricomparse improvvisamente e il numero di infestazioni e’ in continuo aumento nonostante le condizioni generali di vita e l’igiene migliorino sempre piu’. Come mai? Innanzi tutto perche’ abbiamo smesso di usare il DDT. Questa sostanza colpisce una zona chiave delle cellule, la pompa sodio-potassio, e impedisce la trasmissione dell’impulso nervoso. Le mutazioni che donano immunita’ al DDT sono rare e di solito non prive di effetti collaterali quindi e’ improbabile (ma non impossibile, le zanzare, ad esempio, ci sono riuscite) riuscire a sviluppare immunita’ verso questo insetticida. Purtroppo pero’ il DDT ha anche effetti devastanti sull’ambiente quindi e’ stato abbandonato tra gli anni cinquanta e settanta del secolo scorso, tranne che in rare zone del terzo mondo. Alla ricerca dell’insetticida finale, abbiamo smesso di usare anche il normale Baygon spray e ci siamo dedicati ai sofisticatissimi insetticidi contenuti nell’esca, ad esempio per scarafaggi e formiche i quali, essendo specializzati verso una sola specie, non fanno nulla contro le cimici di passaggio.

In secondo luogo, oggi commerciamo e viaggiamo molto di piu’. Le cimici non vivono sulle persone, ma amano nascondersi negli angolini piccoli e bui. Comperare una statua di legno proveniente dall’oriente e’ sicuramente un bene per l’arredamento di casa, ma se l’oggetto e’ relativamente antico e non e’ stato fumigato a dovere e’ possibile che all’interno vi si nascondano le cimici, le loro ninfe o le loro uova e ricordo che sopravvivono a lungo senza mangiare. Si sospetta che le prime cimici di ritorno in Inghilterra dopo la scomparsa dai paesi occidentali siano state introdotte proprio tramite l’importazione di legname (i primi quattro casi avvennero nel 1999). Negli USA invece la faccenda pare sia andata diversamente ed e’ intrigante: per scampare al DDT sembra che le cimici abbiano rifatto il salto d’ospite e siano ritornate ad infestare uccelli e pipistrelli, ad esempio rifugiandosi nei grandi allevamenti di polli. Scampato il pericolo, oggi che non si spargono piu’ insetticidi a casaccio in casa, le cimici son tornate al loro primo amore, noi, rifacendo il salto d’ospite.

I viaggiatori pero’, sotto forma di valige buie e accoglienti, sembrano essere il veicolo preferito di questi animali, che di per se camminano molto poco. Negli Stati Uniti il numero di alberghi infestati e’ in continuo aumento, al punto che e’ stato istituito un registro per informare i viaggiatori del rischio cimici nel loro albergo. La zona piu’ calda e’ New York, seguita dalla Florida e dal North Carolina. Se contate di andare negli USA probabilmente vi conviene controllare non solo perche’ e’ fastidioso tornare grattandosi selvaggiamente, ma anche perche’ c’e’ il notevole rischio di portarsi  a casa un souvenir non voluto, in valigia. A Charlotte il 25% degli hotel controllati erano infestati da cimici, ad esempio. A New York City nel 2002 furono riportati solo due casi di infestazione, nel 2007 ne sono stati riportati 6889. Le cimici passano facilmente da un appartamento a quello vicino infilandosi nelle fessure e nelle intercapedini tra i muri, quindi diffidate del vicino di casa se e’ stato di recente in Nord America (anche in Canada c’e’ un aumento di casi del 600% negli ultimi anni). Cimici in aumento sono anche riportate in Germania, Spagna, Australia.

In Italia ci sono stati diversi casi eclatanti, sempre legati ai viaggiatori (fonte). Il 24 Settembre e il 7 Ottobre 2005 cimici furono rinvenute sull’Espresso Lecce-Bolzano e sull’Eurocity notte Nizza-Napoli rispettivamente. A Giugno 2003 numerose cimici furono trovate nel letto di un bambino di sette anni a Pisa, dopo che questi continuava ad avere papule eritematose e pruriginose sulle gambe, mentre nessuna cimice fu trovata nel letto della sorella che dormiva nella stessa stanza. La famiglia aveva da poco ospitato degli amici Nepalesi in visita in Europa, e si ritiene che le cimici fossero nascoste nel bagaglio di questi ultimi. Sempre a giugno del 2003 un turista della Repubblica Ceca ebbe l’infelice sorpresa di trovare nel letto della casa che aveva affittato con tre amici a 15 Km da Pisa una infestazione da cimici, e il poveretto dovette rivolgersi al Pronto Soccorso. La casa era abitualmente affittata a turisti e prima del gruppo di Praga c’erano stati diversi gruppi di tedeschi. La casa e il letto furono spruzzati di insetticida e dopo ventilazione l’appartamento fu affittato ad altri turisti. Alla fine di Luglio una turista tedesca fu nuovamente morsa dalle cimici e si presento’ incazzatissima all’agenzia che affittava l’appartamento con una cimice in una gabbietta. Finalmente l’agenzia si decise a chiamare una ditta specializzata.

