Gli orsetti alieni: i Tardigradi

Immaginate delle creature che resistano sia quasi allo zero assoluto sia alla bollitura a 150 gradi. Immaginate che, gia’ che ci siamo, resistano anche alla bollitura in alcol, a molte sostanze chimiche tossiche, all’assenza di ossigeno e all’ipersalinita’.
Rilanciamo, e diciamo che possono resistere anche al vuoto assoluto e a pressioni sei volte quelle del piu’ profondo degli oceani. Per assurdo, supponiamo che resistano anche alle radiazioni, che so, almeno fino a 570.000 Roentgen (laddove 500 ne bastano ad uccidere un uomo).

Se fossi uno scrittore di fantascienza mi avreste gia’ detto che creature del genere non possono esistere.

Se fossi uno scrittore di fantascienza, tuttavia, immaginerei che queste mie super-creature viaggino libere nello spazio, spostandosi di pianeta in pianeta inseminandovi la vita. In fondo, resistono a vuoto assoluto, zero assoluto e radiazioni, per ipotesi di lavoro.

Gia’. Se fossi uno scrittore di fantascienza. Ma purtroppo per le mie tasche, mi limito a scrivere un blog di zoologia . Ed il problema e’ che queste crature che avrebbero fatto buttar via come assurdo un romanzo di fantascienza esistono davvero.

Si chiamano tardigradi, e non somigliano a quasi niente altro che esiste sulla terra, al punto che i tassonomi hanno dovuto creare per loro un nuovo phylum.

tardigrada.gif

Un tardigrado. foto da: Zoo Lab

Da dove vengono i tardigradi?
C’e’ una vecchia teoria, molto malconcia al momento, che si chiama panspermia. La panspermia dice che la vita sulla terra non e’ cominciata da se, ma che e’ arrivata dallo spazio viaggiando su un meteorite. Ma noi naturalmente non ci crediamo.

Esistono tardigradi fossili, molto simili a quelli attuali, che risalgono al cambriano, la seconda piu’ antica delle ere geologiche. Prima di cio’ non c’era quasi vita sulla terra, a parte per una manciata di batteri e un po’ di frittelle australiane. E all’improvviso, ecco comparire negli scisti precambriani di Burgess l’aysheaia, quasi identica ai nostri tardigradi,
cosi’ dal nulla. E poi un altro flash, ecco i tardigradi, gia’ preconfezionati e gia’ in tutto e per tutto identici a quelli attuali, nel Cretaceo.

Lasciando da parte le ipotesi fantascientifiche, cosa sono i tardigradi?

Si tratta di animaletti acquatici di acqua sia dolce sia salata, trovati piu’ o meno in tutti i possibili ambienti (dai poli all’equatore, dall’ Himalaya alle profondita’ oceaniche, purche’ ci sia un po’ d’acqua), di dimensioni molto ridotte, massimo 1-2 mm nelle specie piu’ grandi. Da quando J.E.A.Goeze li ha scoperti nel 1773 (e Spallanzani li ha battezzati nel 1777: tardigrada = che camminano lentamente) ne sono state scoperte circa 750 specie, ma il numero tende ad aumentare velocemente. Hanno otto zampe carnose non segmentate, terminanti con artigli o ventose e la testa fa tutt’uno col corpo, costituito da quattro segmenti, ciascuno portante un paio di zampe. Camminano con un’andatura buffa che ricorda gli orsi, motivo per cui sono chiamati in inglese orsetti d’acqua.

Orsetto che nuota, filmato gentilmente messo a disposizione da Onq

Sono rivestiti da un’esoscheletro di chitina permeabile all’acqua, che permette gli scambi gassosi. Non hanno quindi ne’ apparato circolatorio ne’ respiratorio. Di quello escretore non sappiamo molto, su quello riproduttore siamo confusi (pero’ sappiamo che sono a sessi separati, non sappiamo come avvenga la fecondazione ma a volte si riproducono anche per partenogenesi). Hanno un sistema digerente complesso: due stiletti nella bocca perforano il cibo (animale o vegetale a seconda della specie) e una faringe muscolare trilobata succhia il liquido. Di qui il cibo passa in un intestino completo che percorre l’intero corpo dell’animale. Anche il cervello e’ trolobato. La muscolatura a fasci invece che a foglietti e’ insolita per animali cosi’ piccoli. Le zampe sono estese grazie alla pressione idrostatica del fluido celomatico all’interno del corpo, ma il tipo di cavita’ che contiene il liquido, e che e’ importante ai fini della classificazione, non e’ chiaro se e’ un emocele o uno pseudoceloma.

Dalle uova nascono tardigradi in miniatura senza organi riproduttori che metamorfosano in adulti dopo alcune mute.

Il motivo per cui i tardigradi riescono a resistere a condizioni cosi’ estreme e’ che son capaci di rimanere in uno stato di animazione sospesa detta criptobiosi in cui il metabolismo e’ pressoche’ sospeso. Per poter entrare in questa forma e’ necessaria una fase preparatoria in cui il 99% dell’acqua viene eliminata e l’organismo si arricchisce dello zucchero trealosio e di glicerolo per proteggersi dalla formazione di cristalli di ghiaccio. I tardigradi in criptobiosi vengono chiamati in inglese Tuns e possono resistere in questa forma, che si sappia, almeno un secolo. Esiste anche una forma di sospensione del metabolismo meno drastica, detta incistamento, osservata nelle specie di acqua dolce.

