Gli animali e il sesso fai-da-te

L’autoerotismo e’ sempre stato un argomento tabu’ nella nostra societa’, grazie all’indubbio contributo delle religioni monoteiste, e laddove proprio se ne parlava veniva descritto sino a pochi decenni fa come un’abitudine deplorevole praticata da menti malate o inferiori, o che portava a gravi conseguenze per la salute. Non solo si diventerebbe ciechi secondo i preti, ma secondo Burdach, un fisiologo del XIX secolo,  la pratica porterebbe a problemi di erezione e all’infecondita’. Una malattia da curare o da compatire, insomma. Se la masturbazione maschile e’ una debolezza mentale, quella femminile e’ un mistero assoluto perche’ se ne parla molto poco tutt’ora. In un quadro del genere, e’ normale che si trovi inconcepibile pensare che la masturbazione sia una pratica comune anche tra gli altri mammiferi: l’autoerotismo diventerebbe automaticamente un anello di congiunzione tra l’uomo e gli altri animali e questo va oltre l’etica del peccato, scuote il piedistallo su cui ci siamo posti e ci riporta nella classe Mammalia in mezzo a tutti gli altri animali “non intelligenti”. Sembrerebbe invece che la masturbazione sia un carattere comune a tutti i mammiferi, praticamente tutti gli ordini di questa classe sono stati osservati in pratiche di autostimolazione degli organi genitali, e non e’ un carattere esclusivo degli animali piu’ intelligenti, come ho letto di recente su un blog: ancora oggi la masturbazione, seppure vile, deve poter essere un comportamento “umano” e non “bestiale”perche’ la cosa assocerebbe il senso di colpa alla perdita di autostima, il che diventa intollerabile.

Tutti i primati praticano atti di autoerotismo, sia le scimmie antropomorfe che quelle piu’ piccole, sia i maschi che le femmine, usando le mani, la bocca, i piedi prensili, le code prensili nel caso di scimmie del nuovo mondo o anche oggetti. Qui un filmato di 10 minuti che val piu’ di mille parole e rende perfettamente chiaro il concetto (mandate a letto i bambini e spiegate al partner che si tratta di interesse scientifico prima che vi accusi di zoofilia, il filmato e’ _molto_ esplicito). I bonobo in questo sono ovviamente maestri, visto che per loro il sesso e’ alla base di tutti i rapporti sociali ancora piu’ che per noi. Frans de Waal, nel suo libro “Chimpanzee politics: power and sex among apes”, descrive una femmina di scimpanze’ che oltre ad avere atteggiamenti chiaramente omosessuali si masturbava nel periodo inter-estro : “sebbene l’autogratificazione sia un noto e frequente fenomeno tra i primati in cattivita’, nel nostro gruppo Puist e’ l’unica con questa abitudine. Curiosamente lo fa solo quando non e’ nel suo “periodo rosa” [ovvero in ovulazione, NdT]. Compie rapidi movimenti con le dita nella vulva per circa un minuto. Non possiamo dire niente dalla sua faccia, ma deve avere effetti piacevoli, altrimenti perche’ mai dovrebbe farlo?”[traduzione mia].

Gli orang utan sono noti per usare bastoncini per masturbarsi (maschi e femmine) e la parte piu’ interessante di cio’ e’ che l’uso di questo dildo della jungla e’ tramandato per via culturale tramite l’esempio.