Come ci si accorge se si ha un’infestazione di cimici nel proprio letto? Ci sono diversi segnali indiretti. Uno e’ ovviamente il ritrovarsi le bolle pruriginose ma, come scritto sopra, questo non accade a tutti e a volte non ci si accorge del problema. Un segnale chiave e’ il ritrovamento delle deiezioni delle cimici, che sono puntini neri o grigiastri con l’aspetto di sangue coagulato, nel letto. Se posti su un foglio bianco, inumiditi e strisciati con un dito dovrebbero lasciare una traccia tipica. Il ritrovamento delle exuvie, la vecchia cuticola esterna che rimane dopo la muta, e’ un altro segnale, come anche piccole macchie di sangue sulle lenzuola. Un controllo alle cuciture del materasso in cerca di adulti o ninfe puo’ anche essere utile in caso di dubbio. Le uova sono sufficientemente grandi da essere visibili ad occhio nudo. Infine, le cimici emettono un odore particolare (non sempre’ pero’ rilevabile dal naso umano), cosi’ penetrante che si puo’ facilmente addestrare un cane ad individuarlo: negli USA molte ditte di disinfestazione ora usano il “cane da cimici”.

 

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Segni dell’infestazione da cimice: feci, exuvie, individui morti, adulti e larve

Non mi dilunghero’ sul come eliminarle, vi rimando ad una buona ditta specializzata o all’acquisto di un aspirapolvere palestrato e di un Vaporetto sotto steroidi (ninfe e adulti muoiono a temperature superiori a 45 gradi), all’uso di un insetticida e di un buon antipulci sui vostri animali da compagnia (si, le cimici possono mordere anche loro!) e all’acquisto di uno di quegli insetticidi ambientali a base ormonale che bloccano l’ecdisi (la muta) degli insetti e quindi impediscono che i giovani si sviluppino in adulti (io ho sconfitto con gli ultimi tre sistemi l’infestazione di pulci in casa mia). Se avete dubbi, questo forum e’ un ottimo riferimento per avere consigli da professionisti.

Mi soffermero’ invece in chiusura su un problema serio, ovvero sulla triste evidenza che questi parassiti stanno acquisendo sempre piu’ resistenza agli insetticidi, piretroidi e non, com’e’ normale nell’ottica della corsa della Regina rossa. Un gruppo di ricerca dell’Universita’ di Sheffield (UK) si sta al momento occupando proprio di individuare le resitenze agli insetticidi e i meccanismi genetici coinvolti. Sono rimasta molto impressionata dalla passione di questi ricercatori per il loro soggetto di studio e non posso che essergli grata, dato che e’ uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. In particolare mi ha colpito la stoicita’ con cui ogni dieci giorni i ricercatori si sottopongono a un salasso e nutrono amorevolmente centinaia di esemplari, attaccandoseli alle braccia e subendo poi esantemi mostruosamente pruriginosi per i successivi dieci giorni. Ritengono infatti crudele e inumano nutrire le cimici di laboratorio con un coniglio, poiche’ la povera bestia ne soffrirebbe. Mi sembra giusto.

E adesso continuate pure a grattarvi…

Published by tupaia on novembre 29th, 2009 tagged Insetti, notturni, parassiti


34 Responses to “Good night, sleep tight. Cimex lectularius, la cimice dei materassi”

  1. David Says:

    la natura è sempre affascinante anche se qualche volta inquieta. Ora cercherò di dormire anche se continuerà a prudermi dappertutto :-)

  2. Yossarian Says:

    Bellissimo.

    Le infestazioni da pulci del gatto sono mefistofeliche.

    Mi e’ capitato una volta e ho dovuto attuare una pratica da guerra batteriologica.

    Aspirapolvere dappertutto, Fiseldem 100 gradi specie negli angoli e nelle intercapedini, e vagonate di Baygon.

    Alla micia ho somministrato il Frontline.

    Le punture sono effettivamente fastidiosissime.

    A proposito di parassiti:

    e’ da qualche giorno che leggo con interesse (sai che sono fissato con la Storia)della stupefacente panoplia di malattie e parassiti che nel corso dei secoli hanno afflitto l’umanita’ al seguito degli eserciti o delle guerre.

    Per quanto riguarda le cimici, la Guerra di Secessione americana fu un vero delirio.

    I letti dei soldati nordisti e sudisti erano letteralmente invasi dai simpatici animaletti, tanto che in alcuni casi l’efficacia dei combattenti diminui’ in maniera sensibile causa punture.

    Un vero tormento.

    Comunque (correggimi se sbaglio, dato che non sono un biologo) a sentire le varie testimonianze, pare che le punture e le infestazioni piu’ dolorose e letali siano quelle da pidocchi.

    Nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, molti soldati diedero letteralmente fuori di matto perche’ non riuscivano a dormire, tormentati da orde di pidocchi assetati di sangue.

    Fra l’altro leggevo di recente come la famigerata Peste di Atene durante la guerra del Peloponneso, fosse in realta’ una sorta di influenza simile all’aviaria.

    Fu una patologia decisamente unica perche’i sintomi erano molto peculiari e non si ripete’ piu’ nella stessa maniera.

    Sul tema ci sono tuttora pareri discordanti fra storici e medico-biologi.

    Grazie, che bel post :-)

  3. Semmelweis Says:

    Probabilmente ha contribuito anche il fatto che Pediculus humanus è anche il vettore di Bartonella quintana, agente eziologico di una patologia febbrile che, individuata per la prima volta tra i soldati della prima guerra mondiale, si chiama per l’appunto febbre delle trincee.

  4. tupaia Says:

    Yossarian: non ho avuto fortunatamente modo di sperimentare morsi di pidocchio quindi non so quanto prudano, ma sicuramente dev’essere un’esperienza spiacevole a livello psicologico tanto quanto le cimici nel letto.
    Comunque soldati e malattie vanno strettamente a braccetto. Giusto oggi leggevo un paper che riporta di un’epidemia di Stafilococco aureo resistente agli antibiotici in un centro di addestramento reclute americano, in pieno 21mo secolo. La causa, sempre la solita: le reclute si graffiavano in addestramento e non avevano il tempo di farsi la doccia, figurarsi disinfettarsi, quindi le condizioni igieniche del campo erano precarie. Convinti i sergenti a concedere alle reclute il tempo di lavarsi, e’ sparita l’epidemia.

  5. roseau Says:

    Vabbé, a me si infettano anche le punture di zanzara tigre.
    Una volta, in una rara giornata ventosa, qui a Parma, mi beccai il rostro (non l’ animale intero) di una zecca in un occhio.
    Mi salvò la lente a contatto.
    L’ ho strappata subito via dall’ occhio -e a momenti mi enucleavo tutto il bulbo oculare- e ho avuto una sensazione di corpo estraneo, cha attribuii al ribrezzo, ma era solo ravanamento oculare indebito.
    L’ ho scampata una Borrellia? Ho fatto bene o sono stata eccessiva?

  6. pawsie Says:

    Sono sgomenta. Arrivo qua dal gruppo idag, e resto preda delle fascinazioni più orrende. Però allo stesso tempo interessanti. Capisco ora chi mi mordeva di notte alle caviglie a Barcellona, nel ’99 (sacco a pelo prestato, never again).
    L’infestazione da pulci, portata da una gatta stupidamente lasciata in pensione una estate, è stata una esperienza allucinante, mesi e mesi per disinfestare la casa, alla fine risolta solo con i gas più tossici.
    Per fortuna che non viaggio e non ospito spesso stranierissimi, se no a questo punto sarei in piena paranoia da cimici (e grazie a dio, la gattina nuova è assolutamente esente da pulci).
    Ma le cimici sono anche peggio, orrore!
    Ma bello il blog, da oggi o leggerò.

  7. Luca Says:

    Complimenti per l’articolo, veramente interessante, non conoscevo la riproduzione di questo insetto.
    C’è un mio amico che le alleva e ovviamente le nutre lui… pazzo xD
    No vabbè, come lavoro fa il disinfestatore e, se ben ricordo, le tiene per ‘studiarle’ diciamo…

  8. Leonardo Says:

    tanto per aggiungere un caso all’elenco (interessante tra l’altro) che hai già scritto, riporto che ci fu un’infestazione pochi anni fa (4-5 mi pare) nel complesso di edifici “casa dello studente” qui a Roma alla Sapienza…

    Ammirevole lo stoicismo dei ricercatori di Sheffield, sicuramente non da tutti ;)

  9. Franco Says:

    Mi sa tanto che l’amico disinfestatore “pazzo” di Luca sono io… ma l’unico modo per osservare e comprendere il complesso comportamento di Cimex lectularius consiste proprio nell’allevarne una colonia e, visto che sono un entomologo e non risulto sensibile alle punture, nutrirle con il mio sangue non è poi una cosa così pazzesca e terrificanta (però ci ho messo un po’ a decidermi, lo ammetto… :-))
    Sono estremamente lieto di constatare che qualcuno comincia a rendersi conto delle dimensioni e della portata del problema e. a maggior ragione del fatto che se ne parli in un blog “blasonato” come questo.

    Mi permetto però, per motivi di correttezza scientifica, di correggere alcune informazioni presenti nell’articolo:

    - le infestazioni da Cimex non sono MAI state legate a sporcizia e a condizioni disagiate. Semplicemente, in quelle condizioni è meno facile accorgersi della presenza dell’insetto. Dati storici indicano come, nella pur civilissima Londra, negli anni ’30 circa il 30% delle abitazioni risultasse infestato.

