Gli elefanti NON sono monogami

A tutti coloro che hanno cercato su questo blog la risposta alla domanda: “cosa succede agli elefenti dopo qualche anno di monogamia”, vorrei ricordare che gli elefanti non sono monogami.

Tutte e tre le specie di elefante (le due africane, di savana e di foresta, e quella indiana) hanno una complessa struttura sociale basata intorno ad una femmina, detta “matriarca”. Il resto del “clan” e’ formato da figlie, nipoti e sorelle della matriarca. I figli maschi, al sopravvenire della puberta’, ovvero tra i 6 e i 14 anni massimo (dipende dalle condizioni ambientali, tipo prolungate siccita’) vengono allontanati e restano per conto loro in gruppi piu’ o meno grandi fino ai venti anni, e poi sempre piu’ spesso da soli.

Quando un maschio raggiunge i 29 anni circa entra in uno stato detto “musth” (parola hindi o urdu che vuol dire “intossicato” in cui il livello di testosterone aumenta anche di 20 volte. Il maschio trascura di alimentarsi e comincia a cercare una femmina in estro, avvicinandosi quindi ai clan delle femmine con cuccioli. Lo stato di musth dura circa 2-3 mesi. L’estro delle femmine dura 3-6 giorni ogni 3-9 anni, e questi sono tutti i contatti che i maschi adulti hanno con le femmine adulte.

Published by tupaia on marzo 29th, 2008 tagged annunci, comportamento, Erbivori, mammiferi


17 Responses to “Gli elefanti NON sono monogami”

  1. NetWorm Says:

    Oddio! °_°
    Ecco so’ho da un po’ di tempo! Sono in musth pure io! Però in ritardo di un anno, vabbè… grazie per avermi aperto gli occhi, Tupaia!

  2. Marco Ferrari Says:

    Forse non lo sai, ma la domanda l’hanno posta qualche giorno fa a “Chi vuol essere milionario?”. La domanda era imbecille, ma sono andato a controllarmi un paio di tomi sul comportamento degli animali africani, e ho scoperto che avevo ragione. In compenso ieri hanno chiesto “Che verso fanno i piccoli di coccodrillo?” e la risposta giusta è stata “Quello della rana”, mentre come tu sai fanno cip cip come i pulcini. Ci proponiamo coma autori di domande al Milionario? Almeno siamo sicuri che non sbagliamo (quasi) mai.

    P.S. Ringrazia Mr. Tupaia per il link. Hai visto il rap?

  3. tupaia Says:

    marco: sospettavo che l’avessero chiesto ad un qualche tipo di gioco a quiz, per la precisione il 3 di marzo, a giudicare dall’impennata di visite sul blog. Ma secondo gli autori, qual’e’ la risposta giusta? a questo punto voglio sapere…

    Ma gli autori di chi vuol esser milionario sono dei co.co.co. messi li da un qualche partito politico? immagino comunque che se il tipo sbaglia la rai e’ piu’ contenta…

    ho visto il rap, e’ bellissimo, e ti ho anche risposto, ma temo che tu abbia qualche casino nella gestione dei commenti: il mio commento non e’ apparso e vedo che hai zero commenti al post anche se quando ho lasciato il mio commento ce n’erano gia’ due.

  4. MMUSTH Says:

    Confermo

    MMUSTH

  5. Marco Ferrari Says:

    La risposta credo fosse “se ne va a cercare un altro branco”. Quanto al fatto di accorgersi dell’errore (di cui io mi rendo conto solo se riguardano la scienza, peraltro) credo che siamo non più di un paio di centinaia di persone, in tutt’Italia. E alla Rai è anche peggio, credo.

    Per i miei commenti non so che dirti. tutti quelli che mi arrivano per posta li faccio passare. Il fatto che debba moderarli forse li blocca un po’.

  6. tupaia Says:

    MMusth: mi piace il tuo nuovo nick, massimo :)

  7. maus Says:

    ma è la vita sessuale dei vulcaniani!

  8. NetWorm Says:

    maus: i vulcaniani non fanno sesso, troppe emozioni.

  9. MMUSTH Says:

    Tesoro, lo so ;)
    Parliamone

    MMUSTH

  10. maus Says:

    @networm: da wikipedia vulcaniani
    **
    Periodicamente (tipicamente ogni 7 anni) i Vulcaniani subiscono un’irresistibile spinta all’accoppiamento nota nella loro lingua come pon farr. Si tratta di una esperienza talmente violenta che se un partner non è disponibile deve essere placata attraverso la meditazione o il combattimento rituale.
    **

  11. maus Says:

    mmusht: “parliamone” non è proprio ciò che dice uno sotto musht.

  12. falecius Says:

    Hindi ed urdu sono più due varianti della stessa lingua (detta a volte “hindustani”)che due lingue diverse (un po’ come serbo e croato) quindi è probabile che la parola appartenga ad entrambe.
    Se l’hai trovata trascritta da un testo inglese è probabile che si pronunci “masth” il che mi fa pensare ad una connessione col persiano “mast” che significa “ebbro” o “furioso”. Non saprei se si tratti di una radice comune evolutasi indipendentemente in persiano e in hindi/urdu (come farebbe sospettare l’aspirazione finale, assente in persiano) o di un prestito dal persiano avvenuto più di recente. In urdu i prestiti arabo-persiani sono numerosissimi e la somiglianza tra i due vocaboli, sia nel significato che nella forma, mi fa propendere per la seconda ipotesi.
    Nelle culture musulmane (ma non solo) “ebbrezza” ed “intossicazione” sono percepiti come concetti molto vicini (ma non sempre con connotazione negativa: spesso non è così nella poesia mistica, né persiana né indiana).

  13. tupaia Says:

    falecius: si, il riferimento viene da un libro in inglese. suppongo che un anglosassone pronunci la parola “masfh”, ma quello che dici ha ben senso per me.

    MMUSTH: sei molto educato come elefante in musth

  14. peppo Says:

    Anch’io ho sperimentato il “musth”… è terribile… ;-) Esprimo la mia solidarietà agli elefanti maschi.

  15. falecius Says:

    Tupaia (della serie: a volte ritornano…) cosa c’è che ha poco senso?

  16. tupaia Says:

    nulla, ho detto che ha senso per me :)

  17. falecius Says:

    allora ho letto male, scusa.

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