Per gli animali dotati di zampe anteriori piu’ o meno prensili il gesto e’ scontato e spesso, o almeno per quel che ne sappiamo, legato alla cattivita’ o a frustrazione sessuale per impossibilita’ (o anche non volonta’, come nel caso di Puist) di accoppiarsi. Gli orsi dello zoo sono stati spesso filmati in atti di autoerotismo (Qui un orso polarequi un orso bruno che pratica auto-sesso orale). Esiste, per rispettare la regola 34 di internet, anche tutto un filone di filmati di You Tube che mostrano cani e gatti in atti di autoerotismo che usano, specialmente i gatti, sia le zampe sia oggetti. Mi e’ capitato in passato di conoscere una cagnetta con esattamente la stessa attitudine della scimpanze’ Puist: rifiutava categoricamente di accoppiarsi con i maschi, si mostrava dominante sulle femmine pur essendo la piu’ piccola del branco e si masturbava con una particolare coperta della sua cuccia. Non sono riuscita a sapere dai proprietari se questa abitudine veniva praticata nei periodi inter-estro come Puist o in quelli di estro ma penso che nelle cagne sia un comportamento relativamente raro, al contrario di quel che accade per i loro compagni delle cui esibizioni You Tube abbonda (con un po’ troppa malizia da parte dei primateschi proprietari, a dire il vero, meta’ dei filmati che ho visionato per scrivere questo post mostravano semplici atteggiamenti di pulizia o comunque nulla di legato al sesso).

squirrel_nuts.jpg

La foto (non ritoccata) dello scoiattolo di terra del capo (Xerus inauris) che mostra sportivamente uno scroto grande un quarto del suo corpo ha fatto il giro del mondo, sospetto per invidia maschile, e pare che anche il pene non sia da meno, in proporzione. Jane Waterman, una ricercatrice che studia questi animali in Namibia, ha scoperto che alle dimensioni ciclopiche (caratteristica del resto comune a molte specie di scoiattolo) e’ associata anche l’abitudine di masturbarsi, che viene cosi’ descritta (traduzione mia): “E’stata osservata una masturbazione orale di un maschio che stava seduto con la testa abbassata e il pene eretto in bocca, che veniva stimolato sia dalla bocca (fellatio) sia dalle zampe anteriori (masturbazione), mentre la parte inferiore del torso si muoveva avanti e dietro dando spinte, culminando in fine, apparentemente, in una ejaculazione il cui prodotto sembra essere stato consumato dal maschio”. Il sogno di Gabriele D’Annunzio, insomma.

Altra scoperta scientifica recente e’quella relativa alla copula delle volpi volanti che comporta fellatio, di cui si e’ gia’ parlato in precedenza in questo post ma che non considererei esattamente una forma di “fai da te”. I pipistrelli tuttavia erano gia’ ben noti alla scienza per praticare auto-fellatio.

L’elenco degli aneddoti potrebbe durare ancora molto a lungo, passando dalle femmine di porcospino che cavalcano bastoncini quando in estro ai trichechi che si cincischiano il gioiello (sovradimensionato) di famiglia tra le pinne, ma mi  soffermero’ solo su due casi chiave prima di passare ad argomenti piu’ interessanti. Il punto dei “casi-chiave” e’ questo: che succede se la struttura anatomica di un animale non gli permette l’autoerotismo in senso classico o orale? Rinuncia? Ma neanche per idea!

I delfini e le orche nei delfinari si arrangiano strofinando il pene contro le pareti della vasca o su corde e getti d’acqua, in natura sembra cerchino apposta acque basse con ciottoli arrotondati per strofinarcisi su, cullati dalle onde. Non mi e’ chiaro anatomicamente come si organizzino le femmine, ma pare sia un comportamento registrato. E’ noto inoltre il caso di un delfino che agganciava i bagnanti col lungo pene e li trainava, ma non definirei esattamente questo un gesto di autoerotismo quanto un caso di umanofilia, se esiste un inverso di zoofilia.