    - si conosce l’esistenza di ceppi di Cimex resistenti al DDT fin dal 1948, e tale resistenza, mantenuta nel tempo, è attualmente molto diffusa a livello mondiale.

    - lo sviluppo di fenomeni di resistenza agli antiparassitari è diffusissimo e comune in tutti gli insetti. Le specie tutt’ora resistenti al DDT (tra cui praticamente tutti gli infestanti domestici di maggior peso) nemmeno si contano. Al di là della sua persistenza nella catena alimentare, è una delle ragioni per cui il prodotto è stato abbandonato. Per entrambe le ragioni esposte, sarebbe pura follia riproporlo (anche se in USA qualcuno vorrebbe provarci).
    - le infestazioni da cimice non sempre, purtroppo, sono associabili con il caratteristico odore, che può risultare del tutto assente (quantomeno per le narici umane) anche in caso di fenomeni di entità notevole. Un “bed bug dog”, in compenso, è invece in grado di rintracciare i punti di annidamento con una accuratezza che può raggiungere il 97%.
    - in caso di dubbio, non solo è necessario esaminare il materasso, ma bisogna estendere l’ispezione alla struttura del letto e agli immediati dintorni per un raggio di circa un metro e mezzo, perchè questi insetti possono annidarsi in una infinità di posti diversi (prese della luce, battiscopa, mobili, cuscini, etc, etc.)
    - gli escrementi delle cimici non sono marroncini, ma neri (grigi se molto vecchi) e sembrano minuscole goccioline rotonde di catrame. Se addizionati con acqua ossigenata sviluppano effervescenza, in quanto contengono una elevata percentuale di ferro.
    - la lotta con gli IGR (regolatori di crescita) funziona molto bene con le pulci, le zanzare e molti altri insetti, ma lascia spesso il tempo che trova con le cimici. Dalle ultime ricerche emerge la possibilità che questo tipo di prodotti, oltre a richiedere tempi molto lunghi per ottenere risultati, spesso abbiano effetti collaterali indesiderati, quali ad esempio un aumento di fertilità delle femmine deponenti.
    - i discorsi sul rischio “geografico” sono ormai superati da qualche anno. L’incremento dei casi di Cimex nel nostro paese è attualmente assolutamente in linea con quello degli altri. Nessuno ne parla apertamente, ma siamo già in piena “epidemia”.
    - Non voglio denigrare i ricercatori di Sheffield, di cui condivido in pieno scopi, spirito ed etica (infatti mi regolo esattamente come loro), ma la cosa non è così “eroica” come sembra. La notevole macchia rossa che compare nel punto dove le cimici si sono nutrite non è tanto un esantema pruriginoso, quanto la reazione immediata della pelle ad un numero assai elevato di piccoli danni meccanici (le punture) in un’area estremamente ristretta. Non prude più di tanto e passa nel giro di pochi minuti (resta solo la “macchia”). In compenso, durante la nutrizione si ha l’impressione di aver la pelle appoggiata ad un fusto d’ortica. Non insopportabile, ma davvero molto fastidioso.

    Chi fosse interessato ad approfondire può trovare molte informazioni e un’abbondante documentazione fotografica sul mio sito di lavoro: http://www.pest2000.it , dove esiste anche un “percorso didattico” teso ad aiutare chi si trova alle prese con questo problema,
    oppure sul mio forum sui problemi di infestazione: Pestforum

  10. Carlo Says:

    grazie leonardo e tupaia molto interessante

    @yoss
    Vogliamo parlare di Azincourt ? Non ho mai trovato un resoconto di quella battaglia che non menzionasse come gli inglesi fossero assaliti da una terribile forma di diarrea al punto da cagarsi letteralmente nelle braghe mentre combattevano (e hanno pure vinto)

  11. tupaia Says:

    Ciao Franco, grazie per le precisazioni, provvedo a correggere le imprecisioni del testo. Su alcune cose pero’ non sono daccordo con te:

    - le infestazioni da Cimex non sono MAI state legate a sporcizia e a condizioni disagiate. Semplicemente, in quelle condizioni è meno facile accorgersi della presenza dell’insetto. Dati storici indicano come, nella pur civilissima Londra, negli anni ‘30 circa il 30% delle abitazioni risultasse infestato.

    Franco, io vivo nell’INcivilissima Londra e posso assicurarti che tutt’ora le condizioni igieniche delle case sono da pelle d’oca. Giusto per farti un’esempio, in quasi tutte le case, inclusa la mia, c’e’ la moquette in bagno, incluso sotto il water. Igienizzare una casa in moquette, carta da parati e legno e’ immensamente piu’ complicato che igienizzare la casa italiana media in cemento. Mi permetto di dissentire e di pensare che le condizioni igieniche condizionino sempre e comunque la presenza di parassiti

    - si conosce l’esistenza di ceppi di Cimex resistenti al DDT fin dal 1948, e tale resistenza, mantenuta nel tempo, è attualmente molto diffusa a livello mondiale.