Va precisato che non e’ che i tardigradi siano immortali, malgrado queste loro fantastiche capacita': ci vuole un certo tempo per entrare in criptobiosi, durante il quale sono vulnerabili, e sono anche sensibili all’azione dei raggi UV. Ciononostante ne sono stati trovati che fluttuavano nell’alta atmosfera…

Dal punto di vista tassonomico, i parenti piu’ prossimi dei tardigradi sono gli artropodi e gli onicofori, dato che sembra confermato anche da analisi molecolari, ma c’e’ il dubbio che siano anche correlati ai vermi tondi chiamati Aschelminti, capaci anche loro di entrare in criptobiosi.

Siti web consultati:

Digital zoology

Iziko Museums of Cape Town

Published by tupaia on agosto 15th, 2007 tagged evoluzione, invertebrati


11 Responses to “Gli orsetti alieni: i Tardigradi”

  1. onq Says:

    complimenti per il blog! da appassionato di tardigradi, mi permetto di arricchire il tuo post con le mie dilettantesche riprese al microscopio:
    1) http://s121.photobucket.com/albums/o230/parnaso/aquamov/?action=view&current=orsocerreto.flv
    2) http://s121.photobucket.com/albums/o230/parnaso/aquamov/?action=view&current=tar7.flv
    3) http://s121.photobucket.com/albums/o230/parnaso/aquamov/?action=view&current=tar4.flv

    ciao!

  2. tupaia Says:

    Me che belli che sono! Posso “embeddare” (che neologismo terribile) il primo filmato nel blog, citando l’autore? Nel caso, potresti passarlo su you tube che mi e’ piu’ facile?

    Se hai altre informazioni interessanti sui tardigradi io sono tutta orecchi. Lavori sui tardigradi? conosci la Prof De Zio?

    ciao
    Tupaia

  3. giam Says:

    …assolutamente affascinanti, sia i tardigradi, sia il post, sia i link di onq…

    Sulla panspermia (e tenendo presente che sono un povero ignorante che zig-zaga in questo ed altri campi…): sull’ultimo numero di “Le Scienze” ci sono articoli che sfiorano il problema. Fra l’altro c’è una definizione della “vita” come “diminuzione locale di entropia”. E’ una definizione un po’ vaga, certo, ma forse “slega” l’idea di “vita” dalla necessità di avere tanto e solo DNA.

    Tardigradi & C. forse aiutano a concepire forme di “vita” meno terrestri…

    Tupaia, da lettore (un tempo affezionato, ora molto saltuario) di FS, non ricordo romanzi/racconti “biologici” molto appassionanti (tranne un paio). Fossi in te rischierei di scrivere una cosa del genere, magari per noi lettori del tuo blog… :-) Dai, magari un racconto breve…! :-) Prova…

    Ciao a tutti

  4. tupaia Says:

    @giam: l’appassionato di letteratura sei tu, quindi penso tocchi a te cimentarti nella SF :)

    Le mie velleita’ letterarie sono piu’ o meno defunte sul nascere, l’unica cosa in cui ero brava era scrivere canovacci per le avventure dei giochi di ruolo, quindi preferisco evitare.

    Pero’ se vuoi scrivere un racconto sui tardigradi alieni posso farti un po’ di consulenza zoologica e te lo linko piu’ che volentieri qui.

  5. onq Says:

    certo che puoi embeddarlo! il link già fatto per l’embeddaggio è nella pagina che si apre dal link che ti ho dato (c’è scritto html tag), basta che metti quello nel corpo del post!
    purtroppo non lavoro nel settore, ho solo (tra gli altri) l’hobby della microscopia (a questo proposito ti faccio formale richiesta di un post sul dilemma sessuale dei rotiferi bdelloidi).
    il tardigrado del primo filmato è di quelli rossi, che sono i più ricercati dai microscopisti in quanto più carini e più simili agli orsi, coi 4 artigli separati. sono un po’ meno comuni degli altri (quelli più lunghi di colore bianco o verde). ho anche altre riprese più dettagliate ma sono su nastro e non le ho ancora digitalizzate.

  6. L’orologiaio miope » Niente sesso, siamo Rotiferi (bdelloidei) Says:

    […] Gli orsetti alieni: i Tardigradi […]

  7. Stefano Says:

    Bellissimo post, che ho avuto occasione di leggere solo ora.
    Come tardigradofilo mi sono permesso di inserire il filmato di Onq sul mio blog (http://www.aipcnet.it/blog?plog=26).
    Ciao e grazie

  8. Captain Strange Says:

    http://www.neural.it/art_it/2009/10/tardigotchi_augmented_virtuali.phtml

  9. tupaia Says:

    grazie per la segnalazione. E’ terribile, mi sembra la stessa filosofia dei bonsai kittens, ma quelli erano finti!

  10. dund Says:

    è INQUIETANTISSIMO.

  11. Arsenico e batteri alieni « Natura, numeri e spazi virtuali Says:

    […] a sopportare dosi di raggi gamma 1000 volte superiori a quelle letali per gli esseri umani ; i tardigradi, “animaletti” acquatici lunghi un paio di millimetri con otto zampe carnose e la testa fusa col […]

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