Cavalli, asini, buoi, cervi e persino elefanti devono invece adottare un’altra tecnica, non potendo contare ne’ sulle mani ne’ sulla bocca ne’ sulla spinta di galleggiamento dell’acqua. L’erezione del pene, nei maschi, e’ spontanea dopo di che in un gruppo controllato di cavalli e pony e’ stato contato che l’83% degli animali faceva rimbalzare il pene contro l’addome, il 57% lo teneva premuto contro l’addome e solo il 13% dava spinte pelviche. Esiste inoltre anche la variante della “dorsoflessione” che consiste in cambiamento di angolazione e convessita’ del pene senza contatto con la pancia. Anni e anni di studi faticosi e costosi per poi passare il proprio tempo a guardare i cavalli che si fanno le pippe che indulgono in atti di autoerotismo. Del campione osservato, solo lo 0.9% arrivava all’ejaculazione (4 animali su 447), dei quali due prima che il pene fosse completamente in erezione. Uno stallone si masturba in media 4 volte in un giorno, per pochi minuti ogni volta. Nel 16% dei casi l’animale entra in una specie di trance e sembra scollegato dal mondo esterno. Non sono al corrente delle attivita’ onanistiche delle cavalle. Soprattutto in passato si cercava di impedire ai cavalli di avere queste erezioni solitarie con accorgimenti da camera delle torture che potevano anche provocare ferite ai genitali, il tutto pensando che fosse “sbagliato”e che riducesse la fertilita’ degli stalloni o anche inibisse l’impulso alla copula. Tutte fole ovviamente, che venivano trasferite pari pari dagli umani ai cavalli, che di sicuro non diventano ciechi per questo.

Le elefantesse si strofinano sui rami caduti, mentre gli elefanti maschi in cattivita’ a volte godono del privilegio di ricevere il favore dai ricercatori che, abbiamo gia’ stabilito, fanno una vita degradante. Guardate questo video se non ci credete.

La masturbazione non e’ tuttavia esclusiva dei mammiferi. I pappagalli in cattivita’ ad esempio si masturbano quando sono in estro utilizzando giocattoli, strofinandosi contro la gabbia o contro i loro umani favoriti. Non sono un’esperta di pappagalli ma leggo che emettono una nota particolare usata solo in quell’occasione ed e’ riportato il caso di una femmina che emetteva richiami maschili mentre si masturbava. Anche nel caso dei pappagalli mi pare di capire che il puritanesimo forzato incomba e che i proprietari cerchino di dissuadere gli animali da tali peccaminose azioni togliendo loro gli “oggetti del desiderio” (letteralmente parlando).

Persino le placide tartarughe si masturbano, questo video mi ha lasciata senza parole.

Ed ora veniamo a quella che per me e’ la parte interessante di questo post: che significato etologico ed evolutivo ha la masturbazione? Tutto sommato e’ un grande spreco di energie (per ambo i sessi) e di risorse (per i maschi), si direbbe del tutto a vuoto, eppure il comportamento non solo si e’ mantenuto nel tempo ma sembra si sia diffuso nello spazio. Molte teorie sono state proposte in un tentativo di spiegazione. Quella “classica” per spiegare l’onanismo maschile e’ la seguente: la spermiogenesi nei testicoli e’ un processo continuo e ininterrotto che porta all’accumulo degli spermatozoi non ancora ejaculati. Gli spermatozoi sono cellule delicate che vivono poco. Soprattutto laddove c’e’ competizione spermatica tra piu’ maschi e’ indispensabile che gli spermi siano tutti belli sull’attenti con le codine in ordine per avere maggiori possibilita’ di fecondare l’ovulo ed essere il padre della progenie. Ed ecco che man mano che vengono prodotti i nuovi gli spermatozoi piu’ vecchi trovano la loro strada verso il mondo esterno dove non possono fare danno. Sarebbe insomma un meccanismo evolutivo per far sopravvivere lo spermatozoo piu’ adatto. La falla di questo ragionamento e’ che la masturbazione e’ diffusa anche tra quegli animali dove non c’e’ competizione spermatica come i gorilla, i trichechi e i cavalli, e la paternita’ della progenie e’ ottenuta dalla lotta tra i maschi adulti piuttosto che dalla lotta tra gli spermatozoi. Non c’e’ oltretutto finora prova evidente che dimostri che chi si masturba di piu’ abbia piu’ chances di paternita’. Jane Waterman, la ricercatrice che ha osservato la masturbazione degli scoiattoli di terra del Capo, propone invece che sia un sistema per tenere pulite le vie spermatiche da batteri e virus patogeni sessualmente trasmessi tramite pulizia esterna “a mano” e sciacquo delle vie interne. Anche in questo caso, non c’e’ evidenza che i masturbatori incalliti siano piu’ sani. Rimane oltretutto da spiegare il fine dell’autoerotismo femminile, a cui niente di tutto cio’ si applica.