    Essere resistenti al DDT non vuol dire pero’ essere “the fittest”. Ci sono ceppi resistenti, ovviamente, in tutte le specie a breve turnover ma in assenza di DDT di solito si ritorna subito ai ceppi ++ e non so perche’ per le cimici dovrebbe essere diverso.

    - la lotta con gli IGR (regolatori di crescita) funziona molto bene con le pulci, le zanzare e molti altri insetti, ma lascia spesso il tempo che trova con le cimici.

    hai riferimenti? Esperienze personali? io mi sono basata sulla mia esperienza “pulciosa” e sui paper pubblicati, ad esempio questo:
    http://www.rsc.org/delivery/_ArticleLinking/DisplayArticleForFree.cfm?doi=b106301b&JournalCode=PO.
    Su altri paper che ho consultato dice che il Gentrin e’ comunemente usato in associazione coi piretroidi, anche se ci sono pochi studi di laboratorio in proposito

    - i discorsi sul rischio “geografico” sono ormai superati da qualche anno. L’incremento dei casi di Cimex nel nostro paese è attualmente assolutamente in linea con quello degli altri. Nessuno ne parla apertamente, ma siamo già in piena “epidemia”.

    Hai riferimenti epidemiologici? Io non ho trovato nulla a parte l’articolo su Pisa, ma il fenomeno e’ interessante e merita di essere segnalato e approfondito Non dubito che i casi siano in aumento, beninteso. Bisognerebbe pero’ capire l’effettiva portata del fenomeno. Immagino che tu abbia una casistica personale per motivi professionali. E’ consultabile?

    - Non voglio denigrare i ricercatori di Sheffield, di cui condivido in pieno scopi, spirito ed etica (infatti mi regolo esattamente come loro), ma la cosa non è così “eroica” come sembra.

    Tu non hai reazioni allergiche, ma a quanto pare la maggior parte di loro si, e gli esantemi li ho visti con i miei occhi (anche se mi sembrava indiscreto fotografarli)

    Chi fosse interessato ad approfondire può trovare molte informazioni sul mio sito

    Grazie della segnalazione. Ho scritto infatti come prima opzione di rivolgersi ad una ditta specializzata, ed e’ bene avere un riferimento

    Infine: Hai voglia di mandare un po’ di cimici nostrane qui nella gelida albione a nutrirsi di sangue sassone? Penso gli faresti un bel regalo di Natale (ai ricercatori, non alle cimici!)

  12. Franco Says:

    Carissima Lisa

    Ti rispondo un po’ “a puntate” perchè i discorso, come sempre accade quando si tratta di Cimex, è assai complesso.

    “Mi permetto di dissentire e di pensare che le condizioni igieniche condizionino sempre e comunque la presenza di parassiti”

    Ni. Le condizioni igieniche (e quelle strutturali) sono determinanti per quasi tutti gli infestanti “classici” e per alcuni parassiti (ad es. le pulci). Nel caso delle cimici la situazione strutturale gioca sicuramente un ruolo notevole, ma le condizioni igieniche sono del tutto irrilevanti. Cimex infatti si cura estremamente poco di qualsiasi cosa che non riguardi la possibilità di nascondersi in un posto sicuro e la disponibilità di un ospite. Non cambia se si tratta di una stamberga o di un hotel a 5 stelle, piuttosto che di un treno o di un cinema.

    “Essere resistenti al DDT non vuol dire pero’ essere “the fittest”. Ci sono ceppi resistenti, ovviamente, in tutte le specie a breve turnover ma in assenza di DDT di solito si ritorna subito ai ceppi ++ e non so perche’ per le cimici dovrebbe essere diverso.”
    Credo dipenda dal fatto che le cimici, così come le blatte, hanno in ambiente domestico un pool genetico estremamente ridotto, per cui un carattere favorevole per la sopravvivenza viene mantenuto e perpetuato dagli individui, appunto, sopravvissuti.
    I problemi nascono dal fatto che, essendo resistenti al DDT, le cimici risultano poco sensibili anche ai piretroidi, che hanno un meccanismo d’azione molto simile.

    Rimando il discorso IGR ad altra occasione, l’orario è troppo tardo per mettermi a spulciare tra link e pdf.

    “Io non ho trovato nulla a parte l’articolo su Pisa. Non dubito che i casi siano in aumento, beninteso. Bisognerebbe pero’ capire l’effettiva portata del fenomeno al di la’ dei passaparola. Immagino che tu abbia una casistica personale per motivi professionali. E’ consultabile?”

