Galeodea echinophora

Guardate questa conchiglia:

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Bella, no?  Non ha molto valore sul mercato, al massimo nove dollari, da una rapida ricerca su Google. I collezionisti pero’ l’apprezzano molto, per cio’ che appare da fuori. In fondo e’ li che molti di noi si fermano: al guscio esterno. Alzare il velo e vedere cosa c’e’ sotto e’ un operazione che alcuni temono, ma i piu’ ignorano.

Ammetto di avere avuto la stessa superficialita': ho trovato in vendita alcuni esemplari (piuttosto comuni in Mediterraneo) e li ho acquistati per la conchiglia. Poi, arrivata a casa, la sorpresa. Eccola:

Gli animali erano vivi e ho con stupore ammirato che anche i gasteropodi marini, come quelli terrestri, hanno gli occhi su peduncoli. Ovviamente era qualcosa che conoscevo, in teoria, ed era sciocco stupirsene. Solo, mai, mai prima mi era capitato di osservare un gasteropode marino guardarsi intorno con tanta nonchalance. La spiegazione e’ ovvia: i gasteropodi marini piccoli non ce la fanno a resistere fuori dall’acqua abbastanza d andarsene in giro. Un animale molto grande come questo evidentemente riesce a resistere meglio fuori dall’acqua. Pero’… pero’ mi ha lasciato senza parole. Ho preso gli esemplari con le “antennine” da fuori e con l’aria di volersene andare in giro e sono corsa a ributtarli in mare. Dubito che ce l’abbiano fatta, ma io la buona volonta’ ce l’ho messa. Tutti gli altri, quelli rimasti a casa, hanno dovuto subire il triste destino della preparazione, consistente in bollitura ed “eliminazione delle parti molli”.

Era triste pero’ uccidere le creature solo per il loro “esterno”. Per folle che possa sembrare, ho allora deciso di non sprecare niente e di degustare i miei campioni malacologici con olio e limone. Erano ottimi, ma non fatelo sapere in giro.

La terza sorpresa e’ arrivata quando ho cominciato a cercare in giro informazioni sulla biologia della mia cena, scoprendo che sia i miei testi che la rete sono estremamente laconici in proposito. Si sa che vivono in fondali sabbiosi oltre i 10 m di profondita’ e si seppelliscono parzialmente nel substrato; si sa che si nutrono di ricci di mare, per lo piu’ Echinocardium cordatum. Si sa che ci si arrampicano su grazie al piede robusto che resiste alle spine e che con la radula e secrezioni di acido solforico prima rimuovono le spine da una piccola area, poi si aprono un varco di un paio di mm nel riccio, da cui risucchiano gli organi lasciando solo l’intestino. Pochissimo altro.

Uno degli animali che ho … ehm…  sezionato conteneva una sacca piena di uova di circa 7 x 1.5 cm, mentre in altri due esemplari la sacca era vuota; evidentemente in basso Adriatico, dove sono stati pescati gli esemplari, maggio e’ il periodo riproduttivo.

Si e’ anche osservato che i giovani gia’ un giorno dopo la schiusa sono in grado di strisciare verso i ricci e di nutrirsi dei pedicelli o dell’epitelio tra le spine.

L’attenzione dei piu’ sembra pero’ essere rivolta a contare i tubercoli sulla conchiglia onde decidere in quante sottospecie suddividere il taxon. Penso che persino l’olio e il limone siano un fato migliore per l’animale rispetto ad una disputa tassonomica tra collezionisti di gusci vuoti.  Ammetto pero’ che l’ideale sarebbe lasciarle dove si trovano, sepolte tra la sabbia, imboscate a caccia di ricci.

N.B. la musica di Jurassic Park nel video l’ho scelta per ricordare che le conchiglie d questa specie si trovano spesso fossili in italia in strati del Terziario. Anche loro hanno una piccola dignita’ di “fossile vivente”.