Secondo me la spiegazione e’ abbastanza piu’ semplice.

Anno: il lontano 1954. James Olds e Peter Milner sono due neurofisiologi che studiano la formazione reticolare del cervello grazie alla stimolazione da elettrodi impiantati nel cervello delle cavie. Un giorno, per errore, impiantano in un topo un elettrodo in un’altra area. L’esperimento consisteva nel mettere il topo con l’elettrodo in una  grossa scatola i cui angoli erano contrassegnati con le lettere ABCD. L’arrivo nell’angolo A provocava un lieve elettroshock nel topo tramite l’elettrodo e l’animale avrebbe quindi dovuto evitare la zona. Il topo con l’elettrodo sbagliato invece non solo non si allontanava, ma continuava ad andarci ripetutamente, e cambiando la zona che dava l’elettoshock il topo seguiva. La povera bestia arrivava al punto di ignorare il cibo per continuare a ricevere lo stimolo, se messo di fronte ad una scelta, anche dopo un digiuno prolungato. Fu allora costruita per il topo una levetta in modo che schiacciandola fosse in grado di autoprocurarsi quel particolare stimolo. Il topo continuo’ a schiacciarla ogni cinque secondi con un impulso di un secondo ogni volta sino all’esaurimento delle forze. Fu scoperto cosi’ che nel cervello abbiamo un’area designata al piacere. Quando si passo’ ad esperimenti su esseri umani, si osservo’ che dosi di acetilcolina iniettate in quella specifica area del setto tramite una cannula impiantata portavano a piaceri intensissimi e ad orgasmi multipli della durata anche di mezz’ora. La stimolazione del setto e’ dunque il meccanismo per provare piacere, e tutto quello che porta a un potenziale elettrico in quell’area e’ desiderato e ricercato in quanto gratificante

La morale di questa storia e’ che non solo gli uomini, ma anche gli animali perseguono il raggiungimento del piacere e dell’appagamento quale e’ quello che puo’ essere indotto da un orgasmo. Gli orgasmi, a loro volta, sono un buon sistema per garantire che un animale spenda energia per accoppiarsi tramite la ricompensa del piacere: se non si prova piacere perche’ mai si dovrebbe andare incontro a tutti gli sconforti del sesso? La mannaia della selezione deve avere agito molto pesantemente in tal senso, selezionando orgasmi sempre piu’ intensi tra gli animali piu’ “adatti”. In mancanza della possibilita’ immediata di accoppiarsi (mancanza di partner perche’ si e’ chiusi in uno zoo, o perche’ si e’ unindividuo non dominante, o perche’ si e’ nel periodo interestro, o perche’ non si ha voglia in quel momento di cercarsi un partner), la masturbazione garantisce comunque la stimolazione dell’aria del setto del cervello collegata al piacere. La domanda semmai andrebbe ribaltata: come mai gli animali si masturbano cosi’ poco e non fanno come il povero topolino con l’elettrodo nel cervello? Per fortuna direi che hanno anche altre priorita’ come sopravvivere. E tra gli animali, ci tengo a sottolinearlo, includo ovviamente anche l’Homo sapiens.

Referenze

http://www.slate.com/id/2223013/

de Waal, F. (2007)  Chimpanzee politics: power and sex among apes. JHUPress, Baltimore

Burdach, K. F. (1837) Traité de physiologie considérée comme science d’observation, Volume 2, Librairie de l’Academie Royale de Medicine, Paris

http://www.aim.uzh.ch/orangutannetwork/CultureList.html

Waterman, J. (2010). The Adaptive Function of Masturbation in a Promiscuous African Ground Squirrel PLoS ONE, 5 (9) DOI: 10.1371/journal.pone.0013060