    Come dicevo, in Italia di cimici dei letti di parla assai poco e, probabilmente per motivi “psicologici”, i casi di infestazione vengono gabellati per problemi di zecche, pulci o altri parassiti meno “impressionanti”.
    Poco più di un anno fa ci fu un discreto clamore riguardo “zecche sui treni” e “zecche sui traghetti”, che sfociò addirittura in una più rigida (e ridicola) regolamentazione riguardante il trasporto dei cani. Ma non erano zecche, erano cimici. Basta leggere i resoconti delle vittime per capirlo e, frugando bene in rete, se ne trovano anche le conferme ufficiali.
    Per quanto concerne le mie esperienze personali al riguardo, posso dirti senza problemi che, nella sola prima settimana di settembre, ho avuto un numero di chiamate pari al totale di tutto il 2005.
    Mi è già capitato di dover intervenire a numeri civici diversi di una stessa via, o di dover affrontare condomini con parecchi appartamenti infestati.

    Per il momento mi fermo qui, perchè è tardissimo e domani il lavoro (cimici, guarda caso) mi attende.
    Ci rileggiamo alla prossima puntata.

    PS: ho dimenticato di dirlo nel primo commento, ma adoro questo blog…;-)

  13. pipp FRANC Says:

    Quando ho letto “Curiosamente, caratteristica pressoche’ unica tra gli artropodi ematofagi, le cimici non sono vettori di alcuna malattia per l’uomo”, ho avuto un barlume di un ricordo. Ho soffiato via la polvere ventennale dai miei studi e sulla carta avrei ragione: “Morbo di CHagas”, veicolato da un emittero reduvide, parente stretto delle cimici. La frase quindi non sarebbe del tutto esatta, almeno da quanto ho riscontrato. Mi sbaglio?

  14. Franco Says:

    Il morbo di Chagas è trasmesso da Reduvidae appartenenti al genere Triatoma.
    Cimicidae e Reduvidae sono “parenti stretti” fino ad un certo punto, considerando che i primi sono tutti parassiti ematofagi, mentre la gran parte dei secondi sono predatori di altri artropodi, tanto da meritare il nome anglosassone di “assassin bugs”.

  15. tupaia Says:

    Aggiungo solo che Reduvius personatus, detto in inglese masked hunter (cacciatore mascherato) e’ un predatore di cimici. Per quello che ne so il principale vettore di malattia di Chagas in centro america e’ Rhodnius prolixus, che non somiglia neanche tanto ad una cimice ed e’ in tutt’altra famiglia (Triatominae). Quando ero in Honduras una delle prime cose che mi fu spiegata era come riconoscere questa simpatica, endemica bestiolina ematofaga. Ciononostante una persona del campo si prese comunque la malattia di Chagas. Leggo che l’altro vettore principale e’ Triatoma infestans in Sud america, sempre dei Triatominae.

  16. Franco Says:

    Ehm… Triatominae è una Sottofamiglia della Famiglia dei Reduvidae.

    La seconda puntata della mia risposta sulle cimici quando le cimici stesse me ne daranno il tempo…

    Disponibilissimo comunque a far dono di qualche esemplare di Cimex “made in Italy”, per la scienza questo ed altro…;-)

    Ah… trovo difficilmente proponibile l’idea di utilizzare Cimex hemipterus per il controllo di C.lectularius: si finirebbe semplicemente con l’aver la casa infestata dalla prima specie, invece che dalla seconda.

  17. tupaia Says:

    Franco: si,lo so, ma era brutto scrivere “e’ in tutt’altra sottofamiglia”. Il concetto non si sposta e ieri sera non mi feniva fuori dalla testa la parola “taxon”, che sarebbe stata piu’ appropriata.
    Fai con calma per la seconda puntata, non c’e’ fretta ma quando arriva leggero’ ben volentieri.
    Per curiosita’ le tue Cimex da dove vengono? Sono Original made in Italy o importate? Se hai bisogno dell’indirizzo dove spedire se vuoi chiedo con precisione. Non so come si fa a spedire insetti vivi, ma immagino per te non ci siano problemi. Anzi, se me lo spieghi, son curiosa. Si mettono in una scatolina? e se scappano? Si spediscono le uova?