Published by tupaia on maggio 10th, 2009 tagged uncategorised


11 Responses to “Galeodea echinophora”

  1. rosalux Says:

    Post caleidoscopico: questo scarto continuo dal “pet” all’oggetto di interesse scientifico alla prelibatezza culinaria è piuttosto spiazzante e insolito. Ammirata e perplessa: non so se correre a prendere una xamamina o mettere la gatta in pentola.

  2. Marco.S Says:

    uuh! bei lumaconi!
    Adriatico… ricordo le bavose che catturavo sugli scogli di Ostuni da baNbino e che finivano in allegre zuppe di pesce insieme a dei gamberi trasparenti veramente ottimi…
    Visto erano belle colorate (potevano anche essere tossiche? da una rapida ricerca pare di no), restavano in secche per giorni (come sopravvivevano?), e cosa che mi sconvolse e che ancora ricordo: mia madre ne scongelò una decina pescate il giorno prima, e un paio ancora SALTAVANO nella ciotola dopo lo scongelamento!
    e io che pensavo che l’acqua cristallizzando distruggesse i tessuti aumentando di volume… bah
    L’unica spiegazione che riesco a darmi è che il congelatore non raggiungiesse temperatore poi così basse, e che l’acqua salata congela a temperature più basse…

  3. dund Says:

    che carino il video con la musica epica, è commovente. ah, comunque buon appetito :)

  4. tupaia Says:

    Rosalux: infatti sono confusa anche io, se noti non ho inserito tag perche’ non sapevo come classificare il post.

    Dund: ho aggiunto nel post il motivo della musica “epica”

    Marco S. E’ successo anche a me con uno scorfano, saltellava ancora dopo alcune ore in congelatore. sospetto che il busillis sia si nel punto co congelamento dell’acqua salata, che e’ piu’ basso, ma di quello _interno_ delle cellule del pesce vivo, non di quello dell’acqua di mare.
    La bavose (gobidi) non sono assolutamente tossiche, sono solo piene di spine.
    Quando ho detto a un mio amico che la cassida (questo il nome comune del lumacone, mi sono dimenticata di scriverlo) ha la testa nero lucente e il piede giallo e l’ho mangiata, questo amico mi ha fatto notare che giallo e nero e’ sempre un avvertimento di pericolosita’ in natura (vedi api e serpenti).
    Ma no, non funziona cosi': le colorazioni aposematiche in fondo al mare sono molto diverse, a causa della differente penetrazione dei raggi solari: una cosa nera come la testa della cassida o rossa come le variegazioni delle bavose a una certa profondita’ sono invisibili, quindi non sono un segnale di pericolo

  5. Fabio Says:

    Le bavose sono blennidi.

    (mi odio anche io quando faccio cosi eh)

    Fabio

  6. tupaia Says:

    fabio: nono, fai benissimo! io confondevo le bavose coi ghiozzi, infatti: per me e’ tutta roba da zuppa

  7. dund Says:

    anche Calvino nell’introduzione all’ultima, bellissima cosmicomica (La Spirale) si chiede il perché dei colori di molti molluschi in ambienti bui e/o in assenza di organi atti a percepirli completamente. era una cosa che ti volevo chiedere e ora me l’hai fatta tornare in mente.

    in effetti i Conus che sono mostruosamente neurotossici, sono belli colorati sì ma non particolarmente aposematici. molti nudibranchi tossici invece sì, ma loro poverini hanno perso la conchiglia.

  8. giorgio Says:

    I tuoi post sono meravigliosi, ma non accetterei mai un tuo invito a cena

  9. dund Says:

    giorgio: e invece ti sbagli di grossissimo. parola di chi l’ha accettato.

  10. tupaia Says:

    Giorgio: fai bene ;-)

  11. Loki Says:

    wow!fiki i tuoi post. ho letto anche quello dei solifugi…si, mi terrorizzano nel sonno piu dei ragni!

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