McDonnel, S.M., Spontaneous Erection and Masturbation in Equids

http://www.damninteresting.com/technology-and-the-pursuit-of-happiness

Published by tupaia on ottobre 7th, 2010 tagged comportamento, mammiferi


12 Responses to “Gli animali e il sesso fai-da-te”

  1. Uriel Says:

    Quando si passo’ ad esperimenti su esseri umani, si osservo’ che dosi di acetilcolina iniettate in quella specifica area del setto tramite una cannula impiantata portavano a piaceri intensissimi e ad orgasmi multipli della durata anche di mezz’ora.
    —-

    Uhm, scusa, non ho capito bene: dov’e’ che devo piantare la siringa?

    Uriel

  2. Mattia Menchetti Says:

    Articolo molto interessante ed esaustivo ;)

  3. heteroteuthis Says:

    Siamo sicuri che lo scoiattolo del capo ci veda bene??

  4. Uebmaestro Says:

    Ciao,

    concordo, articolo interessante.
    Anche se, ancora una volta, è impossibile mettere un punto fermo e chiaro su questioni comportamentali. Ci sono molte opinioni, molte probabilmente giuste. Ma non esiste una sola verità.
    Nel frattempo noi animali abbiamo altro da fare che preoccuparci del perché facciamo una cosa.

    Ah, credo però ti riferissi alla “regola 34″, non 24 :)

    ciao,
    u.

  5. Mar Kino Says:

    Ottimo articolo!
    Mi hai fatto ricordare le lezioni passate, nelle quali si descrivevano le abitudini masturbatorie di tori e stalloni, e tutti gli accorgimenti presi per evitarle, tra cui, su tutti, un fantastico anello metallico munito di spuntoni, grazie al quale, ogni volta che il pene veniva battuto contro l’addome produceva sensazioni tutt’altro che piacevoli. Agghiacciante a dir poco…
    Confermo inoltre la sproporzione tra testicoli e dimensioni corporee degli scoiattoli, estendendo la cosa a tutti i roditori. C’è da dire che, una volta aperti, il contenuto è prevalentemente formato da tessuto grasso, e i testicoli hanno dimensioni “normali”. Però fanno la loro figura! :)

  6. tupaia Says:

    uebmaestro: non esiste una sola verita’ soprattutto quando ci sentiamo coinvolti nella cosa e non ci piace l’idea che un nostro comportamento, che credevamo aderente alla nostra esclusiva volonta’, sia invece in ballo a leggi meccanicistiche piu’ grandi di noi ;-)
    Comunque si, nel caso specifico siamo ovviamente solo nel campo delle ipotesi e certo non pretendo di rivelare alcuna verita’ assoluta.

    Uriel: devi farti mettere una cannula fissa nel cervello con tanto di trapanazione del cranio, non so se ti conviene. A proposito, se ti riprendi il troll che se la prende QUI con te, Eugenio e Marta vi tolgo tutti e tre dalla moderazione.

    Mar Kino: nono, ti assicuro che i testicoli degli scoiattoli, quando scendono nello scroto in primavera, sono in proporzione davvero molto grandi, e non te lo dico per sentito dire, ne ho 165 in freezer in istituto ;-P

  7. heteroteuthis Says:

    non penso però che la prima ipotesi(quella sul ricambio degli spermatozoi) sia smentita dal fatto che la masturbazione avviene anche in animali dove non è presente competizione spermatica.
    la C.S. può dare una spinta evolutiva maggiore, ma rimane sempre il fatto che uno spermatozoo nuovo di pacca sia meglio di uno attempato e che quindi sia selezionato positivamente.
    Come nell’uomo dove, se mi ricordo bene, la motilita degli spermatozoi diminuisce dopo 4 5 giorni.

  8. Mar Kino Says:

    Uhm… allora le balle cicciose (termine scientifico e appropriato…) ce le hanno solo gli altri roditori… cavie, criceti, degu e gerbilli, che ho visto personalmente, sono tutta scena. Magari è una cosa tipica degli sciuromorfi?
    Devo assolutamente castrare un cane della prateria! Portatemelo!!! :)

  9. fuurio Says:

    grazie a youporn i miei sono sempre nuovi di pacca!