  18. Franco Says:

    Sì, la colonia deriva da esemplari reperiti in ambienti infestati, che poi ho riprodotto in cattività. Ogni tanto aggiungo un po’ di “sangue fresco” aggiungendo nuovi esemplari.
    Come si spediscono? Beh… barattolino di plastica a chiusura ermetica, con piccola finestra nel coperchio in rete molto fine o addirittura in tessuto. Il tutto in una busta imbottita da posta prioritaria. Di solito in UK arriva in tre-quattro giorni.
    Se mi mandi l’indirizzo, appena ho un po’ di tempo provvedo…

    Non sono ancora riuscito a reperire il documento originale sui possibili effetti degli IGR. In ogni caso si trattava di uno studio in vitro dove, incrociando femmine adulte trattate con Gentrol (non Gentrin, suppongo fosse un “lapsus freudiano” professionale ;-)) con maschi non trattati, le suddette femmine mostravano una fertilità talvolta addirittura raddoppiata.
    Al di là di questo, comunque, i regolatori di crescita soffrono dei medesimi difetti riscontrabili negli insetticidi “classici”. Sono tutti prodotti che funzionano “per ingestione” e “per contatto”. Nel caso di Cimex, l’ingestione (diretta o indiretta) è nulla, perchè si tratta di un ematofago obbligato che non assume nient’altro che non sia il sangue dell’ospite.
    Anche l’azione per contatto fatica ad esplicarsi, per diversi motivi:
    - mancanza di contattole: cimici si annidano in punti spesso difficili o impossibili da raggiungere con un trattamento insetticida, per cui il contatto “diretto” (ovvero il più efficace)con il prodotto nella gran parte dei casi non si verifica affatto
    - difficoltà di contatto: l’esoscheletro di Cimex è protetto da uno spesso strato ceroso, estremamente impermeabile.
    - scarsa probabilità di contatto: si tratta di una specie che rimane completamente inattiva per numerosi giorni di seguito (tra un pasto e l’altro) e che difficilmente si sposta dai propri annidamenti se non c’è un ospite disponibile. Inoltre le cimici sono in grado di percepire la presenza di molti insetticidi e di evitare le zone trattate.
    - breve periodo di contatto: le cimici sono molto meno “vagabonde” di altri infestanti, e i loro spostamenti alla ricerca di cibo spesso si limitano ad un viaggio di andata e ritorno dal nascondiglio all’ospite ogni 5-6 giorni.

    Se a queste considerazioni aggiungi poi i possibili fenomeni di resistenza e di tolleranza , nonchè il fatto che non è carino e salutare continuare a spargere insetticidi in una camera da letto, puoi capire perchè, allo stato dell’arte, io sia più che convinto che la via “chimica” non sia (quantomeno nella gran parte dei casi) quella giusta da percorrere.

    Fine della puntata odierna.

  19. Franco Says:

    Rieccomi.

    L’approccio di tipo “chimico” al controllo di Cimex lectularius soffre di altri grossi limiti.

    Il primo è rappresentato dal fatto che, quando si tratta di Cimex, i risultati dei test in vitro collimano assai raramente con quelli conseguiti “sul campo” e le differenze sono spesso impressionanti in termini di percentuale di mortalità, tempi di effetto, etc.
    In secondo luogo, la maggior parte dei prodotti disponibili sul mercato non sono “pensati” per le cimici, ma per infestanti “classici” caratterizzati da comportamenti ed abitudini molto differenti. I presupposti su cui si basa la loro efficacia, purtroppo, trovano pochi riscontri in Cimex lectularius, che è un parassita estremamente “sui generis”.

    Mi fermo di nuovo…

  20. alecrash Says:

    interessante…mi servirebbero risposte così dettagliate anche nel post dei triops. non avevo mai visto queste cimici. le cimici sono tra gli animali che detesto di più (se non gli unici) ma questo post riesce a farli vedere dal loro lato più “spettacolare”. brava!

  21. tupaia Says:

    alecrash: ma tu sei lo stesso alessandro che mi scrive in PVT? se si, ti ho gia’ detto cosa fare, mi pare

  22. tupaia Says:

    _Alessio_ si e’ imbattuto nei soliti capricci di wordpress e non riesce a postare, quindi copio e incollo il suo commento inviatomi in pvt:

    …e si accoppiano in maniera simile al penis fencing di certi
    platyhelminthes! ( anche se lì sono i sessi maschili contraccambiano )

    Ma, Tupaia, (anche se so che è un discorso diverso) – parimenti a
    quanto ti chiedevi nel caso di quegli onicofori che, come hai scritto,
    sono soliti appiccicare la propria spermatofora sul dorso della lei di
    turno ( con conseguente digestione degli involucri della stessa
    spermatofora e di questa porzione di corpo della femmina da parte
    degli amebociti relativi )
    si conosce il perché – nelle cimici – del fatto che queste ferite che
    consentono il passaggio degli spermatozoi nell’emocele non si
    infettino? ( effettivamente la domanda resta anche per i platelminti,
    salvo che forse sono aiutati pure dalle loro capacità rigenerative,
    non so… quindi chiedo e alzo le mani) Probabilmente una discreta
    conoscenza d’immunologia degli invertebrati è in grado di spiegare in
    maniera relativamente semplice questi grattacapi.

    grazie e come al solito offri ottime letture ; )

  23. tupaia Says:

    Alessio: e’ una buona domanda, a cui non sono in grado di risponderti. so che l’evoluzione ha modificato l’addome delle femmine in modo da attenuare il trauma da inserzione il piu’ possibile, ma certo una lacerazione dell’esoscheletro potrebbe infettarsi. Non mi stupirebbe se fossero in grado di produrre sostanze antibatteriche; del resto alcuni insetti, tipo le api, sono in grado di farlo.