  10. peppo Says:

    video impressionanti, articolo appassionante… come sempre.
    bentornata tupaia, resti sempre la mia homepage!
    p.s. quando passi da qui fai un verso!

  11. Uriel Says:

    Uriel: devi farti mettere una cannula fissa nel cervello con tanto di trapanazione del cranio, non so se ti conviene.
    —-

    Lo sapevo che c’era la fregatura.

    —-
    A proposito, se ti riprendi il troll che se la prende QUI con te, Eugenio e Marta vi tolgo tutti e tre dalla moderazione.
    —–

    Sai che il trapano e tutta la storia del tubo nel cranio hanno un certo fascino, in confronto?

    Scherzi a parte, finche’ la gente ha dei pregiudizi verso l’omicidio, credo che non ci potremo liberare del benzinaio gay di soho…

    Uriel

  12. danilo Says:

    Io credo che la masturbazione sia un tipico esempio di pennacchio di Gould, cioè la conseguenza inevitabile (e potenzialmente utile, ma non selezionata per questo) di un’altra struttura, questa sì utile e selezionata. Per dirla in altri termini, credo ci sia una spiegazione sufficiente, per quanto magari non necessaria.
    La differenza essenziale fra vertebrati e invertebrati, a livello etologico, va cercata nella variabilità comportamentale. Per quanto riguarda l’accoppiamento, fra gli invertebrati si passa da esempi estremi (tipo api, o mantidi) a casi più blandi, ma rimane il fatto che, date determinate condizioni, il comportamento che segue è invariabile. Non così, o non sempre così, nei vertebrati. Noi abbiamo maggiore capacità di percepire il contesto, di raccogliere e elaborare dati ambientali, e di calibrare, in funzione del contingente, il nostro comportamento.
    Ma se il comportamento di un vertebrato dipende _anche_ dal contesto esterno, è ovvio che venga premiato selettivamente un rinforzo per i comportamenti che sono favorevoli alla trasmissione dei geni. Tale rinforzo, però, non deve essere una coazione, altrimenti la variabilità comportamentale se ne va per asparagi. Perciò il piacere del sesso, nel sesso, è un rinforzo ottimale. Non è quasi mai una coazione, ma è certamente una buona motivazione. Va pesato, certo, viene sottoposto a selezione per evitare che il rischio di perdere la testa sorpassi il vantaggio di avere un mucchio di figli. Ma, tutto sommato, funziona.
    Il pennacchio di Gould è che l’evoluzione usa quel che si trova sottomano (parrebbe un gioco di parole…). Voglio dire che magari (probabilmente) era più semplice che venisse selezionato il piacere allo stimolo dell’organo sessuale piuttosto che il piacere al riconoscimento del partner specie-specifico. Fra il resto, a ben guardare, un certo lassismo nel riconoscere il partner a favore del piacere sessuale potrebbe essere anche un fattore di evolvibilità…
    Sì, insomma, se l’orgasmo è utile a livello di propagazione dei propri geni, l’orgasmo autoindotto è solo una conseguenza non selezionata ma quasi inevitabile della selezione. La quale conseguenza può aver acquisito anche altre utilità, ma non necessariamente.
    In buona sostanza, se si può scegliere il comportamento, allora si diffonderanno i geni di chi sceglie un comportamento più adatto alla diffusione dei propri geni. Se la stimolazione dei genitali facendo sesso ti fa provare piacere, farai sesso, e quindi diffonderai i tuoi geni. Ma se la stimolazione dei genitali ti fa provare piacere, allora stimolerai i genitali. Il tutto entro i limiti delle tue oggettive possibilità meccaniche (penso sempre ai serpenti adolescenti. Due emipeni, e neanche una mano…), e della bilancia piacere/sopravvivenza.
    Per dire, dubito fortemente che un qualunque maschio di vertebrato che formi un lek si masturbi. Ma magari mi sbaglio.

Leave a Comment