  24. alecrash Says:

    grazie tupaia mi hai già risposto. ;)

  25. Franco Says:

    Chi volesse approfondire l’argomento “inseminazione traumatica”, trova molte informazioni qui:

    http://www.pnas.org/content/98/10/5683.full

  26. Walt Says:

    A proposito dell’inseminazione traumatica, uno studio appena pubblicato ha mostrato che i feromoni d’allarme emessi dai maschi di cimice vengono anche utilizzati per segnalare agli altri maschi il proprio sesso, riducendo così l’eventualità di un traumatico rapporto omosex.

    http://dx.doi.org/10.1016/j.anbehav.2009.09.033

  27. Luis Says:

    Mannaggia, davvero mi sto iniziando a grattare dappertutto, proprio un brutto post questo ;)

  28. Walt Says:

    appena letto su Wired: hanno inventato un rilevatore di cimici fai-da-te, a base di ghiaccio secco… magari può interessare a Franco :)

    http://www.wired.com/wiredscience/2009/12/diy-bed-bug-detector/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+wiredscience+%28Blog+-+Wired+Science%29

  29. Franco Says:

    Già visto su Bedbugger.com, ma ti ringrazio di cuore per la segnalazione…

  30. Franco Says:

    http://www.youtube.com/watch?v=mF6bP3vyMUk

    Ultima realizzazione…;-)

  31. tupaia Says:

    Grazie, Franco, grazie a te ho scoperto titolo e autore di una canzone che mi e’ sempre piaciuta tantissimo ma non ne conoscevo il titolo (mad world). Mi sembra solo un po’ troppo malinconica per le tue cimici, ecco :)

  32. Franco Says:

    Mmmm… in realtà sono responsabile soltanto delle riprese… montaggio e colonna sonora non sono farina del mio sacco.

  33. Twitter Trackbacks for L’orologiaio miope » Good night, sleep tight. Cimex lectularius, la cimice dei materassi [lorologiaiomiope.com] on Topsy.com Says:

    [...] L’orologiaio miope » Good night, sleep tight. Cimex lectularius, la cimice dei materassi lorologiaiomiope.com/good-night-sleep-tight-cimex-lectularius-la-cimice-dei-materassi/ – view page – cached Questo blog parla di creature strane, a volte brutte e poco simpatiche. Di quegli animali, insomma, non abbastanza fotogenici per i divulgatori televisivi, non abbastanza esemplari per i testi patinati, non abbastanza grandi per essere notati comunque. Di quelle creature, insomma, che non sembrano tanto disegnate dal famoso “orologiaio cieco”, quanto da uno miope e distratto. Tweets about this link [...]

  34. Davide Says:

    Ciao a tutti. ho appena effettuato una disinfestazione di cimici (la seconda a distanza di un anno e mezzo!!!).
    E quindi mi sono documentato un po’. Vorrei ringraziarvi innanzi tutto per le preziose informazioni.
    Dopo aver fatto disinfestare il mio appartamento ho lavato utto a 60° (non vi dico lo stato di alcuni vestiti! :), ho apsirato i letti e i divani, svuotato l’aspirapolvere e passato il vapore sulla struttura e il materasso.

    Ora però sono diventato praticamente paranoico! Essendomi trasferito a casa dei miei genitori mentre disinfestavano la casa ho paura che ci siano delle cimici anche lì.
    Leggendo su internet ho trovato questo articolo:

    http://www.disinfestanti.it/cimice_dei_letti.html

    e ne ho seguito i consigli per prevenire una infestazione a casa dei miei. Quindi dopo aver fatto le cose di rito (aspirare, e igienizzare con vapore) sono passato all’uso di insetticidi come segue:
    1) ho spruzzato sul materasso e la struttura un prodotto contenente Tetrametrina 0,3%, Permetrina 0,6 %, Piperonil Butossido 1,2% (per 100 ml)

    2) ho nebulizzato nell’aria un prodotto contenente sempre tetrametrina, piperonil butossido e permetrina ma in dosaggi inferiori

    3) ho cosparso con una polvere contenente permetrina tutto il perimetro della stanza, i piedi del letto, le prese elettriche.

    Dopodichè laverò tutto ciò che è nella stanza e aspirerò a dovere. E’ una misura preventiva, perchè sono d’accordo con voi che l’unico modo è chiamare una ditta specializzata in disinfestazioni. Ora la mia domanda è: questi principi attivi (io li chiamo così ma non so se è il termine tecnico) come la tetrametrina, il piperonil ecc. sono efficaci in via preventiva su insetti come le cimici?
    Grazie dei consigli, ciao

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